Servizi Sociali,Catania, apre Civico 8 un condominio solidale finanziato con fondi PNRR per l’autonomia degli anziani

 

 

Una nuova struttura residenziale dedicata alle persone anziane vulnerabili apre le porte alla città. Si chiama “Civico 8” ed è il nuovo condominio solidale per l’autonomia delle persone anziane realizzato negli spazi dell’ex scuola Padre Santo Di Guardo, in via della Sfinge, nel quartiere San Giovanni Galermo, attraverso un intervento di riqualificazione finanziato con fondi PNRR. Il sindaco di Catania Enrico Trantino e l’assessora ai Servizi Sociali, Inclusione Sociale e Famiglia Serena Spoto hanno inaugurato questa mattina la struttura, alla presenza di operatori sociali, anziani, bambini e rappresentanti delle realtà che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. Presenti anche l’assessore all’Urbanistica e al Decoro urbano Luca Sangiorgio, i consiglieri comunali Erio Buceti, Santo Arena e Valentina Saglimbene, il presidente del IV Municipio Rosario Cavallaro, il Garante comunale per i diritti delle persone anziane Marcello Romano, i bambini dell’istituto comprensivo Di Guardo.
L’immobile, completamente riqualificato, viene così restituito alla comunità con una nuova funzione sociale: offrire a persone anziane con fragilità la possibilità di sperimentare una forma abitativa orientata all’autonomia, all’inclusione e alla vita indipendente, con servizi e supporti adeguati. Civico 8 non nasce infatti come una casa di riposo, ma come un vero e proprio condominio solidale, nel quale la dimensione privata della propria abitazione si unisce alla presenza di spazi comuni, servizi, assistenza e occasioni di relazione.
La struttura dispone di otto appartamenti indipendenti, ciascuno destinato a due persone, per complessivi sedici posti. Gli alloggi sono progettati a misura di persona anziana e sono collegati a spazi condivisi nei quali sarà possibile svolgere attività, incontrarsi e costruire relazioni. Un modello abitativo che punta a evitare, quando possibile e appropriato, l’isolamento e il ricorso a forme di assistenza residenziale più intensive, sostenendo invece la capacità delle persone di continuare a vivere in un contesto il più possibile autonomo.
L’intervento rientra nel PNRR, Missione 5, Componente 2, sub-investimento 1.1.2 “Autonomia degli anziani non autosufficienti”, e si inserisce in un più ampio percorso di presa in carico domiciliare rivolto a 200 persone anziane, individuate attraverso l’avviso pubblico comunale del 2024 e la successiva riapertura dei termini nel 2025. L’attività di assistenza domiciliare, avviata prima della disponibilità dei nuovi locali, consente di conoscere direttamente bisogni, abitudini e aspettative delle persone e delle loro famiglie, individuando insieme a loro le soluzioni più appropriate. La possibilità di vivere a Civico 8 rappresenta quindi una delle opzioni previste dal percorso e non la destinazione automatica di tutti i beneficiari.
