Rifiuti Catania, riapre la discarica. Avviato piano straordinario di raccolta h 24

differenziare

Catania,

Già nella serata di ieri è ripresa la raccolta delle oltre 1500 tonnellate di immondizia dalle strade di Catania. A conclusione di complesse interlocuzioni tra l’assessorato regionale ai rifiuti,  i Comuni e le Srr, l’impianto di Lentini, infatti, ha ripreso a fare sversare gli autocompattatori, in fila da quattro giorni, per lo stallo della discarica di Gela ad accogliere le quote suppletive di rifiuti che la Regione nei giorni scorsi aveva stabilito.

Lo hanno reso noto il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi, con gli assessori comunale all’ecologia Andrea Barresi, a conclusione dell’ultimo vertice convocato nel primo pomeriggio di ieri nel palazzo delle Regione di Catania dall’assessore regionale Daniela Baglieri, a cui ha partecipato anche l’assessore comunale Enrico Trantino, in cui è stato comunicato lo sblocco della situazione che rischiava di degenerare in grave emergenza sanitaria a Catania e in altri comuni della Sicilia orientale.

“Insieme al Prefetto –ha detto il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi-  in queste ore abbiamo lavorato in concreto per sollecitare costantemente una soluzione che adesso sembra sia stata definitivamente trovata. Gli organi regionali preposti, in testa il presidente Musumeci e l’assessore Baglieri, a cui riconosco di aver compreso il dramma che stiamo vivendo, hanno dovuto superare le resistenze dalle discariche ad affrontare con successo un’emergenza che come Amministrazione ci vede da giorni in prima linea insieme ad altri Comuni e riprendere il cammino della raccolta porta a porta dei rifiuti e aumentare sempre più i livelli di differenziata”.

Con il coordinamento dell’assessore Andrea Barresi e della Direttrice Lara Riguccio, il Comune ha già varato un piano emergenziale di raccolta h 24 della spazzatura con la sinergia delle tre aziende appaltatrici Eco car, Super eco e Dusty,  per fare fronte nel modo più rapido possibile alla rimozione delle centinaia di cumuli di rifiuti. La raccolta avviata ieri sera proseguirà senza soluzione di continuità oraria e anche nel giorno festivo di domenica, per arginare il dilagare del formarsi di micro discariche, con il rischio di gravi incendi; condotte illecite che vanno assolutamente evitate anche per i fumi nocivi che ne derivano. Secondo i tecnici ci vorranno 5/6 giorni per rientrare nella normalità.

Inoltre, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Castiglione ha convocato per martedì 14 giugno, alle ore 11,15, una seduta straordinaria del consiglio comunale sull’emergenza rifiuti, su richiesta del consigliere Graziano Bonaccorsi e altri. Un’iniziativa condivisa dal sindaco f.f. Roberto Bonaccorsi che ha chiesto al presidente del consiglio comunale di aprire la riunione del civico consesso anche ai rappresentanti delle sigle sindacali e alla deputazione nazionale e regionale di Catania.

LE TELECAMERE INCHIODANO GLI AUTORI DELLO SMALTIMENTO RIFIUTI DA DEMOLIZIONE SULLA SPIAGGIA

 

Foto rifiuti e denuncia all’Autorità giudiziaria degli autori

 

Messina,

È accaduto nella zona sud della città di Messina: un trasportatore su commissione di un cittadino, anch’egli successivamente identificato, ha conferito un carico di rifiuti da demolizione nella spiaggia, senza preoccuparsi minimamente del danno ecologico arrecato. Telecamere e indagini degli agenti del reparto di Polizia Ambientale del Corpo di Polizia Municipale di Messina, alla guida del comandante Stefano Blasco, hanno permesso di individuare il responsabile ed il mezzo utilizzato per l’illecito smaltimento. Adesso i due soggetti dovranno rispondere dei reati di cui agli artt. 256 D.Lgs 152/06 e artt. 54- 1161 Codoce della Navigazione.

Sia l’area demaniale, oggetto di abbandono, che l’autocarro sono stati posti sotto sequestro. Probabilmente dietro il gesto sconsiderato vi era l’intenzione di realizzare un piano inclinato per l’alaggio delle barche. Grande soddisfazione espressa dal vicario Giovanni Giardina per il lavoro svolto dagli uomini degli Ispettori Cosimo Peditto e Giacomo Visalli impegnati quotidianamente nell’attività di controllo del territorio di contrasto all’abbandono di rifiuti, che in poche ore sono riusciti ad individuare i responsabili ed assicurarli alla giustizia.
La bonifica dell’area, una volta dissequestrata, sarà a carico degli stessi.

