Papa Francesco: “Pagare le tasse è doveroso ma è necessario affermare il primato di Dio”

Papa Francesco sorridente in papamobile in piazza San Pietro - Esteri -  quotidiano.net

LA DOMANDA TRAPPOLA A GESU’ PER SCREDITARLO: E’ LECITO PAGARE IL TRIBUTO A CESARE’? “RENDETE A CESARER QUELLO CHE E’ DI CESARE E A DIO QUELLO CHE  E’ DI DIO”

Pagare le tasse. Il Papa oggi all’Angelus si sofferma su questo  drammatico e delicato argomento per gli italiani vessati dalle tasse di ogni tipo.   Il “trabocchetto” che fanno gli avversari di Gesù ponendogli “una domanda insidiosa” per screditarlo – “E’ lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?” – è il centro della riflessione del Pontefice. Proprio partendo dalla risposta di Gesù – “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” – il Pontefice distingue i piani, richiamando ai doveri di ognuno quelli di essere buoni cittadini e buoni cristiani.

Pagare le tasse è un dovere dei cittadini, come anche l’osservanza delle leggi giuste dello Stato. Al tempo stesso, è necessario affermare il primato di Dio nella vita umana e nella storia, rispettando il diritto di Dio su ciò che gli appartiene.     E’ questa  la missione della Chiesa e dei cristiani: parlare di Dio e testimoniarlo agli uomini e alle donne del proprio tempo.

Pagare le tasse è un dovere ma è necessario affermare il primato di Dio

Francesco ricorda che la domanda scomoda nasceva dal considerare offensiva l’immagine dell’imperatore romano impressa sulle monete, “era un’ingiuria al Dio d’Israele”. Gesù, con la sua risposta, si pone al di sopra delle polemiche:

Da una parte, riconosce che il tributo a Cesare va pagato – e anche a tutti noi: le tasse vanno pagate -, perché l’immagine sulla moneta è la sua; ma soprattutto ricorda che ogni persona porta in sé un’altra immagine – la portiamo nel cuore, nell’anima -, quella di Dio, e pertanto è a Lui, e a Lui solo, che ognuno è debitore della propria esistenza, della propria vita. 

Si tratta di impegnarsi con umiltà, e al tempo stesso con coraggio, portando il proprio contributo all’edificazione della civiltà dell’amore, dove regnano la giustizia e la fraternità.

Il Santo Padre infine ha ricordato la triste vicenda dei pescatori trattenuti e sequestrati in Libia. “Desidero rivolgere- ha detto Papa Francesco- una parola di incoraggiamento e sostegno ai pescatori fermati da più di un mese in Libia e ai loro familiari. Affidandosi a Maria, stella del mare, mantengano viva la speranza di poter riabbracciare presto i loro cari”.