Catania, scoperta una masseria con armi e settanta chili di caciotte pur con il divieto dell’Asp

 

Armi e caciotte sequestrate a Catania

 

 

Catania,

 Singolare sequestro eseguito dai carabinieri nella periferia di Catania, dove padre e figlio, di 54 e 22 anni, sono stati denunciati per aver scoperto in una masseria un fucile calibro 12, decine di cartucce e, accanto alle armi, anche settanta chili di    caciotte prodotte pur con il divieto dell’ASP..

I militari del Nucleo operativo della compagnia Fontanarossa, affiancati dai Cacciatori di Sicilia, hanno raggiunto l’azienda agricola dopo una serie di accertamenti. Durante la perquisizione hanno trovato un fucile nascosto e 72 cartucce dello stesso calibro. Secondo gli investigatori, arma e munizioni erano detenute senza autorizzazione e sono state sequestrate.

Le verifiche si sono poi spostate nei locali utilizzati per la lavorazione e la conservazione dei prodotti caseari. Qui sono spuntati settanta chili di formaggi, soprattutto caciotte, preparati malgrado un precedente provvedimento del Dipartimento di prevenzione veterinaria dell’Asp avesse vietato di proseguire la produzione.

Nell’area sono stati scoperti anche alcuni casotti con manufatti in amianto deteriorati, collocati in uno spazio accessibile e privo di adeguate protezioni. Per mettere in sicurezza la zona sono intervenuti i vigili del fuoco.

Via D’Amelio,il Presidente della Regione Sicilia, Schifani: «Il coraggio di Borsellino indica la strada della legalità e della verità»

 

Paolo Borsellino

 

«A trentaquattro anni dalla strage di via D’Amelio, la Sicilia rende omaggio a Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta, esempio straordinario di dedizione allo Stato e alla giustizia. Il loro sacrificio ci ricorda che il coraggio non è un gesto impulsivo, ma una scelta consapevole: quella di affrontare la paura senza arretrare di fronte all’illegalità.

Il dovere della memoria si accompagna a quello della piena ricerca della verità: è un impegno che le istituzioni hanno il dovere di sostenere con determinazione, perché solo una verità completa rende davvero giustizia alle vittime e rafforza la fiducia dei cittadini nello Stato. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere alle nuove generazioni, affinché la memoria diventi responsabilità quotidiana e continui ad alimentare l’impegno delle istituzioni per una Sicilia sempre più libera dalle mafie, fondata sulla legalità, sulla giustizia e sul rispetto delle regole».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

Terremoto di magnitudo 5.0 in Iran e bombardamenti massicci sull’isola di Qshm

 

 

 

 

Terremoto in Iran. Il regime iraniano, oltre ai massicci bombardamenti dell’ottava notte consecutiva di raid americani, ha subito all’alba un violento terremoto di magnitudo 5.0 nella strategica regione petrolifera del Khuzestan. La provincia nella quale si è registrato il violento sisma è  di interesse vitale per l’Iran perchè oltre ai maggiori giacimenti petroliferi del Paese, comprende importanti raffinerie e terminal di greggio tra cui quelli di Abadan e Bandar Shahpur , poi ribattezzata Bandar Imam Khomeini, ed è attraversata dagli oleodotti che collegano i campi petroliferi ai porti sul Golfo Persico.

I satelliti avrebbero fornito immagini dei danni ingenti del terremotoli. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 12 chilometri di profondità nella zona di Saland.

lA questione poi dello Stretto dio Hormuz dove  le forze aeronavali degli Stati Uniti  hanno preso di mira  l’isola di Qeshm . Il Comando Centrale Usa ha reso noto che gli ultimi raid si sono concentrati sui reparti delle guardie della rivoluzione islamica che hanno lanciato missili balistici e droni contro la base americana in Giordania, provocando la morte di due militari,

Furto di un mitra in carcere, 4 arresti a Roma e Catania -VIDEO

 

Le attenzioni degli investigatori si sono indirizzate da subito verso l’agente della Polizia penitenziaria che per ultima aveva avuto accesso all’arma sottratta e che alla fine è stata raggiunta dalla misura cautelare eseguita oggi

 

L’indagine avviata dai poliziotti della Squadra mobile di Catania e della Polizia penitenziaria di Palermo dopo il furto di una pistola mitragliatrice Beretta Pm12/s, con relativo munizionamento, avvenuto nel luglio 2024 nell’istituto penitenziario di Catania Bicocca, ha portato all’arresto di quattro persone.

