“Femminicidio”: progetto educativo tra i giovani

CATANIA –

 Duecentomila persone raggiunte sui social con il video ufficiale “Basta un gesto”; un treno speciale che ha percorso la Sicilia conducendo le coscienze dei giovani verso un futuro più consapevole; un albero della memoria in ricordo delle vittime piantumato alla stazione di Palermo; quattro convegni che hanno declinato il tema della violenza di genere; un annullo postale depositato al Museo Storico della Comunicazione di Roma per entrare a far parte della collezione di Poste Italiane; oltre 100mila cartoline che verranno distribuite nelle scuole, negli esercizi commerciali, nelle sedi dell’associazionismo regionale; dieci chilometri di filo srotolato tra le vie dell’Isola per simboleggiare la rete compatta a sostegno della causa; centinaia di foto di chi ha partecipato al challenge digitale nato per sensibilizzare la community: sono questi i numeri del progetto #tunonseisola, che in una settimana ha mobilitato istituzioni e società civile per dire “STOP” al femminicidio.

Si è conclusa  la Settimana di informazione e sensibilizzazione ideata e promossa dall’assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali della Regione Siciliana e dall’Ufficio regionale della Consigliera di Parità, che fa parte di un più ampio piano regionale d’intervento sulla violenza di genere voluto dalla giunta regionale presieduta da Nello Musumeci.

 

«Sono mariti, compagni, fidanzati che uccidono le donne generalmente in ambiente domestico. In media, una ogni due giorni – ha detto l’assessore regionale Antonio Scavone in apertura – un fenomeno che rappresenta un vero e proprio allarme sociale; una piaga di questa contemporaneità che contrasteremo non solo il 25 novembre, data in cui si celebra la Giornata internazionale, ma tutto l’anno, portando questo progetto coinvolgente e altamente comunicativo tra i banchi delle scuole e delle università. Abbiamo creato strumenti concreti per diffondere il messaggio e prevenire il fenomeno – dallo spot che proietteremo negli istituti siciliani alle cartoline con il QRcode che geolocalizza i CAV (Centri antiviolenza) – il prossimo passo sarà quello di cercare di mantenere alta l’attenzione sul tema».

 

Durante il convegno docenti universitari, magistrati e imprenditori hanno affrontato il tema della violenza di genere con approfondimenti storici, sociologici, giuridici, psicologici e letterari: «Ringrazio tutti coloro che hanno risposto prontamente alla chiamata contro il femminicidio – ha detto la Consigliera regionale di Parità Margherita Ferro – il simbolico fil rouge che ci accompagnato durante questo percorso, ha davvero legato i cuori e le menti di chi ha partecipato con grande trasporto al progetto #tunonseisola. La consapevolezza passa dalla cultura: istituiremo un comitato tecnico multidisciplinare per portare avanti molteplici iniziative durante tutto il corso dell’anno. Con le Donne del Vino, con Terziario Donna Confcommercio Catania e con le associazioni che si occupano di violenza di genere, siamo riusciti a creare nuove sinergie e comunione d’intenti per una causa in cui crediamo fortemente tutti: da qui parte, con grande entusiasmo, un nuovo percorso di valorizzazione dell’universo femminile».

«Stipuleremo nei prossimi giorni con l’assessorato regionale alla Famiglia e con l’ufficio della Consigliera di parità una convenzione per istituire presso il nostro dipartimento un punto di riferimento stabile per sviluppare ulteriori forme di collaborazione – ha spiegato il direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Catania Giuseppe Vecchio – dai tirocini formativi allo studio sui fenomeni legati all’imprenditoria, passando per le attività formative e la convegnistica, l’apertura dell’università sarà totale con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni».