Asìa Napoli: entro fine anno il piano Industriale e il piano assunzioni giovani

Il numero dei disoccupati è sceso dai 30.000 d'inizio 2021 a 17.000. Il nuovo numero di Mercato del lavoro news analizza lo sviluppo della disoccupazione legato alla pandemia. Nella foto la sede del Centro di mediazione al lavoro di Bolzano (Foto: ASP)
la Sicilia detiene il più alto numero di disoccupati in Italia Segue la Campania, Napoli

Napoli,

Lungo confronto ieri, in commissione Ambiente, presieduta da Carlo Migliaccio, con l’assessore Paolo Mancuso e l’amministratore unico di Asìa Domenico Ruggiero.

All’ordine del giorno il futuro Piano industriale dell’azienda e il fabbisogno del personale, ma sono state discusse anche le tante criticità connesse all’igiene urbana, segnalate dai consiglieri intervenuti: la gestione delle campane per la raccolta degli abiti usati – su cui è intervenuta Alessandra Clemente (Misto) – non funziona e si richiede una nuova governance per evitare le scene di accaparramento che si registrano quotidianamente in prossimità dei cassonetti; per Aniello Esposito (PD) nella zona orientale, contrariamente a quanto promesso quando si decise di collocarvi il sito di compostaggio, ancora ci sono strade sporche e maleodoranti, il servizio di raccolta è fallimentare; per Maria Grazia Vitelli (PD) vanno affrontate criticità specifiche, come i rifiuti da street food e il recente cambio di campane per la differenziata nella Municipalità V e il servizio di raccolta dei cartonati nelle aree di maggiore presenza commerciale; per Rosario Andreozzi (Napoli solidale Europa verde) serve un lavoro vero sul Piano industriale e sui costi dei servizi che l’azienda offrirà, censire i grandi evasori garantendo le fasce più deboli, per un servizio realmente all’altezza di una città normale; Salvatore Flocco (Movimento 5 Stelle) ha ricordato la necessità di vigilare sugli appalti esterni di Asìa e sul rispetto delle norme stradali da parte dei mezzi di raccolta e sull’area di trasbordo dei rifiuti in prossimità dell’aeroporto; bisogna puntare alla creazione di una vera azienda di igiene urbana, ha proposto Toti Lange (Misto), solo così si può chiudere il ciclo integrato dei rifiuti a Napoli, una città oggettivamente sporca, che può essere riqualificata attraverso una attenta analisi dei flussi in entrata, un rinnovato rapporto con i territori e con le associazioni di categoria dei commercianti; infine, per andare concretamente incontro ai bisogni dei cittadini, potrebbero essere istituiti alcuni servizi extra a prezzi calmierati. Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha ricordato i problemi di gestione dei rifiuti e dell’igienizzazione nelle aree periferiche della città, che hanno necessità specifiche da affrontare con un Piano industriale serio, che analizzi entrate e uscite tenendo conto del reale fabbisogno di personale dell’azienda; per Massimo Pepe (Azzurri Noi Sud Napoli Viva), bisogna fornire risposte chiare ai cittadini, intervenendo anche sullo snellimento delle procedure amministrative; per Gennaro Acampora (PD) vanno riorganizzati i distretti, con la rotazione dei responsabili, e avviata una nuova politica di incentivazione della produttività dei lavoratori.

L’amministratore unico di Asìa, Domenico Ruggiero, ha spiegato che è dal personale che l’azienda deve necessariamente ripartire. Entro la prima decade di giugno sarà bandito il concorso per 650 assunzioni nel triennio 2022 – 2024; tra queste, le assunzioni dei 242 lavoratori ex bacino CUB.

Chiariti i requisiti di accesso al concorso: occorrerà il diploma di scuola media inferiore e non verrà attribuito alcun punteggio aggiuntivo ai titoli di studio superiori. Dopo questo primo passo sarà possibile elaborare, entro fine anno, un Piano industriale con una visione di ampio respiro, che porti l’azienda a essere ‘smart’, con costi abbattuti e un netto miglioramento del servizio.

