Mattarella “Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del Paese”

 

 

 

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’evento al Quirinale per la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2026 ha dichiarato che : .

– “Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone. Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione”.

Il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso. Ne è stato testimone eccellente e apprezzato. Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza. Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana nel mondo si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema”, ha aggiunto. “Nei decenni il cinema è cambiato con l’Italia.

Nelle forme narrative, nell’estetica, nelle tecnologie, nei generi, nei contenuti. Non molto tempo fa – era già cominciato il nuovo secolo – ci si chiedeva se il cinema sarebbe sopravvissuto, e in che modo, alla potenza della televisione, e poi alla moltiplicazione delle piattaforme e dei canali di comunicazione”, ha detto ancora Mattarella.

“La tv e le multi-piattaforme sembravano avversari insuperabili. Invece non è stato così. L’interrelazione tra cinema, televisione e piattaforme ha presentato nuove opportunità. Ha spinto registi, autori, sceneggiatori, artisti a dare nuovi ritmi alle loro narrazioni, nuove espressività ai loro personaggi. Il cinema ha varcato alcune delle proprie frontiere ed è stato capace di conservare continuità alla sua poetica, di preservare le sue professionalità, la sua capacità di dialogo con il pubblico, integrandosi nelle nuove dimensioni tecniche e strumentali”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

BCE, nel terzo trimestre l’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,2% E’ il momento positivo per le famiglie anche dei Mutui sia a tasso fisso che variabile

 

 

 

Secondo la stima  di Eurostat,  l’economia è cresciuta dello 0,2 per cento nel terzo trimestre del 2025.      L’osservazione proviene  della Banca Centrale Europea.

Il settore dei servizi ha continuato a crescere, stimolato dal vigore del comparto turistico e in particolare dell’espansione dei servizi digitali. Le indagini rivelano che tale crescita riflette i maggiori sforzi compiuti da molte imprese per modernizzare le proprie infrastrutture informatiche e integrare l’intelligenza artificiale nella propria operatività. Al tempo stesso, il settore manifatturiero è stato frenato dall’aumento dei dazi, dall’incertezza ancora elevata e dal rafforzamento dell’euro.

L’inflazione sui dodici mesi è aumentata al 2,2 per cento a settembre 2025, dal 2,0 di agosto, principalmente per effetto della minore diminuzione dei prezzi dei beni energetici rispetto al passato. A settembre l’inflazione dell’energia si è collocata al -0,4 per cento, dal -2,0 di agosto, mentre quella dei beni alimentari è scesa al 3,0 per cento a settembre, dal 3,2 di agosto. L’inflazione, al netto dei beni energetici e alimentari, è cresciuta al 2,4 per cento, dal 2,3 di agosto; quanto ai servizi, ha registrato un lieve incremento, dal 3,1 al 3,2 per cento, mentre è rimasta nuovamente invariata allo 0,8 per cento per i beni. Gli indicatori dell’inflazione di fondo restano coerenti con l’obiettivo del 2 per cento a medio termine perseguito dal Consiglio direttivo.

Il Consiglio direttivo sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia nell’attuale contesto geopolitico e accoglie con favore la riaffermazione di tale ambizione da parte dei leader dell’Ue nell’ambito del Vertice euro del 23 ottobre 2025. Le politiche di bilancio e strutturali dovrebbero stimolare la produttività, la competitività e la capacità di tenuta dell’economia. È fondamentale dare pronta attuazione al piano per la competitività della Commissione europea. Per la Bce i governi dovrebbero dare priorità alle riforme strutturali e agli investimenti strategici che favoriscono la crescita, assicurando al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. a di marcia ambiziosa, nonché adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’introduzione dell’euro digitale.   Conseguenze positive anche per chi stipula Mutui a tasso variabile e/o fisso.

Si apprende anche dalla Bce che : “Nel quarto trimestre del 2025 il PIL in termini reali nell’area dell’euro è atteso espandersi moderatamente, in un contesto di andamenti settoriali divergenti”, . “L’aumento del PMI composito preliminare relativo al prodotto in ottobreè coerente con una dinamica moderatamente positiva della crescita nel settore manifatturiero all’inizio del quarto trimestre, mentre l’attività nei servizi si è rafforzata ulteriormente, confermando il ruolo di tale settore quale principale traino dell’economia.

