E’ il momento dei caccia antidrone della Nato: due F18 spagnoli abbattono un drone sconfinante in Romania

 

Roma

– E’ il momento dei caccia spagnoli dopo quelli italiani per abbattere un drone -spia  Due caccia F-18 spagnoli, impiegato nella missione di pattugliamento aereo della Nato, hanno abbattuto un drone che aveva sconfinato nel territorio rumeno.
“Stanotte, un altro drone è entrato nello spazio aereo nazionale rumeno senza autorizzazione ed è stato abbattuto – afferma il ministro della Difesa rumeno Radu Miruta -. Alle 04:44, il bersaglio è stato rilevato mentre entrava nello spazio aereo nazionale rumeno, 24 km a nord di Galati.

In quel momento, due caccia spagnoli F-18, già decollati per precauzione, hanno ricevuto l’autorizzazione a ingaggiare il bersaglio. Alle 05:01, il drone è stato intercettato e distrutto tra le località di Baleni e Cudalbi, nella contea di Galati, in un’area disabitata”.
Dal ministro rumeno “congratulazioni ai piloti spagnoli e al personale militare rumeno del centro di comando per la riuscita della missione. La Romania difende il proprio spazio aereo e i nostri alleati sono al nostro fianco. Vigilanza, risposta rapida e solidarietà alleata: queste sono le garanzie concrete della nostra sicurezza – conclude Miruta -. Sì, la Romania è in prima linea nella difesa dell’Unione Europea”.

Migranti, Italia alla Germania: “Consideriamo azzerati tutti i “dublinanti” arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026″

 

 

Migranti  - (Afp)

La mina Sanchez richiama l’attenzione particolare della Germania quasi in segno di solidarietà.   Ma  l’Italia considera azzerati con alcuni principali Paesi, tra cui la Germania, tutti i presunti ‘dublinanti’ arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore nel nuovo Trattato Asilo Immigrazione Ue. Dunque, l’Italia non deve riprendersi nessun migrante.

Il termine ‘dublinanti’ identifica i migranti richiedenti asilo che, arrivati in Italia via mare o via terra, dopo l’identificazione riescono ad arrivare nei Paesi del Nord Europa. La posizione dell’Italia, i apprende dal   Viminale, è delineata secondo uno specifico accordo sottoscritto con alcuni Stati. Ed è oggi ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi. È infatti passato ancora poco tempo per poterlo accertare.

Il chiarimento arriva dopo che la Germania avrebbe deciso di applicare la sua linea dura sui migranti nei confronti dell’Italia, inserendosi nella crisi migranti di Ceuta e lo scontro tra il nostro Paese e la Spagna.

Peraltro – prosegue il Viminale – per gli immigrati irregolari arrivati dopo tale data, l’Italia in ogni caso eccepirà che dovrà necessariamente operarsi una ‘compensazione’ che prenda in considerazione i migranti sbarcati sul nostro territorio nazionale ad opera di imbarcazioni di Ong che battono bandiera di paesi europei. E la maggior parte sono proprio tedesche.

Spagna, controlli in vigore per arrivi da Italia – Viaggiatori italiani divisi in due gruppi

 

Controlli all'aeroporto di Cagliari (Foto: archivio L'Unione Sarda)

 

La Spagna conferma  le proprie contromisure contro l’Italia.   E cioè  controlli per i viaggiatori italiani. Madrid ha notificato alla Commissione europea la sospensione di Schengen con l’Italia, annunciata venerdì sera, in risposta al ‘no’ alla revoca dei controlli alle frontiere da parte del nostro Paese sollecitata da Madrid.

