Gli Usa preparano il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza finalizzata alla stabilizzazione della tregua e al disarmo di Hamas

 

 

 

Roma

Hamas non rispetta gli accordi o finge di rispettarli –Israele  effettua raid aerei  per far sentire la propria voce di guerra nel caso Hamas non proceda al disarmo o non  consegni le armi alle forze internazionali.  Washington prepara infatti  il dispiegamento di una forza internazionale a Gaza – finalizzata più che altro al disarmo di Hamas e alla stabilizzazione della tregua- nelle prossime settimane, con truppe arabe e straniere; prevista la formazione di polizia palestinese per la sicurezza futura. . Intanto, l’esercito israeliano , con l’ok del Presidente statunitense Trump, intensifica le operazioni: bombardamenti e demolizioni a Khan Yunis (sud), spari su tende sfollati a Shujaiya e Jabalia (nord).

Confermata identità dei corpi di due ostaggi, Amiram Cooper e Saher Baruch, restituiti da Hamas nell’ambito del cessate il fuoco mediato da Usa, Egitto e Qatar. Finora sono stati consegnati 15 cadaveri su 28.

Oggi il sequestro in tutto il territorio nazionale compresa la Sicilia di conti correnti per la maxtruffa da 80 milioni di euro nel fotovoltaico scoperta dalla Finanza

 

 

Funzionamento dei pannelli fotovoltaici - Pronto Roma

 

 

Ragusa,

 Oggi il sequestro di conti correnti e criptovalute per la maxtruffa da 80 milioni scoperta dalla Finanza nel fotovoltaico. La Polizia e la Guardia di Finanza hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari in tutta Italia ed effettuato il sequestro preventivo d’urgenza del portale www.voltaiko.com, con contestuale blocco di 95 conti correnti riconducibili all’omonimo gruppo societario.

Si tratta del risultato di una complessa indagine condotta dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bologna e dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per l’Emilia-Romagna, sotto la direzione del pm Marco Imperato della Procura di Bologna. Un’azione corale che ha visto impegnate in prima linea anche la Sicilia a Ragusa,  le sezioni operative sicurezza cibernetica delle varie Regioni e gli altri reparti territoriali della fiamme gialle nelle province di Bologna, Rimini, Modena, Milano, Varese, Frosinone, Teramo, Pescara,  e Arezzo.

Pannelli fotovoltaici inesistenti, un numero indeterminato di truffe (6000 le persone offese)

L’operazione ha permesso di ricostruire il modus operandi di un gruppo con struttura piramidale tipica del network marketing multi level dedito alla consumazione di un numero indeterminato di truffe, perpetrate in danno anche di persone in stato di minorata difesa, tipicamente attinenti al Schema Ponzi (modello economico di vendita truffaldino che promette forti guadagni ai primi investitori, a discapito di nuovi investitori, a loro volta vittime della truffa).

La proposta green di investimenti nel settore delle energie rinnovabili non prevedeva l’installazione di impianti fisici presso le proprie abitazioni, bensì il noleggio di pannelli fotovoltaici collocati in Paesi ad alta produttività energetica, in realtà inesistenti, con allettanti rendimenti mensili o trimestrali in energy point. Le somme investite erano tuttavia vincolate per tre anni, consentendo così di allargare enormemente la leva finanziaria.

Si apprende anche che siano circa 6.000 le persone offese sul territorio nazionale  manipolate  dai numerosi procacciatori a investire sul portale, generando un volume di investimenti stimato in circa 80 milioni di euro. .

 

Ragusa, saccheggiavano esercizi commerciali con il metodo della “spaccata” nel cuore della notte. Indagini dei Carabinieri e visione dei filmati: arrestati

 

Noir movie character

 

