Oggi lo sciopero generale: stop per treni, scuola e sanità Ma garantiti i servizi essenziali

 

 

 

 

Roma   –

Sciopero generale oggi  in Italia. Diversi i settori che hanno aderito come la scuola, la sanità, i trasporti e i metalmeccanici, marittimi, enti locali. Garantiti i servizi essenziali. Interessato sia il settore pubblico che privato. La fascia più critica, soprattutto quella relativa ai treni è alle ore 11:00 alle ore 14:00.

La protesta, che ha sorpreso tante categorie di lavoratori, è stata proclamata dalla Confederazione sindacale lavoratori europei (Csle) con l’adesione del sindacato Fi-SI. ù

Motivazioni : lo sciopero è stato indetto contro il caro vita, a partire dal caro gasolio, all’aumento in generale di prezzi, alla mancata crescita degli stipendi. Si chiedono soluzioni concrete a governo e alla comunità europea.

Meloni:”la qualità di uno stipendio passa dalla qualità del contratto e non da una cifra calata dallo Stato”

 

 

 

 

 

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al XIX Congresso nazionale della Uil in corso nella Fiera di Padova

“Credo di essere l’unico presidente del Consiglio ad aver partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali e penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro, dell’attività e delle convinzioni di questo governo. È un approccio che abbiamo cercato di dimostrare in molte occasioni fin dal nostro insediamento, alcune non sono state comprese ma lo abbiamo sempre fatto con convinzione”.

Si è notata la presenza, tra gli altri, della ministra del Lavoro, Marina Calderone; della segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola; del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.

La premier, accolta in sala da un robot umanoide, dopo aver ascoltato la relazione del segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, ha ringraziato l’Unione italiana dei lavoratori “per aver saputo interpretare il confronto tra governo e parti sociali nella sua accezione più nobile e alta” e ha voluto lasciare un “messaggio molto semplice che però in questi anni ha rappresentato la chiave di tante piccole rivoluzioni. Quel messaggio è che la porta del governo, la mia porta, rimarrà sempre aperta al confronto e alla proposta”. 

Meloni ha poi ricordato “la scelta di far corrispondere il salario giusto al trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. Sicuramente era una rivendicazione della Uil, sicuramente è stata una vittoria, io credo che sia stata una vittoria di tutti i lavoratori italiani, io credo che sia stata una vittoria della nazione nel suo complesso – ha aggiunto -. Con il decreto lavoro noi abbiamo fissato nero su bianco un principio che in Italia non era mai stato riconosciuto e cioè che la contrattazione collettiva, la contrattazione di qualità, è lo strumento più efficace che abbiamo a disposizione per far crescere le tutele, difendere i diritti, rafforzare le retribuzioni dei lavoratori ed è una scelta di campo, perché per la prima volta lo Stato afferma che la dignità di uno stipendio passa dalla qualità del contratto e non semplicemente da una cifra stabilita a tavolino magari calata da parte dello Stato stesso”.

Si è soffermata la premier sul  tema della condizionalità degli incentivi occupazionali, “noi sappiamo bene che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, anche a chi delocalizzava, a chi non rispettava le regole sulla sicurezza. Noi abbiamo anche qui con coraggio scelto di dire basta, perché i soldi che lo Stato distribuisce non sono soldi suoi, sono i soldi che raccoglie dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione e vanno spesi con equità, con responsabilità e con l’obiettivo di migliorare la condizione di vita delle persone.

 

Nel mercato del lavoro questo significa che quelle risorse devono essere destinate a chi applica contratti giusti e rispetto ai diritti dei lavoratori – ha ricordato -. Tutto questo ci consente anche di combattere quei contratti pirata che applicano condizioni sfavorevoli quando non addirittura umilianti. Abbiamo deciso, come è stato correttamente ricordato, anche di sostenere i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali. Provvedimento che era anch’esso richiesto dalla Uil, che era richiesto dalle parti sociali perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, è un provvedimento al quale vogliamo dare continuità e stabilità. Io ne ho già parlato con il ministro Calderone e con il ministro Giorgetti, e voglio dire al segretario Bombardieri che il governo raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”.

“Tolleranza zero sul caporalato. Quanto accaduto ad Amendolara è un crimine abominevole, si tratta di una battaglia di civiltà che non ci stancheremo mai di portare avanti”, ha concluso.

