Pubblica Istruzione a Catania, presentati i progetti parascolastici del Comune etneo per il nuovo Anno Scolastico

 

Catania,

Nel Palazzo della Cultura, è avvenuta la presentazione dei percorsi progettuali e delle attività parascolastiche che saranno realizzati nel corso dell’anno scolastico 2026/2027 nelle istituzioni scolastiche del territorio.

All’incontro, presieduto dall’Assessore alla Pubblica Istruzione, Edilizia Scolastica, Agricoltura, Pesca e Borghi Marinari, Andrea Guzzardi, hanno preso parte il Direttore della Direzione Pubblica Istruzione, Pari Opportunità e Politiche Giovanili, Fabrizio D’Emilio, e l’E.Q. Attività Parascolastiche, Pari Opportunità e Politiche Giovanili Elena Granata, insieme ai dirigenti scolastici, agli insegnanti referenti e a tutti i docenti coinvolti nelle attività progettuali.

I percorsi illustrati affrontano tematiche di grande attualità e rilevanza sociale, quali l’educazione alla convivenza civile, alla cittadinanza attiva e alla legalità con i progetti “Liberi di Scegliere” e le iniziative dell’Associazione Giustizia e Pace dedicate alla memoria del Giudice Beato Rosario Livatino e del Procuratore Capo Gaetano Costa, il contrasto agli sprechi alimentari con il progetto “Orange Day” del Banco Alimentare della Sicilia O.D.V., la tutela dell’ambiente con la Lega Navale Italiana (Sezioni di Catania e Acitrezza) per “Il mio amico l’ambiente marino”, e la conoscenza delle scienze e tecnologie con le iniziative “Safety Lab” (“Il pericolo che non vedi”), “Energy Lab” (“Il futuro dell’energia è già iniziato”) e “Super Science!” (“Dai supereroi al CERN”) firmate Lions Club Catania Riviera dello Ionio. La promozione dello sport, dell’inclusione e della mobilità attiva sarà garantita dalle collaborazioni con FIAB Catania e MONTAinBIKE Sicilia A.S.D. (“Eppur ci si muove!”), A.S.D. Sport Life, A.S.D. Yamato Judo Clan (“Judo: uno sport per tutti”), A.S.D. Polisportiva Galatea (“Studio Giocando”), Rugby Club Amatori Catania 1963 ASD (“Rugby Scuola di Vita”) e dal progetto “Safe & Smart” dell’Associazione Cultura in Movimento.

Un’attenzione primaria è stata riservata anche ai temi della prevenzione dei rischi del web con la Polizia Postale e delle Comunicazioni (“Campagna di Sensibilizzazione i Rischi del Web”), e al contrasto del bullismo, del cyberbullismo, della violenza di genere e di ogni forma di discriminazione con i percorsi “L’amore non fa male” e “A Modo Mio, A Modo Tuo: Educare al Rispetto”, affiancati dal corso di difesa personale al femminile “Cintura ROSA” dell’A.S.D. Yamato Judo Clan. Un ruolo significativo sarà svolto dagli animatori scolastico-culturali delle Sezioni Didattiche Comunali “Teatrale e Pari Opportunità” (Via Leucatia 70), con i progetti “Malefiche – Il diritto di non essere soltanto cenere” e “Silenzi di Fuoco – Dalla femme fatale all’umile popolana”, “Ambiente e Scuola” (Via Leucatia 70), con laboratori quali “Il nostro Presepe ecologico”, “Il Carnevale Ecologico – Un MARE di… fantasia”, “Ama il tuo quartiere”, “Catania e i suoi borghi marinari” e “Sport e Ambiente”, e “Storico-Monumentale” (Palazzo Tezzano in Piazza Stesicoro 29), con percorsi dedicati alle tradizioni locali e alla memoria cittadina come “Melior de Cinere Surgo: Catania La Fenice”, “Agata: Donna, Cristiana, Martire. I Tanti Volti di Sant’Aituzza”, “Cambiamo Punto di Vista: Catania Dall’Alto”, “Adottiamo una Cona”, “Catania, L’Acqua e la sua Memoria” e “Dentro gli scrigni della memoria”.

