Iran, Araghchi “L’unica soluzione per Hormuz è porre fine ad una guerra che non abbiamo iniziato noi…”

 

 

Roma

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che l’unico modo per garantire la sicurezza nel Mar Rosso e nel Golfo è porre fine alla guerra“Il solo modo per assicurare il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è terminare questa guerra aggressiva. Solo allora potremo garantire il passaggio sicuro per tutte le navi”, ha dichiarato Araghchi .

Il capo della diplomazia iraniana ha invitato le navi dei Paesi amici a coordinarsi esclusivamente con le forze navali iraniane “per evitare qualsiasi ostacolo e assicurare un attraversamento sicuro”. Ha aggiunto che “un gran numero di navi è riuscito a transitare dallo Stretto di Hormuz nei giorni scorsi grazie all’assistenza delle nostre forze navali, e continueremo su questa linea”.

Araghchi ha sottolineato che “l’Iran non è la parte che ha iniziato la guerra e non è responsabile del disordine nello Stretto di Hormuz. Stiamo solo difendendo noi stessi sulla base dei nostri diritti”.

Secondo il ministro, “lo Stretto di Hormuz non è chiuso, soprattutto per i Paesi amici. Le restrizioni vengono applicate solo nei confronti dei Paesi ostili”.
Rivolgendosi agli Stati Uniti, Araghchi ha dichiarato: “Washington ci ha testato due volte e ha capito che non esistono soluzioni militari per i dossier che ci riguardano. Gli americani non possono raggiungere i loro obiettivi con mezzi militari; la situazione sarebbe diversa se optassero per la via diplomatica”.

L’Irane ribadisce il controllo sul cruciale passaggio marittimo attraverso il quale transita gran parte del petrolio mondiale.

ARAGHCHI  “LA MEDIAZIONE PAKISTANA E’ DIFFICILE CAUSA IL COMPORTAMENTO USA 

 “La mediazione pakistana non è fallita, ma il suo percorso è difficile a causa del comportamento americano”, ha affermato Araghchi. Il capo della diplomazia iraniana ha espresso apprezzamento per gli sforzi di qualsiasi Paese in grado di contribuire alla soluzione della crisi, con un cenno particolare alla Cina.

“Apprezziamo gli sforzi di qualsiasi nazione che abbia la capacità di aiutare, in particolare la Cina con cui abbiamo ottime relazioni. Saremo favorevoli a qualsiasi iniziativa cinese per aiutare a risolvere l’attuale crisi”. Riguardo al dossier nucleare, Araghchi ha ammesso la complessità della questione dell’uranio arricchito: 

“Il tema dell’uranio arricchito è molto complicato. Abbiamo raggiunto un’intesa con Washington per rimandarlo a una fase successiva dei negoziati”. Il ministro ha concluso sottolineando che Teheran è pronta a entrambi gli scenari: “Le opportunità di una soluzione diplomatica o il ritorno a una guerra su vasta scala sono entrambe sul tavolo, e siamo preparati per entrambi i casi”.

D.Trump,con l’Iran faremo un buon accordo……

 

Washington

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha affermato :”Con  l’Iran faremo un buon accordo. Vediamo che succede. In un modo o in un altro tutto andrà bene per il popolo americano e anche per quello iraniano”.

Abbiamo battuto l’Iran in maniera rotonda, il blocco è stato efficace al 100%. L’Iran non avrà mai un’arma nucleare, noi non facciamo giochini e loro non arriveranno mai a un’arma nucleare”, ha aggiunto. “Faremo tutto il necessario, la guerra finirà a breve e i prezzi del petrolio scenderanno. Abbiamo centinaia di petroliere pronte a uscire da Hormuz”, ha poi risposto a chi gli chiedeva se i prezzi del petrolio scenderanno a breve.

Quanto alla visita in Cina, Trump ha sottolineato che “con Xi andiamo d’accordo, vedrete che succederanno tante belle cose e questo viaggio sarà entusiasmante. Non abbiamo bisogno dell’aiuto della Cina per sconfiggere l’Iran. 

IRAN,  “DITA SUL GRILLETTO MA PUNTIAMO ANCHE ALLA DIPLOMAZIA

Il governo iraniano,con il portavoce Fatemeh Mohajerani, in conferenza stampa: ” L’Iran resta con “le dita sul grilletto” ma continua a puntare sulla via diplomatica per evitare una nuova escalation con gli Stati Uniti.

