Vascello russo, ricostruzione della flotta dello zar Pietro il Grande, al largo della Sicilia — Divieto -per recente norma europea, di approdo

 

 

 

Palermo – 

Con questa richiesta del segretario di +Europa Riccardo Magi  “Il governo blocchi con urgenza lo scalo a Palermo previsto in queste ore del vascello russo TS Shtandart, una replica storica della fregata dello Zar Pietro il Grande, la cui navigazione nelle acque europee rappresenta una palese elusione del regime sanzionatorio stabilito dall’Unione Europea a seguito dell’aggressione russa contro l’Ucraina”.  il vascello russo TS Shtandart, che attualmente si trova al largo di Pantelleria , ha risocntrato il divieto di entrare in un porto italiano

E’ nata una  polemica – come avviene da un pò di tempo con tutto quello che riguarda la Russia – e allora  la Guardia Costiera, precisa in una nota che “il Comando generale delle Capitanerie di porto rende noto che, allo stato attuale, non risultano richieste di approdo da parte della predetta unità nei porti nazionali. Approdo che, qualora richiesto, conformemente al vigente Reg. UE 833/2014 e successive modifiche ed integrazioni, risulterebbe vietato nei porti europei”. Il vascello batte attualmente bandiera delle Isole Cook, ma fino al giugno 2024, come si legge nel certificato di registrazione dell’imbarcazione, batteva bandiera russa.

Inaugurata nel 1998, la Shtandart è una ricostruzione dell’omonima fregata che guidò la flotta dello zar Pietro il Grande nel Baltico nel XVIII secolo. La nave è collegata a una struttura di gestione detenuta all’80% da Vladimir Martus, armatore russo e comandante della Ts Shtandart,

La motovedetta Cp327 della guardia costiera è riuscita ieri -al largo di Lampedusa – a salvare 64 persone, fra cui 14 donne e 10 minori.Disperso un bimbo

 

Motovedetta capitaneria a Lampedusa

 

 

 

Una barca con migranti è naufragata nel tardo pomeriggio di ieri al largo di Lampedusa e un bambino, originario della Sierra Leone, è disperso.

I militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera sono riusciti a salvare 64 persone, fra cui 14 donne e 10 minori. Nonostante le ricerche nell’area dove il natante di 9 metri è colato a picco, del bimbo non è stata trovata traccia.

La madre del disperso è stata sbarcata, con gli altri 63 compagni di viaggio, durante la notte, sulla maggiore delle Pelagie.

Le ricerche del sono ancora in corso con la motovedetta Cp 271 e con il velivolo Manta della guardia costiera.

Save the children, bimbo disperso in naufragio vittima politiche sbagliate

«Ancora una volta un bambino di 2 anni ha pagato il prezzo di politiche che privilegiano la difesa dei confini rispetto al salvataggio di vite umane».

Così Save the Children commenta il naufragio avvenuto al largo di Lampedusa, nel quale risulta disperso un piccolo originario della Sierra Leone che viaggiava insieme alla madre.

 

Il team di Save, in collaborazione con la Croce Rossa e le altre organizzazioni presenti a Lampedusa, sta garantendo la risposta ai bisogni immediati dei sopravvissuti. Save the Children sottolinea come

«questo episodio che purtroppo si aggiunge a molti altri dimostri ancora una volta che ogni ritardo, omissione o scelta politica in questa direzione mette a rischio persone che fuggono da povertà, violenze e persecuzioni, costituendo una responsabilità gravissima che ricade sull’Ue e sui suoi Stati membri; non è possibile assistere in silenzio alla perdita di vite umane, compresi tanti bambini, oltre 100 ogni anno negli ultimi tre anni».

L’organizzazione ribadisce «con forza la richiesta di aprire canali regolari e sicuri verso l’Europa, che garantiscano il rispetto dei diritti umani, e di attivare un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le persone in pericolo, operando nel rispetto del diritto internazionale e dando prova di quella solidarietà che è un valore fondante dell’Unione Europea».

