Falcone, l’assessore Istruzione della Regione Sicilia, Mimmo Turano: «Vogliamo far conoscere agli studenti il Museo del Presente»

 

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«Conoscenza, memoria e rinascita attraverso l’arte sono strumenti educativi e di cambiamento culturale potentissimi per i giovani. Con la Fondazione Falcone, abbiamo avviato un percorso affinché sia ogni giorno il 23 maggio portando, a marzo scorso, alla sottoscrizione di una convenzione con la Regione Siciliana e oggi alla pubblicazione di una circolare che consenta a tutti gli studenti siciliani di visitare il Museo del Presente, luogo simbolo della memoria di chi ha servito lo Stato pagando un prezzo altissimo nella lotta alla mafia».

Così l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, intervenendo a Palermo, nel Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, in occasione delle iniziative per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Durante il suo intervento l’assessore ha annunciato la pubblicazione della circolare destinata alle scuole statali e regionali di ogni ordine e grado con sede in Sicilia che stanzia 400 mila euro per attività formative sui temi della legalità che includano una visita didattica al museo.

«Giovanni Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e, in quanto tale, ha un inizio e una fine – ha sottolineato Turano – E noi abbiamo il dovere morale di continuare la sua opera e quella di tutti i servitori dello Stato che hanno perso la vita nella lotta alla criminalità promuovendo tra i giovani, come ha fatto in questi anni la Fondazione Falcone, i valori della nostra Costituzione. Per questo stiamo già lavorando a un nuovo avviso per portare i ragazzi a visitare anche la casa museo del giudice beato Rosario Livatino».

La circolare prevede, inoltre, laboratori e incontri con magistrati, forze dell’ordine ed esponenti delle associazioni antimafia e la realizzazione di un elaborato finale degli studenti come prodotti multimediali, testi letterari o giornalistici, opere artistico-teatrali.
Ciascuna scuola può presentare una sola proposta progettuale e ottenere un finanziamento massimo di 7 mila euro. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 luglio tramite Pec all’indirizzo: dipartimento.istruzione@certmail.regione.sicilia.it.

Scuola Sicilia, 700 mila euro per seconda edizione di Gibellina Capitale Arte contemporanea

 

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La Regione Siciliana, attraverso l’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale, comunica il lancio  della seconda edizione dell’iniziativa “Gibellina Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026”, destinata a tutte le istituzioni scolastiche dell’Isola.
Dopo il successo della prima edizione, che ha consentito di finanziare 163 progetti nelle scuole siciliane, l’iniziativa si rinnova per avvicinare gli studenti all’arte contemporanea e al patrimonio culturale della città nel Trapanese, simbolo della rinascita attraverso l’arte, dopo il sisma del 1968 che la rase al suolo.

Le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado potranno presentare progetti formativi dedicati all’arte contemporanea, che prevedano attività didattiche, visite a Gibellina e la realizzazione di elaborati artistici originali. I progetti potranno essere sviluppati anche in collaborazione con musei, artisti, associazioni culturali e realtà del territorio.

«L’arte è uno strumento potente per sviluppare creatività, pensiero critico e visione del futuro – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano –. Con questa iniziativa vogliamo dare agli studenti l’opportunità di essere protagonisti della cultura, non solo spettatori, e conoscere da vicino le straordinarie bellezza della città nata dal genio di Ludovico Corrao, che dopo il sisma ebbe un’intuizione unica, trasformando una tragedia in simbolo di rinascita e bellezza».

La dotazione finanziaria complessiva è di 700 mila euro. Per ciascuna scuola ammessa è previsto un contributo massimo di 7.500 euro. Particolare attenzione sarà riservata agli istituti che non hanno partecipato alla precedente edizione, al fine di ampliare il coinvolgimento degli studenti e garantire una diffusione più capillare del progetto.

Le domande devono essere presentate entro il prossimo 31 maggio, secondo le modalità indicate nella circolare pubblicata sul sito della Regione Siciliana.

