IL LATO OSCURO DELLA REGIONE SICILIANA: DOVE PADRINI POLITICI E DIRIGENTI HANNO MESSO LE MANI E DIVORATO IL DENARO PUBBLICO. CHE VERGOGNA………………………………..

Dirigenti pubblici: serve controllo preventivo degli atti, non dichiarazioni dei “redditi da corruzione” - AgoraVox Italia

Presentato oggi in conferenza stampa lo studio del deputato Sunseri  (M5S) all’Ars, che ha passato ai raggi x la galassia dei soggetti finanziati dal bilancio regionale. “Tra enti e partecipate – ha detto – ci sono 7000 dipendenti, con bilanci quasi sempre disastrosi, soggetti che non conoscono nemmeno gli immobili che posseggono, altri in attesa di liquidazione da più di 20 anni: è il disastro”.

Ci sono soggetti in attesa di liquidazione da oltre 20 anni, altri con un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti, la maggioranza con i bilanci in negativo, altri che non conoscono nemmeno il numero degli immobili che posseggono. E tutti assommano un esercito di circa 7000 dipendenti.
Viaggio nel mondo oscuro e parecchio disastrato di enti, partecipate e organismi regionali che costano troppo e rendono pochissimo.

 

foto M5S-Deputato Luigi Sunseri

È del M5S all’Ars il primo studio organico su partecipate e dintorni che scava a fondo su conti, fatti e misfatti della galassia parallela a mamma Regione. A realizzarlo, con la collaborazione del suo staff, il deputato, componente della commissione Bilancio Luigi Sunseri, che, grazie ad attività ispettive e di controllo, per anni ha passato ai raggi x i soggetti appesi a vario titolo alle mammelle della Regione: sono 163 tra enti strumentali (71), organismi strumentali (24), società a partecipazione diretta (13) e organismi in liquidazione (55) che lasciano tracce (a volta pesantissime) sui bilanci regionali, spesso senza portare grande giovamento alla collettività, con un esercito di dipendenti (6997) che rappresenta il 50 per cento dei dipendenti regionali. E con il corollario di consigli di amministrazione, commissari liquidatori che non liquidano, assunzioni poco chiare e uno stuolo di immobili abbandonati.
Il lavoro è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa on line tenuta da Sunseri e dalla vicecapogruppo M5S, Gianina Ciancio.
“Quello che salta agli occhi – ha affermato Gianina Ciancio – è la mancanza di trasparenza in questo ambito. Ci troviamo di fronte a documenti che dovrebbero essere pubblici ma che di fatto non lo sono e che è difficilissimo reperire perché si sbatte sempre contro muri di gomma. Il lavoro fatto da Luigi Sunseri è preziosissimo perché permette di accedere ad informazioni altrimenti difficilmente rintracciabili e che è importante portare alla conoscenza di tutti”.
“Questo studio – ha detto Sunseri – è il risultato di un duro lavoro fatto di ispezioni, atti parlamentari, esposti in procura, ricerche e analisi dei dati a disposizione, purtroppo spesso troppo difficili da reperire. E’ riduttivo limitarsi a dire che il mondo delle partecipate e degli enti regionali è fatto, tra le tante cose, di razionalizzazione mai iniziate, liquidazioni iniziate da decenni e mai concluse ma che continuiamo a pagare, compensi alle stelle, incarichi e consulenze fuori controllo o, ancora, indennità accessorie erogate senza nessuna verifica dei risultati raggiunti. Il mondo delle partecipate è qualcosa di più. E’ un mondo parallelo a quello regionale, ma soprattutto sommerso che pochi cittadini riescono a comprendere e a conoscere. Esistono società (come Interporti siciliani, ad esempio) che, sebbene costituite decenni fa per uno scopo ben preciso, non hanno mai realizzato l’obiettivo per cui sono nate. Altre, come l’Ast, che hanno debiti con tutti, banche, fornitori, col Fisco, verso Inps e personale e che, nonostante questo, continuiamo a ricapitalizzare, a rifinanziare e a tenere in vita. Quasi nessuno sa che ad occuparsi di ricerca ci sono ben 7 consorzi, con 7 consigli di amministrazioni ed altrettanti collegi sindacali. Uno di questi, il Corissia, ha 6 amministratori a fronte di soli due dipendenti. E tutto ciò con soldi che arrivano dalle tasche dei cittadini. Bisogna informare tutti di quello che accade alla Regione, ed è quello che poi mi ha spinto ad iniziare questo studio. Di certo c’è che se questi organismi fossero privati, con i loro bilanci fortemente e perennemente in rosso, la gran parte avrebbe chiuso i battenti da tempo. E invece sono lì, alcune società sono in attesa di liquidazione da più di 20 anni (Espi ed Ems dal 1999), a fare da palla al piede a una Regione sempre più con l’acqua alla gola”.

