Quelle pagine del Vangelo sfogliate dal vento, il capitolo 19 sulla morte di Gesù Come dire che Papa Francesco ha abbracciato tutti il mattino di Pasqua

Cosa dice la pagina di Vangelo che il vento ha aperto ai funerali del Papa

      di     R.L.

Roma,

Le pagine del  Vangelo –  come accadde quell’8 aprile di vent’anni fa, per Karol Wojtyła  –  hanno continuato a girare durante il funerale, accarezzate da un vento leggero.Lo abbiamo visto un pò tutti …Ad un certo punto una pagina – affermano fonti vaticane -è stata più visibile: il capitolo 19 del Vangelo di Giovanni, sulla morte di Gesù.

È ricordata in particolare la presenza delle donne, che scelgono di restare fino alla fine, fino alla soglia della morte. È il passaggio in cui Gesù dona tutto, anche lo spirito, che crea comunione – rese lo spirito, si legge – e si congeda con le braccia allargate, dopo essersi preso cura fino in fondo della madre e del discepolo.

Adesso Papa Francesco naviga con ali da angelo su tutto il   Web  abbracciato da Gesù Cristo  Nella realtà I
suo spirito  sarà davvero in Paradiso ,dovremo rivolgerci a Papa Francesco come Sua Santità
l popolo di Dio che la domenica di Pasqua l’aveva abbracciato senza sapere che sarebbe stata l’ultima volta, l’ha accompagnato con affetto nel tratto finale del suo viaggio terreno. E a stringersi intorno a lui sono stati i potenti della terra ma anche tanti ragazzi, che avevano programmato il viaggio a Roma per il Giubileo degli adolescenti.
“Tutto adesso è compiuto” perché li ha affidati reciprocamente in uno degli ultimi gesti d’amore. Come Papa Francesco che ha voluto abbracciare tutti a san Pietro il mattino di Pasqua. L’espressione nel Vangelo indica che gli effetti perdurano, perché quando scelte e gesti sono impregnati d’amore non possono non avere conseguenze a lungo termine.

Compiere è portare a perfezione, nella logica di Dio. Papa Francesco ha accompagnato la Chiesa sulla soglia di un cambiamento importante, già avviato, e silenziosamente si è congedato. Come Gesù in quella pagina di Vangelo, Bergoglio ha reso lo spirito quando la sua missione era giunta al punto più alto. Ha passato il testimone ricordando che la missione viene consegnata e tutti possono accoglierla, ciascuno a modo suo. Vediamo adesso chi esce dal Conclave con la nomina di Papa successore di Francesco.

 

 

 

Tragedia a Misterbianco, madre con gravi problemi pisichiatrici lancia dal balcone la propria figlia di sette mesi

 

 

Via Marchese di Catania, la strada dove è avvenuta la tragedia. Foto dei carabinieri

 

Misterbianco

Tragedia a Misterbianco nel Catanese. Una bimba di sette mesi è morta, dopo essere stata lanciata dalla madre dal balcone di casa. La donna, una quarantenne, era ancora dentro casa: è stata fermata e presa in custodia dai carabinieri della compagnia di Fontanarossa.

La tragedia è avvenuta attorno alle 13.30 in un appartamento in via Marchese, in pieno centro storico. Per il marito della donna, colto da malore, è stato necessario il trasferimento in ospedale. La coppia ha anche un altro figlio, un bimbo di sette anni. La Procura di Catania ha aperto una inchiesta..

Per la piccola, trovata riversa sull’asfalto, dopo un volo dal terzo piano dello stabile, non c’è stato nulla da fare. I soccorritori del 118 hanno prestato i primi soccorsi alla neonata, trasportata d’urgenza al Policlinico di Catania, dove, però, è giunta priva di vita. Troppo gravi le ferite riportate nel violentissimo impatto.
La causa della tragedia probabilmente individuata nelle precarie condizioni di salute mentale  della madre La donna era seguita dal dipartimento di Salute mentale dell’Azienda sanitaria provinciale di Catania. Sembra che in passato avesse avuto problemi psichiatrici, aggravati da una forte depressione post partum, ed era seguita ormai da diversi mesi dai servizi sociali del Comune.