Ad arricchire l’offerta formativa concorreranno inoltre i progetti “Semi di Creatività”, curati dalle insegnanti extracurricolari comunali per prevenire la dispersione scolastica valorizzando le potenzialità creative dei minori attraverso percorsi come “L’arte rupestre: una finestra sul passato”, “Basta un libro per essere più felici… divertiamoci ad inventare storie!”, “L’arte di Kandinskij… forme e colori in libertà”, “Scompongo in arte… Il mondo di Picasso” e “Viaggiamo insieme nella casa dei libri” presso le Biblioteche Decentrate, unitamente ad altre iniziative quali “Suoni in Metro” con la Ferrovia Circumetnea Metropolitana, “Antichi Mestieri” con il Circolo Letterario Pennagramma e le attività della Biblioteca Vincenzo Bellini di via P. Lopis 19, tra cui il laboratorio di riequilibrio funzionale per l’incremento alla lettura “Liberi tutti: il verbo leggere non sopporta l’imperativo” e l’iniziativa “BookCrossing LIBERO SCAMBIO”.
“L‘iniziativa -ha detto l’assessore alla pubblica Istruzione Andrea Guzzardi- rappresenta un importante momento di condivisione delle proposte educative che l’Amministrazione comunale metterà a disposizione delle scuole per dare continuità alle iniziative che negli anni hanno ottenuto risultati positivi e un ampio riscontro da parte delle scuole, introducendo al contempo nuove proposte capaci di rispondere ai cambiamenti sociali e culturali e ai bisogni formativi emergenti, grazie alla collaborazione di associazioni, professionisti e prestigiosi partner pubblici e privati che da anni operano a titolo gratuito al fianco dell’Ente, offrendo competenze e conoscenze specialistiche”.

Ricordo, a Palermo, del generale Dalla Chiesa ucciso 44 anni fa da Cosa nostra insieme alla moglie Carraro e all’autista

 

Palermo

– Rappresentanti politici, Forze dell’ordine e cittadinanza uniti per celebrare il ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa che 44 anni fa, in via Carini a Palermo, fu assassinato da Cosa nostra insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’autista Domenico Russo.
Per onorarlo sono state deposte diverse corone di fiori attorno alla targa che lo commemora. Presenti tra gli altri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, la presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, il sottosegretario di Stato alla Cultura Giampiero Cannella, il presidente della Corte d’Appello del Tribunale di Palermo Antonio Balsamo, il procuratore capo della Corte d’Appello Lia Sava, il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, il prefetto Massimo Mariani e le massime autorità civili e militari: tutti compatti nel ricordo del generale, che dopo la lotta alle Brigate rosse si era messo a disposizione dello Stato anche per combattere la mafia, finendo per pagare con il prezzo più caro: il 3 settembre 1982 la reazione di Cosa nostra fu violentissima e si materializzò con l’eccidio di via Carini.
E’ molto importante ricordare, assumerci la responsabilità di perpetuare la memoria e dare un senso a una grande tragedia del passato: è proiezione verso il futuro, insegnamento per i giovani e grande testimonianza”, ha sottolineato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine della commemorazione.
La celebrazione del ricordo di Dalla Chiesa e delle altre vittime è proseguita nella Cattedrale di Palermo, con una messa officiata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. Al termine, Una trentina di bambini, iscritti ad alcune scuole di quartieri periferici di Palermo, hanno reso omaggio al cippo commemorativo dedicato a Carlo Alberto Dalla Chiesa, in via Vittorio Emanuele. Una iniziativa organizzata dal Comando Legione Carabinieri Sicilia, che si ripete ogni 3 settembre in occasione dell’anniversario dell’eccidio. Ogni bambino ha appoggiato un fiore sul cippo, andando a realizzare una composizione perfetta: all’appuntamento hanno preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e la presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, già presenti in via Carini per la cerimonia commemorativa e alla Cattedrale per la messa.

Festa Sant’Agata, oggi, domenica 16 agosto il Sindaco di Catania Trantino accoglie in municipio il Cardinale Parolin

 

 

 

Oggi , Domenica 16 agosto alle ore 12 il Sindaco Enrico Trantino accoglierà nel Palazzo degli Elefanti il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nominato da Papa Leone XIV quale Legato pontificio per le celebrazioni previste nei giorni 16 e 17 agosto in occasione del IX Centenario del ritorno delle Reliquie della Martire Sant’Agata a Catania.

Saranno presenti in municipio le massime autorità cittadine civili, militari e religiose.

Ciclone Harry, consegnati anche i lavori di ripristino di Porto Rossi a Catania

 

Lavori porto Rossi Catania

 

 

Catania,

Sono stati consegnati i lavori di messa in sicurezza del porticciolo di Porto Rossi, a Catania. La struttura è stata fortemente danneggiata dalle mareggiate causate dal ciclone Harry, lo scorso mese di febbraio.

