La Regione siciliana promuove un pacchetto da circa 13,5 milioni di euro, destinato alle imprese del settore.

 

Renato Schifani

 

Palermo,

Nuove risorse per il rilancio del commercio in Sicilia. La Regione, tramite l’assessorato dell’Economia e attraverso Irfis-FinSicilia, mette in campo un pacchetto da circa 13,5 milioni di euro, destinato alle imprese del settore. Le somme, provenienti dai rientri del Psc 2014-2020 e confluite nel Fondo Sicilia, sono destinate al finanziamento dei programmi di investimento e al sostegno al capitale circolante.

«Attiviamo queste due misure rivolte al settore del commercio – dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – per rafforzare la competitività e la solidità finanziaria delle aziende migliorandone la capacità di affrontare le sfide del mercato. Puntiamo, infatti, a favorire nuovi investimenti e a permettere alle imprese di crescere e diventare sempre più competitive. Inoltre, ci sarà una ricaduta positiva per i consumatori, dato che avranno a disposizione beni e servizi di maggiore qualità».

L’intervento si articola in due linee di finanziamento pensate per accompagnare le imprese sia nella crescita strutturale sia nella gestione della liquidità. Da un lato, i finanziamenti per gli investimenti sostengono programmi di sviluppo aziendale: dall’ammodernamento degli impianti alla riconversione delle attività. Dall’altro, la linea dedicata al capitale circolante consente di coprire i fabbisogni finanziari legati alla gestione operativa, in una fase in cui l’accesso al credito resta un fattore critico per molte realtà produttive. Entrambe prevedono condizioni particolarmente favorevoli: finanziamenti a tasso agevolato con un tetto massimo dello 0,25% annuo, concessi in regime “de minimis”.

Le agevolazioni sono rivolte a micro, piccole e medie imprese del commercio all’ingrosso e al dettaglio, con almeno una sede operativa in Sicilia. La linea per gli investimenti prevede finanziamenti fino a 400 mila euro (200 mila per le start-up), con durata fino a 15 anni, mentre quella per il capitale circolante arriva fino a 200 mila euro con durata massima di 5 anni.

L’accesso avverrà con procedura a sportello, in base al completamento della documentazione necessaria all’avvio dell’istruttoria. Le domande potranno essere presentate online a partire dal 5 maggio attraverso il portale di Irfis.

Intelligenza artificiale. Sviluppare le competenze digitali anche agli insegnanti L’assessore della Regione Sicilia Turano: «700 mila euro per progetti nelle scuole»

 

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l governo Schifani  – informa un comunicato stampa -punta sulla didattica innovativa, sulle nuove competenze e sul futuro digitale della Sicilia. Dal prossimo anno scolastico gli studenti degli istituti statali nell’Isola andranno a ‘lezione’ di intelligenza artificiale. L’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana ha infatti pubblicato una nuova circolare destinata alle scuole di ogni ordine e grado che stanzia 700 mila euro per progetti finanziabili, per un massimo di 10 mila euro ciascuno, dedicata proprio all’IA nella scuola siciliana del futuro.

L’obiettivo è promuovere la conoscenza e l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, quale strumento didattico innovativo, sviluppare competenze digitali anche per gli insegnanti, attraverso percorsi formativi mirati, ma soprattutto sensibilizzare gli studenti sui rischi e le implicazioni etiche legate all’uso di questo strumento, e dunque all’insieme di regole e norme di comportamento che gli utenti dovrebbero seguire quando interagiscono online (la cosiddetta netiquette).

Nell’era della transizione digitale, degli algoritmi e del machine learning – afferma l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale, Mimmo Turano – introdurre nelle scuole percorsi educativi calibrati su questi temi significa creare le condizioni per consentire agli studenti e alle studentesse di acquisire un bagaglio culturale che sarà loro utile in futuro. Oggi educare alle nuove competenze, utilizzare in modo consapevole l’IA e i sistemi di machine learning significa guardare al domani. Le risorse destinate dal governo Schifani puntano a rafforzare la qualità della didattica delle scuole pubbliche siciliane, per un’offerta formativa innovativa, al passo con i tempi ma soprattutto attenta ai rischi potenziali, come la disinformazione, derivanti da un uso malsano e distorto delle nuove tecnologie».