L’assessore Mancuso ha definito la questione rifiuti in città un terreno complesso, serve un salto culturale che porti il Piano industriale ad agire in base alle necessità dei territori e non delle risorse disponibili, completando con il riciclo il percorso del rifiuto in un’ottica metropolitana.

 

V I D E O –

Catania: Rifiuti, la raccolta “porta a porta” sbarca anche nel lotto Centro

Foto Ufficio Stampa Comune di Ct

Catania,

Un piano d’azione integrato per attuare la raccolta differenziata “porta a porta” nelle ampie zone del lotto centro non ancora servite da questo sistema, è stato messo in campo dall’Amministrazione Comunale e dalla Società Regolamentazione Rifiuti(SRR) che afferisce all’area metropolitana di Catania e presentato nella sala giunta di palazzo degli elefanti.

A fronte degli apprezzabili risultati che si registrano nei lotti Nord e Sud, con un livello medio di rifiuti differenziati che si avvicina al 45%, la recente aggiudicazione al consorzio Gema del capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti nel lotto che riguarda il centro storico e le zone attigue, consente finalmente di rimuovere gradualmente i cassonetti e mettere a regime il sistema di raccolta porta a porta.

“Insieme alla SRR – ha detto il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi- abbiamo deciso di accelerare affinché anche il lotto Centro si allineasse al resto della Città. Inutile ricordare quanto sia importante, rimuovere definitivamente, con l’impegno di tutti,   le non edificanti pagine amministrative che sui rifiuti sono state scritte, oggettivamente senza che nessuna colpa specifica si possa addebitare a questa amministrazione. Avviando il porta a porta, eliminando quei brutti cassonetti che deturpano il  territorio e creano discariche con costi altissimi della Tari e scarsi livelli di raccolta differenziata,  siamo a una svolta decisiva a cui tutti i cittadini devono collaborare per avere maggiore pulizia in città e meno costi per il Comune”.

Secondo il piano approntato dai tecnici, dal 29 maggio un nuovo step della raccolta  porta a porta riguarderà la zona di Picanello e quella a mare, nel lotto Centro, un territorio di circa 30 mila abitanti, in cui l’azienda Dusty sta già informando i cittadini del nuovo sistema di lasciare i rifiuti differenziati davanti alla propria abitazione, secondo il calendario dei giorni prestabiliti, unico per tutta la città.

Il subentro di Gema, fissato per il prossimo 20 giugno, con la firma del contratto effettuata anticipatamente con le riserve di legge -ha aggiunto il presidente della Srr Francesco Laudani- consentirà da quella data di fare scattare il porta a porta anche a Nesima Inferiore e Borgo/Cibali. Per questa ragione è stato annunciato da parte della stessa azienda l’avvio di una capillare campagna di informazione ai cittadini interessati, che inizierà già questa settimana, proprio per accelerare il piano d’azione e diminuire i tempi della transizione da un gestore e da un sistema di raccolta all’altro”.

 

 

Entro il prossimo 1 settembre – ha aggiunto l’assessore Barresi-  a Catania spariranno tutti i cassonetti raggiungendo i livelli di raccolta differenziata che tutti auspichiamo. Finalmente potremo lasciarci alle spalle un vecchio capitolato che non garantiva né efficienza nè riduzione dei rifiuti. A causa della mancata aggiudicazione il lotto Centro era diventato una ferita nel percorso positivo che abbiamo avviato nel resto della città, con risultati soddisfacenti e che ora finalmente ci consente di invertire la tendenza anche nelle zone residue. Oltre all’impegno dei funzionari comunali, della SRR e delle aziende appaltatrici con le maestranze, voglio ricordare le 10 mila multe elevate dai nostri vigili urbani, in appena sei mesi, per infrazioni al corretto deposito dei rifiuti, quasi la metà dei quali residenti fuori da Catania”.

 

 

Differenziata, ancora disagi col secco per la chiusura della discarica di Lentini.

Viterbo pattumiera del Lazio, Lega: «Non basta dire no. Chiesto consiglio  straordinario, la città deve alzare la voce» - EtruriaNews

 

Caruso: “I Comuni rischiano una bomba ecologica

Continua la crisi della discarica di Lentini, che costringe gli operatori a rimanere fuori dai cancelli senza poter conferire.
A causa di ciò anche oggi ad Aci Sant’Antonio per la raccolta differenziata della frazione secca dei rifiuti ci saranno dei disagi,con ritardi e possibili mancati ritiri.

