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Fondi Po Fesr, Sicilia in linea con gli obiettivi. Schifani garantisce: «Spenderemo tutte le somme assegnate»

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Palermo,

Più di 5.500 progetti finanziati, quattro miliardi e duecento milioni di euro di impegni di spesa, dei quali oltre due miliardi e seicento milioni già pagati e più di due miliardi certificati a Bruxelles, con previsioni in linea con il target previsto per il 2022. Sono alcuni tra i dati emersi al Comitato di sorveglianza del Po Fesr Sicilia 2014-2020, che si è tenuto oggi a Palermo, a Palazzo d’Orléans, sede della Presidenza della Regione.
«Neanche un euro sarà restituito a Bruxelles – dice il presidente della Regione, Renato Schifani – ma spenderemo fino in fondo tutte le somme che l’esecutivo comunitario ha assegnato alla Regione Siciliana. E lo faremo superando le criticità, con progetti che saranno coerenti con la mission iniziale del Programma»
«Oggi  – spiega l’assessore all’Economia, Marco Falcone – abbiamo potuto verificare l’andamento del Po Fesr 2014-2020. C’è qualche criticità, certamente, ma i direttori dei dipartimenti che oggi sono stati chiamati a confrontarsi con la Commissione europea hanno garantito che il Programma raggiungerà gli obiettivi previsti. Nel frattempo la Sicilia ha già ottenuto da Bruxelles l’approvazione della programmazione 2021-2027. Il presidente Schifani lo ha già comunicato, con l’apprezzamento ricevuto da diversi organismi istituzionali, e oggi stiamo lavorando con la Commissione Ue anche sull’avvio del nuovo Programma. Alcune procedure del 2014-2020 che non potranno essere completate entro l’anno prossimo verranno traghettate nel 2021-2027. È questo il principio di continuità per ridurre i gap della Sicilia. Il governo Schifani – conclude l’assessore – è impegnato nel raggiungimento di questi obiettivi e siamo convinti che alla fine metteremo in campo delle azioni utili con una ricaduta positiva per il nostro territorio».
Il responsabile dell’Autorità di gestione del Po Fesr, Federico Lasco, ha quindi illustrato ai partecipanti lo stato di attuazione del Programma operativo. Per fine anno si prevede di certificare gli ultimi 72,8 milioni di euro per raggiungere il target di spesa previsto al 31 dicembre 2022. «Con il Comitato abbiamo analizzato tutte le criticità e le opportunità – ha sottolineato Lasco – La vera sfida sarà quella di rendicontare l’anno prossimo oltre 1,8 miliardi di euro. Abbiamo piena coscienza dello sforzo che ci troviamo davanti, e con la Commissione europea stiamo lavorando fianco a fianco, con grande spirito di collaborazione e approccio operativo, per risolvere le problematiche e centrare tutti gli obiettivi previsti, nel rispetto dei principi di efficacia e qualità della spesa».
Oggi si è discusso anche della proposta di rimodulazione finanziaria, dall’importo complessivo di oltre seicento milioni di euro, che riguarderà tutti gli assi del Programma, con particolare riferimento ai settori ricerca e innovazione, sanità, competitività delle imprese, energia, ambiente e rifiuti, infrastrutture e mobilità. «Il Comitato è andato molto bene – ha detto Willibrordus Sluijters, capo unità per l’Italia e Malta della Commissione europea – ma abbiamo tante risorse da spendere per chiudere il 2014-2020 e stiamo affrontando una significativa rimodulazione delle risorse. Una settimana fa abbiamo approvato il nuovo Programma 2021-2027, che è il più grande d’Italia. Bisogna, quindi, mettere in cantiere anche tutte le procedure per attivarlo, e ci lavoreremo soprattutto nella prossima primavera. Insomma, sappiamo che abbiamo davanti un anno molto impegnativo assieme alla Regione».

