Vertenza Pfizer, contrattazione sindacale senza risultati, 130 dipendenti in mobilità- Oggi giornata di sciopero

 

Catania, sciopero ad oltranza dei lavoratori della Pfizer - Giornale di  Sicilia

 

I  lavoratori della Pfizer da ieri sono in sciopero – per il momento di 24 ore –  per porre sotto riflettori la grave situazione occupazionale  dello stabilimento di Catania contro la mobilità dichiarata dalla multinazionale del farmaco per 130 dipendenti del sito etneo.

La protesta, indetta da tutte le organizzazioni sindacali anche per chiedere un piano industriale di sviluppo che garantisca l’occupazione, è in atto visibile  davanti  alla struttura, nella zona industriale di Catania.

La vertenza finora non ha prodotto risultati , la contrattazione si svolge secondo le norme del diritto al lavoro, nella  prefettura e nella sede di Confindustria etnea tra vertici della Pfizer, rappresentanze dei lavoratori, l’assessore regionale al Lavoro, Antonio Scavone e il prefetto Maria Carmela Librizzi. I sindacati hanno ritenuto insufficienti le risposte fornite dall’azienda.
 

Il Sindaco (dimissionario) Cateno De Luca protesta contro la burocrazia -inaudita- del Green Pass sullo Stretto. Ironia: Non ho visto Nello Musumeci”

Blitz anti-prostituzione, la (nuova) risposta di Cateno De Luca
Cateno De Luca si candida alla Presidenza della Regione Sicilia

 

Da oggi inizierà lo sciopero della fame  per richiamare l’attenzione dei siciliani sulla burocrazia del Green pass sullo Stretto. Seconda notte in tenda per il sindaco Cateno De Luca, che da domenica mattina si è accampato alla rada San Francesco 

Afferma il candidato alla Presidenza -presto- della Regione siciliana: “Stamattina mi sento tutto rotto. C’è un’età per tutto, fisicamente ne risento…”, pronto, però, ad alzare il livello della protesta in assenza di risposte da Roma. “Vediamo se arriva qualche segnale. Abbiamo dato dei tempi. Se dobbiamo arrivare alla rottura la scadenza sarà sabato mattina – avverte -. Arriveranno delegazioni da tutta le città della Sicilia, perché il problema della continuità territoriale non è solo di Messina, ma riguarda tutti. Bloccheremo la città. Spero di non arrivare a questo corto circuito”. Intanto da oggi parte lo sciopero della fame di Cateno De Luca.

“Proprio perché l’Italia non può fermarsi a Reggio Calabria – – mi trovo qui per protestare, pazienterò ancora qualche giorno e se la sfida che lo Stato vuole fare alla Sicilia è questa io la accolgo, ma, arrivati a questo punto, dall’occupazione pacifica si passerà a un’altra reazione. Una reazione voluta da chi, in questo momento, con un semplice colpo di penna, non vuole rendere giustizia alle nostre prerogative della continuità territoriale, al diritto dei cittadini di tornare al proprio domicilio, alla propria abitazione”.

Stamattina al molo è previsto l’arrivo del presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè. “Verrà a trovarmi per manifestare la sua presa di posizione che sarà poi tradotta in Aula con un dibattito nel pomeriggio e forse con una mozione. Credevo stamattina, uscendo dalla tenda di trovare qui il presidente Musumeci, ma non è venuto. Ancora è in tempo…”, conclude,  ironicamente, De Luca.

Protesta del sindaco De Luca contro l’obbligo di green pass rafforzato per l’attraversamento dello Stretto

Protesta del primo cittadino alla rada San Francesco

 

Cateno De Luca: "Non consentirò più l'attraversamento indiscriminato dello  Stretto" - AMnotizie.it - Quotidiano di informazione
Protesta di Cateno De Luca

 

Ho mantenuto l’impegno. Avevo detto che oggi avrei consegnato le mie dimissioni da sindaco e l’ho fatto poco fa. Le mie dimissioni sono state protocollate”. Così il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che da ieri mattina occupa pacificamente la rada San Francesco per protestare contro l’obbligo di green pass rafforzato per attraversare lo Stretto di Messina.

