Agrigento,i Carabinieri intercettano ancora e bloccano il canale di rifornimento della droga proveniente dalla Spagna

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AGRIGENTO,
Intercettati altri due pacchi di hashish provenienti dalla Spagna. Due arresti fra Licata e Naro. I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Agrigento continuando a seguire le tracce degli acquisti fatti online – da parte di giovani – settimanalmente ormai riescono ad intercettare pacchi di stupefacenti che dalla Spagna arrivano, con corriere, nell’Agrigentino e non solo. 
A Licata è stato arrestato un trentenne che s’è fatto recapitare un pacco con 200 grammi di hashish, suddiviso in 4 panetti da 50 grammi. Inizialmente l’uomo ha provato a negare che quel pacco fosse stato da lui ordinato, la perquisizione domiciliare ha però permesso di ritrovare un taglierino e un bilancino di precisione.
A Naro, invece, è stato arrestato un ventunenne e denunciato l’amico che era in macchina con lui. I due attendevano l’arrivo del corriere quando sono stati sorpresi – dai carabinieri del Nor – subito dopo aver ritirato il pacco, all’interno del quale c’erano 100 grammi di hashish, suddivisi in due panetti da 50 grammi. 
Tutti, sia i due arrestati che il denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento, dovranno rispondere dell’ipotesi di reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Salgono a 7, nel giro di un paio di settimane, gli arresti effettuati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Agrigento. I militari si sono ormai specializzati nel cercare di arginare questi traffici 3.0 di stupefacenti. La roba, in tutti i casi, è stata acquistata su internet ed è stata recapitata con corrieri. Nonostante gli espedienti tecnologici per cercare di restare nell’ombra, utilizzati dai giovani che ormai, nell’Agrigentino, sembrano essere soliti rifornirsi in Spagna, i Carabinieri dimostrano – sistematicamente – d’essere in grado di bloccare il canale di rifornimento prescelto. 

Spagna: la crisi catalana riporta in auge Vox, il partito di Abascal

 

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Tensioni in  Spagna dopo le elezioni.  Non c’è la maggioranza governativa come previsto  I socialisti vincono le elezioni  e con lo scrutinio del  93,29% dei seggi, il Psoe  ottiene  120 deputati, il Pp 88 e Vox 52. Seguono Unidas Podemos con 35 seggi e Ciudadanos con 10. Terza l’ultradestra che conferma l’exploit.

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Nella foto d’Archivio Vox che ha ottenuto l’exploit

 

Ricorderemo che  Sanchez aveva già vinto le elezioni del 28 aprile, in vetta  con 123 seggi, un risultato  sotto la soglia di maggioranza di 176 deputati. Premier ad interim, dopo che la caduta del suo governo di minoranza aveva portato al voto, il leader socialista non è riuscito a formare un nuovo governo malgrado il successo elettorale. I negoziati con la sinistra radicale del partito anti sistema Podemos di Pablo Iglesias si sono arenati su veti reciproci, mentre i liberali di Ciudadanos, ormai spostati a destra, non hanno voluto sostenere l’esecutivo dall’esterno.

A metà settembre, quando il re è stato costretto a convocare nuove elezioni, Sanchez ha impostato una campagna tesa a chiedere una maggioranza chiara per avere un governo stabile.

La vibrata  protesta secessionista ha sconfessato la linea dialogante di Sanchez, mentre la polizia è stata accusata di essere intervenuta in modo eccessivo. Neanche la promessa mantenuta di spostare la salma dell’ex dittatore Francisco Franco dall’imponente mausoleo della valle dei caduti ad un semplice cimitero, sembra essere riuscita ad aumentare i consensi per il leader socialista.

Intanto la crisi catalana ha riportato in auge Vox, il partito di ultradestra di Santiago Abascal, entrato per la prima volta in parlamento in aprile.

(Com.Ag.)

LA SPAGNA FORSE OGGI CAMBIERA’ VOLTO: TENSIONI CON LA CATALOGNA

Si cambia pagina in Spagna?     Gli spagnoli  tornano  a votare oggi alle elezioni generali per la quarta volta in quattro anni. Le tensioni in Catalogna  collocano in vetta la formazione di ultradestra Vox,…..