Ci risulta dalle autorità spagnole che movimenti illegali verso la Spagna continentale e l’Europa sono stati finora prevenuti con successo”, si apprende dalla  Commissione, ribadendo l’aspettativa che “tutti coloro che rimangono illegalmente a Ceuta debbano essere rimpatriati“. “In questa fase, è fondamentale non risparmiare alcuno sforzo per prevenire ulteriori attraversamenti illegali e insensate tragiche morti“…

Poi la conferma arriva anche dal ministro spagnolo degli Interni, Fernando Grande-Marlaska. Nel testo, riporta Europa Press, il ministro afferma che le autorità spagnole monitorano con attenzione gli sviluppi della situazione migratoria nell’area Schengen e, in particolare, la pressione migratoria registrata sulla rotta del Mediterraneo centrale che interessa l’Italia e il suo impatto su vari Paesi membri per l’attività di reti criminali transfrontaliere collegate all’immigrazione irregolare.

Per le possibili ripercussioni sull’ordine pubblico e la sicurezza interna, la Spagna ha deciso di ripristinare temporaneamente i controlli ad alcune frontiere interne e nella comunicazione il ministro spiega che verranno effettuati sui collegamenti aerei e marittimi tra Spagna e Italia fino alla mezzanotte del prossimo 7 settembre. Una data che potrà essere modificata in base all’evoluzione delle circostanze indicate da Madrid alla base della decisione.

I controlli negli aeroporti spagnoli

Nei primi controlli effettuati i passeggeri che non avevano un documento d’identità sono stati portati in un’altra stanza per essere identificati. La polizia ha diviso  i viaggiatori italiani  in due gruppi. Agli italiani sono stati richiesti i documenti.

L’Italia, spiegano fonti della Polizia Nazionale nelle infrastrutture aeroportuali di Barcellona, “è un Paese che deve far fronte a una forte immigrazione. Controlleremo solo i passeggeri che sospettiamo siano saliti su un aereo e che non sono di origine Ue e vogliano accedere alla Spagna”.

Media: “Controlli su intero volo o a campione …”

In Spagna il personale incaricato per i controlli alla frontiera dei passeggeri in arrivo dall’Italia deciderà di volta in volta se controllare tutti i passeggeri di un volo individuato a campione o solo alcuni. Fonti del ministero degli Interni di Madrid hanno riferito che “funzionano le due modalità”.

Il personale addetto ai controlli alla frontiera, rimarcano, ha a disposizione i dati Pnr – l’insieme delle informazioni relative alla prenotazione di un volo – e a partire da questi possono optare per “scegliere un volo” e controllare tutti i passeggeri a bordo o selezionare persone da sottoporre a controllo.

 

Problema sbarchi e confini in Europa: Oggi la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno Ue

Immagine di copertina

 

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi ,sulla questione migratoria , ha dichiarato:

Il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è una misura che i Paesi europei hanno attivato centinaia di volte negli anni: la stessa Spagna vi ha fatto ricorso in diverse occasioni, così come alcuni Paesi confinanti hanno fatto nei nostri confronti. Il clamore che si è sollevato attorno alla decisione del nostro governo è dunque del tutto immotivato”.

 

 

. Piantedosi aggiunge che “quanto ai numeri sugli sbarchi, citati in questi giorni in maniera strumentale, anche dallo stesso governo spagnolo, basterebbe un’analisi più attenta ma soprattutto obiettiva: negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali. Il primo quando era ministro Salvini, nel 2018, il secondo oggi, grazie alle politiche messe in campo da questo governo”.

“Se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023 – continua Piantedosi -, l‘inizio della nostra legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno i numeri crollano dell’82%”. “Va comunque espressa piena solidarietà alla Spagna – afferma il ministro -, che sta fronteggiando una situazione complessa. L’Italia ha già detto di essere pronta ad offrire il proprio supporto. Ma non si può guardare a queste vicende con distacco, perché ogni persona che sbarca irregolarmente entra di fatto nello spazio europeo, e dunque la questione riguarda tutti gli Stati membri”.

“Mi auguro che si faccia chiarezza sulla dinamica di quanto accaduto, anche per capire se dietro l’afflusso di massa vi sia stata una regia organizzata”. “Quel che è certo, è che un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto migratorio finisce per alimentare l’illusione, in chi non ne ha diritto, di poter restare in Europa”, conclude Piantedosi.

