Intervento del Presidente del Consiglio G.Meloni al vertice per l’ordine e la sicurezza alla Prefettura di Palermo .Più videosorveglianza nelle città e coinvolgimento dell’esercito

 

 

 

 

Palermo

 

presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo a una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla Prefettura di Palermo ha dichiarato:

“Siamo qui per fare il punto sull’impegno che lo Stato e le istituzioni a ogni livello stanno portando avanti per garantire la sicurezza di questo territorio, per individuare insieme le soluzioni più efficaci per dare risposte ai problemi che sono più urgenti per i cittadini di Palermo”. 

“Ho scelto di esserci oggi perché la sicurezza dei cittadini si costruisce soprattutto dialogando con i territori e con coloro che su quei territori garantiscono la sicurezza. Sono qui per ribadire ancora una volta che questa città e i suoi cittadini sono al centro dell’azione del governo e delle sue istituzioni“.

“Palermo è un luogo in cui lo Stato ha dimostrato più forse che in ogni altro luogo la sua capacità di non essere disposta a indietreggiare quando i momenti davvero difficili arrivavano, di non essere disposta a indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa – ha sottolineato Meloni -. È un messaggio che noi raccogliamo e proviamo a rilanciare e ribadire con la stessa determinazione anche oggi, chiaramente non solo celebrando i nostri eroi del passato, ma anche provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell’esempio, di quell’insegnamento”. 

“Sappiamo bene che cosa è accaduto di recente in alcune zone di questa città, in particolare nella periferia nord ovest, in diversi comuni della fascia costiera, da Isola delle Femmine a Capaci e Carini: le raffiche di kalashnikov, le intimidazioni ai commercianti e agli imprenditori, le taniche di benzina date alle fiamme per terrorizzare i cittadini sono immagini che non vedevamo da tempo ma che non abbiamo alcuna intenzione di tollerare. Io sono qui anche e soprattutto per dire grazie, perché lo Stato non è rimasto a guardare. 

Proprio nelle scorse ore i cc del comando provinciale di Palermo, ai quali va il nostro ringraziamento, hanno eseguito il fermo di 22 persone, poi diventate 24, ritenute protagoniste dell’escalation criminale degli ultimi mesi. E’ un segnale che io considero inequivocabile, particolarmente bello perché arriva in questa settimana. Chi pensa di portare Palermo indietro, chi pensa di terrorizzare chi lavora onestamente, troverà di fronte a sé uno Stato determinato, che reagisce e che colpisce. Di questo io devo ringraziare ovviamente il procuratore De Lucia, tutti i magistrati, gli inquirenti, tutte le forze dell’ordine, quindi questo tavolo nella sua complessità. E voglio ricordare che accanto a queste indagini lo Stato ha agito subito anche sul territorio. Il prefetto Mariani, che ringrazio ha disposto l’istituzione delle zone rosse a Sferracavallo e allo Zen, i quartieri che sono più esposti a questi fenomeni”, ha aggiunto.

“Il ministro Piantedosi ha assegnato 90 agenti in più per il controllo del territorio. Sono unità che si sommano alle 850 già destinate a quest’area dal 2025 ad oggi. Il ministero dell’Interno, insieme al prefetto Pisani, ha individuato ulteriori risorse per l’assunzione di personale della polizia locale per l’attività straordinaria di controllo – ha aggiunto -. Ai 9 milioni di euro che sono stati già assegnati a Palermo e ai Comuni dell’area metropolitana se ne aggiungeranno altri 6 e sono chiaramente risorse molto preziose che servono a finanziare i progetti di sicurezza urbana e di potenziamento dei presidi sul territorio. In particolare partirà tra poco la sperimentazione di impianti di videosorveglianza a fini investigativi nelle zone che sono più a rischio della città. Telecamere che sono gestite direttamente dalla squadra mobile per prevenire e per reprimere i reati”.

Per il premier sono “segnali importanti di una capacità soprattutto che c’è di fare gioco di squadra, di un’attenzione reale e costante che dal mio punto di vista va ancora rafforzata e che siamo qui per ragionare di come rafforzare ancora insieme, anche per continuare a garantire il massimo sostegno alle vittime delle intimidazioni del racket. Il messaggio deve essere chiaro: lo Stato c’è, non lascia sola sole le persone per bene, quelle che ogni giorno si rimboccano le maniche per creare ricchezza e lavoro in questo territorio”.

“Io penso che possiamo riuscire a fare di più e che possiamo riuscire a fare ancora meglio. Allora penso che l’obiettivo di questo comitato dovrebbe essere quello di fissarsi come obiettivo trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare una operazione straordinaria di controllo e di presidio fisso del territorio, a partire dai quartieri che sono più a rischio – ha sottolineato Meloni -. Penso soprattutto allo Zen, presidio che si può garantire ovviamente con le forze di Polizia ma non solamente, forse anche con il coinvolgimento dei militari dell’Esercito in operazioni congiunte. Se necessario possiamo anche intervenire sulle norme che oggi disciplinano Strade Sicure, e penso che questo sia il passo successivo che possiamo fare per rafforzare ancora di più un lavoro importante che è stato fatto e che è necessario per stroncare l’escalation di violenza che una parte di questo territorio sta vivendo”.