I soli dipendenti delle società partecipate pesano sul bilancio regionale per 235 milioni all’anno. Nel quinquennio 2013-2018 l’esborso per questo personale per le casse regionali è stato di 1.265 milioni di euro e questo al netto dei costi per le consulenze e rapporti di lavoro atipico (ad esempio contratti a tempo determinato e lavoro somministrato) e senza considerare quelli delle società in liquidazione. Sulle partecipate la Corte dei Conti è andata giù durissima: “le partecipate regionali si sono dimostrate geneticamente prive di sostenibilità economica”.

Per mettere un argine alla perdite delle partecipate, la Regione periodicamente ha messo in piedi piani di razionalizzazione che prevedevano contenimento dei costi, accorpamenti e messe in liquidazione che però sono puntualmente rimasti sulla carta. Così è successo per quelli approntanti nel 2018 e nel 2019 per Ast, Sicilia Digitale, Airgest, Maas, Psts, Sas e Interporti. E probabilmente succederà per quello approntato nel 2020.

“Ho cercato – ha affermato Sunseri- di trovare una ragione, un filo logico che potesse giustificare il mantenimento di un sistema così pesante e costoso. L’unica logica che guida l’intero sistema delle società e degli enti regionali è quella del potere. Una logica fatta di poltrone, incarichi e – bisogna avere il coraggio di dirlo – di voti. Perché, poi, è quello che giustifica l’inerzia politica. Mi ricordo ancora quando Musumeci, in campagna elettorale, annunciò di liquidare l’Ente di Sviluppo Agricolo definendolo ‘l’ultimo carrozzone della Repubblica’. Mi spiace, però, ricordare che quel carrozzone è ancora lì e continua a non funzionare” .

“Complicare – ha concluso Sunseri – è facile, perché è nelle pieghe della confusione e del disordine che è più facile nascondere le macchie, ciò che è difficile è invece semplificare. Per semplificare bisogna togliere e per togliere bisogna sapere cosa togliere, un’operazione che presuppone la conoscenza dei difetti, ma anche dei pregi, di un sistema così complesso. Bisogna cambiare prospettiva, assumersi la responsabilità di decisioni anche difficili togliendo ciò che non serve, è inutile o troppo costoso. Solo così potremo smontare un sistema marcio e che va assolutamente cambiato”.

Valentina Zafarana: ” Ecco come la Regione siciliana spende milioni di euro (6) in interventi inutili mentre la Sicilia muore”

Valentina Zafarana - sicilia5stelle

Valentina Zafarana del M5S

Dopo le mirabolanti fontane in stile il boss delle cerimonie, la Regione Siciliana con un vero e proprio gioco delle tre carte, utilizzerà ben 6 milioni di euro per opere di riqualificazione di Palazzo d’Orleans e per l’allestimento di un giardino verticale sulla facciata del palazzo moderno adiacente alla presidenza della Regione. Ancora una volta il presidente dimostra di avere occhi solo per i palazzi del potere e per la ‘sua’ Ambelia per la quale, non si sa come, riesce sempre a trovare i soldi, come dimostra l’ennesimo milione mezzo saltato fuori dal cilindro del presidente”.
Lo afferma la deputata M5S Valentina Zafarana (nella foto d’archivio) che bilanci alla mano, denuncia l’ennesimo spreco di risorse per l’abbellimento della presidenza della Regione Siciliana.
“Da un nostro controllo delle spese deliberate dalla Regione – racconta la deputata – è saltata fuori una delibera (risale a febbraio) sulla quale abbiamo ritenuto fare degli approfondimenti perché rappresenta l’ennesimo schiaffo alla povertà e a chi rischia di soccombere in un momento di grandissima crisi come quello attuale”.
“La vicenda – spiega Zafarana – ha inizio nel 2020, quando con una delibera di giunta, ovvero la n.163 viene apprezzato l’intervento di riqualificazione dell’albergo delle Povere di corso Calatafimi a Palermo, prevedendo una spesa di 11 milioni di euro con i fondi dell’articolo n.38 dello Statuto. Lo stesso intervento viene poi inserito nella finanziaria di settembre 2020 in un fondo di 50 milioni di euro per la manutenzione straordinaria degli immobili regionali liberando quindi gli 11 milioni di euro dell’articolo 38 precedentemente previsti. Ebbene, cosa decide di fare il presidente Musumeci? Con un vero e proprio gioco delle tre carte, anziché utilizzare questi soldi per altre spese certamente più necessarie per la cittadinanza, decide di utilizzarli per abbellire ancora Palazzo d’Orleans. Nello specifico un milione e 900 mila euro saranno utilizzati per la creazione di un giardino verticale sulla facciata del palazzo moderno adiacente alla Presidenza della Regione in piazza Indipendenza. Quattro milioni e 530 mila euro verranno impiegati per la climatizzazione della nuova ala, la riqualificazione dell’impianto idrico del parco, la sistemazione del giardino e la ristrutturazione della sala Alessi. A questi va aggiunto il milione e mezzo per la riqualificazione dell’ex palazzo Esa di Catania”.

