Mafia delle “bionde”: scacco delle Fiamme gialle

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Napoli-

Scacco matto della Guardia di Finanza di Napoli alla Mafia del contrabbando. Il Comando Provinciale  nell’ambito della costante attività di controllo economico del territorio, ha sequestrato, nell’agro nocerino-sarnese, oltre 8 tonnellate di sigarette di contrabbando per un totale di 40.500 stecche provenienti dall’est Europa, che avrebbero fruttato sul mercato quasi 2 milioni di euro. In particolare, i finanzieri della Compagnia di Giugliano in Campania, dopo aver notato un furgone che per un lungo tragitto precedeva un TIR con targa polacca, hanno avviato un inseguimento che si è protratto fino a quando il camioncino e l’autotreno sono entrati all’interno dei magazzini di una società di logistica di Mercato San Severino.
Le Fiamme gialle scoprivano che le “bionde” erano nascoste dietro dei bancali ricolmi di “corn flakes” ed avevano il marchio falso della “Marlboro Light”. I pacchetti, infatti, riportavano tutti lo stesso codice alfanumerico per la tracciatura del prodotto. Al termine dell’operazione, i finanzieri, oltre ad aver intercettato le sigarette e sequestrato il TIR, il furgone e i prodotti alimentari utilizzati come carico di copertura, hanno tratto in arresto i 3 corrieri di nazionalità ucraina.

Secondo un consuntivo del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ,nel 2019 le Fiamme gialle hanno  operato 1.323 interventi, sequestrato oltre 70 tonnellate di tabacchi, denunciato 700 soggetti e ammanettati altri 109.

Tragedia sulla strada di Ortigia(Siracusa): due giovani perdono la vita nello schianto

 

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SIRACUSA

Tragedia stamane, dopo le 4, al lungomare Vittorini nel centro storico di Ortigia. Due giovani, tra i 17 e 22 anni, sono morti e altri tre sono rimasti feriti in seguito allo scontro dell’auto sulla quale viaggiavano, una Ford Fiesta, contro uno dei piloni che sorreggono gli archi del Belvedere San Giacomo.     La polizia locale sta  ricostruendo la dinamica della tragedia.

I giovani avevano trascorso la serata in Ortigia e stavano facendo ritorno a casa, ma  il conducente dell’auto- non si sa ancora la causa- avrebbe perso il controllo del mezzo andandosi a schiantare. I vigili del fuoco hanno estratto uno dei quattro dalle lamiere. Pronto l’intervento urgente o in ospedale con il 118, ma per due di loro i sanitari hanno allargato le braccia

Le vittime sono Benedetto Di Maria, 22 anni, e Loris Fazzina.  La Procura di Siracusa ha disposto il sequestro dell’autovettura, una Ford Fiesta, che si è schiantata contro un pilone. Sono stati ricoverati in ospedale gli altri passeggeri dell’auto: uno di loro è stato sottoposto ad intervento chirurgico, gli altri due- più “fortunati” rispetto ai compagni deceduti – hanno  riportato lesioni varie  e fratture  .

GUARDIA DI FINANZA: “IL MAR MEDITERRANEO BACINO MONDIALE DI TRAFFICI ILLECITI..”

Palermo

Arrestati dalla Guardia di Finanza di Palermo  17 persone – italiani, libici ed egiziani, e provvedimento di  sequestro di 8 imbarcazioni utilizzate per il trasporto di 6,7 tonnellate di tabacchi lavorati esteri prodotti in Tunisia e negli Emirati Arabi Uniti, oltre a 160.000 euro in contanti.

L’intera operazione ha richiesto  l’impiego di numerosi mezzi aerei e navali, costieri e alturieri, del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e del Gruppo Aeronavale di Messina, in coordinamento con gli investigatori del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo…

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Si apprende dagli investigatori che  un aereo ATR 42 del Gruppo di Esplorazione Marittima della Guardia di Finanza di Pratica di Mare, in servizio di ricognizione nel canale di Sicilia, ha segnalato  le rotte anomale di due imbarcazioni al largo di Lampedusa, che dapprima navigavano affiancate per poi dirigere verso i due estremi meridionali dell’Isola, ovvero al largo di Mazara del Vallo e Siracusa.

