Randagismo, la Regione Sicilia completa l’iter di attuazione della legge, dal recupero all’affido fino all’adozione..

 

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Un percorso dettagliato che disciplina la gestione dei cani randagi in Sicilia in tutte le sue fasi, dal recupero all’affido, fino all’adozione o, nei casi previsti, la re-immissione sul territorio. È quanto prevede lo schema di decreto predisposto dall’assessorato della Salute e trasmesso oggi all’Assemblea regionale siciliana per il parere obbligatorio della VI Commissione.

«Con questo provvedimento – dice l’assessore Marcello Caruso – completiamo il quadro attuativo della legge regionale sul randagismo, rafforzando un modello fondato sulla responsabilità condivisa e sulla cura. L’obiettivo è quello di garantire a tutti i livelli una gestione efficace del fenomeno, nel pieno rispetto del benessere degli animali, riconoscendoli come esseri senzienti e assicurando loro adeguate condizioni di tutela e qualità della vita, attraverso procedure chiare e un sistema di controlli puntuale».

Via D’Amelio, il Presidente della Regione Sicilia Schifani: «Pagina oscura della storia repubblicana. Un dovere fare piena luce»

 

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«La strage di via D’Amelio è una delle pagine più oscure della nostra storia repubblicana. Fare piena luce è un dovere morale dello Stato. Lo dobbiamo non soltanto ai familiari delle vittime, ma anche a tutti i siciliani onesti che dopo tanti anni chiedono ancora di conoscere la verità».

Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine dell’evento organizzato dalla Associazione nazionale magistrati, nella Corte di assise di Palermo, in occasione del trentaquattresimo anniversario dell’attentato in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Al termine dell’incontro è stata inaugurata la mostra “Le rose spezzate. Speciale stragi”.

«Il sacrificio di questi servitori dello Stato – ha aggiunto Schifani – resta un esempio straordinario di coraggio, di senso delle istituzioni e di amore per la nostra terra. Sono un modello che deve continuare a ispirare le nostre azioni, in particolare quelle di chi ricopre un incarico pubblico. Gli ultimi episodi di cronaca – ha concluso il presidente – dimostrano che non possiamo abbassare la guardia. Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per il lavoro straordinario che compiono quotidianamente. Occorre proseguire con fermezza sulla strada del rigore e della legalità».

Napoli, sorpreso dalle telecamere mentre abbandona un cucciolo in strada, rintracciato e denunciato

Il responsabile dovrà ora rispondere di un duplice reato. Oltre alle sanzioni previste per l’abbandono indiscriminato di rifiuti, l’uomo dovrà affrontare le conseguenze penali dettate dall’art.727 CP che punisce l’abbandono di animali, con l’aggravante del ritiro della patente di guida per aver agito mediante l’uso del veicolo. 

Archivi -Sud Libertà
 Napoli – Giugliano in Campania (NA)
Nell’ambito delle operazioni di videosorveglianza per la prevenzione e contrasto ai crimini ambientali condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Pozzuoli, le telecamere investigative immortalavano un soggetto nell’atto di abbandonare un cucciolo di cane contestualmente allo scarico illecito di rifiuti. Le telecamere, installate per arginare il fenomeno degli sversamenti illeciti che sta interessando l’area di Giugliano in Campania da mesi, hanno documentato l’episodio: le immagini acquisite mostrano un veicolo accostare in un’area periferica, già nota per essere bersaglio di sversamenti illeciti.
Il conducente, convinto di agire indisturbato, scendeva dall’auto per disfarsi di alcuni materiali che, dai successivi accertamenti, si riveleranno essere rifiuti pericolosi. Nello stesso frangente si consumava un gesto ben più sconcertante, l’uomo prelevava dal bagagliaio della vettura e scaricava a terra un cane di pochi mesi, lasciandolo spaesato sul ciglio della strada, per poi rimettersi rapidamente alla guida e darsi alla fuga.
Il Nucleo Carabinieri Forestale di Pozzuoli, assistito ai fatti da remoto e recatisi sul posto, ritrovavano il cucciolo in stato di denutrizione e disidratazione e provvedevano al recupero dello stesso allertando l’ASL. 
L’ambulanza veterinaria dell’ASL del Frullone interveniva per sottoporre l’animale alle cure e prassi sanitarie necessarie, al seguito delle quali il cane sarà reso disponibile per l’adozione. L’attenta analisi delle registrazioni ha permesso ai militari di identificare il responsabile dell’azione criminosa, un 52enne titolare di una ditta di costruzioni di Bacoli (Comune sito ben distante dall’area di abbandono), il quale è stato prontamente rintracciato e convocato presso gli uffici della polizia giudiziaria.
Il responsabile dovrà ora rispondere di un duplice reato. Oltre alle sanzioni previste per l’abbandono indiscriminato di rifiuti, l’uomo dovrà affrontare le conseguenze penali dettate dall’art.727 CP che punisce l’abbandono di animali, con l’aggravante del ritiro della patente di guida per aver agito mediante l’uso del veicolo.

