Vaccarizzo, un bene confiscato alla mafia dopo un intervento di riqualificazione, diventa un centro per i giovani: inaugurato “Spazio Lab 2.0”

A Catania in via Scirocco 5, nel Villaggio Delfino, il nuovo centro educativo e di aggregazione sociale

 

 

 

Catania,

Un immobile confiscato alla criminalità organizzata, insieme ai terreni circostanti, si trasforma in un luogo di legalità, inclusione e opportunità per le nuove generazioni. È stato inaugurato in via Scirocco 5, nel Villaggio Delfino di Vaccarizzo, “Spazio Lab 2.0”, il nuovo centro educativo e di aggregazione sociale realizzato dal Comune di Catania in un bene sottratto alla mafia nel 1989 e restituito alla collettività dopo un intervento di riqualificazione e rifunzionalizzazione. La struttura, arredata e attrezzata per accogliere i minori, ospiterà attività educative, laboratori e iniziative di socializzazione. La vicinanza al litorale della Playa consentirà inoltre di utilizzare gli spazi esterni durante l’estate per attività di colonia marina sociale.

All’inaugurazione hanno partecipato l’assessora comunale ai Beni confiscati e alle Politiche giovanili Viviana Lombardo, in rappresentanza del sindaco Enrico Trantino, il prefetto Paola Spena, commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, il vicecapo di Gabinetto della Prefettura Fabio Magnano, il vicario del Questore Salvatore Montemagno, la dirigente dell’Istituto comprensivo Rita Atria Cettina Tumminia, il presidente della Cooperativa sociale Controvento Daniele Casella, il consulente del sindaco per i beni confiscati Michele Cristaldi e l’assessore Giovanni Petralia.

«È una giornata importante perché restituiamo alla città un bene sottratto alla mafia, trasformandolo in uno spazio di incontro, crescita e opportunità per i ragazzi di Vaccarizzo», ha dichiarato l’assessora Viviana Lombardo. «La struttura ospiterà attività educative e laboratori, anche in collaborazione con l’Istituto comprensivo Rita Atria, e rappresenta un segno concreto di rinascita per il quartiere. Il risultato è frutto di un percorso condiviso con il territorio e si inserisce nel più ampio programma del Comune per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Restituire questi luoghi ai cittadini, soprattutto alle nuove generazioni, significa investire nel futuro e rafforzare il senso di comunità».

L’intervento, finanziato con 282.600 euro nell’ambito del PNRR, Missione 5 “Inclusione e coesione”, ha interessato un immobile di circa 176 metri quadrati, dotato di piscina e circondato da un’area esterna di oltre 500 metri quadrati. Il bene, sottratto a un esponente del clan Santapaola, è stato recuperato per diventare un centro educativo di prossimità, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica e offrire ai ragazzi occasioni concrete di apprendimento, espressione e partecipazione. L’intervento rientra tra quelli affidati alla competenza del prefetto Paola Spena nel suo ruolo di commissario straordinario per il recupero e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Le attività si svolgeranno prevalentemente nel pomeriggio e comprenderanno sostegno scolastico, laboratori artistici ed espressivi, teatro, musica e sport, oltre a percorsi di educazione alla legalità, cittadinanza attiva e tutela dell’ambiente. Particolare attenzione sarà riservata all’inclusione e al coinvolgimento dei giovani, attraverso la collaborazione tra istituzioni, scuola, terzo settore e comunità locale.

La gestione delle attività è affidata a un’associazione temporanea di scopo con capofila la Cooperativa sociale Controvento e la partecipazione delle cooperative sociali Team, Mosaico, SolidarietàChePassione, I Girasoli, Prospettiva, Marianella Garcia e Futura 89, insieme all’associazione Talità Kum. L’inaugurazione è stata accompagnata dall’esibizione dell’Orchestra da Camera diretta dal maestro Fabio Raciti, nell’ambito del progetto Musica Arte e Cultura.

«Iniziative come questa dimostrano che lo Stato contrasta il malaffare quando istituzioni e comunità lavorano insieme», ha sottolineato il prefetto Paola Spena, richiamando l’impegno del Governo nel recupero e nella restituzione alla collettività dei beni sottratti alla criminalità organizzata. «Il Comune di Catania si distingue per la capacità di attivare interventi concreti, con sei progetti finanziati attraverso il PNRR, tre dei quali già inaugurati e gli altri in procinto di essere completati», ha aggiunto il commissario straordinario.

