Corsa contro il tempo in Venezuela per il terremoto che finora ha provocato 920 vittime e 3300 feriti

 

 

Aiuti in Venezuela - (Afp)

 

 

Corsa contro il tempo in Venezuela, alla ricerca dei dispersi dopo le due violentissime scosse di terremoto che mercoledì hanno provocato 920 morti e circa 3300 feriti, mentre una nuova scossa di magnitudo 4,9 colpisce il Paese. Le operazioni di soccorso procedono tra enormi difficoltà, nel paese devastato arrivano aiuti da numerosi paesi, Italia compresa. In molte aree, le operazioni procedono a rilento e la popolazione lamenta la carenza di interventi e coordinamento. A La Guaira, la zona più colpita dal sisma, i cittadini cercano di rimuovere le macerie con ogni mezzo. Jorge Rodriguez, presidente dell’assemblea nazionale, ha reso noto che il sisma ha danneggiato 1.400 edifici.

Situazione critica in molti ospedali, in particolare tra Caracas e La Guaira: diverse strutture sono alle prese con carenze di acqua, antibiotici, soluzioni per flebo, anestetici. Intanto, nelle ultime ore, lo United States Geological Survey ha segnalato una nuova scossa di magnitudo 4.9 sulla costa settentrionale del paese.

Una nuova scossa alle 18,16

La nuova scossa è stata rilevata alle 18:16 locali di ieri, le prime ore del giorno in Italia. L’epicentro è stato localizzato 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri, secondo la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis).

Tajani: “Arrivata prima squadra dall’Italia, disposto aiuto economico”

l ministro degli Esteri, Antonio Tajani : ““Questa notte è arrivata la prima squadra inviata dall’Italia, il primo aereo è atterrato in un aeroporto vicino a Caracas. Sono già all’opera i nostri Vigili del fuoco, l’Unità di crisi e la Protezione civile”…..

Nelle ultime ore, è decollato il secondo velivolo dell’aeronautica militare con a bordo ulteriori squadre specializzate dei vigili del fuoco per fornire aiuto alla popolazione colpita dal sisma. “Come disposto dal ministro Guido Crosetto prosegue il supporto della Difesa in coordinamento con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento della ProtezioneCivile..

Tajani ha parlato di “un quadro purtroppo tremendo”, confermando per quanto riguarda gli italiani che ci sono tre deceduti, quattro feriti e 42 dispersi.

Napoli, Campi Flegrei, scosse di terremoto di magnitudo 3.6 registrate alle ore 4.17

 

 

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Napoli

–E’ tempo di terremoti . Una scossa di magnitudo 3.6 è stata registrata alle ore 4.17 dall’Osservatorio Vesuviano a una profondità di 2 chilometri, con epicentro in località Arco Felice a Pozzuoli, presso il vulcano Monte Nuovo, tra Pozzuoli e Bacoli. La scossa è stata avvertita anche nei quartieri occidentali di Napoli.

Forti scosse di terremoto di magnitudo 7.5 ad ovest di Caracas nel Venezuela. Crollo di palazzi, morti e feriti non ancora conteggiati

 

 

 

Roma   – 

Due forti scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5, come registrate dal servizio geologico statunitense (Usgs), hanno scosso nella notte il Venezuela. Entrambe sono avvenute in posizione e profondità diverse, a ovest di Caracas.

Secondo un primo bilancio reso noto dalla presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, sarebbero 32 i morti e oltre 700 i feriti ricoverati in ospedali pubblici e cliniche private, anche se le cifre finali saranno più alte perché le vittime dello stato di La Guaira, da lei descritto come “una vera tragedia” e dichiarato zona disastrata non sono ancora state conteggiate.

“Lo stato più colpito da questo fenomeno sismico senza precedenti è La Guaira. Ci sono decine di edifici crollati e siamo impegnati in arduissime operazioni di soccorso per salvare quante più vite possibile, secondo le possibilità di Dio”, ha dichiarato Rodríguez durante la prima riunione dello Stato Maggiore di Emergenza.