Regione Sicilia, gli studenti degli istituti Mat, ovvero “Manutenzione e assistenza tecnica”, potranno accedere direttamente all’esame di abilitazione per ispettori dei centri di revisione veicoli

 

 

Ispettori revisione veicoli

 

La Regione Siciliana rafforza il legame tra scuola e mondo del lavoro: da quest’anno, infatti, le studentesse e gli studenti degli istituti professionali ad indirizzo Mat, ovvero “Manutenzione e assistenza tecnica”, potranno accedere direttamente all’esame di abilitazione per ispettori dei centri di revisione veicoli senza dover frequentare un corso post diploma. La novità è stata introdotta con un protocollo di intesa, sottoscritto dagli assessorati dell’Istruzione e della formazione professionale, delle Infrastrutture e dall’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, ed è stata presentata nei giorni scorsi ai dirigenti scolastici degli istituti interessati.

«L’accordo, che entra nel vivo adesso e prevede un rinnovo automatico per gli anni scolastici a venire – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale Mimmo Turano – rappresenta un tassello importante del percorso pensato dal governo Schifani per potenziare l’offerta formativa, avvicinare sempre più la scuola al mondo delle professioni tecniche e consentire agli studenti siciliani di acquisire competenze immediatamente spendibili a livello nazionale ed europeo. Siamo al lavoro per creare nuove opportunità occupazionali per i giovani siciliani ed iniziative come questa lo dimostrano».

L’intesa, inoltre, che permette agli alunni degli istituti professionali ad indirizzo Mat di svolgere gratuitamente nel corso del triennio un apposito corso di formazione teorico-pratico, prevede il riconoscimento in termini di crediti formativi di parte del percorso professionale, dando la possibilità di acquisire un titolo professionale immediatamente spendibile nel mercato del lavoro europeo.

«Grazie a questo protocollo – aggiunge l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò – diamo una risposta concreta al fabbisogno di figure professionali nel settore dei controlli tecnici dei veicoli. Con percorsi che mettono insieme il rispetto degli standard nazionali ed europei, la qualità didattica e il rigore nelle valutazioni possiamo alzare il livello di competenza tecnica nel sistema delle revisioni. In questo modo, oltre a garantire un percorso qualificato e rapido agli studenti della nostra regione, saremo in grado di dare ai cittadini risposte sempre più veloci e servizi migliori».

«Il protocollo d’intesa offrirà agli studenti una riduzione di costi e tempi di formazione – sottolinea Luca Gatani, dirigente con funzioni vicarie del direttore generale dell’Usr Sicilia -. Per gli Istituti professionali Mat, consentirà l’ampliamento dell’offerta formativa, la possibilità di diventare poli di eccellenza nel settore automotive e lo sviluppo di competenze tecniche avanzate, in un’ottica di sempre maggiore collaborazione tra scuola e impresa».

I progetti attivati, infatti, includeranno attività d’aula, laboratori tecnici e un tirocinio triennale presso officine e centri autorizzati, a diretto contatto con professionisti del settore.  Al termine del percorso, e dopo il conseguimento del diploma, gli studenti potranno sostenere gli esami di abilitazione previsti per i diversi moduli, fino ad accedere alla qualifica che consente di operare sui veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate.

Violenza sulle donne, la Regione Sicilia con l’assessore Turano: «Dedichiamo 12 borse di studio a Sara Campanella, la studentessa uccisa da un coetaneo..”»

 

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Palermo,

È aberrante che, ancora nel 2025, esistano uomini dalla parvenza di esseri umani e privi di anima, che abusano psicologicamente e fisicamente delle donne e le uccidono. Uomini che di umano non hanno nulla, perché la violenza non si giustifica, non si assolve, ma si condanna sempre.