L’intervento riguarda anche il ripristino del porticciolo con la rimozione delle imbarcazioni rovinate o affondate per evitare rischi ambientali. L’opera è stata assegnata con procedura di somma urgenza dal Genio civile di Catania all’impresa Idresia infrastrutture di Isernia, per un importo di 776 mila euro. I lavori dovranno concludersi entro 150 giorni. Erano presenti il dirigente generale del dipartimento regionale Tecnico Duilio Alongi, nominato dal presidente Schifani soggetto delegato al coordinamento di tutte le strutture che stanno lavorando per affrontare le conseguenze del ciclone Harry e della frana di Niscemi, il dirigente generale del dipartimento delle Infrastrutture Salvatore Lizzio, l’ingegnere capo del Genio civile di Catania Gaetano Laudani, il rup Alberto Vecchio e il direttore dei lavori Ignazio Cassaniti.

«La rapidità dell’avvio degli interventi – ha detto il presidente della Regione, Renato Schifani – ha un forte impatto in funzione dell’operatività dell’infrastruttura, ma anche di salvaguardia dell’ambiente per i rischi che la presenza di relitti e di sostanze inquinanti comporta. Lavoriamo senza sosta per rimediare ai danni eccezionali causati dal ciclone Harry, che ho avuto modo di constatare di persona nelle visite ai luoghi più colpiti. Stiamo mobilitando risorse importanti ed energie consistenti e la lista di lavori consegnati si allunga ogni giorno».

A causa del ciclone di fine gennaio, numerose imbarcazioni da diporto ormeggiate nel porticciolo sono state affondate, altre sono state scaraventate sulla scogliera vicina con il rischio di sversamento di carburante nello specchio d’acqua. Le ondate hanno causato lo smottamento della via d’accesso allo scalo che risulta inaccessibile anche via mare per la presenza di grossi scogli spostati dai marosi. Danni consistenti anche alle strutture fisse e ai pontili.

Teatro Sannazaro di Napoli totalmente distrutto da un incendio a Napoli L e fiamme hanno avvolto anche 22 unità abitative

 

Napoli

Teatro Sannazaro di Napoli, distrutto dalle fiamme per un incendio nella notte nel quartiere Chiaia. . Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e gli agenti della Polizia di Stato. Danneggiati anche palazzi adiacenti. L’incendio ha interessato parte della cupola al di sopra della platea, che sarebbe crollata.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato immediatamente il Centro Coordinamento Soccorsi al quale hanno partecipato l’assessore regionale alla protezione civile, Fiorella Zabatta, il direttore della Asl Napoli 1 Centro, Gaetano Gubitosa, il direttore dell’Arpac Dario Mirella, i rappresentanti dei Vigili del fuoco, del Comune di Napoli, dei servizi ABC ed E- Distribuzione oltre alle forze di polizia.

Sul posto sono intervenute tre squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da autoscala e diversi mezzi di soccorso, tuttora impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area. Le fiamme hanno raggiunto anche 22 unità abitative adiacenti, prontamente sgomberate. In totale sono state evacuate circa 60 persone.      Feriti,quattro persone sono state trattate sul posto e altre quattro trasportate presso gli ospedali Vecchio Pellegrini e Fatebenefratelli di Napoli per accertamenti per intossicazione da fumo.

L’Enel ha provvisoriamente sospeso l’erogazione dell’energia elettrica nell’area interessata, comunicando che il servizio sarà ripristinato non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. L’Arpac sta collocando una centralina per il rilevamento dei fumi nell’aria. La protezione civile comunale si sta recando sul posto per dare assistenza. La situazione è attentamente monitorata.

“L’incendio è completamente spento, adesso ci saranno delle operazioni che solitamente facciamo dopo un incendio e richiederanno un po’ di tempo”. Lo dice il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Napoli, Giuseppe Paduanoall’esterno del Teatro Sannazaro.

“I danni al teatro – afferma Paduano – sono totali. È completamente distrutto, ora abbiamo la zona dei depositi che fa parte del teatro nella quale non possiamo ancora entrare per delle verifiche perché c’è bisogno di una messa in sicurezza anche per i nostri operatori e anche questo ci richiederà un po’ di tempo”. “Tra gli appartamenti interessati dall’incendio alcuni lo sono stati in maniera importante, con crolli di solai in legno, per altri si tratta di fare solo delle verifiche strutturali. Quelli più interessati sono dodici. Non bisogna dimenticare gli esercizi commerciali, la farmacia che nei depositi aveva le bombole d’ossigeno che abbiamo subito messo in sicurezza – prosegue Paduano -. Ci sono tanti danni, io sono entrato da poco e all’interno c’era tanto fumo. I colleghi stanno tenendo sotto controllo la parte a cui non possiamo accedere che è la parte dei depositi”.