In mattinata il prefetto Spena, accompagnata dall’assessora Lombardo, aveva visitato gli uffici comunali dedicati ai beni confiscati di via Monte Sant’Agata, per poi recarsi a Palazzo degli Elefanti, dove è stata ricevuta dal sindaco Enrico Trantino.

Nel corso dell’incontro, il rappresentante del Governo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Amministrazione comunale nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla mafia. «L’inaugurazione di oggi segue quella, avvenuta nel gennaio di quest’anno, di un altro centro dedicato ai giovani realizzato all’interno di un bene confiscato, anch’esso situato in una zona periferica. Le periferie sono al centro dell’attenzione delle istituzioni, nella consapevolezza che tutti i cittadini, a cominciare dai giovani, devono poter godere degli stessi servizi, delle stesse opportunità e della stessa qualità della vita», ha affermato Spena. I

Il sindaco Trantino ha ringraziato il prefetto per gli apprezzamenti, sottolineando il valore del lavoro di squadra e della collaborazione con il mondo dell’associazionismo, sostenuta dall’impegno degli uffici comunali, dall’impulso dell’assessora Lombardo e dal contributo del consulente per i beni confiscati Michele Cristaldi.

Palermo, disco verde per la progettazione dei canali di gronda di Mondello e Sferracavallo – Ridurre il rischio idrogeologico

 

canale di gronda Mondello e Sferracavallo

 

Palermo

La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico  ha aggiudicato le indagini tecniche e i servizi di ingegneria che porteranno alla stesura del documento progettuale per i canali di gronda e le vasche di laminazione di Mondello e Sferracavallo, a Palermo.

“Diamo prosecuzione – commenta Schifani – a un iter di grande importanza per la sicurezza di queste due borgate storiche della città. Con l’affidamento della progettazione esecutiva ci avviamo al bando per i lavori che risolveranno disagi e pericoli in un versante che negli anni ha creato non pochi problemi. Mitigare il rischio idrogeologico e riqualificare il territorio sono per noi impegni prioritari».

Gli Uffici diretti da Sergio Tumminello hanno definito le procedure di aggiudicazione: ad eseguire i rilievi sarà un raggruppamento di professionisti coordinato dalla Sering Ingegneria di Palermo per un importo di 830 mila euro. L’intervento risolverà tutte le criticità dovute all’assenza di un sistema adeguato di smaltimento delle acque meteoriche. Ad oggi, infatti, la canalizzazione di una parte delle acque grava su opere di infiltrazione distribuite sul bacino, e la restante parte ancora più consistente viene recapitata dalla rete bianca a quella nera, mediante un sistema di innesti. Risulta pertanto inevitabile la commistione delle acque bianche con i collettori fognari, facendo sì che si realizzi un sistema misto che dà origine a una vera e propria insufficienza idraulica.

La finalità dell’opera consiste non solo nel mitigare il rischio di allagamento nelle due borgate, attraverso la raccolta delle acque con canali di gronda sino al collettore nord-occidentale, ma anche nell’impedire che le acque piovane creino interferenze con il sistema fognario sottostante.

I collettori delle acque bianche saranno realizzati anche alla base delle pendici di Monte Pellegrino – lato est di Mondello – e più esattamente, lungo le vie Monte Ercta e viale Venere, mentre all’intersezione con viale Margherita di Savoia saranno raccolte anche le acque provenienti dall’asse viario. Tutte le soluzioni progettuali dovranno attenersi alle regole di sostenibilità ambientale e al massimo reimpiego delle risorse naturali.

Tornado, la Regione Sicilia dichiara lo stato di emergenza regionale per i Comuni di Marsala e Petrosino

 

Maltempo sopralluogo Marsala tornado

 

 

 

l governo Schifani, nella seduta di giunta di oggi, ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per i Comuni di Marsala e Petrosino, nel Trapanese, colpiti da due tornado lo scorso 9 ottobre. Il provvedimento, adottato in forza della legge regionale 13/2020, ha validità di 12 mesi. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, è stato nominato commissario straordinario per gestire gli interventi nella fase emergenziale.

«Con la celerità che avevamo promesso nel corso del sopralluogo effettuato il giorno seguente a quello in cui si sono verificati i due vortici devastanti – sottolinea il presidente Renato Schifani – appena ricevuta la relazione della Protezione civile, abbiamo assunto i provvedimenti necessari per intervenire e aiutare i territori colpiti. Sosteniamo i Comuni con le risorse utili a ripristinare le infrastrutture essenziali per la comunità e restituire condizioni di vivibilità ordinaria alla popolazione. Supporteremo anche le aziende che operano in quell’area significativamente danneggiate dalla violenza dei tornado. La Regione c’è, nessuno sarà lasciato solo di fronte alle conseguenze sempre più drammatiche di fenomeni dovuti al cambiamento climatico».