Possono presentare istanza di ammissione al finanziamento, gli istituti scolastici statali di ogni ordine e grado, con sede in Sicilia, a esclusione di quelle scuole che hanno già beneficiato dei contributi previsti dalla circolare 22 del 2023, dedicata proprio alla ‘sperimentazione dell’IA a supporto dell’apprendimento per il contrasto alla dispersione scolastica’ e che non abbiamo ancora prodotto la rendicontazione finale.

Ciascun progetto dovrà prevedere obbligatoriamente percorsi di formazione specifica per gli insegnanti (uso delle piattaforme, privacy, dipendenza tecnologica, “AI divide”, trasparenza e sostenibilità), laboratori didattici e interattivi per gli studenti e la realizzazione di un prodotto multimediale originale (video, documentari, e-book interattivi, cortometraggi, sito web). È prevista, inoltre, la possibilità di realizzare proposte progettuali in partenariato con altri soggetti tra cui istituzioni, forze dell’ordine, operatori e specialisti di settore, organizzazioni del terzo settore.Il contributo di 10 mila euro messo a disposizione delle scuole, tra le altre cose, potrà essere utilizzato per coprire i costi sostenuti dagli istituti per docenti interni, impegnati nelle attività del progetto in orario extrascolastico, per esperti esterni in didattica digitale ed IA, per le figure di supporto ad alunni con disabilità, per il personale interno non docente coinvolto nel progetto, per eventuali rimborsi al partenariato nel limite del 30% dell’importo del progetto; e ancora per l’ acquisto di software, licenze o abbonamenti a piattaforme e strumenti dell’IA a fini didattici, di attrezzature per la produzione di prodotti multimediali.

Contrasto emergenza alimentare in Sicilia, il Presidente della Regione Schifani: «Pubblicato l’avviso per gli enti del terzo settore»

 

Presidente Schifani2

 

 

 

Da oggi le realtà del terzo settore impegnate nel contrasto all’emergenza alimentare possono presentare istanza per l’erogazione dei finanziamenti regionali. L’assessorato della Famiglia e delle politiche sociali ha pubblicato l’avviso per l’assegnazione delle somme. Sosteniamo così, nei tempi celeri che avevo richiesto ai nostri uffici, gli interventi per fronteggiare i casi di indigenza, bisogno ed emergenza alimentare, dando piena operatività alla normativa regionale sulla povertà. Manteniamo l’impegno che avevamo assunto su un tema di estrema importanza. Una priorità assoluta di questo governo, in sintonia con la nostra visione della politica sociale attenta a chi vive ai margini della società».

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, annunciando l’avvio della procedura pubblica per erogare i finanziamenti relativi alla prima linea di azione contenuta nella legge regionale, rifinanziata con cinque milioni di euro nella manovra bis approvata poco più di un mese fa dall’Assemblea regionale.

«Questa misura, fondamentale per affrontare le fragilità sociali presenti sul nostro territorio – dichiara l’assessore della Famiglia e delle politiche sociali, Nuccia Albano – mira a rafforzare il sostegno alle persone in difficoltà e a potenziare le iniziative degli enti impegnati sul campo. Con questo intervento intendiamo consolidare il lavoro di contrasto all’emergenza alimentare, garantendo risorse adeguate per progetti di inclusione sociale, assistenza alimentare e supporto alle fasce più vulnerabili della popolazione. Ringraziamo tutte le organizzazioni che quotidianamente operano nell’Isola, contribuendo a costruire una comunità più giusta e solidale».

I criteri di assegnazione delle risorse agli enti, attivi nell’erogazione diretta di pasti e di generi alimentari a favore di singole persone e nuclei familiari e nell’organizzazione e nella gestione di reti di raccolta e redistribuzione, sono tre e variano in base al numero delle province in cui viene svolta l’attività.

Possono partecipare le organizzazioni iscritte negli elenchi del Registro unico nazionale terzo settore (Runts), che svolgano attività in Sicilia da almeno 10 anni e si occupino della distribuzione alimentare nell’ambito del Programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti (Fead). In particolare, possono presentare la domanda le associazioni che si dedicano all’erogazione diretta di pasti e di generi alimentari a singole persone e nuclei familiari, e che siano coinvolti nell’organizzazione e nella gestione di reti di raccolta e redistribuzione di tali generi.