“Queste spese – conclude Zafarana – mostrano la vera natura di Musumeci, ovvero dedicarsi più alle apparenze che alla sostanza, dato che i siciliani in questa fase pandemica hanno potuto vedere ben pochi ristori da parte della stessa Regione che, invece, spende e spande per rifarsi il trucco”

Stamane, Sabato, Sindaci, amministratori, cittadini a Buccheri (Siracusa) per reclamare la fiscalità di sviluppo

Oggi,sabato 12 giugno dalle ore 9,30 ci sarà un incontro dalle Zone Franche Montane Sicilia promosso dai comuni Iblei, in piazza Roma a Buccheri, in provincia di Siracusa, con sindaci, amministratori, consiglieri comunali, CNA, imprenditori e cittadini, per reclamare la fiscalità di sviluppo e difendere il diritto di residenza.  Una norma che non è stata ancora approvata, dopo più di 2300 giorni. Le popolazioni delle terre alte di Sicilia la chiedono per scongiurare un futuro di abbandono dei luoghi in cui sono nate.

 

La richiesta di audizione ai presidenti di Governo e Assemblea regionale siciliana
 
Nei giorni scorsi una richiesta di incontro urgente è stata inoltrata dai sindaci e dall’associazione ZFM Sicilia al presidente della Regione sicilianaNello Musumeci e a Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana per pianificare un’azione comune politica e istituzionale per la definizione del percorso, che interessa i due rami del Parlamento italiano. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, nel corso della 264esima seduta dell’Ars, con parere “favorevole” del Governo, non risulta sia stato fatto nulla di dirimente per accelerare l’iter legislativo a Roma.

 

Attendere ancora è da irresponsabili, non ci sono reali impedimenti”
 
«Non ci sono reali impedimenti per applicare la fiscalità di sviluppo alle Terre alte di Sicilia. È da irresponsabili continuare a procrastinare ed essere indifferenti ad un processo che porterà reale benessere a tutti i siciliani» fanno sapere dall’associazione Zone Franche Montane Sicilia. «Non possiamo più aspettare – è il commento del coordinatore Vincenzo Lapunzina -, abbiamo aspettato per fin troppo tempo. Ogni giorno che passa assistiamo alla chiusura di attività commerciali e quelle che resistono hanno difficoltà ad andare avanti. La fiscalità di sviluppo è una misura sostanziale e anche psicologica nell’immediato che mira a dare fiducia agli operatori economici, nonché fiscale e previdenziale».

Le Zone Franche Montane ancora in piazza con i comuni degli Iblei per difendere il Diritto di Residenza,la fiscalità di sviluppo, sabato 12 giugno a Buccheri (Siracusa

 

 

Dopo tanti incontri, promesse politiche e clamore mediatico, la legge che istituisce le Zone Franche Montane in Sicilia non è stata ancora approvata, nonostante un faticoso cammino di più di 2300 giorni.

Le popolazioni delle terre alte di Sicilia che attendono questa norma politica ed economica per scongiurare un futuro di
abbandono dei luoghi in cui sono nate, riunite nell’associazione Zone Franche Montane continuano a chiedere il riconoscimento del proprio diritto di residenza.
Nei giorni scorsi, i comitati operativi dei sindaci e dell’associazione hanno firmato una richiesta di audizione congiunta al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco
Miccichè e il prossimo sabato 12 giugno alle ore 9,30 ci sarà un incontro dei comuni degli Iblei in piazza Roma a Buccheri, in provincia di Siracusa con sindaci,amministratori, consiglieri comunali, CNA, imprenditori e cittadini e il sindaco di
Buccheri, Alessandro Caiazzo.

 

 