Inoltre, aggiunge Save the Children, «sanzionare e limitare l’azione delle imbarcazioni – siano esse organizzazioni non governative o mercantili – che salvano vite nel Mediterraneo, nel rispetto del diritto marittimo internazionale, come previsto da alcune norme contenute nel disegno di legge sull’immigrazione, varato recentemente dal Consiglio dei ministri, è pericoloso e mette a rischio migliaia di vite». “Misure di questo tipo, se confermate dal Parlamento, rappresenterebbero un grave passo indietro nella tutela di bambini, bambine e adolescenti migranti, in particolare se soli e privi di figure adulte di riferimento o superstiti di naufragi», conclude.

 

Misterioso relitto a Lampedusa: cilindro dalla sagoma di un’ogiva missilistica con logo israeliano.

 

Misterioso relitto a Lampedusa: cilindro con logo israeliano. Il sindaco: "Non fare allarmismo"

 

Strana scoperta vicino Lampedusa.Un  cilindro metallico lungo circa cinque metri e con un diametro di un metro e mezzo è stato avvistato sabato pomeriggio in mare, a otto miglia da Capo Ponente, tra le isole di Lampione e Lampedusa.

L’avvistamento ad opera dell’equipaggio del motopeschereccio Andrea Doria, che ha lanciato  l’allarme. Sul posto è intervenuta una motovedetta della Guardia costiera, che ha verificato come sul relitto fossero presenti un logo della Space Administration israeliana (Minhalat HaHalal, ente che dipende dal ministero della Difesa e che si occupa dello sviluppo di missili balistici e satelliti) e una scritta in ebraico.

Si svolgono indagini per scoprire come il cilindro dalla sagoma di un missile sia finito in acque italiane.

Convalida non data dalla Corte di appello di Roma per i trattenimenti dei migranti in Albania. La Guardia costiera dunque riparte con i 43 migranti

 

Migranti, quattro morti al giorno da inizio anno nel ...

Archivi-SUD LIBERTA

 

 

La nave De Grazia della Guardia Costiera è partita da Shengjin in Albania con a bordo i 43 migranti.  Convalida non data dunque, dalla Corte di appello di Roma per i trattenimenti. ,rimettendo gli atti alla Corte di Giustizia di Giustizia dell’Unione Europa. L’arrivo a Bari,  si apprende, è previsto a Bari entro le 19.  Dopo l’arrivo nel capoluogo pugliese verranno trasferiti nel centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Bari Palese.

Si tratta di un sistema- dicono al Ministero competente – già previsto dal nuovo Patto europeo immigrazione e asilo che entrerà al più tardi in vigore nel 2026”. Inoltre, proprio dal recente consiglio dell’Ue degli Affari Interni, tenutosi a Varsavia questa settimana, “la posizione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è stata largamente condivisa dai colleghi presenti”.

Afferma il Viminale: “I partner europei in piena sintonia con la Commissione stanno pensando di rafforzare le norme dell’Ue che sostengono le procedure in frontiera applicate anche in Albania non solo con una anticipazione dell’entrata in vigore di alcune norme del Patto ma anche con soluzioni innovative –  -. Gli stessi documenti, discussi a Varsavia, contengono un esplicito riferimento proprio al Protocollo Italia-Albania come valido esempio di cooperazione innovativa con un Paese terzo. È il modello da cui partire per la realizzazione di veri e propri hub regionali sui quali c’è stata piena convergenza da parte dei Ministri europei. ….”.

Sicurezza della navigazione da diporto: la Guardia Costiera al Salone Nautico di Genova per il bilancio dell’estate 2024

Sicurezza della navigazione da diporto: la Guardia Costiera al Salone Nautico di Genova per il bilancio dell’estate 2024

 

Anche quest’anno, il Salone Nautico Internazionale di Genova, giunto alla sua 64esima edizione, ha visto la partecipazione della Guardia Costiera – presente all’evento con un proprio stand istituzionale – che nel corso della manifestazione ha presentato i dati sulla sicurezza in mare relativi alla stagione estiva 2024.