Su questa tragedia indagano i carabinieri della Compagnia di Catania Fontanarossa e della sezione Investigazioni scientifiche del nucleo Investigativo di Catania, che stanno effettuando i rilievi per chiarire l’esatta dinamica dei fatti.

Frane in Sicilia, interventi nel centro abitato di Realmonte.

 

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Mancano solo pochi giorni all’avvio dell’opera di consolidamento nella zona sud-ovest del centro abitato di Realmonte, nell’Agrigentino. La Struttura di contrasto del dissesto idrogeologico, che ha al suo vertice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ha infatti aggiudicato i lavori in quest’area, delimitata da via Udine e dall’asilo nido.

«La programmazione degli interventi di messa in sicurezza delle aree a rischio – sottolinea il governatore Schifani – non conosce sosta. All’obiettivo principale, che rimane quello della salvaguardia della pubblica incolumità, si unisce quello di eliminare le cause dei fenomeni di dissesto idrogeologico che impediscono la normale fruizione di intere porzioni di territorio e, in particolare, dei centri abitati. È per questo che a quest’attività destiniamo importanti risorse economiche». Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno ufficializzato la graduatoria di gara. Ad eseguire i lavori, per un importo di 1,3 milioni di euro e con un ribasso del 31,9 per cento, sarà un’associazione temporanea di imprese coordinata dalla Bonina srl di Brolo (Me).

Si avvia così a conclusione una vicenda che ha interessato un versante densamente popolato e nel quale, negli ultimi vent’anni, si sono registrati importanti fenomeni franosi che hanno danneggiato edifici privati, il manto stradale di diverse arterie viarie, una serie di infrastrutture pubbliche e la rete di servizi.

Una situazione aggravata dall’umidità di risalita proveniente da una falda del sottosuolo in un sito che si sviluppa in pendenza, nella zona a sud dell’abitato. Tra le soluzioni tecniche contemplate dal progetto, la realizzazione di una palificata in cemento armato, a valle delle abitazioni, per contrastare lo scivolamento del versante, ma anche gabbionate di contenimento. Un sistema drenante, infine, consentirà di canalizzare le acque in appositi pozzetti.

 

Imprese,il governatore della Regione Sicilia, Schifani: «Unionicamere conferma che Sicilia cresce grazie a politiche concrete e conti in ordine»

 

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«I dati di Unionicamere Sicilia confermano il percorso virtuoso della nostra Regione. La crescita delle imprese, l’aumento dell’occupazione e la vivacità dei settori innovativi dimostrano che le politiche economiche del mio governo stanno producendo risultati concreti. In un contesto nazionale difficile, la Sicilia si distingue per reattività e visione strategica».
Lo dichiara il presidente della Regione, Renato Schifani. «Questi risultati – prosegue Schifani – si inseriscono in un quadro più ampio di risanamento e rilancio, testimoniato anche dal doppio miglioramento del rating di S&P in meno di un anno. Abbiamo ridotto il disavanzo, approvato la legge di stabilità nei termini dopo oltre un decennio e velocizzato i pagamenti ai creditori, restituendo efficienza all’amministrazione».
«Oggi la Sicilia – conclude – non è più percepita come un freno, ma come un territorio capace di valorizzare le proprie risorse, attrarre investimenti e costruire futuro. Continueremo a lavorare con responsabilità, in sinergia con il governo nazionale e il sistema produttivo, per trasformare questi segnali positivi in sviluppo duraturo».

Rebus Conclave: le figure di cardinali vicine a Trump

 

 

Raymond Leo Burke e Timothy Dolan - (Ipa)

 

 

 

E’ presumibile che una parte significativa  dell’episcopato statunitense abbia guardato con crescente insofferenza al pontificato di Bergoglio.

La sua apertura verso migranti, clima, s inclusione delle donne e omosessuali ha scosso i vertici di una Chiesa americana che, in alcune sue componenti, è diventata negli anni un baluardo culturale e spirituale del trumpismo.