Il Sindaco De Luca, , con una lettera indirizzata al Segretario Generale e al Presidente del Consiglio Comunale ha rassegnato fomalmente le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco della Città di Messina. “Le motivazioni saranno rese note prima dell’efficacia definitiva della presente e dunque, non oltre il prossimo 6 febbraio”, si legge nel documento. De Luca ha firmato la nota di dimissioni alla rada San Francesco, dove prosegue la sua protesta pacifica del blocco dello Stretto di Messina, avviata ieri domenica 16, per manifestare il proprio dissenso contro la norma che prevede
l’obbligo del green pass rafforzato per l’attraversamento dello Stretto.

Le dimissioni da sindaco erano state annunciate già nelle scorse settimane dal primo cittadino pronto a candidarsi alla Presidenza della Regione siciliana. “Avrei preferito passare la notte a casa mia con la mia famiglia e che non venisse messa in discussione una sacrosanta prerogativa, quella della continuità territoriale – dice adesso De Luca -. Ma continuiamo questa battaglia e se non arriveranno risposte da Roma siamo pronti ad alzare il livello della nostra protesta”.

Si apprende pure :”Mi hanno appena informato che il sindaco facente funzione della città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace, verrà a trovarci perché il problema che abbiamo sollevato vale anche per i calabresi che hanno la necessità di venire in Sicilia per questioni lavorative: il famoso pendolarismo sconosciuto a Roma” dice durante una diretta Facebook.

“Noi restiamo in attesa di avere notizie da Roma – aggiunge – che il ministro Speranza con un colpo di penna corregga una stortura normativa. Qualche parlamentare messinese è riuscito a parlare con lui ma pare avrebbe detto che non se ne parla. Hanno fatto una stronz… legislativa e per pura presunzione non vogliono correggerla. Mi auguro non sia così. Intanto, noi restiamo sotto sequestro di Stato”.

TRA SINDACALISTI “IN PIGIAMA” E POTENTI DELLA REGIONE, E’ IN ATTO LA PROTESTA DEI DIPENDENTI “FUCILATI” DALL’ISTITUTO INCREMENTO IPPICO

 

Ambelia, ecco altri soldi da Musumeci - Buttanissima Sicilia

 

DI  RAFFAELE    LANZA

 

Catania  ( Militello)

La Tenuta Ambelia, oggi teatro di manifestazioni di gare  fino al 5 settembre- come pubblicato su SUD LIBERTA’ , è anche protagonista di una manifestazione di protesta -Sit-in  di dipendenti “licenziati” , o tecnicamente definiti “in disponibilità”.
Nel caso specifico delle tappe catanesi, saranno due i momenti che coinvolgeranno cavalieri e allevatori, quello del Circuito Classico di salto ad ostacoli e quello dedicato al Circuito Allevatoriale.  