Sul posto è arrivata la proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone. La nipote dell’attrice Luisa Conte è scoppiata in lacrime subito dopo essere stata informata della situazione e dei danni che avevano interessato il Sannazaro. Sul posto sono arrivati anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, e il prefetto Michele di Bari. Presenti anche gli assessori comunali con delega alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, e alla Polizia municipale, Antonio De Iesu.

“I vigili del fuoco stanno indagando per capire quali sono le origini, si pensa a un fatto accidentale però è ancora presto per poter definire esattamente le cause dell’incendio perché si stanno ancora spegnendo dei focolai in un appartamento e quindi ci verrà ancora un po’ di tempo per capire”.

“Ci sono 15 famiglie, 15 appartamenti che sono stati interessati dall’incendio però non tutti erano abitati, alcuni erano stufi professionali quindi adesso stiamo quantificando esattamente i residenti. Ci sono i nostri servizi sociali in azione per valutare se è necessario un sostegno per le persone residenti”.

“È veramente un grande dolore perché perdere un teatro storico come questo è una ferita profonda per la storia e per la cultura della città. Noi cercheremo di fare di tutto per fare in modo che il teatro possa essere restituito a Napoli e possa tornare ad avere la sua funzione che ha sempre avuto in tutti questi anni”, ha affermatoil primo cittadino Manfredi, che ha incontrato anche la proprietaria e direttrice artistica del teatro, Lara Sansone, nipote dell’attrice Luisa Conte.

Il presidente della Regione, Roberto Fico, così afferma: “Il rogo del teatro Sannazaro, avvenuto nelle prime ore del giorno nel quartiere Chiaia di Napoli, ci addolora e lascia sgomenti. Un pezzo della storia e dell’identità di Napoli che brucia è una ferita per tutti”. . “Vogliamo esprimere profonda vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte, alla proprietaria e direttrice artistica del Teatro, Lara Sansone, e a tutte le maestranze del Sannazaro. Insieme al Comune di Napoli faremo di tutto per restituire il teatro alla città”, ha aggiunto il presidente.

Messina. Cerimonia ufficiale di Commemorazione alle Vittime del Terremoto e Maremoto del 1908,(l’ecatombe con oltre 60 mila morti) ai superstiti e agli orfani

 

Messina. Cerimonia ufficiale di Commemorazione alle Vittime del Terremoto, ai superstiti e agli orfani

MESSINA  GUARDA  AL FUTURO

Messina, 

Si è svolta ieri -informa una nota-comunicato dell’ente –  la Cerimonia ufficiale di Commemorazione alle Vittime del Terremoto del 28 dicembre 1908, ai superstiti e agli orfani, divenuta appuntamento istituzionalizzato e ricorrente nel luogo simbolicamente dedicato alla memoria collettiva della città, Largo 28 Dicembre 1908, alle spalle del Campanile del Duomo intitolato alle vittime del sisma.

L’evento ha visto la partecipazione del Sindaco Federico Basile, degli Assessori Enzo Caruso e Massimiliano Minutoli, rappresentanti della deputazione nazionale e regionale messinese e autorità militari e religiose. Durante la cerimonia è stata deposta una corona d’alloro, è stato esposto il Gonfalone della Città di Messina e si è osservato il solenne Silenzio d’ordinanza a cura della Brigata “Aosta”, in un clima di profondo raccoglimento e partecipazione.

A scandire il momento più alto e solenne della cerimonia è stato l’intervento del Sindaco di Messina, Federico Basile, che ha rivolto un forte richiamo al valore della memoria e al significato simbolico del luogo.

Oggi ci ritroviamo qui, davanti a questa colonna votiva, eretta dal Comune di Messina nel 1958 in occasione del 50° anniversario del terremoto. Oggi, dopo 117 anni, ci ritroviamo in questo spazio che, grazie alla legge regionale proposta dall’On. Antonio De Luca istitutiva della “Giornata del Terremoto”, l’Amministrazione comunale – in sinergia con la Commissione Toponomastica, Storia Patria, Messina Sacra, la Soprintendenza e la Prefettura – ha voluto intitolare al ‘28 Dicembre 1908. Alle Vittime, agli orfani e a coloro che non fecero più ritorno’”.