Da assessore all’Istruzione del governo Schifani sono impegnato a diffondere nelle scuole la cultura della legalità e del rispetto, con progetti mirati come “Arte di ogni genere” e iniziative dedicate alla memoria di tutte le donne vittime di violenza. In questo contesto, si inserisce la scelta doverosa di istituire 12 borse di studio intitolate a Sara Campanella, la giovane studentessa del corso di laurea triennale in Tecniche di laboratorio biomedico dell’Università di Messina, tragicamente uccisa lo scorso marzo da un coetaneo che, a sua volta, si è poi tolto la vita».

Lo afferma l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Mimmo Turano, ricordando che con la legge di variazione di Bilancio, approvata a giugno scorso dal Parlamento siciliano, è stato stanziato un fondo annuale di 50 mila euro per finanziare borse di studio alla memoria della studentessa universitaria assassinata.

L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, mira a sostenere il merito e sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della violenza di genere, attraverso un percorso di riconoscimento e valorizzazione del talento universitario. I fondi consentiranno, a partire dall’anno accademico 2025/2026, di assegnare 8 borse di studio da 4 mila euro ciascuna a studentesse e studenti dei corsi di laurea nelle professioni sanitarie dell’Università di Messina, e 4 borse di studio da 4.500 euro ciascuna a laureate e laureati dello stesso ateneo che abbiano discusso una tesi sui temi del femminicidio e della violenza di genere.
«Il valore profondo del rispetto dell’altro – sottolinea l’assessore Turano – si costruisce ogni giorno, lavorando con i giovani, creando percorsi che diffondano legalità e consapevolezza, capaci di accompagnare bambine e studentesse nel riconoscere i valori dell’autodeterminazione, dell’autonomia, dell’indipendenza e della libertà di scelta. Stiamo lavorando su questo e continueremo a farlo con altre iniziative anche nel nuovo anno scolastico».

Intelligenza artificiale. Sviluppare le competenze digitali anche agli insegnanti L’assessore della Regione Sicilia Turano: «700 mila euro per progetti nelle scuole»

 

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l governo Schifani  – informa un comunicato stampa -punta sulla didattica innovativa, sulle nuove competenze e sul futuro digitale della Sicilia. Dal prossimo anno scolastico gli studenti degli istituti statali nell’Isola andranno a ‘lezione’ di intelligenza artificiale. L’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana ha infatti pubblicato una nuova circolare destinata alle scuole di ogni ordine e grado che stanzia 700 mila euro per progetti finanziabili, per un massimo di 10 mila euro ciascuno, dedicata proprio all’IA nella scuola siciliana del futuro.

L’obiettivo è promuovere la conoscenza e l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, quale strumento didattico innovativo, sviluppare competenze digitali anche per gli insegnanti, attraverso percorsi formativi mirati, ma soprattutto sensibilizzare gli studenti sui rischi e le implicazioni etiche legate all’uso di questo strumento, e dunque all’insieme di regole e norme di comportamento che gli utenti dovrebbero seguire quando interagiscono online (la cosiddetta netiquette).

Nell’era della transizione digitale, degli algoritmi e del machine learning – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – introdurre nelle scuole percorsi educativi calibrati su questi temi significa creare le condizioni per consentire agli studenti e alle studentesse di acquisire un bagaglio culturale che sarà loro utile in futuro. Oggi educare alle nuove competenze, utilizzare in modo consapevole l’IA e i sistemi di machine learning significa guardare al domani. Le risorse destinate dal governo Schifani puntano a rafforzare la qualità della didattica delle scuole pubbliche siciliane, per un’offerta formativa innovativa, al passo con i tempi ma soprattutto attenta ai rischi potenziali, come la disinformazione, derivanti da un uso malsano e distorto delle nuove tecnologie».