OGGI LA RIUNIONE STRAORDINARIA DEI MINISTRI DELL’INTERNO DELL’UE

In programma oggi la riunione straordinaria dei Ministri dell’Interno dell’UE che sarà dedicata alle implicazioni per la sicurezza interna, lo spazio Schengen e la politica migratoria UE e all’esame delle possibili misure europee di sostegno agli Stati Membri di primo ingresso in caso di nuove emergenze migratorie.

Sui migranti il governo spagnolo con il ministro Albares accusa l’Italia di incapacità,il Paese che ha il maggior numero di stranieri irregolari

 

Madrid  –  Spagna

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares,ha dichiarato sulla problematica migratoria che si è creata in specie a Ceuta 

“ci sono stati degli Stati, dei governi, che non sono stati all’altezza delle aspettative” per affrontare la situazione come una questione europea. “Il governo italiano è stato uno di questi. Qui in Spagna sento dichiarazioni irresponsabili da parte del Partito Popolare e di Vox”, ha proseguito il ministro. Albares ha dichiarato che prima della crisi a Ceuta si è registrata “un’attività insolita” sui social media che ha “amplificato e distorto” la sentenza della Corte Suprema spagnola, la quale, all’inizio di luglio, stabiliva che le persone arrivate a nuoto non potevano essere rimpatriate “a forza” nei loro paesi d’origine.

Secondo il ministro, c’è stata anche una “sincronizzazione dell’internazionale reazionaria che si è subito mobilitata per amplificare l’accaduto”. “E anche per diffondere menzogne e notizie false sull’area Schengen, sulla sua integrità e sulle azioni della Spagna”, ha aggiunto. “Questo è un momento in cui esigo e invoco l’unità di tutte le forze politiche attorno a due città spagnole, Ceuta e Melilla, e l’unità di tutti gli europei attorno a queste due città europee”, ha dichiarato, convinto della “natura specifica” del confine in entrambe le città autonome. “È l’unico confine esterno dell’Unione europea che si snoda via terra con l’Africa. Non possiamo affrontare questo confine come affrontiamo qualsiasi altra città di confine in Europa”, ha osservato.

Il ministro ha quindi chiesto che anche Bruxelles si assuma la responsabilità di questa situazione, tema che verrà affrontato nella riunione dei ministri dell’Interno che si terrà domani, su richiesta del governo spagnolo. “L’Africa e l’Europa sono due continenti molto diversi, e questa situazione deve essere gestita congiuntamente con il Marocco e con la solidarietà europea, che è ciò che cercheremo di trasmettere in quell’incontro”, ha dichiarato. Sempre riguardo all’Italia, Albares ha affermato che il Paese ha il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna ha il minor numero

Spagna, emergenza migranti a Ceuta La Spagna regolarizza sì ma adesso è sul punto di scoppiare, chiede aiuto ai Paesi vicini dove l’economia è in crescita

 

 

 

Crisi migranti a Ceuta. Migliaia di persone dal Marocco hanno attraversato il confine e sono entrate nell’exclave spagnola in Africa. Madrid mobilita l’esercito per arginare l’ondata.  Il boom dei migranti rappresenta oggi un grosso problema anche se la Spagna con Sanchez ha regolarizzato gran parte dei migranti  Questo ha costituito un incentivo e un passaparola  per il Marocco.

Attorno a mezzogiorno migliaia di persone hanno varcato il confine.   Forse sono  oltre 20mila migranti. Molti hanno raggiunto il territorio spagnolo a nuoto. La Guardia Civil e i servizi di emergenza, sopraffatti, sono riusciti a prestare soccorso solo ai feriti,  Il centro d’accoglienza è saturo e non è in grado di gestire gli arrivi in massa. La crisi,  ricorda quella del 2021, quando circa 5000 persone attraversarono il confine in meno di 24 ore dura prova le capacità di accoglienza spagnole e le relazioni con il Marocco. “Siamo sopraffatti, siamo sull’orlo del collasso”, l’allarme degli agenti della polizia Nazionale e della Guardia Civil di stanza a Ceuta, come riportano i media.