Le scene di distruzione nella capitale sono terribili: numerosi edifici sono crollati e la situazione viene descritta come “apocalittica”. Sono completamente crollati almeno trenta edifici, ci sono numerosi incendi, provocati da fughe di gas. L’aeroporto internazionale di Maiquetìa, che si trova vicino a Caracas, è stato chiuso a causa dei “gravi danni”.

Squadre di soccorso provenienti da almeno cinque paesi inizieranno ad arrivare in Venezuela nelle prossime ore per supportare le operazioni di ricerca e soccorso. Secondo riferito dall’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito, in collegamento con RaiNews24, “al momento non risultano vittime italiane”.

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso solidarietà alla presidente Rodríguez, sottolineando che “l’unità di Crisi della Farnesina e il personale dell’ambasciata d’Italia e del consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”. “Siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla UE di attivare il meccanismo di protezione civile per coordinare e finanziare interventi di emergenza”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “pronti, disponibili e in grado di aiutare” il Venezuela. “I due forti terremoti che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime”, ha scritto Trump su Truth. “Gli Stati Uniti sono pronti, disponibili e in grado di aiutare! Ho dato disposizioni a tutte le agenzie del nostro governo affinchè si preparino a intervenire rapidamente. Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici. Le prime notizie non sono buone”.

Secondo alcuni esperti il terremoto avvenuto in Venezuela è il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni.

TAJANI “PRONTI A PRESTARE ASSISTENZA E CHIEDERE A UE MECCANISMO DI PROTEZIONE CIVILE”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con l’ambasciatore d’Italia a Caracas Giovanni De Vito ed è stato informato degli effetti del potente terremoto che ha colpito il Venezuela. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all’ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il “Meccanismo di Protezione Civile Ue” che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”

Terremoto di magnitudo 6.2 nel Sud Italia, da Napoli a Palermo -Ma la Protezione civile comunica “nessun danno segnalato”

 

 

Palermo

–Il Sud Italia investito da una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.2 registrata alle 00.12 della notte tra l’1 e il 2 giugno in Calabria, con epicentro nel Cosentino.

L’epicentro è stato localizzato dall’INGV a una profondità di 250 km, a 41 km a ovest di Cosenza.

L’intensità del sisma è stata tale da essere percepita , da Napoli a Palermo.

La Protezione civile intanto ha emesso un comunicato secondo il quale ” nessuna delle regioni del Sud Italia in cui è stata avvertita la scossa ha segnalato danni”.

Protezione civile, arrivano nuove dotazioni – Tre lotti -per 20 milioni per la colonna mobile

 

 

Protezione civile

 

 

S. Giovanni La Punta  (Ct)

La Regione Siciliana potenzia il proprio sistema di Protezione civile, dotandolo di nuovi mezzi e attrezzature. È stata consegnata nella sede di San Giovanni La Punta la prima parte dei materiali destinati al completamento della Colonna mobile regionale (Comores), la struttura operativa di pronto intervento del dipartimento, la prima ad attivarsi in caso di calamità. Un investimento complessivo di 20 milioni di euro a valere sui fondi del Pr Fesr 2021/2027, con l’obiettivo di rafforzare le capacità operative e di risposta immediata del sistema regionale di Protezione civile su tutto il territorio isolano.

«Stiamo dotando la nostra Protezione civile – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani –  dei mezzi necessari per rafforzarne la capacità di risposta immediata nel caso di emergenze, non soltanto sul territorio regionale. Il nostro sistema ha già dimostrato pienamente la propria straordinaria efficienza, grazie al generoso impegno di operatori e volontari, nella difesa del nostro territorio e soprattutto nell’assistenza delle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi che hanno interessato la Sicilia in questi anni. Il potenziamento della dotazione materiale e l’addestramento sono elementi fondamentali delle attività prevenzione e di intervento. Per questo il mio governo intende procedere con convinzione su questa strada».

