


L’uno marzo torna la Domenica al Museo con ingressi a tariffa ridotta nei siti culturali del Comune.
L’iniziativa, promossa dalla direzione Cultura, prevede questo calendario di aperture:
Palazzo della Cultura, dalle ore 9 alle ore 19, visitabile la mostra “New York 80”, con possibilità di laboratorio per bambini Time for Kids (da prenotare al numero +39 3514087478);
Museo Emilio Greco (presso Cortile Platamone, Palazzo della Cultura), dalle ore 9 alle 19, ultimo ingresso entro le ore 18 (il biglietto si acquista al Museo Vincenzo Bellini);
Museo Vincenzo Bellini, dalle ore 9 alle ore 19, ultimo ingresso entro le 18 (il biglietto comprende anche la visita al Museo Emilio Greco nel Palazzo della Cultura);
Polo Museale Santa Chiara, dalle ore 9 alle ore 19, visitabili le mostre: “Kouros ritrovato” e “Romantica”, ultimo ingresso alle 18;
Anfiteatro Romano, piazza Stesicoro, dalle ore 9 alle 17, ultimo ingresso 16.30;
Percorso di Gronda della Chiesa monumentale San Nicolò l’Arena, dalle ore 9 alle ore 18, ultimo ingresso entro le 17.30.
Visitabile gratuitamente la Chiesa San Nicolò l’Arena dalle ore 9 alle 18.30, con ultimo ingresso alle 18.

Catania,
I poliziotti della Squadra mobile di Catania hanno intercettato un grosso carico di cocaina, pronto per essere immesso sul mercato dello spaccio e hanno arrestato due uomini, di 43 e 44 anni.
L’operazione è scattata nel quartiere di Librino di Catania, dove gli agenti della sezione antidroga hanno monitorato un complesso residenziale sospetto.
Grazie ad una specifica attività info-investigativa, gli agenti hanno predisposto un servizio di osservazione e di monitoraggio nella zona, fino a quando non hanno notato l’arrivo di un’auto con due persone a bordo impegnate a scaricare dal bagagliaio del veicolo tre voluminosi borsoni.
Uno dei due aveva prelevato anche una busta della spesa che si trovava nella parte posteriore del mezzo. Colti in flagranza, i due uomini sono stati arrestati dai poliziotti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità
All’interno dei borsoni sono stati trovati 81 pannetti di cocaina per un peso complessivo di oltre 90 chili.

Roma–
Circa 200 caccia israeliani, sotto la direzione dell’intelligence e dell’Aeronautica militare, “hanno condotto stamane un vasto attacco contro i sistemi missilistici e di difesa del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale”.
Si apprende che “si tratta della più grande missione d’attacco nella storia dell’Aeronautica militare israeliana, condotta dopo un’attenta pianificazione e con un’intelligence di alta qualità, sincronizzando contemporaneamente centinaia di velivoli”.
Nell’ambito della missione lanciata questa mattina contro l’Iran – Il ruggito del leone – “i velivoli dell’Aeronautica militare hanno sganciato centinaia di munizioni su circa 500 obiettivi, tra cui sistemi di difesa e lanciamissili, in diverse aree dell’Iran contemporaneamente”.
