Nuovo Album di brani inediti del giovane Frankie Brunoni

di Lucilla Corioni

“Skyline Rooftop” (letteralmente “tetto sulla linea dell’orizzonte”) è il primo progetto ufficiale di  Frankie B., musicista mantovano ventenne.

L’album contiene sette brani inediti che, grazie ad un affascinante e coinvolgente storytelling introspettivo, trasportano con energia e fantasia l’ascoltatore nel vortice di pensieri, sensazioni ed emozioni. Definibile un cantauto-rapper per brevità, il giovane Frankie è in realtà un autore pop, evidentemente suggestionato dalla sua passione per jazz, blues e soul nella parte musicale, e un poeta 20.0 (venti punto zero…) nella parte dei testi, capace di raccontare un sé nel mondo che osserva con gli occhi di chi sente guardato, ma non ascoltato. Insomma una sorta di songwriter elettro-rap degli anni ’20 del terzo millennio. Ecco allora uno scorrere di ricordi “congelati” dove ogni brano del progetto assume le caratteristiche di una fotografia scattata in modo coerente e ambizioso, con l’intenzione di affermare la propria esistenza come Uomo e come Artista, e con la speranza di spostare “la location del suo prossimo scatto” sul tetto panoramico di un palazzo alto, elegante e stabile. Un volo verticale al primo piano, in attesa di un paio d’ali? Chi lo sa: ascoltare per… capire.

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Mattia Brunoni, in arte Frankie B, è uno scrittore e rapper emergente classe 1999, nato e cresciuto nella provincia di Mantova. Inizia ad avvicinarsi al rap nel 2010 ascolatndo Eminem e 50Cent, rimanendo colpito dalla forte capacità espressiva di questo genere. Nonostante egli scrivesse i propri pensieri sotto forma di brevi poesie e prose già dalla prima infanzia, capisce di poter “andare oltre”: nel 2013, infatti, inizia a concentrarsi sulla stesura di brani musicali rap, arrivando a pubblicare nello stesso anno un singolo in collaborazione con un amico. È proprio tra il 2013 e il 2016 che si colloca l’inizio effettivo della carriera musicale di Frankie BNel 2019 partecipa, in veste di attore, al videoclip “Di mare, di terra, di fuoco, di cielo” di Luca Bonaffini, con la regia di Giacomo Bottarelli, già suo amico e collaboratore. Nello stesso anno firma con Long Digital  Playing G Srls (casa editrice musicale milanese fondata dallo stesso Bonaffini) e incide  Skyline  Rooftop  che esce il 24 gennaio 2020.

ELEZIONI REGIONALI: RISCHIO ADESSO LETARGO SUD ITALIA

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di  R.Lanza

 

Stefano Bonaccini riconquista l’Emilia-Romagna. Era prevedibile.  L’Emilia Romagna, feudo del Pd. lascia spazio ad alcune strumentalizzazioni.  Il profilo morale e civico delle città emiliane è elevato perchè il potere economico e politico da vari decenni ha posto solide basi   L’Emilia Romagna non è sotto accusa come la Sicilia dove più frequente è lo sciacallaggio socio-politico e il folclore della “mafiosità”   In Emilia Romagna la disoccupazione è certamente meno elevata che in Sicilia dove imprenditori coraggiosi hanno una dimensione culturale di respiro europeo e lottano contro quel marciume      che impedisce lo sviluppo del Meridione.      

Si afferma che il “popolo delle sardine” abbia contribuito al successo dei dem e all’affluenza alle urne.    Una miscela inventata dal Pd per arginare la massiccia partecipazione del Movimento cinque stelle nei comuni e città dove si è votato.   L’errore strategico di Di Maio di dimettersi a fine periodo elettorale ha fatto poi il resto. Inevitabilmente la propaganda politica degli avversari lasciava intendere “la fine del movimento cinque stelle”.   Si è affievolita pure la comunicazione martellante sul web e sui social. E’ in corso anche – probabilmente inavvertito dal garante Grillo – una narcotizzazione dell’informazione politica su Facebook, l’impresa statunitense che censura gratuitamente a richiesta . In realtà gli onesti in Italia non fanno notizia. Vediamo alcuni dati pervenuti alla nostra Redazione.