 

Il terremoto e il maremoto di Messina e Reggio Calabria ...

foto dell’epoca -archivi Sud Libertà

 

Da qui, il Sindaco ha ripercorso con parole intense e scandite le ore, i minuti e i secondi che segnarono per sempre la storia della città:

 “28 dicembre 1908. Ore 5.21. Un boato tremendo, assordante, sordo. Trentadue secondi dopo la città di Messina era in macerie”.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha richiamato il pensiero di Giovanni Pascoli, che scrisse:

“Tale potenza nascosta, donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui, dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia”.

Terremoto e, a seguire, maremoto. Un’ecatombe. Una catastrofe. Il più tragico disastro naturale in Europa per numero di vittime: circa sessantamila morti. I superstiti costretti ad andare via. Migliaia senza più ritornare. Tra loro, numerosissimi bambini rimasti orfani.

Il Sindaco ha ricordato come, con l’incendio dell’anagrafe del Municipio, furono cancellati per sempre memoria, identità, atti di proprietà: andarono in fumo alberi genealogici, vincoli parentali, titoli di provenienza dei beni.

Mutuando i versi del poeta egiziano Hâfiz Ibrâhîm, ha evocato una città in cui era “svanita ogni incomparabile bellezza, chiusa ogni impresa, sbiadita ogni immagine, spento ogni pensiero, taciuto ogni canto”.

Eppure, ha sottolineato, da ogni parte del mondo accorsero volontari sulle rive dello Stretto. Generosità e solidarietà si manifestarono negli aiuti nazionali e internazionali, nelle operazioni di soccorso e, successivamente, nella ricostruzione.

Una ricostruzione non scontata, perché Messina si sarebbe voluta altrove. Ma il sentimento popolare prevalse.

Sono così tornate vive le parole del professor Francesco Mercadante che, nella ristampa anastatica del testo pubblicato per la prima volta nel 1962 sul terremoto del 1908, suggeriva come una retrospettiva dovesse necessariamente allargarsi fino a comprendere “le due polarità del deserto delle rovine, alla quota zero della vita da una parte, e del volume delle integrazioni dall’altra”.

 “1908. 28 dicembre. Messina rasa al suolo ancora una volta, dopo il sisma del 1793”.

E poi, ha ricordato il Sindaco, i raid aerei e i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. E ancora, “i graffi e gli sfregi della scempiaggine, della miopia, dell’insipienza degli uomini e delle amministrazioni locali”.

Il discorso si è concluso con uno sguardo lucido e determinato verso il futuro: “Noi, pur nella consapevolezza che ‘la lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio, non intendiamo lasciarci sopraffare dalla nostalgia di fotografie di ieri, ma coltiviamo l’ambizione – nella visione e nell’azione, alta e ferma, scrupolosa e coraggiosa, tra risanamento e rinascimento – di riconsegnare Messina al suo domani, alla sua nobiltà. Una città pronta alle disfide del futuro. Una città protagonista”.

Volontariato, Intervento del Presidente On Mattarella nella cerimonia di chiusura a Palermo del volontariato 2025

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palermo accolto da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, e da Nunzio Di Paola, Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Palermo accolto da Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, e da Nunzio Di Paola, Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

l Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, e Nunzio Di Paola, Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, e con Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo  in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta Chiara Tommasini, Presidente dell’Associazione Nazionale dei centri di servizio per il volontariato, Giuditta Petrillo, Presidente del centro di servizi per il volontariato di Palermo, Niccolò Mancini, Delegato per il volontariato del Forum nazionale del Terzo Settore, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

l Presidente della Repubblica Sergio Mattarella saluta Chiara Tommasini, Presidente dell’Associazione Nazionale dei centri di servizio per il volontariato, Giuditta Petrillo, Presidente del centro di servizi per il volontariato di Palermo, Niccolò Mancini, Delegato per il volontariato del Forum nazionale del Terzo Settore, in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Chiara Runfolo, giovane volontaria
Matilda Guagliardito, giovane volontaria in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”
(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Chiara Runfolo, giovane volontaria
Matilda Guagliardito, giovane volontaria in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”
(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

La testimonianza di due volontarie in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”, alla presenza del Presidente Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di chiusura di “Palermo capitale italiana del volontariato 2025”

 

Palermo, 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento alla cerimonia di chiusura di ‘Palermo Capitale italiana del volontariato 2025’, al Teatro Massimo, nel capoluogo siciliano.

“La prossimità rende migliori e gratificanti le nostre vite. Qualche scettico si chiede a cosa serve il volontariato, ma l’Istat ci dice che quasi 5 milioni di persone dedicano ogni anno il loro tempo non a se stessi ma agli altri: questo rappresenta un grande patrimonio basato sulla gratuità e un impegno sia organizzato che individuale che riflette una comunità non ripiegata su se stessa, ma che sviluppa valori di coesione sociale”. .