La scelta di trasferirsi in una nuova realtà abitativa richiede tempo, fiducia e gradualità. Per questo Civico 8 non sarà soltanto un luogo nel quale abitare, ma anche un polo aperto al territorio, con attività diurne, laboratori, incontri e iniziative intergenerazionali da realizzare insieme alle scuole, alle associazioni e alle altre realtà della comunità. Gli spazi potranno essere frequentati anche da persone che non intraprenderanno il percorso di convivenza, favorendo la conoscenza della struttura e la costruzione di nuove relazioni nel quartiere.
Il progetto nasce dalla co-progettazione a cui partecipano gli enti del terzo settore Cooperativa Fenice, Cooperativa Iride, Cooperativa Girasoli, Cooperativa Team, Consorzio Il Nodo e Cooperativa Solidarietà che Passione.
“I nostri anziani sono memoria, affetti, radici. Prendersi cura di loro significa aiutarli a continuare a vivere nella propria casa, vicino alle persone che amano, conservando le proprie abitudini e la propria autonomia – ha detto il sindaco Enrico Trantino-. È questa la svolta che stiamo realizzando nei servizi sociali: essere più vicini alle persone e dare a ciascuno l’assistenza di cui ha bisogno, mobilitando decine di operatori specializzati. Dall’assistenza direttamente a casa alle strutture per chi ha bisogno di maggiori cure, fino a nuove soluzioni come Civico 8, stiamo costruendo servizi sociali capaci di dare risposte diverse a bisogni diversi. E oggi vogliamo dire grazie a tutti i nostri nonni, per quello che rappresentano ogni giorno per le nostre famiglie e per la nostra comunità. Prendersi cura di loro significa prendersi cura delle nostre radici, della nostra storia e della nostra città”.
“Per le persone che hanno bisogno di assistenza, il Comune può contare su diverse strutture accreditate, in collaborazione con il Terzo Settore”, ha sottolineato l’assessora Serena Spoto. “A questa rete di servizi si aggiunge una nuova risposta con Civico 8, una struttura pensata per accompagnare le persone anziane in un percorso di autonomia, relazione e partecipazione alla vita della comunità. Ma ci sono persone che hanno bisogno di un’assistenza maggiore o che non possono continuare a vivere nella propria abitazione. Anche a loro dobbiamo garantire una risposta adeguata. È un impegno che non riguarda soltanto l’organizzazione dei servizi, ma rappresenta un valore di solidarietà e di attenzione verso le persone più fragili”.
Il tavolo di co-progettazione continuerà a rappresentare il luogo nel quale sviluppare il modello gestionale della struttura, definire le attività e costruirne la continuità, con il coinvolgimento degli anziani e delle famiglie e con modalità trasparenti.
Particolare attenzione è riservata anche alla sostenibilità e alla vita quotidiana della struttura stessa. Tra le dotazioni è previsto un sistema di recupero degli scarti organici destinato a sostenere la cura e la fioritura del giardino esterno, creando ulteriori occasioni di attività condivise legate al verde e alla sostenibilità ambientale.