La tenuta si trova in contrada Albanazzo in territorio di Militello Val di Catania; due parole su questa area ai più sconosciuta perchè molto distante dalla sede catanese dell’Istituto Incremento ippico. E’ ubicata a circa 4,7 km ad Est dal centro abitato e a 2,5 km a Sud del Comune di Scordia.  Dista circa 43,00 km dal capoluogo Catania e si raggiunge procedendo da Scordia sulla SP29 in direzione Sud verso Francofonte (SR).
L’area su cui insiste si trova in un ambito paesaggistico di aperta campagna a vocazione agricola, con prevalente coltura di ulivi  secolari e agrumeti, e degrada in direzione Sud–Nord verso la valle del fiume Loddiero.   Insomma se si volesse far visita alla struttura ci vorrebbe un pullmino turistico che si parte dall’Istituto incremento ippico di Catania dove ha sede in via Vittorio Emanuele ed arriva qui con sicurezza.  Perchè il visitatore da solo incontrerebbe nell’intero percorso disagi e difficoltà di individuazione.
Oggi, all’interno della tenuta, la presenza di colture di pregio è assente, se si escludono le poche presenze di ulivi, avendo perso la vocazione agricola a vantaggio della destinazione zootecnica per la quale si privilegiano le colture foraggere, in particolare erba d’erbaio, destinate all’alimentazione degli equini.
Dal punto di vista ambientale il sito non è direttamente interessato da vincoli afferenti ai Siti “NATURA 2000” non essendovi presenza di Zone di Protezione Speciale (ZPS) e/o di Siti di Interesse Comunitario (SIC) se si esclude il Lago di Lentini che dista circa 9 km in direzione Nord–Est (ZPS).  Altri spunti di rilievo.

Dal 1884 l’intera struttura è sede del regio deposito stalloni del Ministero della Guerra e viene gestita alla stregua di un istituto militare, fino a quando, negli Anni ’60 la Regione subentra alla gestione del Ministro della Difesa.
Essa, con l’antico “baglio padronale”, già appartenuto ai Principi Branciforti, con le scuderie,edificate con l’Unità d’Italia, quando è divenuta sede del “Regio Deposito “talloni” per l’allevamento del cavallo Puro “angue Orientale, ubicata in un contesto agricolo caratterizzato da un ambiente naturale, rappresenta un classico esempio architettonico della Val di Noto di notevole turistico naturale.  Affidata la Presidenza dell’Istituto-abbiamo detto altre occasioni- alla Nobile Principessa Caterina  Grimaldi di Nixima, discendente di una delle famiglie più antiche di allevatori di cavalli

Video dell’Istituto Incremento Ippico che qui riportiamo  perchè questa struttura – e qui concordiamo con il Presidente Musumeci  – rivela di essere un borgo rurale del Cinquecento  attuale centro di importanti attività sportive legate al mondo degli equidi, nonchè di manifestazioni di respiro nazionale e internazionale,- come quella in corso – oltre che regionale.

Oggi l’intero Centro, nell’ambito di una valorizzazione che la Regione Sicilia intende portare avanti, necessita di un vero popolo di dipendenti se è vero com’è vero che la struttura  destinata all’allevamento e al mantenimento delle razze equine e asinine autoctone siciliane con particolare attenzione al Purosangue Orientale, espressione attuale più tipica del cavallo siciliano, vuole aprirsi anche al turismo nazionale ed internazionale.    Quale occasione migliore- rilanciamo ai sindacati -per revocare il provvedimento di “disponibilità” agli otto  coraggiosi dipendenti per affidare loro compiti istituzionali afferenti il settore turistico?    
La struttura Ambelia assolve anche al compito di allevare e mantenere il cavallo puro sangue orientale,razza in via d’estinzione, con caratteristiche e doti uniche rispetto al patrimonio equino mondiale.
Nella tenuta che si estende su una superficie di circa 45 ettari, coltivati attualmente a foraggere e uliveto, sono presenti numerosi caseggiati di notevole valore storico ed artistico.
Gli stalloni, allevati presso l’Istituto, vengono annualmente impiegati presso le stazioni di monta pubbliche ed erariali dislocate sul territorio.    Lo spunto adesso della protesta dei dipendenti collocati “in disponibilità

ECCO PERCHE’-    SIGNORI POTENTI  DELLA REGIONE SICILIA (On. Nello Musumeci ,dirigenti Dario Cartabellotta, Carmen Madonia) E SIGNORI   SINDACALISTI CONFEDERALI  (G.del Popolo- Luca Crimi)- “IN PIGIAMA” – E’ UN DOVERE UTILIZZARE GLI OTTO  (MAGNIFICI) DIPENDENTI “FUCILATI”