Erano presenti all’incontro: la delegata dal Rettore alle Pari Opportunità Adriana Di Stefano, l’assessore del Comune di Catania Alessandro Porto,: il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Palermo Annamaria Picozzi; il sostituto procuratore del Tribunale di Catania Anna Trinchillo; la prof. Giovanna Fiume (Università di Palermo); la prof. Paolina Mulè (Università di Catania); la prof. Daniela Novarese (Università di Messina); il prof. Stefano Salmeri (Università degli Studi Kore di Enna); la scrittrice Marinella Fiume; la direttrice artistica del Festival Naxoslegge Fulvia Toscano.

Individuati dalla Regione sicilia 456 tecnici per ispezionare opere pubbliche- Problema “Incompatibilità” e Malaffare

 

SICILIA, INCARICHI “ESTERNI PER MONITORAGGIO DI PONTI , VIADOTTI,OPERE PUBBLICHE”

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Oltre 450 gli idonei individuati per l’affidamento delle prime 130 attività d’ispezione

CATANIA

Il dirigente generale del Dipartimento Regionale Tecnico Salvatore Lizzio ha recentemente approvato l’elenco definitivo dei professionisti che hanno manifestato interesse e che sono idonei all’affidamento delle attività di monitoraggio di ponti, viadotti e gallerie: ben 456 tecnici provenienti dalle diverse zone dell’Isola. Una offerta professionale per una domanda che riguarda circa 130 incarichi, necessari per rilevare lo stato di conservazione e di sicurezza delle opere ispezionate, nonché per programmare gli interventi di superamento delle criticità.

Occorrono piccole e grandi opere per l’ammodernamento infrastrutturale della Sicilia, a cui non può e non deve mancare l’apporto aggiornato della libera professione, tendente per natura all’innovazione –è il coro unanime degli architetti etnei.

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L’auspicio è adesso -osserviamo noi di SUD LIBERTA’ – “che tale affidamento di incarichi professionali non diventi incompatibile per quei tecnici che rivestono posizioni -e qualifiche- pubbliche nelle amministrazioni regionali (siciliane) dove ad esempio negli enti Genio civile si dovranno presentare le relative piattaforme.  Tale incompatibilità in atto – sappiamo bene – esiste e deve essere attentamente rilevato ,in primis dalla Regione siciliana, per il dovere della denuncia di interesse privato nei confronti dei  tecnici-dipendenti interessati”

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Foto Archivi Sud Libertà – A sx l’ex Capoufficio del Genio civile di Catania, Ragusa, costretto alle dimissioni, al centro il dirigente generale Lizzio

Ricorderemo anche le  investigazioni, di due distinti procedimenti penali tra loro collegati,che hanno messo in   luce un sistema criminale finalizzato ad assicurare indebite agevolazioni a numerosi soggetti privati e imprenditori in relazione agli adempimenti in materia di edilizia privata e pubblica di competenza di un Genio civile siciliano (Trapani) e all’affidamento di lavori pubblici. Per non parlare pure dell’inattività e gravi  omissioni persino nell’emergenza pubblica dell’ex Capoufficio del Genio civile di Catania Ing.Ragusa – che ,sostenuto a Catania  per oltre un decennio dall’ex governatore Lombardo ,processato per favoreggiamento alla Mafia,nonostante le denunce del Sindacato SIAD etneo,costretto ad immediate dimissioni dalla Presidenza della Regione siciliana Musumeci..

UN MUSEO IN ONORE DELLA MEMORIA DEL GIORNALISTA PEPPINO IMPASTATO

 

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Nella foto d’Archivio il giornalista Peppino Impastato

La casa in cui la mafia palermitana uccise nel 1978 Peppino Impastato avrà il vincolo di bene culturale .La Giunta regionale, su proposta del presidente Nello Musumeci, ha approvato gli atti necessari per procedere alla espropriazione dell’edificio (e del terreno circostante)La Presidenza della Regione comunica pure la disponibilità di una somma ( 106.345 euro) necessari per l’acquisizione dell’immobile   La stima del valore è stata effettuata dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, mentre al Dipartimento dei Beni culturali avrà l’onere di curare  la procedura espropriativa dell’immobile, di proprietà privata.