 

Rifiuti, giunta regionale siciliana stanzia 500 mila euro per la discarica di Tripi, nel Messinese

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Stanziati altri 500 mila euro per la discarica di contrada Formaggiara a Tripi, nel Messinese. Lo ha stabilito il governo Schifani, nella seduta di giunta, su proposta dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità, Francesco Colianni.

Si tratta di fondi destinati al prelievo e allo smaltimento del percolato e delle acque di falda, operazioni necessarie al fine di prevenire gravi criticità ambientali, di cui la Regione si fa carico con un intervento sostitutivo a causa delle inadempienze dell’ente gestore della discarica, la Tirreno Ambiente spa in liquidazione.

UE, 26 STATI SONO D’ACCORDO PER LA SPESA MILITARE AL 5% TRANNE L’UNGHERIA DI ORBAN

Il Consiglio Europeo (Afp)

 

 

Unanimità – tranne uno- sull’Ucraina, per l’opposizione dell’Ungheria di Viktor Orban, secondo il quale l’adesione di Kiev all’Ue “ci trascinerebbe in guerra”. Sull’accordo di associazione Ue-Israele e la sua eventuale sospensione per la violazione dell’articolo 2, gli Stati membri restano divisi e continueranno a discutere: se ne parlerà successivamente al Consiglio Affari esteri..

 Il nodo di come finanziare l’aumento delle spese per la difesa che si prospetta di qui al 2035 resta insoluto, mentre nei negoziati commerciali con gli Usa la trattativa potrebbe entrare finalmente nel vivo, con l’arrivo dell’attesa controproposta dagli Usa, oggetto di valutazione da parte della Commissione e di Ursula Vor de Leyen….

Difesa

I capi di Stato e di governo si sono ritrovati a Bruxelles per il Consiglio Europeo di giugno e hanno discusso anzitutto di difesa, che è stato il punto principale del summit, come ha confermato il premier portoghese Luis Montenegro. Il dibattito in materia di sicurezza e difesa ha fatto seguito al summit dell’Aja, dove sono state prese decisioni rilevanti, con un punto fermo di elevare la spesa militare al 5%  entro il 2035..

Perplessità lancia il ministro degli Esteri Antonio Tajani, perchè si tratta comunque di un livello di spesa molto alto, specie per quei Paesi che hanno scarsi margini di manovra nel bilancio e che, molto probabilmente, dovranno tagliare la spesa sociale per finanziare quella militare. Una scelta, questa, politicamente rischiosa ed elettoralmente penalizzante per qualsiasi governo.

Il nodo è come finanziare i continui aumenti di spesa per la difesa che i governi dovranno sostenere. Da dove arriveranno i soldi necessari al riarmo che l’Europa ora dovrà perseguire a tappe forzate, per recuperare il divario rispetto alle altre potenze accumulato dalla fine della Guerra Fredda?

Il problema è che, ad oggi, gli strumenti a disposizione sono tutti nazionali, come nazionale è la competenza nella difesa. L’unico strumento Ue è Edip, che ha una dotazione minima, 1,5 mld di euro ad oggi. Per i nordici, in particolare Germania e Olanda, l’idea che si possa fare debito comune per la difesa resta tabù. Per Berlino e L’Aja non c’è alcuna possibilità che venga varato un programma di eurobond per la difesa: “Assolutamente no”, rimarca una fonte diplomatica europea.

Intanto  due Paesi ex Frugali come Finlandia e Danimarca hanno cambiato posizione su questo punto, perché iniziano a rendersi conto che le risorse pubbliche di cui dispongono sono limitate, troppo per far fronte alla necessità di riarmarsi davanti alla minaccia russa. La stessa premier danese Mette Fredriksen, già alfiere dei Frugali malgrado sia socialdemocratica, ora che gli Usa di Donald Trump hanno messo gli occhi sulla Groenlandia ha invitato a “spendere, spendere, spendere” nella difesa.