 Ragusa – Ispica (RG) e Modica (RG),

Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari del capoluogo ibleo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, di essersi resi responsabili di una tentata rapina e di svariati furti commessi ai danni di bar e tabaccherie nel territorio di Ispica e Modica.
Gli eventi delittuosi contestati ai tre uomini – tutti indiziati nell’attuale fase del procedimento e ferma restando la loro presunzione di innocenza fino a condanna definitiva – risalgono all’inizio di quest’anno, quando si erano registrati diversi episodi contro esercizi commerciali, che avevano destato allarme, soprattutto nel comune di Ispica.
Gli attacchi avvenivano con il metodo della c.d. “spaccata”, nel cuore della notte, ad opera di alcuni individui, che le indagini hanno poi rivelato essere sempre le stesse persone, i quali servendosi di auto rubate, utilizzate come ariete, sfondavano porte o saracinesche delle rivendite per introdursi al loro interno e sottrarre quanto si poteva arraffare in fretta – dal registratore di cassa con i contanti ai tagliandi del “Gratta e vinci” – e dileguarsi subito, nel giro di pochi minuti.
All’arrivo delle forze di polizia sempre la stessa scena di devastazione: infissi divelti e vetri frantumati sparsi sul pavimento. L’importo trafugato era a volte di alcune decine o centinaia di Euro (nei 6 “colpi” analizzati, in tutto 1.250 Euro in contanti e “Gratta e vinci” per un valore di 700 Euro), ma i danni alle strutture erano ingenti, assolutamente sproporzionati al valore della refurtiva.
L’episodio più grave una tentata rapina nel gennaio di quest’anno. A Ispica, i proprietari di un bar preso di mira alle 4 del mattino erano accorsi dopo il fracasso provocato dai malviventi e questi invece di desistere avevano ingaggiato una colluttazione coi due titolari, che avevano riportato contusioni e dovuto ricorrere alle cure mediche.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa e portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Modica e della Stazione di Ispica, ha portato a recuperare tutte le tracce lasciate sul luogo delle violente effrazioni e a visionare centinaia di ore di filmati di telecamere poste all’esterno ed all’interno degli esercizi derubati e nei pressi degli stessi.
L’identificazione dei responsabili era resa ancor più complessa dal fatto che gli autori colpivano sempre a volto coperto e con un cappuccio sulla testa per non farsi riconoscere. I Carabinieri, partendo dal modus operandi, sempre simile, hanno scoperto che le auto usate come ariete erano state tutte rubate in provincia di Siracusa e che uno dei responsabili aveva un difetto, appena percettibile, alla mano sinistra.

Altre immagini video delle vie di accesso a Ispica permettevano di individuare anche i percorsi di fuga notturni, attraverso strade di campagna poco frequentate, tutti in direzione di Rosolini (SR), ove il gruppo aveva la base logistica, per nascondere la refurtiva, e ove gli autori si liberavano dei mezzi rubati.
Il cerchio si stringeva ulteriormente e le prove raccolte permettevano di identificare i tre indagati: i primi due destinatari della custodia cautelare in carcere per la tentata rapina e indagati in stato di libertà per i numerosi furti con spaccata, ed uno, per il quale ci sono elementi di prova solo per la partecipazione all’episodio più grave e ad uno dei furti, destinatario della misura degli arresti domiciliari. A uno di loro la misura è stata notificata in carcere, dove si trovava già per altri reati contro il patrimonio.
L’operazione odierna, frutto delle rapide indagini coordinate dalla Procura di Ragusa e condotte nei mesi scorsi dai Carabinieri di Modica e Ispica è stata portata a termine da un dispositivo composto da militari del Comando Compagnia, con il supporto della Stazione di Rosolini e delle unità cinofile specializzate nella ricerca armi provenienti da Catania.
All’arrivo dei Carabinieri presso le loro abitazioni, nelle prime ore del mattino, le persone destinatarie del provvedimento hanno cercato di darsi alla fuga, una provando a dileguarsi sui tetti, l’altra cercando rifugio a casa di un vicino, ma sono state bloccate dai militari che avevano circondato l’intera zona.
I tre dovranno rispondere, a vario titolo, in concorso, di tentata rapina, furto aggravato, tentato furto (tutti aggravati dal fatto di aver agito travisati, riuniti in più persone) e ricettazione.
Tutte le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti, come legislativamente previsto

 

 

Incendi 2023, la Regione siciliana trova i soldi un pò per tutti, entro fine anno i ristori per i soggetti danneggiati

 

 

Il presidente della Regione, Renato Schifani

 

 

Saranno liquidati entro la fine dell’anno i contributi che la Regione Siciliana riconosce a coloro i quali hanno subito danni a causa della grave ondata di incendi che ha interessato le province di Catania, Messina, Palermo e Trapani nell’estate del 2023.