Messina e fondi PNRR: decretato il finanziamento definitivo per la realizzazione a Mili Marina dell’impianto di trattamento della FORSU e di supporto al ciclo depurativo

 

 

Messina,

È stato confermato, con decreto definitivo del Ministero dell’Ambiente e per la Sicurezza Energetica n.198 del 2 dicembre 2022, il finanziamento pari a 27.184.133,29 euro su un importo complessivo di 33.472.434,10 euro per la realizzazione a Mili Ma-rina dell’impianto di trattamento della FORSU e di supporto al ciclo depurativo.

L’impianto permetterà di trattare direttamente a Messina la frazione unica della Raccolta Differenziata con notevoli risparmi di costi dovuti sia al trasporto fuori provincia, sia al trattamento presso impiantistica privata. Messina si conferma così in vetta alle graduatorie per l’ottenimento dei fondi PNRR, in particolare sesta a livello nazionale e seconda in Sicilia, per il punteggio ottenuto nella linea di investimento 1.1, nell’ambito della Missione 2, Componente 1 del PNRR, che prevede la realizzazione di nuovi impianti di gestione dei rifiuti e l’ammodernamento di impianti esistenti.

L’istanza, formalizzata dalla SRR Messina Area Metropolitana a febbraio dello scorso anno, che ha proposto il progetto redatto dal Comune di Messina con un livello di progettazione definitivo, ha permesso insieme alle soluzioni tecnologicamente avanzate previste nello stesso, di ottenere un risultato elevato sia in termini di premialità che di punteggio.

La struttura prevede il trattamento della FORSU (frazione organica derivante dalla raccolta de rifiuti) secondo biodigestione anaerobica e produzione di biogas che convoglieranno in una turbina per la produzione di energia elettrica da utilizzare per gli impianti di depurazione e pompaggio, con scambio sul posto dell’energia prodotta.

Risultano, inoltre, ammissibili in via definitiva tutti gli altri interventi proposti dalla SRR per i quali si potrà avere finanziamento secondo un eventuale scorrimento della graduatoria a seconda della disponibilità finanziaria, ed in particolare: al 33esimo posto il “Potenziamento dell’impianto di selezione della frazione secca dei Rifiuti Urbani di contrada Pace” per un finanziamento richiesto pari a 2.397.446,39 euro su un importo complessivo di 3.028.041,02 euro; al 42esimo posto “Impianto di trattamento della FORSU nel Comune di Monforte San Giorgio (ME)”, per un finanziamento richiesto pari a 23.758.000,00 euro su un importo complessivo di 31.717.714,52 euro; al 73esimo posto le “Stazioni di trasferenza nelle 3 aree servizi del Comune di Messina”, per un finanziamento richiesto pari a 1.726.122,28 euro su un importo complessivo di 2.091.915,84 euro.

Risultano poi ammessi, ma più staccati in graduatoria e quindi con poche probabilità di finanziamento, se non con estensione della graduatoria, altri interventi su Roccafiorita, Mongiuffi Melia e Messina e che riguardano il compostaggio di prossimità per un totale di circa 7 milioni di euro richie-sti.

In merito piena soddisfazione hanno espresso congiuntamente il Sindaco Federico Basile e l’Assessore all’Ambiente Francesco Caminiti “sarà compito della SRR procedere alla gara d’appalto per la realizzazione dell’opera, previa acquisizione di ogni utile autorizzazione regionale – evidenziano Basile e Caminiti – in quanto il progetto è in attesa dell’ultimo parere necessario da parte della Regione Siciliana, che sarà sollecitata già a partire della prossima settimana. Inoltre, intendiamo riconoscere i meriti del lavoro svolto dalla senatrice Dafne Musolino, in qualità di Presidente della SRR ai tempi della progettazione e partecipazione al bando utile ad ottenere i finanziamenti. Si ringraziano poi i tecnici – concludono il Sindaco Basile e l’Assessore Caminiti – che hanno permesso di raggiungere risultati così importanti e che dovranno, fin da subito, procedere a predisporre ogni utile documentazione finalizzata all’appalto delle opere”.