La fornitura sarà suddivisa in tre lotti. Nello specifico, la dotazione prevista dal piano di acquisizione comprende: 4 motopompe idrovore; moduli Usar (Urban search and rescue) per attività di logistica e ricerca; 4 cucine da campo con capacità produttiva di 250 pasti all’ora; 5 moduli per l’allestimento di campi di accoglienza (dalla capacità 250 ospiti ciascuno); 42 pick-up equipaggiati con idrovora e modulo Aib (Antincendio boschivo); 10 pick-up Aib destinati al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; 11 pick-up per unità cinofile; 10 automezzi operativi destinati al dipartimento di Protezione civile regionale; 2 pulmini da 9 posti;  4 automezzi 4×4 Abp (autobotte-pompa)/Aib da 4000 litri per i vigili del fuoco; 4 semirimorchi da 12,5 metri e 4 carrelli elevatori; un automezzo dedicato alle telecomunicazioni; kit di dispositivi di protezione individuale per 1.000 operatori Aib, per 1.900 addetti alla logistica e 100 unità cinofile.

 

Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.4 avvertita anche a Napoli

 

 

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Archivi -Sud Libertà

 

Napoli

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha rilevato una scossa di terremoto nella zona dei Campi Flegrei. Il sisma, di magnitudo 4.4, è avvenuto alle 5.50, a una profondità di 3 chilometri. La scossa è stata avvertita distintamente anche a Napoli e in modo nitido dalla popolazione.

 ATTIVATA L’UNITÀ INTERNA BRADISISMICA

La Città Metropolitana di Napoli ha attivato immediatamente l’Unità Interna Bradisismica e ha disposto l’immediata verifica sulle scuole e le strade di propria competenza ricadenti nel territorio della cosiddetta “zona rossa”. Inoltre, anche in seguito alla riunione del Centro Coordinamento Soccorsi convocata ad horas nella sede della Prefettura di Napoli, i Sindaci dei Comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Giugliano, Qualiano, Quarto e Procida hanno comunicato la chiusura temporanea delle scuole di ogni ordine e grado, mentre a Napoli è stata comunicata la chiusura di tutti gli istituti scolastici – anche qui compresi gli istituti superiori di competenza della Città Metropolitana – situati all’interno della “zona rossa” del quartiere Fuorigrotta – Bagnoli e anche in alcuni edifici scolastici della prima Municipalità.

IL SINDACO DI BACOLI “SCOSSA TRA LE PIU’ IMPORTANTI DEGLI ULTIMI ANNI”

Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione :

“È stata forte. Abbiamo appena avvertito una forte scossa sul nostro territorio. Ho disposto la chiusura di tutte le scuole pubbliche e private di Bacoli. E, contestualmente, la verifica di tutte le strutture scolastiche”.

Della Ragione ha comunicato anche quelli che sono i primi danni. “L’epicentro è stato in mare, al largo della nostra costa – prosegue -. E la scossa ha avuto magnitudo 4.4. Tra le più importanti in questi ultimi anni. Ho appena ricevuto la chiamata del Capo Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano: siamo riuniti in Centro Coordinamento Soccorsi convocato dalla Prefettura di Napoli. Al belvedere “Maurizio Valenzi” di via Castello, alle pendici del Castello Aragonese, in uno dei punti panoramici più belli e conosciuti della nostra città, molti cittadini ci segnalano il cedimento di parte di intonaci di dalle facciate di edifici privati. Stiamo ricevendo chiamate da parte di residenti che ci segnalano criticità all’interno delle abitazioni private. E ci vengono segnalati anche danni ai costoni che affacciano sul mare”.