Alla cerimonia inaugurale dell’importante evento dedicato alla nautica da diporto, è intervenuto il Comandante Generale della Guardia Costiera, Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone che, alla presenza del Presidente del Senato, Sen. Ignazio La Russa e del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Sen. Matteo Salvini, ha sottolineato l’impegno della Guardia Costiera per garantire la sicurezza della navigazione da diporto, la semplificazione dei procedimenti amministrativi e la sburocratizzazione nel settore della nautica, evidenziando gli importanti risultati raggiunti grazie alla sinergia con tutti gli attori istituzionali.

Nel corso del suo intervento, l’Ammiraglio Carlone ha inoltre sottolineato l’importante sforzo operativo messo in campo dalla Guardia Costiera nel corso della stagione estiva appena trascorsa, in mare e sulle nostre coste, così come sui principali laghi nazionali, tra cui il lago Maggiore e il lago di Garda, ai quali quest’anno si è aggiunto anche il lago di Como.

L’ammiraglio ha ribadito inoltre la necessità di continuare a lavorare, in sinergia con tutti gli attori coinvolti nel settore della nautica, per implementare sempre di più la sicurezza e la preparazione degli equipaggi a bordo delle unità.

Ha inoltre fornito un’anticipazione sul nuovo sito della Guardia Costiera, che sarà operativo nei prossimi mesi e che rappresenterà un’esperienza completamente nuova, più moderna e al passo coi tempi, costituendo un vero e proprio portale per tutti gli utenti del mare, tramite il quale sarà possibile accedere agevolmente ai vari servizi forniti dalle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

Nel corso della manifestazione, la Guardia Costiera ha inoltre tenuto l’evento di presentazione dei numeri registrati nella stagione estiva appena trascorsa, durante l’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2024″.

L’incontro si è svolto alla presenza del Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del porto di Genova, Ammiraglio Ispettore Piero Pellizzari, il quale nel suo intervento ha fatto il punto sul ruolo della Guardia Costiera oggi e sulle sfide future che la attendono per dare il suo contributo allo sviluppo del Paese.

Nel corso dell’evento, sono stati quindi presentati i dati relativi alla stagione estiva 2024.

Il Comandante Cosimo Nicastro, Capo Ufficio Comunicazione del Comando Generale della Guardia Costiera, ha evidenziato che i dati complessivi mostrano una situazione in linea con quella del 2023. Non solo. Per quanto riguarda gli incendi e le collisioni tra unità da diporto – due tra le cause più critiche e rilevanti per la sicurezza in mare – si registra un andamento in diminuzione rispetto al 2023, un segnale positivo sia in termini di condizioni di sicurezza in mare, sia per quanto concerne la condotta responsabile dei diportisti.

Le 1.752 persone tratte in salvo in mare e le 569 soccorse sui laghi di Garda, Maggiore e Como testimoniano la professionalità degli equipaggi della Guardia Costiera nei diversi scenari operativi.

Fondamentale anche l’attività informativa e preventiva condotta dalle donne e dagli uomini della Guardia Costiera, finalizzata a sensibilizzare l’utenza sui principi di prudenza, consapevolezza e responsabilità, che svolge un ruolo cruciale nella promozione della sicurezza marittima.

Di seguito alcuni dei principali dati dell’operazione Mare e Laghi Sicuri 2024, che raccontano l’importante sforzo operativo messo in campo dalla Guardia Costiera durante l’estate:

• 1.752 persone soccorse;

• 515 unità da diporto soccorse (-19% collisioni; -26% incendi);

• 40.944 controlli effettuati nell’ambito del diporto nautico;

• 340.517 mq di aree demaniali illecitamente occupate e restituite alla libera fruizione.