Sappiamo altri compiti istituzionali dell’Istituto :la selezione regionale e la tenuta dei registri anagrafici per le razze o popolazioni asinine e cavalline isolane e la valorizzazione delle razze autoctone,     Gli otto dipendenti potrebbero essere incaricati di incrementare il settore turistico e con la qualifica di “Istruttore direttivi”  curare  tutte  quelle iniziative sponsor che avvicinerebbero i turisti e i cittadini a far visita a Tenuta Ambelia.
Organizzare manifestazioni di pubblico interesse, le aste per l’alienazione di equini, tenere i rapporti con gli allevatori,elaborare indagini di mercato, Curare i rapporti con le scuole, visite tecniche ,le Università, suggerire al Presidente Musumeci, di  creare delle attrazioni  tali da polarizzare l’attenzione -non diciamo della Sicilia-ma del mondo intero.  E visto che la gran parte di essi conosce la lingua inglese, e le relazioni pubbliche, potrebbero iniziare subito questa nuova attività.     

GALLERIA FOTOGRAFICA 

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l‘INGRESSO DI TENUTA AMBELIA

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Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, attività all'aperto e il seguente testo "Archeoparch ed Ecomusei del Calatino Istituto Incremento Ippico "Tenuta per la Sicilia Ambelia' ASSESSORE SCILLA LE-PROMESSE SIMANTENCONO"

 

Sicilia, rimpasto in giunta: Toni Scilla nuovo assessore all'Agricoltura

L’assessore regionale siciliano  Toni  Scilla

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone, persone in piedi e attività all'aperto

Nella foto Salvo Soldano, esponente della lotta contro i vertici della Regione,ed ex dirigente sindacale provinciale del SIAD autonomo di Catania , autore di numerose denunce tutte vincenti

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto

 

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Sotto pubblichiamo anche il documento sindacale-inviatoci da rappresentanti – di “Assemblea sindacale” della Cgil, Uil, Sadirs, Ugl  . In esso i Sindacati scrivono pure di “non aver sottoscritto alcun accordo sindacale che abbia determinato la decisione dell’Amministrazione”.       Aggiungiamo noi di SUD LIBERTA’:  “I sindacati non hanno neppure  sottoscritto o firmato con la controparte della Regione, alcun  verbale sindacale di richiesta Revoca decisione di “licenziamento” dei dipendenti interessati”…..

 

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Il documento sindacale inviato a SUD LIBERTA’

 

 

“LIBERTA’,LIBERTA’ : RIAPRIRE SUBITO”-TROPPE TENSIONI

Marcia su Roma", manifestazione di protesta: "Abbiamo fame" - Foto Tgcom24

Troppe tensioni, adesso si organizzano manifestazioni non autorizzate ,per sicurezza, dalla Prefettura.Scontri, fumogeni e bombe carta alla manifestazione  del movimento dei ristoratori ‘Io Apro’  Ci sono state alcune cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine per respingere il tentativo di alcuni manifestanti di forzare il blocco per raggiungere Montecitorio

Manifestazione contro il coprifuoco a Roma, bombe carta e lacrimogeni:  diversi i fermi

Poichè i manifestanti forzavano il blocco delle forze dell’ordine per arrivare a Montecitorio.venivano chiusi dai militari tutti gli ingressi che conducevano a piazza di Montecitorio…  Tafferugli e scontri con la Polizia
La richiesta è gridata , riaprire subito bar, ristoranti, dare ristori adeguati, partite Iva eccetera
Al punto che  i manifestanti si  raggruppavano  a piazza San Lorenzo in Lucina e poi a piazza San Silvestro al grido di “libertà, libertà”. “Ci stanno negando il diritto a manifestare – grida una signora proprietaria di un ristorante a Firenze – sarebbe questa la vostra democrazia?”.