 

 

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Sanchez aveva già vinto le elezioni del 28 aprile, arrivando largamente in testa con 123 seggi, un risultato importante ma sotto la soglia di maggioranza di 176 deputati. Premier ad interim, dopo che la caduta del suo governo di minoranza aveva portato al voto, il leader socialista non è riuscito a formare un nuovo governo malgrado il successo elettorale. I negoziati con la sinistra radicale del partito anti sistema Podemos di Pablo Iglesias si sono arenati su veti reciproci, mentre i liberali di Ciudadanos, ormai spostati a destra, non hanno voluto sostenere l’esecutivo dall’esterno.

A metà settembre, quando il re è stato costretto a convocare nuove elezioni, Sanchez ha impostato una campagna tesa a chiedere una maggioranza chiara per portare avanti da solo un governo stabile. Ma non tutto è andato come previsto.

Ad ottobre la sentenza di condanna a pene fino a 13 anni di carcere  per nove capi indipendentisti catalani ha riaperto il duello fra la Catalogna e il vertice spagnolo , con una settimana di violente proteste che hanno sconvolto la regione e devastato Barcellona. La durezza della protesta secessionista ha sconfessato la linea dialogante di Sanchez, mentre la polizia è stata accusata di essere intervenuta in modo eccessivo. Neanche la promessa mantenuta di spostare la salma dell’ex dittatore Francisco Franco dall’imponente mausoleo della valle dei caduti ad un semplice cimitero, sembra essere riuscita ad aumentare i consensi per il leader socialista.

Intanto la crisi catalana ha riportato in auge Vox, il partito di ultradestra di Santiago Abascal, entrato per la prima volta in parlamento in aprile. Allora il risultato era stato inferiore alle aspettative, ma ora i sondaggi indicano che potrebbe arrivare quasi al 15%, con un balzo di cinque punti, diventando il terzo partito del paese. Per legge in Spagna i sondaggi possono essere pubblicati solo fino ad una settimana prima del voto, ma i dati di cui sono in possesso i partiti segnalano che la formazione sovranista ha continuato a crescere.

 

Sovranista, anti migranti, euroscettico e maschilista, Abascal ha fatto una campagna elettorale a colpi di dati statistici dubbi e ampiamente contestati, come quello che il 70% degli stupri di gruppo in Spagna è opera di stranieri. Ma anche se 1.600 accademici hanno firmato un manifesto per accusarlo di aver diffuso dati falsi e manipolati, la sua retorica ha fatto presa su una crescente fetta di elettorato stufa dei partiti tradizionali.

La media degli ultimi sondaggi di una settimana fa assegna il 27, 4% dei voti al Psoe con 120-123 seggi, in lieve calo rispetto al 28,7% (123 seggi) di aprile. Il Partito popolare (Pp) arriva secondo con il 21,6% e 92-95 seggi in netta ripresa rispetto ad aprile quando ottenne un misero 16,7% e 66 seggi.

Vox appare come il terzo partito con il 14,9% e 49 seggi, 25 deputati più di aprile. Al quarto posto troviamo Podemos con l’11,2% e 28-31 deputati, in netto calo rispetto ai 42 seggi di aprile. Precipitano infine i consensi di Ciudadanos il partito liberale di Albert Rivera che sembra pagare la sua sterzata a destra, arrivando al quinto posto con l’8% e 15 seggi, 42 deputati in meno di aprile. Il nuovo partito di sinistra Mas Pais di Inigo Errejon, uscito da Podemos, viene infine indicato al 2,8% con 3 deputati.

 

 

 

Disordini in Spagna,il popolo reclama l’indipendenza della Catalogna-

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Video Disordini in Spagna per l’indipendenza della Catalogna- You T-R  -Sud Libertà Archivio

Disordini anche oggi  in Catalogna per la protesta contro i provvedimenti governativi spagnoli  dei leader secessionisti.