TABELLA DI MARCIA DEL FINANZIAMENTO

E a lavori chiusi il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha evidenziato che i leader hanno chiesto alla Commissione “di proporre una tabella di marcia, anche per quanto riguarda il finanziamento”, prima della prossima riunione di ottobre, un piano in grado di “fornire i mezzi per soddisfare le nostre ambizioni”

Università, finanziati in Sicilia altri 91 contratti di formazione specialistica medico-sanitaria

 

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 governo Schifani ha finanziato con oltre 10 milioni di euro del Fse+ 2021-2027, ulteriori 91 contratti di formazione specialistica nell’area medico-sanitaria in Sicilia, rispetto a quelli finanziati con risorse statali dal ministero dell’Università e della ricerca. La graduatoria definitiva delle proposte progettuali presentate dalle università siciliane, a valere sull’Avviso 21 del 2024, è stata pubblicata sul sito dell’assessorato dell’Istruzione e della formazione professionale della Regione Siciliana.

Quattro le proposte finanziate: oltre a quelle pervenute dagli atenei di Palermo, Catania e Messina, per la prima volta è stata sostenuta la proposta dell’università Kore di Enna, che recentemente ha ottenuto il riconoscimento della scuola di specializzazione medica dal ministero dell’Università.

«Per assicurare ai siciliani una sanità di qualità – afferma l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano – c’è bisogno di professionisti qualificati. Solo puntando su percorsi di eccellenza e di alta formazione possiamo affrontare le sfide della ricerca, rafforzare le nostre università, offrire ai nostri giovani un’alternativa reale all’emigrazione e assicurare il diritto universale alle cure ai nostri cittadini. Il finanziamento di questi ulteriori 91 contratti per medici specializzandi dimostra che il governo Schifani sta lavorando in questa direzione».

In particolare, l’università di Palermo attiverà 29 contratti, relativi a corsi di durata variabile tra i quattro e i cinque anni, a seconda delle diverse discipline; 28 contratti ciascuno gli atenei di Catania e Messina; 6, infine, l’università Kore di Enna.

Gela,l’assessore regionale Tamajo: «Da giunta ok a nuovo rilancio e produttivo dell’area industriale»

 

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Palermo,

La Giunta Schifani ha approvato oggi pomeriggio il nuovo accordo di programma per l’area di crisi industriale complessa di Gela, finalizzato a garantire la prosecuzione degli interventi di riconversione e di sviluppo dell’area. L’intesa si pone in continuità con quello precedentemente firmato e scaduto il 30 ottobre scorso.

L’accordo, siglato tra il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero delle Infrastrutture, il Ministero del Lavoro, la Regione Siciliana, il Comune di Gela, il Libero consorzio di Caltanissetta e Invitalia, prevede la modifica della fonte di finanziamento dell’intervento regionale. La dotazione finanziaria è stata infatti rimodulata in 9 milioni e 650 mila euro. Le risorse, inizialmente previste a valere sul Poc 2014-2020, saranno ora garantite attraverso il Fondo Sicilia che consente un orizzonte temporale per l’attuazione degli interventi più ampio.

L’obiettivo principale è il rilancio delle attività produttive nell’area, favorendo investimenti strategici in tutti i settori industriali e contrastando gli effetti della crisi economica.

«L’approvazione di questo nuovo Accordo di Programma – dice l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo – è un passo fondamentale per il rilancio economico e produttivo di Gela e delle aree limitrofe. Con la rimodulazione delle risorse finanziarie garantiamo maggiore certezza agli investimenti e sostegno concreto alle imprese che vogliono contribuire alla riconversione industriale del territorio. Il nostro obiettivo è creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione, rendendo Gela un polo strategico per la produzione industriale in Sicilia. Continueremo a lavorare con il governo nazionale e gli enti locali affinché queste misure abbiano un impatto positivo e duraturo sull’economia del territorio».

Dissalatori in Sicilia , arrivano 20 milioni di euro per avviare gli impianti e gestire i tre dissalatori nel primo anno di attività

 

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«Dal governo nazionale arriveranno 20 milioni di euro per la fase di avvio dei dissalatori di Gela, Trapani e Porto Empedocle. È stata infatti accolta la nostra richiesta che permetterà di far partire i nuovi impianti con la massima efficienza e nei tempi previsti».

Ad annunciarlo il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dopo la presentazione di un emendamento da parte dei relatori al ddl di conversione del decreto-legge 31 dicembre 2024 n.208, attualmente in fase di esame congiunto da parte delle commissioni Bilancio e Ambiente della Camera dei deputati. Il provvedimento adottato alla fine dell’anno scorso prevede all’articolo 2 misure urgenti per l’adeguamento delle infrastrutture idriche in Sicilia.