Il governo è totalmente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, lavorando con le autorità marocchine e internazionali, e preparando le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile. È il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione”, le parole del premier Pedro Sanchez in un post su X. L’esecutivo è pronto a schierare l’esercito accanto alla Guardia Civil. A Ceuta sono in azione i primi reparti, con l’impiego di mezzi speciali per monitorare il territorio: “Le forze armate rafforzeranno la Guardia Civil nell’esercizio dei suoi poteri e di qualsiasi altra misura necessaria per mantenere la sicurezza nella città di Ceuta”, riporta un comunicato del ministero dell’Interno.

Migranti a Ceuta - (immagini da X)

Il governo non intende dichiarare l’emergenza nazionale: “La dichiarazione dello stato di emergenza nazionale rientra nelle normative statali in materia di protezione civile, che non contemplano i flussi migratori come un rischio per il Sistema Nazionale di Protezione Civile né prevedono piani speciali”, la posizione espressa da fonti del ministero dell’Interno.

La crisi migratoria diventa oggetto di scontro politico. “La situazione a Ceuta è disperata. Il Governo non può girarsi dall’altra parte rispetto ai suoi obblighi perché ci troviamo di fronte a una crisi di sicurezza nazionale. Questo l’assunto sostanziale del Fronte popolare

Toni diversi da Santiago Abascal, leader di Vox. “SOS Ceuta!”. I migranti “non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà. È un’invasione. Sono uomini in età militare chiamati dal governo corrotto di Sanchez affinché assaltino i nostri confini per poi vagare per le strade di Spagna gridando ‘Viva Pedro Sanchez’. C’è un responsabile diretto per ogni stupro, ogni coltellata, ogni aumento che colpirà il portafoglio degli spagnoli per mantenerli”.

I GRANDI DELL’EUROPA-PAESI VOLENTEROSI- DECIDONO LA NASCITA DI UNA COALIZIONE ANTI-PUTIN -MISSILI BALISTICI PER FERMARE FUTURE MINACCE

 

 

 

 

Parigi   –

Il presidente francese Emmanuel Macron, al termine del vertice dei leader dei Paesi Volenterosi per l’Ucraina, parlando accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato:

Nei prossimi mesi ci sarano esercitazioni nei Paesi vicini all’Ucraina per dimostrare che noi siamo pronti e determinati, il sostegno a Kiev è un investimento per la nostra sicurezza, non dobbiamo cedere alle aggressioni”.

“Tutto quello che noi costruiamo qui non è solo per l’Ucraina, è la dimostrazione che l’Europa può assumersi la sua sicurezza – ha aggiunto -. Questa coalizione ne è la prova. Noi ci battiamo per la pace e la sicurezza del nostro continente, al fianco dell’Ucraina. Questo vertice rafforza la credibilità del nostro impegno”.

UNA  COALIZIONE ANTI MISSILI BALISTICI, ITALIA TRA I  SOSTENITORI

“Noi, i leader di Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito, riconoscendo la crescente minaccia rappresentata dai missili balistici e la sempre maggiore importanza delle capacità di difesa per la sicurezza del continente europeo, annunciamo oggi l’avvio del processo di istituzione di una Coalizione contro i missili balistici a carattere puramente difensivo.

Esprimiamo il nostro sostegno al suo Progetto pilota, volto a procedere speditamente per sviluppare capacità anti-balistica”. Questa la  dichiarazione firmata a Parigi dai partecipanti alla coalizione anti missili balistici. “Riteniamo che la protezione dell’Europa richieda una soluzione globale basata su una struttura integrata di difesa missilistica per dissuadere e neutralizzare future minacce missilistiche – sviluppata attraverso uno sforzo collettivo, apertura tecnologica e una cooperazione industriale basata sulla fiducia. Tale struttura integrerà i sistemi di difesa contro i missili balistici già esistenti, comprese le soluzioni europee nazionali già acquisite o che saranno acquisite dai Paesi partecipanti”….