 

L’amministrazione santantonese auspica in questo senso un intervento deciso da parte di Palazzo d’Orléans: “La Regione si svegli – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca (nella foto sopra)– perché i Comuni non possono più subire queste inefficienze. Chi più chi meno siamo arrivati a percentuali alte con grandi sacrifici per tutti i cittadini,abbiamo lasciato le buste miste, abbiamo intensificato i controlli nei condomini, abbiamo incentivato il più possibile la raccolta differenziata, ma se dopo tutto questo il sistema implode così facilmente, senza che nessuno muova un dito, si rischia allora davvero di giocare sulla pelle dei cittadini e far perdere loro la fiducia nelle istituzioni”.

 


Il Sindaco, Santo Caruso, evidenza i rischi: “A distanza di neanche sessanta giorni siamo di nuovo nella stessa situazione: ad un certo orario cancelli chiusi per raggiunto limite di conferimento e camion pieni di spazzatura costretti a tornare indietro. Possibile che neanche sessanta giorni sia riuscita a durare la soluzione? È clamoroso, si preferisce far rischiare le bombe ecologiche ai Comuni costretti a non raccogliere piuttosto che assumersi le proprie responsabilità”.

Siracusano trasportava rifiuti senza autorizzazione. Denunciato alla Procura

Rubiera, trasportano rifiuti ferrosi e bombole vuote di gas senza  autorizzazioni: sanzionati - Gazzetta di Reggio Reggio

foto Archivio Sud Libertà

SIRACUSA,

I Carabinieri della Stazione di Cassibile hanno denunciato alla Procura  un trentaduenne siracusano con numerosi precedenti penali poiché sorpreso mentre trasportava a bordo di un ape car, sprovvista di assicurazione, oltre 200 kilogrammi di rifiuti plastici, ferrosi e indifferenziati.
Il soggetto, oltre ad essere denunciato per trasporto e gestione non autorizzata di rifiuti è stato sanzionato per la mancata copertura assicurativa ed il veicolo è stato sequestrato assieme ai rifiuti. Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare il produttore dei rifiuti ed il luogo ove il denunciato intendeva scaricarli.  

RACCOLTA,RIFIUTI: LA REGIONE SICILIANA NON SI PRESENTA ALLA RIUNIONE DEI SINDACI

 

Caruso: “Alla riunione dell’SSR la Regione non si è presentata: il clima è desolante. Rischiamo un costo altissimo”

Continuano i disagi dovuti alla riduzione del conferimento della frazione secca residuale dei rifiuti presso la discarica di Lentini.
Numerosi Comuni, tra i quali Aci Sant’Antonio, devono far fronte alle conseguenze dei ritardi dovuti alla fila formatasi davanti i cancelli dell’impianto di ‘Sicula Trasporti’, che chiude non appena vengono raggiunte le 600 tonnellate e rimanda al giorno successivo, con conseguente accumularsi della coda, bloccando di fatto la raccolta degli altri rifiuti per i quali necessitano gli stessi mezzi.
Il Sindaco Santo Caruso e l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca,hanno annunciato che a partire dalla prossima raccolta non verranno più accettati i rifiuti indifferenziati in maniera indiscriminata, cioè i sacchetti all’interno dei quali viene inserito anche ciò che può essere
differenziato (come residui di cibo, bottiglie di plastica o di vetro,carta riciclabile e quant’altro),
L’Assessore Rocca ha espresso tutto il suo rammarico, paventando grandi rischi: “Alla riunione dell’SRR, alla quale era presente la quasi totalità delle Amministrazioni preoccupate da quello che sta accadendo,la Regione non si è presentata: si aspettava un videocollegamento dell’Assessore regionale, e lo si è atteso invano. Assessore non pervenuto.