 

Domani, venerdì 29 maggio, è previsto uno sciopero generale nazionale che riguarda anche trasporti e sanità

 

 

 

Per domani, venerdì 29 maggio, è stato indetto uno sciopero generale nazionale di 24 ore che riguarderà fra gli altri trasporti, scuole e sanità e coinvolgerà sia i settori pubblici che privati. La mobilitazione è stata proclamata da diversi sindacati, tra cui SGB, USI-CIT e SI COBAS: chiedono un aumento dei salari, segnalano condizioni di lavoro inadeguate e fra le altre cose chiedono l’interruzione di ogni rapporto commerciale e politico con Israele.

Lo sciopero coinvolgerà sia il personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord, sia quello delle aziende di trasporto locali. A Roma ATAC ha detto che venerdì il servizio sarà garantito solo dall’inizio del servizio fino alle 8:30 e dalle 17 alle 20. ATM, l’azienda dei trasporti di Milano, ha fatto sapere che potrebbe non essere garantito dalle 8:45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio.

Trenitalia invece ha preannunciato possibili ritardi e cancellazioni già dalle 21 di giovedì fino alle 21 di venerdì. Quanto ai treni regionali gestiti da Trenitalia, Trenord e Trenitalia Tper, saranno garantiti i servizi essenziali dalle 6 alle 9, e dalle 18 alle 20 .

Nel settore sanitario saranno garantite le urgenze e i servizi minimi essenziali, come previsto dalla legge. Ci saranno possibili disagi anche nei collegamenti marittimi verso le isole e negli aeroporti. Lo sciopero riguarderà anche il personale autostradale e i vigili del fuoco.

Sciopero generale domani 18 maggio, dai treni alla scuola:

 

 

Un treno - (Fotogramma/Ipa)

 

 

Sciopero generale nazionale domani, lunedì 18 maggio.

Dalla sanità ai trasporti passando per la scuola, disagi in vista – a causa della mobilitazione proclamata da Usb con l’adesione di Fi-si – per chi si sposta usando il trasporto pubblico locale o viaggia in treno; salvo, invece, questa volta, il trasporto aereo. Il settore infatti è esonerato dallo sciopero così come tutte le aziende interessate dalle mobilitazioni precedentemente convocate.

Treni e trasporto locale

Dalle 21 di oggi domenica 17 maggio alle 20:59 di domani la protesta riguarda il personale del Gruppo FS Italiane, Italo e Trenord.

Lo sciopero può comportare modifiche al servizio, anche prima dell’inizio e dopo la sua conclusione..

Per quanto riguarda Trenord,  il personale incrocerà le braccia dalle 21di oggi alle 20:59 di domani e potrà generare ripercussioni sulla circolazione ferroviaria in Lombardia. Oggi viaggeranno i treni con partenza prevista da orario ufficiale entro le 21 e che abbiano arrivo nella destinazione finale entro le 22. Saranno in vigore le fasce orarie di garanzia, dalle 6alle 9e dalle 18 alle 21, durante le quali viaggeranno i treni compresi nella lista dei ‘Servizi Minimi Garantiti.

Nel caso di cancellazione dei treni del servizio aeroportuale, saranno istituiti bus senza fermate intermedie tra: Milano Cadorna e Malpensa Aeroporto per la linea RE54. (Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.); Stabio e Malpensa Aeroporto per il collegamento aeroportuale S50 Malpensa Aeroporto – Stabio.

Le motivazioni

Lo sciopero è stato proclamato contro la guerra che “entra nelle nostre vite. Entra nei salari che perdono valore, nella sanità pubblica svuotata, nella scuola impoverita, nel welfare tagliato, negli affitti che aumentano, nei prezzi che corrono, nella benzina che pesa sempre di più sulle famiglie. Ogni euro destinato al riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi studia, a chi si cura, a chi vive del proprio salario”, rivendica Usb.

E’ stato invece revocato lo sciopero del trasporto pubblico (Amat) a Palermo precedentemente proclamato per il 18 maggio, mentre resta in vigore lo sciopero unitario del Tpl di Bari (Stp) per l’intera giornata e nel rispetto delle fasce di garanzia. .

Il Segretario gen. della Cgil Landini sulla Manovra: “La povertà è in aumento, tasse maggiorate ai lavoratori e pensionati, si tutelano i grandi patrimoni Al governo preme solo la difesa del potere”

 

Maurizio Landini rieletto segretario generale

 

Roma,

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini così afferma sulla Manovra: ”  Lo spettacolo indegno di queste ore sul maxi emendamento alla manovra conferma che c’era una ragione di più per scioperare. Questo governo non vuole discutere con nessuno, né con il Parlamento né con le parti sociali. Regge solo per il potere, non per rispondere ai bisogni delle persone. E porta il Paese al declino e alla recessione”.