 

 

Messina,fenomeno delle truffe agli anziani con la tecnica del “sedicente Carabiniere” -Quattro catanesi scoperti in flagranza e arrestati

 

 Messina – Taormina (ME),
Prosegue senza sosta l’azione di contrasto attuata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina per prevenire e reprimere il fenomeno delle truffe in danno di persone anziane.
Nelle ultime 48 ore, sono stati due gli interventi – eseguiti, rispettivamente, dai Carabinieri delle Compagnie di Sant’Agata di Militello e Taormina – che hanno consentito di arrestare in flagranza ben quattro malviventi catanesi, già noti alle Forze dell’ordine, ritenuti responsabili di raggiri compiuti con la tecnica del “sedicente Carabiniere”.
Il primo intervento è scattato a Sant’Agata di Militello, grazie a una tempestiva segnalazione al “112 NUE” da parte del figlio di una pensionata appena contattata telefonicamente da un sedicente “Maresciallo della Stazione Carabinieri di Capo d’Orlando”, il quale le aveva prospettato un grave incidente stradale occorso a un familiare e chiesto di consegnare urgentemente denaro o gioielli a titolo di risarcimento.
I militari della Stazione del luogo hanno quindi raggiunto immediatamente la vittima mentre era ancora al telefono con uno dei malviventi, il quale stava preannunciando alla donna proprio l’arrivo a casa di una persona a cui avrebbe dovuto consegnare il denaro e i gioielli. Nella circostanza, sebbene la donna avesse proseguito la telefonata e finto di assecondare le richieste del truffatore, quest’ultimo ha interrotto improvvisamente la comunicazione, determinando anche la fuga del complice che nel frattempo era già quasi giunto presso l’abitazione.
Ciononostante, sulla base degli elementi acquisiti, i Carabinieri della Stazione e dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno subito visionato le immagini degli impianti di videosorveglianza della zona e individuato i due malviventi – un 32enne e un 45enne – intercettandoli a bordo di un’auto nei pressi del locale casello autostradale e procedendo così al loro arresto per “tentata truffa aggravata in concorso”.
Il secondo episodio si è verificato sempre, ieri a Limina, dove a lanciare l’allarme è stato invece il marito della vittima, precipitatosi presso la Stazione del luogo dopo che la moglie era stata contattata telefonicamente da un sedicente Carabiniere che le aveva chiesto di mostrare l’oro in suo possesso, per evitare ripercussioni nei confronti di un loro congiunto a seguito di una non meglio indicata rapina.
Nella circostanza, il militare di servizio alla caserma si è subito recato presso l’abitazione della donna, ove ha udito le urla di quest’ultima a cui era stata appena strappata di mano una borsa contenente i gioielli, notando anche il presunto autore che stava fuggendo a bordo di un’auto condotta da un complice.
A quel punto, lo stesso militare ha iniziato a seguire a distanza il veicolo, chiedendo nel frattempo rinforzi alla Centrale Operativa della Compagnia, finché poco dopo il mezzo in fuga è stato bloccato con l’ausilio di una pattuglia della Stazione di Sant’Alessio Siculo e di un equipaggio del Nucleo Radiomobile della Compagnia.
I malviventi – un 19enne e un 36enne – sono stati così arrestati per “truffa aggravata” e “furto con strappo”.
Entrambi gli episodi confermano quanto sia importante che le vittime si rivolgano tempestivamente alle Forze di polizia, favorendo interventi immediati e efficaci per tutelare anziani e persone vulnerabili.
Come più volte sottolineato dai Carabinieri in occasione degli incontri informativi organizzati su questo tema, le Forze di polizia non si rivolgono mai ai cittadini chiedendo denaro o preziosi per il pagamento di presunte cauzioni. 
Pertanto, qualora giungano telefonate di tale tenore, è fondamentale contattare subito il numero “112 NUE”.
“Quanto sopra, –informa il Comando – ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca, costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati, che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità. Si precisa che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio tra le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli stessi indagati”

Catania, anziana raggirata- Arresti

 

Catania,

I poliziotti della Squadra mobile di Catania hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di un uomo, sottoposto alla misura del divieto temporaneo di esercitare attività lavorativa e professionale in istituti bancari e di credito per la durata di 12 mesi e di una donna, sottoposta alla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria per tre giorni alla settimana, tutti e due ritenuti responsabili di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambi in forma pluriaggravata.

Attraverso le investigazioni, avviate da una segnalazione proveniente dai funzionari di un istituto bancario, gli agenti hanno sorpreso gli indagati a compiere, insieme a dei complici, una serie di operazioni, con lo scopo di appropriarsi del patrimonio della vittima 85enne, ammontante a circa 3 milioni di euro.

Tramite la stessa indagine, lo scorso 24 novembre, gli investigatori avevano già arrestato due persone, una fioraia ritenuta la mente dell’intera operazione illecita e un avvocato.

La persona offesa è stata manipolata e isolata dal contesto esterno, fino a negarle addirittura il ricevimento della corrispondenza.

Mediante la complicità di professionisti e tecnici, inoltre, si è cercato di dare una parvenza di legalità a tutto il progetto criminale, facendo redigere perfino un nuovo testamento e adoperandosi, infine, per ottenere un certificato medico utile al piano.

All’anziana vittima, già dopo la prima fase di esecuzione, è stato nominato un curatore, che sta tuttora provvedendo alla sua assistenza.

SUD ITALIA, NAPOLI,PALERMO,CASERTA,COSENZA ,ALTRE CITTA’, MAX OPERAZIONE CONTRO LE TRUFFE AGLI ANZIANI: 21 ARRESTI

 

 

Consigli contro le truffe agli anziani: locandina e brochure informative -  Comune di Miradolo Terme

 

 

 