Teniamo le dita sul grilletto, ma il nostro focus rimane sulla pace sostenibile”.  Teheran è pronta a fronteggiare qualsiasi aggressione, pur restando “attaccata al percorso della diplomazia e a soluzioni basate sugli interessi del Paese e del popolo iraniano”, riferisce l’agenzia Isna. Nelle stesse ore il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che “le forze armate sono pronte a rispondere a qualsiasi atto di ostilità”. In un post su X, Ghalibaf ha aggiunto: “Le strategie sbagliate e le decisioni sbagliate portano sempre a risultati sbagliati, e il mondo intero lo ha già capito. Siamo aperti a tutte le opzioni… e si sorprenderanno”.

“Usa e Iran finalmente vicini -in virtù dei mediatori del Pakistan -ad un accordo per fermare la guerra “

 

TEHERAN (IRAN)  –

L’attraversamento sicuro via Hormuz è ora possibile”, ha dichiarato la Guardia Rivoluzionaria in una nota.

AXIOS “USA E IRAN VICINI A UN MEMORANDUM PER STOP ALLA GUERRA”

La Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l’Iran su un memorandum d’intesa di una pagina per porre fine alla guerra e stabilire un quadro di riferimento per negoziati più dettagliati sul nucleare.

. L’accordo “prevederebbe l’impegno dell’Iran a una moratoria sull’arricchimento dell’uranio, l’accettazione da parte degli Stati Uniti della revoca delle sanzioni e dello sblocco di miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, e la revoca da entrambe le parti delle restrizioni al transito attraverso lo Stretto di Hormuz” aggiungendo che “molti dei termini indicati nel memorandum sarebbero subordinati al raggiungimento di un accordo definitivo, lasciando aperta la possibilità di una ripresa della guerra o di un lungo periodo di stallo in cui il conflitto armato si interrompe ma nulla viene realmente risolto”.

Il memorandum d’intesa (MOU) di una pagina conterrebbe 14 punti ed è in fase di negoziazione tra gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, e diversi funzionari iraniani, sia direttamente che tramite mediatori. Nella sua forma attuale, il Memorandum d’intesa dichiarerebbe la fine della guerra nella regione e l’inizio di un periodo di 30 giorni di negoziati su un accordo dettagliato per riaprire lo stretto di Hormuz, limitare il programma nucleare iraniano e revocare le sanzioni statunitensi…….
Se i negoziati fallissero, le forze statunitensi sarebbero in grado di ripristinare il blocco o riprendere le azioni militari… Nell’ambito del Memorandum d’intesa, l’Iran si impegnerebbe a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari né a svolgere attività connesse alla loro militarizzazione.

TRUMP ANNUNCIA LA SOSPENSIONE DEL “PROJECT FREEDOM”

Donald Trump ha annunciato la sospensione temporanea del cosiddetto “Project Freedom”, relativo al transito delle navi nello Stretto di Hormuz, nell’ambito dei negoziati in corso con l’Iran. Afferma il Capo della Casa bianca:

“In base alla richiesta del Pakistan e di altri Paesi, dell’enorme successo militare che abbiamo avuto durante la campagna contro il Paese dell’Iran e, inoltre, del fatto che sono stati fatti grandi progressi verso un accordo completo e definitivo con i rappresentanti dell’Iran, abbiamo concordato di comune accordo che, mentre il blocco rimarrà in pieno vigore ed effetto, il Project Freedom (il movimento delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz) sarà sospeso per un breve periodo di tempo per vedere se l’accordo può essere finalizzato e firmato o meno”………

ARAGHCHI “SOLO ACCORDO GIUSTO E COMPLETO”

L’Iran non accetterà alcun accordo che non sia “giusto e completo”. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nel corso dell’incontro a Pechino con il suo omologo cinese Wang Yi  ….. “L’Iran non accetterà altro che un accordo equo e globale” aggiungendo che la Cina è un “amico stretto” e che la cooperazione bilaterale tra i due Paesi “diventerà ancora più forte nelle attuali circostanze”.

