ACI SANT’ANTONIO: PAROLA D’ORDINE TRASPARENZA SUI FINANZIAMENTI -ANCHE PICCOLE SOMME- E SVILUPPO PLESSI SCOLASTICI

 

L’Istituto comprensivo De Andrè

Un altro finanziamento per il Comune di Aci Sant’Antonio: stavolta si tratta di duecentomila euro che andranno investiti per ‘lavori di adattamento spazi, ambienti e aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria Covid-19’.
La somma è legata all’avviso del Ministero dell’Istruzione dello scorso agosto che assegnava risorse agli enti locali per lavori di messa in sicurezza e adeguamento di edifici scolastici, e l’Ente santantonese ha ottenuto la somma necessaria per interventi nei plessi centrali degli istituti comprensivi “Fabrizio De André” e “Alcide De Gasperi”, nei quali verranno effettuati lavori legati all’aerazione e alla sanificazione degli ambienti, specie quelli dove in genere vengono concentrate le maggiori presenze.
“Si tratta di interventi di piccola edilizia ma di grande importanza alla luce dell’emergenza che stiamo ancora vivendo – ha dichiarato l’Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Scuderi – e vanno a sommarsi a quanto già fatto in questo senso. Come mostrato nel corso di questi anni, Aci Sant’Antonio non si ferma e continua nell’opera di sviluppo e miglioramento degli indici di vivibilità”.

 

 

L’Istituto comprensivo “De Gasperi”
Il Sindaco, Santo Caruso, mette in evidenze l’importanza data al settore destinatario dei fondi: “L’abbiamo sempre detto: la scuola prima di tutto. In questi giorni avevamo dato la notizia, importantissima, della demolizione e ricostruzione della scuola della circonvallazione, che avevamo scoperto essere stata realizzata con cemento depotenziato e che
eravamo stati costretti a chiudere. E adesso arriva quest’altra bella notizia dei fondi per i lavori nei plessi centrali, notizia che si somma alle tante già date, come quella del microasilo di Santa Maria La Stella, o della palestra. E, di certo, questo non sarà l’ultimo annuncio in questo senso”.

 

Tensioni e contraddizioni politiche: Draghi si appresta ad introdurre l’obbligo vaccinale, la Lega esprime contrarietà

Draghi, nuovo giro di consultazioni. Conte apre 'ma non sarò nel governo' -  Politica - ANSA

Tendenza del governo e in primis del premier Draghi introdurre l’obbligo vaccinale e la terza dose di vaccino “

Il presidente del Consiglio annuncia anche che il Green pass verrà esteso. Ma vi sono note che non entrano in sintonia con il governo .La Lega in Commissione, sul Green pass, ha votato parere sfavorevole. 

Afferma il premier: “Vedo una coalizione con le sue divergenze, ci sono provenienze politiche, culturali, personali e professionali diverse in questa maggioranza. Il governo va molto d’accordo nei suoi membri, il Parlamento ha fatto un lavoro straordinario e continua a farlo: non vedo nessun disastro all’orizzonte e non mi preoccupo per me stesso di sicuro”, afferma ancora. “Questo governo sta in piedi perché è il Parlamento che lo vuole. La vita del governo è decisa dal Parlamento. Perciò, ho sempre detto, che i processi decisionali sono integrati, ma questo non vuol dire che il governo debba fare il mestiere dei partiti, né che i partiti devono fare il mestiere del governo”.

Capitolo immigrazione: “Secondo me la ministra Lamorgese lavora molto bene. Il problema è molto difficile, non ho trovato qualcuno che avesse la bacchetta magica e lo risolvesse in un attimo. I numeri di quest’anno non sono spaventosi, abbiamo avuto anni peggiori di questo. Credo che la ministra Lamorgese faccia il suo dovere e lo faccia molto bene”.