Si ricorderà che nell’edificio rurale, in territorio di Cinisi fu eseguita la condanna a morte di Impastato. Lì, in una stradina interna nei pressi dell’aeroporto Falcone e Borsellino, il fondatore di Radio Aut venne colpito alla testa, tramortito e probabilmente subito ucciso, prima di essere trasportato sui binari della ferrovia prospiciente per simulare una esplosione.

Con il provvedimento assunto dal Governo regionale – dichiara la Presidenza della Regione Sicilia – manteniamo l’impegno assunto, anche da me in prima persona, al tempo in cui guidavo la commissione Antimafia, nei confronti della famiglia Impastato e di tutta la comunità regionale. Quell’edificio diventerà bene pubblico e accessibile alla fruizione di tutti. Peppino Impastato rappresenta un simbolo della Sicilia onesta che ha combattuto, e deve continuare a combattere, la criminalità mafiosa e il malaffare. Una figura che, oltre le diversità delle appartenenze politiche, costituisce un esempio di denuncia e di coraggio, soprattutto per le giovani generazioni”.

Ancora tenebre sulla Finanziaria regionale siciliana. Contributi a pioggia: probabilmente scambi di favore con la politica marciume

  Ancora dominante in Sicilia e nella politica- come nella gerarchia mafiosa-  la regola del dare- avere                        Ma chi controlla? La Commissione politica? Non scherziamo ,Signori  !

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Ancora tenebre sulla finanziaria  Probabilmente imbrogli e/o scambi di favore tra la politica marcia siciliana . Si sa anzitutto che dovrà essere approvato entro fine marzo il collegato alla Finanziaria. La commissione Bilancio  per  l’esame di articoli ed emendamenti ha aggiornato i lavori  a martedì prossimo.

Nel testo presentato, una pioggia di stanziamenti: 15 milioni di euro elargiti a molteplici enti e associazioni .Sembra di rivedere una finanziaria di due ,tre legislature addietro. Così non si marcia per la collettività.

Le opposizioni promettono battaglia anche durante la prossima settimana e di fornire alla Stampa i nomi dei deputati proponenti la richiesta dei contributi…

La seduta della commissione ha provocato una dichiarazione di fuoco dei deputati che non ci stanno alla regola del “tu dai una cosa a me e io la dò a te”. Afferma il gruppo M5S indignato: ” siamo riusciti a bloccare un maxiemendamento pieno di marchette per 15 milioni di euro che la maggioranza avrebbe sbandierato durante la campagna elettorale. Una sorta di riedizione della vecchia tabella H, alla faccia di bisogni dei siciliani”. Lo affermano i deputati M5S, componenti della commissione Bilancio dell’Ars, Luigi Sunseri, Sergio Tancredi e Stefano Zito

“E’ tornato il souk arabo in grande stile – affermano i deputati – in alcuni articoli, costruiti su misura, si leggevano nome e cognome di chi li aveva proposti. ……”. Vedremo come finirà ma visti i numeri e l’indifferenza generale non siamo affatto ottimisti neanche in questa occasione

Regione siciliana: sono 18.078 i pensionati dipendenti dal Fondo pensioni. Molti hanno fruito dei benefici della legge regionale sull’anticipazione del pensionamento

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I dipendenti  della Regione siciliana non hanno perso l’occasione di anticipare il pensionamento con le norme regionali che consentivano di fuoriuscire dalla pianta organica regionale anche se non avevano i requisiti previsti dalla normativa nazionale.  La storia oggi si ripete – con un meccanismo affine – dalla Quota 100 su territorio nazionale.