I danni al momento valutati, in base alle prime stime fornite dai Comuni e in seguito ai sopralluoghi della Protezione civile, ammontano complessivamente a quasi 20 milioni di euro, dei quali 9,3 nel territorio di Petrosino e 10,4 milioni in quello di Marsala. Di tali somme, circa 3 milioni di euro sono destinati a interventi di somma urgenza. Tra questi, lo sgombero di tronchi e detriti dalle strade, di coperture e lamiere volate via, il ripristino di pali e linee elettriche, la messa in sicurezza di strutture ed edifici come lo stadio e il centro comunale di raccolta di Petrosino e il plesso scolastico dell’Istituto “De Gasperi-De Vita” di contrada Terrenove a Marsala, l’assistenza alla popolazione anche con la sistemazione in alloggi provvisori, misure per garantire la continuità del servizio scolastico.

I due tornado hanno danneggiato strutture pubbliche, ma anche beni (residenze e veicoli) e attività private (aziende agricole, artigianali e industriali).

Il governo regionale, al contempo, ha proposto l’incremento di 5 milioni di euro del capitolo di bilancio in capo alla Protezione civile per la gestione delle emergenze in caso di eventi calamitosi.

Palazzo d’Orléans, il Presidente della Regione Sicilia Schifani riceve il neo Commissario dello Stato, Vardè, nominato dal Ministro Piantedosi

 

Schifani e Vardè

 

l presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricevuto questo pomeriggio in visita istituzionale a Palazzo d’Orléans il neo commissario dello Stato per la Regione Siciliana, Annunziato Vardè, nominato lo scorso 2 ottobre dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Vardè, che è di origini calabresi e ha alle spalle la guida delle prefetture di Brindisi, Potenza e Trieste, è subentrato a Stefano Gambacurta che era stato nominato a gennaio 2026.

Nel corso del cordiale incontro fra Schifani e Vardè è stata sottolineata l’importanza della collaborazione fra istituzioni, attraverso iniziative in grado di dare impulso e promuovere le attività delle pubbliche amministrazioni regionali, per sostenere il buon funzionamento della macchina legislativa e amministrativa e per contribuire allo sviluppo e alla crescita della regione.

Ucraina, von der Leyen “No alla revoca delle sanzioni finché Russia non pone fine a guerra”

 

Il  presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha affermato:

” L’obiettivo, entro la fine dell’anno, è aprire gli ultimi due cluster, così da entrare nel vivo delle riforme indispensabili per l’adesione. Naturalmente, discuteremo della preparazione all’inverno, ovvero di come sostenere l’Ucraina durante la stagione fredda ormai alle porte. La Russia sta tentando in ogni modo di distruggere le infrastrutture energetiche e idriche, ma noi siamo al vostro fianco. Vi sosterremo, come abbiamo fatto negli inverni passati. Ce la faremo”.

Il Presidente del Consiglio europeo Antonio  Costa. “Abbiamo sostenuto la proposta del presidente Zelensky per una tregua energetica, ma la Russia non l’ha rispettata, . Al contrario, la Russia ha intensificato le ostilità; di conseguenza, dobbiamo aumentare la pressione su di essa”, ha aggiunto.

“Stiamo lavorando al ventiduesimo pacchetto di sanzioni e un punto è assolutamente chiaro: non revocheremo alcuna sanzione finché la Russia non porrà fine alla guerra. Infine, esamineremo le vostre necessità in ambito finanziario, di bilancio e militare, non solo per il 2026, ma anche per l’anno successivo, il 2027”, ha concluso von der Leyen.

ZELENSKY “GRATO PER SOSTEGNO UE, PRIORITÀ ASSOLUTA È L’ENERGIA”

“Sono profondamente grato per il sostegno imponente che riceviamo dall’UE, dal Consiglio, dalla Commissione e dai leader – veri leader – che ci sono rimasti accanto fin dall’inizio di questa guerra. È fondamentale, e contiamo su questo supporto”. Così il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Il punto centrale della nostra agenda riguarda le esigenze energetiche. Questa è la priorità assoluta. Naturalmente – ha aggiunto -, vogliamo porre fine a questa guerra il prima possibile. Al momento, non cogliamo segnali da parte russa che indichino una disponibilità in tal senso, ovvero a concludere il conflitto”.