Negozi chiusi, incendi dei cassonetti ,vetrine e arredi urbani,lanci di oggetti e pietre,  un inferno a Barcellona. E’ salito a 62,il numero delle persone ferite,e un agente della polizia è in condizioni gravi e 17 arresti. Secondo la stima dei servizi di emergenza media, 34 solo in Barcellona dove le violenze e gli scontri sono ancora in corso   .

Secondo il governo sarebbero sono circa  500 i dimostranti estremamente violenti e organizzati,  – che continuano a lanciare bottiglie incendiarie contro gli agenti che rispondono con fumogeni e lacrimogeni.  Il governo spagnolo intanto comunica di “non trattare con i  manifestanti che usano violenza. Questo tipo di linguaggio non è accettabile”

 

                       VIOLENZA ANCHE IN CILE: AUMENTO BIGLIETTI TRASPORTI

Ma se in Spagna non si dimentica chi ha lottato in prima linea per l’indipendenza della Catalogna , l’emergenza sicurezza esplode in altre parti del pianeta In Cile ad es..Un coprifuoco tra le 22 e le 7 è stato disposto per la città di  Santiago e  aree periferiche.

La violenza scaturisce dall’aumento dei prezzi dei biglietti della rete dei trasporti. La popolazione vive una crisi economica molto stretta , adesso è esplosa

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La protesta in Cile- Foto Archivio Sud Libertà

Secondo informazioni locali , l’esercito dovrebbe aiutare la polizia a pattugliare le strade durante lo stato di emergenza dichiarato per 15 giorni nei quali le autorità potranno limitare la libertà di movimento delle persone e il loro diritto di riunione.

Si apprende pure che  almeno tre persone sono morte in un incendio scoppiato all’interno di un supermercato saccheggiato nel comune di San Bernardo. . I vigili del fuoco hanno trovato 2 corpi carbonizzati sul posto, mentre un terzo gravemente ferito è stato trasferito in ospedale, dove è deceduto poco dopo. La situazione è ora sotto controllo dei militari.

Parodosso Migranti: anche la Spagna punta il dito ora contro l’Italia, abbandonata da anni dall’UE,definendolo “Paese egoista”

 

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Siamo oramai  al paradosso. Adesso anche la Spagna punta il dito contro l’Italia. Il neo premier spagnolo Pedro Sanchez, di fede socialista ha dichiarato pubblicamente che l’atteggiamento dell’Italia “rivela una politica antieuropea ed è un Paese dove  l’egoismo nazionale è più diffuso”. Vi è stata la mancanza di solidarietà dimostrata in precedenza dall’Ue nei riguardi di un Paese che ospita già mezzo milione di esseri umani provenienti dalle coste libiche. Il modo migliore per combattere l’eurofobia è con una maggiore integrazione”, ha proseguito il premier spagnolo. La Spagna da sola- mette le mani avanti Sanchez- non può combattere il fenomeno.

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Per la  creazione di centri di sbarco fuori dai confini dell’Unione, Sanchez spiega: “Devo prima conoscere più in dettaglio la proposta che ci faranno. Non mi pare una soluzione che siano i Paesi di frontiera (dell’Ue) a doversene prendere carico da soli. L’eurofobia è la principale sfida dell’Ue”, ha affermato, sostenendo la necessità di “rinforzare l’asse Madrid-Parigi-Berlino. Se si analizza la prospettiva storica, ogni volta che Francia, Germania e Spagna sono andate di pari passo, l’Ue ha fatto bene. Vorrei anche incorporare Lisbona”.

Puigdemont è libero: adesso nuovamente riparte contro il governo spagnolo alla conquista della Catalogna

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Puigdemont è nuovamente libero in Germania. I giudici tedeschi non hanno riconosciuto il “reato” di ribellione ma di malversazione, cioè di distrazione di fondi, reato minore per il quale sarà sufficiente il pagamento di una cauzione

Puigdemont ha lasciato la prigione di Neumuenster, dove era stato rinchiuso dopo l’esecuzione del mandato di arresto europeo chiesto da Madrid per ribellione e malversazione durante il referendum indipendentista dello scorso anno. “E’ una vergogna che l’Europa abbia prigionieri politici”, ha detto davanti ai cronisti che lo attendevano all’uscita.     La Catalogna attende il suo leader per la conquista dell’indipendenza tanto negata dal governo spagnolo.

