ACI SANT’ANTONIO: “TENSIONI, VELENI, ABBANDONO AULA CONSIGLIERI OPPOSIZIONE, “ABBAGLIO REVISORI CONTI”. IL BILANCIO APPROVATO IN CONDIZIONI DISASTROSE

Approvati il Bilancio di Previsione e il Documento Unico di Programmazione

File:Municipio di Aci Sant'Antonio.jpg - Wikipedia

 

Caruso: “Fatico a capire i ritardi e i rilievi dei RevisoriÈ stata una seduta di Consiglio comunale importante quella che ha avuto luogo ieri sera ad Aci Sant’Antonio: sono stati approvati, infatti, il Documento Unico di Programmazione per il triennio 2021-2023, il Bilancio di previsione per l’anno 2021 e il Bilancio consolidato, ma mentre per il terzo punto si è arrivati all’approvazione senza problematiche disorta, per i primi due è stato affrontato un dibattito a tratti teso.Le problematiche sono nate a seguito dei rilievi sollevati dal Collegio dei Revisori dei Conti in merito al DUP e relativamente ad alcuni documenti approvati previamente dal Consiglio Comunale, come ad esempio il Piano Triennale delle Opere Pubbliche, documenti che a detta dell’Organo in questione avrebbero dovuto essere posti in esame dietroil parere dello stesso.

Il Segretario Comunale in merito a questo ha agevolmente chiarito che per la documentazione sulla quale sono stati sollevati i rilievi non serve parere dei Revisori perché si tratta tutti atti di indirizzo, documenti che bisogna considerare come parte integrata e integrante del DUP, che è un unico documento di programmazione.In seguito, poi, sono nate delle accese discussioni anche sulle tempistiche del Bilancio di Previsione, sulla scorta delle osservazioni dei Revisori.In tutta franchezza devo dire che faccio fatica a comprende i dubbi e i rilievi dei Revisori – ha dichiarato il Sindaco, Santo Caruso – considerando che lo scorso anno in merito al DUP abbiamo agito esattamente allo stesso modo, attraversando con gli stessi Revisori lo stesso identico iter senza alcun problema. Mi chiedo quindi, a cosa sia dovuto questo radicale cambio di impostazione nell’affrontare un percorso già noto e che non ha palesato complessità.“Riguardo il Bilancio di Previsione, invece, credo che sia stato preso un abbaglio non indifferente da parte dei Revisori: va assolutamente rilevato che ad oggi abbiamo un attivo di cassa di 1.700.000 euro e che gran parte della cassa, con le principali entrate dell’Ente, deve ancora essere riscossa, a partire dalla TARI, con la scadenza dell’acconto spostata dal 30 novembre al 31 dicembre, e dall’IMU.

Stiamo parlando,quindi, di un Comune sano che non utilizza e non ha mai utilizzato anticipazioni di cassa, e che prevede per la fine dell’anno un importante attivo di milioni di euro.“In tutto questo, poi, mi rammarica il fatto che i due Consiglieri di Opposizione presenti abbiano abbandonato l’aula senza fare alcuna proposta o controproposta, di fatto tralasciando gli oneri del proprio importante ruolo: per un consigliere comunale credo che il bilancio di previsione sia uno strumento principe. È sicuramente facile agire in questa maniera, senza condividere e senza dare alcun apporto, senza mostrare alcuna visione, ma non credo sia per questo che ricoprano il ruolo attribuito dai cittadini.“Va fatto notare, infine – ha continuato il primo cittadino – che abbiamo anche dovuto dibattere su base di una relazione presentata dai Revisori con ampio ritardo, ben oltre il tempo previsto dal Regolamento Comunale: è arrivata in Consiglio solo ieri mattina e non c’è stato il tempo per i Consiglieri di visionarla, né per la Commissione di studiarla.“Insomma, questa confusione di certo non aiuta i lavori del Consiglio né la gestione della cosa pubblica per la comunità. Bisogna fare appello, in questo caso, al senso di responsabilità di ciascuno degli attori che partecipano a queste forme di gestione e, si badi, non sulla base di una aleatoria fiducia nel futuro, perché abbiamo dimostrato con i fatti che in questi anni proprio nell’ambito della programmazione e del bilancio i lavori sono stati portati avanti con frutto: non è un caso che abbiamo risanato un bilancio in condizioni disastrose, facendo di fatto rinascere Aci Sant’Antonio, e sulla base di questa straordinaria azione è di tutta evidenza che consideriamo delicato ogni passaggio, senza approntare scenari fantasiosi.“Sono lieto dell’approvazione dei punti – ha concluso – e ringrazio per questo i Consiglieri comunali e gli uffici che hanno permesso di ottenere i risultati che conosciamo. Mi auguro che in futuro non si arrivi a queste forme di dibattito, che lasciano sul campo solo veleni e di certo non danno alcun apporto utile”.