Scoperte truffe ai danni delle imprese – Sette indagati e sequestro denaro

 

polizia postale

Comunicato -Foto Uff.Stampa Polizia

 

Indagate 7 persone appartenenti ad un’organizzazione criminale specializzata in truffe ai danni di piccole e medie imprese operanti sull’intero territorio nazionale. Nei loro confronti sono state applicate le misure cautelari dell’obbligo di dimora e della presentazione alla polizia giudiziaria, oltre al sequestro preventivo di quasi mezzo milione di euro.  La Polizia di Brescia ha inoltre eseguito perquisizioni personali, locali e informatiche nelle province di Milano e Brescia.

Dallo sviluppo dell’attività investigativa svolta dai poliziotti della Polizia postale di Crotone, dove una delle vittime ha presentato denuncia, è emerso che il meccanismo delle truffe era basato sull’utilizzo di e-mail e Pec apparentemente riconducibili ai principali istituti bancari italiani, inviate massivamente per promuovere falsi finanziamenti per l’industria.

Alle società prese di mira dagli indagati, veniva prospettata la possibilità di accedere a finanziamenti per piccole e medie imprese garantiti da Cassa Depositi e Prestiti, la sola condizione imposta per l’erogazione del prestito era la sottoscrizione di una polizza assicurativa, con versamento di premio unico iniziale corrispondente al 1,2% o 1,4% del valore della somma erogata. Il pagamento di tali premi confluiva di fatto su conti correnti esteri nella disponibilità dell’organizzazione.

Una volta avvenuto il pagamento, al momento della concretizzazione dell’operazione e della stipula del contratto di prestito, i truffatori sparivano. Tale attività illecita, in breve tempo, ha consentito di guadagnare circa 500 mila euro.

Durante l’operazione sono stati sequestrati 20 mila euro in contanti nella disponibilità degli indagati, oltre a numerose carte di credito e a numerosi dispositivi informatici e telefonici usati per commettere le truffe.

 

Centri estivi e interventi ad Aci Sant’Antonio per attività educative e ricreative,in arrivo oltre 52 mila euro

 

Caruso: “Finanziamenti in continuità con la nostra azione”

Ammontano a 52.166,24 euro le risorse destinate ad Aci Sant’Antonio legate al Decreto Legge n. 73 del 2021, ‘Misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19 per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali’, connesso alle linee guida del Ministero per le Pari Opportunità e la Famiglia su attività ricreative ed educative.
La metà della cifra stanziata verrà per incentivare l’attività di soggetti terzi del territorio santantonese che nel 2021 hanno avviato iniziative e attività per l’organizzazione dei centri estivi, per un massimo di 3.260 euro a ciascun soggetto, dietro la presentazione della necessaria documentazione (come spese per sanificazione, acquisto attrezzature, agevolazioni per la partecipazione gratuite dei soggetti H).
L’altra metà della cifra, invece,-informa l’Ente comunale –  verrà utilizzata dall’Ente per interventi di costruzione, o ristrutturazione o riorganizzazione di strutture e spazi dedicati a ospitare i bambini per le attività ludico-ricreative.
“Si tratta di un finanziamento che in qualche modo rappresenta una continuità con la nostra azione amministrativa – ha dichiarato il Sindaco, Santo Caruso – In questi anni abbiamo arricchito il territorio con aree dedicate ai più piccoli, tanto al centro quanto nelle frazioni,e sono stati interventi molto apprezzati. Sono lieto, poi, di poter sostenere quanti hanno avviato i centri estivi, che in questo complicato periodo, poi, hanno assunto spesso una grande importanza,compatibilmente con i controlli e le restrizioni richiesti da quanto accaduto”.

Bilancio Aci Sant’Antonio, “oltre 4 milioni inseriti nella variazione di bilancio” e una vera pioggia di soldi su questo territorio

DEF 2017: audizione Ufficio parlamentare di bilancio e della Corte dei Conti - Bilancio e contabilità

 

Caruso: “Azione straordinaria, senza un euro dalle casse comunali”

 

