Scarcerati finalmente- Alberto Trentini e Mario Burlò, stavano in una cella sporca di feci e infestata di zanzare e scarafaggi Nessuno ha capito ancora perchè erano stati arrestati

 

 

Roma,

Felicità e liberazione ha accolto  la notizia della scarcerazione di Alberto Trentini e Mario Burlò in America Latina ed in Italia.

A Venezia le campane hanno risuonato a festa in tutte le chiese svegliando la città. Il Presidente della Repubblica Mattarella telefona alla famiglia per condividere la loro felicità dopo la passata sofferenza.Grandissime la commozione, la felicità e le lacrime di gioia dei genitori di trentini, Armanda Colussi ed Enzo Trentini che dopo 423 giorni di angoscia hanno potuto parlare col figlio, che si trovava in sicurezza all’Ambasciata d’Italia a Caracas. L’aereo che lo riporterà a casa è già decollato da Ciampino.

Non si è finora compreso bene il motivo che abbia spinto le autorità locali ad arrestare Trentini. Ce lo dirà in seguito lui stesso .Sappiamo che è colllaboratore dell’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, Trentini era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito. La conferma ufficiale della sua detenzione era stata fornita all’Ambasciata d’Italia solo dopo due mesi. Prima di Alberto Trentini era liberato Mario Burlò, imprenditore piemontese detenuto dal novembre 2024 con generiche accuse di terrorismo dopo essere entrato via terra dalla Colombia. Burlò che in carcere ha conosciuto Alberto Trentini ha raccontato numerosi particolari della detenzione di entrambi.

“Nel penitenziario Rodeo – ha affermato – si stava sempre nella cella, tranne un’ora al giorno per andare al corridoio esterno dove si vede il cielo. Per portarti lì le guardie ci ammanettavano e mettevano un cappuccio sulla testa. Quando è arrivato, Alberto era sconvolto. Io e lui avevamo attacchi di ansia, per cui il servizio infermeria ci dava delle pillole antidepressive. Ma Mario era più controllato e riusciva a rimanere calmo”. Burlò, che è dimagrito 30 chili, descrive le celle come “un freezer d’inverno e un forno d’estate. Le zanzare ci divoravano. Ogni cella misura quattro metri per due, che diventano uno perché su un lato c’è la branda a castello. Ci sono sei passi dalla porta al fondo. Mentre “il bagno é un buco per terra, sporco di feci e infestato di scarafaggi”.

La Farnesina, sta facendo pressioni per la liberazione di tutti gli altri 20 italiani detenuti in Venezuela. La liberazione dei detenuti politici stranieri segna una parziale evoluzione nel tentativo di normalizzazione della neo Presidente ad interim Delcy Rodriguez.

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Netanyahu “obiettivo è liberare la Striscia di Gaza e disarmare Hamas”

 

 

l premier israeliano, Benjamin Netanyahu,  a Gerusalemme ha diffusoIl nostro obiettivo non è occupare Gaza, ma è liberarla, liberarla da Hamas”. 

“Io non voglio prolungare la guerra, voglio porre fine alla guerra: Hamas non ha dato alcun segnale di voler liberare gli ostaggi – ha aggiunto -. Questo è il nostro piano, visto il rifiuto di Hamas di deporre armi, dobbiamo completare il lavoro, bisogna disarmare Hamas”.

Un piano in cinque, quello illustrato da Netanyahu: “Disarmare Hamas, tutti gli ostaggi liberati, Gaza smilitarizzata, Israele che abbia il controllo sulla sicurezza, un’amministrazione civile pacifica non israeliana: ecco cosa vogliamo, questo è il nostro Piano per Gaza, che è al 75% sotto il nostro controllo. Dovremo smantellare le ultime due roccaforti di Hamas, permetteremo alla popolazione civile di raggiungere le zone di sicurezza, dove ci sarà da mangiare e da bere e saranno al riparo”.

Per Netanyahu – che ha parlato di “un’operazione in due fasi” e ha specificato che “non vogliamo stare a Gaza, nessuno però ci entrerà prima che porremo fine ad Hamas” – lo scopo della conferenza stampa è “diffondere la verità. Aprite gli occhi alle menzogne di Hamas. Questo è il titolo di questa conferenza stampa. Vengono pubblicate e pubblicizzate solo le statistiche di Hamas”, ma in realtà “gli unici che stanno morendo deliberatamente di fame a Gaza sono i nostri ostaggi. Il mio obiettivo è recuperare tutti e 20 gli ostaggi vivi: e possiamo farcela soltanto andando a colpire Hamas”.