Speravamo di ricevere notizie, ma abbiamo solo potuto registrare sconforto e amarezza. Ci troviamo in uno stato di disagio sempre più pressante, riuscendo a malapena a far fronte alla raccolta
quotidiana ma non senza pesanti ritardi. Molti comuni hanno addirittura lasciato la spazzatura per strada, e da Catania arrivano immagini terrificanti, coi gabbiani che gozzovigliano tra i rifiuti. Il clima è desolante. Il rischio concreto sarà dover conferire il rifiuto all’estero pagando il conferimento tre volte quello che paghiamo ora.
Vorrà dire un aumento vertiginoso e indiscriminato delle tariffe, e quindi un aumento indiscriminato di chi non paga, e di riflesso un incommensurabile ammanco in bilancio corrente per i Comuni. Insomma: sarebbe a dire che tutti i Comuni fallirebbero nel giro di un paio di anni”.
Il primo cittadino si rivolge ai cittadini: “Non possiamo pensare solo di lamentarci degli altri: anche da parte nostra dobbiamo fare degli sforzi ancora maggiori. Ad agosto siamo arrivati intorno al 60% di raccolta differenziata: è un buon risultato ma non basta. Da quando abbiamo vietato i sacchi neri ed attivato i controlli il venerdì sera ed il sabato mattina siamo passati dal 42% alle percentuali di oggi.
L’urgenza ci spinge ad accelerare ulteriormente il passo, dalla prossima settimana saremo ancora più severi nei controlli e non verranno accettate buste miste il sabato mattina. La plastica va buttata il giorno della plastica, il cartone il giorno del cartone, il vetro il giorno del vetro, l’umido il giorno dell’umido. Il giorno del secco indifferenziato non è il giorno del “fuori tutto”!: il giorno del secco si butta solo il secco.

 Chiederemo anche agli Uffici di organizzare immediatamente un incontro con la Senesi: Ai sacrifici e all’impegno dei cittadini deve corrispondere un impegno della ditta serio, non è accettabile che dopo venti giorni la spazzatrice sia ancora guasta e non venga sostituita: c’è un contratto che va rispettato ed onorato. Non è rispettoso neanche per i lavoratori stessi, costretti a dover compiere manualmente lavori che tipicamente vanno svolti meccanicamente. Le contingenze ci impongono altre sfide, tocca attrezzarci per non rimanere indietro”.

INCUBO RIFIUTI ACI SANT’ANTONIO: SINDACO ED ASSESSORE DENUNCIANO,”NON C’E’ CAPACITA’ GESTIONALE , VI SONO CAMION PARCHEGGIATI ALLA DISCARICA”

Rifiuti, la discarica di ‘Sicula’ autorizza solo 600 tonnellate per 150

Come funziona l'esportazione di rifiuti?

Comuni. Caruso: “È crisi, sta per esplodere una bomba ecologica”

L’unica discarica per i rifiuti indifferenziati al servizio della Sicilia Orientale, cioè quella di ‘Sicula Trasporti’,

a Lentini, ha ridotto il conferimento a 600 tonnellate al giorno.
Da via Codavolpe, dove è ubicata la discarica, hanno fatto sapere che “i rifiuti giornalieri saranno ricevuti in impianto secondo l’ordine cronologico di arrivo”, così stamattina sono bastati i soli mezzi che hanno raccolto i rifiuti di Catania per far raggiungere il limite imposto, sbarrando la strada, di fatto, a tutti gli altri, compresi quelli del Comune di Aci Sant’Antonio, presso il quale adesso non solo non potrà continuare la raccolta dell’indifferenziato nella giornata di
oggi, ma si compromette anche la raccolta dell’umido di lunedì, alla luce del fatto che gli stessi camion che dovranno essere utilizzati sono fermi perché pieni, e neanche lunedì probabilmente potranno scaricare perché per l’inizio della settimana c’è già la fila di mezzi parcheggiati in attesa della riapertura dell’impianto.

 

Si tratta di una situazione insostenibile – ha dichiarato l’Assessore all’Ecologia, Quintino Rocca , nella foto– è impensabile che 600 tonnellate possano bastare per servire oltre 150 Comuni siciliani. Il geniale metodo individuato per fare conferire in piattaforma è: chi arriva prima conferisce, gli altri a casa. Con il risultato che in questo momento ci sono già dei camion parcheggiati per il conferimento del lunedì.  Sicilia, Italia, Europa, nel 2021”.
Il Sindaco, Santo Caruso, punta il dito sulle istituzioni: “Non credo che ci si sia resi conto della enorme gravità della situazione. Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani: la riduzione del conferimento tout court, senza che nessuno proponga soluzioni immediate, rappresenta l’accensione di un miccia che rischia di far deflagrare

una bomba ecologica senza precedenti.