Un incontro tra il premier, la ministra dell’Interno e Salvini “potrebbe essere un chiarimento interessante. Specialmente Lamorgese e Salvini possono dire i loro punti di vista, cosa è che non va, soprattutto se quel che non va è raffrontabile a quel che non andava quattro anni fa, cinque anni fa, tre anni fa, ovviamente non all’anno della pandemia, perchè lì si è fermato tutto, anche i migranti. Se la ministra Lamorgese lo vorrà si farà volentieri, magari non in televisione o in streaming”.

: “Esprimo solidarietà a chi è oggetto di odio da parte dei no vax. E’ una violenza odiosa e vigliacca nei confronti di persone in prima linea contro la pandemia e nei confronti di chi fa informazione”, dice il presidente del Consiglio.

“La campagna vaccinale procede spedita – sottolinea- oggi siamo al 70% della popolazione completamente vaccinato. Sono fiducioso, raggiungeremo l’80% per la fine di settembre”. “Vorrei ribadire l’invito a vaccinarsi: – aggiunge- è un atto verso se stessi, è un atto di solidarietà e di protezione verso gli altri. Ho usato frasi più incisive in passato, ribadisco la necessità di farlo. “La campagna vaccinale è stata abbracciata dai giovani: tra i 16 e i 19 anni, almeno il 70% ha ricevuto una dose di vaccino e quasi la metà dei ragazzi è totalmente vaccinata – ha detto ancora Draghi – Questo ci permette di affrontare l’apertura delle scuole con minori incertezze rispetto allo scorso anno. La riapertura della scuola in presenza è sempre stata una priorità di questo governo”.

Sulla scuola “l’impressione è che la preparazione sia stata accurata, ben fatta, che insomma il Governo non abbia passeggiato durante l’estate, come dice qualcuno. La scuola in presenza è stata sempre la priorità di questo Governo”.

Quanto all'”economia continua a crescere, cresce anche molto di più di quanto ci si fosse aspettati, basta andare a vedere le cifre che il Mef aveva previsto nei documenti ufficiali a marzo di quest’anno. Anche questo ci dà un forte incoraggiamento. Il mercato del lavoro va bene, se non sbaglio c’è circa mezzo milione di occupati in più, l’occupazione in generale non mostra cenni di cedimento”.

 

Rientro graduale nella normalità: da oggi nuove regole

Shopping e aperitivi, folla ovunque. Chiusa fontana di Trevi. Arcuri:  "Insopportabili assembramenti". Domani vertice urgente con Cts e Lamorgese  - la Repubblica

Ritorna gradualmente la normalità -La zona gialla torna da oggi, 26 aprile, con nuove regole per spostamenti, ristoranti e scuola.  Un punto comune anche in zona arancione e zona rossa, coprifuoco alle 22.  Cosa si può fare nelle zone gialle rimane parzialmente fuori dalla portata delle regioni in zona arancione: Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. Divieti e misure più rigidi per la Sardegna, paradossalmente unica regione in zona rossa dopo essere stata l’unica di colore bianco.

Non sarà più necessaria l’autocertificazione per gli spostamenti tra regioni di colore giallo, come riferito nella  circolare del Viminale.

Cambiano in particolare le regole per le visite private fino al 15 giugno nelle regioni gialle. Potranno raggiungere un’altra abitazione privata quattro persone, che potranno portare con sé figli minori, di età anche superiore ai 14 anni.

Questi spostamenti possono avvenire anche tra regioni gialle differenti e non importa se il viaggio comporti l’attraversamento di una regione arancione o rossa.

Tali visite, invece, potranno avvenire in zona arancione entro i limiti del comune. Sono infine vietate in zona rossa. Sì all’accesso alle seconde case, anche se si trovano in zona arancione o rossa. Lo spostamento, compreso tra quelli che rientrano nel ritorno alla propria residenza, non richiede certificati di vaccinazione o guarigione e tampone.