Sono 17.636 i pensionati- informa la direzione del Fondo pensioni Sicilia – già dipendenti diretti della Regione Siciliana al 31 dicembre 2018. In particolare, 16691 sono quelli del c.d. “contratto 1” (personale assunto prima del 1986), e 945 quelli amministrati in regime di c.d. “contratto 2” (e cioè come gli impiegati civili dello stato). Ad essi vanno aggiunti altri contingenti di personale in quiescenza (ex Aast e Aapit, Eas, Consorzi Asi, ecc.), i cui trattamenti sono comunque erogati dal Fondo Pensioni della Regione, per un totale di 18.078 pensionati.
Nel corso del 2018, sono state assegnati complessivamente 735 nuovi trattamenti pensionistici (con una
corrispondente diminuzione numerica del personale in servizio), ed il Fondo Pensioni ha anche iniziato (dal mese
di ottobre) ad erogare le pensioni integrative a 263 ex dipendenti di Eas in liquidazione, come previsto dalla l.r.
8/2018.
Di seguito i dati sintetici:
Contratto 1 (secondo e terzo comma art. 10 L.r. n. 21/86)
Personale regionale nr. 16691
Personale AST e AAPIT nr. 141
Personale statale Assegno Integrativo nr. 29
Personale ex EAS nr. 263
Personale Consorzio ASI nr. 9
Totale nr. 17133
Contratto 2 (primo comma art.10 L.r. n. 21/86)
Personale nr. 945

Numero dei dipendenti collocati in quiescenza nell’anno 2018.
Contratto 1 nr. 558, con spesa a carico del Bilancio regionale.
Contratto 2 nr. 177, con spesa a carico del Fondo Pensioni Sicilia

Musumeci comunica: “Pronto il Piano regionale contro la povertà”

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Il governo dà il via libera al Piano regionale per la lotta alla povertà predisposto dall’assessorato alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro. ‘Diamo seguito ad una misura nazionale di contrasto alla povertà – commenta il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – nella consapevolezza dell’acutizzarsi del fenomeno, soprattutto in Sicilia dove si registra un incremento sia di quella assoluta sia di quella relativa. Sono infatti oggi a rischio di indigenza o di esclusione sociale molte famiglie siciliane che vogliamo sostenere, compatibilmente con le risorse disponibili’. La giunta ha infatti recepito le linee guida del Piano elaborato dall’Assessorato alle Politiche sociali e che prevedono interventi per 42 milioni di euro in tre anni, individuati d’intesa con le associazioni territoriali per il migliore utilizzo possibile delle risorse previste dal Fondo nazionale Povertà. ‘Abbiamo trasmesso al Ministero del Lavoro il Piano contro la povertà – spiega l’Assessore alle Politiche sociali, Mariella Ippolito – per la sua definitiva approvazione. Il documento rispetta i criteri, gli indirizzi e gli obiettivi fissati dalla normativa nazionale. Il governo regionale ha dimostrato ancora una volta grande sensibilità e senso di responsabilità. Si tratta di uno strumento indispensabile soprattutto in Sicilia dove il tasso di povertà diffusa e di degrado sociale tocca percentuali preoccupanti’. Il Piano é uno strumento di programmazione dei servizi necessari per l’attuazione del reddito di inclusione (Rei) come livello essenziale delle prestazioni e mira a supportare i Comuni e i distretti per la costruzione di un sistema locale di contrasto alle varie forme di povertà e di esclusione sociale, basato sull’attivazione delle risorse esistenti sul territorio. Prevista anche l’adozione di un sistema informativo e l’armonizzazione tra le misure del comparto sociale con quelle a carattere sanitario e le politiche del lavoro.

(Comunicato Stampa)

CATANIA, PUBBLICO POTERE ASSENTE: CERCASI UN’INTERLOCUTORE

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di     Raffaele   Lanza

Anno dopo anno adesso che siamo un po’ alla fine dell’anno il consuntivo al Comune di Catania è una riedizione quasi integrale del consuntivo degli anni precedenti.Da Scapagnini a Stancanelli, da Stancanelli a Bianco, da Bianco a Pogliese il Comune di Catania è perennamente chiamato oggi all’exploit. 

