Sul piano di pace c’è convergenza totale, la Meloni parla di “falsità” sulla fornitura delle armi e afferma:“Con Crosetto e Tajani denunciata alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio”

 

 

 

Roma,

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha affermato:Penso che la proposta di piano di pace presentata dal presidente degli Stati Uniti d’America apra oggettivamente più di uno spiraglio. Si tratta di una proposta molto articolata che prevede molte delle cose chieste in questi anni: il cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi, il graduale ritiro di Israele dalla striscia di Gaza, no a nuovi insediamenti in Cisgiordania, il disarmo di Hamas, fino a riconoscere chiaramente l’aspirazione palestinese ad avere un proprio stato”.

“È un piano sul quale c’è stata una convergenza totale, tra paesi europei, paesi arabi, autorità nazionale palestinese, la stessa Israele, Hamas, seppur con qualche distinguo. È una tregua molto fragile”, ha aggiunto.

“È un percorso molto fragile e bisogna lavorare tutti insieme con forza. L’Italia c’è, perché a questo ci siamo dedicati in questi mesi, mentre gli altri sventolavano le bandiere. Mi sarebbe piaciuto che il Parlamento votasse a sostegno del piano all’unanimità, ma alcune forze dell’opposizione hanno deciso di non sostenerlo. Il che è abbastanza bizzarro visto lo sostiene persino Hamas”, ha sottolineato Meloni.

“IO, TAJANI, CROSETTO E CINGOLANI DENUNCIATI DI GENOCIDIO”

Temo un clima che si sta imbarbarendo parecchio. Non conto più le minacce di morte. Penso che non si abbia più il senso delle parole che si usano sapendo che è falso per fare propaganda. Ed è molto grave”.

. Io, il ministro Crosetto, il ministro Tajani e credo l’ad di Leonardo Cingolani siamo stati denunciati alla Corte Penale Internazionale per concorso in genocidio. Non credo esista caso al mondo e nella storia di una denuncia del genere. Noi saremmo complici di genocidio per le armi a Israele. È una falsità. L’Italia non ha autorizzato nuove forniture di armi a Israele dopo il 7 ottobre. Siamo state una delle nazioni d’Europa che ha avuto la posizione più rigida e veniamo accusati di una cosa che non abbiamo fatto con toni surreali dalla classe dirigente”, ha aggiunto.

“LA FLOTILLA, BLOCCO NAVALE C’È DAL 2009”

“Abbiamo prestato assistenza e la prestiamo sempre agli italiani anche quando non siamo d’accordo”. Il riferimento al caso Flotilla.

Penso che in un momento nel quale c’è un percorso che può portare alla pace esasperare gli animi rischi di andare contro gli interessi di chi si dice di voler aiutare i palestinesi. Davvero devo fare un richiamo alla responsabilità, anche perché non serve se l’obiettivo è umanitario. Sulle navi della Flotilla c’erano, da quello che abbiamo ricostruito, circa 40 tonnellate di aiuti.

 Il governo italiano ha consegnato 2.300 tonnellate di aiuti. Quaranta tonnellate di aiuti le nostre istituzioni le consegnano in una mattinata con due aerei”. “Quindi non serve rischiare, mettersi in pericolo, creare problemi alla propria nazione e non serve magari rischiare di dare un alibi a quelli che la pace dovessero non volerla”.

Sul tema del blocco navale e l’intenzione di forzarlo ha aggiunto: “C’è dal 2009, non se ne era accorto Conte? Perché non ha e non hanno posto il problema? Altrimenti rischia di diventare tutto strumentale e non aiuta le possibilità che oggi ci sono di avere una pace”. 

Partecipazione straordinaria della gente – spiega il Segretario della Cgil M.Landini- a sostegno della Flotilla e agli attivisti arrestati e rilasciati

 

 

E’ LA VITTORIA  DI  MAURIZIO  LANDINI: SUCCESSO SENZA PRECEDENTI, MILIONI DI PERSONE IN PIAZZA CONTRO LA FEROCIA DEL PREMIER ISRAELIANO  E “L’ASSENZA” DEI GOVERNANTI

 

Maurizio Landini

 

 

ROMA

Boom di scioperanti, di persone che hanno rinunciato alla paga giornaliera pur di essere presenti  alle manifestazioni organizzate nelle varie piazze italiane.   Oggi  sciopero generale indetto contro l’abbordaggio israeliano della Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti alla popolazione. Si apprende che siano oltre  100 le manifestazioni organizzate in tutta Italia- compresa la Sicilia dove tutto è avvenuto pacificamente  nella giornata di mobilitazione.