La richiesta di audizione ai presidenti di Governo e Assemblea regionale siciliana  Una richiesta di incontro urgente è stata inoltrata dai sindaci e dall’associazione ZFM Sicilia al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci e a Gianfranco
Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana per pianificare un’azione comune politica e istituzionale per la definizione del percorso, che interessa i due rami del Parlamento italiano. Dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, nel corso della 264esima seduta dell’Ars, con parere “favorevole” del Governo, non risulta sia stato fatto nulla di dirimente per accelerare l’iter legislativo a Roma.
I primi cittadini siciliani che hanno chiesto un incontro a Musumeci e Miccichè In rappresentanza di sindaci e associazione hanno firmato la richiesta di audizione ai vertici della Regione per parlare di strategie operative sono stati i sindaci Alessandro Caiazzo – Buccheri (Sr), Bartolo Giaquinta – Giarratana (Sr), Angelo Pulvirenti – Nicolosi (Ct), Pinuccia Raiti – Linguaglossa (Ct), Gandolfo Librizzi – Polizzi Generosa (Pa), Leonardo Neglia – Petralia Sottana (Pa), Lillo Puleo – Blufi (Pa), Dino Castrovinci – San Marco D’Alunzio (Me), Pippo Nobile – Castel di Lucio (Me), Giuseppe Catania – Mussomeli (Cl), Salvatore Noto – Marianopoli (Cl),Paola Immordino – Villalba (Cl), Luigi Bonelli – Nicosia (En), Stefano Fasciana –
Regalbuto (En), Ausilia Cardaci – Agira (En), Filippo Taranto – Montalbano Elicona (Me), Concetto Orlando – Roccafiorita (Me), Valeria Imbrogio –Castell’Umberto (Me), Giovanna Bubello – Alessandria della Rocca (Ag),Francesco Di Giorgio – Chiusa Sclafani (Pa), Nina Comparetto – Prizzi (Pa) e PioSiragusa – Corleone (Pa) e Vincenzo Lapunzina, presidente dell’associazione ZFM Sicilia.

 

 

“Attendere ancora è da irresponsabili, non ci sono reali impedimenti” per applicare la fiscalità di sviluppo alle Terre alte di Sicilia. È da irresponsabili continuare a procrastinare ed essere indifferenti ad un processo che porterà reale benessere a tutti i siciliani» fanno sapere dall’associazione Zone Franche Montane Sicilia. «Non possiamo più aspettare – è il commento del coordinatore Vincenzo Lapunzina -, abbiamo aspettato per fin troppo tempo. Ogni giorno che passa assistiamo alla chiusura di attività commerciali e quelle che resistono hanno difficoltà ad andare avanti. La fiscalità di sviluppo è una misura sostanziale e anche psicologica nell’immediato che mira a dare fiducia agli operatori economici, nonché fiscale e previdenziale».

 

Zone Franche Montane: è l’ora degli  imprenditori. Il 30 maggio nuovo presidio allo svincolo Irosa

 

Nuovo appello di ZFM alla deputazione nazionale e al governo regionale: «È in gioco il futuro di tutti i paesaggi di montagna della Sicilia»

Non arretra di un passo l’azione delle Terre alte di Sicilia di Sicilia sulla fiscalità di sviluppo, vista come unica via per continuare a vivere nei territori minacciati dalla crisi economica e dallo spopolamento. A manifestare sono adesso gli operatori economici che si raduneranno domenica 30 maggio dalle 10,00 allo svincolo Irosa dell ‘autostrada A19.

 

Nelle ultime iniziative promosse dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, in prima fila erano stati i sindaci e gli amministratori dei
133 comuni rappresentati, prima a Roma, a Montecitorio, e poi a Palermo a Palazzo dei Normanni, sede del parlamento siciliano.
«Saranno simbolicamente presenti due operatori economici per i 133 Comuni coinvolti – fanno sapere dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia che si spende da anni per l’;ottenimento di una norma di politica economica che potrebbe far ripartire i comuni di tutte le province siciliane con un'altezza sul mare di almeno 500 metri e una popolazione inferiore ai 15000 abitanti -. La fiscalità di sviluppo, destinata alle Terre alte di Sicilia, – si legge – è una misura psicologica prima ancora che fiscale e previdenziale. È in gioco il futuro di tutti i paesaggi di montagna della Sicilia».

Un nuovo appello alla deputazione nazionale e al governo regionale    Le richieste del comitato, degli amministratori e degli operatori economici per questa nuova iniziativa sono rivolte alla deputazione di Camera e Senato eletta in Sicilia, affinché faccia sentire la propria voce nei due rami del parlamento e al governo nazionale affinché si decida di approvare, nell’immediato, le disposizioni concernenti
l’istituzione delle Zone Franche Montante in Sicilia, approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 17 dicembre 2019.
L’appello al Governo della Regione siciliana, che verrà rilanciato in occasione del nuovo appuntamento allo svincolo Irosa il prossimo 30 maggio, dalle 10,00 è di accelerare il processo di perimetrazione delle Zone Franche Montane in Sicilia, così come indicato nelle Disposizioni, e di dare seguito alla volontà politica espressa chiaramente dall’Assemblea regionale siciliana con l’ordine del giorno approvato lo scorso 17 maggio, che impegna il presidente della Regione siciliana a porre in essere tutte le interlocuzioni istituzionali opportune affinché la Commissione paritetica (composta da quattro membri in rappresentanza dello Stato e della Regione) adotti provvedimenti idonei a trovare adeguata copertura finanziaria destinando le risorse provenienti dal gettito dell’Iva all’importazione.