“Il volontariato è una leva possente per dare vicinanza, calore umano, fraternità e un senso alle relazioni sociali, con attenzione particolare alle fragilità – spiega Mattarella, – Palermo ha onorato il suo impegno come ‘Capitale italiana del volontariato 2025’: dall’alluvione di Firenze al terremoto in Irpinia fino alle vicende recenti, si potrebbe compilare un lungo calendario di solidarietà. Il volontariato e le sue esperienze sono uno dei fattori dell’unità del nostro paese: è grazie a esso se oggi abbiamo potenziato la Protezione civile, in più accompagna il significato alla vita quotidiana delle persone seguendo i principi costituzionali di partecipazione e solidarietà. La gratuità può apparire un termine caduto in disuso o un’ingenua illusione fuori dalla realtà, ma al contrario le sue azioni sono volano concreto di costruzione del bene comune: il volontariato è palestra di democrazia concreta e può immettere forza vitale nelle istituzioni ed è necessario in un momento di paure alimentate da tossine che oscurano il futuro. Ai volontari dico grazie per l’impegno che mettete in campo ogni giorno”.

VIDEO 

Un Reparto Territoriale CC al Tenente Medaglia D’Oro al Valor Militare “alla memoria” M.Pittoni

 

 

 

Il tenente  (nella foto) intervenne in una rapina effettuata da una banda di Torre Annunziata

 

 Salerno – Nocera Inferiore (SA)

Nella giornata odierna, a Nocera Inferiore (SA), si è svolta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede del Reparto Territoriale Carabinieri e di intitolazione al Ten. Marco Pittoni, Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” caduto nel corso di una rapina a Pagani nel 2008. La nuova caserma è ubicata in uno stabile di via Francesco Correale 23, in posizione strategica rispetto agli uffici giudiziari, al centro abitato ed alle principali vie di collegamento.
La giornata celebrativa ha avuto inizio con la resa degli onori militari al Generale di Corpo d’Armata Nicola Massimo Masciulli, Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, sulle note della marcia d’ordinanza “La Fedelissima” eseguita dalla Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri “Campania”, seguita da un breve raccoglimento in onore di tutti i “caduti” nell’adempimento del dovere. Si è quindi proceduto alla benedizione delle Bandiere, nazionale ed europea, da parte di S.E. Giuseppe Giudice, Vescovo della Diocesi di “Nocera Inferiore – Sarno” e da Don Carlo Lamelza Capo Servizio Assistenza Spirituale del Comando Legione Carabinieri “Campania”, consegnate dal Sindaco di Nocera Inferiore Avv. Paolo De Maio e dalla “madrina” della cerimonia, Sig.ra Cristina Pittoni, sorella dell’Ufficiale decorato,  al Comandante della Stazione di Nocera Inferiore Luogotenente Carica Speciale Angelo Arienzo, a cui è seguita l’alzabandiera solenne, il tradizionale taglio del nastro e lo scoprimento della lapide interna dedicata al Tenente Marco Pittoni, con deposizione di una corona d’alloro.
Il Tenente Marco PITTONI, nato a Sondrio il 30 settembre 1975, decorato il 6 giugno 2008 di Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” perché “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa e insigne coraggio, presente in abiti civili per indagini di polizia giudiziaria all’interno di un ufficio postale, non esitava ad affrontare due malviventi sorpresi in flagrante rapina e, senza fare uso dell’arma in dotazione per non compromettere l’incolumità delle numerose persone presenti, riusciva a immobilizzare uno di loro. Aggredito proditoriamente alle spalle da altro rapinatore, ingaggiava una violenta colluttazione, nel corso della quale veniva attinto da un colpo d’arma da fuoco. Benché gravemente ferito tentava di porsi all’inseguimento dei malfattori in fuga prima di accasciarsi esanime al suolo. Fulgido esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere, spinti fino all’estremo sacrificio.” 6 giugno 2008, Pagani (SA).
La cerimonia ha visto gli interventi di saluto e ringraziamento del Sindaco di Nocera Inferiore, Avv. Paolo De Maio e del Comandante Provinciale Carabinieri di Salerno, Col. Filippo Melchiorre. Oltra alla cittadinanza, hanno partecipato all’evento i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Forestali e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, i delegati delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militare, ed ancora numerose e diverse autorità civili, militari e religiose di Nocera Inferiore e di tutto il circondario territoriale del Reparto Carabinieri. Presenti infine rappresentanze degli studenti dell’Istituto Alberghiero di Pagani intitolato al decorato Ten. Marco Pittoni e del Liceo Coreutico “Alberto Galizia” di Nocera Inferiore.