Se si è giunti al chi arriva prima per liberarsi dei rifiuti in discarica significa che non c’è alcuna capacità gestionale. È impensabile che i Comuni siano lasciati soli in questo marasma non avendo alcuna possibilità di affrontare da soli la situazione visto che non posseggono mezzi né competenze adatti.

 

Caruso: “Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani”

Siamo di fronte ad una crisi di proporzioni immani – ha continuato –Chi prenderà i rifiuti di oggi? Chi permetterà alla ditta di svuotare i camion per raccogliere l’umido del lunedì? E chi lo raccoglierà in alternativa? Chi libererà i cittadini dai rifiuti che differenziano, pagando puntualmente la tassa? Non si può pensare che i sindaci, e le istituzioni comunali in generale, possano fare da parafulmine assorbendo l’indignazione di ogni singolo cittadino che chiede perché il suo
sacchetto non è stato ritirato. Moltiplicare il disagio di oggi per i giorni a venire e per tutti i Comuni in difficoltà come Aci Sant’Antonio, restituisce un orizzonte terribile, un incubo dal quale sembra che non si abbia capacità di tirarci fuori. Si faccia qualcosa adesso!”.

 

Accordo Sibeg con Italia Zuccheri a sostegno della filiera agroalimentare italiana

IN SICILIA SIBEG SEMPRE PIÙ GREEN

Catania

Continuano gli impegni di Sibeg per la tutela del territorio in cui opera: dopo importanti sforzi per la protezione ambientale, ora l’azienda siciliana darà valore alla filiera agroalimentare italiana. Da sempre attenta a sostenere la filiera agrumicola siciliana – con il supporto all’introduzione di Fanta Aranciata Rossa con “Succo di Arancia Rossa di Sicilia IGP” e Fanta Limonata con succo di “Limone di Siracusa IGP” – ora Sibeg continua l’impegno verso il sistema agroalimentare italiano, avviando una collaborazione triennale con Italia Zuccheri, unico produttore di zucchero 100% italiano con la sua filiera tracciata e certificata.

Cominciata nel 2015 con la conversione full electric delle auto a disposizione della field force commerciale, l’attenzione di Sibeg per l’ambiente si è rafforzata anche attraverso l’inaugurazione del recente impianto di trigenerazione, grazie al quale l’azienda è in grado di produrre in maniera autonoma il 45% del suo fabbisogno di energia elettrica. L’impianto si è aggiunto a diverse iniziative ambientali già adottate, come l’utilizzo dell’energia 100% proveniente da fonti totalmente rinnovabili, l’implementazione del “modello 3R” (riduci-recupera-ricicla) per lo smaltimento dei rifiuti con impatto azzerato, cui si aggiunge oggi il nuovo focus sulla filiera agroalimentare italiana per una valorizzazione dei prodotti nazionali e un futuro più sostenibile.

«In ottica “green” abbiamo già investito tanto e continuiamo a farlo, anche in momenti critici come quelli che stiamo attraversando, per poter operare sempre più nell’ottica della sostenibilità – spiega Luca Busi, Ad di Sibeg – ora il nostro impegno si focalizza anche verso la filiera agroalimentare italiana, con l’inizio della collaborazione con Italia Zuccheri, per avere nei nostri prodotti zucchero italiano da filiera tracciata e certificata».

«Siamo molto soddisfatti di questo primo passo nella collaborazione con Sibeg, che ha riconosciuto il nostro impegno sul fronte della sostenibilità e il valore dell’italianità da sempre nel DNA della cooperativa agricola a cui Italia Zuccheri fa capo – afferma Alessandro Benincà, Direttore Generale di Italia Zuccheri Commerciale – equa cooperazione e innovazione nel segno del rispetto ambientale sono alla base di un ingrediente tutto italiano che rappresenta una delle materie prime più importanti per il funzionamento del sistema agri-food del nostro Paese. Questo ultimo anno ha dimostrato come sia chiave per le imprese in Italia riuscire a fare sistema creando valore reciproco per i consumatori e gli stakeholder nazionali».

 

 

GRUPPO LEONARDI SETTORE RIFIUTI: ARRESTI, SEQUESTRI, ILLECITI ,”CORRUZIONE, ASSOCIAZIONE MAFIOSA”

– VIDEO   – g.di    finanza – Un ingente quantitativo di denaro è stato trovato sotterrato dai finanzieri: le banconote in mazzette erano contenute in sacchi di plastica neri inseriti in alcuni bidoni di plastica e poi sotterrati. 

