
Palermo,
Incassavano il denaro consegnato dagli automobilisti al casello autostradale sostituendo il biglietto originale con uno di importo molto inferiore, trattenendo così la differenza. Una tecnica precisa, studiata a tavolino, quella che ha permesso ad alcuni dipendenti di Autostrade siciliana di guadagnare decine di migliaia di euro in poco tempo. Questo il raggiro scoperto dalla Procura di Termini Imerese (Palermo), per il quale sono stati indagati per peculato cinque dipendenti
L’indagine ha radici in una denuncia presentata nel 2025 dagli stessi vertici del Cas, in accordo con l’Assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, dopo che erano emersi presunti ammanchi ritenuti capaci di arrecare gravi danni ai bilanci dell’ente.
Gli accertamenti degli investigatori avrebbero permesso di ricostruire il quadro complessivo dei fatti, sfociando nell’esecuzione delle misure cautelari disposte dall’autorità giudiziaria.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò, ha spiegato che i controlli interni erano partiti già 18 mesi fa: verifiche sul numero di transiti ai caselli, sui pedaggi e sugli incassi, poi confluite in un esposto alla magistratura.
«L’inchiesta avviata dalla Procura di Termini Imerese sugli ammanchi al Cas è scaturita dalle verifiche interne partite già 18 mesi fa, con il coordinamento dell’assessorato delle Infrastrutture e della mobilità. Sono stati fatti gli opportuni e necessari controlli sul numero di transiti ai caselli autostradali, dei pedaggi e degli incassi, e gli esiti dei controlli sono sfociati in un esposto all’autorità giudiziaria, che sta dando adesso i primi risultati.»