
Evacuate già 1300 famiglie a Niscemi . Ma il ministro della Protezione civile Nello Musumeci non ci sta ad essere pubblicamente accusato di inerzia od indifferenza del dramma di Niscemi e rimanda la palla agli avversari:
:Avviare un’indagine amministrativa sulla frana di Niscemi? “Ci sto pensando, oggi ne parlerò in Consiglio dei ministri, credo che sia importante fare la cronistoria di quello che è accaduto negli ultimi 30 anni a Niscemi. Non si è intervenuti e vorrei capire se c’è stata una sottovalutazione della situazione. Escludo il dolo, però una ragione ci deve pur essere”.
“Come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione – ha aggiunto il ministro – e poi stiamo lavorando con la collega Calderone anche per individuare quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende, per sollevare quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative. Alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore, altre hanno bisogno di un provvedimento di legge ed è uno dei temi che affronteremo oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri”.
“E’ un aggiornamento in costante evoluzione, fino a quando non si ferma la frana la linea del fronte continua ad arretrare verso il centro abitato e quindi l’area rossa è destinata ad allargarsi se il fenomeno non dovesse arrestarsi. Ora pensiamo già al dopo perché l’irreparabile è già già avvenuto. Per il governo nazionale, per la Protezione civile, è importante intanto consentire alle famiglie che sono state costrette ad allontanarsi, molte delle quali non potranno più tornare nelle loro case, offrire loro la possibilità di avere presto un tetto dignitoso, un appartamento”, ha concluso Musumeci.
LA DISPERAZIONE DI NISCEMI
DOV’ERANO I DIRIGENTI CAPIUFFICI – CHE HANNO POTERE AUTONOMO DI RELAZIONE -DEL GENIO CIVILE DI CALTANISSETTA E DEGLI ALTRI ENTI”?
La domanda è legittima se si considera che i politici devono valutare le proposte dei dirigenti dell’Ente che ha competenze specifiche e dirigenti laureati in geologia nel Genio civile
L’eventuale carenza di geologia al Genio civile non sarebbe neppure una attenuante stante che è prassi logistica di questi enti regionali inviare in missione a tempo indeterminato presso l’altro ente c he avesse un vuoto in organico i tecnici necessari E allora? Hanno proprio motivo di disperarsi le persone che hanno abbandonato le case di Niscemi in pericolo di frana.
E, se fossimo magistrati, faremmo un salto indietro nel tempo, per capire cosa ci stanno a fare questi Enti , chi erano i dirigenti capo dei Geni civili dell’Isola e perchè se ne sono fottuti altamente. Un rinvio a giudizio ci starebbe tutto. I contributi a fondo perduto che la Regione Sicilia si appresta a dare ai cittadini e alle aziende non può essere la spugna che cancella oltre trent’anni di indifferenza politica e dirigenziale siciliana..
R.Lanza
Il parere del Capodipartimento Protez.civile dr. Fabio Ciciliano:
“La frana è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città”.
“All’interno di questa fascia di 150 metri sono stati evacuati 1276 cittadini di Niscemi, pari a 500 nuclei familiari. Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case” – ha proseguito Ciciliano – Si tratta di case che “non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata perché la forzatura nell’identificazione di una zona non va bene perché è necessario che i cittadini partecipano in maniera attiva a questa nuova identità della città”, ha detto.
I cittadini che risiedono fuori dalla zona rossa dovrebbero lasciare le proprie case? “Assolutamente no. Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura. Quello che si sta facendo adesso è il ripristino della distribuzione del gas che per motivi di sicurezza era stata interrotta”….