Oggi l’incontro tra Trump e Zelensky. Il presidente ucraino: “la Russia continua a distruggere vite umane”

La svolta di Zelensky: «Pronto a negoziati diretti con Putin»

 

 

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) –

Un altro importante incontro è previsto oggi tra i leader europei e Trump.La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si trova a Washington per partecipare all’incontro con il presidente americano Donald Trump, quello ucraino Volodymyr Zelensky e con gli altri leader europei.

L’inizio del bilaterale tra il presidente Usa e Zelensky è in programma alle 13.15 (le 19.15 in Italia). Alle 14.15 (le 20.15 in Italia), Trump saluterà i leader europei, con i quali ci sarà una foto di famiglia. Infine, alle 15 (le 21 in Italia) è in agenda l’incontro multilaterale.

ZELENSKY “la Russia continua a distruggere tante vite umane”

“Volodymyr Zelensky afferma . “La Russia non dovrebbe ricevere alcuna ricompensa per questa guerra”. Volodymyr Zelensky, in un post su Telegram. “La macchina militare russa continua a distruggere vite nonostante tutto. Putin ucciderà in modo vistoso per continuare a fare pressione sull’Ucraina, sull’Europa e per umiliare gli sforzi diplomatici”, ha precisato il capo dello Stato ucraino. “Ecco perché attendiamo con ansia l’aiuto per fermare le uccisioni. Ecco perché sono necessarie garanzie di sicurezza affidabili. Ecco perché la Russia non dovrebbe ricevere alcuna ricompensa per questa guerra. La guerra deve finire. Ed è Mosca che dovrebbe sentire lo stop”.

RAID RUSSI IN UCRAINA…

Non si fermano gli attacchi aerei russi in Ucraina, a poche ore dal vertice fra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca. Droni e missili hanno colpito la città di Karkiv. Il Governatore locale parla di almeno quattro persone uccise, tra cui una bimba di 18 mesi ed un giovane di 16 anni. Sarebbero una ventina i feriti.

Incontro trilaterale, Italia presente con la Meloni che accoglie Vance e Ursula Von der Leyen

 

Trilaterale tra Giorgia Meloni, il vicepresidente degli Stati Uniti d'America JD Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - (Afp)

 

 

 

La premier Giorgia Meloni ha accolto a Palazzo Chigi il vicepresidente degli Stati Uniti d’America JD Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per un incontro trilaterale.

Presente anche il Segretario di Stato Usa Marco Rubio. Meloni, Vance e Von der Leyen hanno fatto brevi dichiarazioni stampa seduti al tavolo allestito nel cosiddetto salotto giallo al primo piano del palazzo dove la presidente del Consiglio riceve ospiti e delegazioni.

Sappiamo quanto è importante la relazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti per un Occidente forte, per la nostra civilizzazione” e “anche per le nostre relazioni economiche, che valgono il 30% dell’intercambio mondiale”, ha detto la presidente del Consiglio, sottolineando che “ci sono molte questioni da discutere, ci sono dei problemi che vanno superati, ma sappiamo quanto le relazioni tra Europa e Stati Uniti siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere chiaramente la sua unità, che vuole mantenere la sua forza, che deve essere ancora in grado di disegnare la rotta”.

 

— Giorgia Meloni
“Ci sono alcuni temi che sono competenze della Commissione, quindi il ruolo dell’Italia è di favorire un dialogo franco e aperto. Ma sicuramente voglio ringraziare i miei due interlocutori per aver offerto questa occasione”, ha proseguito la presidente del Consiglio, che in un post su X ha parlato di “un confronto costruttivo. L’Italia intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti: due realtà chiamate ad affrontare insieme le grandi sfide globali”. “Libertà, democrazia e centralità della persona sono i valori comuni su cui costruire un futuro più sicuro, prospero e stabile”, scrive Meloni, dicendosi “orgogliosa di questo passo in avanti per l’unità dell’Occidente“.

Ieri, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump per parlare della crisi ucraina, anche in vista dell’annunciata telefonata tra il presidente Usa ed il leader russo Vladimir Putin.

