Messina, uomo entra in tabaccheria,ferisce la titolare,poi si toglie la vita

 

MESSINA

Inquietante sparatoria alla tabaccheria Sabato di viale San Martino, a Provinciale, di fronte alla Chiesa di Santa Maria di Gesù.   

Un uomo, di circa 65 anni, è entrato nel locale tabacchi e, per motivi ancora da chiarire e scoprire, ha sparato contro una donna per poi rivolgere l’arma contro se stesso e suicidarsi a sua volta. L’uomo ha perso la vita mentre la donna,ferita, è stata trasportata d’urgenza al Policlinico “G.Martino”.  Al nosocomio universitario si troverebbe anche la moglie, con cui l’uomo avrebbe  litigato prima di uscire di casa e compiere l’efferato delitto   .Si apprende che la  donna ferita all’interno del tabacchino sarebbe la titolare del locale di 78 anni,  giunta al Pronto Soccorso messinese  in codice rosso.

Sul posto i vigili del fuoco, le ambulanze del 118 e la Squadra Mobile della polizia, che sta indagando sull’episodio per ricostruire le dinamiche della vicenda.

NAPOLI: SEQUESTRI APPARTAMENTI A BOSS DEL CLAN MAZZARELLA

 

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Napoli

Un gran da fare per gli agenti della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali  della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, che hanno notificato ieri   due decreti di sequestro di beni emessi dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione(nella foto sopra).

Gli inquirenti hanno svolto indagini tese a scoprire patrimoni veloci ed illecitamente posseduti.   Nella rete è finito un appartenente al Clan Mazzarella A lui è  stato sequestrato ad A.E., 46enne napoletano , un appartamento sito in via Pisanelli la cui provenienza è da ricondursi all’illecita attività dell’uomo.

Altro sequestro.  In Via Carbonari è stato sottoposto a sequestro un appartamento acquistato in assenza di disponibilità economiche lecite da R.D.V., 53enne napoletano anch’egli contiguo al clan Mazzarella, attualmente detenuto in seguito ad una condanna a 28 anni di reclusione per aver partecipato ad un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti operante nella zona del centro storico di Napoli.   Si apprende che il valore  complessivo dei beni sottoposti a sequestro ammonta a circa 300mila euro.   La parola ora spetta alla difesa.

 

Arresti domiciliari per”malviventi palermitani” : reati di “lesioni,rapina ed odio razziale”

La Procura di Palermo

La polizia di Stato di Palermo ha eseguito all’alba di oggi un’ordinanza della Procura di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti “di un nutrito gruppo di malviventi palermitani”. che hanno aggredito un gruppo di cittadini bengalesi

I   reati contestati sono  di rapina e lesioni, aggravate dall’odio razziale. L’inchiesta è stata condotta dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di P.S. ‘Zisa-Borgo Nuovo’ “che hanno indagato su  un grave e cruento episodio, risalente a pochi mesi fa, quando una banda di giovani, armati di mazze da baseball e sedie, fece irruzione in un Market in via Casella e aggredì il titolare, cittadino del Bangladesh e gli avventori presenti, suoi connazionali”. Le vittime furono fatte bersaglio di calci e pugni e una di loro, trascinata nel retrobottega del negozio e malmenata, subì la rapina dell’anello che portava al dito.

Gli inquirenti informano pure che si organizzò  una vera e propria spedizione punitiva contro un cittadino bengalese, colto per strada in “atteggiamento inopportuno” e per questo già “redarguito oralmente”. “La vittima subì calci e pugni, bersaglio pure di  espressioni ed epiteti di disprezzo razziale. La violenza del gruppo si estese poi anche a gestore ed avventori, anch’essi bengalesi di un esercizio etnico ove la vittima aveva cercato rifugio”.