Dal canto suo, Wang Yi ha assicurato che Pechino è pronta a proseguire gli sforzi per ridurre le tensioni nella regione, sottolineando la necessità di colloqui diretti tra Washington e Teheran. “La regione si trova in un momento cruciale”, ha affermato il ministro cinese. L’incontro si è svolto questa mattina a Pechino.

MINISTRO ESTERI PAKISTAN “LAVORIAMO PER CONVERTIRE LA TREGUA IN PACE DURATURA”

Il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar ha dichiarato :“Stiamo lavorando per convertire la tregua in una fine permanente del conflitto“.

NAVE FRANCESE ATTACCATA  NELLO STRETTO

La compagnia di navigazione francese CMA CGM ha confermato oggi che la sua nave portacontainer “San Antonio” è stata attaccata mentre attraversava lo Stretto di Hormuz.

L’assalto ha provocato feriti tra i membri dell’equipaggio e danni alla nave. Secondo quanto riferito dalla società, i membri dell’equipaggio rimasti feriti nell’attacco avvenuto ieri martedì sono stati evacuati e stanno ricevendo le cure mediche necessarie.  dichiarato la compagnia in un comunicato.

L’Iran respinge la possibilità di un altro giro di negoziati con gli Usa ma il PaKistan ha già avviato i preparativi

 

Usa schierano le navi da guerra contro l'attacco dell'Iran a Israele:  difese anche le basi americane

 

Roma

L’Iran non ne vuol sapere di un altro giro di mediazione eha ufficialmente escluso, per il momento, luna seconda tornata di negoziati diretti con gli Stati Uniti, gettando nuove ombre sul fragile cessate il fuoco in vigore tra Washington e Teheran.

 

 

L’annuncio è del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei durante la consueta conferenza stampa settimanale. Afferma:“Al momento non esiste alcun piano per una seconda round di negoziati con l’America”, ha dichiarato Baghaei, accusando Washington di non essere “seria” nel percorso diplomatico. Vi sono “azioni aggressive” statunitensi e violazioni del cessate il fuoco, in particolare il sequestro di una nave cargo iraniana avvenuto domenica nel contesto del blocco navale imposto dagli Usa nello Stretto di Hormuz. “L’Iran non accetta alcun ultimatum americano e risponderà con decisione a qualsiasi nuova aggressione”..

Baghaei ha inoltre precisato che Teheran non ha ricevuto alcuna “offerta seria” sul fronte del sollevamento delle sanzioni e che le richieste americane sono considerate “irrealistiche”. Sul programma nucleare, ha ribadito che l’uscita dal Paese del materiale arricchito ad alto livello “non è mai stata sul tavolo” e che l’Iran intende preservare i propri “successi nucleari” sul territorio nazionale.

Le dichiarazioni arrivano a meno di 48 ore dalla scadenza del cessate il fuoco temporaneo di due settimane, annunciato l’8 aprile e mediato dal Pakistan. Nonostante fonti pakistane avessero confermato l’arrivo a Islamabad della delegazione iraniana per martedì, Teheran ha smentito categoricamente la notizia, definendola “non corretta”.

Intanto, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato ieri che la delegazione statunitense – guidata dal vicepresidente JD Vance – sarebbe partita oggi per Islamabad, definendo l’incontro “l’ultima opportunità” per l’Iran.
La prima tornata di colloqui diretti, svoltasi la settimana scorsa nella capitale pakistana, non aveva portato a un accordo nonostante alcuni progressi registrati.

TRUMP “ISRAELE NON MI HA MAI CONVINTO A ENTRARE IN GUERRA CON L’IRAN

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, afferma: I  fatti del 7 ottobre, uniti alla mia convinzione di lunga data che l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare, sì”. “I risultati in Iran saranno straordinari – E se i nuovi leader iraniani saranno intelligenti, l’Iran potrà avere un futuro grande e prospero”, conclude.

Solo un dialogo diretto potrà portare alla sospirata pace

Pakistan e Iran hanno avviato i preparativi per la seconda tornata di negoziati tra Teheran e Washington, che dovrebbe tenersi nella capitale pakistana. Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato oggi l’ambasciatore iraniano a Islamabad, Reza Amiri, per discutere le misure organizzative in corso in vista del nuovo round di colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti. i. Il ministro ha rinnovato l’appello del Pakistan affinché il contenzioso tra Iran e Stati Uniti venga risolto tramite dialogo diretto, sottolineando che “una soluzione permanente ai conflitti è l’unica garanzia di stabilità e sicurezza per l’intera regione”.