 

A conclusione dell’evento, il Comandante Nicastro ha ricordato l’importante ricorrenza che attende le Capitanerie di porto – Guardia Costiera il prossimo anno, ovvero il 160° anniversario dalla sua fondazione, presentando il tema del Calendario istituzionale 2025 che racconterà la storia del Corpo attraverso il connubio tra arte e tecnologia.

 

Palermo, maltempo, affonda barca a vela, 15 persone tratte in salvo, 7 ancora disperse

 

Per poco si è sfiorata la tragedia.In atto proseguono le ricerche L’intervento della Guardia costiera si è rivelata fondamentale Una barca a vela di circa 50 metri è affondata all’alba al largo di mare di Porticello nel palermitano. Quindici persone sono state tratte in salvo dai militari della Guardia costiera che coordinano le operazioni di soccorso, mentre 7 risulterebbero disperse. Sul posto anche i sommozzatori dei vigili del fuoco. L’imbarcazione, che sarebbe affondata a causa del maltempo che all’alba si è abbattuto nella zona con una tromba d’aria, si trova, infatti, circa a una cinquantina di metri di profondità  mezzo miglio dalla costa.

 

Motovedetta della Guardia costiera - (Fotogramma)
Fotogramma
L’imbarcazione, che si chiama «Bajesian» e batte bandiera inglese, si trova dunque esattamente a 49 metri di profondità. A bordo c’erano per lo più britannici, ma anche un neozelandese, un cittadino dello sri-lanka, due anglo francesi e un irlandese
Tra i 15 superstiti, che – si apprende – non sarebbero in gravi condizioni, c’è anche un bimbo di meno di un anno. Il piccolo, che non è in pericolo di vita, è stato trasportato all’Ospedale dei bambini di Palermo. Sullo scafo battente bandiera inglese, viaggiavano soprattutto cittadini inglesi….

Nelle ricerche sono impegnati anche i sommozzatori dei vigili del fuoco e i carabinieri.

 

 

Ancora l’inferno del mare, nel canale dello Jonio e in Sicilia,morti e dispersi

 

 

.Inferno e disperazione ancora una volta nelle acque della Sicilia e del Canale Jonio. La nave Nadir della Ong tedesca Resqship – si apprende dall’Ong- ha soccorso una barca in legno piena d’acqua nella quale c’erano 61 migranti, 10 dei quali trovati morti nella parte inferiore della barca allagata. In 51 sono stati evacuati, portati sul Nadir e sottoposti alla prime cure mediche. Due di loro erano nello scafo privi di sensi.

migranti morti in mare
Archivi-Sud Libertà
Il team è intervenuto con un’ascia per rompere lo scafo ed entrare all’interno del barcone – comunica la Ong – I soccorsi sono arrivati ​​troppo tardi per 10 persone. Le persone prive di sensi stanno attualmente ricevendo cure mediche e sono in attesa di un’urgente evacuazione di emergenza. I nostri pensieri sono con le persone in lutto. Siamo arrabbiati e tristi. La Fortezza Europa uccide”.

In poche ore si tratta del terzo salvataggio per Nadir. Prima un’imbarcazione in legno segnalata da Alarm Phone e con a bordo 62 persone è stata trainata dalla Ong, d’intesa con le autorità, verso Lampedusa fino all’arrivo della Guardia costiera italiana. Poi un’altra emergenza: una barca piena di acqua e benzina con 27 persone a bordo. L’equipaggio del Nadir ha distribuito giubbotti di salvataggio fino all’arrivo della Guardia costiera.

Da questa notte inoltre la Guardia Costiera è impegnata nelle ricerche di eventuali dispersi a seguito del naufragio di una barca a vela con migranti a bordo, partita presumibilmente dalla Turchia.

L’attività – comunica la Guardia Costiera – è stata avviata a seguito di un ‘may-day’ lanciato da un’unità da diporto francese, in navigazione a circa 120 miglia dalle coste italiane, al limite delle aree SAR di competenza della Grecia e dell’Italia che, dopo aver segnalato la presenza della barca semiaffondata, recuperava a bordo 12 migranti”.

