
Roma,
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha affermato:“Penso che la proposta di piano di pace presentata dal presidente degli Stati Uniti d’America apra oggettivamente più di uno spiraglio. Si tratta di una proposta molto articolata che prevede molte delle cose chieste in questi anni: il cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi, il graduale ritiro di Israele dalla striscia di Gaza, no a nuovi insediamenti in Cisgiordania, il disarmo di Hamas, fino a riconoscere chiaramente l’aspirazione palestinese ad avere un proprio stato”.
“È un piano sul quale c’è stata una convergenza totale, tra paesi europei, paesi arabi, autorità nazionale palestinese, la stessa Israele, Hamas, seppur con qualche distinguo. È una tregua molto fragile”, ha aggiunto.
“È un percorso molto fragile e bisogna lavorare tutti insieme con forza. L’Italia c’è, perché a questo ci siamo dedicati in questi mesi, mentre gli altri sventolavano le bandiere. Mi sarebbe piaciuto che il Parlamento votasse a sostegno del piano all’unanimità, ma alcune forze dell’opposizione hanno deciso di non sostenerlo. Il che è abbastanza bizzarro visto lo sostiene persino Hamas”, ha sottolineato Meloni.
“IO, TAJANI, CROSETTO E CINGOLANI DENUNCIATI DI GENOCIDIO”
“Temo un clima che si sta imbarbarendo parecchio. Non conto più le minacce di morte. Penso che non si abbia più il senso delle parole che si usano sapendo che è falso per fare propaganda. Ed è molto grave”.
. “Io, il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo l’ad di Leonardo Cingolani siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio. Non credo esista caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere. Noi saremmo complici di genocidio per le armi a Israele. È una falsità. L’Italia non ha autorizzato nuove forniture di armi a Israele dopo il 7 ottobre. Siamo state una delle nazioni d’Europa che ha avuto la posizione più rigida e veniamo accusati di una cosa che non abbiamo fatto con toni surreali dalla classe dirigente”, ha aggiunto.
“LA FLOTILLA, BLOCCO NAVALE C’È DAL 2009”
“Abbiamo prestato assistenza e la prestiamo sempre agli italiani anche quando non siamo d’accordo”. Il riferimento al caso Flotilla.
Penso che in un momento nel quale c’è un percorso che può portare alla pace esasperare gli animi rischi di andare contro gli interessi di chi si dice di voler aiutare i palestinesi. Davvero devo fare un richiamo alla responsabilità, anche perché non serve se l’obiettivo è umanitario. Sulle navi della Flotilla c’erano, da quello che abbiamo ricostruito, circa 40 tonnellate di aiuti.
Il governo italiano ha consegnato 2.300 tonnellate di aiuti. Quaranta tonnellate di aiuti le nostre istituzioni le consegnano in una mattinata con due aerei”. “Quindi non serve rischiare, mettersi in pericolo, creare problemi alla propria nazione e non serve magari rischiare di dare un alibi a quelli che la pace dovessero non volerla”.
Sul tema del blocco navale e l’intenzione di forzarlo ha aggiunto: “C’è dal 2009, non se ne era accorto Conte? Perché non ha e non hanno posto il problema? Altrimenti rischia di diventare tutto strumentale e non aiuta le possibilità che oggi ci sono di avere una pace”.