Inoltre  i più recenti indicatori anticipatori mostrano un quadro contrastante: a ottobre l’aumento dell’indice PMI composito per i nuovi ordini è stato trainato da entrambi i settori, mentre il calo delle aspettative delle imprese sui 12 mesi, desunto dall’indagine PMI, è stato particolarmente marcato per il comparto dei servizi e modesto per quello manifatturiero. Nel complesso, ci si attende che l’elevata incertezza, l’aumento dei dazi effettivi, il rafforzamento dell’euro e la maggiore concorrenza a livello mondiale frenino la crescita nel quarto trimestre del 2025″.

ISTAT: L’INDICE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE A SETTEMBRE AUMENTA DEL 2,8 RISPETTO AD AGOSTO MA NELLA MEDIA IL LIVELLO PRODUTTIVO DIMINUISCE DELLO 0,5 %

 

 

 

 

 l’Istat stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 2,8% rispetto ad agosto. Nella media del terzo trimestre il livello della produzione diminuisce dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile segna aumenti congiunturali in tutti i raggruppamenti principali di industrie: una variazione più ampia caratterizza l’energia (+5,4%), mentre sono più limitati gli incrementi per i beni strumentali (+1,4%), i beni intermedi (+1,3%) e i beni di consumo (+1,0%).

Al netto degli effetti di calendario, a settembre 2025 l’indice generale aumenta in termini tendenziali dell’1,5% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di settembre 2024).

L’evoluzione positiva è diffusa in tutti i comparti: crescono i beni consumo (+2,3%), i beni intermedi (+1,3%) e in misura meno marcata i beni strumentali (+0,9%) e l’energia (+0,6%). I settori di attività economica che registrano gli incrementi tendenziali maggiori sono la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica (+12,3%), le industrie alimentari, bevande e tabacco (+9,2%) e la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+3,8%).

Le flessioni più ampie si rilevano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,4%), nell’industria del legno, carta e stampa (-4,1%) e nella fabbricazione di prodotti chimici (-4,0%).

Oggi 743 decessi: non c’è più fine alla pandemia Covid-19- In crescita in Sicilia

Risultato immagini per immagine reparto ospedaliero

Sono 6820 le persone decedute in Italia nella crisi coronavirus.E’ ancora record-purtroppo- nel mondo. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 743 decessi.

Sono i dati diffusi da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile. I guariti in totale sono 8326 (+894), i casi attualmente positivi nel complesso sono 54030 (+3612). In isolamento domiciliare sono 28697 persone, 21937 sono ricoverate e 3396 sono in terapia intensiva.

Sono 6820 le persone morte in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 743 decessi.

Sono i dati diffusi da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione Civile. I guariti in totale sono 8326 (+894), i casi attualmente positivi nel complesso sono 54030 (+3612). In isolamento domiciliare sono 28697 persone, 21937 sono ricoverate e 3396 sono in terapia intensiva.

Coronavirus in Sicilia, i contagiati sono 799Casi in crescita di 118, i morti ora sono 20

La situazione in Sicilia .Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 7.170. Di questi sono risultati positivi 846 (125 più di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 799 persone (+118 rispetto a ieri).

Sono ricoverati 337 pazienti (45 a Palermo, 123 a Catania, 70 a Messina, 1 ad Agrigento, 18 a Caltanissetta, 29 a Enna, 11 a Ragusa, 24 a Siracusa e 16 a Trapani) di cui 67 in terapia intensiva, mentre 462 sono in isolamento domiciliare, 27 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 5 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 20 deceduti (1 a Caltanissetta, Messina, Palermo e Siracusa, 2 ad Agrigento, 6 a Enna e 8 Catania).

La curva della pandemia in Sicilia

Ricoverati in Sicilia 275 pazienti coronavirus, 596 risultati positivi.La pandemia sta correndo nell’isola

Sono 5476 i morti in Italia nella crisi coronavirus. Rispetto a ieri, sono stati registrati altri 651 decessi. Sono i dati diffusi da Angelo Borrelli, capo dipartimento della Protezione civile. Le persone guarite sono 7024 (952 in più), il totale dei casi attualmente positivi è 46638, con un incremento di 3957. In isolamento domiciliare 23.783 persone, 19846 sono ricoverate e 3009 (6%) sono in terapia intensiva.   Vediamo la situazione in Sicilia.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 5.580. Di questi sono risultati positivi 630 (140 + di ieri), mentre, attualmente, lo sono 596 persone (+138 rispetto a ieri).