“Fateci passare, fateci passare” grida Mohamed ‘Momi’ El Hawi, 34 anni, ristoratore di Firenze, leader del movimento ‘Io Apro’, che si è ammanettato in piazza San Silvestro chiedendo alle forze dell’ordine di far passare i manifestanti.

“Riaperture subito”, gridano i manifestanti. “Noi dobbiamo riaprire per i nostri figli. Perché alcune attività posso aprire e altre no?

In piazza San Silvestro circa 500 persone. .

LA DISPERAZIONE DEI COMMERCIANTI ATTRAVERSA L’ITALIA

Alta tensione nelle piazze: proteste a Napoli, scontri a Milano e Torino

La protesta era da preventivare per le nuove misure restrittive imposte dall’ultimo Dpcm …            Cresce la tensione nelle piazze , da Nord e Sud delle principali città. Un piano di riapertura delle attività viene sollecitato dalle forze politiche.

Viene fuori il problema della sicurezza : “La questione dell’ordine pubblico è diventata molto sensibile e vanno disinnescate le situazioni più a rischio” spiegano vertici degli apparati di sicurezza,
– A Torino  la ‘protesta del popolo’ contro ‘dittatura, coprifuoco e lockdown’. Due petardi lanciati verso le forze dell’ordine, che hanno reagito con una carica di alleggerimento. Poi una seconda carica, seguita al lancio di bottiglie e all’esplosione di una bomba carta, che ha portato dieci fermati, tra i quali ci sarebbero anche ultras delle tifoserie di Juventus e Toro. E in una terza carica, un ragazzo è stato ferito alla testa ed è stato soccorso dal 118. Guerriglia urbana in via Roma e piazza San Carlo: lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine per rispondere al lancio di bombe carta, sassi e bottiglie. Divelte dai dimostranti le recinzioni di un cantiere, danneggiate le vetrine di alcuni negozi e scattati alcuni saccheggi.

– Tensione anche a Milano, con un corteo non autorizzato partito da corso Buenos Aires: dehors danneggiati, le transenne utilizzate per il Giro d’Italia lanciate nelle scale della metropolitana, cassonetti rovesciati, una molotov lanciata verso un’auto della polizia locale.  Alcuni manifestanti diretti verso il Palazzo della Regione, con altri commercianti arrivati in piazza per protestare pacificamente che hanno deciso di sfilarsi da parte della protesta, troppo violenta: lancio di pietre, bottiglie e petardi verso la sede della Regione in via Melchiorre Gioia.​  Ferito un poliziotto presso la Stazione centrale dal lancio di un oggetto, in maniera non grave; undici persone fermate, le forze dell’ordine hanno poi disperso il corteo.​

I commercianti, ristoratori, titolari di bar, professionisti con Partita Iva, sono al tappeto.  Non hanno ancora ricevuto ristori od indennizzi ,focolai di protesta rivolti al premier Draghi che ha il dovere di dare la priorità assoluta alla problematica del giorno.

 

ANGELI E DEMONI NELLA SANITA’

Otto, infinite, ore in attesa di entrare al pronto soccorso dell'ospedale di Villa Sofia a Palermo con il paziente a bordo dell'ambulanza. E' accaduto ieri, ma da giorni si hanno notizie di ambulanze in attesa di trasferire i sospetti Covid positivi nelle aree di emergenza degli ospedali siciliani. Solo che questa volta la foto dell'infermiera del 118 che si addormenta stremata sul volante dell'ambulanza in attesa davanti all'ospedale è diventata una delle immagine simbolo di questa emergenza.
ANSA

Un immagine simbolo dell’Emergenza: lo scatto ritrae una infermiera professionale -eroica-  sul volante dell’autoambulanza stremata

 

DI  R.LANZA

Noi infermieri siamo sempre vicini ai cittadini con le nostre competenze per continuare questa ‘lotta’ fino in fondo ma per poterlo farlo è necessario un supporto concreto. Non siamo eroi ma professionisti che con competenza e serietà continuano a mettere a disposizione degli altri il nostro servizio”. Lo afferma con un Comunicato il Coordinamento regionale degli ordini delle professioni infermieristiche della Lombardia al presidente della Regione Attilio Fontana.