Lo sciopero ha riguardato servizi pubblici e privati, sanità, scuola e trasporti.

La Cgil in una nota   :“La mobilitazione di oggi è stata un successo: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza. In 300 mila hanno percorso le vie della Capitale”. “Secondo i dati pervenuti finora, l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60% – prosegue il sindacato -. La giornata è stata caratterizzata da un clima pacifico e democratico”.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha  spiegato: “la partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani, che chiedono un futuro di pace e di giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà”. Lavoratrici e lavoratori, cittadine e cittadini, studenti e studentesse hanno fatto sentire la loro voce a sostegno della Global Sumud Flotilla e in solidarietà con gli attivisti arrestati, “per la pace e per riaffermare il diritto internazionale”. Prossimo appuntamento a Roma per la manifestazione nazionale del 25 ottobre “Democrazia al lavoro”.

Israele, la pace vicina con il rilascio degli ostaggi ,vivi o morti, d’ambo le parti

Macerie a Gaza - Afp

Archivi  Sud Libertà  (Gaza)

 

Trump spera di riuscire  a porre fine alla guerra nel corso dell’incontro  con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu previsto per  lunedì. Punto essenziale garantire il rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e deceduti, Israele rilascerebbe centinaia di prigionieri palestinesi e ritirerebbe gradualmente le sue forze dalla Striscia di Gaza.

Ancora vittime, sale a 58 il bilancio delle vittime oggi dall’alba nella Striscia di Gaza

Sale ad almeno 58 palestinesi uccisi il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani oggi nella Striscia. . Tra le vittime anche il giornalista Mohammed al-Dayaha, colpito mentre si trovava in una tenda nel centro di Gaza.

L’aeronautica militare israeliana ha riferito di aver colpito circa 120 obiettivi nella Striscia di Gaza nei giorni scorsi, tra cui edifici utilizzati da gruppi terroristici, agenti terroristici e altre infrastrutture. Lo rende noto l’esercito israeliano, mentre le truppe continuano ad avanzare nella città di Gaza. A Gaza City, l’Idf afferma che la 98a Divisione ha ucciso diversi uomini armati e rinvenuto numerose armi, tra cui lanciarazzi e razzi. La divisione ha anche diretto attacchi con droni contro una postazione di sorveglianza di Hamas e un punto di appoggio per gli agenti della Jihad islamica palestinese.

Oltre 750mila palestinesi fuggiti da Gaza City verso sud

Oltre 750.000 palestinesi sono fuggiti da Gaza City verso il sud della Striscia, mentre l’esercito israeliano intensifica la sua offensiva contro Hamas.

Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che le Israele lanciasse la grande offensiva e ai civili fosse ordinato di evacuare in una zona umanitaria nel sud dell’enclave.

La città di Gaza si sta svuotando perché i suoi abitanti si rendono conto che l’operazione militare si sta intensificando e che spostarsi verso sud è per la loro sicurezza”, ha affermato il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Idf, aggiungendo, rivolto agli abitanti ancora presenti nella città: “Vi invitiamo a trasferirvi il prima possibile nell’area umanitaria di al-Mawasi e a unirvi agli oltre 750.000 residenti della città che sono partiti negli ultimi giorni e settimane per la loro sicurezza“.

La Commissione europea sospende le disposizioni commerciali tra l’Ue ed Israele

 

 

Esce dall’Ue una presa di posizione contro Israele e i vertici estremisti. La Commissione europea ha presentato oggi al Consiglio europeo la proposta di sospendere alcune disposizioni commerciali dell’Accordo di associazione tra l’Ue e Israele, e di imporre sanzioni contro il gruppo terroristico al potere a Gaza, Hamas, contro dei coloni israeliani violenti e contro i ministri israeliani estremisti.

La sospensione riguarda le principali disposizioni commerciali dell’accordo. Cosa succederà: le importazioni da Israele perderanno il loro accesso preferenziale al mercato dell’Ue. A queste merci saranno pertanto applicati dazi doganali pari a quelli applicati a qualsiasi altro paese terzo con cui l’Ue non abbia un accordo di libero scambio.

Il Consiglio europeo dovrà approvare la decisione all’unanimità per entrare in vigore. Il capo della politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha dichiarato: “Voglio essere molto chiara, l’obiettivo non è quello di punire Israele. L’obiettivo è migliorare la situazione umanitaria a Gaza”. “La guerra deve finire. La sofferenza deve fermarsi e tutti gli ostaggi devono essere rilasciati”….