La Calabria, invece, non ha creduto al cambiamento promesso dal centro sinistra e con 2.353 sezioni su 2.420, Jole Santelli è al 55,44% contro il 30,11 di Pippo Callipo (nelle foto sotto).      I seggi più affollati si registrano a Cosenza, ma non si registrano differenze sostanziali fra le varie province, che oscillano fra il 32 e il 38%.

Questa vittoria del centrosinistra, afferma  il presidente rieletto, insegna come “si possa fare una coalizione senza necessariamente, nel centrosinistra, litigare; che la si possa allargare a tanto civismo che per la prima volta prende responsabilità per provare a governare; che bisogna avere l’ambizione di immaginare che c’è molta più gente di quella che pensiamo, e ce l’hanno detto anche le sardine, che non vuole una politica solo di rabbia, odio, incitamento, urla”.

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” I primi punti in programma? “Un nuovo Patto per il Lavoro, accompagnato da un Patto per il Clima“.

– E già si pensa alla nuova geografia politica dell’Assemblea legislativa  dell’Emilia-Romagna. Secondo gli esperti statistici della Regione,  al Pd verrebbero assegnati da 22 a 24 seggi, di cui 5 a Bologna, 3 rispettivamente a Modena e Reggio Emilia, da 1 a 2 nelle restanti province. Alla Lega, primo partito del centrodestra, spetterebbero 14 seggi, 2 per ora rispettivamente a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza e uno nelle rimanenti circoscrizioni provinciali.

Fra le liste di centrosinistra conquisterebbero 3 seggi la lista Bonaccini Presidente (uno rispettivamente a Bologna e Modena e il terzo o a Reggio Emilia o a Forlì-Cesena), 2 seggi andrebbero a Emilia-Romagna Coraggiosa (Bologna e Reggio) e un seggio spetterebbe a Europa Verde e a +Europa, entrambi nella circoscrizione di Bologna.

Nella coalizione di centrodestra, inoltre, verrebbero assegnati 3 seggi a Fdi, uno rispettivamente a Bologna e a Modena e il terzo o a Parma o a Piacenza, mentre un seggio, a Bologna, sarebbe appannaggio sia di Fi sia della lista Borgonzoni Presidente. Infine, il M5S potrebbe ottenere da uno a 2 seggi, di cui uno a Bologna e uno o a Modena o a Reggio. Non dovrebbero ottenere seggi Volt, Il popolo della Famiglia-Cambiamo e Giovani per l’Ambiente.

Papa Francesco: “Il Vangelo cambia il mondo e i cuori….”

 

 Papa Francesco oggi all’Angelus si sofferma sulla missione pubblica di Gesù.  Galilea, “una terra di periferia rispetto a Gerusalemme, e guardata con sospetto per la mescolanza con i pagani”, Gesù comincia la sua predicazione e pronuncia queste parole: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.

Credere nella Parola di Gesù: il Vangelo che cambia il mondo e i cuori

Questo annuncio, sottolinea il Papa, “è come un potente fascio di luce che attraversa le tenebre”. “

Tante volte risulta impossibile cambiare vita, abbandonare la strada dell’egoismo, del male, abbandonare la strada del peccato perché si incentra l’impegno di conversione solo su sé stessi e sulle proprie forze, e non su Cristo e il suo Spirito. Ma la nostra adesione al Signore non può ridursi ad uno sforzo personale, no. Credere questo anche sarebbe un peccato di superbia. La nostra adesione al Signore non può ridursi ad uno sforzo personale, deve invece esprimersi in un’apertura fiduciosa del cuore e della mente per accogliere la Buona Notizia di Gesù. È questa – la Parola di Gesù, la Buona Notizia di Gesù, il Vangelo – che cambia il mondo e i cuori! Siamo chiamati, pertanto, a fidarci della parola di Cristo, ad aprirci alla misericordia del Padre e lasciarci trasformare dalla grazia dello Spirito Santo.

Mettersi al servizio di Dio

È da qui, ricorda il Santo Padre, che comincia “un vero percorso di conversione. Proprio come è capitato ai primi discepoli”:

L’incontro con il Maestro divino, col suo sguardo, con la sua parola ha dato loro la spinta a seguirlo, a cambiare vita mettendosi concretamente al servizio del Regno di Dio.