Con la Delibera numero 71 del 4 agosto la Giunta comunale di Aci Sant’Antonio ha disposto una variazione di bilancio che certifica, per il 2021, un’azione amministrativa che ha letteralmente portato una pioggia di finanziamenti sul territorio.
Sono contenuti oltre quattro milioni di euro, infatti, nei documenti che descrivono le opere coperte da interventi economici esterni aggiudicati grazie al lavoro di questi mesi, opere che si aggiungono a quelle importantissime già avviate e in alcuni casi in dirittura d’arrivo, come quelle sui lavori in centro storico, nella via Regina Margherita, o la realizzazione della palestra a Santa Maria La Stella o, sempre in questa frazione, il microasilo.
L’elenco attuale conta la ristrutturazione del centro diurno per anziani in via Lucio Pulvirenti, per oltre un milione di euro, e per una cifra simile evidenzia anche la ristrutturazione dell’edificio di via Umberto; ci sono poi i centri estivi, la ristrutturazione della Biblioteca Comunale, l’intervento che cambierà il volto della Villa Comunale arricchendola in maniera significativa; e ancora: gli interventi per la messa in sicurezza del territorio,

con ottocentomila euro per via San Giuseppe e per via Nocilla, o l’efficientamento energetico al Palazzo Comunale.
Saranno interventi straordinari – ha dichiarato l’Assessore ai lavori Pubblici, Antonio Scuderi – che continueranno a migliorare l’aspetto di Aci Sant’Antonio, sia in termini di decoro che di efficienza, di viabilità, di sicurezza. E assumono un valore ancora maggiore alla luce di tutto quello che è stato già fatto, con risultati straordinari che vanno, per fare solo due esempi, dal centro storico al parco di Casalotto”.
Il Sindaco, Santo Caruso, mette in evidenza il lavoro svolto: “Questo eccellente risultato è frutto di una minuziosa programmazione, che ha portato ad una partecipazione a bandi, con esito positivo, che sta di fatto cambiando il volto del nostro paese. E voglio sottolineare che si tratta in tutti i casi di fondi che vengono dall’esterno: non c’è neanche un centesimo di compartecipazione, neanche l’ombra di spese dalle casse comunali. Nel saldo della descrizione della variazione di bilancio che abbiamo votato con la Giunta l’esito del confronto fra entrate e uscite recita 0, ed è un numero incredibilmente soddisfacente alla luce di tutto quello che è stato fatto e che sarà fatto”.

VIALE MONCADA A LIBRINO ,CON I 29,6 MILIONI DI EURO FINANZIATI, DIVENTERA’ BELLISSIMO…PAROLA DI SINDACO POGLIESE ED ASSESSORE TRANTINO

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Immagine Ufficio Stampa-Comune di Catania (Molino)

CATANIA

Due progetti deliberati, tre mesi addietro, dalla giunta Pogliese, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, sono stati finanziati con quasi 30 milioni di euro, destinati a Catania nell’ambito delle misure del Pnrr per sostenere le azioni di rigenerazione urbana e di qualità dell’abitare.

Un piano di investimenti per le città italiane che ha premiato due delle tre proposte presentate dal comune di Catania, elaborate dai tecnici comunali, secondo un preciso indirizzo del sindaco Pogliese e dell’assessore Trantino, sfruttando le risorse del fondo complementare del Ministero delle Infrastrutture, stanziate nell’ambito della rimodulazione dei fondi del Pnrr.  

“Un risultato di grande significato per la città di Catania, ha detto il sindaco Pogliese, che premia la qualità dei nostri progetti e ci permette di aprire due nuovi cantieri che, con l’utilizzo di queste risorse ministeriali, aggiuntive al Pnrr, daranno occupazione al settore strategico dell’edilizia e soprattutto incideranno su Librino, con riqualificazione di spazi e creazioni di nuovi alloggi per fronteggiare l’emergenza abitativa. Fondi che valorizzeranno anche gli insediamenti abitativi lungo i percorsi turistico culturali del centro cittadino. Ringrazio l’assessore Trantino per il pressing costante che ha esercitato per raggiungere l’obiettivo e i tecnici comunali guidati dall’ingegnere Salvo Marra, per la qualità progettuale proposta”.

I progetti finanziati riguardano la realizzazione di due fabbricati da 32 alloggi ciascuno da costruire a Librino in affiancamento a quello già esistente, a completamento di un lotto edilizio di viale Moncada.