Ma chi comanda nel M5S? Grillo contestato nel ruolo di “suggeritore”, Conte chiede spiegazioni sulla “riforma della giustizia” e il comportamento dei ministri

 

Sul dissidio nato  tra i gruppi parlamentari M5S e i ministri pentastellati ,travolti dal Presidente del Consiglio Draghi,sul tema della riforma della giustizia, varata nell’ultimo Consiglio dei ministri si è creata una’  appendice.      E’ scattato un ‘incontro convocazione dei  direttivi grillini di Montecitorio e Palazzo Madama dopo il pressing degli eletti, che contestano vibratamente dopo quello che viene bollato (nelle chat interne ma anche sui social) come l’ennesimo “tradimento”.

Tutti attendono di sapere il ruolo di Conte e di Beppe Grillo. Il primo ha chiesto autonomia e l’esclusione di qualsiasi interferenza, il secondo pensa di essere oscurato dalla capacità manageriale e dal vasto consenso che solleva in Italia e nel mondo Giuseppe Conte. Non c’è ancora un punto di incontro. Intanto Grillo continua a fare il “suggeritore”.

I più accesi sostenitori della riforma Bonafede si allineano con Conte che, in primis ha contestato la nuova riforma. Tra questi la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, che sui social si interroga: “I direttivi Camera e Senato hanno dato indicazione di astenersi su un provvedimento che, da quello che leggo, rappresenta il ritorno ad un’anomalia italiana e rischia di trasformarsi in una falcidia processuale?“. “

M5s, corsa contro il tempo per ricucire. Spiragli di dialogo Conte-Grillo -  Affaritaliani.it

“C’è stato un incontro nel quale i direttivi dei due rami del Parlamento hanno scelto di indicare la strada dell’astensione. I ministri sono stati informati di questo, poi ci sono state interferenze…”, probabilmente un  intervento di Beppe Grillo che, , avrebbe ispirato il dietrofront dei ministri M5S in Cdm, su pressing di Draghi in persona.              Argomento molto caldo che dovrà essere discusso domenica pomeriggio alla presenza dei ministri Fabiana Dadone, Luigi Di Maio, Federico D’Incà, Stefano Patuanelli e della sottosegretaria alla Giustizia Anna Macina.

L’ex ministro Danilo Toninelli,  invoca un voto degli iscritti perché, prosegue, “è giusto che i cittadini sappiano che nel Consiglio dei ministri di ieri è stato presentato un emendamento governativo al testo Bonafede sulla giustizia penale, con modifiche che vanno ben oltre l’accordo precedentemente raggiunto con il Partito democratico e Liberi e Uguali”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore ‘contiano’ Gianluca Castaldi: “Il M5S si è fatto sfogliare, per la ennesima volta con il governo Draghi come un carciofo. Per me la goccia che fa traboccare il vaso… Per me, la decisione di ieri, apre una fase nuova, dal punto di vista personale, che non esclude altri modi di poter restare fedeli ai nostri principi”. 

Covid, allarme variante inglese, ancora più letale- Nuovo Lockdow? Solo per le zone rosse, per altri sarebbe davvero la fine dell’economia e del vivere quotidiano

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 Si richiede da più parti nuovo lockdown. Scontro su stop a sci

Mentre il numero dei vaccinati in Italia supera i 3 milioni (3.044.535),e siamo tra i primi al mondo, cresce l’allarme per le varianti del Covid. Dall’Iss al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie fino al Cts l’invito è lo stesso: bisogna “rafforzare” le misure. Alcuni esperti chiedono un nuovo lockdown.