Gli stessi agenti della Mobile catanese, coordinati dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, insieme a quelli del Nucleo investigativo regionale della Polizia penitenziaria, hanno eseguito questa mattina a Roma e Catania il provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dal giudice per le indagini preliminari della città metropolitana siciliana.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, dei reati di peculato, detenzione e porto abusivo di armi da guerra e da sparo, detenzione e spaccio di stupefacenti in concorso.

Le attenzioni degli investigatori si sono indirizzate da subito verso l’agente della Polizia penitenziaria che per ultima aveva avuto accesso all’arma sottratta e che alla fine è stata raggiunta dalla misura cautelare eseguita oggi. La stessa, dopo la scoperta del furto dell’arma, si era apparentemente prodigata per contribuire al suo ritrovamento, facendo credere ai suoi superiori di avere delle conoscenze in ambienti criminali che avrebbero potuto aiutare a ritrovarla.

In questo modo la poliziotta penitenziaria è riuscita a indirizzare le indagini verso una donna con precedenti penali che, secondo lei, avrebbe potuto fare da tramite per il recupero del Pm12.

Ma le indagini hanno delineato una diversa realtà. Le attività tecniche, le dichiarazioni rese da diverse fonti, i tabulati telefonici, avevano in realtà disegnato il ruolo diretto dell’agente di Polizia penitenziaria nella sottrazione dell’arma, oltre a una serie di condotte relative a spaccio di stupefacenti realizzate dalla donna indicata dalla poliziotta, insieme ai suoi due figli.

Proprio uno dei figli era già stato sottoposto a fermo nell’aprile dello scorso anno in quanto destinatario finale dell’arma sottratta dal carcere e da lui presa in custodia e nascosta nei pressi dell’abitazione di famiglia, dove è stata trovata in occasione dell’esecuzione del provvedimento.

All’esito dell’indagine ha contribuito anche l’analisi dei profili social degli indagati, che ha permesso di rintracciare alcune foto nelle quali due componenti del nucleo familiare della donna indicata dalla poliziotta, erano immortalati mentre imbracciavano delle armi comuni da sparo e la stessa pistola mitragliatrice rubata.

L’ultimo complice indagato per la sottrazione dell’arma è stato individuato grazie alle intercettazioni eseguite durante l’indagine.

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Ragusa, madre stanca delle continue richieste di denaro da parte del figlio si rivolge ai Carabinieri: arrestato il figlio violento

 

Risultati immagini per estorsione

 

 Ragusa – Comiso (RG),
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Vittoria hanno proceduto all’arresto di D.R. 45enne di Comiso, gravemente indiziato di un tentativo d’estorsione maturato in ambito familiare e del reato di resistenza a pubblico ufficiale. La gazzella del Nucleo Operativo e Radiomobile di Vittoria – in servizio sul territorio nella consueta attività di prevenzione e contrasto ai reati contro la persona e contro il patrimonio – era intervenuta presso una abitazione del centro della città ipparina, a seguito della richiesta dell’anziana madre dell’uomo.
Quest’ultima, stanca di subire le continue richieste di danaro da parte del figlio, si era decisa a chiedere aiuto ai Carabinieri. I militari dell’Arma al loro arrivo avevano trovato madre e figlio in uno stato di profonda agitazione e l’intero appartamento messo a soqquadro. Neanche il tempo di effettuare le prime verifiche e comprendere cosa era successo che il quarantacinquenne si scagliava violentemente contro i due Carabinieri, spintonandoli per aprirsi un passaggio, e si dava ad una breve fuga, subito interrotta dai militari che lo bloccavano.
I presenti venivano accompagnati in caserma e veniva ricostruito quanto si era verificato nel corso del pomeriggio. Non era la prima volta che l’uomo chiedeva insistentemente soldi alla madre, già sfinita da precedenti soprusi, ma stavolta il figlio si era presentato da lei, determinato più del solito, e al diniego opposto dalla madre, l’aveva aggredita verbalmente e fisicamente, era andato in escandescenze e l’aveva spintonata facendola rovinare a terra, mettendo poi a soqquadro l’intera casa. Al termine degli accertamenti e delle verifiche condotte, l’uomo veniva dichiarato in stato d’arresto e su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Ragusa, sottoposto alla misura precautelare degli arresti domiciliari.
Tutte le ipotesi accusatorie –informa  il  Comando -dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti, come legislativamente previsto.

