Soccorso a Lampedusa della Ong Nardi che ha trasferito a bordo 56 migranti nel Canale di Sicilia

 

Il veliero ong Nadir ha soccorso un gommone di 10 metri con a bordo 47 persone (tra loro 5 donne e 3 minori) originari di Congo, Gambia, Nigeria, Sudan, Mali, Senegal e Guinea Conakry. Il gruppo, già trasbordato su una motovedetta della guardia costiera e sbarcato a Lampedusa, ha riferito d'essere partito, pagando 2.500 dollari, da Zawya in Libia. La ong Nadir nei giorni scorsi aveva soccorso, in area Sar Maltese, l'imbarcazione nella cui stiva sono stati trovati 10 giovani migranti morti per asfissia. X / RESQSHIP (@resqship)(ANSA). NPK +++ HO NO SALES - DITORIAL USE ONLY +++ o +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Lampedusa,

Un soccorso a Lampedusa  dalla ong Nadir (a cui è stato assegnato il Pos della maggiore delle isole Pelagie) che ha fatto salire a bordo 56 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia.

I ghanesi e sudanesi, fra cui una donna e due minori, hanno riferito d’essere salpati, con un gommone di 8 metri, da Gas Garabulli in Libia nella serata di venerdì scorso. Sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove gli ospiti presenti sono, al momento, 214. Nessun trasferimento è previsto per la mattinata. Sul peschereccio, con circa 100 migranti, avvistato dal velivolo Eagle3 di Frontex a 85 miglia da Malta, si è intanto diretta la nave ong Nihayet Garganey VI.   Si apprende infine che Malta ha coordinato il soccorso.

Misterioso relitto a Lampedusa: cilindro dalla sagoma di un’ogiva missilistica con logo israeliano.

 

Misterioso relitto a Lampedusa: cilindro con logo israeliano. Il sindaco: "Non fare allarmismo"

 

Strana scoperta vicino Lampedusa.Un  cilindro metallico lungo circa cinque metri e con un diametro di un metro e mezzo è stato avvistato sabato pomeriggio in mare, a otto miglia da Capo Ponente, tra le isole di Lampione e Lampedusa.

L’avvistamento ad opera dell’equipaggio del motopeschereccio Andrea Doria, che ha lanciato  l’allarme. Sul posto è intervenuta una motovedetta della Guardia costiera, che ha verificato come sul relitto fossero presenti un logo della Space Administration israeliana (Minhalat HaHalal, ente che dipende dal ministero della Difesa e che si occupa dello sviluppo di missili balistici e satelliti) e una scritta in ebraico.

Si svolgono indagini per scoprire come il cilindro dalla sagoma di un missile sia finito in acque italiane.

Agrigento 2025, Allevi a Lampedusa il 12 settembre per “Gesti dell’accoglienza”

 

Cala Galera (foto: ente gestore riserva naturale di Lampedusa)

 

 

Lampedusa,

l concerto di Giovanni Allevi, il prossimo 12 settembre a Lampedusa, sarà l’occasione per la presentazione della candidatura del progetto “Gesti dell’accoglienza” a Patrimonio immateriale dell’Unesco. 

«Un riconoscimento del valore umano e culturale dell’accoglienza spontanea – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – praticata da anni da una comunità che si è trovata ad essere frontiera e rifugio. Gli abitanti di Lampedusa non si sono mai tirati indietro, trasformando l’emergenza in un modello di umanità concreta con al centro la dignità dell’uomo».

“Inscrire les gestes de l’hospitalité vive au Patrimoine culturel immatériel de l’humanité” è un laboratorio pionieristico di ricerca sui futuri desiderabili in nome della fraternità e del multilinguismo, portato avanti dal 2021 dal collettivo francese Perou con il progetto Avenir, che culminerà nella definizione del dossier per la candidatura Unesco. Per arrivarci sono in corso laboratori, scambi, coinvolgimento di artisti, università, studiosi di Italia e Francia.

L’evento si inserisce tra le iniziative parte del programma ufficiale di “Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025”: sarà creato un archivio iconografico di queste pratiche dell’accoglienza, da cui verranno tratte dieci immagini e un film di dieci minuti da presentare a Lampedusa entro fine anno.