«Queste somme aggiuntive – spiega Schifani – permetteranno di coprire i costi di avviamento e di gestione temporanea dei tre dissalatori nel primo anno di riattivazione. Si tratta di un risultato raggiunto ancora una volta attraverso una forte sinergia istituzionale. Ringrazio il governo nazionale e il Commissario per l’emergenza idrica, Nicola Dell’Acqua, per la vicinanza e la collaborazione che, ancora una volta, stanno dimostrando verso la Sicilia».

Per quanto riguarda le altre risorse necessarie per i tre impianti di dissalazione, il governo Schifani ha già individuato 90 milioni all’interno dell’Accordo di coesione e 10 milioni a valere sul bilancio regionale. L’iter di realizzazione degli interventi in via d’urgenza è stato affidato, come chiesto dal presidente Schifani, al commissario Dell’Acqua per via dei poteri di deroga dei tempi conferiti dalla legge. La Cabina di regia regionale per l’emergenza idrica continuerà a monitorare l’andamento delle procedure per la realizzazione dei tre impianti.

Maltempo in Sicilia, 400 mila euro per i primi interventi di messa in sicurezza dell’area di Messina

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Quattrocentomila euro per realizzare gli interventi più urgenti nelle zone del territorio messinese colpite dagli eventi alluvionali del 2 febbraio scorso. Ad erogare i fondi, che saranno destinati alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua interessati dalle esondazioni, sarà l’Autorità di bacino su disposizione della Presidenza della Regione Siciliana.

«Abbiamo dato una prima risposta concreta – dice il presidente Renato Schifani – mobilitando le risorse necessarie per fronteggiare le emergenze, ma il nostro impegno non si ferma qui: continueremo a monitorare attentamente la situazione e a collaborare con tutte le autorità e le parti interessate per garantire la sicurezza ai cittadini. La nostra priorità è assicurare che ogni misura necessaria venga messa in atto tempestivamente e, grazie alla sinergia tra gli enti coinvolti, gli interventi saranno rapidi ed efficaci. Continuiamo ad impegnarci instancabilmente per il recupero e la protezione del territorio».

L’iter attuativo degli interventi prevede la sottoscrizione di una convenzione tra l’Autorità di bacino, guidata da Leonardo Santoro, e il Comune di Messina che assumerà il ruolo di soggetto attuatore dei lavori di messa in sicurezza. Le priorità operative verranno identificate attraverso una serie di sopralluoghi tecnici, già in corso, che vedono la partecipazione congiunta degli enti coinvolti e della Protezione civile regionale.

Sicilia Infrastrutture, 50 milioni per la riqualificazione di due quartieri a Palermo e Catania

 

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Due quartieri di Palermo e Catania, rispettivamente Borgonuovo e San Cristoforo, sono fra le sette aree territoriali italiane a rischio destinatarie degli interventi del piano di riqualificazione urbana e inclusione sociale, attuato dal governo Meloni.

Complessivamente sono stati stanziati 180 milioni di euro, di cui 50 milioni destinati alla Sicilia. A rappresentare la Regione Siciliana e il governo Schifani agli incontri bilaterali di oggi a Palazzo Chigi presieduti dal sottosegretario Alfredo Mantovano, con il ministro Andrea Abodi, la sottosegretaria Matilde Siracusano, c’era l’assessore alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, delegato del presidente.

«L‘assegnazione del finanziamento di 50 milioni di euro all’interno del piano straordinario di riqualificazione sociale per i due quartieri di Palermo e Catania – dice il presidente della Regione Renato Schifani – sottolinea ancora una volta l’attenzione del governo Meloni alla Sicilia e alla sua crescita sul piano dei servizi e delle infrastrutture. In particolare, dall’esecutivo nazionale arrivano interventi sul “modello Caivano” per la riqualificazione di aree urbane a rischio densamente popolate che puntano alla sicurezza e l’inclusione sociale, per una migliore qualità della vita dei loro abitanti».

«Una grande attenzione del governo Meloni verso le periferie – dice l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – che si concretizza attraverso il piano straordinario da 180 milioni che includerà anche Palermo con il quartiere di Borgonuovo e Catania con quello di San Cristoforo. La Regione sarà a fianco delle amministrazioni comunali per la riqualificazione di queste aree che includerà anche interventi di inclusione sociale che sono vitali per le nostre periferie».