Da parte sua, l’ambasciatore iraniano Reza Amiri ha lodato il ruolo del Pakistan nel ridurre le tensioni, definendo le iniziative di Islamabad “positive e costruttive”. Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, ospitato da Islamabad all’inizio di aprile 2026,  aveva mantenuto aperto il canale diplomatico. La seconda tornata si inserisce negli sforzi pakistani per favorire una distensione tra Washington e Teherano dei nuovi colloqui, e Islamabad continua i preparativi logistici e di sicurezza nonostante segnali contrastanti da entrambe le parti.

NETANYAHU “NON ABBIAMO ANCORA FINITO IL LAVORO”

Israele “non ha ancora finito il lavoro” in Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una cerimonia per il Giorno della Memoria a Gerusalemme. Il mondo riconosce la determinazione di Israele a difendersi e “a difendere l’umanità dal fanatismo barbarico”, ha aggiunto. Il capo dell’esecutivo israeliano ha concluso affermando che Israele e gli Stati Uniti “stanno portando sulle loro spalle l’intera civiltà occidentale”.

L’IRAN DICE NO AGLI AIUTI RUSSI E GARANTISCE LA SICUREZZA DELLA NAVIGAZIONE NELLO STRETTO DI HORMUZ

L’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha dichiarato che l’Iran garantisce la sicurezza della navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, respingendo al contempo voci su presunti aiuti russi. Siamo più uniti che mai e abbiamo una volontà di ferro”, ha affermato il diplomatico. “Gli attacchi americani e israeliani contro l’Iran sono falliti”. L’ambasciatore ha inoltre smentito le indiscrezioni secondo cui la Russia avrebbe fornito informazioni di intelligence a Teheran, definendole non vere. “Teheran garantisce la sicurezza della navigazione nel Golfo”, ha concluso

 

Altro colpo di scena, l’Iran chiude nuovamente lo Stretto di Hormuz

Usa schierano la «Giffords» nave da guerra nata per colpire senza errori -  Corriere.it

 

Roma 

Altro colpo di scena. L’Iran ha chiuso nuovamente lo Stretto di Hormuz a causa del permanere del blocco statunitense dei suoi porti. Fino a quando permarrà il blocco Usa, le forze armate iraniane – si apprende  -continueranno a presidiare lo stretto e a impedirne l’attraversamento.

 RIAPERTURA PARZIALE DELLO SPAZIO AEREO

L’agenzia per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese. “Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari”, scrive in un comunicato l’Organizzazione statale per l’aviazione civile iraniana.

TRUMP “BLOCCO NAVALE USA IN IRAN RIMANE IN VIGORE”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva confermato ieri che lo Stretto di Hormuz sarà completamente aperto al passaggio di tutte le navi commerciali per l’intera durata del cessate il fuoco.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha però subito chiarito che “lo Stretto di Hormuz è completamente aperto al commercio, ma il blocco navale contro l’Iran rimarrà in vigore fino a quando il nostro accordo non sarà completato al 100%”. Trump ha aggiunto che “il processo dovrebbe essere molto rapido, dato che la maggior parte dei punti sono già stati negoziati”.

Trump:” Alla Meloni non importa se l’Iran ha una bomba nucleare in grado di far saltare l’Italia in due minuti……”.

 

Qual è lo stipendio del presidente degli Stati Uniti? - Focus.it

 

Roma

Affermazioni di D.Trump – “(A voi italiani) piace il fatto che la vostra presidente (del Consiglio, ndr) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.

Alla domanda se avessero “parlato di questo”, Trump ha replicato: “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

E sulle dichiarazioni di Meloni, che ha definito “inaccettabili” le parole di Trump nei confronti del Papa, il capo della Casa Bianca ha replicato sempre al Corriere della Sera: “È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. Alla domanda su Papa Leone e il suo appello per la pace, Trump ha detto che il Papa “non capisce” che l’Iran costituisce una minaccia nucleare. “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”, ha dichiarato Trump.

LE REAZIONI politiche

Reazioni del vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani:

“Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia”. “Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci. Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie.

 Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia”

Il Presidente Trump “L’ Iran ha chiesto il “cessate il fuoco”- Segue smentita di Teheran

 

Donald Trump

 

Donald Trump annuncia contatti in corso, su iniziativa di Teheran, per congelare la guerra. La Repubblica islamica smentisce: “No alla tregua”.

Le   posizioni intanto sono diametralmente opposte quelle die due  paesi. “Il presidente del nuovo regime iraniano, molto meno radicalizzato e ben più intelligente dei suoi predecessori, ha appena chiesto agli Stati Uniti d’America un cessate il fuoco!”, annuncia Trump facendo riferimento ad una presunta iniziativa di Masoud Pezeshkian, che pubblicamente non si esprime.

Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sicuro. Fino ad allora, ridurremo l’Iran in polvere o, come si suol dire, lo rimanderemo all’età della pietra!!!”, aggiunge il presidente degli Stati Uniti.

Tutto o quasi ruota attorno allo Stretto di Hormuz: l’Iran blocca il braccio di mare determinante per il 20% del traffico mondiale del petrolio, con effetti a cascata sui prezzi di carburanti in diversi paesi, Italia compresa. Trump da giorni dice tutto e il contrario di tutto: lo Stretto va riaperto ma può rimanere chiuso, gli altri Paesi – Nato in testa – devono attivarsi per riaprirlo anche se gli Usa non hanno bisogno di aiuto.

Ultimatum di Trump all’Iran, entro 48 ore liberate lo Stretto di Hormuz….”

 

 

WASHINGTON (STATI UNITI) )

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lanciato un ultimatum all’Iran per la riapertura completa del passaggio marittimo, snodo cruciale per il traffico energetico globale, eccolo:

“L’Iran deve riaprire immediatamente e completamente lo Stretto di Hormuz. Senza minacce, senza ritardi. A partire da questo preciso momento hanno 48 ore per farlo. Se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno le loro centrali elettriche e altre infrastrutture chiave. Non giochiamo”.

Lo Stretto di Hormuz  di fatto risulta bloccato dall’Iran in seguito all’escalation militare iniziata il 28 febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno colpito obiettivi nel Paese. Da allora, Teheran ha minacciato attacchi contro petroliere e navi commerciali, provocando un drastico calo del traffico marittimo.

Situato tra l’Iran a nord e Oman e Emirati Arabi Uniti a sud, Hormuz rappresenta il principale collegamento tra il Golfo Persico e il Mar Arabico. Nel suo punto più stretto misura circa 33 chilometri, mentre all’ingresso e all’uscita raggiunge i 50 chilometri di larghezza.

Attraverso questo corridoio transita normalmente circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa del gas naturale liquefatto (GNL), proveniente non solo dall’Iran ma anche da altri grandi produttori regionali come Iraq, Kuwait, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. In condizioni normali, circa 3000 navi attraversano ogni mese lo stretto, ma il numero è recentemente diminuito in modo significativo.

Le condizioni dell’Iran proposte agli Stati Uniti

l’Iran propone sei condizioni per la fine della guerra, : “Garanzie per prevenire il ripetersi della guerra; chiusura delle basi militari statunitensi nella regione; pagamento di un risarcimento alla Repubblica Islamica; cessazione delle guerre su tutti i fronti regionali; istituzione di un nuovo quadro giuridico per lo Stretto di Hormuz; perseguimento ed estradizione di operatori dei media ritenuti ostili all’Iran”.

 

Iran, ucciso il portavoce dei Pasdaran all’alba di oggi.Comunicato del Comando delle Guardie rivoluzionarie

 

 

 

Dati e cifre conflitto Iran- Usa- Israele.Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha ufficialmente annunciato e commemorato la morte del suo portavoce, il generale di brigata Ali Mohammad Naeiniucciso all’alba di oggi in un attacco congiunto attribuito a Israele e Stati Uniti.

Questo il comunicato  delle Guardie Rivoluzionarie : “Nelle prime ore di questa mattina il generale Ali Mohammad Naeini, portavoce del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato martirizzato in un vile attacco terroristico israelo-americano. Rendiamo omaggio al nostro valoroso portavoce, il generale Ali Mohammad Naeini. Non permetteremo che l’assassinio del nostro portavoce indebolisca la nostra forza morale, la nostra soft power e la nostra resilienza comunicativa”.