Dobbiamo guardare al futuro con speranza e ottimismo –  – perché abbiamo un diritto, il diritto di non lasciare che ci rubino il futuro. Dobbiamo rimanere attivi e non cedere mai“.

Tutti in piazza contro l’arresto dell’eroe della Libertà della Catalogna e dei valori umani

 

 

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IL  VILE ORDINE  DEL GOVERNO SPAGNOLO E DELLA ASSERVITA MAGISTRATURA

Finalmente la protesta contro l’arresto, disposto dal governo spagnolo, di Puigdemont è esplosa in tutte le sue forme.   E’ la Rivolution , la rabbia per poter riaffermare la libertà della Catalogna tanto auspicata e voluta dal suo leader fermato dalla Polizia tedesca.Novantadue persone sono rimaste ferite a Barcellona, dove nel pomeriggio di ieri circa 55mila persone sono scese in strada, convocate dagli organismi indipendentisti, per protestare contro l’arresto di Puigdemont e la carcerazione preventiva venerdì scorso di altri cinque leader separatisti. Altre sette persone sono rimaste ferite in manifestazioni più piccole a Lleida e una a Tarragona. Feriti anche 23 agenti.

Arrestato dopo il suo ingresso ieri mattina in Germania proveniente dalla Danimarca, Puigdemont comparirà questa mattina davanti al Tribunale amministrativo dello Schleswig- Holstein. Verrà così avviata la procedura innescata dalla richiesta di estradizione delle autorità di Madrid nei confronti del leader secessionista catalano, riferiscono i media spagnoli.

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L’ex presidente della Generalitat ha trascorso la notte nel carcere di Neumuenster, dopo essere stato ieri arrestato al suo arrivo in macchina dalla Danimarca. La Magistratura tedesca avrà 48 ore per decidere se lasciare Puigdemont in carcere o concedergli la libertà condizionata, in attesa di dare una risposta alla richiesta di estradizione, riattivata venerdì dal giudice Pablo Llarena del Tribunale Speciale. La decisione sull’estradizione compete alla giustizia del land tedesco dove è stato arrestato e non alla procura federale. E’ auspicabile la piena libertà per un uomo che oggi rappresenta l’eroismo puro nel mondo e nella Catalogna.

Europa indecente che uccide l’idea della Libertà- Anche gli Onorevoli italiani un gregge di pecore: ecco perchè!

Che delusione l’Europa.   Che delusione il rappresentante italiano alla Presidenza dell’Unione europea. Che delusione Juncker.  Un’Europa che uccide le idee come quelle di Carles Puigdemont e dei suoi colleghi di governo non  rappresenta il giusto, la verità, la democrazia, la vera libertà.      E’ un’Europa di cui vergognarsi per infierire contro gli “ultimi”, il Presidente desitituito della Generalitat de Catalunya, ed accettare un governo e il suo sacrificio imprigionato come fosse criminale .   E’ davvero inaccettabile ed indecente vedere che gli Stati membri dell’Unione sostengano Rajioy e la sua dittatura nel “colpo di Stato” contro dei rappresentanti eletti democraticamente.    Ma chi dei nostri Onorevoli italiani o siciliani ha mosso un dito, un rigo cioè, in una interrogazione parlamentare, contro il premier spagnolo Rajioy  suddito del  “suo” re di Spagna.

Ci piacerebbe sapere chi  dei professionisti della politica ha criticato anche il premier italiano Gentiloni, tanto indecente – e pecora – nella sua difesa del governo spagnolo.     Le idee di questo Signore, Puigdemont meritano l’assoluto rispetto. E non solo politicamente ma anche come uomo. E’ qui la grandezza della Catalogna. Di avere dei grandi sostenitori dei valori umani, quelli che l’Europa non considera neanche e si allinea come un gregge di pecore. Onore a Puigdemont un uomo che non ha esitato a perdere tutto per il valore della Libertà.   E’ l’urlo della libertà che 200 sindaci hanno urlato nella Catalogna.              Il dubbio adesso  diventa legittimo: lo esprime lo stesso leader catalano – se il 21 dicembre, giorno delle elezioni, dovesse vincere il fronte indipendentista cosa faranno i potenti dell’Europa’?      Non riconosceranno il risultato elettorale allineandosi con Madrid?