Bisogna rafforzare le misure in Italia per contrastare le variante inglese del coronavirus e arginare la diffusione del Covid. La richiesta più pressante proviene dall’Istituto superiore di sanità (Iss),  “Considerata la circolazione” della variante inglese di Sars-CoV-2 “nelle diverse aree del Paese, si raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante Voc 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il Paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“.

Il Cts si era espresso negativamente, visto l’incremento della circolazione delle varianti con “numeri alquanto preoccupanti”, “di evitare ulteriori riaperture”. Era stata questo l’indicazione data in risposta a un quesito del ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull’opportunità di aprire gli impianti sciistici. Di qui la decisione del ministro Speranza di firmare il discusso provvedimento che vieta lo svolgimento delle attività sciistiche amatoriali fino al 5 marzo 2021.

Le varianti di coronavirus minacciano l’Europa, con il pericolo di un contagio più ampio e di un aumento del numero dei morti. “Il rischio di ulteriore diffusione del coronavirus Sars-CoV-2 nell’Unione Europea/Spazio economico europeo è attualmente valutato da alto a molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per le persone vulnerabili”, spiega il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc nel suo aggiornamento della valutazione del rischio.

Ora è diventato un rito.Contro il provvedimento di Speranza hanno espresso vibrata protesta alcuni governatori di Regione ma anche il neoministro per il Turismo. “Delusione è una parola fin troppo gentile. C’è molta rabbia, non nel merito in sé, non siamo scienziati e al primo posto viene la salute. Ma spero che quanto accaduto sia l’ultima volta”. Così Stefano Bonaccini, presidente delle Conferenza delle Regioni e dell’Emilia-Romagna. “Non si può arrivare a decisioni del genere con così poco preavviso. Mai più decisioni del genere con queste tempistiche, non è più tollerabile. Serve un nuovo metodo”….

Il ministro Garavaglia, dopo l’incontro in Regione Lombardia con gli operatori turistici del mondo dello sci organizzato per “capire l’entità del danno subito”,: “Il danno è legato a una scelta del Governo, e i danni vanno indennizzati, non bisogna parlare di ristori“.

 Con l’indice Rt in risalita a 0.95 e l’istituzione di diverse zone rosse in diversi comuni italiani, l’esigenza di una una immediata e rigorosa stretta è stata sollecitata da numerosi esperti, ma non tutti sono d’accordo con l’esigenza del ritorno a una chiusura totale. A caldeggiare un lockdown di un mese, è in primis Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza coronavirus.

Anche il professor Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all’Università di Padova. “Il 20% dei contagiati presenta la variante inglese e la percentuale è destinata ad aumentare. Bisognava fare il lockdown a dicembre, prevenendo tutto questo, mentre ora siamo nei guai. Serve un lockdown duro subito per evitare che la variante inglese diventi prevalente e per impedire che abbia effetti devastanti come in Inghilterra, Portogallo e Israele. E neanche zone arancioni, va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti”.

ARCHITETTI DENUNCIANO UN BANDO DEL COMUNE DI ACI SANT’ANTONIO- IL SINDACO CARUSO, “NON ABBIAMO FATTO UN BANDO PER GLI ARCHITETTI “

Comune di Aci Sant’Antonio: bando per assunzione di 4 risorse all’Ufficio Sisma

«SELEZIONE ILLEGITTIMA ESCLUDE 18 ARCHITETTI: La denuncia del presidente degli Architetti di Catania Alessandro Amaro

MA IL SINDACO CARUSO RISPONDE: “NON ABBIAMO FATTO UN BANDO CON SPECIFICHE O ARCHITETTI..”

 

Catania: architetti, Alessandro Amaro eletto presidente

Alessandro Amaro, funzionario Genio Civile di Ct

 

CATANIA – 

«Trovo assolutamente inaccettabile la decisione di non annullare in autotutela il bando che ha visto la mancata ammissione di 18 Architetti senza alcuna reale motivazione. Nessun requisito, infatti, esclude la nostra categoria: è un fatto gravissimo. Siamo pronti a fare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per restituire dignità alla nostra professione». Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Catania Alessandro Amaro commenta così la vicenda del bando pubblico indetto dal Comune di Aci Sant’Antonio per l’assunzione a tempo pieno e determinato di 4 unità con profilo di “Istruttore direttivo tecnico” presso l’Ufficio sisma.