Naeini, nominato portavoce ufficiale dell’IRGC nel 2024, era diventato una figura centrale nelle trasmissioni televisive iraniane durante l’attuale escalation, apparendo quasi quotidianamente per commentare le operazioni militari, le perdite inflitte al nemico e la capacità di resistenza del sistema. Negli ultimi giorni aveva rilasciato dichiarazioni particolarmente dure, affermando che le forze armate iraniane potevano sostenere una guerra prolungata e che molte armi avanzate non erano ancora state impiegate.

La sua eliminazione rappresenta l’ennesimo colpo alla catena di comando e comunicazione del regime: nelle ultime 96 ore sono stati uccisi, tra gli altri, il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib, il comandante della milizia Basij Gholamreza Soleimani e l’ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale Ali Larijani. Teheran denuncia una campagna sistematica di “assassinii mirati” contro i vertici politici, militari e di sicurezza. Il comunicato dell’IRGC conclude con un chiaro messaggio di rivalsa: “Il sangue dei martiri irrorerà la vendetta. La nostra voce non sarà silenziata e la nostra determinazione crescerà”. È atteso nelle prossime ore un nuovo lancio di missili o droni in rappresaglia, mentre il Leader Supremo Ali Khamenei ha già ordinato di “strappare la sicurezza ai nemici dentro e fuori il Paese”.

I media iraniani hanno annunciato anche la morte del generale Esmaeil Ahmadi, capo del dipartimento intelligence della milizia Basij, organizzazione paramilitare affiliata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).  il generale Ahmadi è stato eliminato in un attacco mirato attribuito a Israele, avvenuto nelle ultime ore. Ahmadi ricopriva un ruolo chiave nel coordinamento delle attività di controspionaggio, sorveglianza interna e repressione delle proteste all’interno della Basij, la più grande forza di mobilitazione popolare del regime con milioni di affiliati. La sua uccisione si aggiunge alla lunga lista di alti funzionari iraniani eliminati negli ultimi giorni: tra questi il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib, il comandante della Basij Gholamreza Soleimani, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Ali Mohammad Naeini e l’ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale Ali Larijani. Teheran denuncia una campagna sistematica di “assassinii mirati” volta a decapitare la leadership politica, militare e di sicurezza della Repubblica Islamica.

La Basij, nota per il suo ruolo nella repressione delle manifestazioni interne e nelle operazioni di sicurezza sul territorio, rappresenta uno dei pilastri del controllo sociale del regime. ono che l’operazione faccia parte della stessa serie di raid mirati che nelle ultime 96 ore hanno colpito vertici iraniani in diverse province.

IRAN, UCCISO ANCHE IL COMANDANTE DELLA FORZA AEROSPAZIALE A ISFAHAN

Fonti dei media iraniani hanno annunciato la morte del comandante della Forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), ucciso in un attacco mirato nella provincia di Isfahan. Secondo quanto riportato da canali televisivi di Stato e ripreso da Al Arabiya, il generale – responsabile del comando missilistico balistico, dei droni avanzati e delle operazioni spaziali militari iraniane – è stato eliminato in un raid attribuito a Israele. La Forza aerospaziale dell’IRGC rappresenta il braccio operativo principale per i lanci di missili balistici a medio e lungo raggio, inclusi i vettori impiegati nelle recenti ondate contro Israele (tra cui “Kheibar Shekan”, “Khorramshahr” e “Fattah”).

L’eliminazione del comandante arriva nel pieno di una campagna di attacchi mirati contro i vertici militari e di sicurezza iraniani: nelle ultime 120 ore sono stati uccisi, tra gli altri, il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib, il portavoce dell’IRGC Ali Mohammad Naeini, il comandante della Basij Gholamreza Soleimani, il responsabile intelligence della Basij Esmaeil Ahmadi e l’ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale Ali Larijani. Contemporaneamente, i media iraniani riferiscono di violente esplosioni in diverse province: Yazd (zona di impianti nucleari e missilistici), Borazjan (provincia di Bushehr, vicino a siti petrolchimici), Hormozgan (costa meridionale, inclusi porti strategici) e Ahvaz (capoluogo del Khuzestan, cuore dell’industria petrolifera). Testimoni locali parlano di raid aerei multipli, con colonne di fumo visibili da chilometri di distanza e sirene antiaeree attivate in diverse città.