Sarebbe un’altra grave indecenza e a questo punto gli animi diventerebbero così infiammati che scoppierebbe la rivoluzione armata. Inevitabile.

 

 

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Dal canto suo Puigdemont si è detto pronto all’eventualità di un’estradizione in Spagna. “Tutti sappiamo che possiamo finire in prigione se verrà concessa l’estradizione. Siamo preparati al fatto che ci estradino” ha detto a a Catalunya Radio.

Puigdemont, che si trovava con i suoi quattro ex consiglieri, Clara Ponsatí, Lluís Puig, Toni Comín e Meritxell Serret, ha nuovamente denunciato il ‘polso totalitario’ di Mariano Rajoy: “A noi catalani hanno rubato una legislatura, un governo e un parlamento”. Il leader catalano ha anche ribadito la sua contrarietà all’applicazione dell’articolo 155 della costituzione ed ha lasciato trapelare l’intenzione di deferire il governo davanti al Tribunale di Strasburgo perché la Spagna “provi imbarazzo”.

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Abbiamo diritto di parlare di costituzionalità nei tribunali, di cosa hanno paura? Lo Stato spagnolo parla di costituzionalità solo quando gli conviene. L’attuazione del 155 è illegale“.  “L’Europa non può avere prigionieri politici, non può avere un governo legittimo in prigione o in esilio”,è un golpe illegale questo di Madrid  ha aggiunto il leader catalano esprimendo sdegno ed indignazione.

Il prezzo della Libertà

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Sofferenza prevista per l’ex Presidente della Catalogna, eroe dei valori umani

Momenti difficili per l’eroe della Catalogna Puigdemont.  Insieme ai  quattro ex consiglieri catalani verra’ ascoltato nel pomeriggio dal giudice inquirente. A dichiararlo è stato il portavoce dell’ufficio della procura di Bruxelles confermando che i cinque si sono consegnati spontaneamente questa mattina alla polizia.Tolta così la soddisfazione di vederlo in manette ai suoi nemici governanti spagnoli. Il giudice avrà 24 ore dal momento in cui si sono consegnati per decidere su come procedere in merito alla detenzione. “La decisione dovrà dunque essere presa non oltre le 9.17 di domani mattina”, ha aggiunto il portavoce.

PUIGDEMONT CANDIDATO ALLE ELEZIONI – Il PDeCAT, partito dell’ex presidente della Generalitat catalana, ha deciso oggi che Puigdemont sarà il primo candidato del partito alle elezioni del prossimo 21 dicembre in Catalogna, a capo di una lista unica formata da tutte le forze indipendentiste.

“Vogliamo che il presidente Puigdemont continui ad essere la persona che guida una grande lista del Paese il prossimo 21 dicembre”, ha annunciato la coordinatrice generale del Partito democratico europeo catalano, PDeCAT, Marta Pascal, durante il consiglio nazionale del movimento a Barcellona. Pascal ha chiesto che il PDeCat si presenti in una lista comune con le altre forze favorevoli all’indipendenza, Esquerra Republicana de Catalunya (ERC) e Candidatura de Unidad Popular (CUP)-   Il rischio è che il governo spagnolo soffochi nella Catalogna ogni iniziativa democratica dei sostenitori dell’ex presidente catalano – (Agenzia)

L’Europa non riesce ancora ad esprimere il valore della Libertà rappresentata nella sua grandezza da Puigdemont

Inizia il tormento per l’uomo che ha portato una ventata di libertà in Catalogna.La Procura di Madrid ha chiesto oggi l’arresto senza la condizionale dei componenti del governo catalano e di spiccare un mandato di arresto europeo nei confronti di Puigdemont e degli altri consiglieri Antoni Comín, Meritxell Serret, Lluís Puig e Clara Ponsatí, che non si sono presentati all’interrogatorio, restando a Bruxelles dove si trovano da lunedì sera.