Possono presentare istanza di ammissione al finanziamento, gli istituti scolastici statali di ogni ordine e grado, con sede in Sicilia, a esclusione di quelle scuole che hanno già beneficiato dei contributi previsti dalla circolare 22 del 2023, dedicata proprio alla ‘sperimentazione dell’IA a supporto dell’apprendimento per il contrasto alla dispersione scolastica’ e che non abbiamo ancora prodotto la rendicontazione finale.

Ciascun progetto dovrà prevedere obbligatoriamente percorsi di formazione specifica per gli insegnanti (uso delle piattaforme, privacy, dipendenza tecnologica, “AI divide”, trasparenza e sostenibilità), laboratori didattici e interattivi per gli studenti e la realizzazione di un prodotto multimediale originale (video, documentari, e-book interattivi, cortometraggi, sito web). È prevista, inoltre, la possibilità di realizzare proposte progettuali in partenariato con altri soggetti tra cui istituzioni, forze dell’ordine, operatori e specialisti di settore, organizzazioni del terzo settore.Il contributo di 10 mila euro messo a disposizione delle scuole, tra le altre cose, potrà essere utilizzato per coprire i costi sostenuti dagli istituti per docenti interni, impegnati nelle attività del progetto in orario extrascolastico, per esperti esterni in didattica digitale ed IA, per le figure di supporto ad alunni con disabilità, per il personale interno non docente coinvolto nel progetto, per eventuali rimborsi al partenariato nel limite del 30% dell’importo del progetto; e ancora per l’ acquisto di software, licenze o abbonamenti a piattaforme e strumenti dell’IA a fini didattici, di attrezzature per la produzione di prodotti multimediali.

Università, finanziati in Sicilia altri 91 contratti di formazione specialistica medico-sanitaria

 

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 governo Schifani ha finanziato con oltre 10 milioni di euro del Fse+ 2021-2027, ulteriori 91 contratti di formazione specialistica nell’area medico-sanitaria in Sicilia, rispetto a quelli finanziati con risorse statali dal ministero dell’Università e della ricerca. La graduatoria definitiva delle proposte progettuali presentate dalle università siciliane, a valere sull’Avviso 21 del 2024, è stata pubblicata sul sito dell’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana.

Quattro le proposte finanziate: oltre a quelle pervenute dagli atenei di Palermo, Catania e Messina, per la prima volta è stata sostenuta la proposta dell’università Kore di Enna, che recentemente ha ottenuto il riconoscimento della scuola di specializzazione medica dal ministero dell’Università.

«Per assicurare ai siciliani una sanità di qualità – afferma l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano – c’è bisogno di professionisti qualificati. Solo puntando su percorsi di eccellenza e di alta formazione possiamo affrontare le sfide della ricerca, rafforzare le nostre università, offrire ai nostri giovani un’alternativa reale all’emigrazione e assicurare il diritto universale alle cure ai nostri cittadini. Il finanziamento di questi ulteriori 91 contratti per medici specializzandi dimostra che il governo Schifani sta lavorando in questa direzione».

In particolare, l’università di Palermo attiverà 29 contratti, relativi a corsi di durata variabile tra i quattro e i cinque anni, a seconda delle diverse discipline; 28 contratti ciascuno gli atenei di Catania e Messina; 6, infine, l’università Kore di Enna.

Regione Sicilia, un polo per la formazione Sna a Catania. L’assessore Turano: «Opportunità per la Sicilia»

 