“Unendo la nostra base industriale nel settore della difesa, la nostra ricerca e la nostra esperienza operativa, intendiamo costruire una capacità comune di difesa antimissili balistici per l’Europa e sostenere le relative attività di contribuzione. Lo facciamo non contro alcun popolo, ma a difesa del nostro. Riconosciamo l’esperienza unica dell’Ucraina, maturata nella difesa contro la guerra di aggressione della Russia”, precisano i firmatari.

“Attraverso la presente Dichiarazione, miriamo a stabilire requisiti operativi comuni, gruppi di lavoro tecnici congiunti, chiari meccanismi di governance e una tabella di marcia verso le prime capacità operative della Coalizione – in linea con i nostri rispettivi ordinamenti costituzionali e obblighi internazionali. Cercheremo di sostenere attività congiunte di ricerca e sviluppo nell’ambito del Progetto pilota, anche valutando opportunità adeguate di finanziamento e promuovendo un maggiore scambio di dati e informazioni”.

I membri fondatori della Coalizione sono Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina e Regno Unito. La Coalizione rimane aperta ad altre nazioni che ne condividano i principi e gli obiettivi.

Bilaterale Italia-Francia a Cap d’Antibes, “un lavoro comune per costruire un’Europa capace delle sfide difficili”

 

 

Antibes

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo tra Italia e Francia a Cap d’Antibes:

– “Senza Italia e Francia, l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono”. “una giornata molto importante per le relazioni tra Italia e Francia“, sottolinea. “Siamo due grandi nazioni fondatrici dell’Europa con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarietà strategica da un punto di vista economico, politico, industriale, culturale e sociale”. “Oggi non celebriamo solo un’amicizia storica, affermiamo una comune consapevolezza, cioè che Italia e Francia sono due nazioni fondamentali per costruire un’Europa che sia davvero capace di affrontare le sfide difficili, di fronte alle quali la storia le pone ed è il compito che noi cerchiamo, con umiltà, ma con determinazione, di portare a termine e sul quale continueremo a lavorare insieme, se possibile anche meglio di come abbiamo fatto fino ad ora”, aggiunge.

“Ci stiamo concentrando e vogliamo concentrarci soprattutto sulle materie più strategiche, sulle materie che hanno un alto valore e un’alta componente tecnologica, come la difesa – ad esempio il sistema Samp-T, l’unico sistema europeo di difesa aerea antimissile a lungo raggio, progettato e costruito interamente in Europa -, e anche lo spazio, che è un settore dove possiamo fare la differenza. Vogliamo potenziare la nostra collaborazione nell’ambito della space economy: Italia e Francia possono vantare nel settore una filiera industriale all’avanguardia, oltre ad essere le uniche due nazioni europee ad avere un accesso autonomo allo spazio. È un ambito in cui possiamo fare la differenza e che ha ancora enormi potenzialità”.

la  libertà di navigazione dello stretto di Hormuz

“Continueremo a dare una mano nell’intesa tra Stati Uniti e Iran, soprattutto per garantire la libertà di navigazione dello stretto di Hormuz, che è una priorità strategica per tutti. Su questo siamo a lavoro, anche in vista del prossimo vertice della Nato

“Per quello che riguarda l’Iran, ho condiviso ogni parola che il Ministro Crosetto ha detto tra ieri e oggi: noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, del resto se avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata molto spesso dal parte del Presidente americano. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, cedendo le basi per attività che non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica. Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento, come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo studio Ovale. Il Segretario Generale della Nato, nella sua entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Lui stesso poi ha corretto e puntualizzato, il Ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c’è stata un’incomprensione. In ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie”.

Dimissioni di Keir Starmer, “statista riconosciuto molto valido da Ursula von der Leyen”

 

 

Londra

Il premier britannico Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni  all’esterno di Downing Street. “La domanda che sta facendo il mio partito adesso è se io sono la persona per guidarlo verso le prossime politiche: la mia decisione è quella di mettere al primo posto il Paese. Questa è la regione per cui do le mie dimissioni, ho parlato questa mattina con Sua maestà che le ha accettate”.  Dopo la dichiarazione Starmer si commuove e va ad abbracciare la  moglie….