Speranza al mondo
Tutti – conclude Francesco – sono chiamati ad essere messaggeri della Parola di Dio:

L’incontro sorprendente e decisivo con Gesù ha dato inizio al cammino dei discepoli, trasformandoli in annunciatori e testimoni dell’amore di Dio verso il suo popolo. Ad imitazione di questi primi araldi e messaggeri della Parola di Dio, ciascuno di noi possa muovere i passi sulle orme del Salvatore, per offrire speranza a quanti ne sono assetati.

Anniversario della liberazione del campo di Auschwitz-Birkenau

Dopo la preghiera mariana dell’Angelus, Papa Francesco ha ricordato che domani si celebrerà il 75.mo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, simbolo della Shoah. “Davanti a questa immane tragedia – ha affermato il Pontefice – non è ammissibile l’indifferenza ed è doverosa la memoria. Domani siamo tutti invitati a fare un momento di preghiera e di raccoglimento, dicendo ciascuno nel proprio cuore: mai più”.

Malati di lebbra

Il Santo Padre ha anche ricordato che oggi si celebra la “Giornata mondiale dei malati di lebbra”.. “Siamo vicini – ha detto Francesco – a tutte le persone affette dal morbo di Hansen e a quanti in diversi modi si prendono cura di loro”. Quest’anno la Giornata, giunta alla 67.ma edizione, è incentrata sul tema “Mai più ingiustizie, discriminazioni, lebbre nel mondo”.

Vicinanza alle persone malate a causa del virus che si è diffuso in Cina

Il Pontefice ha anche espresso la propria vicinanza” alle persone malate a causa del virus che si è diffuso in Cina”. “Il Signore – ha detto – accolga i defunti nella sua pace, conforti le famiglie e sostenga il grande impegno della comunità cinese già messo in atto per combattere l’epidemia“.

Francesco ha salutato infine i ragazzi e le ragazze dell’Azione Cattolica, delle parrocchie e delle scuole cattoliche della Diocesi di Roma venuti numerosi al termine della “Carovana della Pace”.  Due bambini hanno letto un messaggio e poi sono stati lanciati dei palloncini bianchi e gialli. “Siamo qui – si ricorda nel messaggio – per gridare la voglia di pace alla nostra città e al mondo intero”. “Siamo venuti a trovarti in questa prima “Domenica Della Parola Di Dio”, che hai voluto affinché tutti possiamo concentrarci sul grande valore che la Parola di Dio occupa nella nostra esistenza quotidiana. Da quest’anno in poi, per noi, sarà un appuntamento che attenderemo con gioia!”.

CRISI D’IMPRESA, «IL NUOVO CODICE CAMBIA L’APPROCCIO CULTURALE»

Catania: commercialisti, notai, avvocati, magistrati e accademici a confronto

ALLERTA E PREVENZIONE PER SALVARE AZIENDE E LAVORATORI

CATANIA

«Occorre un cambiamento dell’approccio culturale, perché è il contesto generale, anche internazionale, a richiederlo: trovare strumenti di prevenzione alla crisi e all’insolvenza delle imprese, piuttosto che attenderne la degenerazione o l’irreversibilità, rappresenta ormai una priorità. Intercettare precocemente i sintomi della crisi offre maggiori possibilità di salvare e conservare il tessuto imprenditoriale sano e meritevole, con evidenti benefici anche sul piano occupazionale». Sono le parole di Renato Rordorf – presidente della Commissione ministeriale che ha firmato la riforma nel nuovo Codice della crisi d’impresa – intervenuto a Catania, nel corso di un convegno sul tema che si è svolto ieri e continua oggi (25 gennaio) al Monastero dei Benedettini.

 

 

La riforma porta, non a caso, il suo nome, anche se lui ammette di «avere delle riserve» in merito al fatto di essere definito “padre” di una legge considerata una rivoluzione copernicana. Il provvedimento – come afferma lo stesso Rordorf – poggia su due colonne portanti: «l’istituto dell’allerta e della composizione assistita, che ha la finalità di consentire l’emersione tempestiva dei sintomi della crisi, e dunque un’opportuna reazione»; e «l’assetto degli uffici che l’imprenditore deve organizzare affinché questi strumenti funzionino realmente». In particolar modo Rordorf si riferisce alle piccole imprese, stimolandole a «non formulare pensieri come “io speriamo che me la cavo”, ma ad organizzarsi fin da subito per percepire in tempo le difficoltà che possono sfociare in crisi aziendale».