“L’intervento sarà rapido con una creazione di zone sicure. Trasferiremo i civili per evitare ci siano vittime: i tempi saranno brevi, perchè vogliamo porre fine alla guerra. L’obiettivo – ha ribadito – è smantellare Hamas”.

 

 

 

 

Mattarella:” I valori della Resistenza che si opponevano al conflitto nato come aggressione alla libertà di un popolo, sono sempre attuali…”

 

 

I pranzi informali tra Mattarella e Meloni e i temi di cui ...

 

 

Prima l’omaggio all’Altare della Patria, poi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi  ha fatto tappa anche  a Genova in occasione dell’80esimo anniversario della Liberazione.

Dalla Liguria è venuta una forte lezione sulla moralità della Resistenza, sulle ragioni di fondo che si opponevano al dominio dell’uomo sull’uomo, si opponevano a un conflitto nato non per difendere la propria comunità ma come aggressione alla libertà di altri popoli”, ha affermato il presidente il capo dello Stato sottolineando come sia “sempre tempo di Resistenza, ecco perché sono sempre attuali i valori che l’hanno ispirata“.

Non si può essere in pace soltanto per alcuni. Benessere per pochi, lasciando miseria, fame, sottosviluppo, guerre, agli altri. È la grande lezione che ci ha consegnato Papa Francesco”, ha detto ancora Mattarella ricordando: ”E’ nella Resistenza, nei suoi valori di libertà e democrazia, che affonda le radici la nostra Repubblica. Ed è sulla base di questi valori che è nata l’Europa come grande spazio di pace” .

Meloni: “La Nazione onora la sua ritrovata libertà”

Afferma la premier G.Meloni : “Oggi l’Italia celebra l’ottantesimo anniversario della Liberazione. In questa giornata, la Nazione onora la sua ritrovata libertà e riafferma la centralità di quei valori democratici che il regime fascista aveva negato e che da settantasette anni sono incisi nella Costituzione repubblicana“..

La democrazia – aggiunge la premier – trova forza e vigore se si fonda sul rispetto dell’altro, sul confronto e sulla libertà e non sulla sopraffazione, l’odio e la delegittimazione dell’avversario politico. Oggi rinnoviamo il nostro impegno affinché questa ricorrenza possa diventare sempre di più un momento di concordia nazionale, nel nome della libertà e della democrazia, contro ogni forma di totalitarismo, autoritarismo e violenza politica“.

CECILIA SALA E LO “SPOT PUBBLICITARIO” DELLA MELONI CHE DOVRA’-FRA POCHI GIORNI- LIBERARE L’ING ABEDINI

 

L'abbraccio di Cecilia Sala con i genitori a rientro a Roma

 

 

Si chiude il capitolo della prigionia della cronista, ma la complessa vicenda che ha tenuto l’Italia col fiato sospeso e che ha portato alla sua liberazione non sarebbe ancora “del tutto conclusa”:

Occhi puntati all’affaire Mohammad Abedini, l’ingegnere iraniano 38enne arrestato all’aeroporto di Malpensa lo scorso 16 dicembre dalla Digos: una storia che inevitabilmente si intreccia con quella della giornalista italiana,anche see l’Iran abbia smentito un collegamento tra i due casi.

Il ruolo decisivo dell’Aise e investigatori segreti

Nel breve comunicato diffuso da Palazzo Chigi si parla di un “intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence” per ottenere la liberazione di Cecilia Sala da parte delle autorità iraniane. E’ l’Aise, il servizio di sicurezza estero guidato Gianni Caravelli (volato a Teheran con l’aereo di Stato per recuperare la giornalista) a giocare un ruolo decisivo nelle trattative.

La Presidente del Consiglio ha espresso ” gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile” il ritorno di Sala. E informa personalmente i genitori della giornalista, Renato Sala ed Elisabetta Vernoni, insieme ai quali attenderà il rientro della cronista all’aeroporto di Ciampino: presenti anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, oltre al fidanzato di Sala, il giornalista de Il Post Daniele Raineri.

 Cecilia Sala rientrata a casa

Solo in serata Cecilia Sala, una volta rientrata a casa dopo essere stata ascoltata dai carabinieri del Ros sulla sua carcerazione in Iran, dirà poche parole: “Ringrazio tutti quelli che mi hanno tirato fuori”.

Abedini e l’intrigo internazionale

I riflettori ora restano accesi su Abedini, che rappresenta l’altra ‘faccia’ della vicenda del caso Sala. Il quotidiano statunitense Wall Street Journal scrive infatti che “nel quadro dell’accordo” che ha consentito la liberazione della giornalista “ci si aspetta che l’Italia rilasci l’imprenditore iraniano Mohammad Abedini”, che gli Stati Uniti hanno chiesto di estradare con l’accusa di aver fornito tecnologia per droni ai militari iraniani.

