Svolta nelle indagini dell’omicidio di Angela Stefani: prove raccolte dai Carabinieri contro l’ex compagno

 

Vincenzo Caradonna, 47 anni, arrestato per l’omicidio di Angela Stefani

Salemi, svolta nel giallo di Angela Stefani: arrestato l'ex compagno a 8 mesi dalla scomparsa

TRAPANI

Novità nelle indagini degli investigatori su l delitto di Angela Stefani I carabinieri hanno arrestato l’ex compagno della donna, 48 anni,  scomparsa il 5 febbraio scorso a Salemi (Trapani), Vincenzo Caradonna, di 47 anni, con l’accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere e detenzione di ordigni esplosivi.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica,in virtù  delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Mazara del Vallo e dai militari del Ris che avevano trovate tracce di sangue nell’abitazione della donna.

Angela Stefani, 48 anni, originaria del Bolognese, abitava a Salemi da diversi anni. A denunciarne la scomparsa l’ex marito della donna, Rosario Scianna. I coniugi hanno anche un figlio di 21 anni, Francesco. La segnalazione agli investigatori sulle violenze dell’ex compagno della donna è partita -si apprende- proprio da Francesco    L’ex marito. Scianna  accusava a sua volta il giovane di essere il responsabile della scomparsa della madre.

A questo punto  i carabinieri hanno arrestato il Caradonna in casa della sorella. Si era trasferito lì da quando la sua abitazione, dove viveva con Angela, era stata posta sotto sequestro dalla Procura.   In casa i militari rintracciavano tracce di sangue ;ll’esame degli investigatori anche i tabulati del cellulare della donna scomparsa e dell’indagato.

La Cassazione: vi sono le prove “al di là di ogni dubbio” che Massimo Bosetti ha ucciso Yara- Carcere a vita

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Si è concluso uno dei più importanti processi della storia giudiziaria in Italia e nel pianeta. La Cassazione ha confermato ieri sera  l’ergastolo a Massimo Bossetti, condannato in primo e secondo grado per l’omicidio di Yara Gambirasio.la ginnasta 13enne di Brembate di Sopra.     

.  Dopo oltre 4 ore di consiglio, i giudici della prima Sezione penale presieduta da Adriano Iasillo hanno reso nota la decisione, giudicando “inammissibile” il ricorso della difesa contro la sentenza d’appello. Un ricorso di 23 motivi e oltre 600 pagine, firmato dai difensori del carpentiere di Mapello, in cui erano stati elencati tutti gli elementi in una lunga indagine.

Per la giustizia italiana, Bossetti è quindi in via definitiva l’assassino di Yara. Netta la linea del sostituto pg della Cassazione, Mariella de Masellis, che ha prova  la colpevolezza di Bossetti  “al di là di ogni ragionevole dubbio”. Per l’accusa, Bossetti “non ha avuto un moto di pietà e ha lasciato morire Yara da sola in quel campo”.

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Yara era scomparsa il 26 novembre 2010 e tre mesi dopo (26 febbraio) il suo corpo era stato trovato in un campo di Chignolo d’Isola. Quattro anni più tardi erano scattate le manette per Bossetti. La prova è costituita dalla  traccia biologica trovata su slip e leggings della vittima attribuita a ‘Ignoto 1’ poi identificato nell’imputato, finito in carcere il 16 giugno 2014, è la “pistola fumante” per l’accusa, solo un “mezzo Dna contaminato” per gli avvocati Salvagni e Paolo Camporini. I giudici di due diversi gradi hanno concordato nel ritenerla una “prova granitica”, per i legali invece quella traccia “ha talmente tante criticità che sono più i suoi difetti che i suoi marcatori”.

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Inoltre, l’assenza di mitocondriale va ‘risolta’ concedendo una perizia, non chiedendo “un atto di fede”. Contro Bossetti, per l’accusa, ci sono stati anche altri elementi di non poco conto come : il furgone  ripreso dalle telecamere vicino alla palestra e le fibre trovate sulla vittima compatibili con la tappezzeria del suo Iveco; le sferette metalliche sul corpo di Yara che rimandano al mondo dell’edilizia e l’assenza di alibi per l’imputato.Bosetti avrà tutta la vita per riflettere sul delitto da lui commesso . Poi un giorno se la vedrà pure con un altro Giudice ma  del cielo: Dio onnipotente.