 

Ad ascoltare la sua relazione centinaia di professionisti etnei che hanno gremito l’Auditorium De Carlo, chiamati a raccolta dal Consiglio Notarile e dagli Ordini professionali dei Commercialisti e degli Avvocati, insieme al distretto catanese della Scuola Superiore di Magistratura (SSM), all’Università con la sua Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali, e alla Sezione Imprese e procedure concorsuali del Tribunale di Catania. Un momento di formazione necessario per prepararsi all’entrata in vigore del provvedimento – prevista per il 15 agosto 2020 – ma soprattutto un confronto sui nuovi assetti organizzativi degli uffici alla luce della riforma. «Il nuovo scenario responsabilizza maggiormente i professionisti perché chiamati a ricoprire il ruolo centrale di controllori dei meccanismi d’allerta», ha affermato il presidente dei Commercialisti etnei Giorgio Sangiorgio. Il presidente del Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone, Andrea Grasso, ha espresso la posizione del Notariato, «secondo cui le modifiche apportate dalla normativa non stravolgono l’asset amministrativo delle aziende», come ribadito anche nella relazione di Marco Maltoni, componente della Commissione Studi d’Impresa del Consiglio Nazionale della categoria.

 

 

«L’Università di Catania – ha aggiunto il prorettore Vania Patanè – auspica che attraverso un continuo dibattito e confronto sia possibile raggiungere quella crescita culturale che forse rappresenta la chiave di volta di un miglioramento dello standard qualitativo della nostra società». Sul valore della sinergia istituzionale tra le professioni sono intervenuti il presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò, il segretario dell’Ordine Avvocati Maria Concetta La Delfa e il formatore decentrato SSM Claudia Cottini; mentre il direttore della Scuola delle Professioni legali, Aurelio Mirone, ha sottolineato il ruolo degli organismi della composizione d’impresa.

Significativa l’analisi del territorio catanese tratteggiata dal presidente della sezione fallimentare del Tribunale etneo Mariano Sciacca: «L’ultimo anno ci ha consegnato una realtà imprenditoriale ed economica catanese drammatica, mi riferisco in particolar modo alla crisi di aziende nell’ambito della grande distribuzione organizzata. Motivo per cui c’è innanzitutto una necessità sociale che spinge a prepararsi con competenza al cambiamento normativo». Ben sei le tavole rotonde in cui si sono susseguiti gli interventi di relatori di alto livello, locale e nazionale, al fine di analizzare i diversi aspetti del quadro normativo. Le conclusioni sono programmate nelle giornata di oggi (25 gennaio), attraverso altre due sessioni di lavori.

Virus Killer: a rischio nel Sud Napoli e Catania per l’estensione del commercio cinese

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Chi pensa che la fine del mondo predetta e scritta nella Bibbia possa avvenire con un gigantesco sutnami o l’impatto con un enorme asteroide dovrà ricredersi e mettere in conto anche il rischio di Virus Killer.  Il rischio di importazione di almeno un caso di coronavirus 2019 nCoVn Europa in 2 settimane va dal 33% al 70%. E sembra che i maggiori rischi siano concentrati nel  Regno Unito (dal 9% al 24% a seconda dello scenario) e Germania (8-21%), seguite da Francia (5-13%), Italia (5-13%) e Spagna (4-11%). Intanto l’intero pianeta è in allarme, gli scienziati alla ricerca di un vaccino.Tante le città in quarantena..

E’ la stima contenuta in uno studio preliminare dell’Istituto nazionale francese di salute e ricerca medica (Inserm), della Sorbonne Université e del Pierre Louis Institute of Epidemiology and Public Health, che hanno  analizzato la situazione in presenza di alcuni elementi

L’Europa occidentale, secondo gli esperti, corre un rischio maggiore rispetto all’Europa orientale e settentrionale. E per i primi 5 Paesi a maggior rischio di importazione, gli istogrammi mostrano anche una ripartizione del contributo di rischio per aeroporto di arrivo: in Italia, secondo le proiezioni, sarebbe più a rischio Milano,  Roma, Venezia e Bologna.