Cardinali come Raymond Leo Burke, già noto per il suo tradizionalismo liturgico e le critiche al papa defunto, ex prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, e Dolan sono sostenuti da reti ecclesiali, think tank e fondazioni americane che hanno forti legami con ambienti conservatori vicini a Trump. Questi gruppi, spesso definiti “Maga Catholics”, non nascondono la loro ambizione: promuovere un papato più rigido su dottrina morale, bioetica e ordine ecclesiale.

Il cardinale Dolan è considerato una figura vicina a Trump e ha avuto un ruolo significativo nelle cerimonie ufficiali legate alla sua presidenza. Dolan, inoltre, ha avuto interazioni personali con Trump in più occasioni.

Altri cardinali statunitensi sono allineati su posizioni più progressiste. L’arcivescovo di Washington, Rbert Walter McElroy, è noto per le sue posizioni di apertura su temi morali e sociali. Ha criticato l’uso dell’Eucaristia come strumento politico e ha sostenuto una Chiesa più inclusiva e orientata verso i poveri e gli emarginati. Papa Francesco lo ha nominato cardinale nel 2022, confermando la sua affinità ideologica con il pontificato attuale.

Primo cardinale afroamericano, anche Wilton Daniel Gregory è considerato dalla stampa anti-Trump, così come Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, sostenitore della sinodalità e della riforma della Chiesa: ha promosso un approccio pastorale inclusivo, affrontando temi come la giustizia sociale, l’immigrazione e i diritti delle donne. Figura di spicco tra i cardinali progressisti americani anche James F. Tobin, arcivescovo di Newark, noto per il suo impegno in favore dei diritti umani e della giustizia sociale. Ha sostenuto le politiche di papa Francesco su temi come l’accoglienza dei migranti e la lotta alla povertà.

Le alleanze in conclave si formano su criteri geografici, culturali e strategici e l’ala conservatrice su cui si estende l’ombra trumpiana – minoritaria ma ben organizzata – punta su profili alternativi: non solo Burke, ma anche figure come Robert Sarah (Guinea) o Péter Erdő (Ungheria), entrambi vicini a sensibilità più tradizionali.

 

INDAGATO A CALTANISSETTA PER RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO IL PROCURATORE MICHELE PRESTIPINO

 

Michele Prestipino - Fotogramma

Michele Prestipino

 

Caltanissetta,

Anche un alto magistrato sotto torchio .Indagato per rivelazione del segreto d’ufficio il Procuratore aggiunto della Dna Michele Prestipino Giarritta. Il magistrato è stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Caltanissetta. Immediata la decisione del procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo di revocargli con effetto immediato le deleghe di coordinamento investigativo.

Le gravi accuse della Procura

La rivelazione del segreto, contestata a Michele Prestipino che oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere , “avrebbe riguardato rilevanti particolari delle indagini in corso da parte di alcune Dda, anche con riferimenti all’uso delle intercettazioni, nonché della funzione di coordinamento svolta sin dalle prime battute dal Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo”, afferma il Procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca .

L’ipotesi dell’accusa, che trae origine dalle indagini eseguite dalla Sezione Anticrimine Ros Carabinieri di Caltanissetta, “in questa prima fase delle indagini preliminari, ferma restando la presunzione di innocenza nella sua massima estensione – si spiega nella nota – può essere sinteticamente esposta: perché nella qualità di pubblico ufficiale essendo Procuratore Aggiunto presso la Procura Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, con delega al coordinamento delle sezioni ‘ndrangheta’ e ‘cosa nostra’ in violazione dei doveri inerenti la suddetta funzione ed abusando della relativa qualità, rivelava notizie che dovevano rimanere riservate ai sensi dell’art 329 c.p.p. (obbligo di segreto, ndr) a Giovanni De Gennaro, presidente del consorzio di imprese ‘Eurolink’ incaricato della realizzazione di opere pubbliche note come ‘Ponte sullo stretto di Messina’ e a Francesco Gratteri, consulente della società ‘We Build’, socio di maggioranza del predetto consorzio”.