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I  COMUNI PARTECIPANTI

Acquaviva Platani, Agira, Aidone, Alessandria della Rocca, Alia, Alimena, Assoro,
Basicò, Baucina, Bisacquino, Bivona, Blufi, Bompietro, Buccheri, Buscemi,
Caccamo, Calascibetta, Caltabellotta, Caltavuturo, Cammarata, Campofelice di
Fitalia, Campofiorito, Capizzi, Cassaro, Castel di Lucio, Castell'Umberto, Castellana
Sicula, Castelmola, Casteltermini, Castiglione di Sicilia, Castronovo di Sicilia, Cefalà
Diana, Centuripe, Cerami, Cesarò, Chiaramonte Gulfi, Chiusa Sclafani, Ciminna,
Contessa Entellina, Corleone, Erice, Ferla, Floresta, Fondachelli-Fantina, Frazzanò,
Gagliano Castelferrato, Galati Mamertino, Gangi, Geraci Siculo, Giarratana,
Giuliana, Godrano, Grammichele, Gratteri, Grotte, Isnello, Leonforte, Lercara Friddi,
Librizzi, Licodia Eubea, Limina, Linguaglossa, Longi, Lucca Sicula, Maletto,
Malvagna, Maniace, Marianopoli, Marineo, Mazzarino, Mezzojuso, Milo, Mineo,
Mirabella Imbaccari, Mistretta, Mojo, Alcantara, Montalbano Elicona,
Montemaggiore Belsito, Monterosso Almo, Motta d'Affermo, Mussomeli, Naro,
Naso, Nicolosi, Nicosia, Nissoria, Novara di Sicilia, Palazzo Adriano, Palazzolo
Acreide, Pedara, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Prizzi,
Raccuja, Ragalna, Randazzo, Regalbuto, Resuttano, Roccafiorita, Roccapalumba,
Roccella Valdemone, Rometta, San Cono, San Fratello, San Giovanni Gemini, San
Marco d'Alunzio, San Mauro Castelverde, San Salvatore di Fitalia, San Teodoro,
Sant'Alfio, Santa Caterina Villarmosa, Santa Cristina Gela, Santa Domenica Vittoria,
Santo Stefano Quisquina, Sclafani Bagni, Serradifalco, Sperlinga, Sutera,
Trecastagni, Troina, Tusa, Ucria, Valguarnera Caropepe, Valledolmo, Ventimiglia di
Sicilia, Vicari, Villalba, Villarosa, Vizzini, Zafferana Etnea.

Comitato regionale promotore:

Vincenzo Lapunzina (Associazione il Caleidoscopio) Alberto Virga (Consorzio
Centro Commerciale Naturale di Gangi), Antonio Polito (CCN Petralia Sottana),
Salvatore Cassisi (CCN Polizzi Generosa), Vincenzo Spinelli (CCN di Nicosia),
Giuseppe Cità (Responsabile di zona della Confesercenti), Calogero Spitale
(Responsabile di zona della CGIL), Giuseppe Profita (Responsabile di zona di
CASARTIGIANI), Salvatore Bartolotta (Coordinatore dei Borghi più Belli d’Italia –
Sicilia), Salvatore Bivona (Presidente Cidec Sicilia), Lidia D’Angelo (Presidente
associazione Pro Piano Battaglia e Madonie)

 

Lancio di nuove rotte aeree per una grande stagione turistica siciliana

Workshop all ‘aeroporto di Trapani Birgi tra compagnie aeree e operatori del

turismo. Albastar annuncia Sharm El Sheikh e Dubai

 

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«Pronti per la stagione turistica più lunga del secolo». Presentata la convenzione tra
Tayaranjet e Liberty Lines. In cantiere voli in elicottero da Birgi. Ombra inaugura il

Muro delle rotte

Primo workshop in presenza all ‘aeroporto di Trapani Birgi in occasione dell’anteprima di Travelexpo, borsa internazionale del turismo che ha riunito agenti di viaggio, tour operator e rappresentanti delle compagnie aeree, operanti sullo scalo trapanese per un confronto sulle destinazioni della Summer 2021 e non solo. Durante l incontro è stato anche annunciato, da parte della compagnia Albastar, il lancio di due nuove rotte Sharm El Sheikh, operativo già da agosto e Dubai, in occasione dell ‘Expo, da fine settembre 2021. 
I presenti al workshop “Time to travel”

Presenti per Airgest, il presidente Salvatore Ombra, il direttore generale Michele Bufo e l’organizzatore di Travelnostop, Toti Piscopo amministratore di Logos Srl comunicazione e immagine. Per la compagnia aerea Albastar, Giancarlo Celani,direttore commerciale e deputy CEO e Silvia Ruscitto, responsabile della comunicazione; per Tayaranjet, Gianfranco Cincotta, country manager, Gabriele Giannone, responsabile relazioni esterne; per Lumiwings, Chiara Rebughini,
direttore commerciale; per DAT, il general manager Italia, Luigi Vallero; per Blueair, il country manager Mauro Bolla. Tra i rappresentanti del turismo Giuseppe Ciminnisi, presidente di Fiavet, Federazione italiana associazione imprese viaggi eturismo.