«I devastanti roghi che hanno colpito la nostra Isola nell’estate del 2023 – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – hanno provocato ingenti danni al territorio, all’ambiente e alle attività di molti siciliani. È nostro dovere intervenire con azioni concrete a sostegno di chi sta ancora facendo fronte alle difficoltà causate dagli incendi, sia in termini fisici sia in termini economici. Con questo ulteriore stanziamento manteniamo gli impegni presi con la comunità».

Le richieste pervenute a Irfis FinSicilia dopo la pubblicazione dell’avviso, avvenuta lo scorso giugno, sono state 88. Le risorse che saranno distribuite ammontano a quasi 1,7 milioni di euro, provenienti dalle economie di un bando precedente destinato sempre a ristori per le conseguenze di incendi.

Delle domande ricevute, due riguardano danni fisici subiti da persone; una di queste, relativa a un soggetto deceduto, è già stata approvata con un contributo di 100 mila euro. Le altre 71 richieste di sussidio riguardano, invece, ristori per danni al patrimonio immobiliare e mobiliare. Altre 15 sono richieste di integrazione di contributo rispetto al precedente bando.

La misura era rivolta specificamente a tre categorie di soggetti: i privati cittadini proprietari o titolari di diritti reali o personali di godimento su immobili danneggiati dagli incendi, gli eredi di persone decedute a causa di questi tragici eventi e coloro che hanno riportato un’invalidità permanente pari o superiore al 75 per cento direttamente riconducibile all’evento calamitoso.

Pesca in Sicilia, rimodulazione delle risorse per strategie di sviluppo locale

 

Sammartino incontra i Galpa

 

 

 

Il dipartimento regionale della Pesca mediterranea ha ottenuto dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) una rimodulazione delle risorse finanziarie del Piano nazionale della Pesca (Pn Fempa) 2021-2027, al fine di garantire uno sviluppo più equo e sostenibile delle attività in Sicilia. Grazie a un’integrazione di risorse, sarà ora possibile finanziare il Gruppo di azione locale della Pesca (Galpa) Riviera Jonica e il Sud-Est, per un totale di oltre 3,6 milioni di euro. Questa rimodulazione consente di ampliare il sostegno a nuove aree costiere, in particolare quelle che non avevano ricevuto il necessario finanziamento nelle programmazioni precedenti.

«L’obiettivo di queste modifiche è promuovere un’economia blu siciliana – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino – che potenzi le attività di pesca e acquacoltura in modo ecologicamente responsabile e socialmente inclusivo, rispettando le specificità locali e migliorando le opportunità di crescita per le comunità costiere. Grazie a questo intervento, si intende non solo rafforzare la competitività del settore, ma anche favorire la creazione di posti di lavoro e il consolidamento di una gestione sostenibile delle risorse marine».

Appartengono al Galpa Riviera Jonica i Comuni di Aci Castello, Mascali, Fiumefreddo di Sicilia, Catania, Letojanni, Giardini Naxos, Sant’Alessio Siculo, Riposto e Augusta. Fanno parte del Galpa Sud-Est i Comuni di Vittoria, Acate, Ragusa, Santa Croce Camerina e Scicli. A oggi, sono stati già finanziati oltre 18 milioni di euro per le prime sei strategie di sviluppo locale. L’integrazione delle nuove risorse risponde all’esigenza di garantire uno sviluppo equilibrato lungo l’intero periplo della Sicilia, con un’attenzione particolare a territori come il litorale messinese e la zona sud-orientale dell’Isola, che non avevano potuto beneficiare di risorse adeguate nella programmazione 2014-2020. Queste aree, pur con caratteristiche ecologiche, economiche e sociali differenti, sono ora incluse nel percorso di sviluppo sostenibile avviato dal Pn Fempa.

Senato, via libera alla riforma costituzionale sulla Giustizia ma le opposizioni promettono battaglia Adesso il Referendum confermativo

 

L’Aula del Senato, con 112 voti a favore, 59 contrari e 9 astenuti ha dato il via libera finale alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati.  Differenziata così la magistratura giudicante da quella requirente  Riformato anche il Consiglio Superiore della Migistratura diviso in due filoni e nasce l’Alta Corte per i procedimenti disciplinari.La riforma ottiene così la maggioranza assoluta richiesta dalla Costituzione per le seconde letture dei due rami del Parlamento. Adesso si procederà con il referendum confermativo.