Tutti siamo preoccupati, il primo cittadino chiede aiuto a Roma per i finanziamenti, i sindacati urlano per la cronica mancanza di risorse, i servizi pubblici funzionano sempre peggio: in primo piano la problematica di rifiuti, del personale delle attrezzature insufficienti, delle strade pubbliche……..

La circolazione veicolare ci ripiomba quotidianamente nell’atmosfera biblica della torre di Babele, esistono da anni piani tecnici per disciplinarla e fluidificarla ma il piano è puntigliosamente inapplicato come quello sul canale di gronda perché mancano sempre soldi sufficienti.

Il Comune di Catania ha le sue responsabilità ma è diventato il cimitero dei bisogni inappagati e archivio delle furberie politiche e dell’insipienza amministrativa.     Potrebbero contarsi a miriade, semmai qualcuno ne avesse la pazienza, le buche e le gobbe stradali. Di opere pubbliche non se ne intraprende alcuna . Ogni cosa è in mente Dei .Singolare che il sindaco di Catania, gli assessori, e le stesse forze sindacali chiedano la collaborazione dei cittadini e delle forze imprenditoriali. Alla sollecitazione gli interpellati rispondono che si cambino metodi e modi.  Ed è qui che il discorso subitamente si interrompe.

Abbiamo un’attestazione qualificata dell’incapacità e del dissesto finanziario del Comune:quello della Corte dei conti che ha già precisato di evitare il dissesto attraverso la riformulazione di un piano di riequilibrio pluriennale perché già in palese violazione dei precedenti. Ricorderemo qui ai lettori cosa scrissero i giudici: “   «Impedire alle sezioni regionali dii verificare la situazione finanziaria complessiva appare in palese violazione degli articoli 81 e 97 della Costituzione, posta a tutela degli equilibri della finanza pubblica». E ritengono questo andamento dannoso perché «indebolisce il risanamento», si profila come «un accanimento terapeutico» e rischia di avere «gravi conseguenze per la finanza pubblica».

Ma il Comune ha pure un altro problema: quello della povertà che colpisce , secondo alcuni osservatori, il 41% della popolazione.      Intanto si cominciano a fare i conti al millesimo sui debiti del Comune. Sembrerebbe che alla  fine del mandato della Giunta Stancanelli il Comune avesse all’incirca 830 milioni di debiti,   esclusi gli interessi dei mutui. Poi sono avvenute due rimodulazioni dei mutui che hanno dilatato  a 30 anni l’ammontare dei prestiti, con il conseguente aumento vertiginoso degli  interessi trentennali a complessivi 332 milioni. Sotto la sindacatura Bianco la Giunta ha attivato “il Dl   35 più, successivamente, il Dl 72 “per oltre 200 milioni per pagare i debiti pregressi, ma non è riuscita a contenere la vertiginosa crescita delle anticipazioni di tesoreria, che dal 2013 al 2017  è salita da 41 milioni a 184. Più 140 milioni circa rispetto alla Giunta Stancanelli.

A questa somma di debito vanno aggiunti all’incirca i 200 milioni in cinque anni di mancati introiti per Tari e Imu.

 Oltre a questi dati ci sono circa 95 milioni che potrebbero maturare da contenziosi. Ecco i dati che portano il debito attuale a oltre un miliardo e mezzo.

 Negli uffici finanziari comunali si sostiene che Catania per salvarsi avrà bisogno di non meno di 300 milioni. Lo Stato sarà disposto ad aprire a dare queste risorse per risanare i debiti e con un governo che ha  altre prerogative e una netta differente ideologia politica?