Le novità annunciate durante il workshop “Time to travel”
E’ stata una giornata di confronto ma anche di annunci, oltre a quello a sorpresa di Albastar, di Sharm El Sheikh, in Egitto, dal 07 agosto al 18 settembre, il sabato, e di due collegamenti settimanali verso Dubai per l’EXPO 2022, dal 01 ottobre 2021 al 31 marzo 22. Blueair ha parlato di ulteriori ribassi nei prezzi per la tratta Torino a 19,90 e a 7,90, con il programma fedeltà, e la conferma della rotta per la stagioneinvernale, già in vendita; Lumiwings, ha lanciato Sicilia Last Minute, uno sconto del 15% per chi prenota fino al 15 giugno 2021 con il promo code MYSICILY e vola dal 28 maggio al 30 giugno.
Accordo Liberty Lines e Tayaranjet e voli in elicottero

 

Il workshop "Time to travel" ha ospitato anche la firma simbolica dell’accordo tra
Liberty Lines e Tayaranjet che offrirà uno sconto di 10 euro sul biglietto ai possessori di un titolo di viaggio Liberty Lines che a sua volta offrirà il 15% di sconto sul biglietto per il possessore di un titolo di viaggio Tayaranjet. Laura Protat, managing partner di Helicopter Pilot ha annunciato un progetto per voli turistici e trasferimenti per clientela premium in elicottero, in collaborazione con le compagnie aeree che operano su Trapani.
Il commento del presidente Salvatore Ombra e di Toti Piscopo
Salvatore Ombra, presidente di Airgest ha commentato: «Credere nell’;aeroporto e nel territorio è la base per ogni passo avanti e quello di oggi in un momento così delicato ha un significato particolare, non per niente l’abbiamo scelto per inaugurare il “Muro delle rotte”, una lunga parete del nostro scalo che prima era tutta bianca con ben 35 destinazioni simbolicamente ritratte, un risultato possibile grazie soprattutto al sostegno della Regione siciliana e del presidente Nello Musumeci».

L’organizzatore di Travelexpo, Toti Piscopo ha dichiarato: «Siamo pronti per la stagione turistica più lunga del secolo. Diamo appuntamento a tutti a Travelexpo, il prossimo 25.26 settembre,,,

Zone Franche Montane: l’Ars approva la copertura finanziaria

Il comitato ZFM: «A questo punto, dicano sì o no. Le Terre alte sono allo stremo non possono più aspettare». Un video al giorno per sensibilizzare la politica romana con l’iniziativa #dirittodiresidenza

 

 

Nuova missiva, e nuovo appello alla politica romana, dell’Associazione per  l’istituzione delle Zone Franche Montane Sicilia ai vertici istituzionali e alle autorità nazionali che hanno ricevuto e ascoltato la delegazione dei sindaci e comitato
intervenuti a Roma nella grande adunanza del 6 maggio, dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea regionale siciliana dell’ordine del giorno n. 544 sulle Zone Franche Montane, che identifica la copertura finanziaria necessaria, nelle risorse
provenienti dal gettito dell’Iva all’importazione, approvato nella seduta n° 264 dell’11 maggio e firmato da tutti i capigruppo del Parlamento siciliano.

 


L’appello delle ZFM alla politica nazionale a fare presto «Il Governo regionale ha espresso “parere favorevole” all’ordine del giorno che impegna il presidente della Regione siciliana a porre in essere tutte le interlocuzioni istituzionali opportune – si legge nella lettera inviata, tra gli altri, alle ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini -, affinché la Commissione paritetica (composta da quattro membri in rappresentanza dello Stato e della Regione) adotti provvedimenti
idonei a trovare adeguata copertura finanziaria a sostegno delle disposizioni concernenti l’istituzione delle zone franche montane anche destinando, in via prioritaria, a quest’ultime le risorse provenienti dal gettito dell’Iva all’importazione».
«Adesso la copertura finanziaria è stata individuata – commenta il presidente dell’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, Vincenzo Lapunzina -. A questo punto, l’unica cosa che resta da fare è dire sì o no.

 

Le “Terre alte” sono allo stremo, hanno bisogno di risposte immediate. “Le ZFM possono essere una leva per una
complessiva ripresa della Regione siciliana e – aggiunge Lapunzina – dovrebbero essere motivo di unione e non di divisione, chi non lo comprende è nemico della Sicilia e, soprattutto, delle comunità che amministra».
L’iniziativa #dirittodiresidenza per sensibilizzare la politica romana L’Associazione Zone Franche Montane Sicilia ha lanciato l’iniziativa #dirittodiresidenza, un video al giorno, pubblicato sulla pagina Facebook zonefranchemontane, che racconti, attraverso la testimonianza dei sindaci, le unicità di ciascuno dei 133 comuni che la costituiscono, i disagi ma anche la voglia di continuare a vivere in quei luoghi, per sensibilizzare la politica romana.