Nell’Aula sono fioccate  accese contestazioni delle opposizioni che non condividono per nulla la riforma che piace al governo

“Sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni   ha espresso il suo pensiero: “Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini. Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani”. Così sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo il via libera definitivo del Senato. “Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”.

La Corte dei conti impone l’alt all’opera del Ponte sullo stretto, per la regolarità della spesa pubblica ma il governo non ci sta e si scaglia contro l’operato dei magistrati

 

 

 

 

 

 Palazzo Chigi , stamane un incontro tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dedicato al progetto del ponte sullo Stretto.

All’esito della riunione – comunica  Palazzo Chigi -, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo – conclude la nota -, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera.

CORTE CONTI, valutazioni di legittimità   necessarie per la regolarità della spesa pubblica  La critica attuale turba la serenità di giudizio dei giudici

La Corte dei conti tramite la Sezione di controllo di legittimità si è espressa su profili strettamente giuridici della delibera CIPESS, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del “Ponte sullo stretto”, senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera. Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti.

Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti – afferma  l’Organo contabile -non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati.

SALVINI “Se la Corte insiste approveremo di nuovo il progetto del Ponte sullo stretto in Consiglio dei ministri E poi lo approverà il Parlamento”..

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini esprime un giudizio sprezzante sulla Corte dei conti: “Questa è la casta giudiziaria che vede il crollo del suo potere e del suo impero. E queste sono le sue ultime, disperate invasioni di campo”.

“La scelta sul Ponte non è uno sgarbo alla Lega ma a tutti gli italiani. Lo fanno contro tutti. È un progetto a cui hanno lavorato 21 università italiane. Ventuno. Studi di progettazione di mezzo mondo, i migliori, dalla Danimarca al Giappone. Un progetto che desta una curiosità enorme a livello globale. È un progetto sostenuto dall’Europa: il commissario di oggi e il suo predecessore sono entrambi assolutamente favorevoli a quest’opera. E ora, vediamo una scelta dal sapore politico e pochissimo tecnico. 

“La mia proposta è quella di tornare in Consiglio dei ministri e approvare di nuovo il progetto. E poi lo approverà il Parlamento. Ripeto, qui c’è dentro l’università italiana, c’è dentro l’Italia. Dovrebbero tutti farsi dire di no da un mini sistema di potere?”….

Naufragio al largo della Libia, 18 persone perdono la vita

 

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Archivi -Sud Libertà

 

Un naufragio al largo della Libia e 18 persone in una imbarcazione  hanno perso la vita.     La comunicazione proviene  dall’Organizzazione internazionale delle migrazioni. . Il barcone, partito da Al Zawiya, è affondato vicino Surman. Sono 64 i sopravvissuti, secondo il comunicato

Oltre mille i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale nel 2025.

Frodi Sportive: arbitri conducevano direzione gara da far convergere il risultato verso l’esito delle scommesse, 5 misure cautelari

 

Misure più severe per combattere la corruzione nello sport - SWI  swissinfo.ch

 