 

“Secondo l’ipotesi accusatoria, sono state rivelate, quindi, notizie gravemente pregiudizievoli per le indagini di più uffici distrettuali; peraltro, vi sono concreti elementi per ritenere che Gratteri, anche per conto di De Gennaro, avrebbe già avvisato del corso delle indagini medesime alcuni protagonisti della vicenda. Il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Giovanni Melillo è stato informato da questo Ufficio sin dall’inizio delle indagini; e ha assicurato personalmente, oltre alla massima collaborazione per lo sviluppo degli accertamenti, anche il necessario coordinamento con altre indagini, in varia guisa collegate, svolte da altri Uffici distrettuali”….

Il legale penalista  Placanica: “Il Procuratore si è avvalso della facoltà di non rispondere…”

L’avvocato Cesare Placanica, difensore del procuratore Prestipino, si è espresso così a riguardo:.”Il procuratore Michele Prestipino, in un clima di grande serenità, si è presentato avanti al Procuratore della Repubblica nisseno. Su mia espressa indicazione si è avvalso, allo stato (come da atto il verbale), della facoltà di non rispondere poiché, come argomentato nella memoria difensiva depositata, riteniamo ci siano dubbi sia in ordine alla utilizzabilità del materiale probatorio su cui si fonda la provvisoria incolpazione, sia rispetto alla competenza territoriale del tribunale di Caltanissetta”. 

Superati tali passaggi, fondamentali al corretto esercizio della giurisdizione, saremo noi a chiedere di essere interrogati perché – sottolinea il penalista – riteniamo sia agevole chiarire ogni aspetto controverso relativo a una conversazione intercorsa non con imprenditori o peggio, malavitosi, ma con il prefetto De Gennaro, già capo della Polizia e investigatore di punta nella lotta alla criminalità organizzata ed un suo storico collaboratore. Non servirebbe neppure aggiungere come appaia lunare e privo di ogni aderenza alla realtà anche solo ipotizzare un accostamento del dottor Prestipino a realtà criminali con cui non risulta, difatti, alcun collegamento”.

Sparatoria durante festa a San Gregorio di Catania, un imprenditore durante una lite con alcuni uccide il figlio di 23 anni

 

 

 

 

S Gregorio (Catania)

È stato arrestato per omicidio volontario l’imprenditore sessantenne che al culmine di una lite durante una festa ha sparato due colpi di pistola uccidendo il figlio di 23 anni e ferendo in maniera non grave un amico della giovane vittima. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri che indagano coordinati dal sostituto procuratore Rocco Liguori del pool di magistrati diretto dall’aggiunto Fabio Scavone.       Si dovrà accertare se l’omicidio è colposo o volontario. In attesa della ricostruzione completa gli investigatori ritengono al momento si tratti di omicidio volontario.

L’imprenditore sarebbe intervenuto per sedare ieri, prima della mezzanotte, una rissa in villa di San Gregorio di Catania saltuariamente adibita a eventi privati in cui si stava festeggiando un compleanno, esplodendo alcuni colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio e quando il figlio e alcuni suoi amici sono intervenuti per disarmarlo è nata una colluttazione durante la quale sono stati sparati altri due colpi.

È la dinamica,ancora parziale,  secondo le indagini preliminari dei carabinieri e della Procura di Catania, del ferimento mortale di un 23enne colpito da un proiettile esploso dalla pistola del padre, un imprenditore di 62 anni. Nella sparatoria un colpo ha ferito al tallone un 31enne che è stato medicato e dimesso all’ospedale Cannizzaro.

 

Secondo le ricostruzioni  del nucleo operativo della compagnia di Gravina di Catania, sulla base degli indizi raccolti da verificare in sede giurisdizionale, all’interno della villa, gestita dal 62enne, era in corso una festa di compleanno, alla quale stavano partecipando numerosi giovani. Durante la serata, però, pare sarebbe scoppiata una lite tra alcuni presenti e il gestore della sala eventi, nel tentativo di riportare la calma, avrebbe inizialmente cercato di placare gli animi, per poi estrarre una pistola ed esplodere alcuni colpi a scopo intimidatorio, con l’intento di interrompere la rissa.

In particolare, durante quei concitati momenti, il figlio del 62enne, che era all’interno della sala, sarebbe intervenuto insieme ad altri per bloccare il padre, tuttavia, nella confusione generata dalla fuga dei presenti, l’uomo avrebbe esploso ulteriori colpi di pistola, uno dei quali avrebbe raggiunto mortalmente il 23enne, mentre un altro proiettile ha colpito a un arto inferiore il 31enne.