«Condividiamo e sosteniamo il percorso di Lampedusa come terra di accoglienza e di ascolto. Questo progetto – aggiunge Maria Teresa Cucinotta, presidente di Agrigento2025 – premia lo sguardo, i gesti e la bontà d’animo dei lampedusani che non si sono mai tirati indietro, impegnandosi invece in prima persona per fornire aiuto nelle situazioni di emergenza. E lo fanno da sempre».

Per il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino «l’isola rappresenta il volto più autentico dell’Europa che accoglie: qui, dove il mare abbraccia ogni cosa e segna la vita di chi ci abita, nessuno si volta mai dall’altra parte. Davanti al pericolo, si tende una mano. Con questo progetto vogliamo rendere visibile e duraturo ciò che ogni giorno viene fatto con coraggio e con il cuore, e spesso in silenzio».

Il progetto di candidatura sarà tenuto a battesimo il prossimo 12 settembre al tramonto in occasione del concerto di Giovanni Allevi che porterà il suo progetto Armonie Invisibili nella ex cava di Cala Francese. Un evento in cui il compositore, solo al pianoforte, intreccerà musiche, riflessione, poesia su temi universali, conducendo gli spettatori in un percorso di introspezione e rinascita.

L’evento, ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, si inserisce nel programma di eventi collaterali di Agrigento2025 ed è promosso dal Comune di Lampedusa e Linosa, sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.

 

 

Lampedusa, deceduta la bambina di sei anni che aveva viaggiato da giorni senza cibo ed acqua

 

Autoambulanza sull'isola di Lampedusa - Fotogramma

 

Lampedusa,

 

La bambina di sei anni della Guinea ricoverata da alcuni giorni in gravi condizioni all’ospedale dei Bambini di Palermo, dopo il trasferimento da Lampedusa, dove era arrivata con la madre su un barcone, non è sopravvissuta. Le sue condizioni erano molto gravi. Aveva viaggiato per diversi giorni senza cibo e senza acqua. Oggi  i sanitari hanno attestato  la sua morte cerebrale.

Recentemente si apprende dalla Capitaneria di Porto  – ricorderemo-  sessanta persone tratte in salvo e  sbarcate a Lampedusa e almeno 26 migranti morti. E’ il bilancio del naufragio avvenuto a sud di Lampedusa, in area Sar italiana.

Tra le vittime ci sono anche una neonata e tre adolescenti e ci sarebbero 15-20 dispersi, secondo i racconti dei superstiti. I sopravvissuti sono 60, tra cui 4 donne. Per quattro di loro, subito dopo lo sbarco a molo Favaloro, è stato necessario il trasferimento al Poliambulatorio dell’isola……..

Tragedie ancora a Lampedusa Recuperati i corpicini di due bambini dal veliero della Ong

 

La voce di migranti e rifugiati per un giornalismo di ...

Archivi – Sud Libertù

 

 

GENITORI  ANCORA  SOTTO  CHOC

Sono ore di tremendo  dolore all’hotspot di contrada Imbriacola, a Lampedusa, dove si trovano i genitori dei due bambini di circa due anni morti durante la traversata dalla Libia. I piccoli, recuperati ormai privi di vita dall’equipaggio della ong Nadir, sarebbero morti di sete, come ha raccontato il team medico della nave.

Mamma e papà di uno dei due bambini di circa due anni recuperati senza vita dal veliero della ong Nadir si trovano nell’hotspot mentre per l’altro piccolo, anche lui deceduto durante la traversata, è presente soltanto la madre. Entrambe sono sotto choc e vengono assistite dal personale della Croce Rossa Italiana che gestisce il centro.

Secondo i racconti dell’equipaggio, i bambini erano già morti il giorno prima del soccorso, avvenuto nelle acque internazionali della zona Sar maltese. Il gommone era rimasto alla deriva per giorni, con il motore fuori uso e senza acqua né ripari. Quando la Nadir è arrivata sul posto, le condizioni di molti migranti erano critiche, in particolare delle donne, alcune con gravi ustioni causate dal contatto prolungato con carburante misto ad acqua salata.

Naufraghi tunisini cadono dal gommone, dieci superstiti a Lampedusa

 

La voce di migranti e rifugiati per un giornalismo di ...

 

Lampedusa,

Alla partenza i naufraghi erano 56 dalla Tunisia,, da Sfax, a bordo di un gommone. Ma mentre erano in acque internazionali decine di loro sarebbero caduti in acqua a causa del maltermpo.