“L’attacco ai sistemi di difesa ha permesso di espandere la superiorità aerea nei cieli iraniani e di danneggiare gravemente la principale capacità offensiva del regime: i siti di lancio nell’Iran occidentale. Uno dei siti attaccati si trovava nella zona di Tabriz, nell’Iran occidentale. Il sito era utilizzato dall’unità missilistica terra-terra, da cui si pianificava di lanciare decine di missili verso le retrovie israeliane”, concludono le Idf. Dall’altro lato si apprende che l’Iran ha lanciato in risposta su Israele circa 40 missili balistici.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante gli attacchi congiunti delle due nazioni contro l’Iran, afferma l’ufficio di Netanyahu, pubblicando una sua foto.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha risposto alla domanda se potesse confermare che la leadership iraniana è in vita che “non è nelle condizioni di confermare nulla”
Nelle scorse ore sulla stampa israeliana sono state diffuse indiscrezioni sulla probabile uccisione negli attacchi israeliani della guida suprema iraniana, Ali Khamenei, mentre i media dell’opposizione iraniana hanno riferito dell’uccisione dei vertici militari. La tv iraniana aveva preannunciato nelle scorse ore un discorso di Khamenei che finora non è stato trasmesso. Tra gli obiettivi colpiti da Israele già questa mattina c’è la residenza di Khamenei. Altre ipotesi una possibile strategia del Capo dell’Iran per far perdere le proprie tracce ai nemici…

Si apprende inoltre che 85 studentesse sono rimaste uccise e 92 sono rimaste ferite in un attacco aereo che ha colpito direttamente una scuola nella zona di Mitab nel sud dell’Iran. L’attacco – attribuito dalle fonti iraniane a forze israeliane (e in alcuni resoconti congiuntamente americane) nel quadro dell’escalation militare in corso – ha preso di mira una scuola elementare per ragazze nella provincia di Hormozgan, causando un elevato numero di vittime tra le allieve presenti nell’edificio al momento dell’impatto.
Un corrispondente di Al Jazeera ha riferito che il bilancio delle vittime a seguito di un bombardamento sulla zona di Mitab (o Meytab) in Iran è salito a 80 morti.
La Mezzaluna Rossa Iraniana (Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica Islamica) ha diffuso un aggiornamento ufficiale sul bilancio delle vittime causate dagli attacchi aerei in corso sul territorio nazionale.
Secondo il comunicato emesso dall’organizzazione umanitaria statale, finora risultano 201 morti e 747 feriti in 24 province diverse del Paese. Le operazioni di soccorso e recupero sono ancora in corso in numerose località colpite, con squadre della Mezzaluna Rossa attive sul campo per estrarre superstiti dalle macerie, fornire assistenza medica di emergenza e distribuire aiuti di prima necessità. I Il conteggio include sia vittime civili che militari, con un elevato numero di feriti gravi trasportati negli ospedali più vicini. Le province più duramente colpite includerebbero quelle centrali e meridionali (tra cui Teheran, Isfahan, Bushehr, Hormozgan e Fars), dove sono stati segnalati impatti diretti su infrastrutture residenziali, scolastiche, energetiche e militari.
I Guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran, hanno annunciato il lancio dell’operazione “True Promise 4″ “in risposta all’aggressione americano-sionista contro il territorio iraniano”.
Secondo la dichiarazione, il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrain è stato attaccato con missili e droni, insieme alle basi americane in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti, “oltre a centri militari e di sicurezza nel cuore di Israele”. “Gli attacchi missilistici delle forze iraniane sono in corso e informazioni dettagliate saranno pubblicate in seguito”, aggiungono i pasdaran.
Le autorità di Dubai hanno confermato che quattro persone sono rimaste ferite a causa della caduta di frammenti da un missile intercettato nella zona di Palm Jumeirah (Nakhlat Jumeirah), l’iconica isola artificiale simbolo del lusso e del turismo emiratino. A Dubai è rimasto bloccato il ministro Crosetto perchè lo spazio aereo è ora chiuso.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle forze di emergenza e dalla polizia di Dubai: le ferite sono state definite lievi o moderate e riguardano residenti o presenti in un edificio (probabilmente residenziale o alberghiero) colpito dai frammenti.
Le squadre di emergenza e i soccorritori medici si sono recati immediatamente sul posto per prestare assistenza, evacuare l’area interessata e mettere in sicurezza la struttura. Un incendio di entità limitata si è sviluppato in seguito all’impatto dei frammenti (probabilmente vicino all’ingresso di un hotel di lusso come il Fairmont The Palm, secondo video e testimonianze circolanti sui social), ma è stato rapidamente domato.
Le autorità emiratine hanno ribadito in un comunicato: “Stiamo adottando tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità di tutti”, sottolineando che le difese aeree hanno intercettato con successo la nuova ondata di missili balistici e droni iraniani, limitando i danni a frammenti sparsi.