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100 fasce tricolore siciliane per chiedere la fiscalità di sviluppo al Ministro per il SUD Carfagna e alla Gelmini

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Delegazione delle Zone Franche Montane Sicilia in piazza di Montecitorio

 

Ben 110 amministratori dei 133 comuni che rappresentano le Terre alte di Sicilia, coordinati dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia hanno preso parte, questa mattina, alla grande adunanza che si è svolta in piazza di Montecitorio a Roma. Amministratori locali e deputati e politici nazionali sono intervenuti ai microfoni della postazione Diritto di residenza e in diretta sulla pagina Facebook a sostegno dell ‘iniziativa volta ad ottenere la fiscalità di sviluppo, già approvata con ddl n.641/A, dall’Assemblea regionale siciliana nella seduta n° 162 del 17 dicembre 2019. Trattandosi di Legge voto, ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto, è stata sottoposta al Parlamento della Repubblica.

 

La delegazione di sindaci e comitato dell’Associazione Zone Franche Montane di Sicilia ha espresso apprezzamento per la disponibilità dimostrata dai ministri per il Sud e per la Coesione territoriale, Mara Carfagna e dalla ministra e gli affari regionali e le autonomie del governo Draghi, Maria Stella Gelmini. «Il ministro Carfagna ci ha ascoltato – ha commentato il coordinatore regionale delle Zone Franche Montane Sicilia, Vincenzo Lapunzina – e ha detto che nei prossimi giorni studierà il dossier per agevolare la definizione dell’iter legislativo».

 

Nella delegazione ricevuta dal ministro Mara Carfagna erano presenti Antonio Rini, sindaco di Ventimiglia di Sicilia, in rappresentanza dell’Anci Sicilia, Concetto Orlando,sindaco di Roccafiorita, in provincia di Messina, il comune più piccolo dell’Isola.
La ministra Gelmini che ha incontrato una delegazione composta da Franco Ribaudo, sindaco di Marineo, Salvatore Noto, sindaco di Marianopoli e Rosalba Mollica, assessore del comune di Floresta, il più alto di tutta la Sicilia ha dichiarato: «Ho incontrato i sindaci delle aree montane della Sicilia e il comitato promotore, che mi hanno informato in merito alla possibile istituzione di zone franche per il rilancio di loro territori. Ho ascoltato con attenzione le esigenze di queste comunità. Darò mandato alla Commissione paritetica della Regione Siciliana di approfondire il tema e di assumere le eventuali iniziative necessarie».

 

«Siamo soddisfatti degli incontri di oggi e della massiccia presenza dei sindaci in rappresentanza di tutte le Terre alte della Sicilia – ha commentato Vincenzo Lapunzina, coordinatore dell’Associazione Zone Franche Montane Sicilia. – Urge definire l’accordo quadro tra lo Stato italiano e la Regione siciliana. Alle istituzioni regionali il compito di convincere il governo a dare la priorità a quello della Sicilia.

 

Siamo convinti che il vice presidente della Regione, Gaetano Armao, farà di tutto per accelerare l’iter. In ogni caso – ha concluso – in attesa della definizione di tutto l’accordo si potrebbe dare priorità al finanziamento delle zone Franche Montane, in questi termini c’è già la piena disponibilità da parte della Ragioneria generale dello Stato e da parte di tutto l’arco istituzionale in maniera trasversale».

Il 6 maggio una delegazione composta da più di 100 sindaci sarà ricevuta dal Ministro per il SUD Carfagna, per chiedere la fiscalità di sviluppo

 

Il ministro per il Sud, Mara Carfagna, riceverà i sindaci delle Zone Franche Montane Sicilia, a Roma il 6 maggio, per la fiscalità di sviluppo Una delegazione composta da più di 100 sindaci sarà ricevuta da varie rappresentanze istituzionali e politiche, per chiedere la fiscalità di sviluppo

Anche il ministro per il Sud e la coesione territoriale Mara Carfagna, riceverà giovedì 6 maggio i sindaci delle “Terre alte” di Sicilia, coordinate dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, che si raduneranno in piazza di Montecitorio a Roma, dalle ore 9,00 alle 13,00 per sensibilizzare la deputazione di Camera e Senato ad esitare la Legge obiettivo approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 17 dicembre 2019, per il riconoscimento delle Zone Franche Montane che è in attesa da più di 2200 giorni.

Il Ministro per il Sud  Mara Carfagna
L’Associazione Zone Franche Montane Sicilia e i sindaci saranno ricevuti da varie rappresentanze istituzionali e politiche tra cui: i capigruppo di Senato e Camera, del Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Lega, Pd, Fratelli d’Italia e Italia Viva; alle 12.30, dallo staff tecnico del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico; quindi da Claudio Maria Galoppi, consulente giuridico della presidente del Senato,Elisabetta Casellati; dal presidente della commissione Finanza e Tesoro, Luciano Alfonso.