Grazie al finanziamento di 14,6 milioni di euro, verrà anche recuperata una preesistente struttura abbandonata, sempre a Librino, da utilizzare a scopi sociali e aggregativi, la riqualificazione di due grandi aree a verde e un’altra da adibire a parcheggio, contigue alle due palazzine di viale Moncada.

L’altro progetto finanziato con altri 15 milioni di euro, denominato “Segmenti di Connessione Urbana”, è costituito da una serie di interventi fra loro complementari, localizzati nel centro storico. L’obiettivo del piano di riqualificazione adottato dall’esecutivo comunale guidato dal sindaco Pogliese e proposto dall’assessorato ai lavori pubblici retto da Enrico Trantino, giudicato meritevole di essere concretizzato, è finalizzato a realizzare opere e servizi per i turisti, ma anche per i cittadini che vi risiedono, con nuovi spazi a verde e riqualificazione di quelli pubblici degradati. Le azioni prioritarie, infatti, sono mirate all’ampliamento delle aree a vocazione pedonale, alla regolamentazione della sosta veicolare, con allargamento delle ZTL onde evitare il consumo di suolo. Nello specifico gli interventi di riqualificazione riguardano la zona compresa tra via Vittorio Emanuele, via Sangiuliano, via Crociferi e piazza Castello Ursino, al fine di valorizzare i monumenti e i punti di interesse storico.

Particolarmente soddisfatto, per i due finanziamenti ottenuti, anche l’assessore ai lavori pubblici, Enrico Trantino, che ha seguito ogni passaggio dell’iter di stanziamento, nell’ambito delle misure complementari per i Comuni, previste dal Pnrr:”Un grande risultato che conferma la cura certosina con cui sono stati elaborati i progetti, ha detto l’assessore Trantino, aprendo il varco dei finanziamenti diretti alla città di Catania, frutto di costanti interlocuzioni con le autorità statali e l’Anci. A breve proporremo, in altre linee di finanziamento, anche il progetto per il recupero e la valorizzazione di piazza Michelangelo e del secolare parco Scammacca”.

 

ASP DI PALERMO: SOLDI ARRIVANO A FIUMI MA IL MATERIALE “COME I PANNOLONI PER INVALIDI E TRAVERSE SALVAMATERASSO SONO DI SCARSA QUALITA”

 

La denuncia di Ancisi (Lpr): «Pochi pannoloni per gli anziani e di scarsa  qualità»

Palermo

I Finanziamenti arrivano in tempi di pandemia, soldi a medici “come straordinario” per le vaccinazioni, in aggiunta agli stipendi, e soldi a fiumi per l’acquisto di apparecchiature e materiale vario. Arriva una segnalazione/denuncia.  Pannoloni per gli invalidi e le cosiddette traverse salvamaterasso sono  di scarsa qualità e poco assorbenti, all’Asp di Palermo.

È questo, quantomeno, quello che risulta da una serie di proteste pervenute da pazienti e associazioni a tutela di questi al M5S all’Ars, che ha immediatamente depositato un’ interrogazione  per fare luce sulla vicenda e chiedere interventi immediati all’assessore alla Sanità.

“Ci arrivano  – affermano coralmente i deputati Salvatore Siragusa, Giorgio Pasqua, Francesco Cappello e Antonio De Luca, componenti 5 stelle della commissione Sanità di palazzo dei Normanni –numerose lamentele sui presìdi forniti ai disabili, sia per la scarsa qualità del materiale adoperato, sia per la scarsa capacità di assorbenza dei liquidi da parte di questi.  È doveroso che si vada a fondo per fare luce sulla vicenda.

Per questo chiediamo che il presidente della Regione, in qualità anche di assessore alla sanità ad interim, si accerti della situazione e prenda immediati provvedimenti per eliminare, o quantomeno limitare, i disagi lamentati dai disabili e dalle loro famiglie”.