Ricevuto il mayday il Centro di Coordinamento del Soccorso Marittimo italiano della Guardia Costiera di Roma, dirottava immediatamente sul posto due mercantili in navigazione nelle vicinanze, un velivolo ATR42 della Guardia costiera e le motovedette CP305 e CP326 di stanza in Calabria. Sul posto intervenivano anche assetti Frontex. I 12 naufraghi, prima trasbordati dall’unità francese su un mercantile, venivano recuperati a bordo della CP305 che dirigeva verso il porto di Roccella Jonica. Qui i migranti sono stati sbarcati e affidati alle cure dei sanitari del 118. Uno dei migranti è deceduto subito dopo le operazioni di sbarco. Le ricerche in zona “sono attualmente in corso con assetti della Guardia costiera e di Frontex”.

Anche Ocean Viking in Sar Libia,opera un altro soccorso di 54 persone tra cui  28 minori soli

Un altro soccorso nel Mediterraneo centrale dove stamani 54 persone, tra cui 28 minori non accompagnati, sono stati tratti in salvo dall’equipaggio dell’Ocean Viking in zona Sar libica. “Viaggiavano su un gommone stracarico, individuato dal ponte con un binocolo dal ponte”…

Operazione della Guardia Costiera a tutela della filiera pesca​

 

 

                                                                                                                OPERAZIONE COMPLESSA “SPINNAKER

 

Immagine segnaposto

La Guardia Costiera  informa e conferma il proprio impegno – in dipendenza funzionale dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – nella vigilanza sulla filiera della pesca. Un’attività continua che ha lo scopo di verificare il rispetto delle vigenti disposizioni nazionali ed internazionali in materia di tutela delle risorse ittiche e dell’ambiente marino.

Proprio in occasione dell’incremento di domanda dei prodotti ittici che si registra in prossimità delle festività natalizie, la Guardia Costiera ha rafforzato il proprio impegno nel contrasto alle attività di pesca illegale, allo scopo di scongiurare tutti quei comportamenti illegali che compromettono il prodotto ittico, soprattutto “Made in Italy”.

L’operazione complessa SpINNaker” (INN, acronimo di Pesca Illegale Non dichiarata e Non regolamenta), in corso in questi giorni su tutto il territorio nazionale e che si protrarrà fino al mese di febbraio, vede in campo donne e uomini della Guardia Costiera impegnati in controlli, sia a terra che in mare.

Tre le fasi dell’operazione in corso: una prima fase detta di “analisi”, che ha avuto luogo dal 13 al 30 novembre ed è servita a individuare i “target” di interesse, individuando le unità navali e gli operatori commerciali destinatari di un’eventuale verifica durante l’attività operativa; a questa ha poi fatto seguito una seconda fase “operativa” – dal 1 al 15 dicembre – che ha permesso di attuare un contrasto diretto alle attività di pesca illegale, attraverso l’esecuzione delle verifiche preventivamente pianificate; infine, seguirà una terza fase durante la quale, in considerazione del particolare periodo dell’anno e della specificità delle realtà locali, i Comandi territoriali potranno orientare meglio la loro azione di controllo.

L’obiettivo principale è quello di prevenire, individuare e contrastare qualunque forma di illegalità che possa pregiudicare in maniera significativa gli stock ittici e alterare il principio di leale concorrenza sul mercato a causa di comportamenti disonesti, che possano indebolire anche la capacità del cittadino di autodeterminarsi correttamente nella scelta del prodotto ittico. Un’operazione questa che tutela anche la maggioranza degli operatori del settore che agiscono nel rispetto della normativa e garantiscono prodotti di elevata qualità, primi fra tutti quelli provenienti della pesca italiana artigianale e costiera.

