Referendum : vince il popolo dei Si-I parlamentari saranno ridotti da 945 a 600

 

Elezioni Regionali 2020

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TOSCANA – Dati Regione

Susanna Ceccardi: 42,28%
Eugenio Giani: 47,37%

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PUGLIA – Proiezioni Rai

Michele Emiliano: 46,8%
Raffaele Fitto: 38%

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LIGURIA – Dati Regione

Giovanni Toti: 60,29%
Ferruccio Sansa: 35,82%

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VENETO – Dati Regione

Luca Zaia: 79%
Arturo Lorenzoni: 13,8%

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MARCHE – Dati Regione

Francesco Acquaroli: 48,14%%
Maurizio Mangialardi: 37,62%

 

CAMPANIA – Proiezioni Rai

Vincenzo De Luca: 64,9%
Stefano Caldoro: 20,2%

                                                          Referendum

Sì      : Dato Definitivo – 69,55%                                                          No    : Dato Definitivo – 30,45%

Sì sopra il 69%. La prossima legislatura vedrà dunque il taglio del numero dei parlamentari.   Un  momento storico davvero .L’Italia cambia. .

I  ‘No’ sono poco meno del 31%,  Verranno modificati gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Il taglio del numero dei parlamentari, vedrà la riduzione da 945 a 600. Alla Camera i deputati diventeranno 400 (attualmente sono 630), con gli eletti nella circoscrizione Estero che scendono da 12 a 8. I senatori, invece, passano da 315 a 200, con una diminuzione anche nella circoscrizione Estero da 6 a 4. Inoltre la riforma prevede che nessuna Regione possa eleggere meno di 3 senatori (finora erano 7), fatta eccezione solo per il Molise (2) e la Valle d’Aosta (1). Diminuendo il numero dei parlamentari verranno conseguentemente modificati la legge elettorale e i regolamenti parlamentari.

 

Di Maio all'Adn: Ora normalizziamo stipendi parlamentari

Soddisfatto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio

Si apprende intanto che oltre  la metà degli italiani, comunicano al momento il 53,85%, si è recata alle urne per il referendum, affiancato in sette Regioni dalle elezioni regionali e in tutta Italia, con l’esclusione delle due Isole maggiori, dalle elezioni comunali. Questi ultimi dati relativi alle amministrative hanno influenzato nettamente l’affluenza ai seggi che – con la virtuosa eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano – si è registrata in misura notevolmente più alta proprio nelle Regioni dove si svolgevano le elezioni regionali e,d’altro lato, notevolmente più bassa dove non si tenevano neanche le comunali.

Nella classifica basata su numero dei votanti, in testa c’è la Valle d’Aosta con il 73,44% seguita appunto dal Trentino-Alto Adige con 70,96% e poi tutte le altre sei Regioni chiamate al voto: nell’ordine Veneto 67,54% Marche 66,39% Toscana 65,88% Puglia 61,91% Campania 61,04% Liguria 59,17%. Per quanto riguarda il resto della classifica, si prosegue con Emilia-Romagna 55,37% Piemonte 51,56% Lombardia 51,36% Abruzzo 50,78% Friuli-Venezia Giulia 50,22% Basilicata 50,14% Umbria 48,75% Molise 47,44% Lazio 45,67% Calabria 45,22%. A chiudere la classifica le due Regioni dove le elezioni comunali si svolgeranno a ottobre e non dove non vi erano dunque sindaci da eleggere: Sardegna 35,70% e Sicilia 35,39%.