La manovra “conferma uno sconcerto profondo. Si taglia sui più deboli mentre si sta dalla parte dei forti. Quale messaggio passa dal penalizzare lavoratori precoci e usuranti per spostare risorse anche a quelle imprese che non rispettano i contratti e risparmiano sulla sicurezza? Che si può anche morire di lavoro. Una logica inaccettabile”.

“E’ una manovra contro lavoratori e pensionati. Lo dimostra anche il ripristino dell’emendamento Pogliese, già bocciato a luglio e spuntato all’ultimo in legge di bilancio. L’ennesima cattiveria contro i lavoratori che perdono il diritto agli arretrati quando un giudice stabilisce che la loro retribuzione è troppo bassa. Una norma che non c’entra nulla con la finanziaria, ha un profilo di incostituzionalità e di cui chiediamo il ritiro immediato”. 

“È questo governo  fa male al Paese. Per loro viene prima e solo la difesa del potere. E intanto: povertà in aumento, produzione industriale in calo da tre anni, 25 miliardi di tasse in più pagate da lavoratori e pensionati, mentre si tutelano rendite e grandi patrimoni”.

Quanto alle prossime mosse del sindacato, il segretario generale della Cgil  afferma: “Fisco, salari, pensioni, precarietà restano le priorità. Lavoriamo a una legge di iniziativa popolare per rilanciare la sanità pubblica. E proseguiamo la trattativa con Confindustria e le altri associazioni su rappresentanza, sicurezza e superamento dei contratti pirata. Non è il momento di investire in armi, ma in politiche industriali, lavoro e futuro”. 

La sfida della Piazza -Oggi protesta generale in Italia Si ferma tutto- Si va avanti anche contro la precettazione Il Quotidiano “SUD LIBERTA’ ” PARTECIPA ALLO SCIOPERO E SOSPENDE LE PUBBLICAZIONI FINO ALLE ORE 6 DEL GIORNO 29 Novembre 2025

 

 

Ecco cosa c'è da sapere dello sciopero generale di oggi - la Repubblica

PROTESTA DI TUTTI, ANCHE DEI PENSIONATI ,MAGGIORMENTE PENALIZZATI   

Nuovo sciopero generale oggi, venerdì 28 novembre 2025. Dai treni ai bus, dalla metro agli aerei, fino alla scuola e alla stampa: sono molti i settori che incroceranno le braccia in tutta Italia. Vediamo  gli orari e le fasce di garanzia di chi ha pensato di attuare la giornata di sciopero…  Naturalmente la protesta è estesa anche ai pensionati che scenderanno in piazza nelle varie città

Sciopero, Landini: "500mila persone in 50 piazze"

Sul fronte dei treni, Per il gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord lo stop è iniziato alle 21 di ieri, giovedì 27, e durerà fino 21 di oggi, con possibili cancellazioni o variazioni, fatte salve le fasce di garanzia previste per legge. Per i regionali sono garantiti i servizi dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21. Alla protesta aderisce anche il personale di Italo.

Per chi deve prendere il treno è opportuno telefonare al numero verde gratuito 800892021, oltre che ad informarsi nelle biglietterie e negli uffici assistenza delle stazioni, attraverso le self-service e le agenzie di viaggio.

Si fermano pure  i lavoratori del trasporto pubblico (metro, bus e tram) con effetti prevedibili sul traffico in particolare a Roma. Il servizio sarà garantito esclusivamente durante le fasce di legge: da inizio servizio alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59. A Milano, invece, il servizio Atm sarà regolare.

In Sicilia molte attività pubbliche sono bloccate: scendono in piazza dipendenti e   disoccupati che hanno l’occasione di esprimere il dissenso

A Roma, la protesta tocca l’intera rete Atac e le reti degli esercenti Autoservizi Troiani/Sap, Autoservizi Tuscia/Bis, Atr e, sulla rete Atac, anche i collegamenti eseguiti da altri operatori in regime di subaffidamento.

Sono garantite le corse sull’intera rete da inizio servizio diurno alle ore 8.29 e dalle ore 17.00 alle ore 19.59; non è garantito il servizio sull’intera rete dalle ore 8.30 alle ore 17.00 e dalle ore 20.00 al termine del servizio diurno, compreso la linea di bus sostitutiva MC8 Parco di Centocelle-Pantano programmata a partire dalle ore 21.30 per lavori all’infrastruttura ferroviaria; non sono garantite invece le corse delle linee metro A, B/B1, C previste dopo le ore 24, le linee diurne che hanno corse programmate oltre le ore 24 e le corse notturne delle linee 8-38-44-61-86-170-246-301-451-664-881-916-980 e delle linee 314, 404 e 444 gestite da altri esercenti.