Il dispositivo messo in campo – coordinato a livello nazionale dal Centro di Controllo Nazionale Pesca del Comando Generale della Guardia Costiera di Roma, e articolato a livello territoriale sui Centri di Controllo Area Pesca (CCAP) delle 15 Direzioni Marittime regionali – ha portato, ad oggi, all’effettuazione di 10.850 controlli e che consentiranno agli italiani di acquistare sul mercato prodotti ittici sicuri garantiti.

Questi i dati salienti: 636 illeciti tra amministrativi e penali211 attrezzi da pesca sequestrati, 6 esercizi commerciali chiusi; sanzioni pecuniarie che ammontano a oltre 1 milione di euro, per un totale di 218 tonnellate di prodotto ittico sequestrato.

Numeri che rientrano nello sforzo complessivo posto in essere nel corso del 2023 dalla Guardia Costiera nella sua funzione di controllo del settore della pesca, in linea con gli obiettivi proposti dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste.

Nel 2023, infatti, è di oltre 7,5 milioni di euro l’importo totale delle sanzioni comminate, con oltre 500 tonnellate di prodotto irregolare sequestrato. Ma non solo. Nel corso dell’anno l’azione di contrasto alla pesca illegale ha permesso di effettuare sull’intero territorio nazionale circa 110.000 verifiche e ispezioni approfondite sia in mare che lungo la filiera commerciale: dall’analisi dei dati è risultato che la maggior parte degli illeciti è avvenuto nell’ambito della tracciabilità del pescato, a causa di prodotti ittici non genuini (etichettati come “nostrani”) o non etichettati, spesso provenienti dall’estero.

LA CULTURA PER L’EDITORIA INDIPENDENTE, VALORE AGGIUNTO DELLA GUARDIA COSTIERA,CHE PRESENTA LA COLLANA “STORIE DI MARE” CURATA DAL COMANDO

 

 

 

 

La Guardia costiera ha preso parte, per la prima volta, a Più libri più liberi, la fiera Nazionale della piccola e media editoria, in programma dal 7 all’11 dicembre presso il Nuovo Centro Congressi di Roma “La Nuvola”.

Una vetrina d’eccezione per l’editoria indipendente, teatro della presentazione della collana di libri “Storie di Mare”, curata dal Comando Generale della Guardia Costiera in collaborazione con le Edizioni All Around, nata dalla volontà di dare profondità e memoria alla tradizione marittima del nostro Paese, raccontando il mare in maniera completamente trasversale: da un punto di vista narrativo, tecnico, divulgativo, storico.

All’evento, moderato dal Comandante Cosimo Nicastro, Direttore editoriale della collana e Capo Ufficio Comunicazione della Guardia Costiera, ha preso parte l’Ammiraglio Massimo Seno, Capo del Reparto Affari Giuridici e Servizi d’Istituto. L’Ammiraglio Seno, portando il saluto del Comandante Generale, Ammiraglio Nicola Carlone, ha sottolineato il carattere culturale dell’iniziativa, che si rivolge soprattutto ai più giovani: ” “Storie di mare” è un’idea editoriale opportuna e necessaria per parlare di valori e cultura, soprattutto in un Paese a forte vocazione marittima come l’Italia, ma anche per raccontare episodi meno conosciuti, ma altrettanto significativi e meritevoli di essere ricordati e portati all’attenzione di tutti”.