IRAN “PRENDEREMO DI MIRA FUNZIONARI E MILITARI ISRAELE E USA IN LOCALITÀ TURISMO”

Il portavoce delle forze armate iraniane, Abolfazl Shekarchi, ha dichiarato oggi che funzionari e militari israeliani e americani “non saranno al sicuro nei resort o nei centri turistici di tutto il mondo”. Lo riportano i media statali di Teheran. “Stiamo tenendo d’occhio i vostri codardi funzionari e comandanti, piloti e soldati malvagi. D’ora in poi, in base alle informazioni in nostro possesso su di voi, i lungomare, i resort e i centri turistici e di intrattenimento del mondo non saranno sicuri nemmeno per voi”, ha minacciato.

IDF “UCCISI OLTRE 570 MILIZIANI DI HEZBOLLAH” DAL 2 MARZO

L’esercito israeliano afferma di aver ucciso oltre 570 miliziani del gruppo armato libanese Hezbollah, tra cui 220 membri dell’unità di élite Radwan, dall’inizio delle ostilità nel contesto della guerra con l’Iran. Secondo le Forze di difesa israeliane (Idf), nelle ultime tre settimane sono stati colpiti oltre 2.000 obiettivi di Hezbollah in Libano, tra cui 120 centri di comando, 100 depositi di armi e 130 lanciamissili. Il ministero della Salute libanese afferma che gli attacchi israeliani hanno causato oltre 1.000 morti dall’inizio della guerra. Il 2 marzo scorso Hezbollah, proxy dell’Iran, ha iniziato a lanciare razzi e droni esplosivi verso Israele che ha iniziato a colpire obiettivi in Libano e ha dispiegato ulteriori truppe nel sud del Paese arabo.

80 SOLDATI E 64 CIVILI UCCISI NEI RAID USA-ISRAELE A LORESTAN

Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato che i bombardamenti congiunti americani e israeliani sulla provincia occidentale di Lorestan hanno causato finora la morte di 80 militari e 64 civili. Secondo la fonte, citata dall’emittente Al Arabiya, gli attacchi aerei hanno colpito 64 obiettivi distribuiti in 12 diverse città della provincia montuosa di Lorestan, una regione strategica per la presenza di basi missilistiche, depositi di munizioni e infrastrutture del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Un portavoce militare iraniano ha aggiunto, sempre secondo la stessa fonte: “La produzione di missili continua senza interruzioni anche in condizioni di guerra”.

L

 

Trump ritiene l’Iran seria minaccia per il mondo- Dichiarazione congiunta dell’Italia con 5 Paesi sullo Stretto di Hormuz

 

 

Conflitto Iran-Israele e Usa. La società statale QatarEnergy ha annunciato che diversi impianti per il gas naturale liquefatto (GNL) nella città industriale di Ras Laffan sono stati colpiti da attacchi missilistici nelle prime ore di giovedì, causando incendi di notevoli dimensioni e ulteriori danni gravi.

QatarEnergy ha precisato che “diverse strutture per il GNL sono state oggetto di attacchi missilistici, provocando incendi consistenti e ulteriori danni estesi”. L’azienda ha aggiunto che le squadre di emergenza sono state immediatamente dispiegate per contenere i danni e che non si registrano feriti o vittime a seguito degli attacchi. L’incidente segue di poche ore un precedente attacco missilistico iraniano avvenuto mercoledì 18 marzo sulla stessa area di Ras Laffan, che aveva già provocato danni gravi a un impianto di conversione gas-liquidi (Pearl GTL) e incendi parzialmente sotto controllo.

Il ministero dell’Interno qatariota ha confermato che tutti i focolai incendiari nella zona sono stati domati e che non vi sono stati feriti. QatarEnergy ha sottolineato che il personale è al sicuro e che tutte le persone presenti sono state contate. Gli attacchi, attribuiti a Teheran in rappresaglia agli strike Usa-israeliani, avvengono nel contesto dell’escalation regionale e colpiscono uno dei principali hub mondiali per l’esportazione di GNL, dove QatarEnergy gestisce circa un quinto della capacità globale prima della sospensione della produzione per ragioni di sicurezza. Le quotazioni del gas e del petrolio hanno registrato rialzi immediati sui mercati internazionali in reazione alla notizia.