PASS VACCINALE

Ogni spostamento in entrata o in uscita da zona rossa o zona arancione sara’ regolato dal pass vaccinale. Lo strumento però deve essere definito in base alle indicazioni del ministero della Salute. Nel frattempo, per spostamenti anche per turismo tra regioni di colore diverso, bisogna munirsi di certificazione che attesti l’avvenuta vaccinazione (con la seconda dose ricevuta da non oltre 6 mesi) o l’esito negativo di un tampone eseguito da non oltre 48 ore.

Tali requisiti valgono anche per i minori, sono esclusi i bambini di età inferiore a due anni. Il pass vaccinale, inserito del decreto, consentirà di spostarsi “da una Regione all’altra anche se si tratta di zone rosse o arancioni”…

I requisiti per ottenere il pass, che potrà essere rilasciato anche dal medico di famiglia, sono definiti: “Può avere il certificato verde chi ha completato il ciclo di vaccinazione (dura sei mesi dal termine del ciclo prescritto), chi si è ammalato di covid ed è guarito (dura sei mesi dal certificato di guarigione), chi ha effettuato test molecolare o test rapido con esito negativo (dura 48 ore dalla data del test)”. Quindi, il lasciapassare spetterà a chi è stato vaccinato e a chi può esibire un tampone molecolare negativo realizzato entro le 48 ore precedenti allo spostamento. Il pass è necessario anche per i minori. Sono esentati i bambini di età inferiore ai due anni. “Le certificazioni verdi rilasciate dagli Stati membri dell’Unione sono riconosciute valide in Italia. Quelle di uno Stato terzo se la vaccinazione è riconosciuta come equivalente a quella valida sul territorio nazionale”….

BAR E RISTORANTI, LE REGOLE

Nuovi criteri di riapertura per bar e ristoranti che potranno ospitare clienti a pranzo e a cena purché all’aperto. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La distanza è fissata a un metro.

Dal primo giugno, soltanto in zona gialla, i ristoranti potranno restare aperti anche al chiuso dalle 5 alle 18. Si potrà stare soltanto seduti al tavolo, massimo quattro persone, a meno che non si tratti di conviventi. La circolare del ministero ai prefetti ha chiarito alcune regole per i bar. E’ consentito il servizio ai tavoli all’aperto e anche al banco solo “in presenza di strutture che consentano la consumazione all’aperto”. Altrimenti, solo servizio ai tavoli e asporto, ammesso fino alle 18.

In zona arancione e rossa, invece, bar e ristoranti sono chiusi. Rimane consentito l’asporto di cibo e bevande fino alle 18 dai bar e fino alle 22 da enoteche, vinerie e ristoranti. È sempre consentita la consegna a domicilio di cibo e bevande.

SCUOLA

“Dal 26 aprile e fino alla fine dell’anno scolastico si torna in classe anche nelle scuole superiori (secondarie di secondo grado). La presenza è garantita in zona rossa dal 50% al 75%. In zona gialla e arancione dal 70% al 100%” ha reso noto Palazzo Chigi. Per quanto riguarda l’università, “dal 26 aprile al 31 luglio nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono prioritariamente in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno”.

 “Dal 26 aprile 2021, in zona gialla,cioè da oggi,  nel rispetto delle linee guida vigenti, è consentito lo svolgimento all’aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto. Inoltre, dal 15 maggio 2021, sempre in zona gialla, sono consentite le attività delle piscine all’aperto e, dal 1° giugno, quelle delle palestre” si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa al termine del Cdm.

In zona arancione è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 2 metri per l’attività sportiva, salvo che sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. E’ consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio comune o, in assenza di tali strutture, in comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto attività sportiva di base. Vietato  l’uso di spogliatoi interni nei circoli. In zona rossa sono sospese l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso. Vietato lo svolgimento degli sport di contatto.