«Nell’istanza – spiega Amaro – al punto 1 dei requisiti viene chiesto di “essere in possesso della laurea magistrale in ingegneria civile, ingegneria edile o equipollenti, da dimostrare a pena di esclusione con votazione minima di 100/110”. Con competenze e professionalità che appartengono in egual misura anche agli Architetti, la cui laurea è equipollente a quella richiesta, proprio nell’ambito dei concorsi pubblici. Al punto 4 dello stesso bando, invece, si legge “abilitazione all’esercizio della professione di ingegnere” con evidenti elementi di ambiguità delle clausole».

Una contraddizione (o un difetto di forma), secondo quanto sottolineato dal massimo esponente della categoria etnea, che nella fase interlocutoria – in data 10 luglio – ha chiesto attraverso l’Avv. Anna Arena (legale dell’Ordine) di ritirare il bando per riformulare i termini della selezione: «In base alle competenze richieste, infatti, nulla impedisce agli Architetti di presentare la propria candidatura. Eppure, tantissimi professionisti iscritti al nostro Ordine – dopo essere stati inseriti con riserva – hanno visto successivamente negata la loro partecipazione: tra loro, inoltre, c’è anche chi all’interno degli stessi uffici sta ricoprendo lo stesso ruolo da mesi (vincendo la precedente selezione), non potendovi improvvisamente più accedere».

«Una scelta illegittima – prosegue Amaro – senza alcun percorso argomentativo e motivazionale, dove si configurano gravi vizi per manifesta infondatezza, evidente irragionevolezza, contraddittorietà ed eccesso di potere. Inoltre, il bando viola importanti princìpi costituzionali alla luce della sentenza 2709 del 27 maggio 2014 del Consiglio di Stato: “nelle ipotesi di clausole ambigue di gare si deve accogliere l’interpretazione che tutela gli interessati di buona fede, salvaguardando così l’ammissibilità delle offerte e consentendo la maggiore partecipazione agli offerenti, sì da tutelare l’interesse pubblico. Ciò in vista del favore della partecipazione del maggior numero possibile di concorrenti alle pubbliche gare, al fine di ottenere le prestazioni richieste a un prezzo quanto più vantaggioso, in termini qualitativi e quantitativi per l’Amministrazione”».

Ferma e decisa la conclusione del presidente degli Architetti etnei: «Abbiamo chiesto l’annullamento, ricevendo una risposta inaccettabile che esprime contenuti discriminatori e non rispondenti alle norme vigenti riguardanti la nostra categoria. Proseguiremo la nostra battaglia presentando ricorso al TAR per garantire i princìpi di legalità e trasparenza, in una vicenda dove – purtroppo – appaiono troppe ombre».

 

SUD LIBERTA’ HA INTERPELLATO IL COMUNE DI ACI SANT’ANTONIO E CHIESTO DEL SINDACO CARUSO PER AVERE CHIARIMENTI A RIGUARDO.   IL PORTAVOCE STAMPA  SEBASTIANO AMBRA CI HA INVIATO SUBITO QUESTO COMUNICATO STAMPA

 

IL SINDACO CARUSO : “NON ABBIAMO PARLATO NEL BANDO DI ARCHITETTI NE’ ABBIAMO FATTO SPECIFICHE. E ALLORA?