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La neosoprintendente di Catania R.Pamvini

 Fatti nuovi non se ne verificano neppure alla Regione nella città di Catania. La Soprintendenza etnea svuotata dei poteri e divisa con il Polo regionale ha perduto significato di controllo ed è un ente anch’esso invivibile dove i dirigenti e il personale connesso adottano ancora sistemi perversi ed illeciti nella gestione quotidiana delle presenze: qui i dirigenti – diversi dei quali adibiti- come al Polo- a compiti completamente differenti dal titolo di studio- timbrano una sola volta al giorno. Per coltivare i loro interessi –inoltre – hanno inventato o seguito l’esempio di alcuni politici di “spicco”: quello di fare “querele” temerarie a chi disturba/critica il loro inaccettabile modus vivendi.

Ci sorprende come il Presidente della Regione Musumeci , salvo che ancora non se ne sia accorto, non abbia posto rimedi a questi illeciti (denunziati al tempo dal sindacato SIAD) ma seppelliti nelle tenebre  dal dipartimento regionale ai beni culturali e dalla Soprintendenza medesima…….

Qualche spiraglio tuttavia c’è: e proviene paradossalmente proprio dalla Regione siciliana che ha mandato a casa ( o “fatto dimettere”, la sostanza non cambia) dirigenti incapaci e” lumaca” come l’ing.Gabriele  Ragusa seduto comodamente sulla poltrona pubblica del Genio civile per oltre 10 anni. L’informazione pubblica e l’Ordine dei Giornalisti sono in attesa di conoscere infine i prossimi provvedimenti giudiziaria sulla gestione della Società “La Sicilia” e società altre connesse accusate di Mafia.     Per il resto Catania è diventa ancor di più il  paradigma della latitanza del pubblico potere

Per Catania ,il suo futuro, il pronostico è raggelante  : nuovi politici forse sarebbero migliori di quelli che abbiamo

 

FINE DI UNA GESTIONE ANOMALA E LUMACA DEL GENIO CIVILE DI CATANIA- SILURATO DAL PRESIDENTE MUSUMECI IL DIRIGENTE RAGUSA PER INCAPACITA’ E RITARDI

Il    presidente della Regione siciliana Musumeci scopre le magagne del Genio civile di Catania

 Il  capoufficio Gabriele Ragusa “LUMACA” eccellente della REGIONE SICILIANA  mandato “a casa” dalla Regione

Ricorderemo le denunce del SIAD sulle “Invenzioni” del dirigente a danno dell’utenza che doveva interpellare l’Autorità Giudiziaria   con compiti di supplenza del capoufficio Ragusa e dei funzionari che non ottemperavano tempestivamente ai compiti pubblici”

  
In coro al Genio civile dicono sottovoce dall’ex governatore Raffaele Lombardo
Ingegnere Capo : Salvatore Gabriele Ragusa

La sede del Genio civile di Catania (nella foto d’archivio I.)) dove il Ragusa era ” consolidato”da oltre dieci anni in violazione delle Norme Antimafia

 Le dimissioni arrivano dopo l’indagine interna avviata ieri dal presidente  Musumeci, per accertare omissioni dei vertici di quell’Ufficio negli interventi di somma urgenza sui fiumi della provincia etnea.

Lo stesso governatore ha inoltre disposto l’immediata sostituzione di Ragusa dalla carica di commissario del Parco dell’etna, a seguito della vicenda,per la ritardata autorizzazione alla Vodafone di registrare uno spot pubblicitario proprio del vulcano.

Non si sa la sorte  del capo Ufficio del Genio civile di Palermo e dello stesso direttore generale del dipartimento Tecnico della Regione.

Il Presidente della Regione ha esclamato:. “Nella gestione dell’Ufficio del Genio civile di Catania emergono ipotesi di grave negligenza e di mala amministrazione, soprattutto in relazione alle omesse azioni preventive per la sicurezza degli alvei dei corsi d’acqua. Ho disposto un’immediata attività ispettiva affinché entro le prossime 24 ore vengano accertate le responsabilità”.