Usura Messina: a fronte di un debito di circa 30 mila euro ,l’usuraio chiedeva l’esorbitante cifra di 400 mila euro solo come interessi Arrestato

Di fatto alla vittima veniva applicato un tasso di interesse annuo stimato attorno al 257%. Tutto il materiale documentale e i titoli di credito sono stati posti sotto sequestro.

 

Archivi -Sud  Libertà

 

Messina – Mistretta (ME),
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa, a conclusione di un mirato e meticoloso servizio di contrasto alla criminalità predatoria e finanziaria, hanno arrestato un 76enne, già noto alle forze dell’ordine, per usura e, contestualmente, lo hanno deferito in stato di libertà per estorsione.
L’operazione è scattata a seguito di un’efficace attività di osservazione e pedinamento, a seguito della quale i militari dell’Arma hanno sorpreso l’indagato subito dopo aver perpetrato l’ennesima condotta illecita ai danni della vittima.
La perquisizione personale e veicolare eseguita sul posto ha consentito di rinvenire nella disponibilità immediata dell’arrestato 6 assegni bancari, per un valore complessivo di oltre 11.000 €uro, estorti poco tempo prima alla vittima mediante reiterate e gravi minacce. Tali titoli di credito erano destinati al pagamento di una parte dei devastanti interessi usurai accumulati nel tempo.
La successiva perquisizione domiciliare, estesa presso l’abitazione dell’uomo, ha permesso di rinvenire e sequestrare ulteriore documentazione ritenuta di fondamentale importanza per il prosieguo delle indagini.
La successiva ricostruzione investigativa ha svelato un quadro di drammatica pressione economica e psicologica subita dalla vittima, un soggetto del luogo. Secondo quanto emerso in sede di denuncia, a fronte di un debito iniziale di circa 30.000 €uro risalente al 2016, la vittima era già stata costretta a corrispondere, nel corso degli anni, l’esorbitante cifra di circa 400.000 €uro a solo titolo di interessi. Nonostante i massicci pagamenti, l’indagato aveva recentemente quantificato un presunto debito residuo di ben 441.000 €uro, applicando di fatto un tasso di interesse annuo stimato attorno al 257%. Tutto il materiale documentale e i titoli di credito sono stati posti sotto sequestro.
L’arrestato, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. 
Le indagini, condotte dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Mistretta, proseguono per chiarire ulteriori dinamiche e collegamenti della vicenda.

Ponte Morandi, l’ex Amministratore delegato G.Castellucci condannato a 12 anni per il crollo del Ponte

 

 

 

 

La giustizia italiana fa sentire la sua voce .L’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci è stato condannato a 12 anni per il crollo del ponte Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto 2018. È la sentenza di primo grado pronunciata oggi dal giudice Paolo Lepri, presidente del collegio del tribunale di Genova. La Procura aveva chiesto per lui 18 anni e 6 mesi, la pena più alta tra i 57 imputati. Presenti in aula molti parenti delle 43 vittime del disastro e, tra gli altri, la sindaca Silvia Salis e il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari.

CONDANNE PER EX VERTICI ASPI E SPEA

Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Autostrade, è stato condannato a 11 anni. Cinque anni e sei mesi per Antonino Galatà, ex ad di Spea, e per l’ex numero due di Aspi Paolo Berti. Sono alcuni dei principali verdetti della sentenza pronunciata oggi. Le accuse erano a vario titolo di omicidio colposo plurimo, violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, omicidio stradale aggravato, crollo e disastro colposo, lesioni colposo aggravate, omissioni d’attesa d’ufficio e falso.

PRESIDENTE MATTARELLA,SUL CASO ROGGERO – ASSASSINO DI RAPINATORI CON PISTOLA DI PLASTICA -NON SI LASCI TENTARE: CONSERVI LA SUA OBIETTIVITA’ ED ONESTA’

 

 

 

di     R.LANZA

 

Roma

 Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,.comunica il Quirinale- ha convocato  nel pomeriggio al Quirinale il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, “per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del Ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006″.

In precedenza il Ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia in favore di Mario Roggero

Osserviamo: il Ministro Nordio conosce la legge e la Giurisprudenza. Quindi sa pure dove arrivano i poteri di un ministro della Giustizia.La sua discesa in campo mettendo in dubbio la credibilità professionale dei  colleghi magistrati che nei tre gradi  di giudizio hanno confermato la condanna del gioielliere assassino, significa una presa di posizione del Ministro Nordio come persona e come politico oltre che come rappresentante della destra che lascia riflettere sulla “obiettività” del ministro oltre che sulla onestà intellettuale.       