Bando per l’Ufficio Sisma, Caruso replica alle polemiche: “La Delibera di Giunta è chiara: si parla soltanto di tecnici laureati, senza specifiche” In seguito alla polemica sollevata dall’Ordine degli Architetti di Catania in merito al bando per l’assunzione a tempo pieno e determinato di 4 unità con profilo di ‘Istruttore direttivo tecnico’ presso l’Ufficio Sisma del Comune di Aci Sant’Antonio, il Sindaco della Città del Carretto Siciliano, Santo Caruso, risponde: “L’Amministrazione non ha alcuna responsabilità in merito alla polemica sollevata: con la Delibera 171 del 2019 la Giunta diede un preciso atto di indirizzo nel quale si parlava solo e soltanto di Istruttori Amministrativi Categoria C e di Istruttori Direttivi Tecnici Categoria D. Non veniva fatta alcuna richiesta specifica di categoria, non si parlava di architetti o ingegneri, ma si parlava di tecnici laureati, e basta: sia chiaro che politicamente non c’era e non c’è alcuna volontà di escludere delle categorie. Quanto contestato adesso è da imputare agli Uffici comunali, perché sono gli Uffici che hanno predisposto il bando così com’è: nulla osta, da parte nostra, per ritirarlo, ma è chiaro che l’ultima parola spetta agli Uffici”.

 

 

 

 

 

Inaugurazione Ponte Himera: dopo cinque anni il calvario sta finendo

 

 

Riaperto il viadotto Himera lungo la A19Cancelleri: «Alla Regione si dimettano tutti»

L’Anas  ha inaugurato il nuovo viadotto Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania. Trascorsi quasi sei anni quando venne chiusa,alla presenza del ministro delle Infrastrutture Paola De Michelis  è stato  inaugurato il nuovo viadotto Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania.

Ricorderemo che nell’aprile del 2015 alcuni piloni cedettero a causa di una frana e la chiusura del viadotto spezzò in due l’autostrada con notevoli disagi per la circolazione. Presente anche il vice ministro Giancarlo Cancelleri.

«Penso che le dimissioni dovrebbero rassegnarle tutti quanti alla Regione, la montagna franata 5 anni fa, che fece sedere i piloni del ponte Imera, sta ancora lì e non hanno mosso un dito» ha affermato  il vice ministro delle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ai cronisti, a margine dell’inaugurazione del ponte Himera dopo 5 anni di lavori, a proposito delle dimissioni, respinte dal governatore Nello Musumeci, dell’assessore ai Trasporti Marco Falcone che aveva promesso la remissione delle deleghe nel caso in cui l’Anas avesse riaperto il viadotto entro il 31 luglio come annunciato nelle scorse settimane non credendo agli impegni assunti dopo i tanti rinvii. «Le dimissioni di Falcone poi respinte rientrano in una vicenda stucchevole», ha aggiunto Cancelleri.

«Su questo tratto di una autostrada abbiamo investimenti importanti che comportano l’apertura di tanto cantieri. Il calvario purtroppo non è finito, ma dobbiamo mettere a posto l’autostrada, sono impegni per noi è per gli utenti. Questo lavoro non si fanno dal giorno alla notte. Se vogliamo fare lavori purtroppo dobbiamo pagare dei rallentamenti» ha invece detto l’amministratore delegato di Anas Massimo Simonini.

«Il governatore Nello Musumeci dice che non c’è niente da festeggiare? Stiamo lavorando molto, in Sicilia come per resto d’Italia – aggiunge Simonini – Le lentezze sono dovute alle imprese, stiamo dando 30 per cento anticipazioni alle aziende proprio per spingere le imprese anche a lavorare di notte, non tutte hanno le forze». I rapporti con la Regione siciliana? «Dal mio punto di vista c’è collaborazione con la Regione, come Anas continuiamo il nostro lavoro per farlo al meglio poi la Regione può decidere cosa fare e anche se ci sono punti di vista differenti noi andiamo avanti per fare il nostro lavoro».

Parola del Presidente Musumeci:”I dipendenti regionali sono improduttivi e si grattano la pancia dalla mattina alla sera”

Timbratura cartellini per presenza docenti, a Cevignano per motivi ...

(Archivi-Sud Libertà)

 

di      R.Lanza

 

Palermo –

.Polemiche per una dichiarazione del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci nel corso di un convegno sull’energia a Catania,  “l’80 % dei dipendenti regionali si gratta la pancia”  

Musumeci ha definito i dipendenti regionali anche  “improduttivi», gente che «si gratta la pancia dalla mattina alla sera». «Affermazioni gratuite per i sindacati, che lasciano senza parole – denunciano i sindacati – non solo perché poco eleganti, per dirla così. Ma anche perché pronunciate dal formale datore di lavoro. ». Per i confederali, «è la riforma che non c’è, la chiave di tutto». «Fare finta di nulla – sostengono – lasciare il mondo com’è e poi andare addosso ai lavoratori, fa pensare al tentativo di scaricare sui dipendenti l’incapacità di realizzarla, la riforma».