Reggio Calabria,
Dalle prime ore di oggi 29 ottobre, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, stanno dando esecuzione a una misura cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 5 soggetti, indagati per il reato di associazione a delinquere finalizzata alle frodi sportive.
Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica di Reggio Calabria, iniziate nel gennaio del 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Calabria e proseguite anche con la partecipazione dei Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che già investigava con altra Procura della Repubblica, hanno avuto origine da una segnalazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli relativa ad un flusso anomalo di scommesse su di un incontro calcistico della categoria Primavera.
L’attività investigativa che ne è derivata – come confermata, allo stato, dalle valutazioni del Giudice per le Indagini Preliminari – ha permesso di raccogliere gravi elementi in ordine all’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, promossa e diretta da un arbitro della Sezione di Reggio Calabria delle categorie Primavera, Primavera 2 e Serie C, il quale dirigeva l’arbitraggio di diversi incontri calcistici, in modo da indirizzare il risultato finale e farlo convergere verso gli esiti oggetto di scommesse mirate effettuate dai membri del sodalizio.
Anche in seguito alla sua sospensione da parte degli organi di giustizia sportiva che avevano accertato le prime irregolarità, il direttore di gara reggino individuava altri colleghi arbitri, designati per i singoli incontri sportivi, per poi avvicinarli e corromperli, mediante la dazione o la promessa di somme di denaro, che potevano arrivare anche a 10.000 euro a partita, sempre affinché questi conducessero una direzione di gara funzionale a far convergere il risultato verso l’esito delle scommesse effettuate dai membri dell’associazione. 
Secondo la ricostruzione avallata dal G.I.P., il sistema criminale vedeva la partecipazione di ulteriori indagati in qualità di partecipi dell’associazione, i quali fornivano supporto morale e materiale all’attività svolta dall’arbitro occupandosi anche di ricercare i contatti con i direttori di gara designati per le partite oggetto di scommessa oltre ad investire il proprio denaro sulle scommesse del gruppo, al fine di trarne un utile comune.
Il modus operandi era semplice ma efficace: l’arbitro faceva in modo che le partite terminassero con un numero di goal tale da poter garantire il verificarsi del pronostico “over” (cioè il superamento di un numero totale di goal per ogni match). 
Il direttore di gara riusciva ad ottenere tale risultato concedendo un numero importante di rigori, molto spesso inesistenti. Altre volte invece favoriva una delle due squadre, normalmente quella le cui quotazioni permettevano introiti più elevati, espellendo giocatori delle squadre avversarie senza una reale motivazione.
Queste decisioni risultavano avere un impatto assolutamente rilevante sull’epilogo delle gare, che era ben lontano da quello conseguente al corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive.
Proprio su quell’esito falsato e “pilotato” gli altri componenti dell’associazione scommettevano ingenti somme di denaro che fruttavano loro elevati guadagni.
A finanziare l’associazione, soprattutto al fine di corrompere altri direttori di gara, erano due imprenditori toscani (padre e figlio), titolati di un’agenzia di scommesse di Sesto Fiorentino (FI), anche loro tratti in arresto.
Nello specifico, l’associazione utilizzava anche l’attività di raccolta scommesse ubicata in Toscana per veicolare giocate per importi rilevanti sulle gare influenzate dagli episodi corruttivi.
Gli accertamenti bancari e sui conti gioco utilizzati dall’associazione consentivano di censire l’utilizzo da parte degli indagati di provider di scommesse esteri e non autorizzati a operare nell’ambito dell’Unione Europea, all’evidente scopo di non destare sospetti su corposi flussi di scommesse.
I provvedimenti eseguiti sono stati adottati nella fase delle indagini preliminari e sono suscettivi di impugnazione.

Agricoltura in Sicilia, 5 milioni per il rifacimento delle strade extraurbane

 

Luca Sammartino

 

Palermo,

Interventi di ripristino, miglioramento ed efficientamento di infrastrutture stradali extraurbane al servizio delle attività agricole siciliane: in arrivo 5 milioni di euro. È stato pubblicato dall’Esa (Ente di sviluppo agricolo) l’elenco dei progetti esecutivi presentati dalle amministrazioni comunali che accederanno adesso al finanziamento.

«Un’iniezione di risorse per riammodernare le strade extraurbane al servizio delle attività agricole e per cambiare il volto delle nostre campagne – commenta l’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino (nella foto)- che dimostra l’attenzione del governo Schifani per la nostra agricoltura».

I comuni beneficiari del finanziamento sono Castronovo di Sicilia, Collesano, Gangi e Prizzi in provincia di Palermo; Custonaci, Salaparuta e Salemi nel Trapanese; Alessandria della Rocca e Favara in provincia di Agrigento; Cerami a Enna; Librizzi, Montagnareale, Montalbano Elicona, Naso, Novara di Sicilia, Patti, Rometta, Sant’Angelo di Brolo e Ucria nella città metropolitana di Messina; Maniace, Santa Maria di Licodia e Zafferana Etnea nel Catanese; Cassaro a Siracusa; Ispica a Ragusa.

Nel caso in cui le economie dovute ai ribassi lo consentissero, saranno finanziati anche i progetti dei comuni di Alcamo (Trapani)  e di Reitano (Messina).