Piazza del Popolo, a Roma, si è tinta di blu per celebrare il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato. Un anniversario che, , ci impone una riflessione “sulle nuove istanze di sicurezza provenienti dalle varie comunità territoriali e, quindi, sulla nostra contemporanea capacità di risposta. Comprendere il presente e riuscire a guardare nello stesso tempo il futuro. Questo il nostro compito”.
La cerimonia solenne, che si è svolta alla presenza del presidente del Senato Ignazio La Russa, del presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani, è stata trasmessa in diretta tv su Rai1, Raiplay e sul sito e i canali social YouTube e Facebook della Polizia di Stato.

Sulle note di Giocondità, suonata dalla Banda musicale della Polizia, a rendere gli onori al Presidente del Senato, che si è soffermato dinanzi alla Bandiera della Polizia di Stato durante la rassegna, è stato lo schieramento di poliziotti composto da una compagnia di commissari frequentatori della Scuola superiore di Polizia, due di allievi agenti dell’Istituto per ispettori di Nettuno e da una formazione del Reparto a cavallo, preceduti, quest’anno, dai motociclisti della Polizia stradale.
In tribuna, inoltre, era presente una rappresentanza di funzionari della questura di Roma con indosso, sugli abiti civili, la sciarpa tricolore, simbolo della esclusiva missione del funzionario di Pubblica sicurezza, chiamato a garantire la salvaguardia delle Istituzioni democratiche e il sereno e ordinato svolgimento della convivenza civile per l’esercizio delle libertà costituzionali e dei diritti dei cittadini.
In apertura delle celebrazioni è stata data lettura del messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al Capo della Polizia per la ricorrenza odierna.

Il prefetto Pisani, nel suo intervento, ha ricordato come la sicurezza sia un bene comune in continua evoluzione, che richiede un impegno quotidiano e la capacità di adattarsi ai rapidi mutamenti, sia sociali che tecnologici. La Polizia di Stato, ha proseguito il Capo della Polizia, ha il compito di interpretare i nuovi bisogni dei cittadini con professionalità e sensibilità, diventando un punto di riferimento, per consolidarne la fiducia.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha poi aggiunto: “centosettantaquattro anni. Non è un numero: è una storia. Una storia scritta giorno dopo giorno da chi ha scelto di stare dalla parte dello Stato, spesso pagando un prezzo altissimo per quella scelta. Celebrare questa ricorrenza significa rinnovare un patto. Non un rito. Un patto di fiducia tra le Istituzioni e il Paese, fondato su quei principi — dignità della persona, sicurezza, libertà — che sono la spina dorsale della nostra democrazia.
La Polizia di Stato è una delle istituzioni più preziose di questo Paese, e chi la serve merita rispetto, riconoscimento e soprattutto risorse. Care donne e cari uomini della Polizia di Stato, il vostro lavoro è fatto di turni di notte, di strade difficili, di decisioni da prendere in pochi secondi con conseguenze che durano anni. È fatto di famiglie che aspettano, di sacrifici che nessuno conteggia, di rischi affrontati ogni giorno in silenzio e con coraggio. Sappiate che il vostro Ministro vi vede. Vi riconosce. Vi sostiene”.
Il momento più toccante della mattinata è stato il conferimento delle onorificenze e delle promozioni per merito straordinario.

Quest’anno il Presidente della Repubblica ha concesso la Medaglia d’oro alla Bandiera della Polizia di Stato per l’attività svolta dai poliziotti impiegati nei servizi di scorta, con la seguente motivazione: “Alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, impiegati nei servizi di scorta e tutela, sul territorio nazionale ed estero, i quali, mediante l’adempimento quotidiano e silenzioso del loro compito, hanno assicurato e garantiscono la tutela delle persone esposte a pericolo, anche a sacrificio della propria incolumità. Nella consapevolezza del rischio, sono stati custodi del valore delle funzioni svolte dalle persone tutelate, sacrificando la propria vita per garantire l’esercizio libero e democratico. Il loro esempio di abnegazione testimonia l’alto valore del servizio reso per la sicurezza dello Stato, meritando la riconoscenza della Nazione”.
A dare voce a questo sacrificio è stata l’agente Emanuela Loi, nipote e omonima della prima poliziotta di scorta caduta nella strage di via D’Amelio, che ha letto una poesia del poliziotto Whilelm Longo.

Al termine sono state consegnate le altre onorioficenze toccando storie di straordinario eroismo, come quella dell’assistente capo Aniello Scarpati e dell’agente scelto Ciro Cozzolino, travolti durante un servizio notturno a Torre del Greco nel 2025. Ad entrambi è stata concessa la Medaglia d’oro al Merito civile, ritirata, per Scarpati, dal figlio Daniel.
La cerimonia si è conclusa con l’Inno d’Italia suonato dalla Banda musicale della Polizia e cantato dagli alunni della scuola elementare Mazzarello di Roma, mentre i poliziotti del Nocs hanno srotolato il Tricolore dalla terrazza del Pincio.
L’anniversario della Polizia non si esaurisce con la formalità della cerimonia ma, da oggi e fino a lunedì 13 aprile, piazza del Popolo si trasforma in uno Spazio della legalità, aperto al pubblico con tante attività, per conoscere da vicino il lavoro svolto dai poliziotti, insieme a Galleria Alberto Sordi, nel cuore della Capitale, dove è presente la mostra interattiva “InsospettAbili” della Polizia postale per avere consigli su come evitare le frodi informatiche.
In tutte le Questure d’Italia sono stati celebrati i 174 anni della Polizia, con eventi di prossimità aperti alla cittadinanza, volti a fortificare il legame indissolubile di fiducia con le comunità.