Musumeci è anche assessore ad interim del dipartimento ai beni culturali e dell’Identità siciliana. Certamente non è uomo che inventa una dichiarazione tanto impopolare se non avesse fatto dei riscontri sui luoghi di lavoro. Ha coraggio, bisogna prenderne atto. Il suo predecessore-Crocetta – si scagliava contro i forestali -perchè aveva detto che alcuni forestali erano gli autori degli incendi  per garantire l’occupazione.  Le cronache del tempo in diversi casi confermavano la “verità” di Crocetta.Musumeci che è anche un acuto osservatore e conosceva-come politico dirigente e giornalista capocronista di un periodico siciliano- la burocrazia della pubblica amministrazione siciliana. Ha capito come funzionano gli uffici della Regione Siciliana. Chi dice il contrario ha interessi di parte e difende il contributo sindacale.

Assenteismo: in Italia il tasso più basso in aziende private

E il fenomeno assenteismo ad esempio, specie quello dirigenziale è sotto gli occhi di tutti. Oggi è molto ridotto certo, l’ombra del magistrato aleggia dapertutto.  Al dipartimento ai beni culturali i dirigenti hanno sempre “timbrato il cartellino”, cioè passato il classico badge una sola volta al giorno per un inusitato ordine di servizio regionale di un direttore generale dei beni culturali esperto in magia e  affari di prestigiazione.

La cosa è passata inosservata e messa sotto silenzio. E nel passato alle Soprintendenze,in particolare a Catania persino il caposervizio personale – è una cosa notoria -all’epoca della ex soprintendente Vera Greco, venica-    (circostanza all’attenzione della Guardia di Finanza che allora chiese chiarimenti al vertice -)  in ufficio da Adrano, dove risiedeva,  alle ore 945-10 del mattino anzichè alle 7.30 per rispondere alle istanze degli utenti.           E’ innegabile e nessuno lo può negare alla propria coscienza   Oggi i dipendenti probabilmente restano al loro posto ma non si può escludere che tanti di essi come afferma il governatore Musumeci- “si grattino davvero la pancia” o si tocchino altre parti del corpo..

Tour di Salvini nelle spiagge della Sicilia

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Foto d’Archivio -Sud Libertà-    La Cattedrale di Catania

Sembra indifferente a tutto il ministro Matteo Salvini, a Catania dove assorbe  dure contestazioni all’esterno del municipio , dove centinaia di persone si sono radunate per esprimere il dissenso al vicepremier “Io chiamo a raccolta il popolo del sì”afferma candidamente.     Sa bene il leader della Lega che il governo Conte però non accetta “la narrativa” del no. “Abbiamo salvato il Comune di Catania, senza essere degli eroi. Ora gli autobus a Catania funzionano e i dipendenti sono al lavoro. Io rispondo coi fatti. In democrazia è giusto contestare”.  Il ministro dell’interno prosegue il suo tour e più tardi sarà a Siracusa al “Ponte Lucia”- Una battuta su Renzi che vuol ritardare le elezioni: “E’ ridicolo e un politico finito nel Pd”

 

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IL M5S: “SALVINI NON SFRUTTI CATANIA PER LA SUA VETRINA PERSONALE”

“Mi risultano-numerose telefonate all’insegna della poltrona, per una ammucchiata per non mollare la poltrona. E’ una certezza. C’era il patto della crostata, questo è il patto della poltrona. Per carità, io non faccio il santo però è veramente di uno squallore imbarazzante l’appello di Renzi ai 5 Stelle”. “Io non ho fretta, è l’Italia che ha fretta. Ogni giorno perso è un danno per l’Italia. Renzi dice ‘prendiamoci tempo’, ma come, c’è una manovra ambiziosa d fare in autunno, sembra davvero surreale questo discorso”. “L’appello di Renzi – aggiunge – è fondato sulla paura, paura di ascoltare il popolo, cosa c’è di più bello che non fare decidere i cittadini”.  Renzi però si copre di ridicolo, abbiamo visto tutti come il M5S abbia giudicato e trattato Renzi: un sostenitore delle banche che nel passato è andato avanti solo con i decreti legge governativi”