Il  gruppo Leonardi di Lentini i cui interessi erano ormai su Catania, soprattutto nel settore dei rifiuti è sotto i riflettori della Giustizia. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania su richiesta della Procura etnea nei confronti di 9 persone, due delle quali sono finite in carcere, tre ai domiciliari e 4 sottoposti alle misure cumulative dell’obbligo di presentazione alla P.G. e di dimora.

La contestazione verte su reati a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode nelle pubbliche forniture, corruzione continuata e rivelazione di segreto d’ufficio nonché per concorso esterno in associazione di tipo mafioso.

"Sicura Mazzette", ecco i nomi degli arrestati

La cronaca giudiziaria parte dagli anni 2018 e 2019 per la gestione della discarica di Lentini nel Siracusano, la più estesa della Sicilia e gestita dalla Sicula Trasporti nonché le “pressioni” del clan mafioso dei Nardo finalizzate ad ottenere l’affidamento di un chiosco presente all’interno dello stadio della Sicula Leonzio che disputa il campionato di serie C.

Sequestro preventivo anche di tutti i beni aziendali, quote e azioni sociali per un valore complessivo di 110 milioni di euro. I sigilli sono stati apposti sulla Sicula Trasporti che ha a Catania in Contrada San Giorgio e che si occupa di “trattamenti e smaltimenti di altri rifiuti non pericolosi” e cioè la gestione dei rifiuti solidi urbani, insieme all’impianto di trattamento meccanico biologico di Contrada San Giorgio e le vasche di abbancamento situate nel comune di Lentini. La società ha un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro e oltre 120 dipendenti;

Sequestrata anche la “Sicula Compost con sede a Catania che si occupa di “produzione di compost” e cioè la produzione di fertilizzanti agricoli derivanti dall’utilizzazione e trasformazione di scarti vegetali e agroalimentari; la società ha circa 20 dipendenti e ha un fatturato di 3,6 milioni di euro;

Non è finita qui l’attività della G.di Finanza: -sequestro anche per la “Gesac con sede a Catania in Contrada Coda Volpe che si occupa di estrazione di pomice e di altri minerali ed è inserita nella filiera della lavorazione dei rifiuti solidi urbani, forniva il materiale pietroso da cospargere (obbligatoriamente per legge) sulla “parte secca” del rifiuto, abbancato nelle vasche della discarica gestita dalla Sicula Trasporti. Ha un fatturato di circa 2 milioni di euro e ha oltre 20 dipendenti.

Sotto inchiesta la Edile Sud srl di Scordia che gestisce l’attività di gestione di un impianto di recupero, trasporto e produzione di rifiuti non pericolosi nel territorio di Lentini. La società, con 18 dipendenti, ha un volume d’affari di circa un milione di euro.

La Procura e la Gdf ipotizzano il traffico illecito di rifiuti in virtù anche ad un rodato circuito corruttivo con il pagamento di tangenti in contanti per decine di migliaia di euro per ammorbidire i controlli. Le indagini dei finanzieri del Gico di Catania si sono avvalse di di intercettazioni telefoniche e ambientali, accertamenti bancari, disamina della documentazione amministrativa afferente le autorizzazioni necessarie per la gestione degli impianti della famiglia Leonardi nonché accertamenti tecnici disposti dalla Procura di Catania nel corso di un accesso negli impianti “incriminati” e operato dai finanzieri nel febbraio del 2019.

 

La consistente mole indiziaria così emergente ha consentito di porre in attenzione, secondo gli investigatori un sistematico illecito smaltimento dei rifiuti solidi urbani provenienti da oltre 200 Comuni siciliani convenzionati con la Sicula Trasporti, un enorme quantitativo di rifiuti strutturalmente non più gestibile e che finiva in discarica senza subire alcun trattamento preliminare, un trattamento quest’ultimo essenziale per favorire l’individuazione dei materiali non ammissibili in discarica o dei rifiuti da destinare a operazioni di recupero.