 – Territorio nazionale
Alle prime ore di questa mattina, nelle province di Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Palermo, Brescia, Pavia e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Genova, con la collaborazione dei Comandi dell’Arma dei territori interessati, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 21 soggetti, gravemente indiziati dei reati di associazione per delinquere finalizzata alle truffe in danno di anziani, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio, dei quali 15 destinatari di custodia cautelare in carcere, 2 della custodia cautelare agli arresti domiciliari e 4 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con l’obbligo di presentazione alla P.G..
Nel provvedimento cautelare sono stati contestati agli indagati complessivamente 33 truffe pluriaggravate, di cui 27 consumate e 6 tentate, perpetrate tra il maggio 2024 e il gennaio 2025, con profitti illeciti ancora in corso di quantificazione, ma che superano di gran lunga i 300.000 euro.
Le truffe contestate sono state perpetrate in Liguria (Genova e Chiavari), Lombardia (Voghera e Pavia), Veneto (Verona), Lazio (Roma e Latina), Campania (Ottaviano), Calabria (Cosenza, Lamezia Terme e Catanzaro) e Sicilia (Palermo e Monreale).
Nel corso dell’indagine, avviata nel maggio 2024, sono state arrestate in flagranza di reato 5 persone e denunciati altri 7 individui per i reati di truffa e tentata truffa aggravata, nonché recuperati denaro e monili in oro sottratti alle vittime per un valore di circa 150.000 euro.
Da quanto emerso nel corso delle attività investigative, le truffe venivano eseguite sempre tramite figure ben definite: i “telefonisti”, incaricati di contattare le vittime, i “trasfertisti”, deputati a prelevare il denaro e i gioielli dalle vittime, e i “corrieri” a cui, in alcuni casi, pur non partecipando alle truffe, è stato affidato il trasporto dei proventi dei delitti a Napoli.
Anche il modus operandi seguiva sempre lo stesso schema: le vittime venivano contattate telefonicamente da sedicenti appartenenti all’Arma dei Carabinieri o avvocati, i quali riferivano che un congiunto dell’anziana vittima, generalmente un figlio o un nipote, aveva provocato un incidente stradale in cui la controparte era rimasta gravemente ferita.
A quel punto, approfittando dello stato di agitazione ingenerato nel malcapitato con la falsa notizia, i truffatori gli facevano credere che, per evitare l’arresto del proprio parente, sarebbe stato necessario pagare immediatamente una “cauzione” per risarcire il ferito, spingendo la vittima a mettere a disposizione il denaro e i gioielli custoditi in casa che, entro un breve lasso di tempo, un incaricato avrebbe ritirato. Per evitare che la vittima avesse ripensamenti o chiedesse aiuto, il “telefonista” continuava ininterrottamente a intrattenerla al telefono, rimarcando la gravità dei fatti e il poco tempo disponibile per risolvere la situazione, fino a quando il “trasfertista” prelevava i beni e si dileguava.
Le indagini hanno documentato come il gruppo criminale abbia organizzato nel dettaglio la realizzazione delle truffe, usando per le trasferte verso tutto il territorio nazionale autovetture a
noleggio, nonché sfruttando smartphone e utenze intestate a prestanomi per i contatti tra i sodali, i quali comunicavano tendenzialmente solo mediante socia! network o attraverso le più comuni applicazioni di messaggistica istantanea.
Nel periodo di indagine, inoltre, è emerso che il gruppo aveva a disposizione almeno un appartamento e un B&B, adibiti a “call center” ed ubicati nella città di Napoli, in cui la coppia a capo dell’organizzazione si riuniva con i “telefonisti”.
Il sodalizio era ben radicato anche in Sicilia, dove due degli indagati operavano attivamente soprattutto nella provincia di Palermo, da dove inviavano il provento delle truffe a Napoli. Il gruppo poteva contare anche sul supporto di almeno due orafi napoletani, che avevano il compito di valutare, smontare, acquistare o riciclare i gioielli provento dei delitti. In particolare, uno dei due professionisti è titolare di una gioielleria situata nel cuore del capoluogo campano, in zona “Spaccanapoli”, mentre l’ altro è titolare di un laboratorio orafo abusivo, situato nel Borgo Orefici.
L’indagine ha documentato anche che il denaro ricavato dall’attività illecita è stato investito sia nell’acquisto di un immobile, sia in un’agenzia di scommesse, ubicata nel quartiere San Giuseppe di Napoli, utilizzata per riciclare il denaro sporco.
Oltre alle misure cautelari personali sono stati eseguiti provvedimento di sequestro preventivo di un laboratorio orafo abusivo, ubicato a Napoli nel Borgo Orefici, un’abitazione ubicata nel quartiere di Napoli Poggioreale, acquistata con i proventi dei delitti, un’agenzia di scommesse, ubicata nel quartiere San Giuseppe di Napoli, 3 autovetture (DR5, Jeep Renegade e Fiat Panda) ed un motoveicolo Yamaha T-Max, la somma contante di euro 100.900, già sequestrata nel gennaio scorso in riscontro all’attività di indagini.
A seguito dell’esecuzione del provvedimento cautelare sono state altresì sequestrati, all’ interno dell’abitazione di un’indagata, 120.000 euro in contanti, occultati all’ interno di uno scaldabagno, nonché all’interno dell’abitazione di un altro indagato altri 40.000 euro in contanti.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare, disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e il destinatario della stessa è persona sottoposta alle indagini e quindi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Sventata truffa ai danni di anziani con la tecnica del finto nipote coinvolto in un incidente. Un arresto