“Per questo motivo, dobbiamo prepararci con un pacchetto per l’inverno. Non si tratta solo di energia, ma anche di difesa aerea e finanziamenti. Sono grato all’Ue per il suo sostegno. Discuteremo di tutto ciò. La presidente ha perfettamente ragione: dobbiamo guardare non solo al 2026, ma anche al 2027. Sono queste le questioni chiave di oggi. Grazie, quindi, per i due cluster, ci metteremo al lavoro e faremo tutto il possibile per aprire gli ultimi due cluster entro la fine dell’anno e sono certo che ci riusciremo”, ha concluso Zelensky

CREMLINO “ZELENSKY NON VUOLE UNA SOLUZIONE PACIFICA, D’ACCORDO CON TRUMP”

Il Cremlino condivide il giudizio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui il leader ucraino Volodymyr Zelensky non sarebbe intenzionato a raggiungere una soluzione pacifica del conflitto. Lo ha dichiarato il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, parlando con i giornalisti,  “È chiaro che Zelensky non vuole assumersi le proprie responsabilità e procedere verso una soluzione pacifica”, ha affermato Peskov, aggiungendo: “Su questo punto siamo pienamente d’accordo con il presidente Trump”.

Rispondendo a una domanda sulla disponibilità della Russia a discutere un accordo di pace senza la partecipazione dell’attuale leadership ucraina, il portavoce del Cremlino ha sottolineato che “anche se lo volessimo, sarebbe impossibile discutere qualsiasi cosa senza l’attuale leadership ucraina”.

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Sequestro di oltre 220 milioni di euro su soggetti criminali operanti sul territorio emiliano Bologna e Napoli – VIDEO

 

Ricostruiti rapporti d’affari e cointeressenze societarie con soggetti ritenuti riconducibili ad ambienti camorristici

 

Napoli,

Oggi i militari dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di finanza di Napoli e Bologna, con il concorso del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.), hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, su proposta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, avente a oggetto un patrimonio mobiliare e immobiliare del valore complessivo stimato in circa 220 milioni di euro, riconducibile a un imprenditore campano operante nei settori edilizio e immobiliare e ai componenti del suo nucleo familiare.

Il provvedimento trae origine da indagini economico-patrimoniali che hanno consentito di ricostruire rapporti d’affari e cointeressenze societarie con soggetti ritenuti riconducibili ad ambienti camorristici, nonché di rilevare una sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari.

In particolare, le risultanze investigative, supportate anche dalle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, hanno evidenziato rapporti imprenditoriali con soggetti ritenuti appartenenti o contigui alla criminalità organizzata campana, nell’ambito di operazioni immobiliari, tra cui la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera”, nel comune di Melito di Napoli.

Gli approfondimenti patrimoniali condotti dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, in collaborazione con lo S.C.I.C.O., hanno inoltre consentito di rilevare, con riferimento al periodo 1999-2016, una sproporzione tra i redditi dichiarati e le disponibilità patrimoniali riconducibili all’imprenditore, costituite da partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e immobili ubicati in Campania e nel Lazio.

Sulla base degli elementi acquisiti, il Tribunale di Napoli – Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione, ai sensi delle disposizioni del Codice Antimafia, ha disposto il sequestro di partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario, nonché di ulteriori beni mobili e immobili.

Nel dettaglio, il compendio immobiliare sottoposto a sequestro comprende 394 unità, tra appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e immobili in corso di costruzione, ubicati nelle province di Napoli e Roma. Il provvedimento interessa, inoltre, 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, comprendenti disponibilità bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.

La misura, adottata nell’ambito di un procedimento di prevenzione patrimoniale, è soggetta ai rimedi di impugnazione previsti dalla legge.

Inchiesta della Corte dei conti sulle consulenze alla Regione , sui compensi ricevuti dal vicepresidente della Regione avv G.Armao in qualità di consulente del Presidente regionale

 

 

Palermo    – Un’inchiesta è stata avviata dalla Procura della Corte dei conti sui compensi ricevuti dall’avvocato Gaetano Armao in qualità di consulente del presidente della Regione Siciliana.

I finanzieri -apprendiamo.-  si sono presentati negli uffici regionali della Corte dei conti di Sicilia per sequestrare i documenti sui contratti sottoscritti con Armao, già sotto inchiesta per corruzione da parte della Procura ordinaria.