 

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “L’ITALIA NON HA PARTECIPATO AL GRUPPO DEI VOLENTEROSI MA NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A o B”

 

Abbiamo parlato degli sforzi comuni per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. Se oggi ci sono le condizioni perché si svolgano colloqui di pace è grazie alla tenacia del popolo ucraino ma anche al sostegno dell’Occidente. Non c’è stato

 Così la premier Giorgia Meloni, al termine dell’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Palazzo Chigi.  A Istanbul l’incontro Zelensky-Putin, ma è comunque positivo che le delegazioni si siano viste, grazie anche all’azione della Turchia e dell’America. Ci auguriamo che sia un primo passo per un processo di pace giusta e duratura che tenga conto delle necessarie garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Noi dobbiamo continuare a insistere da questo punto di vista e consentitemi, anche da questo punto di vista, di esprimere apprezzamento per le parole di Sua Santità Papa Leone XIV che ha anche messo a disposizione la Santa Sede come sede per eventuali ulteriori negoziati di pace”, ha aggiunto.

“Per quello che riguarda le parole del presidente Macron, non posso che prendere atto del fatto che l’invio delle truppe non è più un tema di discussione, perché come si sa ho varie volte espresso la mia perplessità rispetto all’efficacia di un’iniziativa di questo tipo. Particolarmente nel momento in cui tutti quanti lavoriamo su una priorità, che è quella di un cessate il fuoco incondizionato, priorità che si accompagna alla necessità di continuare a sostenere l’Ucraina nella sua capacità di difendersi – ha proseguito il presidente del Consiglio – Nel caso in cui si dovesse riuscire finalmente ad arrivare a un serio tavolo delle trattative per una pace in Ucraina, c’è la questione delle garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Queste sono le priorità indipendentemente dai formati, soprattutto nel momento in cui l’ipotesi dei soldati pare sia tramontata, e a maggior ragione noi continuiamo a essere disponibili, come siamo sempre stati, a partecipare a qualsiasi formato con i nostri partner europei e occidentali per raggiungere l’obiettivo di una pace giusta e duratura. Forse è necessario in un momento delicato come questo abbandonare un po’ i personalismi che rischiano di minare una unità dell’Occidente che è stata fondamentale e rimane fondamentale per risolvere il conflitto in Ucraina”.

 Questo il pensiero del  cancelliere tedesco, Friedrich Merz al termine dell’incontro con la premier Giorgia Meloni, alla domanda se avesse chiesto a Meloni i motivi della mancata partecipazione dell’Italia alla coalizione dei volenterosi.“

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “NELL’UE NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A   o B ..

Vogliamo approfondire questo formato nelle prossime settimane, un formato nato come E3. Nei colloqui dei giorni scorsi con Zelensky ho coinvolto la Polonia perché è davvero così vicina a questo conflitto, ma l’Italia deve svolgere un ruolo e ci saranno dei colloqui nell’Ue nei prossimi giorni in modo che ci sia un coinvolgimento dell’Italia per la soluzione di questo conflitto. Non possiamo farci separare, nella Ue non ci sono membri di serie A e di serie B, non ci sono differenze in quello che vogliamo fare insieme affinché questa guerra finisca quanto prima e l’Italia può e deve dare un contributo”.

Il vicepresidente Usa Vance a Roma, in un incontro con la “fantastica” Meloni

 

Il vice presidente degli Stati Uniti JD Vance e Giorgia Meloni - (Afp)

 

 

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è oggi, venerdì 18 aprile, a Roma per l’annunciata visita in Italia e in Vaticano, insieme alla moglie Usha e i tre figli. La prima tappa è stata Palazzo Chigi dove Vance ha trascorso due ore tra per il bilaterale con Giorgia Meloni e poi un pranzo di lavoro. Il vice di Trump e il corteo di auto al seguito ha quindi lasciato piazza Colonna, proseguendo per via del Corso. Nel pomeriggio la messa del Venerdì Santo a San Pietro, presieduta dal delegato del Papa, il cardinale Claudio Gugerotti.

Vance a Palazzo Chigi

Il vicepresidente Usa si è recato a Palazzo Chigi per il bilaterale con la premier Giorgia Meloni.