Il rischio di importazione in Europa è stimato come la probabilità che almeno un caso venga portato dalle province infette in Europa in un periodo di 2 settimane. Il lavoro presenta due scenari: uno ‘a bassa esportazione’, per cui il tasso di esportazione di casi dalla Cina resterebbe di 7 ogni due settimane, lo stesso osservato prima del blocco dei voli da Wuhan; l’altro ‘ad alta esportazione’, compatibile con un aumento del numero di infezioni in Cina, e pari a circa 3 volte il tasso di base.

E’ possibile pure- che importazioni avvengano in aeroporti multipli (ad esempio Germania e Italia), mentre in altri il rischio si concentra principalmente negli aeroporti che servono la capitale (ad esempio nel Regno Unito, dove Londra contribuisce al 75% del rischio, e in Francia, dove Parigi contribuisce all’89%).    Da considerare i trasporti con furgoni e camion carichi di merce e di operai cinesi. Fra le città commerciali più a rischio oltre Milano e Roma vi sarebbero anche Napoli e Catania dove il commercio cinese è in vetta alla classifica.

Disco verde-finalmente- al taglio del cuneo fiscale: l’annuncio di Conte

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Il decreto sul taglio del cuneo fiscale è una realtà da diverse ore anche se sarà applicato dal primo luglio prossimo. Un sospiro di sollievo per i lavoratori dipendenti.. Stanziati 3 miliardi di euro per il 2020, con l’introduzione della misura, a partire da luglio, che amplierà la platea dei beneficiari del bonus Irpef passando da 11,7 a 16 milioni di lavoratori.

 “il decreto, in attuazione della legge di bilancio per il 2020 (legge 27 dicembre 2019, n. 160) – comunica la Presidenza del Consiglio-che ha stanziato 3 miliardi di euro per il 2020 per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, interviene per rideterminare l’importo ed estendere la platea dei percettori dell’attuale ‘bonus Irpef’ – . Dal 1° luglio 2020, il bonus di 80 euro aumenta quindi a 100 euro mensili per chi ha un reddito annuo fino a 26.600 euro lordi. Coloro che percepiscono un reddito da 26.600 euro a 28.000 euro, beneficeranno per la prima volta di un incremento di 100 euro al mese in busta paga”.
“Per i redditi a partire da 28.000 euro, si introduce invece una detrazione fiscale equivalente che decresce fino ad arrivare al valore di 80 euro in corrispondenza di un reddito di 35.000 euro lordi. Oltre questa soglia, l’importo del beneficio continua a decrescere fino ad azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro di reddito”.

«UN TESTAMENTO SOLIDALE NON PENALIZZA GLI EREDI»

 

Iniziativa di sensibilizzazione di Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone e Aism

 

 

A Piedimonte Etneo l’incontro con i cittadini e l’associazione Orchidea

PIEDIMONTE ETNEO (CT) –

Occorre superare un pregiudizio, quello secondo cui lasciare l’eredità in beneficenza toglierebbe ai propri familiari ciò che spetta legittimamente a loro. Così non è, ed è importante ribadirlo, perché oggi in Italia il tema del testamento solidale è minato da non poche barriere culturali. Si pensa ancora che sia un gesto da ricchi, che richieda cifre considerevoli, che sia sempre troppo presto per parlarne. In realtà il lascito a favore di cause umanitarie è alla portata di tutti, perché “basta poco per fare molto”.

Ecco perché il Consiglio Nazionale del Notariato, insieme a onlus come l’Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), porta avanti una capillare attività di informazione in tutte le regioni italiane. Nel territorio etneo il Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone è impegnato da anni con diverse iniziative, e per l’edizione 2020 della “Settimana Nazionale dei Lasciti” il suo percorso di sensibilizzazione ha fatto tappa – ieri pomeriggio (22 gennaio) – a Piedimonte Etneo, grazie alla sinergia con la sezione Aism di Catania e l’associazione culturale ricreativa Orchidea.