Secondo gli  Usa  Abedini dovrebbe essere rilasciato dal carcere milanese di Opera con uno “slittamento di tempi, ma possibilmente nei prossimi giorni”.

Un passo che il ministro della Giustizia Carlo Nordio può ordinare. Ieri il Guardasigilli si è recato a Palazzo Chigi per incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, smentendo però le indiscrezioni secondo le quali al centro del colloquio ci fosse il nodo Abedini: “Nell’incontro con le forze di maggioranza si è discusso della riforma costituzionale della separazione delle carriere e in merito ai problemi legati all’applicativo App Giustizia”. .

UN  GRANDE  SPOT PUBBLICITARIO  PER LA MELONI (CHE DOVREBBE RINGRAZIARE IN REALTA’ L’ING. ABEDINI )

 

Dell’intera vicenda conclusasi felicemnete tuttavia resta un interrogativo: ma quali erano le accuse contro la reporter italiana?          Aspettiamoci la liberazione ora del genio dei droni, Abedini usato nell’ombra come smezzo di scambio umano ,nella riservatezza possibile,  dagli investigatori italiani.   Un’occasione pubblicitaria e di paternità che la Meloni non avrebbe  voluto perdere..

Spirale di violenza criminale nell’Ecuador. Assalto terroristico negli studi di TC Television costringendo i giornalisti a mettersi in ginocchio

 

 

E venne l’ora dell’ Ecuador . Un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto irruzione sul set di una trasmissione televisiva in diretta, aprendo il fuoco e costringendo lo staff faccia a terra prima che fossero interrotte le trasmissioni. L’assalto è avvenuto alle 14.40 negli studi di Tc Television nella città orientale di Guayaquil. Alcuni giornalisti hanno avvertito la polizia tramite i social.         Nella città di Guayaquil, l’ordine pubblico sembra sfuggire alle forze armate dove da mesi avvengono saccheggi e violenze

Siamo in diretta perchè si sappia che non si scherza con la mafia”, ha dichiarato il gruppo terroristico Gli assalitori hanno poi lasciato la sede televisiva, con la polizia che è arrivata una mezz’ora dopo l’inizio dell’assalto. La polizia ha reso noto su X che lo studio televisivo era stato liberato.Un giornalista – si è appreso-  è riuscito a mettersi in contatto con l’agenzia Afp: «Per favore, sono venuti per ucciderci. Dio non permettere che ciò accada. I criminali sono in onda».

La polizia sarebbe riuscita ad arrestare il gruppo di incappucciati e liberare gli ostaggi inginocchiati

L’assalto è avvenuto a seguito del decreto del presidente Daniel Noboa di uno stato d’emergenza di 60 giorni con l’imposizione del coprifuoco, in seguito all’evasione da un carcere di Guayquil di “Fito” leader dei Choneros, una delle gang di narcotrafficanti che hanno precipitato il Paese in una situazione di grave insicurezza e spirale di violenza criminale.

In seguito all’assalto alla sede televisiva, Noboa ha firmato un ordine esecutivo dichiarando “l’esistenza di un conflitto armato interno”. Diverse gang criminali sono state inserite in una lista di “organizzazioni terroriste”. Nel decreto si ordina alle Forze Armate di “effettuare operazioni militari” nel rispetto del diritto internazionale e nel rispetto dei diritti umani con l’obiettivo di “neutralizzare” i gruppi armati.

Il Sindaco Orlando: “Se la mafia non governa Palermo lo si deve anche a Piersanti Mattarella che ha contribuito alla liberazione della città…”

 

Il messaggio di Piersanti Mattarella ai giornalisti: "Lavorare con più  coraggio per una immagine nuova della Sicilia"
Piersanti Mattarella ucciso dalla mafia.

 

PALERMO

 

Sono passati quarantadue anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella e sono ancora troppe le zone d’ombra di un’uccisione che ha segnato la storia del nostro paese.  Mattarella è stato vittima di un potere criminale-mafioso legato a doppio filo con l’eversione fascista e con alleanze locali e internazionali. Per Mattarella il compromesso storico, interrotto col sequestro e il delitto di Aldo Moro, rappresentava la convinzione di un dialogo, della condivisione di un percorso che in quegli anni sarebbe stato rivoluzionario. Piersanti Mattarella è stato un rivoluzionario perché richiamava il primato della politica unito all’etica in un periodo storico in cui il volto del potere criminale si identificava con quello delle istituzioni.