Prima di passare in rassegna il picchetto d’onore’, Giorgia Meloni ha salutato Vance con un “I’ve been missing you… Mi sei mancato”. “Sono felice di accogliere qui il vicepresidente degli Stati Uniti Vance che non vedo da un sacco di tempo…”, ha poi scherzato Meloni, sottolineando come con il vice di Trump, nella serata di ieri c’era già stata occasione di incontro allo studio ovale della Casa Bianca, durante la trasferta del premier italiano a Washington.

E’stato un incontro fantastico’, ha detto la premier che, poi, ha aggiunto: “Io credo che l’Italia possa essere un partner estremamente importante nell’Europa e nel Mediterraneo. C’è un rapporto privilegiato” degli Usa ‘con noi”’. “Questa sua presenza oggi qui è un’altra grande occasione per rafforzare la nostra cooperazione bilaterale”.

Quindi, usando la lingua inglese, la premier conclude: “Voglio aggiungere che sono fiera che tu abbia deciso di passare a Roma la Pasqua”. Vance ha fatto sapere che sia lui che sua famiglia non vedono l’ora di trascorrere il weekend di festa  nella Capitale

Apprezzo la nostra amicizia, sia quella tra le nostre nazioni che tra noi personalmente”, ha dichiarato Vance a Giorgia Meloni una volta arrivato a Palazzo Chigi. Dopo aver scherzato sulla scelta della leader di Fratelli d’Italia di parlare in italiano (“anche se mi avesse insultato lo avrebbe fatto nella lingua più bella immaginabile”), Vance ha riportato i saluti di Donald Trump “a lei e a tutti gli italiani” e ha annunciato di voler “aggiornare” la premier sugli sviluppi nei negoziati tra Russia e Ucraina e su “alcune delle cose che sono successe anche nelle ultime 24 ore”. “Non voglio dare giudizi affrettati – ha aggiunto – ma siamo ottimisti di poter far finire questa guerra brutale”.

Dopo il bilaterale, pranzo di lavoro (a base di pesce) tra Vance e Meloni, a cui si sono aggiunti i vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.

L’Italia non invierà truppe italiane in Ucraina al di fuori di una missione Nato Questa la linea del governo al summit francese

 

 

Effetto Trump, tensione alle stelle in Ue. Meloni a Macron ...

 

 

L’Italia non i nvierà  truppe italiane al fronte in Ucraina al di fuori di una missione Nato; Ue e Stati Uniti lavorino insieme per costruire garanzie solide e durature per Kiev, all’interno di una ‘cornice’ euro-atlantica e sulla base di un modello che ricalchi l’articolo 5 della Nato.

Alla vigilia del vertice del ‘volenterosi’, in programma oggi all’Eliseo a Parigi, Giorgia Meloni ha convocato una riunione a Palazzo Chigi con i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani (quest’ultimo in video-collegamento dal Friuli Venezia Giulia) e il ministro della Difesa Guido Crosetto per fare il punto della situazione e per definire la linea che l’Italia porterà al summit francese.

Il vertice è durato circa un’ora e – arriva dopo le tensioni degli ultimi giorni tra Lega e Forza Italia sul fronte della politica estera, che hanno visto i due vicepresidenti del Consiglio, Salvini e Tajani, protagonisti di un botta e risposta a distanza. E, in serata, da Palazzo Chigi sono state intanto smentite “categoricamente” le indiscrezioni su un invito della premier a moderare i toni per non fare il gioco delle opposizioni.
“Meloni non ha mai intimato ai vicepresidenti Tajani e Salvini di ‘abbassare i toni’, come alcuni media hanno erroneamente riportato. L’incontro, come da nota diffusa dopo la conclusione, ha al contrario confermato la salda convergenza dei leader sui temi trattati”, assicurava l’ufficio stampa della presidenza del Consiglio.

Ue, Meloni: “Ventotene non è la mia Europa”. Sospesa due volte la seduta in una Camera ad alta tensione

 

Giorgia Meloni - Fotogramma /Ipa

Toni accesissimi a Montecitorio dopo le critiche della premier al testo di Spinelli, Rossi e Colorni al confino nel 1941. Dai banchi della minoranza le urla: “Si vergogni, no al fascismo”. Via libera della risoluzione della maggioranza sul Consiglio

Toni accesissimi in Aula a Montecitorio dopo l’attacco della premier Giorgia Meloni al Manifesto di Ventotene, il testo per la nuova Europa scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni nel 1941 confinati dai fascisti presso l’isola delle Pontine. Seduta sospesa due volte e opposizioni sul piede di guerra in una giornata che ha registrato una escalation di tensione alla Camera.