Si apprende pure che durante lo sciopero, nelle stazioni della rete metroferroviaria che resteranno eventualmente aperte, non sarà garantito il servizio di scale mobili, ascensori e montascale.

Deciso lo sciopero generale dal Sindacato Cgil per il 12 Dicembre prossimo – Landini: “Le manifestazioni dovranno essere fatte in tutti i territori d’Italia…”

 

 

 

I  delegati della Cgil ieri in assemblea  hanno deciso lo sciopero generale per il 12 dicembre, contro la legge di bilancio del governo. L’annuncio è stato dato oggi nel corso di una iniziativa del sindacato al Mandela Forum a Firenze da Fulvio Fammoni, presidente dell’assemblea generale Cgil.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini  ha comunicato: “Ci rivolgiamo a tutte le persone, ai giovani e alle donne che stanno pagando un prezzo pesantissimo per questa logica, ai lavoratori, alle lavoratrici, ai pensionati perché il 12 dicembre siano con noi in piazza. Faremo manifestazioni in tutti i territori d’Italia e vogliamo dimostrare che c’è la maggioranza di questo paese, quella che tiene in piedi il paese con il proprio lavoro, che chiede di essere ascoltata e che chiede di cambiare una logica sbagliata per noi non più sopportabile”, ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini commentando l’annuncio.

Landini (cgil) :” Rivolteremo il Paese come un guanto, basta ingiustizie..” Con lo sciopero generale coinvolti tutti i settori pubblici e privati

Sciopero generale, corteo a Genova

Lo sciopero generale di oggi proclamato da Cgil e Uil contro la manovra ha coinvolto tutti i settori pubblici e privati, a esclusione dei trasporti ferroviari che si erano già fermati lo scorso weekend.

Ascoltiamo i due protagonisti sindacali, Bombardieri e Landini

Bombardieri  (UIL): “Grande dimostrazione di  democrazia pacifica….riassume le sofferenze di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese…“

Lo sciopero di oggi è stata una “grande dimostrazione di democrazia pacifica, una richiesta di ascolto da parte della massa, di condividere le sofferenze di tutti i giorni”: lo ha detto il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

“Le sofferenze – ha aggiunto – di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese perché i salari non bastano e sono ancora troppo bassi. La storia di tante persone che hanno bisogno di essere curate”.

Landini  ( Cgil): “Una giornata straordinaria“

“Una giornata straordinaria, con una  partecipazione di 500mila persone in 50 piazze. C’è stata anche  un’adesione molto importante agli scioperi e credo che sia un  messaggio molto forte di chi chiede di essere ascoltato”. .

Cgil-Uil: su scontri Torino prendiamo distanze

La Cgil e la Uil  condannano gli scontri di Torino: non hanno nulla a che vedere con la manifestazione sindacale”, afferma il leader della Uil Pierpaolo Bombardieri t. Anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini ha sottolineato che si tratta di persone “che non c’entrano nulla con le manifestazioni sindacali e questo deve essere chiaro”.

Sciopero, Landini: “Rivolteremo il Paese come un guanto, basta ingiustizie”

 

A Torino bruciate sagome e foto di premier e ministri
A Torino bruciate sagome e foto di premier e ministri (ANSA)

Fiom e Uilm: adesioni fino a 90%, Governo ascolti.Bisogna cambiare modello di sviluppo dell’impresa…”

“E’ stata altissima l’adesione tra le metalmeccaniche e i metalmeccanici allo sciopero generale di 8 ore proclamato da Cgil e Uil per la giornata di oggi per cambiare la manovra di bilancio, aumentare i salari, ridurre l’eta’ pensionabile, finanziare sanita’, istruzione, servizi pubblici, investire nelle politiche industriali”. . “Con lo sciopero generale di oggi anche i metalmeccanici chiedono al Governo e controparti un cambiamento radicale del modello di sviluppo e di fare impresa” si legge. “Mai come in questa fase servono investimenti per difendere l’industria e salvaguardare l’occupazione, anche con il blocco dei licenziamenti”. Di seguito i primi dati parziali rilevati in alcune aziende metalmeccaniche.

