Conte, a Milano : “Moduleremo le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica”

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. “Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell’inaugurazione della quarta edizione della scuola di formazione politica della Lega, in corso a Milano, riferendosi al reddito di cittadinanza. “Lo abbiamo studiato”, precisa Conte. Tanto che “al primo mio incontro con la Merkel chiesi subito di approfondire il suo sistema per quanto riguarda i diritti di recupero al lavoro e all’occupazione. Faremo tesoro anche di qualche inefficienza che si è realizzata in Germania”, assicura il premier concludendo: “Sono tutti dettagli che serviranno a rendere più o meno efficace la riforma”.

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Slået op af Giuseppe Conte i Søndag den 14. oktober 2018

– . Nel nostro sistema, che è un sistema incrostato, non sempre tutto ciò si tramuta in crescita economica. Ecco perché occorrono le riforme“.

Conte sostiene che “fare politica non e più una cosa appetibile” perché “si è creata una frattura tra élite politiche e società civile”. “C’è stato un percorso di progressiva erosione nei confronti della politica e oggi ne paghiamo le conseguenze. Cresce l’astensionismo e la voglia di cambiare e le nuove forze politiche sono espressione di questo andamento”.  “Una delle ragioni del nostro successo è proprio quella di prospettare un nuovo modo di fare politica, stando vicino ai bisogni della gente; abbiamo dato segnale molto importante sin da subito”. “Io sono populista”, ha affermato Conte raccogliendo gli applausi degli studenti in sala. Citando il filosofo tedesco Max Weber, ha quindi spiegato il suo concetto di ‘fare politica’: “Deve esserci passione, senso di responsabilità e lungimiranza”. Rivelando poi: “Vi posso assicurare che da quando sono diventato premier mi sono già trovato ad assumere decisioni che potrebbero apparire scomode, ma il senso di responsabilità significa anche fare sintesi e non fermarsi”. Del resto “il politico deve essere uno stratega; dobbiamo occuparci anche di quello che succederà domani altrimenti non si danno prospettive future, per i nostri figli”. 

Quello che è scritto nel contratto di governo “non sono chiacchiere”, rileva Conte, “passaggi e clausole serviti ad avviare un’esperienza di governo e ad andare in posti di governo”. Per scrivere quel contratto c’è stata una lunga gestazione e questo che ci fa capire che la redazione di quel documento ha comportato delle fasi di compromesso e di discussione tra le varie forze politiche”.”Quel contratto -spiega Conte- è per noi fondamentale perché perdere di vista quello che c’è scritto significa indebolire questa esperienza di governo”. Da questo punto di vista “c’è una compattezza incredibile”. In sede di elaborazione della manovra, assicura, noi “facciamo costantemente riferimento a quel contratto perché ci dà una prospettiva di lungimiranza e un gran senso di responsabilità