“La posizione di Von der Leyen politicamente distorta..”

“il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar :” Le raccomandazioni del Consiglio dei commissari guidato dalla presidente Von der Leyen sono moralmente e politicamente distorte e si spera che non vengano adottate come è avvenuto finora. Le azioni contro Israele danneggeranno gli interessi dell’Europa stessa”.

Raid aereo di Israele per colpire i capi di Hamas

 

 

Attacco israeliano a Doha - (Afp)

 

 

La leadership di Hamas è sopravvissuta al raid aereo,. Le altre vittime sono tre “associati”, vale a dire guardie del corpo o consulenti esterni, Abdullah Abu Khalil, Moamen Abu Omar e Ahmad Abu Malek. “Il tentativo israeliano di assassinare i membri del team negoziale è fallito”, ha dichiarato Hamas in una nota ufficiale, affermando di ritenere gli Stati Uniti corresponsabili dell’attacco.

A riportare per prima la notizia delle esplosioni p stata l’emittente Sky News Arabia che ha diffuso immagini di colonne di fumo che si alzavano dalla città. Poco dopo Israele ha confermato il “raid di precisione condotto dalle forze di difesa israeliane e dall’agenzia di sicurezza Isa contro la leadership di Hamas”. Prima dell’attacco, assicurano le Idf, “sono state prese misure per minimizzare i danni alle persone non coinvolte, anche con l’uso di armi precisione e di informazioni di intelligence aggiuntive”.

Quella che l’Idf ha condotto a Doha è stata ”un’operazione chirurgica e di precisione” contro i leader di Hamas che hanno dato il via e festeggiato il massacro del 7 ottobre, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa. “Siamo nel mezzo di una campagna per sconfiggere Hamas e liberare tutti gli ostaggi” e “abbiamo inferto duri colpi a tutte le parti dell’asse del male”, ha proseguito Netanyahu. “I nostri nemici devono sapere una cosa: che fin dalla fondazione dello Stato di Israele, il sangue ebraico non verrà versato”, ha affermato.

Netanyahu si è poi rivolto alla popolazione civile della Striscia di Gaza per chiedere di ”accettare la proposta del presidente Trump” per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Perché ”la guerra può finire immediatamente, noi abbiamo già accettato i principi stabiliti da Trump per la fine della guerra”, ha aggiunto Netanyahu che ha detto ai civili di Gaza: ”non preoccupatevi, potete farcela e possiamo promettervi un futuro diverso”. E ha ricordato che i principi stabiliti da Trump includono ”il rilascio immediato di tutti i nostri ostaggi e altri principi per porre fine alla guerra che Israele ha instaurato”. L’ultima proposta degli Stati Uniti prevede che Hamas restituisca tutti i 48 ostaggi rimasti, vivi e morti, il primo giorno di cessate il fuoco. Durante questa pausa si sarebbero svolti i negoziati per porre fine alla guerra.

Netanyahu: “Operazione solo israeliana”
Subito dopo il raid, Netanyahu ha affermato che “l’azione di oggi contro i principali capi terroristi di Hamas è stata un’operazione israeliana del tutto indipendente. Israele l’ha avviata, Israele l’ha condotta e Israele se ne assume la piena responsabilità”. I

Gli obiettivi
Oltre 10 i caccia israeliani che hanno partecipato al raid, riferiscono i media israeliani, precisando che nel corso dell’operazione sarebbero stati lanciati simultaneamente circa una dozzina di missili.

 

 

Gaza, : “Almeno 20 morti tra cui cinque giornalisti in un raid di Israele su ospedale Nasser ” Il rammarico di Netanyahu

 

 

Uno dei giornalisti colpiti durante i raid - Afp

 

Ogni giorno vite umane perdute o distrutte ,oggi si parla  di almeno  20 morti e decine di feriti  vittime di un duplice attacco israeliano all’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, tra cui un membro della protezione civile e cinque giornalisti e fotoreporter, come riferito dal ministero della Sanità di Gaza.

I  giornalisti corrispondenti  sono Hussam al-Masri, cameraman dell’agenzia di stampa Reuters, Mohammed Salama, che lavorava per al-Jazeera, Mariam Dagga, collaboratrice dell’Associated Press, Moaz Abu Taha, giornalista della Nbc e Ahmad Abu Aziz.