CALTAGIRONE: CROLLA UNA PALAZZINA, LIEVI FERITE DI UNA COPPIA DI CONIUGI

 

Un crollo di una palazzina a Caltagirone sta provocando paura e preoccupazione fra la gente locale e gli amministratori e tecnici del Comune.A Una coppia di coniugi che si trovava al momento del crollo  sul terrazzo di una palazzo attiguo è stata messa in sicurezza ed allontanata dai vigili del fuoco. Si apprende che i due coniugi  hanno  riportato delle lievi escoriazioni e piccole ferite.  Sul posto  ambulanze del 118,  personale medico, carabinieri e polizia  Già redatto un verbale che sarà trasmesso alla Procura competente per l’accertamento di eventuali responsabilità.

SGregorio di Catania: motociclista si schianta contro la barriera della superstrada

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Catania

Incidente stradale mortale  lungo viale Mediterraneo in direzione San Gregorio. L’uomo, Francesco Longo, di anni 67, guidava uno  scooter, quando per cause ancora da accertare è andato a schiantarsi contro la barriera di protezione della “diramazione” di Catania dell’autostrada A18, Messina-Catania.

Non si sa ancora cosa ha provocato lo sbandamento del motociclo.  Sul posto, oltre alla Polizia Stradale, per ricostruire la dinamica dell’incidente, il personale Anas per il ripristino della circolazione bloccata in direzione della tangenziale. 

“Operazione “Canadian Connection Ndrangheta”: 14 provvedimenti di fermo

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Nella foto d’archivio (Sud Libertà) la Procura della Repubblica di Reggio Calabria

   OPERAZIONE ESTESA IN CALABRIA, EMILIA ROMAGNA E LIGURIA

 Sono in atto 14 i provvedimenti di fermo emessi nei confronti di  soggetti affiliati alla ‘ndrina Muià, federata alla potente cosca Commisso di Siderno (Rc), gravemente indiziati, a vario titolo, dei delitti di associazione mafiosa transnazionale ed armata, porto e detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo del credito, usura e favoreggiamento personale, commessi con l’aggravante del ricorso al metodo mafioso, ovvero al fine di agevolare la ‘ndrangheta.

Le indagini sono state condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

L’intera operazione è estesa in Calabria, Emilia Romagna e Liguria. Un ingente spiegamento di forze, circa  150 uomini e donne della Polizia. ‘Canadian Ndrangheta connection’ il nome dell’operazione: l’inchiesta della Dda di Reggio Calabria – sviluppata nel biennio 2018-2019 – con un’articolata indagine condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria e dal Servizio Centrale Operativo dalla Polizia – ha consentito di delineare gli assetti e l’operatività della ‘ndrina Muià, collegata alla più affermata e risalente cosca Commisso, tradizionalmente operante a Siderno (Reggio Calabria) e in Canada.

Gli inquirenti hanno messo in luce alcuni meccanismi finoggi sconosciuti e cioè l’articolazione territoriale nello Stato nordamericano, riferibile alla locale di Siderno,  attualmente governata da un organismo (il Crimine di Siderno) composto da una pluralità di soggetti che, allo scopo di preservare la propria operatività rispetto alle problematiche connesse alla notoria pressione investigativa operata nei confronti della ‘ndrangheta in territorio italiano, è abilitato a riunirsi ed assumere decisioni anche in territorio estero..e, tramite la Società di Siderno , alle strutture di vertice che governano gli ampi assetti organizzativi, in Italia e all’estero, dell’intera ‘ndrangheta unitaria.

“OPERAZIONE MARE DOLCE 2”: IN GINOCCHIO IL CLAN DI CORSO DEI MILLE DI PALERMO

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PALERMO –

“Operazione Maredolce”:provvedimenti giudiziari in esecuzione della  Polizia di Stato che su delega della Dda di Palermo che ha coordinato le indagini,ha già notificato il provvedimento a 25 persone accusate di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, incendio, trasferimento fraudolento di valori aggravato, autoriciclaggio, detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e contrabbando di Tabacchi Lavorati Esteri. Trattasi del Clan di Corso dei Mille, una delle famiglie di spicco della malavita palermitana