 

Truffe agli anziani, il Viminale firma un'intesa con Abi e Poste italiane

 

 Roma – Colleferro,
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Colleferro, nel corso di un mirato servizio predisposto dal Comando Provinciale di Roma finalizzato a contrastare il fenomeno delle truffe ai danni di anziani, hanno arrestato in flagranza, un 45enne italiano, della provincia di Napoli, gravemente indiziato del reato di tentata truffa aggravata ai danni di una 88enne, residente a Colleferro.
La vittima, una donna di 88 anni, lo scorso mese di giugno era già stata vittima di una tentata truffa; in quella circostanza, un ignoto interlocutore, qualificandosi come avvocato, le aveva comunicato che il nipote era stato coinvolto in un incidente stradale e quindi per non incorrere nell’arresto o conseguenze molto più gravi, le era stato detto di versare tutto il denaro e i gioielli d’oro in suo possesso.
In quella occasione, l’immediato intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile, attivati dalla vicina di casa dell’anziana, ha consentito di identificare e denunciare per tentata truffa, una 43enne di Napoli, nei cui confronti è stato poi emesso un provvedimento di allontanamento dal Comune di Colleferro per ben due anni.
Ieri mattina per l’ennesima volta, l’anziana è stata contattata nuovamente dallo stesso interlocutore che, fingendosi il nipote, le ha chiesto denaro e gioielli per l’asserito blocco del conto corrente della mamma presso l’Ufficio Postale.
Questa volta però l’anziana ha fiutato la truffa e assecondando le richieste dell’interlocutore, con l’altro telefono ha avvisato la figlia che ha richiesto l’intervento dei Carabinieri al numero di emergenza 112. Nel giro di pochi minuti, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro hanno predisposto un mirato servizio all’interno dell’appartamento dell’anziana. Quando il 45enne è arrivato ed è entrato per ritirare la busta contenente il denaro e i gioielli, i militari sono intervenuti e lo hanno ammanettato. La perquisizione personale ha permesso di numerosi gioielli in oro, denaro contante e due telefoni cellulari che sono stati sequestrati.
Le successive indagini, avviate in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, hanno permesso di scoprire che il 45enne, nella stessa mattinata, aveva commesso anche un’altra truffa ai danni di un’anziana 84enne di Mentana, con le stesse modalità. La donna sarà invitata nei prossimi giorni per la restituzione della refurtiva.
Il Gip del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto per tentata truffa aggravata e ricettazione, al 45enne è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con divieto di allontanamento dall’abitazione dalle ore 20.00 alle ore 07.00 rinviando il processo a carico dell’indagato che, in considerazione dello stato del procedimento e dei termini a difesa richiesto dal suo legale, deve ritenersi innocente fino a sentenza definitiva.