Tematiche, queste, che hanno introdotto l’ultima pubblicazione della collana, dal titolo “Porti“, scritto dalla giornalista Renata Mambelli, presentata negli spazi della fiera, dal Comandante Nicastro, che ne ha curato, tra l’altro, l’introduzione: “C’è una armonia antica nei porti – ha affermato il Comandante Nicastro – una storia che parte da lontano, dagli approdi battuti dagli eroi di Omero, fino ad arrivare al presente e guardare al futuro, all’innovazione tecnologica, alle navi senza equipaggio. Il porto non è una mera stazione mercantile, ma è anzitutto un luogo di conoscenza, di cultura, di incontro. Questo libro, scritto dieci anni fa, ci porta ai quattro angoli del pianeta alla scoperta di dieci porti apparentemente diversi ma, invece, con caratteristiche comuni: una bitta d’ormeggio per unire mare e terra e un’amministrazione pubblica, le Capitanerie di porto nel caso italiano, che sovrintende alla sicurezza di questa macchina complessa. Nei porti e dai porti – ha poi continuato il Comandante – passano le sfide del presente e del futuro. Il mondo cambia velocemente, e con esso anche i porti. Si pensi alle banchine elettrificate stanno diventando una realtà, con le tecnologie che sono destinate ad avere un ruolo fondamentale nel futuro prossimo. Pensiamo alla National Maritime Single Window, che investe in prima linea la Guardia Costiera italiana, e mira a semplificare e armonizzare le procedure amministrative applicate al trasporto marittimo attraverso l’istituzione dell’uso generalizzato della trasmissione elettronica delle informazioni, nonché la razionalizzazione delle formalità di dichiarazione per le navi in arrivo e in partenza dai porti dell’Unione europea. L’interfaccia marittima europea unica, che si perfezionerà nel 2025, sarà costruita proprio a partire dal modello italiano, attraverso un processo – ci tengo a sottolinearlo – che vedrà protagonista proprio il Corpo delle Capitanerie di porto. A quella data avremo, dunque, un linguaggio informatico uguale per tutti, un “esperanto digitale” made in Italy di cui non possiamo che essere fieri e orgogliosi.”

Nel corso dell’evento sono intervenuti Giampiero Cazzato e Marco Di Milla, autori del libro “Navi mute“, che racconta la storia del Comandante della Guardia costiera Natale De Grazia, scomparso in circostanze misteriose mentre indagava su un traffico illecito di rifiuti radioattivi nel Mediterraneo; Marina Viola, autrice di “Incanto nel blu“, che offre una panoramica a 360° sulle Aree Marine Protette del nostro Paese, sulle quali la Guardia Costiera esercita compiti di sorveglianza e controllo, per conto del Ministero dell’Ambiente.

“Ad oggi  – ha dichiarato il Direttore della collana – sono già otto i libri di storie di mare pubblicati. Tra questi anche “Affondate le navi”, della giornalista Donatella Alfonso, dedicato a Enrico Roni, Comandante della Capitaneria di porto di Savona che l’8 settembre del ’43, prese la decisione di far allontanare il naviglio militare, per non consegnarlo ai tedeschi, a rischio della propria vita; “Il giorno del diavolo“, di Maurizio Piccirilli, che racconta il naufragio della nave London Valour conclusosi con l’eroico salvataggio di 38 membri dell’equipaggio della motovedetta della Capitaneria genovese; e ancora “Silurate”, del professor Luciano Zani, che ha fatto luce sulla storia del piroscafo Santa Lucia, affondata il 24 luglio del ’43, mentre navigava verso le isole ponziane; Sotto le stelle del Giglio” di Salvatore De Mola, autore e sceneggiatore, tra gli altri, della serie “Montalbano” che a dieci anni dal naufragio della nave Costa Concordia ripercorre, in chiave romanzata, gli avvenimenti di quella notte, anche attraverso le testimonianze e l’esperienza dei soccorritori; Il navigar dei Santi” del giornalista Giuseppe Mazzarino, che ci porta a conoscere la Puglia, da sempre crocevia, storico e metaforico, fra Oriente e Occidente e approdo di Santi venuti dal mare, attraverso il culto delle processioni a mare, che vede nel ruolo di garante della sicurezza le Capitanerie di porto.”

 

Mare Sicuro 2022 – Con l’estate al via l’operazione della Guardia Costiera a tutela dei cittadini e del mare

 

Civitavecchia,

Con l’arrivo della bella stagione e delle sospirate vacanze, milioni di cittadini e di turisti, molti dei quali stranieri, si apprestano ad affollare i mari, le spiagge e i grandi laghi italiani.