L’Aula della Camera ha votato, inoltre, a favore della risoluzione di maggioranza, presentata dopo le comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo del 20 e 21. Il testo della maggioranza ha incassato 188 voti a favore, no 125 e 9 gli astenuti. Bocciate le altre cinque risoluzioni a firma delle opposizioni: del partito democratico, del M5S, di Avs, Italia Viva e Azione. Alcune di queste sono state votate per parti separate, per richiesta dei gruppi firmatari.

Non mi è chiarissima l’idea d’Europa alla quale si fa riferimento -dice la premier alla fine del suo intervento, dopo aver ribadito la linea che terrà al Consiglio Ue del 20 e 21 marzo – anche in quest’aula è stato richiamato da moltissimi partecipanti il Manifesto di Ventotene: ora io spero che tutte queste persone in realtà non abbiano mai letto il manifesto di Ventotene perché l’alternativa sarebbe francamente spaventosa…”.

 Parole che arrivano in chiusura del suo intervento alla Camera, che segneranno l’inizio delle tensioni in Aula, con una doppia sospensione dei lavori decisa dal presidente Fontana. Meloni si dilunga sulla disamina di alcune parti del documento, che vuole citare ad una ad una. Tra i brani letti l’Aula ascolta ‘la rivoluzione europea per rispondere alle nostre esigenze dovrà essere socialista’, con tanto di chiosa della premier (“e fino a qui vabbè…”) e ancora: ‘La proprietà privata deve essere abolita, limitata…'”. Le opposizioni iniziano a rumoreggiare, si distingue Federico Fornaro, deputato del Pd e autore di un saggio su Matteotti che si fa sentire.

Ma Meloni incalza, citando un nuovo passaggio: ‘La politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria’, è un altro virgolettato citato. Il manifesto, legge sempre Meloni, conclude: ‘Il partito rivoluzionario attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto, non da una preventiva consacrazione da parte dell’ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna’ e ancora ‘attraverso questa dittatura del partito si forma il nuovo stato e attorno a esso la nuova democrazia’.

Bagarre alla Camera, ira opposizioni contro la premier: “Si vergogni”

Quanto basta per scatenare la bagarre finale in Aula, con il presidente Fontana costretto a sospendere i lavori, ma la sosta non placa gli animi e le opposizioni, alla ripresa della seduta alla Camera, attaccano a testa bassa.

A prendere la parola per primo, sull’ordine dei lavori, è il vicecapogruppo di Avs, Marco Grimaldi: “Ci sentiamo profondamente offesi e indignati”, inizia il deputato rossoverde, che poi attacca per il “fatto gravissimo”: “Questo Paese, questa democrazia, questa Costituzione è nata anche a Ventotene. Quegli uomini e quelle donne parlavano dal confine, da una dittatura, in questo Paese o eri suddito o eri ribelle. E’ anche grazie a loro se siete e se siamo liberi”.

A Grimaldi fa eco proprio Fornaro: “Quello che è avvenuto lo riteniamo un fatto grave nei confronti del Parlamento, della storia di questo Paese”. Il manifesto di Ventotene, spiega l’esponente dem, non è “l’inno alla dittatura del proletariato, è l’inno dell’Europa federale, contro i nazionalismi che sono stati il cancro che nel Novecento ha prodotto due guerre mondiali”. Per Fornaro, questo è un oltraggio alla “memoria di Altiero Spinelli, considerato il padre dell’Europa, di Ernesto Rossi, di Eugenio Colorni”. “Si inginocchi la presidente del Consiglio davanti a loro, altro che dileggiarli. Vergogna, vergogna, vergogna”, conclude il deputato dem.

Credo che alle gravissime parole che la presidente Meloni, un oltraggio alla nostra democrazia, la risposta migliore sia stata data dal presidente Mattarella“.