Reggio Calabria, Scoperta base clandestina per la lavorazione della cocaina

 

 

 Reggio Calabria – San Luca (RC),
Un rudere isolato, immerso nelle montagne dell’Aspromonte, trasformato in un centro operativo per la lavorazione della cocaina. È la scoperta fatta dai Carabinieri della Compagnia di Bianco e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” nel corso di un servizio di controllo del territorio condotto nel comune di San Luca.
L’intervento, scattato alle prime luci dell’alba, ha portato all’individuazione di una struttura clandestina utilizzata per le fasi di preparazione dello stupefacente prima della sua immissione sul mercato.
All’interno del casolare i militari hanno trovato attrezzature tipicamente impiegate nella lavorazione della cocaina: forni a microonde, presumibilmente utilizzati per l’essiccazione della sostanza, e presse idrauliche sulle quali sono state rilevate evidenti tracce di cocaina.
Il quadro emerso durante la perquisizione ha restituito l’immagine di un laboratorio perfettamente funzionale. Sequestrate anche bilance di precisione, una consistente quantità di sostanza da taglio e materiale destinato al confezionamento delle dosi, elementi che testimoniano un’attività strutturata e organizzata.
Per gli accertamenti tecnici e il repertamento delle tracce rinvenute sulle attrezzature è intervenuto il personale specializzato del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria.

Politiche sociali in Sicilia, oltre 57 milioni per le persone con disabilità gravissima

 

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Con l’impegno di oltre 57 milioni di euro, l’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali pagherà i contributi di giugno 2026 alle persone con disabilità gravissima e anticiperà i benefici economici di luglio e agosto 2026.

«Anche quest’anno – dice l’assessore Nuccia Albano – abbiamo ritenuto opportuno anticipare l’erogazione dei contributi durante le vacanze estive per garantire alle persone con disabilità gravissima e alle loro famiglie la disponibilità di risorse necessaria per affrontare con maggiore serenità questo periodo dell’anno. Un ulteriore segnale della grande attenzione del governo regionale nei confronti delle fasce più fragili della popolazione».

Nel dettaglio, l’assessorato ha impegnato la somma di 57.730.276 euro, a valere sul “Fondo per la disabilità e per la non autosufficienza”. Le risorse sono destinate a tutte le aziende sanitarie provinciali dell’Isola sulla base della comunicazione mensile del numero delle persone affette da disabilità gravissima. I soggetti censiti a giugno 2026 risultano 16.123.

Randagismo, la Regione Sicilia completa l’iter di attuazione della legge, dal recupero all’affido fino all’adozione..

 

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Un percorso dettagliato che disciplina la gestione dei cani randagi in Sicilia in tutte le sue fasi, dal recupero all’affido, fino all’adozione o, nei casi previsti, la re-immissione sul territorio. È quanto prevede lo schema di decreto predisposto dall’assessorato della Salute e trasmesso oggi all’Assemblea regionale siciliana per il parere obbligatorio della VI Commissione.