           Foto Archivio

L’attenzione dei politici etnei sul campo di Nesima da ristrutturare: intervento da 1 milione e 150 mila euro

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CATANIA

Entro la fine dell’estate e dunque prima del crono programma stabilito, il vecchio campo di Nesima, realizzato nel 1960, verrà completamente ristrutturato e ammodernato, utilizzando finalmente al meglio le potenzialità di essere l’unico in città, oltre allo stadio Massimino, in grado di ospitare anche partite di serie D. L’esecuzione dei lavori di riqualificazione della struttura riguarda principalmente l’adeguamento del campo di calcio alle prescrizioni della FIGC per le partite di Lega Dilettanti, con la trasformazione della polverosa terra battuta in erba artificiale. Analogamente i due contigui campi di calcetto verranno riqualificati e anch’essi allestiti con erba artificiale.

Verrà completamente restaurata, inoltre, la tribunetta per il pubblico; rifatti gli spogliatoi; migliorata la funzionalità dell’impianto di illuminazione, con il rifacimento dei servizi elettrici e idrici. L’avvio dei lavori, avvenuto un mese addietro, è stata oggetto di un sopralluogo del sindaco Salvo Pogliese e dell’assessore Sergio Parisi, nella doppia veste di delegato della giunta per le politiche comunitarie e lo sport. Nei mesi scorsi l’Amministrazione Comunale ha promosso un investimento di un milione e centocinquantacinque mila euro di fondi comunitari del Pon metro, opportunamente canalizzati nel rinnovo di strutture sportive come elemento socialmente aggregante in zone svantaggiate. Il sindaco Pogliese, per questa ragione, ha evidenziato come la zona di Nesima si appresti a diventare un polo sportivo integrato di primo ordine per tutta la Sicilia: “Oltre alla ristrutturazione completa dell’impianto di calcio che procede a passo spedito, nel programma dell’Amministrazione Comunale -ha detto il primo cittadino- vi è anche la riqualificazione con fondi comunitari e statali, del grande Palasport rimasto un’incompiuta, ma anche della piscina su sui sono in corso lavori di ammodernamento importanti e necessari. Questa zona di Nesima, che presenta anche condizioni di degrado sociale ed economico, a breve potrà contare su un vero e proprio polivalente sportivo che integreremo con il territorio. consentendo alle associazioni di poter usufruire degli impianti sportivi a disposizione anche per gli abitanti e soprattutto i ragazzi”.

Un’ottica che sta interessando anche altre zone disagiate della città e il sindaco, infatti, ha sottolineato che “tra i lavori già in corso di esecuzione oltre a quelli di Nesima, vi sia anche il Campo Scuola di atletica leggera a Picanello, il PalaCatania nei pressi di Corso Indipendenza, il campo di rugby Paolone di Santa Maria Goretti, oltre a un programma di riqualificazione diversi altri impianti sportivi su cui si sta intervenendo proprio nell’ottica di poter offrire strutture adeguate ai giovani delle zone cittadine che hanno particolari di disagio a cui vogliamo valide alternative aggregative. Un lavoro senza precedenti per la Città di Catania, che realizza un virtuoso connubio tra lo sport e la valenza sociale –”.

Alla verifica del cantiere del campo di Nesima hanno preso parte anche il presidente della commissione consiliare Sport Giovanni Grasso, il presidente del V Municipio Angelo Patanè , il presidente della Figc provinciale Lino Gurrisi, il delegato Coni di Catania Enzo Falzone, il capo di gabinetto Giuseppe Ferraro, il direttore dello Sport e delle politiche comunitarie Fabio Finocchiaro, tecnici “Da uomo di sport e in piena sintonia col sindaco Pogliese – ha spiegato l’assessore Sergio Parisi – in questi due anni ho ritenuto doveroso incidere sullo stato di abbandono di gran parte delle strutture sportive di Catania, alcune delle quali da decenni non hanno avuto lavori di straordinaria manutenzione. Abbiamo fatto un’opera mirata coi fondi del Pon Metro e del Patto per Catania, invertendo un’intollerabile rotta di degrado che ha impedito a migliaia di giovani e alle società sportive agonistiche e di base, a poter esprimere talenti e potenzialità sportive e sociali.