Risultano ricoverati 275 pazienti (37 a Palermo, 106 a Catania, 57 a Messina, 1 ad Agrigento, 15 a Caltanissetta, 19 a Enna, 6 a Ragusa, 21 a Siracusa e 13 a Trapani) di cui 55 in terapia intensiva, mentre 321 sono in isolamento domiciliare, 26 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 4 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 8 deceduti.

 

Coronavirus in Sicilia, l'epidemia non si arrestaPositivi in 596 (+138) , i ricoverati sono 275

Commissione europea: Italia lumaca,”affetta da depressione di bassa crescita”.

                          MA L’UE ESPRIME  GIUDIZI TECNICI O POLITICI?

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Nel 2019 l’Italia non è cresciuta secondo le valutazioni della Commissione economica europea.. Con l’economia in rallentamento, aumenta di conseguenza il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno loro

Secondo le previsioni economiche d’autunno, diffuse oggi dalla Commissione Europea, il nostro Paese quest’anno dovrebbe crescere dello 0,1%, ben un punto percentuale al di sotto della media dell’Eurozona, che dovrebbe crescere dell’1,1%; l’anno  prossimo la crescita dell’Italia è prevista allo 0,4%, contro una media dell’area euro stimata all’1,2%; nel 2021, il differenziale è atteso in riduzione a mezzo punto percentuale (+0,7% contro +1,2%). In tutti e tre gli anni l’economia italiana resta la peggiore: quest’anno la seconda ‘lumaca’ dovrebbe essere la Germania, a +0,4%.

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Il debito pubblico, che cresce inerzialmente, aumenta in rapporto a un Pil più fiacco del previsto: dal 134,8% del 2018, dovrebbe salire, secondo la Commissione, al 136,2% quest’anno, al 136,8% nel 2020 e al 137,4% nel 2021. L’Italia “fatica a sfuggire alla depressione da bassa crescita”,afferma la Commissione dell’UE.   L’economia italiana, osserva la Commissione, “si è fermata all’inizio del 2018 e non mostra ancora alcun segno di ripresa significativa”. Nel 2020 “la crescita dovrebbe riprendere in maniera modesta, sulla scorta di una domanda estera in ascesa e una moderata spesa delle famiglie, anche se la seconda dovrebbe essere in parte frenata da un mercato del lavoro che si andrà indebolendo”.

– Dovrebbe restare stabile al 10% la disoccupazione in Italia nel 2019-21, mentre nell’area euro dovrebbe calare dal 7,6% del 2019 al 7,3% del 2021. Secondo le previsioni economiche d’autunno della Commissione Europea, il tasso di disoccupazione nel nostro Paese dovrebbe calare dal 10,6% del 2018 al 10% quest’anno, per poi rimanere fisso al 10% nei due anni successivi. Finora, osserva la Commissione, “il mercato del lavoro è rimasto resiliente davanti al rallentamento dell’economia; tuttavia, gli ultimi dati indicano un deterioramento”, che “probabilmente spingerà i datori di lavoro a tagliare posti o a ricorrere a forme di lavoro temporaneo, come indica il crescente numero di lavoratori coperti dalla Cassa Integrazione Guadagni”.

Netto recupero dell’attività industriale: l’Italia esce finalmente dalla recessione e dalla crisi economica

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Foto Archivio Sud Libertà

L’Istat esalta una ripresa dell’economia italiana con + 0,2 quale recupero dell’attività registrata nei trimestri precedenti.

‘Questa stima preliminare “ha, come di consueto, natura provvisoria- spiega l’Istat- e si basa su una valutazione dal lato dell’offerta che indica un netto recupero dell’attività industriale e contributi positivi sia del settore agricolo, sia dell’insieme del terziario”.

Il +0,2% congiunturale stimato per il primo trimestre 2019 fa dunque  uscire l’Italia dalla recessione tecnica in cui era entrata con il -0,1% fatto registrare nel terzo e quarto trimestre dello scorso anno. Ma il valore concatenato del Pil dei primi tre mesi del 2019 – 404,077 miliardi di euro – mostra in pratica un ritorno ai livelli del secondo trimestre 2018 – 404,028 miliardi – e vicinissimi ai 403,808 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno, confermando il giudizio espresso dall’Istat di un “sostanziale ristagno del Pil”.

Resta il problema della disoccupazione -cronica – al Sud e in Sicilia in particolare.