LA CONDANNA DELLA LEGA ARABA PER GLI ATTACCHI IRANIANI CONTRO I PAESI ARABI
La Lega Araba ha espresso la più ferma condanna per gli attacchi missilistici iraniani diretti contro territori di diversi Paesi arabi, tra cui Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania.
In un comunicato ufficiale diffuso dal Segretariato generale dell’organizzazione panaraba si afferma: “La Lega Araba condanna con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro Qatar, Bahrain, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Giordania. Questi atti rappresentano una flagrante violazione della sovranità degli Stati arabi, una grave minaccia alla sicurezza regionale e una violazione del diritto internazionale”.
Il comunicato prosegue affermando il pieno sostegno alle nazioni colpite: “La Lega Araba appoggia e sostiene qualsiasi misura che i Paesi arabi aggrediti riterranno necessaria per difendere la propria sovranità, la propria integrità territoriale e la sicurezza dei propri cittadini”.
La Lega ha lanciato un appello urgente alla de-escalation: “Esortiamo tutte le parti coinvolte a ridurre immediatamente le tensioni nel più breve tempo possibile, a cessare ogni forma di ostilità e a privilegiare la via del dialogo e della diplomazia per preservare la stabilità della regione e proteggere le vite dei civili innocenti”.
Gli “attacchi alle basi nemiche nella regione non sono un’operazione militare contro i paesi della regione”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ad Al Jazeera, sottolineando che un attacco contro l’Iran da quelle basi “è uno sfruttamento dei territori di quei paesi”. “I nostri attacchi contro le basi americane nella regione non contraddicono la nostra amicizia con questi paesi”, ha puntualizzato, dopo che gli attacchi dell’Iran hanno raggiunto diversi paesi del Golfo. Per Baghaei “l’aggressione sionista-americana contro di noi è una dichiarazione di guerra, non un’operazione limitata. Gli Stati Uniti hanno tradito la via della diplomazia”.
Le navi hanno cessato di attraversare lo Stretto di Hormuz, il cruciale passaggio marittimo attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale. Lo ha annunciato l’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency. Secondo la fonte semi-ufficiale, il blocco – descritto come una misura di sicurezza e controllo in risposta alle recenti aggressioni militari statunitensi e israeliane sul territorio iraniano – ha portato a un arresto completo del traffico commerciale, con numerose petroliere ferme in attesa fuori dal Golfo Persico o accumulate all’ingresso orientale dello stretto. Dati di monitoraggio marittimo indipendenti confermano una drastica riduzione dei transiti, con molte compagnie di navigazione e major petrolifere che hanno sospeso le spedizioni di greggio, carburanti e GNL per precauzione, temendo rischi per la sicurezza.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha notificato alle navi che il passaggio non è autorizzato in questa fase, definendo lo stretto “zona di operazioni militari”. Teheran ha ribadito che la misura è temporanea ma proporzionata alle minacce in corso, riservandosi il diritto di mantenere il controllo totale per tutelare la sovranità nazionale.

Palermo,
La sezione terza della Corte di appello di Palermo ha confermato la sentenza di condanna ad un anno di reclusione e all’interdizione temporanea dai pubblici uffici di Gaspare Cusumano, medico superiore della polizia in servizio presso il reparto Mobile di Palermo con incarico di dirigente sanitario e Salvatore Bosco, poliziotto presso il centro operativo Dia di Palermo, per accesso abusivo al sistema informatico.
I due erano imputati di avere fatto abusivamente accesso ad alcuni sistemi telematici protetti, attraverso le credenziali di accesso di Bosco, su richiesta del professore Gaspare Gulotta (separatamente giudicato ed il cui processo è attualmente in corso) con la finalità di effettuare indagini private nei confronti dell’ex genero, il dottor Giovanni Zabbia, difeso dagli avvocati Massimo Motisi e Cinzia Calafiore, e della sua famiglia.
Ricorderemo le intercettazioni svolte dalla Procura nell’ambito dell’indagine «Università Allegra» (che portò all’arresto del professor Gulotta) – in particolare, dalle ambientali presenti all’interno della stanza del medico al Policlinico – che ha fatto emergere il tentativo del docente di acquisire elementi volti a mettere in cattiva luce la figura dell’ex genero.