Ma anche nelle altre regioni gli operatori professionali sono allo stremo e a rischio Covid.  Le regole contrattuali sembrano pure saltate. Si sposta un medico od infermiere professionale laddove l’esigenza è maggiore. E’ un campo di guerra dappertutto. La regola sancita dalla Suprema Corte del divieto di spostamento di un dipendente dal luogo dove timbra il cartellino o badge va a farsi benedire tra l’indifferenza e l’incapacità sindacale delle organizzazioni di categoria. C’è confusione giuridica ed amministrativa.  Gli interlocutori responsabili sembra abbiano pure perduto la testa. In atto c’è da pensare solo al Covid. Al modo di lavorare non si pensa più. Sono troppi i morti, elevatissimi i contagi, esaurite le bombole di ossigeno, strapiene le terapie intensive dove i pazienti in buona parte compiono il trapasso tra una infezione polmonare e l’altra.  Ma soprattutto ci si accorge solo adesso la necessità di adeguamento degli stipendi da “commesso di negozio” degli operatori professionali collaboratori -livello D. Vale a dire 1100 euro in totale Una vera indecenza di fronte ai rischi della vita di queste persone.

Ma accanto gli angeli vi sono i “furbetti” – una minoranza-  della malattia opportunistica.  Qui occorre rigore, rigore e rigore. Ci rivolgiamo ai medici dell’Inps di operare una vigilanza stretta per il rientro nei reparti ed ambulatori dei medici ed infermieri professionali che usano ancora questi “trucchetti” di mancanza assoluta di rispetto dei colleghi che lavorano. In Sicilia soprattutto, e consentite a Catania nell’ASP competente. che dovrebbe-attuare una ispezione interna per la verifica delle due categorie.    Che Dio aiuti la Sicilia e il resto del Paese in piena difficoltà. I guai sono arrivati oltre quelli economici.

Raccolta rifiuti Aci Sant’Antonio, nuovi disagi: la ditta Senesi non effettua il servizio svuotamento e non “risponde” –

Caruso: “Ci chiediamo se la ditta lavori per offrire un servizio o per screditare l’Amministrazione”

Cestini stracolmi e rifiuti in strada: questo lo scenario che ha caratterizzato il weekend in diversi punti di Aci Sant’Antonio,
sollevando le lamentele della cittadinanza nei confronti dell’Amministrazione comunale, che però non sta a guardare.


Siamo di fronte all’ennesimo disservizio da parte della ditta Senesi – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca –  è
inammissibile che i cestini restino colmi per tutto il fine-settimana.
Com’è possibile non riuscire ad organizzare un servizio che preveda il loro svuotamento? Abbiamo già segnalato più volte agli uffici quest’inefficienza,la ditta non risponde, speriamo prendano presto provvedimenti perché così non si può continuare”.


Il Sindaco, Santo Caruso, evidenzia lo stato di forte disagio: “Non è possibile assistere ad una situazione simile. Il fatto che i cestini siano pieni evidenzia la correttezza dell’utenza, che li usa e non abbandona i rifiuti nelle vicinanze, ed è un’utenza che è poi costretta a vederli colmarsi oltre l’inverosimile, fino a riversare i rifiuti per strada, e questo per causa di chi non riesce a prevedere un servizio di svuotamento preciso e puntuale come la cittadinanza merita. È inammissibile! Ci chiediamo se la ditta senta o meno l’attaccamento a questo paese per cui lavora, e se lavori per offrire un servizio ai cittadini o invece per screditare quest’Amministrazione

 