L’ITALIA E ALTRI 5 PAESI “L’IRAN FERMI GLI ATTACCHI NELLO STRETTO DI HORMUZ”

Dichiarazione congiunta dei leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone sullo Stretto di Hormuz  :  Condanniamo con la massima fermezza i recenti attacchi dell’Iran contro navi mercantili disarmate nel Golfo, gli attacchi contro infrastrutture civili, tra cui impianti petroliferi e del gas, e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane”. . “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per l’escalation del conflitto.

Chiediamo all’Iran di cessare immediatamente le minacce, la posa di mine, gli attacchi con droni e missili e altri tentativi di bloccare lo Stretto alla navigazione commerciale, e di conformarsi alla Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La libertà di navigazione è un principio fondamentale del diritto internazionale, anche ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. Gli effetti delle azioni dell’Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, in particolare sui più vulnerabili”, prosegue il testo.

In linea con la Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sottolineiamo che tale interferenza con la navigazione internazionale e l’interruzione delle catene globali di approvvigionamento energetico costituiscono una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali. A tale proposito, chiediamo una moratoria immediata e completa sugli attacchi alle infrastrutture civili, comprese le installazioni petrolifere e del gas”

. I 6 Paesi hanno poi espresso la “disponibilità a contribuire agli sforzi necessari per garantire la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto”, accogliendo con favore “l’impegno delle nazioni che si stanno impegnando nella pianificazione preparatoria”.

Nella Dichiarazione i 6 Stati si esprimono a favore della decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato delle riserve strategiche di petrolio. “Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, tra cui la collaborazione con alcuni paesi produttori per aumentare la produzione”, proseguono. “Ci impegneremo inoltre a fornire sostegno alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le Istituzioni Finanziarie Internazionali. La sicurezza marittima e la libertà di navigazione sono un beneficio per tutti i paesi. Esortiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali di prosperità e sicurezza internazionali”, conclude il testo.

UN MISSILE BALISTICO DELL’IRAN COLPISCE LA RAFFINERIA DI HAIFA

Le immagini diffuse dai media israeliani mostrano che la raffineria di Haifa è stata colpita dalle munizioni a grappolo di un missile balistico lanciato dall’Iran. Il ministro dell’Energia e delle Infrastrutture israeliano Eli Cohen ha dichiarato che l’attacco “non ha causato danni rilevanti alle infrastrutture dello Stato di Israele”. “I danni alla rete elettrica nel nord sono localizzati e non significativi. Le squadre della Compagnia elettrica sono già al lavoro sul campo e hanno ripristinato l’elettricità nella maggior parte delle aree isolate. L’elettricità verrà ripristinata anche nelle restanti zone entro breve tempo”, ha aggiunto, riferisce Channel 12.

TRUMP “L’IRAN E’ UNA SERIA MINACCIA PER IL MONDO”

“Il presidente americano Donald Trump nel corso dell’incontro nello Studio Ovale con la prima ministra giapponese Sanae Takaichi, soffermandosi in particolare sulla situazione in Iran, così si è espresso:. L’Iran è una seria minaccia per il Medio Oriente e per il mondo e tutti i Paesi sono d’accordo con me su questo punto”. C

Abbiamo avuto una situazione molto positiva, nel complesso”, ha aggiunto Trump, definendo le recenti azioni militari una sorta di “escursione” necessaria. “Mi dispiace fare questa deviazione, ma abbiamo dovuto farlo”, ha proseguito, spiegando poi di aver previsto un aumento del prezzo del petrolio e un rallentamento dell’economia.

Sul piano militare, Trump ha dichiarato: “Abbiamo neutralizzato la marina, abbiamo neutralizzato praticamente tutto ciò che c’era da neutralizzare”, aggiungendo che “i sistemi antiaerei non sono più un problema e possiamo muoverci dove vogliamo. Non c’è nessuno che ci stia sparando contro”, ha insistito, sostenendo che la leadership iraniana “è stata duramente colpita” e che nel Paese sono in corso “cambiamenti ai vertici”.

 “Abbiamo lasciato in piedi solo alcune infrastrutture, come le condotte”, ha spiegato, precisando che la ricostruzione richiederà anni. “È stata una decisione difficile ma necessaria”