Il Gup aveva riconosciuto la penale responsabilità dei due imputati, che avevano scelto il giudizio abbreviato, ma non aveva condannato gli stessi al risarcimento del danno in favore della parte civile. La sentenza, appellata dagli imputati ma anche dalla parte civile (proprio in ragione del mancato riconoscimento del risarcimento del danno), è stata confermata in ordine al riconoscimento della responsabilità dei due imputati. Ma la Corte, accogliendo l’appello degli avvocati Motisi e Calafiore, ha riconosciuto al dottor Zabbia il risarcimento del danno subito.


Messina,
Oggi, giovedì 26 febbraio, alla presenza dell’Assessore al Turismo Vincenzo Caruso, è stato inaugurato il pannello turistico presso l’area dove si trovano i resti della Chiesa di S. Maria di Gesù Superiore, oggi nota come la “Presunta Tomba di Antonello”, secondo quanto indicato nel testamento del grande artista, riportato nella tabella, ritrovato da Gaetano La Corte Cailler nel 1903.
Dando seguito al piano di integrazione dei siti di interesse della città di Messina, segnalati sui Walking Tour tramite QR-CODE e oggi percorsi da migliaia di turisti, il cartello si inserisce nel percorso “I Luoghi di Antonello” e rende merito ai volontari che in questi anni si sono dedicati alla bonifica e alla riqualificazione del sito.
All’inaugurazione hanno partecipato la Preside e una rappresentanza di studenti e docenti dell’Istituto “Antonello”, Pippo Previti e Piero Giacopello con i volontari della Fondazione “Antonello da Messina”, Giuseppe Brancato e Filippo Cavallaro in rappresentanza della Presidente Milena Romeo dell’Associazione “Antonello da Messina”, Nino Alibrandi, Segretario Generale UST CISL Messina, Raffaele Verso e Giuseppe Puglisi, rispettivamente Presidente e Vicepresidente della V Municipalità, e Michele Salvo, Presidente dell’Associazione “Trapper Sociale” ETS.
Nota storica:
Il testamento di Antonello da Messina, ritrovato da G. La Corte Cailler nel 1903 in Solemne ed Inventarij d’anni diversi del Notaio Antonio Mangianti, conservati nell’ex Archivio Provinciale di Stato (Salone II, Scaffale X, Casella IV, 16/17130), recita: “Volo et mando quod cadaver meum seppelliatur in conventu sancte Marie de Jhesu cum habitu dicti conventus, et quod in obsequio meo nullus clerus, tam majoris messanensis ecclesie, quam alias et presertim conventualium, debeat in meo obsequio intervenire, nisi clerus et monad dicti conventus sancte Marie de Jhesu”
Traduzione:
“Voglio e comando che il mio corpo sia sepolto nel convento di Santa Maria di Gesù con l’abito del detto convento, e che nessun clero, sia della Chiesa Maggiore di Messina, sia di altre, e specialmente dei conventuali, intervenga alle mie esequie, eccetto il clero e i monaci del detto Convento di Santa Maria di Gesù.”

Bagheria,
Bagheria, alle porte di Palermo, protagonista del riscatto di un intero territorio: si è conclusa in una bella giornata di sole, sul palco di piazza Matrice a Casteldaccia, la 43ma edizione della Marcia Antimafia Bagheria-Casteldaccia.
Un folto corteo di studenti, cittadini, sindacati e istituzioni ha percorso la storica «Strada dei Valloni». Il corteo, snodandosi tra via Diego D’Amico e via De Spuches, ha poi imboccato la SP 88. «Gridiamo a voce alta anche perchè oggi ci chiedono di rimanere zitti e per questo vogliono che cali un silenzio anche rispetto alla sensibilità della consapevolezza di quello che a tutt’oggi continua a essere lo strapotere della mafia. Dobbiamo dire che noi ripudiamo la mafia, ogni forma di violenza e dunque la guerra», ha gridato dal palco monsignor Corrado Lorefice Arcivescovo di Palermo, recentemente bersaglio di insulti sui social per le sue parole in difesa dei migranti.