Riaprono al pubblico in zona gialla cinema, teatri, sale concerto, live club. È necessario che ci siano posti a sedere preassegnati e una distanza di un metro l’uno dall’altro. La capienza massima consentita è del 50% di quella massima autorizzata e comunque non superiore a 500 spettatori al chiuso e 1000 all’aperto, rende noto Palazzo Chigi. In relazione all’andamento epidemiologico e alle caratteristiche dei siti, si potrà autorizzare la presenza anche di un numero maggiore di spettatori all’aperto, nel rispetto delle indicazioni del Cts e delle linee guida

Tutti in zona rossa od arancione fino al 30 Aprile. Forse la Sicilia mantiene il colore arancione

Medici ospedalieri: 'La situazione è gravissima' - Sanità - ANSA.it

Massime restrizioni ,zona rossa e arancione per tutto aprile dopo la Pasqua blindata, con regole e divieti -per spostamenti, scuola, visite a parenti e amici, bar e ristoranti- dal 7 al 30 aprile previste dal nuovo decreto covid.

 Dopo le vacanze, previsto il rientro a scuola, asilo, elementari e media. Nella zona arancione, si può raggiungere una volta al giorno un’abitazione privata diversa dalla propria rimanendo nello stesso comune.

Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri, non prevede la zona gialla. Le misure potranno essere allentate, con restrizioni più soft, sulla base dei dati dei contagi e dei progressi della campagna di vaccinazione. In ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini di cui all’articolo 1, comma 457, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili –   afferma il nuovo  testo legislativo – con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento di cui al comma 1 nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020″.

Meno casi e più dosi, quindi, potrebbero portare all’adozione di misure e regole meno rigide

Catania: oggi e domani chiusi tutti i plessi scolastici di ogni ordine e grado

 

Scuole

 

Oggi, venerdì 8 e domani,sabato 9 gennaio ,chiusi  i plessi scolastici di ogni ordine e grado del territorio comunale etneo, incluse le scuole  dell’infanzia e gli asili nido, per prevenire la diffusione del contagio da Covid-19. L’ordinanza del sindaco Pogliese, firmata ieri, prevede infatti una chiusura temporanea.

Il provvedimento-ricorderemo – è nato  in attesa che vengano emanati  gli atti con le decisioni del governo nazionale e regionale che diano indirizzi univoci per l’intera isola. “In questa condizione di perdurante incertezza  -ha spiegato il sindaco Pogliese- è doveroso per quelle che sono le nostre competenze intervenire con misure di prevenzione che siano tempestive e idonee a contrastare il propagarsi anche potenziale del virus. Per questo chiudiamo le scuole di ogni ordine e grado domani e sabato. Auspico ancora una volta -ha continuato  il sindaco di Catania- che entro lunedì venga fatta chiarezza e si provveda a chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado almeno per tutto il mese di Gennaio, in modo che si possa tornare in aula in presenza con maggiore serenità con dati migliori di quella attuali relativi alla diffusione del contagio in Sicilia e in Italia. Dobbiamo a tutti i costi evitare una nuova ondata e per questo sollecito gli organi preposti a intervenire con la necessaria risolutezza”.

 

Confronto oggi nel governo per studiare le nuove misure dal 7 gennaio – “Renzi? Solo un disturbatore,nulla più”

Conte 'palleggiatore' incassa i complimenti di Tardelli

Finora le restrizioni introdotte dal governo non sono riuscite ad arginare un virus che mostra una resistenza da fantascienza.  Si passa dunque sin da oggi alla fase più incisiva per studiare nuove misure dal 7 gennaio, zona rossa, scuola, ulteriori  restrizioni per combattere il coronavirus.

La riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione della maggioranza prevista oggi  per un confronto sull’emergenza Covid e sulle nuove eventuali misure da adottare a partire dal 7 gennaio. .vuole mettere tutti d’accordo i componenti la compagine governativa. Anche il ministro per la Salute, Roberto Speranza, è collegato, così come i membri del Comitato tecnico scientifico. 

