Papa Francesco: “Più Gesù è vicino a noi, più siamo nella gioia; più Lui è lontano, più siamo nella tristezza

Il paradosso di Papa Francesco | Il Foglio

ROMA – Papa Francesco ricorda all’Angelus di oggi . “Il tempo scorre inesorabile, si dice, ma durante l’Avvento – per chi crede – si fa gioioso, poichè “il Signore è vicino” come afferma San Paolo. E l’attesa, “un po’ come quando aspettiamo la visita di una persona che amiamo molto” si tramuta in gioia. 

Questa dimensione della gioia emerge specialmente oggi, la terza domenica, che si apre con l’esortazione di San Paolo «Rallegratevi sempre nel Signore». Rallegratevi, la gioia cristiana. E quale è il motivo ? Che «il Signore è vicino». Più il Signore è vicino a noi, più siamo nella gioia; più Lui è lontano, più siamo nella tristezza. Questa è una regola per i cristiani. Cristo ti ama e tu non hai gioia? Pensiamo: io ho gioia perchè il Signore mi ama?

Il Battista e’ il primo testimone di Gesù

Commentando il Vangelo odierno, il Papa si sofferma su Giovanni il Battista, il “personaggio biblico che – eccettuando la Madonna e San Giuseppe – per primo e maggiormente ha vissuto l’attesa del Messia e la gioia di vederlo arrivare”a:

Il Battista è il primo testimone di Gesù, con la parola e con il dono della vita. Tutti i Vangeli concordano nel mostrare come lui abbia realizzato la sua missione indicando Gesù come il Cristo. 

Uomo di fama, prosegue il Pontefice, “un leader nel suo tempo”, conosciuto in tutta la Giudea e oltre ma che “nemmeno per un istante cedette alla tentazione di attirare l’attenzione su di sé”. “Sempre il Signore al centro, come la Madonna”.

Ed è attraverso l’esempio del Battista che Francesco indica la prima condizione della gioia cristiana: 

Decentrarsi da sé e mettere al centro GesùQuesta non è alienazione, perché Gesù è effettivamente il centro, è la luce che dà senso pieno alla vita di ogni uomo e donna che viene a questo mondo. È lo stesso dinamismo dell’amore, che mi porta a uscire da me stesso non per perdermi, ma per ritrovarmi mentre mi dono, mentre cerco il bene dell’altro.

Ma c’è un ma e Francesco lo chiarisce senza fraintendimenti. Per arrivare a testimoniare Gesù, Giovanni ha affrontato “un lungo cammino” costellato di scelte radicali e rinunce. Mettere al centro Cristo e andare verso la vera gioia “non è una passeggiata”:

Ha lasciato tutto, fin da giovane, per mettere al primo posto Dio, per ascoltare con tutto il cuore e tutte le forze la sua Parola. 

Il Battista, ha lasciato tutto per mettere al primo posto Dio

Per quanto alcuni tratti della personalità di Giovanni siano unici, “irripetibili, non proponibili a tutti”, la sua testimonianza, spiega  il Pontefice, “è paradigmatica per chiunque voglia cercare il senso della propria vita e trovare la vera gioia:

In particolare, il Battista è modello per quanti nella Chiesa sono chiamati ad annunciare Cristo agli altri: possono farlo solo nel distacco da sé stessi e dalla mondanità, non attirando le persone a sé ma orientandole a Gesù”. La gioia è questo, e la gioia deve essere la caratteristica della nostra fede, anche nei giorni bui. Sapere che il Signore è con me. Il Signore, il Signore è al centro”. Chiediamoci: sono sempre come quelli tristi che sembrano di essere in una veglia funebre?

E se il Battista orientava a Colui che doveva venire, diventando oggi modello per chi nella Chiesa annuncia il Cristo, c’è una figura che attraversa i tempi e nella quale Dio “si è fatto vicino” trasformandola nella “Causa della nostra letizia”. E’ la Vergine Maria, immagine con la quale il Papa conclude la catechesi della terza domenica di Avvento, giorno in cui quest’anno cadeil 51mo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

 

La Benedizione dei Bambinelli

Dopo la preghiera mariana, Papa Francesco ha salutato romani e pellegrini e in modo speciale il gruppo venuto in rappresentanza delle famiglie e dei bambini di Roma in occasione della tradizione benedizione dei Bambinelli del presepe in questa terza domenica di Avvento. Il Papa ha ricordato che si tratta di un appuntamento organizzato dal Centro Oratori Romani e ha sottolineato che in Piazza San Pietro quest’anno però si sono potuti radunare in pochi per via delle misure anti-pandemia.

 

 

PAPA FRANCESCO: NO ALLA MENTALITA’ -DENARO, SESSO, POTERE, EGOISMO- DEL MONDO MODERNO – SEGUITE LA LUCE E L’AMORE

 

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All’Angelus  di questa seconda domenica di Avvento , Papa Francesco indica “le esigenze della conversione” 

Per preparare la via al Signore che viene siamo chiamati a bonificare gli avvallamenti prodotti dalla freddezza e dall’indifferenza, aprendoci con gli stessi sentimenti di Gesù (…) occorre abbassare tante asprezze della superbia, compiendo gesti concreti di riconciliazione con i nostri fratelli, di richiesta di perdono delle nostre colpe. Non è facile riconciliarsi. 

Il senso dell’essere credenti

Essere credenti, prosegue il Pontefice, è prossimità con i fratelli per aprire, come il Battista, “prospettive di speranza” anche in “contesti esistenziali impervi segnati dalla sconfitta”. 

“ Non possiamo arrenderci di fronte alle situazioni negative di chiusura e di rifiuto, non dobbiamo lasciarci assoggettare dalla mentalità del mondo, perché il centro della nostra vita è Gesù e la sua parola di luce, di amore, di consolazione. E’ Lui! ”

Il Battista invitava alla conversione la gente del suo tempo con forza, con vigore e con severità. Tuttavia sapeva ascoltare, sapeva compiere gesti di tenerezza e di perdono.

E’ sulla scia della testimonianza di vita data da Giovanni che Francesco invita tutti i discepoli di Gesù di oggi ad essere “umili ma coraggiosi testimoni”:

Anche oggi, i discepoli di Gesù sono chiamati ad essere suoi umili ma coraggiosi testimoni per riaccendere la speranza, per far comprendere che, nonostante tutto, il regno di Dio continua a costruirsi giorno per giorno con la potenza dello Spirito Santo. Pensiamo come possiamo cambiare qualcosa del nostro atteggiamento.