Il Reparto Operativo Aeronavale di Palermo ha, quindi, dislocato diverse unità aeronavali, anche sulla base delle prime analisi investigative degli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia economico finanziaria di Palermo.

Lo sviluppo dello scenario operativo- spiegano i militari delle Fiamme Gialle – portava ad accertare che le due imbarcazioni, ciascuna di oltre 20 metri, adottando lo stesso schema illecito, stazionavano ai limiti delle acque territoriali ove aspettavano imbarcazioni veloci, provenienti dalla costa, per il trasbordo delle casse di sigarette –  -Il dispositivo integrato di contrasto approntato si è attivato nel momento in cui i gommoni facevano rientro all’interno delle 12 miglia, dove sono stati fermati dalle imbarcazioni del Corpo, che poi si sono messe all’inseguimento delle “navi madri” che nel frattempo stavano cercando, senza successo, di riprendere il largo in direzione Nord Africa”.

Tutte le imbarcazioni contrabbandiere sono state abbordate e condotte a terra nei porti di Mazara del Vallo e Siracusa. Sono stati arrestati sia gli 11 membri dell’equipaggio delle due imbarcazioni nordafricane, di nazionalità egiziana e libica, sia 6 italiani, acquirenti del TLE di contrabbando, originari della Provincia di Trapani e di Siracusa.

Le circa 7 tonnellate di sigarette, destinate a rifornire i mercati siciliani e in particolare la piazza di Palermo avrebbero fruttato all’organizzazione criminale introiti per oltre 1 milione di euro.

“Il Mar Mediterraneo si conferma, in definitiva, uno dei bacini mondiali maggiormente interessati dai traffici illeciti”, dicono dalla Guardia di Finanza. “In questo scenario, la Guardia di Finanza svolge il suo ruolo esclusivo di “polizia del mare”, potendo sfruttare le potenzialità di un dispositivo integrato tra la componente investigativa territoriale e quella aeronavale, costiera e di altura, tanto per il controllo delle frontiere esterne, quanto per la difesa degli interessi economico-finanziari del Paese e dell’Unione Europea“.

 

Catania,evadono il fisco di oltre 10 milioni di euro: la Finanza sequestra i loro beni

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L’Agenzia delle entrate individua grandi evasori, interpella il settore operativo della Guardia di Finanza e sequestra.  Sono finiti i tempi in cui chi evadeva grandi somme restava impunito . Beni per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro sono stati sequestrati da finanzieri del Comando provinciale di Catania a Francesco e Sergio Lo Trovato, padre e figlio di 87 e 52 anni, rispettivamente amministratore di fatto (nonché direttore generale) e presidente del Cda del Consorzio siciliano di riabilitazione Società consortile arl. L’accusa della Procura è dichiarazione infedele.

 

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Secondo gli inquirenti i due avrebbero sottratto al pagamento delle imposte, dal 2013 al 2016, redditi complessivi per oltre 10 milioni di euro. L’Ires evasa, pari a oltre 3 milioni, è stata sottoposta a sequestro. Il Consorzio, costituito nel 1980 e con sede a Viagrande (Catania), svolge quale attività prevalente quella di fisioterapia mediante la gestione diretta di 19 centri di riabilitazione dislocati tra Catania, Siracusa, Ragusa, Enna, Trapani e Caltanissetta. 

Napoli, : bimbo di 4 anni cade nella piscina e muore davanti agli sposi

           Foto d’Agenzia
Pozzuoli.      Un bimbo  di appena 4 anni è morto annegato ieri sera nella piscina del lido “Kora” di Lucrino durante un matrimonio. Il piccolo Davide M., secondo di quattro figli di una coppia di Maddaloni,  è finito nella piscina dove altri bambini stavano facendo il bagno. 
Il corpo esanime del piccolo è stato scoperto da  un’animatrice che si è tuffata in acqua. Inutili sono stati i tentativi di rianimazione e la corsa al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli dove è stato constatato il decesso. La salma è stata trasferita presso il secondo Policlinico di Napoli..         Intanto la Procura ha disposto l’esecuzione di una autopsia per accertare le cause della morte.