Nonostante il tempestivo intervento dei sanitari del 118, che hanno immediatamente praticato tutte le manovre possibili per rianimarlo, il giovane è deceduto poco dopo. Sul posto sono intervenuti i militari del nucleo radiomobile della compagnia di Gravina di Catania, che hanno immediatamente fermato il 62enne. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri che indagano coordinati dal sostituto procuratore Rocco Liguori del pool di magistrati diretto dall’aggiunto Fabio Scavone.

Contestualmente, il personale della Sezione operativa della compagnia di Gravina, insieme alla Sezione investigazioni scientifiche (Sis) del Nucleo investigativo del comando provinciale di Catania, sta eseguendo i rilievi tecnici e svolgendo le indagini finalizzate alla ricostruzione dettagliata del triste evento..

Omicidio del giovane Santo Romano a Napoli: la sentenza di primo grado vede la condanna del minore a 18 anni e 8 mesi. Rabbia della madre del ragazzo ucciso

 

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Napoli,

Oggi il giudice Lucarelli per l’udienza preliminare del Tribunale per i Minorenni di Napoli ha emesso la sentenza nei confronti del minorenne che aveva confessato l’omicidio del 19enne avvenuto lo scorso novembre a San Sebastiano al Vesuvio.

Santo Romano, 19enne portiere dell’Asd Micri, fu ucciso a colpi di pistola per una banale lite legata a una scarpa sporcata. Il processo di primo grado, che vede come unico imputato un 17enne del quartiere Barra, si è celebrato con rito abbreviato e si è concluso con la condanna del minore a una pena leggermente più elevata rispetto ai 17 anni richiesti dal  Pm dr Ettore La Ragione.    Il 19enne venne ucciso nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2024 a San Sebastiano al Vesuvio. La notizia della sentenza ha scatenato l’ira di parenti e amici, che hanno urlato a gran voce: “Fate schifo”

Ma la madre – sigra Filomena De Mare -del ragazzo ucciso non ci sta e afferma. “La giustizia ha fallito di nuovo. Solo 18 anni e 8 mesi per un omicidio, un tentato omicidio e possesso di un’arma. La giustizia fallisce, perciò i minori continuano a delinquere e ammazzare”. Sì è sfogata così Mena De Mare, madre di Santo Romano, commentando la sentenza nei confronti dell’omicida reo confesso di suo figlio.

All’esterno del tribunale, dove da questa mattina erano organizzati in sit-in studenti, amici e familiari del calciatore 19enne, è scoppiata la contestazione e la rabbia.

Lanciato ieri il Razzo Atlas con i satelliti operativi per la costellazione Amazon Project Kuiper

 

project kuiper

Nel caso della missione Kuiper 1 (KA-01) è stato scelto l’affidabile razzo spaziale ULA Atlas V nella configurazione chiamata 551. Questo significa che alla base del vettore erano presenti ben cinque booster con propellente allo stato solido Northrop Grumman GEM 63 così da fornire la spinta necessaria e un singolo motore ottimizzato per il vuoto per il secondo stadio Centaur. I booster GEM 63 sono imparentati con quelli GEM 63XL utilizzati su Vulcan Centaur ma hanno diversi componenti differenti e non presentano il problema all’ugello che si è verificato durante il secondo lancio del nuovo vettore di ULA.

I primi 27 satelliti di Project Kuiper presenti all’interno dei fairing da 23 metri di lunghezza (molto più lunghi quindi di quelli utilizzati solitamente) sono stati lanciati dallo Space Launch Complex-41 della Cape Canaveral Space Force Station in Florida portandoli in orbita bassa terrestre, LEO. Il decollo è avvenuto alla 1:00 (ora italiana) dopo che il precedente tentativo di inizio aprile era stato annullato a causa delle condizioni meteo non idonee. Il lancio è stato poi ritardato a causa di un test militare, con il lancio di un missile ipersonico, in corso nei pressi delle coste della Florida nella zona della base di Cape Canaveral. Questo genere di test ha la precedenza sulle missioni commerciali bloccando i lanci per alcuni giorni.