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La Regione Siciliana si fa promotrice della costituzione di un polo formativo territoriale della Scuola nazionale dell’amministrazione (Sna) nell’Università di Catania. La giunta Schifani, infatti, ha approvato la manifestazione di interesse avanzata dall’ateneo di istituire una sede in Sicilia, attraverso la sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Regione e Sna
. La sede proposta per il nuovo polo formativo territoriale è stata individuata nel complesso residenziale di Villa San Severio, che attualmente ospita la Scuola superiore di Catania. «La creazione di un polo territoriale per l’alta formazione di dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione – dice l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Mimmo Turano nella foto sopra – rappresenta una straordinaria opportunità per la Sicilia e per la classe dirigente di domani. Lavoreremo per promuovere la creazione di altre sedi decentrate rispetto al polo di Catania»
. La proposta è in linea con le previsioni, gli indirizzi e i criteri stabiliti dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 21 giugno 2023 “Costituzione di nuovi poli formativi territoriali della Scuola nazionale dell’amministrazione, Sna”. L’iniziativa mira a rafforzare la formazione della pubblica amministrazione direttamente sul territorio, valorizzando le competenze locali e creando nuove opportunità per i futuri dirigenti e funzionari pubblici siciliani. Temi cardine: il cambiamento climatico, la sostenibilità – declinata in ambito ambientale, economico e sociale – e la gestione delle emergenze, in linea con il contesto europeo. L’attivazione di corsi di alta formazione, infatti, consente di costruire con la Regione e l’Università progetti e attività di ricerca scientifica su tematiche rilevanti per la pubblica amministrazione per facilitare gli scambi tra settore pubblico e privato.

Tappa al parco archeologico di Segesta per il Progetto @LabSchool contro le dipendenze

 

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a lotta al crack e alle dipendenze comincia dai banchi di scuola. Fa tappa domani al parco archeologico di Segesta, nel Trapanese, il sesto incontro di sensibilizzazione sul fenomeno delle dipendenze rivolto agli studenti siciliani: a partecipare, dalle 9 in poi, sarà una delegazione di circa 1.600 alunni delle classi medie e superiori di 61 scuole della provincia di Trapani. L’iniziativa, voluta e finanziata dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale con oltre 1,7 milioni di euro, rientra nell’ambito del “Progetto @LabSchool – Azione a contrasto e prevenzione dalle dipendenze”, realizzato dalla Rete Salus Scuole SHE Sicilia in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale. 

«Il governo Schifani – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano, che domani parteciperà all’incontro al Tempio di Segesta – è in prima linea con azioni concrete nella lotta al crack. Questo progetto, finanziato grazie alla legge regionale 26 del 2024, che oggi rappresenta un pilastro fondamentale della strategia regionale di lotta alle dipendenze, consente ai dirigenti scolastici di attivare momenti di riflessione su un fenomeno drammatico per trasmettere agli studenti un messaggio chiaro: nei momenti di fragilità emotiva è fondamentale chiedere aiuto per non correre il rischio di scivolare nella trappola delle dipendenze».

Il progetto sperimentale di didattica innovativa, articolato in quattro azioni trasversali, intende orientare studenti e studentesse a ricercare, nella costruzione della propria identità, un equilibrio nel binomio dipendenza-indipendenza; promuovere stili di vita sani attraverso attività di informazione e sensibilizzazione, dedicati ad alunni, docenti e famiglie, sui danni per la salute derivanti dal consumo di sostanze, come alcool e droghe, e da comportamenti nocivi come l’uso patologico del web, gaming o gioco d’azzardo on line.

Dopo Siracusa, Catania, Caltanissetta, Enna e Ragusa, anche a Segesta andrà in scena lo spettacolo teatrale “I ragazzi di Ballarò”, scritto da Alessandro Ienzi e interpretato da Federica Gurrieri e William Caruso, al quale seguirà l’incontro con il presidente dell’associazione La Casa di Giulio, Francesco Zavatteri.

 

Istruzione,Sicilia L’assessore regionale Turano: «1,5 milioni per iniziative contro la dispersione scolastica»

 

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Un’azione strategica per contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa degli studenti siciliani del primo ciclo di istruzione. È l’obiettivo della circolare firmata dall’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, che stanzia 1,5 milioni di euro in favore delle scuole primarie con un indice di dispersione, nell’anno scolastico 2023/24, pari o superiore a 1,5.