Siamo costernati nell’apprendere della morte del collaboratore di Reuters Hussam al-Masri e delle ferite riportate da un altro nostro collaboratore, Hatem Khaled, negli attacchi israeliani all’ospedale Nasser di Gaza oggi – la dichiarazione di un portavoce di Reuters in un comunicato – Stiamo cercando urgentemente ulteriori informazioni e abbiamo chiesto alle autorità di Gaza e di Israele di aiutarci a ottenere assistenza medica urgente per Hatem”. Reuters riferisce che la diretta dall’ospedale, gestita da al-Masri, si è interrotta improvvisamente in coincidenza con il primo attacco.

L’Associated Press ha dichiarato di essere “sconvolta e addolorata” nell’apprendere della morte di Mariam Dagga, 33 anni, giornalista e fotoreporter che collaborava come freelance con l’agenzia di stampa dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas.

Netanyahu: “Profondo rammarico per il tragico incidente ai giornalisti”

Israele si rammarica profondamente per il tragico incidente avvenuto oggi all’ospedale Nasser di Gaza” scrive in un post su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Israele riconosce il valore del lavoro dei giornalisti, del personale medico e di tutti i civili. Le autorità militari stanno conducendo un’indagine approfondita. La nostra guerra è contro i terroristi di Hamas. I nostri obiettivi legittimi sono sconfiggere Hamas e riportare a casa i nostri ostaggi

 

Israele domina i cieli di Teheran con i suoi piloti che hanno colpito già gli obiettivi prefissati

PAROLA  D’ORDINE:  PER UN MONDO LIBERO ELIMINARE  LA MINACCIA NUCLEARE !

 

Aeronautica israeliana - Afp

 

Quarto giorno di  guerra tra Israele e Iran con entrambe le parti che hanno lanciato nuove ondate di missili durante la notte, nonostante le richieste internazionali di diplomazia e de-escalation.

L’Aeronautica israeliana controlla i civili di Teheran“, ha rivendicato il premier Benjamin Netanyahu, nel corso di una visita alla base aerea di Tel Nof con il ministro della Difesa Israel Katz ed il capo di Stato maggiore Eyal Zamir. Questo, ha aggiunto, rappresenta “un cambio nell’intera campagna” contro l’Iran. “Quando controlliamo i cieli di Teheran, colpiamo gli obiettivi del regime, diversamente dal regime criminale iraniano che colpisce i nostri cittadini e viene a uccidere donne e bambini”, ha accusato Netanyahu, sottolineando che Israele dice invece ai residenti della capitale iraniana di “andarsene” mentre ci sono i raid dell’Idf.

Siamo sulla strada per raggiungere i nostri due obiettivi: eliminare la minaccia nucleare ed eliminare la minaccia missilistica“, ha aggiunto Netanyahu, non è concepibile infatti che l’Iran abbia come obiettivo fondamentale del suo statuto la cancellazione di Israele assicurando che “siamo sul percorso verso la vittoria e questa verrà raggiunta grazie ai nostri piloti eroici e ai nostri grandiosi equipaggi a terra, che stanno facendo un lavoro eccezionale”.

Gli attacchi iraniani di questa mattina hanno colpito una raffineria di petrolio israeliana e danneggiato parte della rete elettrica, ma anche diverse località provocando morti e distruzione. Tel Aviv ha invece colpito il quartier generale delle forze Quds a Teheran.

 

Israele attacca l’Iran, colpiti siti nucleari e militari: 78 morti a Teheran e 329 feriti E’ l’inizio della grande guerra

 

Iran, macerie a teheran dopo l'attacco israeliano - Afp

 

 

E venne il giorno del grande attacco di Israele all’Iran.        Sono 78 le persone che hanno perso la vita e 329 quelle rimaste ferite nei raid aerei israeliani che oggi, 13 giugno 2025, hanno colpito zone residenziali di Teheran.

Tel Aviv ha lanciato questa mattina il suo attacco, prendendo di mira siti nucleari e militari con una serie di raid che, ha spiegato il primo ministro Benjamin Netanyahu, continueranno per “molti giorni”. L’esercito israeliano sta conducendo centinaia di attacchi sul Paese, spiega la tv di Stato iraniana. Colpita anche la capitale Teheran.

In Israele è stato dichiarato intanto lo stato di massima allerta e l’aeroporto internazionale di Ben Gurion a Tel Aviv è stato chiuso, mentre le autorità hanno chiesto ai residenti di rimanere vicino ai rifugi.