Il sindaco Trantino assegna un bene confiscato alla Mafia, chi accetta “deve impegnarsi alla trasparenza e al recupero del patrimonio confiscato”

APERTURA SPORTELLO

Catania,

È stato consegnato al pubblico utilizzo un nuovo servizio pubblico di accoglienza, orientamento e documentazione destinato a enti del terzo settore, cittadini, ricercatori e operatori pubblici interessati al riuso sociale dei beni confiscati. Non si tratta soltanto di uno sportello informativo, ma anche di un centro di animazione territoriale, con l’obiettivo di promuovere la trasparenza, l’accesso e la conoscenza delle attività di recupero e valorizzazione del patrimonio confiscato, rafforzando l’azione istituzionale del Comune di Catania.

Il sindaco Enrico Trantino e l’assessore Viviana Lombardo hanno assegnato alla città un immobile confiscato alla criminalità organizzata, situato in via Monte Sant’Agata n. 6, assegnato al Comune e inserito nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della valorizzazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata. Un evento di rilievo che ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali della Prefettura, della Magistratura, delle Forze dell’Ordine e di numerose associazioni, nei locali completamente rinnovati di un edificio dei primi del Novecento, fino a poco tempo fa in grave stato di degrado strutturale e igienico-sanitario.

L’immobile è stato oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria finalizzato alla sua rifunzionalizzazione come sede dell’Ufficio Beni Confiscati del Comune e come sportello informativo. Il sindaco Enrico Trantino ha definito la scelta “lungimirante”, osservando che molti beni confiscati non vengono assegnati perché i bandi restano deserti, spesso per mancanza di informazioni sulla condizione degli immobili o per timori legati alla necessità di riqualificarli. Questo nuovo presidio intende invece offrire un punto di riferimento certo per chiunque sia interessato, mettendo a disposizione dati aggiornati, mappature, informazioni utili e possibilità di sopralluoghi. Il primo cittadino ha voluto sottolineare l’impegno dell’assessore Lombardo e dell’intera Direzione comunale, che stanno lavorando con determinazione per superare le difficoltà e dare nuova vita a questi patrimoni.

L’assessore Viviana Lombardo, dal canto suo, ha evidenziato il valore simbolico dello sportello, non solo per il servizio concreto che offrirà ai cittadini in cerca di informazioni, planimetrie, modulistica e supporto per accedere all’utilizzo dei beni confiscati, ora parte del patrimonio indisponibile del Comune, ma anche per la sua collocazione all’interno di un bene sottratto alla mafia. All’ingresso dell’edificio sono stati esposti quadri raffiguranti autorità uccise per mano mafiosa e un elenco di vittime innocenti, non solo illustri, con la speranza che quell’elenco non debba mai essere aggiornato. All’evento hanno preso parte anche l’ex assessore Michele Cristaldi, recentemente nominato dal sindaco Trantino consulente a titolo gratuito per i beni confiscati alla mafia, e la direttrice della struttura Patrimonio Comunale, Marina Galeazzi, che ha coordinato gli interventi di riutilizzo.

I lavori, finanziati con 460 mila euro dal PNRR grazie a un progetto curato dalle ingegnere comunali Valeria Petrina e Roberta Parisi, hanno riguardato il consolidamento della muratura portante, il rifacimento delle coperture lignee con recupero dei coppi siciliani, la sostituzione degli infissi, il risanamento dei controsoffitti in camorcanna, la ricostruzione di un solaio ammalorato, la posa di nuove pavimentazioni coerenti con l’esistente, la realizzazione di tramezzi per una migliore organizzazione interna, nuovi servizi igienici, impianto elettrico con illuminazione a LED e un impianto di climatizzazione. Lo sportello sarà attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00, preferibilmente su appuntamento, e non si limiterà all’attività di front office ma svolgerà anche funzioni di animazione territoriale e comunicazione integrata sul tema del riuso sociale dei beni confiscati, offrendo inoltre un centro di documentazione dedicato agli immobili situati nella città di Catania.

Celebrazione del “Giorno del Ricordo” -Mattarella: la memoria delle vittime deve essere onorata e preservata

 

C o m u n i c a t o

Si è svolta questa mattina al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la celebrazione del “Giorno del Ricordo”.

La cerimonia, condotta dalla dott.ssa Valeria Ferrante, è stata aperta dalla lettura, da parte dell’attrice Gaja Masciale, di due brani tratti dal libro “Le foibe spiegate ai ragazzi” di Greta Sclaunich.