Come in questi casi avviene ritualmente la piscina è stata sequestrata, per le indagini in corso, dall’Autorità giudiziaria compresa  l’area circostante dove era in corso la cerimonia nuziale.

 

Vittoria in mano alla Mafia: il turismo ucciso da criminali-spazzatura tipo Rosario Greco

 

Anche il commissariato appartiene alla mafia:  stabile sequestrato dai colleghi della Finanza

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La Guardia di Finanza notifica il provvedimento ai poliziotti

Vittoria, anche la sede della polizia appartiene alla mafia: e lo stabile finisce sotto sequestro

VITTORIA (RAGUSA) –

Vittoria è scossa ancora dall’episodio di cui si è reso protagonista  il pregiudicato -criminale Rosario Greco che ha travolto e ucciso i piccoli cuginetti Alessio e Simone..  ” Per lui -ha affermato il vicepremier Di Maio non basta neppure il carcere….” I genitori in occasione del funerale hanno annunziato di andare via dalla città..   Sembra che questo criminale abbia infettato oramai l’intera città. Non basterebbero decenni di campagna promozionale sul turismo per rilanciare Vittoria- osserviamo noi di SUD LIBERTA‘ – se ancora questo immondo sacco di spazzatura dal nome di Rosario Greco, non venisse catapultato fuori per sempre dalla città siciliana .

.Il vescovo di Ragusa Carmelo Cuttitta non si dà pace per la tragedia «Quando ho saputo di questa terribile notizia – afferma monsignor Carmelo Cuttitta – non ho trattenuto le lacrime, lo confesso». Da venerdì mattina il dodicenne, che aveva perso le gambe, quasi del tutto tranciate nel terribile impatto, era ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico di Messina..Ogni terapia non è bastata a farlo rimanere in vita. Siamo rammaricati», afferma Eloise Gitto, direttrice del reparto.., Oggi altra notizia choc: si scopre che a Vittoria comune commissariato per Mafia, anche l’immobile che ospita il commissariato di Polizia, è riconducibile ai clan mafiosi. L’edificio  è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza nell’ambito del sequestro dei beni della famiglia Luca di Gela.

La proprietà per una quota parte del 50% è di Rocco Luca, figlio di Salvatore, finito in carcere assieme allo zio perché indagati con accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’affitto pagato  ai proprietari dell’immobile è di 105 mila euro l’anno. I Luca, a cui fa capo il gruppo Lucauto di Gela, sarebbero subentrati al 50% nella proprietà dell’immobile dopo che lo stesso era stato posto in vendita all’asta dal Tribunale di Ragusa nel 2012. L’altra parte  dell’edificio è di un commerciante di Vittoria. I poliziotti che prestano servizio  al commissariato sono ancora increduli alla notizia notificata dai colleghi militari della Finanza

MAXI OPERAZIONE ISOLA BELLA DELLA GUARDIA DI FINANZA A TAORMINA

Il  clan che controllava le attività economiche di Taormina in ginocchio: 31 arresti e sequestri beni in corso

Il clan mafioso Cintorino, legato alla cosca Cappello e attivo a Calatabiano e nel Messinese tra Giardini Naxos e Taormina subisce oggi un duro colpo dalla Guardia di Finanza. Militari delle Fiamme Gialle stanno eseguendo un’ordinanza cautelare nei confronti di 31 indagati: 26 in carcere e 5 ai domiciliari. . I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, estorsioni, usura, trasferimento fraudolento di valori e narcotraffico.

E’ in corso anche un sequestro di beni riconducibili al gruppo Cappello-Cintorino e alla “famiglia” Santapaola-Ercolano per un milione di euro: una società di noleggio di acquascooter, un bar e un lido balneare di Giardini Naxos e una ditta attiva nel settore dei lavori edili. Nella rete di attività economiche più redditizie del clan la Dda di Catania indica il business delle escursioni turistiche con barche da diporto nel tratto di mare antistante Isola Bella di Taormina.

Le indagini (che sono state attivate e curate in una prima fase dalla Compagnia dei finanzieri di Riposto) attestano come il clan Cintorino sia particolarmente radicato ed attivo nella propria “roccaforte” storica di Calatabiano ed opera ancora sotto l’egida di Mario Pace, storico componente del clan Cappello già condannato all’ergastolo che, durante i permessi premio, organizzava “summit”, dava disposizione e ribadiva la propria egemonia nel Clan.