VON DER LEYEN “GRAZIE A STARMER LA SICUREZZA EUROPEA E’ PIU’ FORTE”

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen,  sulle dimissioni del premier britannico Keir Starmer.si è così espressa:

“Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che sei diventato tu in soli due anni. La sicurezza europea e ucraina è più forte grazie a te. Grazie, caro Keir”. ..

G7, aumento della fornitura della capacità di difesa aerea all’Ucraina e “garantire che l’Iran non si doterà mai di armi nucleari “

 

Il Presidente francese Macron presiede il G7 dei leader d’Europa e il Presidente Usa D.Trump

 

Roma

Questa la dichiarazione congiunta dei leader del G7, al vertice di Evian.

“Noi, leader del G7, restiamo uniti nel nostro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Riaffermiamo la nostra solidarietà alla popolazione ucraina colpita dagli attacchi alle infrastrutture critiche e al patrimonio culturale. Lodiamo l’Ucraina per la sua resilienza e i progressi compiuti sul campo di battaglia negli ultimi mesi e sottolineiamo che ora c’è un nuovo slancio”.

“Per sostenere e accelerare questo nuovo slancio, concordiamo di aumentare la fornitura di capacità di difesa aerea, sistemi aggiuntivi e intercettori, nonché capacità a lungo raggio. Siamo inoltre pronti a valutare l’estensione all’Ucraina dei benefici delle licenze per consentire un aumento della produzione militare ucraina”. I leader del G7 si impegnano inoltre “ad aumentare la pressione sull’economia di guerra russa. In questo contesto, rafforzeremo le nostre sanzioni, comprese quelle sui settori del petrolio e del gas”.

 “PRONTI A GARANTIRE CHE L’IRAN NON SI DOTERA’ MAI DI ARMI NUCLEARI”

I leader del G7 accolgono “con favore l’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, raggiunto sotto la forte guida del presidente Trump, con il sostegno dei paesi mediatori, che offre un’opportunità storica per impedire all’Iran di acquisire armi nucleari e per affrontare le minacce legate alle sue attività regionali e balistiche. Sosteniamo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione”, si legge ancora.

“Riaffermiamo che il diritto di transito senza restrizioni né pedaggi è il fondamento del commercio internazionale. Concordiamo sul fatto che l’iniziativa multinazionale, indipendente e difensiva guidata da Francia e Regno Unito possa svolgere un ruolo importante nel facilitare la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, proteggendo le navi mercantili, rassicurando gli operatori del trasporto marittimo commerciale e supportando la verifica della rimozione di tutte le mine” proseguono i leader del G7.

“Sosteniamo con forza un accordo diplomatico solido e completo che segua il memorandum d’intesa raggiunto dal presidente Trump e che possa portare pace e sicurezza per tutti nella regione. Sottolineiamo la necessità di un negoziato a tal fine, per affrontare le minacce poste dall’Iran nella regione e oltre, e per garantire che non si doti mai di armi nucleari. Concordiamo sul fatto che un tale negoziato trarrebbe beneficio dal contributo dei partner regionali e internazionali competenti, inclusa l’Aiea. Riaffermiamo che l’Iran non si doterà mai di armi nucleari”, concludono.

MEDIORIENTE, GARANTIRE SOVRANITÀ LIBANO E ACCELERARE SFORZI UMANITARI  PER GAZA 

“In Libano, sosteniamo, attraverso un cessate il fuoco immediato e deciso, gli sforzi della leadership libanese per raggiungere il disarmo di Hezbollah e il monopolio delle armi, e per proteggere l’integrità territoriale e la sovranità del Libano con le adeguate garanzie di sicurezza internazionali”. E’ un altro passaggio della dichiarazione congiunta del G7. “A Gaza, accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle misure politiche e di sicurezza pertinenti. Chiediamo la fine delle violenze in Cisgiordania”