E’ l’inizio dell’intervento di Alfonso Colucci, del Movimento 5 stelle, che poi ricorda le parole del capo di Stato direttamente a Ventotene, mettendo l’accento soprattutto sulla parte in cui Mattarella disse che era “il fascismo” ad aver mandato “qui diverse persone per costringerle a non pensare o quantomeno per evitare che seminassero pericolose idee di libertà”. “Quanto abbiamo sentito oggi in quest’aula dalla presidente del Consiglio -ribadisce il deputato pentastellato- è un oltraggio. Non c’è spazio in quest’aula per il fascismo e lei dovrebbe per primo alzarsi da quello scranno. Presidente, si vergogni”, tuona Colucci.

Duro il commento di Elly Schlein: “Giorgia Meloni ha deciso in aula di nascondere le divisioni del suo governo oltraggiando la memoria europea. Noi non accettiamo tentativi di riscrivere la storia”. Scrive Matteo Renzi sui social. “La Meloni non ama Ventotene perché la storia di Ventotene dice il contrario della storia di Giorgia Meloni. Le prossime elezioni saranno un referendum tra chi crede nelle idee di Ventotene e tra chi crede in Giorgia Meloni. Noi non abbiamo dubbi su da che parte stare”.

La premier a Bruxelles

Nella serata di mercoledì la premier è tornata sul tema da Bruxelles. “Ho solo letto un testo,un testo si  puà distribuire ma non leggere? È un simbolo del quale ho riletto i contenuti. Non capisco cosa ci sia di offensivo nel leggere il testo. Non l’ho distorto, l’ho letto testualmente. Ma non per quello che il testo diceva 80 anni fa, ma per il fatto che è stato distribuito sabato scorso. Un testo 80 anni fa aveva la sua contestualità. Se lo distribuisci oggi, io devo leggerlo e chiederti se è quello in cui credi” commerta in conclusionee.

L’Europa in maniera concorde ed autonoma- salvo l’Ungheria di Orban che resta isolata e in stato di sudditanza russa e cinese-decide una spesa veloce di 800 miliardi contro le sfide e minacce future

 

 

 

L’Ungheria contro i 26 Pesi europei che hanno fatto un accordo sulla difesa comune. Isolata dunque e non si comprende neppure cosa   esprime il primo ministro Orban, risultato privo di contenuti.

Il consiglio Europeo, riunito in via straordinaria a Bruxelles, è riuscito ad approvare le conclusioni a 27 in materia di difesa comune, in cui i leader affermano all’unisono, tra l’altro, che l’Ue deve diventare “più sovrana”, “più responsabile per la propria difesa” e “meglio equipaggiata per agire e per affrontare in modo autonomo le sfide e le minacce future e immediate”. Non sono però riusciti ad approvare a 27 le conclusioni sull’Ucraina, a causa della ferma opposizione dell’Ungheria di Viktor Orban, che questa volta non ha fatto marcia indietro all’ultimo in cambio di qualcosa, come è successo più volte in passato, ma ha mantenuto la propria contrarietà.

Zelensky, von der Leyen, Costa - Afp
Zelensky, von der Leyen, Costa – Afp

Piuttosto che approvare un testo ammorbidito per venire incontro a Budapest, i leader hanno optato per un testo a 26: da un punto di vista tecnico-giuridico, non si tratta di conclusioni del Consiglio Europeo, ma di un testo allegato alle conclusioni stesse, che è “fortemente sostenuto da 26 Stati membri” su 27. l primo ministro Orban, che è anche il leader con la maggiore anzianità di servizio nel Consiglio Europeo, non sostiene la causa dell’Europa unita.

Per il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, l’Ungheria “si è isolata” dagli altri Stati europei, ma “un Paese isolato”, ha notato, non significa “una Ue divisa”, dato che i 26 Paesi sono “uniti” nel sostegno a Kiev.