Il confronto si è reso opportuno dopo gli ultimi giorni che hanno evidenziato un incremento del tasso di positività. Ieri, in particolare, sono stati registrati 11.831 contagi su 67.174 tamponi eseguiti: l’indice di positività è salito al 17,6%.
Ricorderemo che le  misure contenute nel decreto Natale scadono il 6 gennaio Il momento è delicato perchè c’è Renzi che “disturba  l’attività del governo “con il preciso intento di provocare la sua caduta…Quindi, dopo le festività è previsto il ritorno alla divisione delle regioni in zona rossa, arancione e gialla. Potrebbero essere modificati i criteri di valutazione per l’adozione di regole più o meno restrittive.

Sul tavolo anche il tema della scuola: la riapertura del 7 gennaio è sotto i riflettori, anche per le preoccupazioni evidenziate da alcuni governatori per la ripresa parziale dell’attività in presenza nelle scuole superiori, con un conseguente aumento delle presenze- altro argomento delicato -sui mezzi di trasporto.

Misure valide dal 5 novembre al 3 dicembre: cosa prevede il nuovo dpcm, ancora però non è ufficiale.

 

 

Giuseppe Conte, spunta la foto da giovanissimo e il web impazzisce

 

Ecco le nuove misure. Probabilmente domani il nuovo testo diverrà ufficiale. Conte mostra cautela prima di dare ufficialità al documento.

E’ vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori” ad alto rischio Covid, “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti n cui la stessa è consentita. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, si legge.

“È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune”.

 – “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica (…) in modo che il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata”

“Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione”.

“L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia -si legge ancora- continua a svolgersi in presenza, con uso obbligatorio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

 – “Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020”.

– Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle. La chiusura non e’ disposta per farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, e punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole”, prevede il testo.

Conte:”Le misure drastiche della Regione Campania di chiudere le scuole lanciano un segnale negativo nel Paese

Nuovo annuncio di Conte: "Sanzioni fino a 3000 euro, smentisco proroga al  31 luglio" - IVG.it

Le misure alquanto drastiche decise dalla Regione Campania e dal suo Presidente De Luca non sono condivise dal premier Conte. Così si è espresso ieri il Presidente del Consiglio:” alla fine dei lavori a Bruxelles: “Chiudere così di blocco la scuola secondo me, per arginare il virus Covid,  non mi sembra , non è la migliore soluzione“.

Abbiamo lavorato tanto – continua Conte – e abbiamo detto che a scuola ci sarebbero state delle criticità. Ma ogni anno che si aprono le scuole ci sono criticità: abbiamo lavorato per realizzare condizioni di sicurezza e anche dai risultati emersi la curva del contagio è molto molto bassa, come confermato anche dall’Iss”.

Questo significa – prosegue – che si è lavorato in modo proficuo, realizzando condizioni di sicurezza per i nostri ragazzi. E’ merito anche della grande attenzione riposta dai dirigenti scolastici e dal personale”.

Adesso lasciateci interloquire: ritengo sempre che si debba ragionare, parlare, con tutte le realtà territoriali, in primis con i presidenti delle Regioni e i sindaci. Perché la nostra forza è collaborare, collaborare, collaborare

 

 

Aci Sant’Antonio,parte l’anno scolastico Il sindaco Caruso rivolge gli auguri agli studenti: “Vi auguro un anno ricco d’entusiasmo e scoperte positive”

 

Al via l’anno scolastico per i plessi di Aci Sant’Antonio

 

 