«In Italia il numero di cittadini che predispone un testamento solidale, o si dichiara orientato a farlo, cresce di anno in anno, ma è possibile fare di più per non rimanere all’ultimo posto nella classifica dei Paesi europei. Motivo per cui teniamo molto a iniziative come questa, e ribadiamo che i notai di Catania e Caltagirone sono sempre disponibili a fornire informazioni anche nei propri studi professionali», ha affermato il presidente del Consiglio Notarile Andrea Grasso durante l’incontro che si è svolto nell’Aula consiliare del Comune di Piedimonte Etneo, alla presenza del vicesindaco Enrichetta Pollicina. Ha introdotto l’evento Alessandra Laiacona, presidente della sezione catanese di Aism, affiancata da Vera Tripoli, che guida l’associazione Orchidea.

Momento principale dell’incontro le relazioni dei notai Donata Galeardi e Maristella Portelli, componenti del Consiglio Notarile, che hanno spiegato l’importanza culturale e sociale del lascito solidale, cosa è necessario fare per predisporlo, cosa è possibile donare e quali sono i tipi di testamento.

«Le statistiche riportano dati interessanti: la media dei lasciti solidali si attesta sui 5mila euro, la maggior parte dei donatori appartiene a un ceto medio, e il 65% di essi è donna» ha illustrato il notaio Galeardi, mentre il notaio Portelli ha spiegato che «il diritto successorio prevede una ripartizione dell’eredità che mira a tutelare i legittimari riservando agli stessi una parte del patrimonio e lasciando a disposizione del testatore una quota della quale disporre secondo le proprie scelte personali». Entrambi hanno sottolineato che la figura del Notaio, in quanto pubblico ufficiale, supporta il cittadino nel percorso testamentario, ma soprattutto ne garantisce la sua realizzazione in piena legalità e sicurezza.

Si discute a Catania: “Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”

Venerdì 24 e sabato 25 gennaio 2020, Monastero dei Benedettini

  LA RIFORMA CAMBIA L’ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI

 A Catania una “due giorni” in cui interverrà, tra gli altri, Renato Rordorf,

presidente della Commissione ministeriale che ha firmato il nuovo Codice

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CATANIA

Quali saranno gli assetti organizzativi degli uffici alla luce del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza? Un interrogativo necessario a cui daranno risposta, con un’iniziativa congiunta, istituzioni e professionisti catanesi nel corso della “due giorni” che si svolgerà il 24 e il 25 gennaio 2020 nell’Auditorium De Carlo dell’Ex Monastero dei Benedettini di Catania (Piazza Dante 32).

Venerdì 24 apriranno i lavori, alle 9.00, il presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò, il rettore dell’Università Francesco Priolo, i presidenti degli Ordini etnei Rosario Pizzino (Avvocati) e Giorgio Sangiorgio (Commercialisti), il presidente del Consiglio Notarile di Catania e Caltagirone Andrea Grasso, il formatore della Scuola Superiore della Magistratura Claudia Cottini, il direttore della Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali -Unict Aurelio Mirone, il presidente della Sezione Imprese e procedure concorsuali presso Tribunale di Catania Mariano Sciacca. La relazione introduttiva sarà affidata a colui che ha dato il nome alla riforma, Renato Rordorf, presidente della Commissione ministeriale chiamata a rinnovare il diritto fallimentare e la disciplina delle procedure concorsuali.

Seguiranno – nel corso della mattina, del pomeriggio e successivamente nella giornata di sabato 25 – cinque sessioni tematiche per approfondire i diversi aspetti che riguardano il cambiamento epocale introdotto dal nuovo Codice nella gestione amministrativa delle imprese. Alle tavole rotonde si confronteranno e interverranno numerosi accademici, magistrati, giuristi e professionisti esperti provenienti da diverse città italiane.

ANCE CATANIA SUL CROLLO : «NON SPRECHIAMO GLI INCENTIVI ESISTENTI PER RIQUALIFICARE LA CITTÀ»

La nota dei Costruttori etnei sul cedimento della palazzina a Catania

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CATANIA

«Indipendentemente dalle cause che hanno determinato il crollo della palazzina in via Castromarino, (aperta un’inchiesta giudiziaria)l’ultimo in città in ordine temporale, non possiamo che constatare come il patrimonio edilizio di Catania sia estremamente fragile e vetusto. I palazzi crollano in pieno centro, ma anche le periferie non godono di buona salute. Gli immobili vengono abbandonati perché non rispondono più ai nuovi standard abitativi. L’incertezza su cosa sia possibile fare e come fare, fa il resto». Così Giuseppe Piana, presidente dell’Ance Catania – l’associazione che riunisce i Costruttori edili – esordisce nella nota con cui commenta la notizia riportata anche all’attenzione delle cronache nazionali.