Orban afferma di essere dalla parte degli “Usa, Cina e Russia”, , a differenza di Bruxelles.Sull’idea di libertà e dell’eroismo ucraino neanche a parlarne per Orban. Discorso che a lui non  interessa minimamente. Quindi, isolato. E giustamente come afferma Antonio  Costa..

aerei militari francesi Archivi - Pagina 3 di 4 - Aviation ...
GLI AEREI FRANCESI IN GRADO DI LANCIARE “L’ATOMICA” – DI CUI DISPONE IN RILEVANTI QUANTITA’ PARIGI – CHE TANTO IMPENSIERISCONO ORA IL CREMLINO

Lo slovacco Robert Fico, anch’egli inizialmente contrario al testo sull’Ucraina, lo ha poi appoggiato, in cambio di un passaggio sul transito di gas attraverso l’Ucraina (Bratislava, che non ha sbocchi al mare, resta dipendente dal metano via tubo).

Il primo vertice a 27 da quando Donald Trump ha riaperto i canali diplomatici con il Cremlino, dunque, ufficializza la divaricazione delle posizioni sull’Ucraina tra la grande maggioranza degli Stati membri e l’Ungheria di Orban, che confina con il Paese invaso e ha una visione diversa dagli altri sulla Russia di Vladimir Putin.

800 miliardi  per riarmare  – velocemente -l’Europa autonoma ed indipendente dalle due superpotenze

Il leader magiaro si è però unito ai colleghi europei nell’approvare le conclusioni in materia di difesa, in cui i leader appoggiano i pilastri del piano ReArmEu da 800 miliardi di euro (stimati), che dovrebbe aiutare l’Ue a recuperare i decenni perduti e riarmarsi di fronte alla rinascita dell’imperialismo russo e alle pressioni americane, che con il ritorno di Trump si sono fatte più forti che mai.

Si apprende che la  presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso delle riserve, come aveva già fatto il ministro degli Esteri Antonio Tajani,ad es. sul nome scelto dalla Commissione per il piano, dato che, ha osservato, i concetti di “sicurezza” e “difesa” coprono molti più ambiti del mero riarmo, come materie prime, infrastrutture critiche e cyberattacchi.

Meloni e Starmer (Regno Unito): alla ricerca di una pace giusta e duratura in Ucraina

 

Giorgia Meloni e il Primo Ministro della Gran Bretagna Keir Starmer

 

 

“Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rivolgendosi al Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer, nel corso del bilaterale a Downing Street ha affermato : “I.n questo momento è molto importante che ci parliamo, che ci coordiniamo. Grazie per avere convocato il vertice sull’Ucraina. Siamo tutti molto impegnati per l’obiettivo che vogliamo tutti raggiungere, cioè una pace giusta e duratura per l’Ucraina”.
Penso – ha aggiunto – che sia molto, molto importante che evitiamo il rischio che l’Occidente si divida. E penso che in questo il Regno Unito e l’Italia possano svolgere un ruolo importante nella costruzione di ponti”. “Ho proposto una riunione tra gli Stati Uniti e i leader europei perchè se ci dividiamo saremo tutti più deboli”…..

Caso Almasri, la Corte penale internazionale apre il procedimento ,chiede spiegazioni all’Italia sulla liberazione,” entro 30 giorni la risposta”

 

Bandiera della Corte penale internazionale (Fotogramma/Ipa)

Nell’immagine rappresentata la bandiera -simbolo della Corte penale internazionale

 

 

Sulla graticola dell’Aja ancora il ministro Nordio e la Meloni. La Corte penale internazionale ha notificato al governo italiano l’avvio di una procedura sul caso Almasri. Nel documento si chiede di spiegare “la mancata consegna” del generale libico entro 30 giorni. In pratica il governo italiano avrà tempo per fornire le “proprie osservazioni” fino al 17 marzo prossimo.

Nella nota della Corte dell’Aja si ricostruisce l’intero caso, dalla richiesta di un mandato di arresto a ottobre del generale libico per crimini contro l’umanità all’arresto a Torino, arrivando poi alla  liberazione e al rimpatrio -od espulsione come dicono le autorità italiane -.

Sul rilascio del generale le opposizioni hanno presentato  una mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Carlo Nordio che approderà in Aula martedì prossimo 25 febbraio.

I rischi per il ministro in carica  si configurerebbero – oltre al danno di immagine, già concretizzatasi in Italia -nei Paese europei per il “reato di Omissione di collaborazione con l’Ue” e, quindi un congelamento temporaneo del Passaporto personale…

Non si dà pace la premier che parla di danno d’immagine ma ora il condizionamento e l’intimidazione ontro il Procuratore F.Lo Voi è divenuto eccessivo e lesivo del mondo delle toghe

 

Romano Prodi si scaglia contro Giorgia Meloni: "Ero lì che ...