Con il 90% e oltre di adesione hanno scioperato le lavoratrici e i lavoratori della Siapra de L’Aquila, dell’Italtractor di Matera, degli addetti alla produzione della Kone industrial di Milano, della Lamborghini di Bologna, della Trigano di Siena, della Electrolux di Pordenone, della Cnr di Ancona, della Valeo di Cuneo, della Hiab di Taranto, dell’Asso Werke di Pisa, della produzione Leonardo di Firenze, della Acciai speciali Terni, della Bonferraro di Verona. La totalita’ dei dipendenti ha scioperato alla Transnova di Napoli, azienda dell’indotto Stellantis, alla Dana di Reggio Emilia, all’Alfa Derivati di Brescia, alla Lagostina di Omegna, all’Isma controlli di Genova, alla Ficomirrors di Benevento, alla Dab Pumps di Padova.

Ma ottima anche la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori della Leonardo di Caselle e della Schindler di Palermo (80%), della Marcegaglia di Mantova (85%), della Fincantieri di Venezia e dell’Abb di Frosinone (60%), della Bekaert di Cagliari (70%), della Baker Hughes di Vibo Valentia (65%), della Cogne di Aosta (75%).

A Palermo 15mila in piazza, in fabbrica punte di adesione al 100%    Dov’è il lavoro in Sicilia?

“Oggi abbiamo registrano in Sicilia un’ampia adesione allo sciopero generale e una grande partecipazione alla manifestazione di piazza a Palermo. Questo è un segnale preciso per il Governo: c’è una Sicilia che dice basta e che rivendica politiche di sviluppo, per il lavoro, per la dignità sul lavoro, per i servizi”.      L’affermazione proviene dai  segretari generali di Cgil e Uil Sicilia Alfio Mannino e Luisella Lionti al termine della manifestazione che ha visto sfilare per il centro di Palermo, secondo una stima dei due sindacati, oltre 15 mila persone provenienti da tutta Sicilia.  “Questa è una manovra di bilancio – ribadiscono Mannino e Lionti – che non dà nulla a lavoratori e pensionati e non prevede misure per lo sviluppo e l’occupazione della Sicilia. I siciliani già vivono una situazione più difficile che nel resto del paese, per quanto riguarda il lavoro ma anche servizi essenziali come la sanità”.

I sindacati hanno anche diffuso alcuni dati sull’adesione allo sciopero: “A Siracusa, 95% alla Versalis, 95% all’Isab e 95% alla Sasol; Anello ferroviario Palermo 100%; Fincantieri Palermo 75%; A Siracusa Marisicilia ed Eurospin 100%; Zara 99%; A Catania 50% all’azienda Libretti; Congela Palermo 100%; Centro Seia Ragusa 30%; Pomagri 4.0 Trapani 75%; Campanio agricola SR 52%; Cooemi Siracusa 90%; Lamail 60% (Messina); M.G.C Gela 30%; Firma impianti (Rg) 100%; Nicosia Scarl 50%; Est Europa terminalisti (Ct) 95%; Global service (Ct) 45%; Just eat (Cy) 50%; Caronte e tourist isole minori (Me) 70%”.

 

Venerdì 29 Nov. Sciopero generale di 8 ore proclamato da Landini (Cgil) e Bombardieri (Uil) ….. Il Ministro Matteo Salvini firma la precettazione

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– FINALMENTE   UNA  PROVA DI FORZA E DI CORAGGIO  DI  LANDINI E BOMBARDIERI

 

Venerdì 29 novembre si svolgerà lo sciopero generale di 8 ore, proclamato da Cgil e Uil, per chiedere di cambiare la manovra di bilancio, aumentare salari e pensioni, finanziare sanità, istruzione, servizi pubblici e investire nelle politiche industriali. Una mobilitazione che si articolerà in 43 piazze su tutto il territorio nazionale, indetta per contrastare le scelte ingiuste e sbagliate del Governo.

I segretari generali, Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri concluderanno rispettivamente le manifestazioni di Bologna (corteo ore 9.30, da Porta Lame a Piazza Maggiore) e Napoli (corteo ore 9.30, da Piazza Mancini a Piazza Matteotti). In contemporanea, in alcune città, i comizi saranno conclusi dai dirigenti sindacali delle segreterie nazionali confederali di Cgil e Uil.