Sono intervenuti il professor Davide Rossi, Vice Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, lo storico Egidio Ivetic, ordinario di Storia moderna all’Università degli Studi di Padova e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani.

Nel corso dell’evento sono stati proiettati degli estratti dal film “La bambina con la valigia” e dal documentario “Rotta 230 – Ritorno alla terra dei Padri” cui hanno fatto seguito i contributi della Sig.ra Egea Haffner e del Sig. Giulio Marongiu, esuli di Pola.

L’orchestra di archi del Conservatorio G. Tartini di Trieste diretta dal Maestro Sandro Tortolano ha eseguito “Adagio” in Sol minore di Tomaso Albinoni e il brano musicale “Concerto” in Sol maggiore “Alla Rustica” di Antonio Vivaldi.

La cerimonia si è conclusa con il discorso del Presidente della Repubblica.

La memoria storica è un atto di fondamentale importanza per la vita di ogni Stato, di ogni comunità. Ogni perdita, ogni sacrificio, ogni ingiustizia devono essere ricordati. Troppo a lungo ‘foiba’ e ‘infoibare’ furono sinonimi di occultamento della storia. La memoria delle vittime deve essere preservata e onorata. Naturalmente –dopo tanti decenni e in condizioni storiche e politiche profondamente mutate– perderebbe il suo valore autentico se fosse asservita alla ripresa di divisioni o di rancori“.

“Abbiamo appena ascoltato alcuni testimoni diretti di quella tragedia: Egea Haffner e Giulio Marongiu. Dobbiamo loro affetto e riconoscenza. Nelle esemplari parole che ci hanno offerto, si coglie -ha sottolineato il Capo dello Stato– un forte ammonimento per la pacificazione e la riconciliazione”.

Mattarella ricorda che “nelle zone del confine orientale, dopo l’oppressione fascista, responsabile di una politica duramente segregazionista nei confronti delle popolazioni slave, e la barbara occupazione nazista, si instaurò la dittatura comunista di Tito, inaugurando una spietata stagione di violenza contro gli italiani residenti in quelle zone. Di quella stagione, contrassegnata da una lunga teoria di uccisioni, arresti, torture, saccheggi, sparizioni, le Foibe restano il simbolo più tetro. E nessuna squallida provocazione può ridurne ricordo e dura condanna“.

I nostri concittadini di Istria, Dalmazia, Fiume- afferma il Capo dello Stato – furono messi di fronte al drammatico dilemma: assimilarsi, disconoscendo le proprie radici, la lingua, i costumi, la religione, la cultura. Oppure andare via, perdendo beni, casa, lavoro, le terre in cui erano nati. In grande maggioranza scelsero di non rinunciare alla loro italianità nonché, di fatto, alle libertà, di pensiero, di culto, di parola.

In trecentomila –uomini, donne, anziani, bambini– radunate poche cose, presero la triste via dell’esodo. Spesso l’accoglienza in Italia non fu quella che sarebbe stato doveroso assicurare”. “Stenti, sistemazioni precarie, povertà, ma soprattutto -ha proseguito il capo dello Stato- diffusa indifferenza, diffidenza. Financo ostilità da parte di forze e partiti che si richiamavano, in Italia, alla stessa ideologia comunista di Tito. Non mancarono, nelle vicende tristi degli esuli, atti di forte solidarietà, di amicizia, di accoglienza da parte di molti italiani. Ma, in generale, la loro tragedia, di cui portavano intimamente le cicatrici, fu sottovalutata e, talvolta, persino, disconosciuta. Il mancato riconoscimento fu, per molti, una pena inattesa e dolorosa”.

“L’istituzione del Giorno del Ricordo, votata a larghissima maggioranza dal Parlamento italiano, ha contribuito -ha concluso Mattarella- a riconnettere alla storia italiana quel capitolo tragico e trascurato”.

Erano presenti alla cerimonia il Presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, il Vice Presidente della Camera dei deputati, Giorgio Mulè, esponenti del Governo, del Parlamento, autorità civili e appartenenti alle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

In precedenza nella Sala degli Specchi, dopo l’indirizzo di saluto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, il Presidente Sergio Mattarella, coadiuvato dal Ministro e dal Presidente della FederEsuli, Renzo Codarin, ha premiato le Scuole vincitrici del Concorso “10 febbraio – Itinerari storici in luoghi e spazi urbani delle città italiane alla ricerca della memoria delle terre della Frontiera Adriatica”.