Esplosione in un appartamento a Napoli causa il decesso di due coniugi anziani

 

foto (ufficio stampa) Vigili del fuoco 

 

 

Napoli,

Esplosione e successivo incendio, la notte scorsa, in un appartamento a Torre del Greco, in provincia di Napoli. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che, nella vicina abitazione, interessata dal crollo di una parete, hanno trovato i corpi  senza vita di due anziani coniugi. Secondo i primi accertamenti, sarebbe stata una probabile fuga di gas  che ha ucciso i due anziani   Indagini sono in corso.
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Truffe agli anziani: telefonare subito al 112

 

A seguito di alcune telefonate giunte al 112 dei Carabinieri da parte di anziani che segnalavano tentativi di truffe nei loro confronti, venivano inviate pattuglie in abiti civili sulle zone interessate. Una pattuglia del nucleo investigativo individuava un possibile truffatore in zona Voltri, seguendolo. L’uomo, italiano 30enne, si recava effettivamente presso un condominio dove una signora anziana 83enne gli consegnava un pacco.

I militari intervenivano bloccando l’uomo che si era fatto consegnare 1650 euro in contanti più monili in oro. L’anziana veniva chiamata da un fantomatico giudice che la avvisava che il figlio si era reso responsabile di un incidente stradale per cui doveva immediatamente pagare una cauzione.

Placet dell’AIFA alla terza dose del vaccino-antiCovid. In fermento la classe politica italiana

Foto Ospedale sala operatoria, immagini Ospedale sala operatoria da  scaricare | Foto stock - Depositphotos

 

Sì alla terza dose di vaccino contro il coronavirus, si partirà  con i soggetti immunodepressi. La Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa)  ha fornito il placet tanto atteso per la terza dose di vaccino anti-Covid,   Adesso scatta anche la fantasia dei politici italiani

. Si partirà a fine settembre con i pazienti immunodepressi (ad esempio i trapiantati, chi è in terapia oncologica o in trattamento per sclerosi multipla), ma il ‘booster’ riguarderà anche gli anziani in Rsa e gli operatori sanitari più a rischio di esposizione al contagio insiene ad altre categorie che verranno adesso individuate.

Arrestati stamane dai Carabinieri di Agrigento i tre malfattori che assaltarono la casa di tre anziani

 

Rapina in banca a Lavello, arrestato un 26enne di Cerignola - Basilicata24

 

Finalmente arrestati  dopo minuziose indagini i malavitosi che la  mattina del 18 maggio 2020, in tre, nelle campagne di Racalmuto (AG),  assaltarono l’abitazione di tre anziani (2 ultrasettantenni ed 1 ultraottantenne) fratelli, 2 uomini ed 1 donna, sorprendendoli mentre lavoravano nel piccolo orto di casa.

Furono lunghi minuti di terrore per le vittime, malmenate e sopraffatte. “…Ti rompo il collo…” dissero i criminali alla povera signora Maria mentre la picchiavano e la rinchiudevano insieme ai fratelli in uno sgabuzzino.

In casa i malfattori si impossessarono di 50.000 euro in contanti, di alcune monete antiche di pregio numismatico e rilevante valore economico e di numerosi monili preziosi, praticamente i risparmi di una vita.

All’alba di oggi i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Agrigento e del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Canicattì hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento dal GIP presso il Tribunale, traendo in arresto 4 pregiudicati di Palma di Montechiaro – A.M. cl.’71, A.M. cl.’73, E.M. cl.’82 e C.M. cl.’82 – responsabili del grave delitto.

Già la mattina del 18 maggio i Carabinieri, accorsi presso l’abitazione delle vittime, avevano raccolto durante il sopralluogo le prime tracce lasciate dai malfattori, ricostruendo come vi fosse un complice – il 4° uomo – ad aspettarli in auto lungo la strada.

Le indagini registravano però una rapida svolta quando i Carabinieri della Stazione di Racalmuto, profondi conoscitori del territorio, ricevevano proprio dalla comunità l’informazione circostanziata di un’auto (qualcuno aveva anche annotato il numero di targa) con 4 forestieri a bordo che, nei giorni precedenti, si aggirava in quelle campagne.