Non c’è più rispetto per la vita delle persone. Che siano giovani rapinatori – con la pistola di plastica- o  delle persone perbene non importa più. Si può uccidere financo alla schiena senza pietà alcuna e pure dare calci al cadavere crivellato di colpi.      E poi  dopo il dignitoso lavoro dei magistrati – che hanno respinto  “il vento favorevole all’imputato Roggero”, confermando una condanna equa, ecco spuntare dal cilindro dei rappresentanti governativi italiani idee come la richiesta di grazia ad  un volgare assassino che ,nei momenti difficili della vita, non è riuscito a mantenere la calma e un pò di giudizio sparando all’impazzata  alle spalle dei giovani rapinatori disarmati.  Dulcis in fundo, tutti abbiamo visto in video e in Tv il Roggero dare infatti  calci  al viso al giovane rapinatore steso a terra.

E si  ha il coraggio di parlare di grazia?       Se il Presidente della Repubblica Mattarella dovesse per magia avviare davvero l’istruttoria per concedere la grazia a questo assassino,allora l’Italia avrà davvero toccato il fondo, saremmo visti all’estero come una comunità di “bestie immonde”, di cambiare le sentenze dei Magistrati secondo l’orientamento politico vigente.

No, Mattarella , conserva quella onestà ed obiettività che ti hanno sempre distinto e caratterizzato finora come tra i migliori Presidenti che l’Italia abbia mai avuto

Azione di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti Catania – Sequestro di 100 chilogrammi tra Hashish e Marijuana. Arrestati tre soggetti in flagranza di reato.

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Catania,

I Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, nell’ambito della costante intensificazione dei servizi di contrasto ai traffici illeciti, hanno arrestato in flagranza di reato tre soggetti intenti alla produzione e al confezionamento di un’ingente partita di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana, del peso di circa 100 chilogrammi.

In particolare, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria etneo hanno individuato una villa di Nicolosi (CT) utilizzata come magazzino/serra per la produzione e lo stoccaggio del narcotico. La perquisizione d’iniziativa eseguita ha permesso di rinvenire circa 85 kg di hashish, 15 kg di marijuana, 33 piantine di canapa e una piccola serra indoor, completa di attrezzature per la coltivazione.

Al momento dell’accesso, le Fiamme Gialle etnee hanno trovato tre soggetti, due italiani e una donna di origine russa priva di regolare permesso di soggiorno, intenti a gestire la piantagione di marijuana e a confezionare l’hashish in dosi pronte per lo spaccio.

L’esame speditivo tramite narcotest ha confermato la natura del narcotico rinvenuto, il cui peso complessivo è stato quantificato in circa 100 chilogrammi.

Sulla scorta delle evidenze indiziarie raccolte, i finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro di iniziativa della droga e delle attrezzature per la coltivazione in serra del narcotico nonché all’arresto, in flagranza, dei tre responsabili per il reato di detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti, aggravato dall’ingente quantità.

La sostanza stupefacente, qualora messa in commercio al dettaglio nelle locali piazze di spaccio, avrebbe fruttato proventi illeciti per oltre 800 mila euro.

In esito alle predette attività di iniziativa svolte dalla Guardia di Finanza di Catania e ferma restando – avverte il Comando – la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino alla condanna definitiva, il Tribunale di Catania, su richiesta della locale Procura, ha convalidato l’arresto e il sequestro, disponendo la traduzione dei responsabili presso la Casa Circondariale di Catania – Piazza Lanza.

Disco verde della Camera alla legge elettorale con 217 sì, il testo passa al Senato Polemiche infinite delle opposizioni:Interessi personali dei leader della destra

 

 

Roma –

La Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti (il voto è stato a scrutinio segreto). Il risultato è stato accolto da un applauso della maggioranza. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura.

La riforma prevede un premio di maggioranza per la coalizione o la lista, che supera il 42% dei consensi (ovvero 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, fino a un tetto di 220 deputati e 113 senatori). In caso di mancato raggiungimento della soglia, i seggi verranno poi assegnati in misura proporzionale.

Sulla scheda elettorale sarà indicato il candidato premier e non figureranno le preferenze: sul tema, non è stato bocciato – per un solo voto di scarto – un emendamento di Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. Polemiche infinite da parte delle opposizioni  che accusano la destra di dare priorità a “interessi personali” della leader presidente del Consiglio”

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Risanamento a Messina: consegnate 15 case alle famiglie della baraccopoli messinese, 3 confiscate alla mafia

 

 

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Messina,

Quindici appartamenti, tre dei quali confiscati alla mafia, destinati alle famiglie provenienti dalle baraccopoli di Messina, sono stati consegnati ad ArisMe la scorsa settimana dalla Struttura commissariale guidata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

«Gli interventi di risanamento a Messina proseguono a ritmo serrato, con risultati visibili – dice il presidente Schifani – Stiamo restituendo dignità abitativa alle famiglie provenienti dalle ex baraccopoli e continueremo con questo impegno fino al completamento di tutti gli interventi previsti».