Ad esordire Vito Lo Monaco, presidente emerito del Centro Studi ‘Pio La Torrè, che ha ricordato le radici della protesta nate nel 1983: «Dopo 43 anni – ha detto – siamo ancora qui con la stessa energia di allora, con un messaggio che non risuona il vuoto di passerelle di facciata». «Oggi è una giornata di educazione alla memoria – ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici – 43 anni fa questa comunità reagì di fronte alla mattanza mafiosa che disseminava di morte centri come Casteldaccia, Bagheria, Altavilla, Villabate. Quella reazione deve diventare una pietra miliare, consapevoli del fatto che la mafia è più forte e pericolosa quando non spara, perchè è un sistema che continua a infiltrarsi nella nostra società e che ha bisogno di tessere relazioni con la politica, l’economia, le professioni, per questo è importante saperla riconoscere». «I giovani oggi sono le prime vittime di cosa nostra con lo spaccio di droga che ha conquistato territori che prima erano immuni – ha aggiunto Cracolici, ricordando che la marcia è storicamente una marcia antimafia e antidroga – per questo essere qui è un dovere civico di resistenza contro la mafia e i mafiosi».
Il Sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, era presente alla testa del corteo insieme alla Giunta, al presidente del Consiglio Andrea Sciortino ed una folta rappresentanza di consiglieri comunali, insieme anche alla Consulta Giovanile e ai rappresentanti dei comuni del comprensorio: «Non c’è sviluppo economico nè riscatto sociale – ha detto – senza una netta e definitiva presa di distanza da ogni logica mafiosa. La lotta alla criminalità non è una pratica burocratica, ma una battaglia civile che ci riguarda tutti. Vedere migliaia di ragazzi riappropriarsi della «Strada della Vita» ci dà la certezza che il testimone della legalità è in buone mani. Come amministrazione, lavoriamo per garantire che ogni cittadino possa operare all’interno delle regole, libero da condizionamenti mafiosi, valorizzando quel senso di comunità che oggi è esploso tra le strade di Bagheria e Casteldaccia».


Palermo,
Riunione tecnica oggi tra l’assessorato dell’Economia, l’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità e la società Azienda siciliana trasporti, alla presenza degli assessori Alessandro Dagnino e Alessandro Aricò e del presidente di Ast Luigi Genovese.
L’incontro si è rivelato utile per verificare lo stato di attuazione del percorso di riequilibrio economico, finanziario e patrimoniale dell’azienda, anche alla luce del recente passaggio in-house.
Gli assessorati hanno ribadito ad Ast la necessità di dare completa attuazione al piano di risanamento vigente, apportando gli aggiornamenti necessari a colmare i disallineamenti registrati e già in precedenza segnalati dall’ufficio speciale partecipate, a seguito di comunicazione della stessa azienda.
Contestualmente l’Ast è stata invitata ad adottare con urgenza le azioni correttive finalizzate al riallineamento con le previsioni, con particolare riguardo al costo del personale.
L’azienda, condividendo quanto rappresentato dagli esponenti del governo regionale, ha annunciato la disponibilità a procedere con la sospensione dell’avviso di selezione per l’assunzione di 73 operatori di esercizio, per ulteriori approfondimenti sul fabbisogno di personale e sui relativi criteri di reclutamento, impegnandosi a discuterlo con urgenza in consiglio di amministrazione.
«Ast – dichiarano gli assessori Aricò e Dagnino – rappresenta un asset strategico per la Regione, sotto il profilo della mobilità dei cittadini e della coesione socio-economica del territorio siciliano. Proprio in ragione di questa centralità, ogni scelta deve essere coerente con i documenti di programmazione e con il percorso di rilancio e razionalizzazione della società.
L’incontro odierno va nella direzione della responsabilità e della chiarezza: l’obiettivo è garantire procedure solide, sostenibili, trasparenti, oggettive e pienamente allineate alla strategia complessiva di rafforzamento del servizio pubblico regionale, tutelando al contempo l’interesse dei lavoratori e della collettività».