Audizione conclusa del Presidente della Regione Sicilia Renato Schifani davanti alla Commissione Antimafia dell’Ars Tutto secretato

 

 

 

Si è conclusa l’audizione del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, davanti alla commissione Antimafia dell’Ars dopo l’ultima inchiesta per corruzione che ha riguardato l‘ex consulente giuridico del Governatore, Gaetano Armao, accusato di corruzione.

Il contenuto dell’audizione, durata oltre due ore e mezza, è stato secretato. La commissione, presieduta da Antonello Cracolici, ha anche convocato gli assessori e i dirigenti generali dei dipartimenti coinvolti nella vicenda Armao.

Il Governatore si è presentato puntualmente, alle 12, negli uffici della antimafia regionale, presieduta da Antonello Cracolici. La commissione, oltre a Schifani, ha anche convocato gli assessori e i dirigenti generali dei dipartimenti coinvolti nella vicenda Armao. Convocato anche il responsabile Anticorruzione della Regione. L’audizione si è tenuta rigorosamente a porte chiuse.

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Messaggio del Presidente Mattarella in occasione dell’Assemblea annuale di Confesercenti

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea Annuale 2024 Confesercenti “L’impresa diffusa motore dello sviluppo economico e della ricchezza e sicurezza dei territori”

 

l Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’Assemblea annuale di Confesercenti, ha inviato al Presidente Nico Gronchi, il seguente messaggio:

«L’Assemblea elettiva di Confesercenti rappresenta un significativo momento nelle dinamiche della vita del Paese, in particolare per il settore delle piccole e medie imprese che contribuiscono alla coesione nazionale, negli ambiti del commercio, del turismo e dei servizi, comparti essenziali dell’economia.

L’impresa diffusa è elemento essenziale, motore di sviluppo nella capacità che propone di non avere sguardi nostalgicamente rivolti al passato bensì nella costruzione di moderni ambiti urbani e di reti di operatori nel resto dei territori, in grado di contrastare con efficacia la desertificazione dei servizi.

Nell’ottantesimo anniversario della fondazione della Repubblica, che ha riconosciuto nella sua Costituzione il prezioso ruolo degli enti intermedi, l’opera della vostra associazione e degli operatori che in essa si riconoscono, rivolta al rafforzamento della coesione sociale su tutto il Territorio nazionale, merita apprezzamento, per l’impegno a promuovere un settore essenziale per la crescita del Paese contro gli squilibri esistenti, con resilienza e continua capacità di innovazione.

Mentre invio a tutti i presenti il mio partecipe saluto, mi è gradito rivolgere auguri di buon lavoro».

Iran, Najmeh Amini condannata a morte per blasfemia trattenuta nel carcere di Vakilabad. Condannata a più di 12 anni di carcere e a morte in due processi diversi

Najmeh Amini - (Ipa)

 

Iran, ogni protesta si risolve in una esecuzione e condanna capitale .E’ noto. Le organizzazioni per i diritti umani rilanciano l’allarme infatti  per il numero crescente di condanne a morte ed esecuzioni in Iran dopo le notizie secondo cui una 23enne, Najmeh Amini, è stata condannata a morte per blasfemia a causa di un post sui social. Amini, si apprende, viene trattenuta nel carcere di Vakilabad, nella città di Mashhad, nel nordest dell’Iran. E’ stata condannata a più di 12 anni di carcere e a morte in due processi diversi.

Amin: “Sono una ragazza innocente con tanti sogni e speranze“

Una fonte vicina alla famiglia di Amini ha detto a Human Rights Activists in Iran (Hrai), con sede negli Usa, che Amini è stata condannata a morte con l’accusa di “sab ol-nabi” (‘insulto al profeta’). Sarebbe stata arrestata sulla base dell’attività di monitoraggio del web da parte della polizia iraniana, ma non sono stati rivelati i contenuti ‘incriminati’. E’ stata inoltre condannata a 12 anni, sei mesi e un giorno di carcere con accuse che vanno da attività contro la sicurezza nazionale alla diffusione di propaganda contro il regime.

Amini è stata arrestata dalle forze di sicurezza iraniane durante le proteste di inizio anno nella Repubblica islamica. In un audio diffuso il mese scorso e attribuito ad Amini, una voce femminile chiede l’intervento della comunità internazionale, sollecita Nazioni Unite, avvocati e organizzazioni per i diritti umani a fare luce sul caso. “Sono una ragazza innocente, con tanti sogni e speranze – dice – Ho dei genitori che mi aspettano“.