E venne il giorno.  Questa mattina i cancelli dei plessi scolastici presenti sul territorio di Aci Sant’Antonio sono stati spalancati per accogliere gli studenti, nel rispetto della tempistica indicata dalla Regione Siciliana, per offrire la migliore  garanzia del rispetto delle condizioni di sicurezza (relativamente anche al recente utilizzo degli edifici come seggi elettorali) e alla necessità del rispetto dei duecento giorni minimi di lezione.
Tutte le scuole hanno ricevuto una lettera a firma dell’Assessore alla Pubblica Istruzione, Maria Cristina Orfila, e del Sindaco, Santo Caruso, un testo rivolto a studenti, dirigenti, personale docente e personale non docente nel quale si sottolinea la necessità di “mantenere alta l’attenzione alla sicurezza”, chiarendo la presenza di “nuovi accorgimenti che imporranno qualche separazione fisica” e invitando alla collaborazione “per individuare soluzioni alle criticità che si presenteranno”. Nella lettera le Dirigenti vengono ringraziate per aver “condiviso dubbi e paure, lavorando senza sosta per permettere il rientro in classe di tutti i loro studenti”, e vengono ringraziati i docenti per essersi trovati ad “ad applicare la didattica a distanza con cui hanno concluso lo scorso anno scolastico” e il personale non docente considerato “di importanza strategica per l’organizzazione all’interno dei plessi e del rientro in classe degli studenti”.
Un pensiero, poi, è rivolto alle famiglie “per i sacrifici fatti in questi mesi, il cui contributo sarà fondamentale nell’ottica della massima collaborazione in un contesto delicato ed in continua evoluzione”.
Il primo cittadino, poi, ha poi voluto rivolgere personalmente un pensiero ai ragazzi: “Sono in tanti a dire che nulla sarà più come prima, ma credo sia giusto sottolineare, in un contesto così anomalo, che una cosa deve necessariamente rimanere immutata, e cioè la voglia di apprendere, di conoscere, di arricchire quello che viene comunemente chiamato ‘bagaglio culturale’. L’intero contenuto di questo bagaglio che voi tutti i giorni vi apprestate ad arricchire rappresenta la possibilità di migliorare il futuro, di renderlo più sicuro, più bello, e la chiave di questo straordinario bagaglio è la scuola. È il frutto della vostra curiosità che vi renderà gli adulti di domani: noi adulti di oggi possiamo solo cercare di rendere meno complesso il percorso che vi aspetta, e cercare di alleggerire il peso di quello che sta accadendo adesso. Inizia più tardi quest’anno scolastico, è vero, ma la cosa importante è che cominci: in bocca al lupo, ragazzi, e che sia un anno ricco di entusiasmo e di scoperte positive”.

Il Ministro Azzolina: “appello alle forze politiche perchè la scuola rimanga fuori dalla disputa elettorale”

Scuola, Azzolina: «Oltre 2 milioni di nuovi banchi entro ottobre. Test  sierologici a campione agli studenti». Mattarella firma il decreto

Il Ministro Azzolina: “Faccio appello alle forze politiche perchè la scuola rimanga fuori dalla disputa elettorale”

Risuona la campanella : rientrano a scuola oltre 5,6 milioni di alunne e alunni che riprenderanno le lezioni nel sistema scolastico italiano dopo la lunga e forzata pausa del lockdown.        Dati e statistiche comunicati dal  ministero dell’Istruzione, rilevano che  oltre 8,3 milioni di studenti rientrano quest’anno: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie. 

La scuola è in atto sotto gli occhi di tutti perchè si è registrato un ritardo nella fornitura dei banchi monoposto ed adempimenti connessi al Coronavirus.  Oltre alla complessità della materia occorre tener conto del fenomeno inedito della pandemia. Il ministro Azzolina afferma: ” “Faccio appello alle forze politiche perchè la scuola rimanga fuori dalla disputa elettorale”

Quest’anno, le studentesse e gli studenti delle scuole statali saranno distribuiti in 369.048 classi. Di questi, 876.232 sono iscritti alla Scuola dell’infanzia, 2.384.026 alla Primaria, 1.612.116 alla Secondaria di primo grado, 2.635.110 alla Secondaria di secondo grado. Si registra un leggero calo degli alunni: lo scorso anno erano 7.599.259. Sempre nella scuola statale, studentesse e studenti con disabilità aumentano dai 259.757 di un anno fa ai 268.671 di quest’anno. Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell’infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado. Nelle Secondarie di II grado statali, 1.327.443 ragazze e ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 830.860 un Istituto tecnico, 476.807 un Istituto professionale.