Una gestione della discarica, dell’impianto Tmb e di compostaggio, da parte della famiglia Leonardi, orientata all’esclusivo perseguimento di utili attraverso il mantenimento delle convenzioni con i Comuni pur non essendo gli impianti nelle condizioni di poter più adempiere alle prescrizioni fissate dalle stesse autorizzazioni amministrative.

Il sistema illecito orchestrato da Antonino Leonardi, secondo gli atti giudiziari, si reggeva su due pilastri: le tangenti per influenzare la concessione di autorizzazioni amministrative e di “pilotare” i controlli ambientali e la fasulla rappresentazione della movimentazione dei rifiuti al fine di garantire un’apparente osservanza delle norme con una contabilità assolutamente non corrispondente alla reale entità e tipologia dei rifiuti conferiti in discarica e trattati nell’impianto di compostaggio.

Gli accertamenti tecnici operati direttamente nelle imprese gestite da “Antonello” Leonardi hanno consentito di rilevare che sia ingenti quantitativi di rifiuti solidi urbani (non sottoposti ai preventivi trattamenti di frantumazione, triturazione, successiva vagliatura e biostabilizzazione e, tra questi, anche la frazione “umida” che avrebbe dovuto essere destinata al recupero mediante compostaggio) quanto una consistente mole di materiale originata da un incompleto processo di compostaggio, venivano conferiti direttamente nella discarica lentinese, previa attribuzione fittizia di un codice che identifica i rifiuti derivanti da tritatura e vagliatura e, in alcuni casi, anche senza che i rifiuti fossero tracciati da alcun formulario.

Si tratta di rifiuti che, per la loro stessa natura, non avevano i requisiti di ammissibilità necessari alla discarica e che hanno permesso agli indagati di accumulare, nel tempo, guadagni illeciti non spettanti anche in frode agli impegni assunti con i Comuni.

Rifiuti altamente putrescibili e quindi in grado di formare percolati e di produrre biogas creando così concreti presupposti per l’emissione diffuse di maleodoranze oltreché di gas serra. In alcune circostanze, è stato appurato che i percolati, liquidi che dovevano confluire sul fondo delle vasche e da qui stoccati in silos, erano sversati nel suolo e nelle acque circostanti.

Tra i rifiuti conferiti “tal quali” in discarica anche frigoriferi interi (contenenti al loro interno ancora il poliuretano), pneumatici non ammissibili nella discarica lentinese, materassi non previamente lacerati, oggetti di plastica, metallo e carta recuperabili, pasti provenienti da mense ancora integri nonché rifiuti speciali sanitari (circostanza che ha anche configurato un’evasione del tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi pari, per il 2018, a oltre 6,2 milioni di euro da versare trimestralmente alla Regione).

L’impianto di compostaggio della “Sicula Compost dal maggio 2018 ha iniziato a ricevere la “frazione umida” proveniente dalla “Raccolta Differenziata” svolta da diversi comuni siciliani, con i quali l’azienda aveva stipulato preventivi contratti di conferimento, in ragione dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione che avrebbe consentito alla “Sicula Compost di ricevere presso la sua struttura un quantitativo massimo di 70 mila tonnellate annue. Ma l’impianto di compostaggio, a fronte di una potenzialità di lavorazione della “frazione umida” calcolata intorno alle 160/170 tonnellate giornaliere, ne riceva 250/270. Una circostanza nota sia ad Antonino Leonardi che a Pietro Nicotra che hanno così deciso che che delle 1.400 tonnellate di “rifiuto umido” che arrivavano settimanalmente in impianto, almeno 400 dovevano essere “smaltite illecitamente” ovvero senza sottoporle ad alcun processo di recupero e veicolandole “tal quali” nella discarica di Lentini.

Oltre 30.000 tonnellate di rifiuti solidi inerti derivanti da lavori di scavo effettuati per la realizzazione di una nuova vasca nella discarica della Sicula Trasporti venivano smaltiti illecitamente nei terreni di proprietà delle società di Leonardi. Una condotta fraudolenta realizzata  con la compiacenza – secondo la Procura – dei fratelli Guercio e della loro Edile Sud la cui piattaforma risultava solo “cartolarmente”, attraverso la redazione di oltre 1.300 falsi formulari, luogo di destinazione dei succitati inerti.                       Adesso resta da vedere l’azione difensiva dei legali del Gruppo Leonardi. Attendiamo…

A seguire le foto distribuite alla Stampa dei soggetti sotto i riflettori della Procura

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