Ma l’arrivo del leader della Lega, inevitabilmente, risulta indigesto anche al M5S siciliano.    Abbiamo una nota informativa: “Alla luce della crisi di governo voluta da Matteo Salvini appare assolutamente fuori da qualsiasi grammatica politica e di bon ton istituzionale la sua visita prevista nel municipio di Catania per incontrare sindaco e giunta. Un incontro che, sotto la patina istituzionale, è una vera e propria passerella elettorale e che sancisce, di fatto, l’apertura della sua campagna elettorale”.

“Cosa deve fare Salvini? –  Scambiare quella che è nella sua visione la ‘cambiale’ del salvataggio della città per raccattare voti? Non glielo permetteremo – prosegue la nota – Catania è stata aiutata nel periodo più critico della sua storia dal Movimento Cinque Stelle, dal vice ministro Castelli e dai suoi parlamentari. La Lega aveva poi bloccato sia gli aiuti a Roma sia quelli a Catania. Salvini rimanga dov’è più abile: nelle spiagge a mettere musica. Non sfrutti la città per le sue vetrine personali”.

 

 

 

 

 

Torre Annunziata: in cantiere il “Gay Pride” 2020

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l’Associazione Arcigay di Torre Annunziata richiede di poter organizzare una manifestazione al Comune.      Il Comune risponde che sarà concesso il beneplacito  previo esame della proposta-richiesta in consiglio comunale e in seno alla giunta guidata dal sindaco Vincenzo Ascione.

C’è già la data con tanto di richiesta di partecipazione da tutta Italia: 20 giugno 2020. Esattamente l’estate prossima. Il gay pride edizione 2020 è al momento soltanto in cantiere, ma per la città è già un evento prossimo, come quello tenutosi nella scorsa edizione a Pompei, e che suscitò non poche polemiche. C’è chi approva ma c’è anche chi contesta-tra questi i sacerdoti -il tipo “particolare” di manifestazione

L’INDECENZA DI ALTI CACHET AGLI ARTISTI PROSEGUE SENZA SOSTE: A CLAUDIO BAGLIONI PER SANREMO 600 MILA EURO

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Svelato il cachet di Claudio Baglioni.  direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2019. Sarebbe  pari a 585.000 Euro, identico a quello dello scorso anno senza alcuna variazione”, rende noto un comunicato Rai “L’impegno contrattuale di Baglioni per l’edizione 2019 –  – è iniziato a giugno 2018 e quindi ben 5 mesi prima rispetto all’edizione precedente che, si ricorda, ha ottenuto una media di 10.971.493 spettatori con il 52% di share”. La Rai ribadisce inoltre “che i costi complessivi della 69° edizione sono in linea con quelli precedenti. Più in generale l’azienda rende noto che gli uffici dell’ad Fabrizio Salini stanno ultimando un piano di razionalizzazione e di contenimento dei cachet per conduttori e talent”..

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Per gli artisti  Claudio Bisio e Virginia Raffaele“, si parla di un precontratto già firmato “per una cifra di 450mila euro (lui) e 350mila (lei)”. Si tratta -afferma la direzione Rai -di “numeri in linea con il mercato televisivo (se no vanno tutti a Mediaset) e in equilibrio – si spiega – con quelli dello scorso anno quando Baglioni incassò 600 mila euro (quest’anno il ritocco all’insù è giustificato dal grande successo del Sanremo 2018), mentre Michelle Hunziker e Favino si portarono in banca rispettivamente 400mila e 300mila euro”.

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Marcello Foa, Presidente Rai nella Foto sopra

Già, ma in un contesto generale di lotta agli sprechi e di disoccupazione incalzante con giovani laureati e diplomati che vanno all’estero per uno stipendio medio europeo di un migliaio di euro, le cifre pattuite con gli artisti e con Claudio  Baglioni, già pieni di soldi, di gloria, di pubblicità, sono un’ulteriore offesa al Popolo italiano che guadagna- e non tutti- solo uno stipendio e non ha alcuna vetrina.    Occorre davvero rivedere politicamente un tariffario onesto e decente.   Quello diffuso da Viale Mazzini oggi è una vera e propria indecenza.