L’operazione “Maredolce 2”- già la prima volta, nel luglio del 2017, vi fu una raffica di arresti,  ha disarticolato i settori chiave dell’economia di Cosa nostra palermitana: il sodalizio mafioso di Brancaccio e, in particolare, appunto, la famiglia di corso dei Mille.  La droga, il business delle slot machine, il controllo di alcune case di riposo, le estorsioni sono solo alcuni degli interessi perseguiti dagli affiliati e documentati dalle indagini dei poliziotti. Gli inquirenti informano che nel  corso dell’operazione sono stati sequestrati all’organizzazione beni per un valore approssimativo di un milione di euro.

Irlanda del Nord: uccisa una Giornalista testimone degli scontri tra dissidenti e Polizia

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    GIORNALISMO COME MISSIONE: SPESSO IL GIORNALISTA PAGA UN PREZZO ALTO, CON LA VITA, IL DOVERE DI INFORMARE

Irlanda del Nord. tensioni e delitti. Una giornalista 29enne è stata uccisa a Londonderry,  la polizia ha definito l’episodio  un “incidente terroristico”. “Posso purtroppo confermare che a seguito di scontri a colpi d’arma da fuoco la notte scorsa a Creggan è rimasta uccisa una donna di 29 anni”, ha comunicato sui social per la polizia nordirlandese, Mark Hamilton, annunciando l’apertura di un’inchiesta.

La giornalista uccisa , identificata per Lyra McKee, non si sa bene per quale motivo.   Aperte le indagini.

McKee era dietro alle auto della polizia e sarebbe stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco mentre sulle Land Rover dei militari  venivano lanciate bottiglie lanciafiamme Molotov.

Una dichiarazione di una giornalista Leona O’Neill presente sul luogo:  “Ero in piedi accanto a questa giovane donna quando è caduta accanto a una Land Rover della polizia stasera. Ho chiamato un’ambulanza per lei, ma la polizia l’ha messa nella parte posteriore della propria Land Rover e l’ha portata all’ospedale dove è morta, a soli 29 anni. Ho il voltastomaco stanotte“.

Torna alta la tensione in Irlanda del Nord. Donna uccisa durante scontri con la polizia: "È  terrorismo"

Foto (ag) – Scontri dio dissidenti con la Polizia- Uso di bottiglie Molotov

Si apprende anche che, gli scontri a Londonderry con i dissidenti repubblicani sono scoppiati dopo alcuni raid della polizia in abitazioni nelle zone di Mulroy Park e Galliagh.

MAFIA NIGERIANA A CATANIA: DISCO ROSSO DELLA PROCURA AD UN’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE DIFFUSA IN ALTRI STATI

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Arrestati 10 latitanti nigeriani, ricercati in tutta Europa, che erano fuggiti in Francia e in Germania. L’ordinanza di misura cautelare è stata emessa a gennaio dal gip di Catania.

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Foto Sud Libertà

I nigeriani arrestati,  fra i 25 e i 29 anni, sono  membri di un gruppo della ‘mafia nigeriana’ transnazionale di matrice cultista e denominata ‘Vikings’ o ‘Supreme Vikings Confraternity’ (SVC), detta anche ‘Norsemen della Nigeria’, collegata ad una rete più ampia radicata nel Paese africano e diffusa in diversi Stati europei ed extraeuropei con una struttura gerarchica, organi deputati al coordinamento dei vari gruppi diffusi in Italia e all’egemonia del territorio, con ruoli e cariche ben precise all’interno dell’organizzazione.   Secondo le accuse gli arrestati avevano la base operativa nel Cara di Mineo

Nell’operazione svolta dalla Mobile di Catania e coordinata da quella Procura Distrettuale Antimafia, la polizia tedesca ha localizzato e tratto in arresto a Ratisbona due persone mentre quella francese, con il supporto di personale del Servizio Centrale Operativo, della Mobile etnea e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di polizia, ha arrestato due persone a Parigi e due a Nancy, una delle quali poi sottoposta al solo obbligo di firma.