Nesima è destinato a diventare un moderno polo sportivo integrato dove generazioni di giovani potranno esprimere al meglio le loro potenzialità psico-fisiche, che è salute e indispensabile valore sociale”.

Aci Sant’Antonio: in arrivo cospicui finanziamenti per quattro progetti di interesse della collettività

Dove siamo

In arrivo oltre seicentomila euro dalla Regione e dal Viminale per quattro progetti.       

Caruso: “Colte importantissime occasioni per il territorio”

Il 2020 si appresta alla chiusura portando la notizia di quattro progetti presentati dall’Amministrazione di Aci Sant’Antonio e ammessi a finanziamento, uno dalla Regione Siciliana relativamente al PO FESR 2014-2020- Azione 9.3.5 (in merito ai ‘Piani di investimento in infrastrutture per Comuni associati e aiuti per sostenere gli investimenti privati nelle strutture
per anziani e persone con limitazioni nell’autonomia’), e ben tre dal Ministero dell’Interno, legati al “Fondo per la progettazione definitiva ed esecutiva relativa ad interventi di messa in sicurezza” (di cui all’articolo 1, comma 51bis della legge n. 160 del 27 dicembre 2019,introdotto dal Decreto-Legge 14 agosto 2020, n.104, convertito con  modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n.126).  Il tutto per un totale complessivo di 611.713,07 euro.
Si tratta, nell’ordine,- comunica il Comune –  della manutenzione straordinaria dell’immobile sito in via Lucio Pulvirenti da adibire a centro diurno per anziani, per il quale arriveranno da Palermo 279.905,37 euro; interventi di mitigazione del rischio idraulico mediante opere di regimentazione e smaltimento delle acque meteoriche a salvaguardia del territorio circostante, esattamente in via Lanza e in via Croce, interventi per i quali il Viminale finanzierà l’importo di 110.422,32 euro; e ancora: la sistemazione idraulica del torrente Lavinaio in località San Giuseppe e nelle zone limitrofe, un intervento ammesso a finanziamento sempre dal Ministero dell’Interno per 128.748,45 euro; infine la sistemazione idraulica dello stesso torrente ma in località Scalazza Grande e nelle zone limitrofe, sistemazione per la quale da Roma arriveranno 92.636,93 euro.
“Quello di via Lucio Pulvirenti è un intervento molto importante – ha dichiarato l’Assessore ai Lavori Pubblici e ai Servizi Sociali, Antonio Scuderi – tanto per il servizio reso alla collettività quanto per il pregio dell’immobile, cioè la casa natale di Mons. Giovanni Pulvirenti, nella quale è stato già svolto un importante servizio e che adesso troverà lo splendore che merita”.
L’Assessore alla Protezione Civile, Giuseppe Santamaria, evidenzia la grande utilità dei finanziamenti accordati dal Viminale: “Si tratta di tre progetti necessari e per i quali ci siamo impegnati moltissimo: sia il problema delle acque meteoriche che quello legato alla sistemazione del torrente Lavinaio erano da tempo sotto osservazione per cercare di trovare una soluzione definitiva, e l’arrivo di quasi trecentocinquantamila euro suggella il lavoro di questi mesi”.
“Abbiamo colto delle importantissime occasioni per il territorio –sottolinea il Sindaco, Santo Caruso – e per questo ringrazio gli uffici,i tecnici del Comune che hanno permesso di raggiungere questi risultati straordinari. Arriverà oltre mezzo milione di euro e per Aci Sant’Antonio questo significa molto. Chiaramente non si tratta degli unici lavori sui quali porre l’accento: come evidenziato nell’ultimo periodo, dopo un lunghissimo periodo abbiamo ampliato considerevolmente il parco progetti dell’Ente, e questi finanziamenti sono solo una parte di quanto questo territorio riceverà, cambiando in meglio più di un aspetto per il bene della collettività”.