Decreto Sicurezza e Prescrizione : Scintille oggi in Aula tra i deputati presenti

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Il decreto Sicurezza passa senza intoppi, parola di Matteo Salvini. , il vicepremier ha confermato che oggi il decreto tanto sponsorizzato dalla Lega sarà votato – e approvato – dal Senato, negando dunque le voci di un possibile passo indietro da parte del Movimento Cinque Stelle in attesa che si sblocchi la discussione sulla prescrizione. 

Dopo ore di confronti telefonici, Conte, Salvini e Di Maio sarebbero arrivati a un accordo per blindare intanto il decreto Sicurezza e poi per riunirsi nel tentativo di trovare una soluzione al problema della prescrizione. “Prevedo che il dl Sicurezza passi oggi e sarà un passo in avanti per la sicurezza degli italiani – ha dichiarato Salvini . Di delinquenti italiani ne abbiamo abbastanza […]. Nel dl sicurezza e immigrazione che donerò agli italiani ci saranno regole più severe per i delinquenti”.  Anche per la prescrizione Salvini afferma che saranno superati tutti i dubbi: si farà, vogliamo tempi certi per chi entra nei tribunali Se sul decreto Sicurezza un accordo si sarebbe raggiunto, sulla prescrizione nessuno dei due vicepremier sembra intenzionato a fare un passo indietro 

Non basta che la riforma della prescrizione si faccia, “si deve fare nei tempi e nei modi richiesti dai pentastellati “che su questo punto non sono intenzionati a indietreggiare di un millimetro.

Chi sbaglia deve essere punito,- affermano in coro unanime i pentastellati – in Italia come in altri Paesi europei. E se è vero, come ha sostenuto in tempi recenti l’avvocato generale della Corte europea, che in Italia esiste “un rischio sistemico di impunità”, è altrettanto vero che le proposte del ministro Bonafede rappresentano una soluzione concreta al problema.

Con lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, non ci sarà più nessuna “campanella” a salvare i delinquenti. Non assisteremo più allo spettacolo assurdo di persone riconosciute colpevoli dal tribunale, magari condannate a diversi anni di carcere, che semplicemente la passano liscia perché il processo è durato troppo e non c’è più tempo per una sentenza definitiva. Basta con i furbetti che, negli anni, hanno fatto della prescrizione uno strumento per evitare di pagare il proprio conto con la giustizia, puntando sulle lungaggini processuali o cercando sempre nuovi espedienti per guadagnare tempo. E’ una anomalia tutta Italiana e va corretta! Solamente qui da noi la prescrizione è fatta per garantire e favorire l’impunità. E’ inaccettabile, ed è per mettere fine a questo meccanismo malato che una nuova norma, voluta dai cittadini, è pronta per cambiare le cose sul serio.

Sospendere la prescrizione dopo “il primo grado” significa che i “reati” commessi da truffatori, ladri, evasori, corrotti e tanti altri non “scadono”. Questo, insieme ad altre misure organiche studiate per il sistema giudiziario nazionale, consentirà, finalmente di arrivare fino alla fine dei procedimenti e di colpire davvero i criminali. Il tutto tenendo sempre ben presente il fatto che un processo deve avere una durata ragionevole. La giustizia, quella vera, concreta e certa nella quale crediamo, non ha date di scadenza. E’ più che ragionevole: 

Dopo i tentativi dei deputati, le ostilità sono state sospese in attesa di un incontro tra i leader e il premier Conte. Intanto la Lega si prepara a festeggiare l’approvazione del decreto Sicurezza. “Il Governo ha il diritto di andare avanti per 5 anni – ha affermato Matteo Salvini. Quando si tocca la giustizia bisogna essere sempre molto attenti. La Lega è nata per combattere corrotti e corruttori. Quello che vorrei evitare sono i processi infiniti. La riforma della prescrizione c’è nel contratto e si farà. Vogliamo tempi certi per chi entra nei tribunali”.