Le imprese, su disposizione degli uffici diretti dal sub commissario Santi Trovato, hanno provveduto alla manutenzione degli immobili con interventi che vanno dalla sostituzione degli infissi al ripristino di impianti elettrici, idrici e di condizionamento, all’adeguamento dei servizi e alla tinteggiatura.

Ad oggi sono in tutto 127 gli addetti  impegnati nelle diverse attività di risanamento fra demolizioni (9 cantieri) costruzione (Fondo Basile e Fondo Saccà), riqualificazione e rigenerazione (6 opere) e manutenzione alloggi (14 imprese). Nel dettaglio, 21 imprese partecipano alle diverse attività con 103 lavoratori (tra operai, autisti e tecnici di cantiere), a cui si affiancano 12 tecnici esterni, 8 professionisti della task force e 4 unità interne. La Struttura commissariale, inoltre, si avvale del supporto operativo del Genio Civile, Invitalia ed ArisMe in qualità di soggetti attuatori.

Energia solidale, da oggi in Sicilia i finanziamenti per il fotovoltaico e sistemi di accumulo.

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Finanziamenti a tasso zero fino a 19.920 euro per l’installazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo. Dalle ore 12 di oggi è possibile presentare le domande per la misura regionale contro la povertà energetica, prevista dall’articolo 36 della legge regionale n. 1 del 5 gennaio 2026 gestita da Irfis FinSicilia e promossa dall’assessorato regionale dell’Energia. Lo sportello telematico resterà aperto fino alle ore 12 del 14 ottobre.

«È una misura – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – pensata per venire incontro alle famiglie siciliane che, attraverso l’autoproduzione di energia, potranno abbattere l’importo delle bollette. Un provvedimento rivolto ai nuclei familiari con i redditi più bassi, che consente di attenuare le distorsioni causate dall’applicazione di un unico prezziario per l’energia, in attesa che l’introduzione dei prezzi zonali possa trasformare la grande capacità produttiva della Sicilia in un beneficio concreto per cittadini e imprese della nostra regione. Un intervento, inoltre, che coniuga l’aspetto sociale con l’esigenza di promuovere la transizione energetica verso forme di produzione rinnovabili e sostenibili. Abbiamo pensato a uno strumento di semplice attuazione, che riduce i passaggi burocratici e che copre le spese sostenute per l’installazione degli impianti».

«Questa di energia solidale – sottolinea l’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni – è una misura strutturale che abbiamo voluto per rendere la transizione energetica inclusiva, superando ogni barriera economica e sociale. La riduzione dei costi energetici e l’accesso alle opportunità legate alle fonti rinnovabili devono costituire un diritto diffuso, capace di coinvolgere anche i nuclei più vulnerabili della società. Con questa iniziativa la Regione Siciliana si pone come laboratorio avanzato di politiche energetiche, affermando un modello che coniuga sostenibilità ambientale, equità sociale e innovazione amministrativa. I contenuti della misura, infatti, sono stati oggetto di un confronto con la Conferenza episcopale siciliana e con le Caritas, nell’ottica di attivare una rete che garantisca la massima efficacia dell’intervento».

La dotazione complessiva è di 12 milioni di euro. Possono accedere le persone fisiche appartenenti a nuclei familiari con Isee ordinario in corso di validità, residenti in un immobile situato in Sicilia sul quale possiedono un diritto reale. Il finanziamento copre il 100 per cento delle spese ammissibili, ha una durata di dieci anni, compreso un anno di preammortamento, e non richiede garanzie di terzi. Gli importi variano in base alla potenza dell’impianto e alla capacità del sistema di accumulo: da 15.400 euro per un impianto da 3 kW con batteria da 5 kWh fino a 19.920 euro per un impianto da 6 kW con accumulo da 10 kWh.

Sono finanziabili, tra l’altro, pannelli, inverter, batterie, opere necessarie, connessione alla rete, progettazione, collaudi e polizza multirischi. Gli impianti dovranno essere nuovi e avere una potenza compresa tra 3 e 6 kW. Le domande saranno valutate attraverso una graduatoria che terrà conto soprattutto dell’Isee e, in misura minore, della potenza dell’installazione. Non sarà quindi determinante il solo ordine di presentazione.

Le istanze dovranno essere inviate sulla piattaforma telematica tramite Spid di livello 2, Carta nazionale dei servizi o Carta d’identità elettronica. È ammessa una sola domanda per nucleo familiare. L’avviso completo è disponibile sul sito istituzionale di Irfis raggiungibile attraverso questo link.