Il marciume italiano : la facile ricchezza dei personaggi pubblici

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di    Raffaele  Lanza

Perchè l’Italia affonda? Perchè vi sono personaggi che si sono diventati ricchi  oltremisura?  Col loro lavoro? Suvvia non scherziamo.   Molti nel nostro Paese sono diventati Paperoni perchè hanno colto le debolezze del sistema di controllo. Un sistema che incardina manager, funzionari, politici che smuovono il placet per i finanziamenti/Contributi, insomma roba da spazzatura, marciume.    Fondazioni che nascono come nel cilindro di un prestigiatore fantasioso per avere soldi pubblici. Che indecenza. E poi presentarsi candidamente sui palcoscenici o nelle piazze per dire “Che volete-afferma Renzi- così va l’Italia..”

Ma il destino è sempre in agguato.  Cade un ponte, muoiono in tanti, ne cade un altro, si ispezionano viadotti e ponti, in particolare quelli gestiti dalla società di Autostrade. Si scopre che la manutenzione è mascherata. Finta.  Adesso è Benetton ad essere all”angolo.  Chiede aiuto e vuol sottrarsi alle sue responsabilità  . Che razza di uomini di carta ha l’Italia….Comunque vada per Benetton e la sua famiglia “miliardaria” sarebbe opportuno  andare a vivere in un Paese lontano dall’Italia Di lui abbiamo e avremo sempre un bruttissimo ricordo.  Riportiamo un “pezzo” che viene inviato alla direzione di Sud Libertà  ed è firmato dal movimento cinque stelle,pure sul Blog interno

Uno dei segreti del successo dei Benetton si chiama “convenzione”. E’ questa la parolina magica che dobbiamo inquadrare per capire il fiume di denaro incassato negli anni dalla famiglia di Ponzano Veneto. La convenzione è di fatto l’accordo che regola i rapporti tra lo Stato, che dà in concessione il servizio, e le Autostrade, ovvero il cosiddetto concessionario. Ebbene, la prima convenzione, risalente addirittura al 1968, regolava questi rapporti quando la società Autostrade era ancora pubblica, perché controllata dall’Iri. Questo presidio pubblico obbligava il concessionario a rispettare l’equilibrio economico-finanziario e prevedeva che gli utili dovessero essere riservati al bilancio dello Stato.

Nel 1993, invece, il processo di privatizzazione cambia tutto. Ne consegue la seconda convenzione, snodo fondamentale dei privilegi che le Autostrade hanno avuto, coltivato e alimentato negli anni successivi. Per prima cosa questa convenzione, datata 1997, proroga la sua scadenza al 2038, 20 anni secchi in più rispetto al termine precedentemente fissato. Ma soprattutto, tarata su contraenti che in quel momento erano ancora pubblici, non tiene in considerazione il fatto che Autostrade di lì a poco sarebbe finita in mano agli appetiti privati. La privatizzazione, infatti, si perfeziona nel 1999. E subito dopo decolla la stagione degli affidamenti delle concessioni autostradali con trattativa privata, con l’ulteriore privilegio che consente ai concessionari di affidare lavori di manutenzione direttamente a imprese controllate. L’anticamera della cuccagna. Questa situazione viene censurata dal Garante della concorrenza in una segnalazione più che eloquente al Parlamento del 28 marzo 2006.     Non finisce qui.

A cogliere disfunzioni di ogni genere, che significano guadagni a palate per la società privatizzata, è anche l’allora Autorità di vigilanza sui lavori pubblici. In una segnalazione al Parlamento dell’8 giugno 2006, l’Autorità registra la “pacifica omessa realizzazione di notevole parte degli investimenti previsti” dai piani finanziari che vanno dal 1997 al 2005. E sempre l’Autorità censura duramente la convenzione in vigore, spiegando che la natura ancora pubblica di Autostrade all’epoca della sottoscrizione “poteva aver indotto a stipulare una convenzione alquanto generica, e con scarse garanzie formali per il concedente”.

A pochi anni dalla privatizzazione tutti sapevano dell’inaccettabile sbilanciamento del rapporto a favore dei Benetton. Le Autorità di controllo sapevano. Il Parlamento sapeva. Ma nessuno (o quasi) ha mosso un dito” 

  
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