Lipari, l’erogazione idrica -assicura la Regione Sicilia- tornerà normale entro poche settimane

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Il problema che ha causato la riduzione di produzione di acqua del dissalatore di Lipari sarà risolto entro poche settimane. Lo assicura il dipartimento regionale Acqua e rifiuti che sta già operando per il ripristino dell’erogazione alla portata ordinaria di circa 4.200 metri cubi di acqua al giorno.

Il disservizio, spiegano dal dipartimento, è stato causato da due motogeneratori di energia che alimentano l’impianto che sono risultati difettosi e quindi resi al fornitore per la sostituzione. Il primo dei due motogeneratori è già stato spedito e arriverà i primi di maggio a Lipari; serviranno circa altre due settimane per il montaggio e la taratura e poi sarà nuovamente attivo per permettere il ripristino dei consueti volumi di erogazione idrica.

Per quanto riguarda l’innalzamento della portata, il dipartimento ha avviato tutte le procedure per la progettazione delle opere di completamento dell’impianto di dissalazione.

Frana di Niscemi, pagati oltre 970 mila euro di contributi straordinari a 56 imprese danneggiate dalla frana.

 

Frana Niscemi dall'alto

 

Sono stati erogati e sono già nelle disponibilità degli imprenditori i primi 56 contributi straordinari della Regione Siciliana per le aziende di Niscemi danneggiate dalla frana che ha interessato il territorio alla fine di gennaio.

L’Irfis-FinSicilia, infatti, ha provveduto al pagamento delle richieste presentate nella cornice del primo bando delle Attività produttive, scaduto il 28 febbraio scorso, e ritenute ammissibili, per un totale di 971.316 euro. Il sostegno economico, fino a un massimo di ventimila euro per ciascuna impresa, è finalizzato alla immediata ripresa delle attività economiche interrotte a causa dell’evento franoso.

«Come avevamo promesso, abbiamo agito velocemente per garantire liquidità immediata alle aziende di Niscemi – commenta il presidente Renato Schifani – Così, potranno ripartire quanto prima con le loro attività. L’obiettivo è non solo quello di tutelare i posti di lavoro e lo sviluppo dell’economia locale, ma anche restituire una dose di normalità a un territorio ferito. Desidero ringraziare l’assessorato delle Attività produttive e l’Irfis per l’efficienza dimostrata nella gestione delle domande presentate e nell’erogazione delle risorse. Continueremo a monitorare attentamente la situazione, assicurando il completamento delle procedure in corso e il massimo supporto alle imprese che stanno ancora affrontando le conseguenze dell’evento».

Sono attualmente sospese in attesa del completamento della documentazione richiesta, le erogazioni del contributo per tre domande ritenute ammissibili, sempre nell’ambito della prima finestra. Altre quattro, invece, presentate nell’ambito della proroga del bando al 10 aprile, sono attualmente in fase di valutazione da parte dell’assessorato regionale delle Attività produttive.

Ciclone Harry e frana di Niscemi,la Regione Sicilia trasmette alla Protezione civile un nuovo piano da oltre 1,6 miliardi

 

Schifani elicottero Niscemi

 

 

 

Un secondo piano di interventi da oltre 1,6 miliardi di euro per i danni causati dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi. È quello trasmesso dalla Regione Siciliana al dipartimento nazionale della Protezione civile che adesso dovrà valutarne l’approvazione. All’interno, ulteriori misure da finanziare, sia per ripristinare le infrastrutture e i servizi sia per sostenere le popolazioni e le imprese colpite.

«Avviamo la seconda fase della ricostruzione – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in qualità di commissario delegato per l’emergenza causata dal maltempo del gennaio scorso –. Gli interventi proposti si aggiungono a quelli contenuti nel piano precedente e si muovono parallelamente alle misure che abbiamo già messo in campo, come i ristori alle imprese, il sostegno ai cittadini sfollati di Niscemi, i lavori su porti e zone costiere colpite dalle violente mareggiate. Andiamo avanti, guardando al futuro e lavorando anche sulla prevenzione per affrontare i cambiamenti climatici che ormai sono una realtà con cui dobbiamo fare i conti».