Nel pomeriggio, i sindaci sono stati invitati da una rappresentanza del Senato del Movimento Cinque Stelle, nella sala Nassiria di Palazzo Madama.

Nella foto (Press) Vincenzo Lapunzina, Coordinatore del Comitato regionale

In cosa consiste la Legge sulle Zone Franche Montane «La legge del Parlamento regionale siciliano sulle Zone Franche Montane –commenta Vincenzo Lapunzina, coordinatore del comitato regionale -, in atto all’esame del Parlamento nazionale per la definitiva emanazione, intende costituire un incentivo alle attività imprenditoriali già sul territorio e a quelle che vi si vorranno insediare, con agevolazioni fiscali e previdenziali temporanee, per compensare l’oggettivo e complessivo degrado economico subito dai territori montani siciliani».

«Il supporto finanziario, – prosegue Lapunzina – nella fase di avvio della iniziativa, avverrà con risorse che lo Stato metterà nella disponibilità della Regione Siciliana, a regime, con le risorse proprie della Regione, rinvenienti dalla corretta emanazione delle norme di attuazione dello Statuto in materia finanziaria. La legge, inoltre, è compatibile con le disposizioni europee sul regime degli aiuti di stato ed è attivabile,ai sensi dell’art. 349 del TFUE, senza previa notifica alla Commissione Europea.

È scritta nel solco delle Next Generation EU, privilegiando l’iniziativa privata quale volano per una effettiva ripresa economica».
L’associazione Zone Franche Montane Sicilia ; – Essa riunisce 133 Comuni delle nove province siciliane, che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare e con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Costituita formalmente nel 2021, è impegnata già dal 2015 nella promozione dello sviluppo dell ‘economia e per la cultura ;impresa delle Terre alte di Sicilia. Si batte per l ‘attuazione della Fiscalità di sviluppo, una norma di politica economica a difesa del diritto di residenza nelle aree di montagna per scongiurare il declino umano e sociale che interessa le “terre alte” dell’Isola.“Non siamo nati per errore sulle montagne siciliane. La fiscalità di sviluppo è essenziale per frenare la desertificazione imprenditoriale e umana”

Zone Franche Montane Sicilia: il 6 maggio, oltre 100 sindaci in piazza a Montecitorio, per fiscalità di sviluppo

Non siamo nati per errore sulle montagne siciliane. La fiscalità di sviluppo è essenziale per frenare la desertificazione imprenditoriale e umana”

La Legge obiettivo approvata dalla Regione Siciliana il 17 dicembre 2019, per il riconoscimento delle Zone Franche Montane è in attesa da più di 2200 giorni di essere applicata. Più di 100 sindaci delle “Terre Alte” di Sicilia e il comitato regionale promotore, giovedì 6 maggio, saranno a Roma, in piazza di Montecitorio per sensibilizzare la deputazione di Camera e Senato a riconoscerla. Il provvedimento mira a garantire una fiscalità di sviluppo per frenare il fenomeno di desertificazione umana ed imprenditoriale di quei territori.
 
Il programma della manifestazione del 6 maggio a Roma
 
I sindaci delle “Terre alte” di Sicilia, coordinate dall’Associazione Zone Franche Montane Sicilia, si raduneranno giovedì 6 maggio a piazza di Montecitorio a Roma, dalle ore 9,00 alle 13,00 e saranno ricevuti da varie rappresentanze istituzionali e politiche: dai capigruppo di Senato e Camera, del Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Pd, Fratelli di Italia e Italia Viva; alle 12.30, dallo staff tecnico del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico; quindi dal consulente giuridico della presidente del Senato, Elisabetta Casellati; dal presidente della commissione Finanza e Tesoro, Luciano D’Alfonso. Nel pomeriggio, i sindaci sono stati invitati da una rappresentanza del Senato del Movimento Cinque Stelle, nella sala Nassiria di Palazzo Madama.
 
L’associazione Zone Franche Montane Sicilia
 
L’Associazione Zone Franche Montane Sicilia riunisce 133 comuni delle nove province siciliane, che insistono al di sopra dei 500 metri sul livello del mare e con una popolazione inferiore ai 15 mila abitanti. Costituita formalmente nel 2021, è impegnata già dal 2015 nella promozione dello sviluppo dell’economia e per la cultura d’impresa delle Terre alte di Sicilia. Si batte per l’attuazione della Fiscalità di sviluppo, una norma di politica economica a difesa del diritto di residenza nelle aree di montagna per scongiurare il declino umano e sociale che interessa le “terre alte” dell’Isola. “Non siamo nati per errore sulle montagne siciliane. La fiscalità di sviluppo è essenziale per frenare la desertificazione imprenditoriale e umana”