Proprio in questo contesto, prende forma l’operazione Mare Sicuro, che da oltre trent’anni vede le donne e gli uomini della Guardia Costiera per tutta l’estate al fianco di bagnanti, diportisti, subacquei che scelgono le coste e i mari italiani per il proprio svago.

Dal 18 giugno fino al 18 settembre, infatti, 3000 donne e uomini, oltre 400 mezzi navali16 mezzi aerei della Guardia Costiera saranno dislocati lungo gli 8.000 km di coste del Paese, sul Lago di Garda e sul Lago Maggiore, pronti a intervenire in caso di emergenze in mare.

Proseguirà anche quest’anno l’iniziativa del “Bollino blu“, di intesa con il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, che permetterà ai diportisti di vivere il mare più serenamente, evitando una duplicazione dei controlli in materia di sicurezza delle unità da diporto; attività svolta dalle organizzazioni dello Stato operanti sul mare sotto il coordinamento della Guardia Costiera. Nel 2021, sono stati oltre 5250 i bollini blu rilasciati.

Con l’operazione Mare Sicuro sarà incrementata, inoltre, l’attività ispettiva della Guardia Costiera sulle porzioni di pubblico demanio marittimo illecitamente occupate. Un’attività che ha portato, nella scorsa stagione estiva, a restituire alla libera fruizione dei cittadini aree per oltre 290.000 metri quadrati, pari a più di 40 campi da calcio.

Senza dimenticare che in caso di difficoltà si può sempre contare su un’organizzazione presente in modo capillare sulle coste e sui principali laghi italiani (lago Maggiore e lago di Garda) con oltre 300 uffici marittimi5 nuclei subacquei e 4 basi aeree: il numero per le emergenze in mare 1530, attivo tutti i giorni 24h su 24h consentirà infatti di contattare tempestivamente la Guardia Costiera che grazie al suo personale altamente qualificato è in grado di fornire soccorso e assistenza in qualsiasi situazione di emergenza o di pericolo in mare.

A questo numero, si aggiunge il Numero unico delle emergenze – 112, ad oggi già attivo per le emergenze in mare in numerose Regioni.

Un’analisi dei dati della scorsa stagione estiva – che ha visto oltre 2700 persone tra diportisti e bagnanti soccorse dalla Guardia costiera – conferma che la maggior parte delle emergenze in mare è correlata a situazioni di pericolo prevedibili ed evitabili (avarie al motore e avverse condizioni meteo marine). La Guardia Costiera, per tale motivo, affianca all’attività operativa quelle d’informazione e prevenzione, che giocano un ruolo chiave nell’accrescere la sicurezza di tutti coloro che vanno per mare, evitando comportamenti potenzialmente pericolosi per sé e per gli altri, per l’habitat marino e per le specie che lo popolano.

«La fiducia degli italiani nel nostro lavoro è un segno inequivocabile che l’impegno delle donne e degli uomini della Guardia Costiera prosegue nella giusta direzione. Durante il periodo estivo sarà ulteriormente intensificata la nostra presenza in mare a favore di tutti gli utenti del mare che sanno di poter sempre contare sulla nostra organizzazione». Queste le parole dell’Ammiraglio Nicola Carlone nell’incontro con la stampa tenutosi oggi a Civitavecchia, in occasione della presentazione del progetto della Regione Lazio “E-state sicuri” alla quale è intervenuto il Presidente Nicola Zingaretti e il Direttore Marittimo del Lazio, il Capitano di Vascello Filippo Marini.

A conclusione dell’evento si è svolta, nelle acque antistanti il porto laziale, un’esercitazione complessa di “recupero naufrago in mare”, operata dalla Guardia Costiera con motovedette specializzate nelle attività di soccorso, un elicottero AW139 e l’intervento degli aerosoccorritori.