I 10 superstiti in queste ore vengono sentiti dalla Polizia. Si tratta di uomini, tutti giovanissimi. Sono stati portati all’hotspot di Lampedusa.

Oggi, a causa delle condizioni meteomarine particolarmente avverse, le operazioni di ricerca proseguono con il supporto di mezzi aerei, tra cui l’aereo Manta della Guardia costiera e velivoli di Frontex, di forze armate e polizia. Sono stati inoltre allertati i Centri di coordinamento del soccorso marittimo di Malta e della Tunisia per le ricerche nelle rispettive aree Sar di competenza.

“Cristina Palma, vice direttore dell’hotspot di Lampedusa gestito dalla Croce Rossa italiana ha affermato:  “.Ieri abbiamo accolto in hotspot i 10 superstiti del naufragio. L’imbarcazione era partita dalla Tunisia e si tratta di persone provenienti dall’Africa subsahariana. Hanno riposato tutta la notte, sono tutti in buone condizioni di salute e dopo le procedure di identificazione forniremo loro un ulteriore supporto psicologico con la nostra equipe multidisciplinare“.

Lampedusa, naufragio di oltre 4o persone che hanno perduto la vita. Salva una bambina

 

Crescono gli svantaggi per gli stranieri, in Italia - Salesiani per il sociale APS

 

 

Lampedusa.

Lampedusa: altri sbarchi, oltre 300 migranti nelle ultime ore  Tra loro c’è anche una bambina di 11 anni, originaria della Sierra Leone, che secondo le prime informazioni sarebbe l’unica superstite di un naufragio costato la vita a oltre 40 persone, partite dalla Tunisia. La bambina è stata tratta in salvo dall’equipaggio del Trotamar III, sbarcata all’alba sull’isola e condotta al Pte per accertamenti. Dopo le cure al poliambulatorio dell’isola, la piccola è stata accolta all’hotspot di contrada Imbriacola dove viene seguita da operatori e volontari della Cri.

La bambina si teneva a galla con due salvagenti improvvisati formati da camere d’aria e un giubbotto di salvataggio. “Arriva dalla Sierra Leone e ha detto di essere partita da Sfax in Tunisia su una barca di metallo con 45 persone”, spiegano i soccorritori, che si sono accorti di lei sentendo le sue urla in piena notte, intorno alle 3.20. In mare per un’altra emergenza l’equipaggio del Trotamar III si è imbattuto nella piccola al largo di Lampedusa.

Secondo le prime informazioni, il barchino è affondato tre giorni fa. “La piccola lottava per non annegare in una tempesta di 23 nodi con onde alte 11 piedi – dicono dall’equipaggio – Supponiamo che lei sia l’unica sopravvissuta al naufragio e che le altre 44 persone siano annegate. Siamo profondamente sconvolti”.

La bimba   salvata ai medici: “Con me c’era mio fratello

La bambina ai medici ha raccontato su quel barchino, partito circa 4 giorni da Sfax in Tunisia e colato a picco, c’era anche il fratello più grande. Il papà, invece, si troverebbe ancora in Tunisia, in attesa anche lui di salpare e affrontare la traversata del Mediterraneo.

Nell’area del naufragio proseguono le ricerche delle motovedette di Guardia costiera e Capitaneria di porto alla ricerca di eventuali altri dispersi o cadaveri. Ricerche al momento senza esito.

Mediterranea: “Altre 3 imbarcazioni a rischio naufragio, sos Alarm Phone inascoltati”

Lancia appelli -apprendiamo  Mediterranea Saving Humans  che rivela :  “almeno altri tre naufragi potrebbero essersi verificati nei giorni scorsi lungo la rotta tra le coste tunisine e Lampedusa“, ricordando l’sos lanciato da Alarm Phone lo scorso 2 dicembre quando l’ong ha segnalato prima la sparizione di due barche con 45 e 75 persone a bordo, partite rispettivamente il 27 e il 30 novembre dalla Tunisia. Il 4 dicembre sempre Alarm Phone ha segnalato un’ulteriore imbarcazione con altre 45 persone dispersa dal 30 novembre. “Alarm Phone ha immediatamente comunicato tutte le informazioni in suo possesso alle autorità competenti nell’area, cioè ai centri di soccorso di Tunisia, Malta e Italia, ma nessun riscontro è stato da loro fornito“……