I militari del Nucleo Investigativo di Agrigento e del NOR di Canicattì accertavano rapidamente come a bordo dell’auto segnalata fossero solite viaggiare 2 coppie di fratelli (imparentate tra loro), composte da pericolosi pregiudicati palmesi con precedenti penali per delitti contro la persona ed il patrimonio. I militari annotavano anche che uno di loro, sul social network Facebook, mostra la propria foto profilo con la scritta ” IL BOSS.”

Le febbrili indagini, svolte con l’ausilio di attività tecniche, documentavano gli elementi gravemente indizianti della responsabilità dei 4 sospettati nel delitto: le tracce dei loro telefoni cellulari, le immagini riprese dalle telecamere poste lungo il percorso compiuto in andata e ritorno da Palma di Montechiaro a Racalmuto nelle prime ore del 18 maggio, primo giorno post lockdown (realisticamente con la fretta di compiere quel colpo deciso da tempo ma rimandato a causa delle restrizioni imposte dall’Autorità per contrastare il diffondersi della pandemia di covid-19) e le conversazioni nel corso delle quali gli indagati si vantavano di possedere ingenti somme di denaro contante da spendere, componevano il solido quadro probatorio che, riferito alla Procura della Repubblica di Agrigento, convinceva il Giudice per le Indagini Preliminari ad emettere il provvedimento restrittivo, valutando che per infrenare questi indagati, considerate le condotte accertate e la loro tracotante pericolosità, non può esservi altra misura cautelare che la detenzione in carcere.

I militari, nel corso delle perquisizioni domiciliari effettuate stamattina durante gli arresti, hanno ritrovato parte della refurtiva.

Ma le indagini a carico di questo gruppo criminale non sono concluse: 15 giorni fa i Carabinieri della Stazione di Comitini, durante i diuturni servizi di controllo del territorio, avevano fermato proprio questi 4 indagati mentre, a bordo della solita auto, si aggiravano in quelle contrade. Il coordinamento con la Compagnia di Canicattì consentiva di richiedere alla Questura di Agrigento l’emissione a loro carico del foglio di via obbligatorio, nella considerazione però che quei quattro malavitosi, probabilmente, stavano studiando un altro colpo in trasferta, sventato sul nascere questa mattina dai Carabinieri.

VILLAFRATI,FOCOLAIO CORONAVIRUS IN SICILIA

 

Le strade di Villafrati

Circoscritta la casa di riposo di Villafrati, piccolo centro del palermitano, dove  sessantotto anziani sono stati  contagiati dal coronavirus.., nove sono stati ricoverati al Policlinico, gli altri in quarantena. Questa porzione di  territorio di tre mila abitanti  diventa ‘zona rossa’.   Gli anziani non potranno più ricevere visite dei loro familiari.. I Carabinieri controllano i varchi e le uscite del paese.

Conferma il sindaco di Villafrati Francesco Agnello. Nei giorni scorsi un ospite della casa di riposo -Villa Delle Palme -di 90 anni era deceduto nell’ospedale di Partinico. “Riusciremo a superare la drammaticità del momento”, avverte il primo cittadino. “I nostri concittadini hanno eseguito l’autoisolamento senza essere obbligati, e lo saremo ancora di più adesso “..

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, sentito il primo cittadino, ha già firmato l’ordinanza. “Fino al 15 aprile, nel piccolo centro palermitano ci sarà il divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, ad eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità —  – Potranno entrare e uscire dal paese solo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per la fornitura delle attività essenziali del territorio comunale”.

In Sicilia il virus avanza e fa vittime. Il provvedimento si è reso necessario, “per evitare il diffondersi del contagio del Covid-19, dopo che gli uffici dell’Asp hanno segnalato all’interno di una Residenza sanitaria assistita ben 62 casi di positività -saliti a 68 oggi-al Coronavirus”. Ieri sera altri due comuni siciliani sono stati dichiarati ‘zona rossa’, Salemi nel trapanese e Agira, nell’ennese.