«Il fenomeno dell’abbandono della scuola – dice l’assessore Turano – è ancora troppo diffuso in Sicilia e la Regione punta a intervenire su alcune delle cause, coinvolgendo le stese istituzioni scolastiche, le famiglie e gli altri attori del mondo dell’educazione che operano sul territorio. La dispersione penalizza i nostri giovani, non soltanto sul piano della crescita educativa e delle competenze, ma impoverisce anche la formazione di una cultura sociale e relazionale, oltre a limitare lo sviluppo emotivo. Per questo l’azione strategica che abbiamo avviato punta sul dialogo con i nuclei familiari, ma anche su attività sportive e culturali che si affianchino a quelle didattiche».

Le scuole statali potranno redigere e presentare i progetti entro quindici giorni dalla pubblicazione della circolare, avvenuta oggi, prevedendo iniziative in favore di ragazzi e ragazze a rischio di esclusione dai percorsi scolastici. Le attività, che potranno essere realizzate anche con il ricorso a organizzazioni non profit, prevedono la costituzione di equipe di supporto che dovranno mirare a individuare eventuali casi di disagio e conflittualità, promuovendo interventi a sostegno di docenti, studenti e famiglie, fornire assistenza per orientare gli alunni nella scelta dei cicli scolastici successivi. I progetti dovranno prevedere anche attività co-curriculari per il rafforzamento delle competenze e di didattica esperienziale extracurricolare come visite guidate, corsi di orienteering, di problem solving, lavoro di squadra, per lo sviluppo di competenze critiche, abilità manageriali, autonomia e autostima.

Il contributo per le scuole è ripartito tra una quota fissa di cinquemila euro e una variabile proporzionata al numero di studenti iscritti al primo ciclo.

Lotta alla devianza, accordo tra istituzioni a Catania L’assessore regionale Mimmo Turano: “I giovani devono trovare il piacere della libertà”

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Catania,

«L’assessorato dell’Istruzione e l’intero governo regionale sono impegnati in prima linea nel contrasto alla devianza nei quartieri a rischio. Deviare è perdere tempo, opportunità, dignità e forza: dobbiamo, come stiamo facendo con numerosi provvedimenti, rendere le scuole luoghi dove ragazze e ragazzi, anche al di fuori dell’orario curriculare e d’estate, trovino gratificazione e il piacere della libertà».

Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano, intervenuto a Catania, nella sala del consiglio della Camera di commercio, alla cerimonia di sottoscrizione del rinnovo dell’”Accordo tra pubbliche amministrazioni volto a prevenire la devianza giovanile nell’area metropolitana di Catania e ad assicurare la piena attuazione delle funzioni di tutela dei minorenni o dei giovani adulti destinatari di provvedimenti giudiziari civili e penali”.

In occasione dell’incontro, convocato dalla Prefettura di Catania nell’ambito delle attività dell’Osservatorio metropolitano per la devianza minorile, Turano ha ricordato i progetti messi in campo dall’assessorato dell’Istruzione per combattere la dispersione scolastica. Tra gli altri, le più recenti iniziative inscritte nel “Piano strategico triennale per il contrasto alla povertà educativa, la riduzione della dispersione scolastica, la qualificazione e l’internazionalizzazione del sistema scolastico siciliano – Triennio 2023/2025” che si è tradotto in una delibera di giunta.

«È di pochi giorni fa – ha ricordato Turano – la circolare sul tempo pieno nelle scuole primarie, sia in orari extracurriculari che, soprattutto, nel periodo estivo: con il progetto “Fuori Orario” abbiamo appena stanziato 2 milioni e mezzo di euro. Finanziamento che si aggiunge al cospicuo impegno di “Scuola aperte”, per 27 milioni su fondi Fse, che avrà respiro triennale, destinato alle scuole medie e superiori. E ancora, i 2 milioni e 800 mila euro che abbiamo impegnato contro la violenza di genere e gli abusi sui minori, e il grande progetto di contrasto a bullismo e cyberbullismo, al quale abbiamo destinato 2,3 milioni di euro».