 

 

DI    RAFFAELE  LANZA

Possibile  che tutti i politici i  di spicco  non riescono ad accettare  un rinvio a giudizio  giudiziario neppure quando si tratta di un criminale di statura mondiale come il generale libio  Almasri liberato e rimpatriato in Libia con aereo di Stato?

Perchè le respoNsabilità giudiziarie debbono accettarle solo i cittadini comuni?     I  politicii come la Meloni dovrebbero dare l’esempio alla comunità italiana: le istituzioni, specie la Magistratura “colonna portante” del sistema italiano esigono rispetto e lealtà:  quando un politico con vari stratagemmi riesce ad organizzare dibattiti televisivi  con “giornalisti di comodo “perchè sotto padrone di  editore che li paga, usa un metodo scorretto nei confronti dei magistrati che fanno il loro dovere.

Poteva dunque il magistrato far finta di niente  come voleva   sfacciatamente la Meloni e mezzo governo con in testa Nordio, il Ministro della Giustizia che ha “peccato più di tutti in “grave omissione”, come dichiarato pure dai magistrati siciliani antimafia?

Perchè intimidire il dott F.lo Voi?      Per arrivare ad un’altra assoluzione di marca    Salvini”    Si faccia dunque il processo penale e si lascino in pace le toghe che danno onore all’Italia.

 

 

Altri appunti.Il nodo della ministra Daniela Santanchè che si dice “tranquilla” dopo la decisione della Cassazione di confermare a Milano la sede della seconda inchiesta Visibilia, ma che nei fatti è sempre più in bilico.

Collegata in video con l’evento ‘La Ripartenza’, condotto a Milano dal giornalista Nicola Porro, dopo un breve preambolo la presidente del Consiglio  torna a parlare dell’indagine per favoreggiamento e peculato che la vede oinvolta per il caso della scarcerazione del criminale libico Nijeem Osama Almasri.

Prima rivendica i risultati del suo governo su export, calo dello spread e “andamento record” della borsa italiana, frutto di una ritrovata “credibilità” del Paese (“dal ghiaccio dei fiordi fino alla sabbia del deserto, il mondo è tornato a puntare sull’Italia”); poi coglie la palla al balzo per sferrare un duro attacco nei confronti delle toghe che “remano contro” e che disfano la tela del suo operato come faceva Penelope, la mitologica moglie di Ulisse.

 Il bersaglio della premier è ilProcuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ovvero colui che ha vergato l’avviso di garanzia recapitato a Palazzo Chigi due giorni fa: un atto “chiaramente voluto”, rimarca Meloni nel suo lungo sfogo perché “tutti sanno che le Procure hanno la loro discrezionalità”. Per la presidente del Consiglio, quella notifica rappresenta “un danno alla Nazione” per il quale non si dà pace: “Mi manda ai matti… A chiunque nei miei panni cadrebbero un po’ le braccia”. “Ieri – racconta – mi ritrovo sulla prima pagina del Financial Times con la notizia che sono stata indagata: se in Italia capiscono cosa sta accadendo, all’estero non è la stessa cosa”.

Meloni punta il dito contro quelle toghe “che vogliono decidere la politica industriale, ambientale, le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere come si possa riformare la giustizia… In pratica vogliono governare loro. Ma – sottolinea – c’è un problema: se io sbaglio, gli italiani mi mandano a casa; se loro sbagliano, nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno Stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo”.

Da qui, l’invito che suona come una sfida: “Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla. Se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governino”. La premier sostiene di non essere “preoccupata né demoralizzata” dall’indagine, perché “quando ho assunto la guida del governo di questa Nazione sapevo esattamente a cosa sarei andata incontro…”. E conclude il suo intervento facendo appello agli elettori: “Finché ci siete voi ci sono anche io, non intendo mollare di un centimetro almeno fino a quando saprò che la maggioranza degli italiani è con me”. La sua, assicura, è “una battaglia che va oltre destra e sinistra: è la battaglia per un’Italia normale”.