Analoga indagine – aggiunge il governatore- ho disposto a carico dei vertici del Genio civile di Palermo, per le medesime circostanze, mentre voglio verificare la corretta attività di vigilanza esperita dal dirigente generale del Dipartimento regionale tecnico. Non è più tollerabile che, per dolo o per colpa di chi ricopre ruoli di alta responsabilità, debbano pagare sempre e solo i cittadini. Da adesso, alla Regione chi sbaglia paga!”.

Fenomeno che produceva un’immagine deleteria di una struttura regionale come il Genio civile oltre che del decoro personale e dell’erario pubblico

 

REGIONE SICILIA: FRANCESCA GAROFFOLO , DIRIGENTE GENERALE, DECRETA LA RIQUALIFICAZIONE DI 62 EX DIPENDENTI

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Un bagliore di luce nel Dipartimento Lavoro della Regione Siciliana. Progettata infatti l’attivazione di urgenti percorsi di politiche attive a favore di dipendenti ed ex dipendenti delle aziende delle aree di crisi complessa, fruitori di cassa integrazione in coerenza della condizione posta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche  sociali per l’erogazione delle misure di sostegno dei lavoratori che rientrano nelle aree di crisi complessa.

Il progetto – si apprende – viene ricondotto al Protocollo d’Intesa per l’area di Gela, sottoscritto tra Regione Sicilia, MISE, Comune di Gela e ENI   S.p.A, – ENI idrocarburi Mediterranea S.p.A,  Raffinerie di Gela S.p.A, Versali S.p.A, Syndical S.p.A e rappresentanze delle Organizzazioni sindacali e  Confindustria Centro Sicilia  e pone in luce la necessità di una profonda revisione del modello industriale del sito produttivo di Gela, con conseguente piano di riconversione dell’intera areaa

Inoltre- informa il dirigente generale Francesca Garoffolo      nel mese di giugno scorso presso la sede del Dipartimento Lavoro- si è svolta una riunione con le organizzazioni di categoria relative all’Area di crisi industriale complessa come Gela in cui è stata manifestata l’urgenza di attivare nell’immediato un’attività di rafforzamento delle competenze e riqualificazione per gli ex dipendenti messi in mobilità Ecco perchè abbiamo pensato –prosegue la Garoffolo-          -di procedere alla prosecuzione dell’erogazione di politiche attive per i lavoratori di Gela per l’urgente bilanciamento dell’erogazione delle misure di sostegno di reddito da parte del ministero    del Lavoro

Il rafforzamento delle competenze riguarda 62 ex lavoratori dell’area complessa Gela inseriti in un apposito elenco, decretato, nei moduli formativi generici e specifici per un totale di 120 ore che è il percorso completo. 

La Regione Sicilia non rispetta ancora la norma di abolire i vitalizi ai parlamentari- ” ROMA NON DARA’ PIU’ FINANZIAMENTI” AVVERTE DI MAIO

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La Sicilia rischia di perdere finanziamenti pubblici da Roma . In legge di Bilancio non daremo più i  soldi alle Regioni se vogliono continuare a pagare i vitalizi”.   A comunicarlo è Luigi Di Maio, severo con la Regione Sicilia che svolge un ruolo di “double face”. 

Se la promessa sarà mantenuta la Regione Siciliana dovrà fare di necessità virtù, come dice il proverbio, a meno che non voglia perdere le risorse che vengono dallo Stato.

Naturalmente fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. E ci sono i diritti quesiti che non possono essere toccati, e tanti altri ostacoli sulla strada, ma di questi problemi Di Maio non sembra essere afflitto. Per intanto fa conoscere la sua volontà, come è capitato tante altre volte. E se qualcosa non va per il verso giusto, resta questa, la volontà, a riprova del buon governo. Infine ci sono i poteri forti, quelli che tramano nell’ombra, i nemici del popolo In Sicilia, abbiamo registrato solo iniziative, anche all’Ars, provenienti dal M5S e dal Pd, tendenti ad ottenere l’abolizione dei vitalizi.     

(Com.Ad.)

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