Record-incubo di sbarchi a Lampedusa, altri 500 migranti nella notte

Sbarchi a Lampedusa. Mattarella: maggiore impegno di Ue e Italia - Vatican  News

Lampedusa

Sbarchi a non finire nella notte sull’isola di Lampedusa, dove sono arrivati complessivamente quasi 500 migranti.  Un vero incubo ormai per l’isola. Nel primo sbarco, intorno a mezzanotte,apprendiamo, sono arrivate 27 persone di nazionalità tunisina, precedute da altre sei persone scortate poco prima in porto. Subito dopo sono sbarcati in 56, tra cui 5 donne, di nazionalità eritrea ed egiziana. Con il terzo sbarco sono arrivati 48 migranti, tra cui un minore. Provengono dall’Egitto e Bangladesh. Nel quarto sbarco, prima dell’una, sono arrivate 52 persone, tra cui 5 donne e 3 minori. Provengono da Bangladesh, Egitto, eritrea, Sudan e Pakistan.

Dopo ancora sono arrivati 56 migranti, tra cui 16 donne e 3 minori. Si apprende infine che poco prima delle tre, sono arrivati in 84, tra cui 5 minori e una donna.  Successivamente, sono sbarcate 45 persone, tutti uomini. Poco dopo le cinque del mattino sono arrivate 55 persone, tutti uomini, provenienti dal Bangladesh, Egitto e Siria.

Conteggio dei migranti allo stato attuale: sono 788   quelli  presenti all’hotspot dell’isola. Tra loro ci sono 16 minori non accompagnati. Oggi è previsto il trasferimento di 148 migranti che verranno portati in nave a Porto Empedocle (Agrigento).   La storia si ripete quotidianamente.

Ancora sbarchi a Lampedusa. Salvati dalla Finanza 347 migranti di varie nazioni

Migranti, naufragio al largo di Lampedusa: i 31 a bordo salvati dalla Guardia di finanza - Il Fatto Quotidiano

 

 

Lampedusa. Ancora migranti in arrivo.Poco dopo mezzanotte- si apprende -347 tra siriani, pakistani, egiziani e bengalesi sono sbarcati a Lampedusa. A soccorrere il peschereccio di 25 metri, salpato da Zuara in Libia, una motovedetta della guardia di finanza e della Capitaneria di porto. Le  unità navali non si sono limitate a “scortare” l’imbarcazione in difficoltà: hanno infatti affiancato il peschereccio  facendole da “scudo” per impedire che il mare  la rovesciasse o che qualcuno cadesse in acqua. 

I profughi, una volta sbarcati , hanno raccontato d’aver pagato da 4 mila a 8 mila euro a testa per la traversata in mare. 

Lampedusa, migranti su barchini di lamiera e la Guardia di Finanza che soccorre i naufraghi

 

La distanza che separa le coste del Nord Africa da Lampedusa,  una tomba di migliaia di vite umane..  La Guardia di finanza  della Sezione operativa navale (Senaguarfi) di Lampedusa, istituita dal Corpo tre anni fa sulla più grande delle Pelagie in virtù della richiesta del capitano Edoardo Anedda, è in continua attività di salvezza. Si apprende anche che vi sono velivoli delle varie amministrazioni dello Stato e di Frontex che effettuano continue ricognizioni aero-marittime per segnalare imbarcazioni con migranti in navigazione verso l’isola, ma anche eventuali situazioni sospette”.

 Ammassati su barchini di lamiera con una linea di galleggiamento ridottissima affrontano i migranti il mare. Devono stare tutti seduti. Perché la barca non affondi con lo squlibrio
Migranti che decidono di cambiare vita – è la loro speranza – ma il più delle volte sono vittime dei trafficanti di esseri umani e adesso anche dei ‘pirati’ del mare, pronti ad assaltare i natanti carichi di naufraghi per rubare loro il motore e quei pochi beni che hanno al seguito. Lo sanno bene anche gli uomini e le donne della Sezione operativa navale di Lampedusa, perché accanto al soccorso e all’assistenza alle carrette del mare, la Guardia di Finanza non smette un secondo di svolgere la sua preziosa attività ..