Dopo la prima ondata di attacchi, nuove esplosioni si sono poi registrate nel nord ovest del Paese, riporta ancora l’emittente.”Pochi minuti fa si sono udite nuove esplosioni nell’Azerbaijan orientale”, ha dichiarato l’emittente. .

“Preso di mira di nuovo” anche l’impianto nucleare di Natanz. Scoppiato quindi un incendio all’aeroporto di Tabriz dopo un nuovo attacco condotto da Israele, spiega l’agenzia di stampa Mehr che ha condiviso un video che mostra fiamme e fumo uscire dall’aeroporto nella provincia dell’Azerbaijan orientale, con la didascalia: “Aeroporto di Tabriz ora”.

Liberazione di ostaggi nella mattinata di oggi Altri 602 prigionieri palestinesi usciranno dalle carceri di Israele

 

Quattro bare e la foto di Netanyahu come vampiro. Hamas consegna i corpi degli ostaggi

 

 

 

 

Liberati 5 ostaggi nella mattinata di oggi, sabato 22 febbraio. Tal Shoham e Abera Mengistu, dopo essere saliti sul palco allestito da Hamas per la loro liberazione, sono stati consegnati alla Croce rossa internazionale che a loro volta li ha affidati alle Idf a Gaza.

Altri tre ostaggi – Eliya Cohen, Omer Shem Tov e Omer Wenkert – sono stati consegnati alla Croce rossa internazionale dopo essere saliti sul palco a Nuseirat, nel centro di Gaza, prima del rilascio da parte di Hamas. Anche loro sono stati affidati all’Idf.

Hamas ha intanto dichiarato di essere pronto a “uno scambio totale di prigionieri con Israele”, ovvero a liberare tutti gli ostaggi ancora trattenuti, in cambio della fine permanente della guerra, del ritiro delle Idf dall’enclave palestinese e della ricostruzione della Striscia di Gaza.

Il sesto e ultimo ostaggio, Hisham al-Sayed, rapito nel 2015, verrà liberato in un altro luogo e senza una cerimonia pubblica. E questo per ”rispetto alla comunità beduina”, ha denunciato l’Idf. Al-Sayed è trattenuto a Gaza dal 2015 e dove essere rilasciato a Nuseirat insieme ad altri tre ostaggi, ma all’ultimo minuto Hamas ha fatto sapere che verrà liberato separatamente ”senza cerimonie”. In una nota l’Idf ha scritto che “Hamas non terrà la sua ‘cerimonia’ per l’ostaggio Hisham al-Sayed nel rispetto della comunità beduina-israeliana, non esponendolo a questa esperienza disumanizzante e traumatica”. Le Idf si sono chieste: “Dov’era questo ‘rispetto’ per la comunità arabo-israeliana quando hanno tenuto Hisham in ostaggio per oltre un decennio?”.

Omer Shem Tov ha baciato sulla testa due miliziani di Hamas in segno di gratitudine mentre era sul palco durante la liberazione. La scena è stata ripresa in diretta dalle telecamere presenti e condivisa sui media. Rapito dal festival Nova e tenuto prigioniero insieme ai suoi amici Mia e Itai Regev, Omer Shem Tov ha salutato sorridente e alzato il pollice durante le operazioni di rilascio.

Dalle prigioni di Israele usciranno oggi  602 prigionieri palestinesi

La giornata odierna prevede la liberazione di sei ostaggi.  In cambio Israele libererà 602 prigionieri palestinesi dalle sue carceri. Tra questi, 60 prigionieri erano stati condannati a lunghe pene detentive, 50 a ergastolo.

Questa è l’ultima tornata di rilasci previsti dalla fase iniziale di sei settimane dell’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 19 gennaio. Il passo finale della prima fase dell’accordo sarà la consegna di altri quattro corpi di ostaggi la prossima settimana.

Sul palco preparato da Hamas a Rafah ci sono i soliti cartelli con messaggi tra cui “Noi siamo il diluvio”, così come armi e attrezzature militari che il gruppo sostiene siano state rubate alle Idf il 7 ottobre 2023. Una delle armi è una pistola su cui il gruppo ha scritto ‘Ravshatz’, l’acronimo ebraico del capo della squadra di sicurezza locale di una comunità, a indicare che è stata presa a un individuo ucciso dai terroristi durante l’attacco del 7 ottobre.

Gaza, “raggiunto accordo Israele-Hamas”

Le foto degli ostaggi israeliani tratenuti a Gaza - Afp

Foto degli ostaggi

 

 

Stop alle incertezze sul rilascio degli ostaggi nel conflitto in Medio oriente.