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«Eppure, sulla carta gli incentivi non mancano – continua Piana – basti pensare all’Eco-Sismabonus che, nel caso dei condomìni, consente una detrazione fiscale per ogni unità immobiliare fino all’85% del tetto massimo di spesa di 136mila euro. Inoltre, con il Sismabonus Acquisti è possibile comprare immobili sismicamente adeguati, scontando il credito fiscale fino a un massimo dell’85% su 96mila euro di spesa». Sono informazioni che il presidente dei Costruttori etnei s’impegna con forza a divulgare perché «la conoscenza degli incentivi possibili è la chiave di volta per l’avvio del processo di messa in sicurezza e sostituzione del patrimonio edilizio». Un edificio sicuro non ha soltanto un valore per chi lo abita, ma anche e soprattutto per l’incolumità pubblica.

Secondo il presidente Piana «occorre rendere strutturali gli strumenti fiscali, semplificandone l’utilizzo e le modalità applicative, e colmando le lacune normative che impediscono o rendono poco chiare le opportunità di intervento». In merito l’Ance ha presentato una serie di proposte per potenziare l’uso della leva fiscale, ad esempio, riguardo il Sismabonus Acquisti «sarebbe opportuno estenderne l’ambito anche all’acquisto di immobili riqualificati in chiave antisismica, senza necessità di preventiva demolizione. Ciò consentirebbe una riqualificazione di interi fabbricati prevalentemente ubicati nei centri storici, nei quali non sono possibili interventi di demolizione e ricostruzione».

Per favorire concretamente i processi di rigenerazione urbana, Giuseppe Piana ribadisce che «è fondamentale permettere che il Sismabonus Acquisti sia anche un “Sismabonus Vendita”, riconoscendo la stessa agevolazione a chi cede unità immobiliari da demolire, a condizione che, entro i 12 mesi successivi, riacquisti una nuova unità immobiliare».

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Continuando il percorso sancito con l’iniziativa #Cataniasicura, Ance Catania ha attivato uno sportello informativo, con accesso gratuito, dedicato alla divulgazione e all’assistenza in merito alle opportunità legate all’Eco-Sismabonus, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e alla messa in sicurezza degli edifici. «Lo sportello – conclude Piana – ha come obiettivo quello di fornire alle aziende associate, ai proprietari e ai professionisti, informazione, formazione, consulenza e assistenza riguardo alle pratiche da espletare compreso l’accesso alla piattaforma Ance-Deloitte per la cessione e monetizzazione del credito da parte delle imprese iscritte al sistema Ance».

Allarme nel mondo: un misterioso “virus-killer” si trasmette da persona a persona

 

Un virus sconosciuto in Cina ha registrato una quarta vittima.  Esattamente  a Wuhan, capoluogo della provincia di Hubei, dove si è sviluppato il focolaio del  virus.          L”uomo, 89 anni, è deceduto domenica. Finora sono stati registrati 198 casi, 44 dei quali in stato critico.

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Un uomo è invece  in isolamento a Brisbane, in Australia, dopo aver manifestato sintomi simili a quelli provocati dal virus misterioso in Cina. L’uomo era tornato di recente da una visita a suoi parenti a Wuhan.   Si attendono i nuovi risultati delle analisi cliche.

Sembra acquisita una certezza: il nuovo ‘misterioso’ coronavirus si trasmette da persona a persona.Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong.  La sintomatologia è affine alla polmonite, con problemi respiratori.

Il presidente cinese Xi Jinping chiede “sforzi risoluti” contro la diffusione del nuovo coronavirus ritenuto responsabile dei casi di malattia respiratoria che circolano in Cina.

Nel mondo sono stati confermati un caso in Giappone, 2 in Thailandia e uno in Corea del Sud.

L’allarme virus-killer ha determinato l’intervento del  direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus che  ha convocato un comitato di emergenza sul nuovo coronavirus (2019-nCoV) per domani. Obiettivo, verificare se l’epidemia in corso in Cina costituisca un’emergenza di sanità pubblica che interessa il pianeta e quali direttive occorre dare nel frattempo alla popolazione mondiale