I reati contestati sono quelli di ribellione, sedizione e malversazione di fondi pubblici in relazione all’organizzazione del referendum in Catalogna il primo ottobre scorso. L’arresto è stato chiesto per l’ex numero due del governo catalano, Oriol Junqueras, e per gli ex ministri Jordi Turull, Josep Rull, Meritxell Borras, Raul Romeva, Carles Mundò, Dolores Bassa e Joaquim Forn (Interno), mentre a Santi Villa è stato concesso il rilascio in libertà condizionata.

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Nel documento di richiesta del mandato di arresto europeo, inviato dalla procura spagnola al magistrato che si occupa dell’indagine, si sottolinea che “ci sono stati ripetuti tentativi di consegnare la citazione nei domicili” delle persona chiamate a comparire “così come ripetute telefonate, tutti ignorati”. Inoltre, si osserva che l’ex presidente catalano “ha dichiarato pubblicamente la sua intenzione a non comparire”, e che ha chiesto di essere interrogato in videoconferenza, e lo stesso hanno fatto i consiglieri Comín e Serret.

Su richiesta degli avvocati difensori il giudice Pablo Llarena ha accettato di rinviare al 9 novembre, alle 9.30, l’interrogatorio della presidente del ‘Parlament’ catalano, Carme Forcadell, e di altri cinque parlamentari. Il giudice ha accettato la richiesta dei legali di avere più tempo per preparare la loro difesa, in quanto le notifiche sono state ricevute solo due giorni fa.

Il presidente della Corte suprema spagnola, Carlos Lesmes, ha confermato che Puigdemont rischia l’arresto nel caso in cui non si presenti in tribunale : “Quando qualcuno non si presenta dopo essere stato citato da un giudice per testimoniare, in Spagna o in qualsiasi altro Paese europeo, di solito si emette un ordine di arresto

Il mandato di arresto europeo, previsto da una direttiva europea del 2002, costituisce la prima concretizzazione nel settore del diritto penale del principio di mutuo riconoscimento, semplificando e accelerando l’estradizione di un indagato tra due Paesi membri dell’Unione europea.

Le caratteristiche principali della procedura risiedono nel fatto che le autorità giudiziarie cooperano direttamente senza la necessità di passare per una valutazione da parte dell’esecutivo, tipica dei casi tradizionali di estradizione.

Per 32 categorie di reati si deroga al principio della cosiddetta ‘doppia incriminazione’, ovvero l’atto non deve essere considerato un reato in entrambi i Paesi. L’unico requisito è che sia punito con pene detentive di almeno tre anni nel Paese di esecuzione.

Il mandato semplifica le procedure e la documentazione da presentare mediante la creazione di un unico documento e prevede scadenze brevissime per l’adozione della decisione sulla consegna.

Prevede inoltre il superamento del divieto di estradizione di cittadini contemplato da diverse Costituzioni, per cui se la persona oggetto del mandato d’arresto europeo ai fini dell’azione penale è cittadino o residente dello Stato membro di esecuzione, la consegna non può essere rifiutata, ma può essere subordinata alla condizione che la persona, dopo essere stata ascoltata, sia rinviata nello Stato membro di esecuzione per scontarvi la pena o la misura di sicurezza eventualmente pronunciata nello Stato membro emittente.

Ciò che si trascura – e l’Europa ha il dovere di tenerne conto – è che siamo di fronte ad un uomo che ha lottato per l’idea della libertà  e per un mondo migliore.        Le azioni del governo spagnolo rivelano pertanto una dittatura di idee che non tollera le idee diverse -e migliori per i valori rappresentati- e sono di fatto davvero indecenti.     Se l’Ue dovesse allinearsi all’idea della dittatura spagnola, ci sarebbe  da vergognarsi di essere partecipi di un mondo che non riesce ad esprimere il significato della Libertà di un popolo.

 (Agenzia)