. Il soggetto ritenuto a capo dell’organizzazione, Happy Uwaya, e un’altra persona, sono stati arrestati a Parigi, mentre gli altri sono stati bloccati a Nancy, Marsiglia, Nizza e, in Germania, a Ratisbona.
. Secondo le indagini della squadra mobile di Catania e dello Sco apparterrebbero ad un’organizzazione criminale nigeriana diffusa in vari paesi europei ed extraeuropei, di matrice cultista chiamata ‘Vkings’ o ‘Supreme Vikings Confraternity’. I dieci avrebbero tutti fatto parte della cellula siciliana che operava a Catania e nella provincia e aveva la base nel Cara di Mineo. Nel centro, stando alle indagini, più volte ci sarebbero stati degli scontri con altri gruppi per avere l’egemonia sui gruppi stranieri…
Più in dettaglio, nell’ambito dell’operazione “Norsemen”, svolta dalla Squadra Mobile di Catania e coordinata da quella Procura Distrettuale Antimafia, la Polizia tedesca ha localizzato e tratto in arresto a Ratisbona Lucky Aigbotsua chiamato “Ocha” e Alex Collins detto “Papà”, mentre la Polizia francese, con il supporto di personale del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile etnea e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha arrestato a Parigi Happy Uwaya “Sisa”  il capo ed organizzatore ,in qualità di “executioner” e Josephine Ewansiha, a Nancy Henry Samson- l’organizzatore della rete finalizzata al traffico e smercio di sostanze stupefacenti e Chioma Onuoha, poi sottoposta al solo obbligo di firma. A Marsiglia sono finiti in manette Joj Ayomide Okoh, Godsent Adama e Michael Okowa e a Nizza Courage Omgobia.

INFERNO PARIGI GILET GIALLI CONTRO POLIZIOTTI- “URLO COMUNE: MACRON DIMETTITI-

Parigi , nei pressi degli Champs-Elysées è ancora la c ittà della contestazione di colore giallo       Tanti  incidenti hanno coinvolto agenti e un gruppo di gilet gialli e black bloc vicino a place des Ternes.

Barricate sono state erette in un’altra zona della città e la gendarmeria ha fatto uso di gas lacrimogeni e idranti. Scontri si sono verificati anche a Place de l’Etoile, dove numerosi black bloc hanno affrontato gli agenti con lanci di ciottoli e pietre. Negozi e ristoranti saccheggiati sugli Champs-Elysées da vestiti di nero e con il volto coperto da cappucci, a guisa di black block.

Parigi, i gilet jaune saccheggiano e devastano i negozi sugli Champs Elysées

Ma non è tutto . La mania incendiaria ha colpito la sede di un’agenzia di banca... “Vigili del fuoco e forze dell’ordine hanno proceduto all’evacuazione di tutti gli abitanti” ha comunicato  il ministro dell’Interno Christophe Castaner, precisando che l’incendio è ora sotto controllo.
Anche il celebre ristorante di lusso Fouquet’s, dove l’ex presidente Nicolas Sarkozy aveva festeggiato con una cena privata la sua elezione nel maggio 2007, è stato  devastato all’interno, con un saccheggio devastante in pochissimo tempo. Questo  locale è visto a Parigi come un vero e proprio simbolo del lusso e del potere perchè è frequentato dai “potenti francesi”.

Si apprende che in atto  sono 64 le persone fermate a Parigi dall’inizio della mattinata.

Sulle “7-8mila persone” che manifestano attualmente a Parigi, 1.500 sono  definiti “ultraviolenti intenti a distruggere e ad assaltare l’Arc de Triomphe”, ha spiegato il ministro dell’Interno francese.”.

Sembra che siano  28.600 manifestanti in Francia che si sono dati appuntamento il sabato.  E’ una protesta che si dilata all’infinito. La gente, i francesi non ne possono più.