«Con questo provvedimento – dice l’assessore Marcello Caruso – completiamo il quadro attuativo della legge regionale sul randagismo, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla cura. L’obiettivo è quello di garantire a tutti i livelli una gestione efficace del fenomeno, nel pieno rispetto del benessere degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e assicurando loro adeguate condizioni di tutela e qualità della vita, attraverso procedure chiare e un sistema di controlli puntuale».

Via D’Amelio, il Presidente della Regione Sicilia Schifani: «Pagina oscura della storia repubblicana. Un dovere fare piena luce»

 

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«La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana. Fare piena luce è un dovere morale dello Stato. Lo dobbiamo non soltanto ai familiari delle vittime, ma anche a tutti i siciliani onesti che dopo tanti anni chiedono ancora di conoscere la verità».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine dell’evento organizzato dalla Associazione nazionale magistrati, nella Corte di assise di Palermo, in occasione del trentaquattresimo anniversario dell’attentato in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Al termine dell’incontro è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”.

«Il sacrificio di questi servitori dello Stato – ha aggiunto Schifani – resta un esempio straordinario di coraggio, di senso delle istituzioni e di amore per la nostra terra. Sono un modello che deve continuare a ispirare le nostre azioni, in particolare quelle di chi ricopre un incarico pubblico. Gli ultimi episodi di cronaca – ha concluso il presidente – dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro straordinario che compiono quotidianamente. Occorre proseguire con fermezza sulla strada del rigore e della legalità».

Napoli, sorpreso dalle telecamere mentre abbandona un cucciolo in strada, rintracciato e denunciato

Il responsabile dovrà ora rispondere di un duplice reato. Oltre alle sanzioni previste per l’abbandono indiscriminato di rifiuti, l’uomo dovrà affrontare le conseguenze penali dettate dall’art.727 CP che punisce l’abbandono di animali, con l’aggravante del ritiro della patente di guida per aver agito mediante l’uso del veicolo. 

Archivi -Sud Libertà
 Napoli – Giugliano in Campania (NA)
Nell’ambito delle operazioni di videosorveglianza per la prevenzione e contrasto ai crimini ambientali condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Pozzuoli, le telecamere investigative immortalavano un soggetto nell’atto di abbandonare un cucciolo di cane contestualmente allo scarico illecito di rifiuti. Le telecamere, installate per arginare il fenomeno degli sversamenti illeciti che sta interessando l’area di Giugliano in Campania da mesi, hanno documentato l’episodio: le immagini acquisite mostrano un veicolo accostare in un’area periferica, già nota per essere bersaglio di sversamenti illeciti.
Il conducente, convinto di agire indisturbato, scendeva dall’auto per disfarsi di alcuni materiali che, dai successivi accertamenti, si riveleranno essere rifiuti pericolosi. Nello stesso frangente si consumava un gesto ben più sconcertante, l’uomo prelevava dal bagagliaio della vettura e scaricava a terra un cane di pochi mesi, lasciandolo spaesato sul ciglio della strada, per poi rimettersi rapidamente alla guida e darsi alla fuga.
Il Nucleo Carabinieri Forestale di Pozzuoli, assistito ai fatti da remoto e recatisi sul posto, ritrovavano il cucciolo in stato di denutrizione e disidratazione e provvedevano al recupero dello stesso allertando l’ASL. 
L’ambulanza veterinaria dell’ASL del Frullone interveniva per sottoporre l’animale alle cure e prassi sanitarie necessarie, al seguito delle quali il cane sarà reso disponibile per l’adozione. L’attenta analisi delle registrazioni ha permesso ai militari di identificare il responsabile dell’azione criminosa, un 52enne titolare di una ditta di costruzioni di Bacoli (Comune sito ben distante dall’area di abbandono), il quale è stato prontamente rintracciato e convocato presso gli uffici della polizia giudiziaria.
Il responsabile dovrà ora rispondere di un duplice reato. Oltre alle sanzioni previste per l’abbandono indiscriminato di rifiuti, l’uomo dovrà affrontare le conseguenze penali dettate dall’art.727 CP che punisce l’abbandono di animali, con l’aggravante del ritiro della patente di guida per aver agito mediante l’uso del veicolo.