Per la Cgil, – informa un comunicato sindacale- Luigi Giove sarà a Pordenone (ore 10.30 corteo da piazza Risorgimento a piazza XX Settembre); Christian Ferrari a Treviso (dalle ore 10 in Piazza dell’Università); Pino Gesmundo parteciperà alla manifestazione a Fabriano (dalle ore 9.30 al Palaguerrieri, via Beniamino Gigli); Maria Grazia Gabrielli sarà a Terni (ore 9 corteo da piazza Rivoluzione Francese a Piazza Solferino); Francesca Re David parteciperà al corteo di Roma (ore 9.30 da Piazza dell’Esquilino a via dei Fori Imperiali); Daniela Barbaresi manifesterà a Pescara (ore 10 presidio davanti alla Prefettura in Piazza Italia); Lara Ghiglione a Bari (ore 9.30, Piazza Massari).

Per la Uil, Santo Biondo sarà a Campobasso (ore 10 manifestazione Piazza della Vittoria); Vera Buonomo a Torino (ore 9 corteo da Piazza XVIII dicembre a Piazza Castello); Emanuele Ronzoni parteciperà al corteo a Palermo (ore 9.30 da Piazza Croci a Piazza Verdi), e, infine, Ivana Veronese a quello di Firenze (corteo ore 9.30 da Piazza Santa Maria Novella a Piazza Poggi).

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini – si apprende –  ha firmato la precettazione: “Per evitare agli italiani l’ennesimo venerdì di caos, ho deciso di intervenire direttamente, riducendo a quattro ore lo sciopero indetto da alcuni sindacati per venerdì”, ha spiegato Salvini in un videomessaggio.

Il ministro ha poi aggiunto: “Landini dice che sto limitando il diritto di sciopero? In due anni e poco più di governo, 949 scioperi effettuati in Italia. Quindi diritto allo sciopero sì, ma anche diritto al lavoro per la stragrande maggioranza degli italiani è l’impegno che mi sono preso”, ha aggiunto.

Cgil e Uil: “Impugneremo”

“Noi rispettiamo le regole”, risponde il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a margine di un’iniziativa, aggiungendo che “se ci sarà una precettazione, la impugneremo dinanzi all’Autorità Giudiziaria”

Altre manifestazioni di Cgil e Uil si terranno anche nelle seguenti città:

L’Aquila, Chieti, Teramo, Potenza, Cosenza, Genova, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Como, Lecco, Mantova, Pavia, Sondrio, Varese, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Cagliari, Trento, Bolzano, Aosta, Venezia, Padova, Rovigo, Belluno, Verona, Vicenza.

Contratto regionali, l’assessore Messina della Regione Sicilia aveva incontrato difformità sulle proposte dell’Aran ma afferma di«accelerare su rinnovo»

 

 

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Palermo

L’assessore regionale alla Funzione Pubblica Andrea Messina ( nella foto) rende noto di aver  incontrato ieri il commissario straordinario dell’Aran Accursio Gallo, il cui incarico è stato rinnovato dalla giunta regionale per altri tre mesi.

 

Oggetto dell’incontro è stato il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del comparto non dirigenziale della Regione per il triennio 2019-2021, per il quale qualche settimana fa l’assessore Messina aveva evidenziato difformità tra la proposta diramata dall’Aran ai sindacati e gli indirizzi approvati dalla giunta.

 

«È stato un incontro utile e produttivo – sottolinea l’assessore Messina – nel corso del quale, insieme al commissario dell’Aran Gallo e alla dirigente generale del dipartimento della Funzione pubblica Madonia, abbiamo affrontato il tema del rinnovo del contratto del personale regionale. Abbiamo ribadito al commissario Gallo la necessità di articolare una proposta coerente con le linee di indirizzo formulate dalla giunta regionale. La mia richiesta – ha aggiunto Messina – è stata quella di accelerare i tempi di convocazione dei sindacati, atteso il notevole ritardo già accumulato. Sul punto ho raccolto l’impegno a convocare i sindacati la prossima settimana, per avviare il percorso di definizione delle procedure e giungere alla sottoscrizione del rinnovo del contratto, che il personale attende ormai da troppo tempo».

 

Nel corso della riunione l’assessore ha inoltre sottoposto al commissario dell’Aran la necessità di definire la vertenza circa l’applicazione dell’art. 70 del Ccrl 2016/2018 per la liquidazione della retribuzione di risultato 2022 alla dirigenza. Anche riguardo a tale aspetto il commissario Gallo ha preso l’impegno di convocare i sindacati la prossima settimana. 

Impegno, infine, sul fronte del rinnovo del contratto dell’area dirigenza 2019-2021 e per definire le trattative relative ai fondi accessori per il 2023 sia per il comparto che per la dirigenza.