Il secondo piano di interventi è stato elaborato nell’ambito della cabina di regia istituita dal presidente Schifani e di cui fa parte anche il direttore generale del dipartimento regionale Tecnico Duilio Alongi, in qualità di delegato al coordinamento di tutte le strutture coinvolte per affrontare le conseguenze del ciclone Harry e della frana di Niscemi.

Nella lista, la quantificazione maggiore, da oltre 1,3 miliardi di euro, riguarda le opere, anche strutturali, per ridurre le situazioni di rischio ancora esistenti e tutelare l’incolumità pubblica.

La ricognizione per la ripresa delle attività economiche è di 173 milioni di euro. Ammonta invece a 46,5 milioni la stima per interventi di somma urgenza, predisposti dai Comuni e condivisi dai tavoli tecnici istituiti presso tutti gli uffici del Genio civile dell’Isola, che non erano stati inseriti nel primo piano o che sono stati individuati con ricognizioni successive. È stimato in quasi 33 milioni, invece, il fabbisogno per il ripristino dell’edilizia privata, mentre le misure a sostegno delle famiglie sono state calcolate in tre milioni. Per i contributi di autonoma sistemazione per ulteriori sei mesi è previsto un milione e mezzo di euro. Circa 7,3 milioni, invece, per ulteriori misure che permettano di fronteggiare la frana di Niscemi.

Maltempo, stato di crisi regionale in Sicilia anche per i territori colpiti dai cicloni di febbraio

 

 

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Palermo,

Prosegue l’interesse della Regione Sicilia nei confronti dei territori colpiti dal maltempo. Dopo i primi interventi a sostegno dei comuni investiti dal ciclone “Harry” e le misure adottate in seguito alla frana di Niscemi, oggi nel corso della seduta di giunta, su proposta del presidente della Regione Renato Schifani, è stato dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale, e approvata la richiesta di stato di emergenza nazionale per gli eventi meteo che hanno colpito la Sicilia nelle prime settimane di febbraio con i cicloni “San Valentino”, “Ulrike” e “Oriana”.  

«Quello di oggi – spiega il presidente Schifani – è un passaggio fondamentale per accelerare le procedure, consentire di stanziare risorse straordinarie e di garantire interventi rapidi ed efficaci. Il mio governo si è impegnato immediatamente per assicurare il sostegno a tutti quei territori duramente colpiti dal maltempo. Continuiamo a monitorare costantemente la situazione, con la collaborazione dei sindaci, della Protezione civile e di tutte le strutture operative coinvolte. Mi sono recato più volte nei comuni della costa ionica e del catanese per constatare personalmente i danni prodotti dall’anomala ondata di maltempo e continuerò a farlo anche nelle prossime settimane. È un doveroso segnale di attenzione che le istituzioni devono dare a queste comunità. La Regione continuerà a fare la sua parte, affinché nessuno venga lasciato solo in questo momento di difficoltà».

«Il governo Schifani – dice l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino – dimostra la propria vicinanza ai produttori florovivaisti e a tutte le attività agricole colpite dal ciclone Ulrike. Un primo passo che va nella giusta direzione per garantire sostegno a produttori e agricoltori».
Come certificato dalla Protezione civile regionale, le province che hanno subito più danni sono quelle di Palermo, Trapani, Messina e Catania, soprattutto i comuni della fascia costiera, a causa del forte vento e delle mareggiate. In particolare, le intense piogge hanno prodotto un aumento della portata dei corsi d’acqua, con tracimazioni dei torrenti, allagamento dei sottopassi, frane diffuse lungo le strade comunali, provinciali e statali, con la conseguente interruzione del transito veicolare. La stima dei danni è ancora in corso, ma si parla di danneggiamenti alla rete stradale e ferroviaria, ai porti, a edifici pubblici e privati e agli esercizi commerciali.