REDAZIONE “LA SICILIA”: 5 GIORNI DI SCIOPERO -MALESSERE ANTICO , “LA SICILIA” SI TROVA OGGI NEL GIRONE DELL’INFERNO

 

Un Paese democratico ha bisogno di una informazione libera» – Neifatti.it

PALERMO –

L’Assostampa Siciliana, sindacato unitario dei giornalisti, esprime «profonda preoccupazione» per la situazione che stanno vivendo i giornalisti e tutti i dipendenti del quotidiano «La Sicilia» di Catania, che hanno aperto, dopo numerosi mesi di sacrifici, una vertenza con l’azienda Domenico Sanfilippo Editore, proclamando lo stato di agitazione e consegnando al comitato di redazione un pacchetto di 5 giorni di sciopero. «Il malessere di giornalisti e dipendenti che oggi emerge e che viene consegnato anche al pubblico dei lettori – scrive la segreteria regionale dell’Assostampa siciliana – è ormai lontano nel tempo e risale anche a prima che i beni fossero sequestrati e confiscati all’editore Ciancio. A fronte della presenza quotidiana del giornale in edicola, grazie al lavoro scrupoloso di tutti, va detto che l’editore non è mai stato puntuale rispetto alla corresponsione degli stipendi, violando il normale principio secondo cui a una prestazione professionale va corrisposta una retribuzione».

«I pesanti sacrifici economici – aggiunge Assostampa siciliana – hanno pesato soltanto sulle spalle di giornalisti, collaboratori e dipendenti che in questi anni con grande spirito di abnegazione si sono dovuti sobbarcare turni di lavoro insostenibili mettendo davanti a tutto la garanzia di una informazione libera verso i lettori. Da anni, e anche prima dell’arrivo degli amministratori giudiziari, giornalisti e sindacato chiedono all’editore Ciancio impegni precisi di rilancio del giornale, perché non si può immaginare di far accollare tutti i sacrifici a giornalisti e dipendenti e così fino ad oggi è stato ed è e non vorremmo che quelli che si profilano come piani di rilancio diventino piuttosto unicamente tagli indiscriminati che colpiscono soltanto e sempre i lavoratori». «La storia de “La Sicilia” lunga 75 anni non può, infatti, essere difesa calpestando la dignità di chi ogni giorno spende la propria vita per garantire il giornale in edicola. Ai colleghi giornalisti dipendenti, ma anche ai numerosi collaboratori che garantiscono almeno il 70% del giornale, mortificati anche loro nei compensi, in questa delicata e difficile fase di vertenza, diciamo che Assostampa siciliana sarà sempre al loro fianco, ma chiediamo di affrontare la situazione con spirito di solidarietà reciproca e cooperazione e di attenersi scrupolosamente agli orari di lavoro e agli eventuali accordi aziendali sugli ammortizzatori sociali su cui Assostampa Siciliana vigilerà, d’intesa con l’ordine dei giornalisti», conclude la segreteria regionale del sindacato. 

Dal 12 maggio chiusura dei distributori di carburante

In Italia diminuiscono i distributori di carburante, ma crescono i ...

 

Anche i benzinai fanno sentire la loro voce . Due giorni di protesta per richiamare l’attenzione del governo nei confronti di una categoria, quella dei gestori dei carburanti “che sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19”.    La comunicazione prevede un’astensione dalle 22:00 del prossimo 12 maggio sino alla stessa ora del 14 maggio, i benzinai in autostrada aderiranno allo sciopero confermato da queste associazioni, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio.

Si apprende che in una nota congiunta a firma dei rappresentanti sindacali di categoria si dichiara che “Nonostante i fattori di crisi siano evidentemente generalizzati, il Governo ha adesso il dovere tassativo di prendere atto – agendo di conseguenza – che i Gestori carburanti sono la categoria di piccole imprese più colpita dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19, anche considerando l’alto rischio sanitario che implica di per sé l’attività di distribuzione carburanti”.