Figura apicale del clan Cintorino  è Carmelo Porto che riveste il ruolo di reggente fino alla scarcerazione di altro esponente storico:  Salvatore Trovato il quale, dopo circa un ventennio di detenzione, recuperava le redini del gruppo. Figura di grande spessore emersa dalle attività è quella di Gaetano Di Bella, soggetto incensurato che fa da tramite tra la famiglia catanese Cappello e Carmelo Porto.

Ed infine altro afflusso di denaro per il clan Cintorino era il  traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), in relazione al quale è stata tracciata l’esistenza di plurimi e stabili canali di rifornimento, che hanno permesso al clan Cintorino di superare i “danni” causati dai sequestri operati dalla Guardia di Finanza nel corso delle indagini (kg. 1 di cocaina, kg. 1,5 di hashish e kg. 1 di marijuana).

L'estate all'Isola Bella "business" della mafia: in corso 31 arresti

Prosegue il teatrino giudiziario sulla vicenda della nave Sea: a giudizio per sequestro di persona anche Conte, Di Maio, Toninelli

CATANIA

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di    R.Lanza

Un teatrino giudiziario che sposta i suoi attori financo in Parlamento per la procedura. Abbiamo l’impressione che in Italia si lotta solo per dare dimostrazioni di potere: i magistrati ai politici potenti, nel caso ai governanti divisi fra loro, incollati solo dalla competenza del premier , i leader per accrescere il loro elettorato rispetto al movimento politico oggi più popolare.  Quindi un’altra “tegola” per tutti loro: Indagati per sequestro di persona il prof. Giuseppe Conte, Danilo Toninelli, Luigi Di Maio e Matteo Salvini nell’ambito della inchiesta sulla nave Sea watch ferma davanti alle acque di Siracusa a fine gennaio con 47 persone a bordo, tra cui 15 minori.

E’ diventata una storia senza fine. Ricorderemo che ill mese scorso la Procura di Catania aveva chiesto l’archiviazione sia per Matteo Salvini, che per il premier Conte e i due ministri, Di Maio e Toninelli.      Il Procuratore  Carmelo Zuccaro aveva chiesto l’archiviazione per Matteo Salvini sul  caso Diciotti. Una valutazione che non era stata condivisa dal tribunale dei ministri, che aveva deciso di chiedere l’autorizzazione a procedere per il ministro dell’Interno. Una richiesta bocciata dalla giunta per le Immunità del Senato che a marzo, con il voto decisivo del M5s, ha negato il processo per il leader della Lega. Decisione condivisa poi dall’aula.   Fiumi di parole sulla vicenda che ha distolto i governanti dalla reale piaga della  crisi economica- e disoccupazione- che avvolgono da anni l’Italia

A gennaio i 47 migranti furono costretti a restare per dieci giorni sulla nave umanitaria prima di poter scendere al porto di Catania. Saranno adesso i giudici del Tribunale dei ministri a diventare protagonisti. Avrà 90 giorni di tempo per decidere, e la sua deliberazione non è impugnabile se accoglierà l’archiviazione.

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Salvini commenta amaramente:”La Procura distrettuale della Repubblica di Catania mi comunica che ha trasferito al Tribunale per i reati ministeriali gli atti del procedimento penale nei miei confronti per sequestro di persona. Ci risiamo. Questa volta il fatto l’avrei commesso fra il 24 e il 30 gennaio 2019“. “E’ la nave olandese che è intervenuta in acque libiche. Se n’è fregata dell’alt e delle indicazioni del governo olandese di andare in Tunisia e ha messo a rischio la vita delle decine di migranti a bordo per arrivare in Italia con un gesto politico”, ha continuato. “Sono arrivati in Italia, li abbiamo curati e li abbiamo fatti sbarcare e abbiamo lavorato per redistribuirli. Il risultato è che c’è un procedimento penale nei miei confronti“.