Complessivamente il vettore ULA Atlas V aveva un’altezza di circa 62,5 metri con i fairing avevano un diametro di 5,4 metri. Il secondo stadio Centaur ha sfruttato un singolo motore RL10A-4-2 (idrogeno e ossigeno liquidi) ottimizzato per il vuoto mentre il primo stadio ha potuto contare sia sui booster che sul propulsore RD-180 (singolo motore a doppia camera e doppio ugello) funzionante con RP-1 e ossigeno liquido.

Caccia ai giovani complici dell’assassino Calvaruso. Questione di poco presto i Carabinieri cattureranno i quattro complici

Strage di Monreale, confessa il 19enne fermato: «Ho sparato»

 

 

E’ in carcere il giovane o Salvatore Calvaruso, il 19enne del quartiere Zen di Palermo accusato di avere sparato nella notte tra sabato e domenica nella piazza di Monreale (Palermo) provocando la morte di tre giovani e il ferimento di altri due. Si era presentato in caserma dei carabinieri per denunciare il furto del motorino ma non aveva convinto i militari.    Ha già reso la confessione e l’udienza di convalida del provvedimento di fermo si terrà mercoledì mattina davanti al Gip di Palermo.      Rinchiuso nel carcere Pagliarelli, mentre gli investigatori cercano i suoi  due complici: a

In un primo momento parlando con i carabinieri, Calvaruso aveva confessato di avere sparato, poi in sede di interrogatorio, davanti al pm, alla presenza del suo legale, retromarcia del giovane,ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere secondo quanto emerge dal provvedimento di fermo firmato dal pm Felice De Benedittis secondo il quale il 19enne “sparando molteplici colpi, ad altezza d’uomo, in un tratto di strada molto affollato ha indubbiamente messo a repentaglio l’incolumità pubblica“.

Afferma il pm nel provvedimento di fermo: “E’ stato solo un caso che le persone attinte dai proiettili siano state solo cinque, di cui tre mortalmente, e non si siano prodotte invece più vittime”.

L’avvocato rinuncia alla difesa

L’avvocato Giovanni Castronovo ha  comunicato di aver rinunciato al mandato di difesa. “Dopo una lunga riflessione, tenuto conto del grande impegno che la vicenda richiede, mosso da grande senso di responsabilità e di rispetto nei confronti di chi, in un momento assai particolare e delicato della sua esistenza, ha deciso di affidare allo scrivente la sua difesa, mi trovo costretto a dover rinunciare alla stessa, poiché risulta assolutamente inconciliabile temporalmente con quella già assunta nell’ambito di tanti altri procedimenti di pari complessità”

Due pistole a sparare, inquirenti alla ricerca dei complici dell’indagato

Secondo gli investigatori sarebbero quattro i complici di Salvatore Calvaruso, quindi l’inchiesta della Procura di Palermo non si ferma. Due giovani  sono sotto interrogatorio degli inquirenti nelle ultime ore: uno del quartiere Borgo Nuovo e l’altro dello Zen. Però, fino a questo momento, non sarebbero stati presi provvedimenti nei loro confronti.

“Intorno all’una e trenta del 27 aprile – spiega  il pm nel provvedimento di fermo – si è scatenata una furiosa aggressione, verosimilmente scatenata da futili motivi, da parte di un gruppo (di 5 elementi) di ragazzi palermitani nei confronti di alcuni ragazzi del posto. A un certo punto, nel corso della confusione scatenatasi, almeno due elementi facenti parte del gruppo palermitano, utilizzando le rivoltelle in loro possesso, ha aperto il fuoco scaricando oltre 20 colpi di pistola sulla folla di 100 persone che affollava l’area in quel momento”.

Anche se il giovane assassino non ha voluto rendere dichiarazioni di fronte al Pm,è giù  sufficiente ,Afferma ancora il Pm : “il pieno  riscontrate dal contenuto dei filmati di videosorveglianza, acquisiti dagli esercizi commerciali posti nella zona attigua a quella in cui si sono verificati i fatti»