Ed è questo uno dei tanti valori che ci lascia, ovvero il rispetto per il primato della politica intesa nel suo più alto valore, come servizio ai cittadini, senza biechi compromessi, senza paure o infingimenti, avendo come unica guida la nostra Costituzione. Se oggi la mafia non governa Palermo lo si deve anche a Piersanti Mattarella che ha contribuito al cammino di liberazione della città e al suo cambiamento culturale. Anche per questa ragione, a distanza di quarantadue anni, non dobbiamo arrenderci ma cercare verità e giustizia”.

Lo ha detto il sindaco Leoluca Orlando che domani, giovedì 6 gennaio, parteciperà in via Libertà alla cerimonia commemorativa del 42mo anniversario dell’omicidio di Piersanti Mattarella.

Attesa alle 14 a Ciampino Silvia Romano per essere ascoltata dalla Procura di Roma sui dettagli del rapimento

 

chi e silvia romano
 –   Silvia Costanza Romano 

Attesa per le 14 di oggi all’aeroporto di Ciampino,Silvia Romano, finalmente libera a più di un anno e mezzo dal rapimento in Kenya a Chakama per mano di al-Shabaab….Sarà il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ad accoglierla dopo il volo dalla Somalia, dove è stata rilasciata.

Silvia Romano è milanese e ha 25 anni anni.  Come  la volontaria dell’associazione Africa Milele Onlus una piccola organizzazione. Silvia era stata sequestrata alle 20 di martedì 20 novembre nella contea di Kilifi, in Kenya

Silvia si è laureata pochi mesi prima del sequestro, nel febbraio 2018, in una scuola per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale con una tesi sulla tratta di esseri umani.     La sua passione è anche il fitness: aveva iniziato a lavorare nella palestra ‘Pro Patria 1883’ di Milano per poi passare alla ‘Zero Gravity’, dove uno dei responsabili la ricorda come una ragazza che “ama i bambini, la ginnastica” ed è “portata ad aiutare la gente”.

Da collaboratrice-istruttrice aveva tenuto anche un campus estivo per i bambini.

Aveva lanciato una raccolta fondi per ampliare la struttura e accogliere un maggior numero di bambini che vivono attualmente nella discarica di Mombasa in condizioni estremamente pericolose per la loro salute    Subito dopo il ritorno in Italia,  e poi la ripartenza per Malindi, lì vicino.. 

Il progetto principale dell’associazione è la costruzione di una casa orfanotrofio in grado di ospitare 24 bambini orfani di entrambi i genitori.        All’interno della struttura è stato progettato un impianto fotovoltaico per sopperire alla totale mancanza di corrente elettrica.

La liberazione grazie a un’operazione congiunta dell’intelligence italiana e turca

La 24enne è anche attesa alla  Procura di Roma per essere ascoltata sulla vicenda dai pubblici ministeri che hanno aperto un fascicolo  sul sequestro della giovane  per finalità di terrorismo.
Si apprende c he il colloquio con i pm verrà effettuato nel rispetto delle normative legate all’emergenza coronavirus. Ric orderemo che la  cooperante, che collaborava con la onlus marchigiana ‘Africa Milele’, era stata rapita il 20 novembre 2018 da un commando di uomini armati nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri a ovest di Malindi, in Kenya mentre seguiva un progetto di sostegno all’infanzia.

Altri dettagli sul rapimento verranno fuori dopo l’interrogatorio con la Procura..

Oggi 74 anniversario del ritorno dell’Italia alla Libertà dopo una guerra combattuta a fianco di Hitler

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74 anniversario per la Festa della Liberazione . Mattarella ha aggiunto altri punti essenziali della giornata.”Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico“.

“Se oggi, in tanti, ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri. La libertà nostra e delle future generazioni”, ha spiegato il Capo dello Stato. “Sono particolarmente lieto di essere a Vittorio Veneto, per celebrare qui la Festa della Liberazione, in questo luogo caro all’Italia, che vide i nostri soldati segnare la conclusione vittoriosa della Prima guerra mondiale, sancendo così il compimento dell’unità territoriale italiana – ha aggiunto Mattarella -. Unità territoriale che corrispondeva all’unità morale e spirituale dell’Italia, all’aspirazione a una Patria libera e indipendente”.

Oggi tutti quei soldati del 99, cavalieri di Vittorio Veneto, non ci sono più. Di loro ammiriamo le medagliette al valore ereditate dai nostri valorosi nonni combattenti ...