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà quindi domani mattina alle 11, le 10 in Italia, per approvare l’accordo,

Ministro Esteri Israele: “Domani voto”

Israele è “molto vicino” a raggiungere un accordo con Hamas per la liberazione degli ostaggi e la tregua a Gaza, aveva detto poco prima dirlo il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar , prima di tornare a Tel Aviv. “Nella nostra regione niente è definitivo fino a che non lo è. Ma ci sono pochissime discrepanze. La mia speranza è che nel giro di qualche ora saremo in grado di concludere. Se succederà, domani ci sarà una riunione di governo per votare sull’accordo“, ha spiegato.

Sa’ar non esclude che in una fase successiva alla liberazione degli ostaggi e alla tregua ci sarà a Gaza una “presenza internazionale, con la presenza degli Stati arabi moderati, alcune componenti palestinesi che si possono accettare”. Ma, precisa, “non bisogna mai andare troppo lontano: la prima cosa che serve ora è la liberazione degli ostaggi e il cessate il fuoco”.

“Noi siamo costruttivi con un solo obiettivo che è quello di mantenere la nostra sicurezza che non sarà raggiunto fino a che sarà Hamas a governare Gaza“. Sa’ar ha anche espresso scetticismo sulla possibilità che l’Anp “sia in grado di governare Gaza”, considerati i problemi che ha a “governare il suo territorio”.

“A Gaza, servirà un interlocutore affidabile, non terroristi o chi incita al terrorismo, non importa chi, pur che rispetti queste condizioni”, ha precisato il ministro. “Non riconosco nella società palestinese un leader con un approccio diverso nei confronti di Israele”, ha aggiunto ribadendo la sua posizione contraria all’obiettivo dei ‘due popoli, due Stati’. “Al momento noi non dobbiamo basare le nostre politiche su illusioni e auspici, ma sulla realtà e la realtà è che i palestinesi non possono essere una garanzia per la nostra sicurezza”, ha precisato.

Intesa è pronta

La delegazione di Hamas a Doha, guidata da Khalil Al-Hayya, ha consegnato nel pomeriggio ai mediatori di Qatar ed Egitto l’approvazione da parte del gruppo palestinese dell’accordo, ha confermato la stessa fazione palestinese ad al-Jazeera.

Il premier israeliano terrà questa sera una riunione di emergenza con la delegazione del Qatar e con i leader dell’establishment della sicurezza e dell’esercito…

Una fonte israeliana, giudicata ‘affidabile’ da Haaretz, ha spiegato che il governo israeliano si sta preparando a riunirsi stasera o domani mattina per ratificare l’accordo di cessate il fuoco, insieme all’elenco degli ostaggi israeliani e dei prigionieri palestinesi da liberare. La fonte ha aggiunto che Israele spera che i primi ostaggi vengano liberati all’inizio della prossima settimana, prima dell’insediamento del Presidente eletto Donald Trump del 20 gennaio.

Probabilmente l’accordo sarà firmato domani.     Il passo avanti decisivo è maturato in un incontro tra i leader di Hamas che si è svolto stamane, durante il quale sono state risolte quasi tutte le questioni, compresa quella delle mappe che definiscono il ritiro delle Idf dalla Striscia. La fonte ha aggiunto di aspettarsi che l’attuazione dell’intesa possa iniziare 24-48 ore dopo la firma.

Il bilancio delle vittime della guerra

Il ministero della Salute della Striscia di Gaza ha dichiarato che nelle ultime 24 ore sono state uccise 62 persone nell’enclave palestinese, portando il bilancio complessivo delle vittime della guerra a 46.707. In una nota, il ministero ha aggiunto che almeno 110.265 persone sono rimaste ferite in oltre 15 mesi di guerra tra Israele e Hamas.

Biden proroga sanzioni contro coloni estremisti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha annunciato formalmente che prorogherà di altri 12 mesi l’ordine esecutivo di sanzioni contro i coloni israeliani estremisti, oltre la data di scadenza che era stata fissata al primo febbraio 2025. La situazione in Cisgiordania – in particolare gli alti livelli di violenza dei coloni estremisti, gli sfollamenti forzati di persone e villaggi e la distruzione di proprietà – ha raggiunto livelli intollerabili e costituisce una seria minaccia per la pace, la sicurezza e la stabilità della Cisgiordania e di Gaza, di Israele e della più ampia regione del Medio Oriente”, ha scritto Biden in una nota.