I colleghi ministri possono dire quello che vogliono, ma finché sono ministro i porti rimangono chiusi”, ha detto ancora il vicepremier aggiungendo: “Ai giudici che decideranno e ai colleghi ministri che vedo che in queste ore hanno qualche dubbio, dico che i porti italiani sono e rimangono chiusi ai trafficanti di esseri umani, agli spacciatori di droga, di morte e di armi e gli scafisti in Italia non ci arrivano. Possono processarmi altre 18 volte ma io, finché faccio il ministro, non cambio idea”

Se il ministro Di Maio- (che accusa il suo collega vicepremier di sentirsi “Napoleone”)- e il ministro Trenta la pensano in maniera diversa, me lo dicano tranquillamente in Consiglio dei ministri e faremo una sana e franca discussione“, ha concluso Matteo Salvini con toni polemici..

REGIONE,DIPARTIMENTO ALLA FORMAZIONE: “C’E’ IL MANGIA MANGIA”- FRODE PER FINANZIARE “ASSOCIAZIONI”

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Nella foto il deputato di F.Italia Riccardo Savona

Con un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Palermo nei confronti di 7 persone fisiche, la Guardia di Finanza ha fermato l’attività “dubbia” anche del  deputato regionale Riccardo Savona, presidente della commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana, e di otto associazioni, per un importo di circa 800 mila euro, secondo l’accusa «indebitamente sottratti al bilancio regionale e comunitario».

 «Le indagini hanno scoperto che varie associazioni riconducibili al politico hanno ricevuto numerosi finanziamenti per piani di formazione professionale negli ultimi 15 anni». L’elaborazione della documentazione acquisita nei vari assessorati regionali – dicono gli investigatori – oltre ai riscontri sul territorio e all’audizione di oltre 50 persone a vario titolo coinvolte nella realizzazione di progetti, ha messo in luce l’esistenza di un’articolata associazione che, dal 2012 ad oggi, ha frodato il bilancio regionale e comunitario attraverso un reiterato modus operandi posto in essere attraverso l’utilizzo di documenti falsi, furti di identità ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, avente come unica finalità quella di bypassare i controlli degli enti pubblici per l’ottenimento del contributo economico».

Alla Procura sono state denunciate  11 persone accusate, tra l’altro, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il procedimento ha previsto pure la perquisizione da parte delle Fiamme Gialle  delle abitazioni degli indagati, compresa la segreteria politica di Savona, per reperire documentazione relativa ad ulteriori finanziamenti ottenuti. 

  «Riccardo Savona è assolutamente estraneo alla vicenda» ha affermato il legale avvGiuseppe Di Stefano.

«Alcune di queste associazioni condividono i locali dove si trova la segreteria politica di Savona – ha spiegato il legale – ma lui non è mai stato presidente di nessuna di queste associazioni, se è stato commesso un reato ne risponderanno i rappresentanti legali: lui è completamente estraneo».

 

Sequestrato Centro estetico di Tremestieri gestito dalla Mafia

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Un centro estetico a Tremestieri (Catania) gestito di fatto da un esponente del clan Ercolano Santapaola è stato sequestrato dalla Squadra Mobile di Catania su richiesta di un provvedimento del Gip  del Tribunale di Catania. L’inchiesta è stata condotta dalla Procura Distrettuale etnea.   Sotto sequestro quote societarie, beni aziendali mobili, immobili e mobili registrati e dei conti correnti della società “Nails Express Italia Sas di B.V. & C.”.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti di Antonio Alfio Giuseppe Motta di 55anni pregiudicato, e di quattro dei suoi soci tutti indagati per trasferimento fraudolento di valori, perché –” in concorso tra loro con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale nei confronti del predetto Antonio Alfio Motta, condannato più volte per associazione mafiosa e sottoposto a misure di prevenzione personali e reali, costituivano la “Nails Xpress Italia di M.R.G.A. & C. s.a.s.”, successivamente denominata “Nails xpress Italia s.a.s. di B.V. & C.” le cui quote venivano fittiziamente attribuite agli altri quattro indagati.

Antonio Alfio Giuseppe Motta,secondo gli inquirenti risulta un  esponente  del clan Santapaola-Ercolano, uomo  di Mafia e  noto – ” per le sue capacità imprenditoriali e per riciclare i proventi delle attività delittuose derivanti dalla sua appartenenza al clan “.