“Dal 2023 a oggi qui a Palermo sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto, comprese quelle nelle stazioni ferroviarie. Sono stati impiegate oltre 3.000 unità di forze di polizia, controllate più di 14.000 persone. Con le zone rosse sono state controllate circa 45.000 persone, di cui quasi 3.500 stranieri, allontanando i soggetti che sono stati ritenuti pericolosi con precedenti di polizia. Negli ultimi 4 anni nella città metropolitana di Palermo i beni confiscati alla mafia che sono stati restituiti alla collettività e trasferiti agli enti locali sono cresciuti di quasi il 60%: 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all’emergenza abitativa. La ricchezza strappata alle mafie torna nella nella disponibilità della collettività per aiutare i problemi delle famiglie, particolarmente di quelle più fragili”, ha aggiunto.

“Lo Stato qui non ha abbassato la guardia, continua a colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici, nelle sue strutture nella sua capacità di intimidazione. Dobbiamo insistere evolvendo, anche perché chiaramente le mafie cambiano, investono nell’economia legale, sfruttano le nuove tecnologie, cercano nuovi spazi di infiltrazione, nuovi strumenti per condizionare il tessuto produttivo, e per questo è fondamentale anche continuare a rafforzare gli strumenti investigativi e sostenere il lavoro di tutte le istituzioni che sono impegnate su questo fronte – ha sottolineato ancora -. Quindi io sono qui soprattutto per dire grazie a voi e con voi per dare un messaggio chiaro: a Palermo lo Stato c’è e vuole essere sempre più presente con determinazionecon umiltà ma con costanza e con determinazione senza mai indietreggiare, perché questo è il modo più serio che conosciamo di onorare la memoria di chi ha dato la vita per la libertà, per la legalità, in territori come questo”.

Bilaterale Italia-Francia a Cap d’Antibes, “un lavoro comune per costruire un’Europa capace delle sfide difficili”

 

 

Antibes

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo tra Italia e Francia a Cap d’Antibes:

– “Senza Italia e Francia, l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono”. “una giornata molto importante per le relazioni tra Italia e Francia“, sottolinea. “Siamo due grandi nazioni fondatrici dell’Europa con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarietà strategica da un punto di vista economico, politico, industriale, culturale e sociale”. “Oggi non celebriamo solo un’amicizia storica, affermiamo una comune consapevolezza, cioè che Italia e Francia sono due nazioni fondamentali per costruire un’Europa che sia davvero capace di affrontare le sfide difficili, di fronte alle quali la storia le pone ed è il compito che noi cerchiamo, con umiltà, ma con determinazione, di portare a termine e sul quale continueremo a lavorare insieme, se possibile anche meglio di come abbiamo fatto fino ad ora”, aggiunge.

“Ci stiamo concentrando e vogliamo concentrarci soprattutto sulle materie più strategiche, sulle materie che hanno un alto valore e un’alta componente tecnologica, come la difesa – ad esempio il sistema Samp-T, l’unico sistema europeo di difesa aerea antimissile a lungo raggio, progettato e costruito interamente in Europa -, e anche lo spazio, che è un settore dove possiamo fare la differenza. Vogliamo potenziare la nostra collaborazione nell’ambito della space economy: Italia e Francia possono vantare nel settore una filiera industriale all’avanguardia, oltre ad essere le uniche due nazioni europee ad avere un accesso autonomo allo spazio. È un ambito in cui possiamo fare la differenza e che ha ancora enormi potenzialità”.

la  libertà di navigazione dello stretto di Hormuz

“Continueremo a dare una mano nell’intesa tra Stati Uniti e Iran, soprattutto per garantire la libertà di navigazione dello stretto di Hormuz, che è una priorità strategica per tutti. Su questo siamo a lavoro, anche in vista del prossimo vertice della Nato

“Per quello che riguarda l’Iran, ho condiviso ogni parola che il Ministro Crosetto ha detto tra ieri e oggi: noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, del resto se avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata molto spesso dal parte del Presidente americano. Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, cedendo le basi per attività che non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica. Il governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento, come del resto lo stesso Mark Rutte ha confermato anche ieri dallo studio Ovale. Il Segretario Generale della Nato, nella sua entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Lui stesso poi ha corretto e puntualizzato, il Ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e anche da parte iraniana mi pare che si sia compreso che c’è stata un’incomprensione. In ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie”.

2 Giugno, 80 anni di Repubblica Italiana. Mattarella “Il 2 giugno del 1946 l’Italia decise di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze del regime, da allora un atto di libertà senza precedenti…”

 

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'Altare della Patria rende omaggio al Milite Ignoto, in occasione dell'80° anniversario della Repubblica

 

Roma–

La Repubblica Italiana compie 80 anni. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro all’Altare della Patria. Poi il Capo dello Stato Sergio Mattarella si è spostato ai Fori Imperiali a bordo della Lancia Flaminia per assistere alla tradizionale parata del 2 giugno. Con il capo dello Stato, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e il capo di Stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano.

Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti. Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano – scrive Mattarella in un messaggio a Portolano -. Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e libertà”.

“Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà”, scrive ancora il capo dello Stato Mattarella.

 

La giornata è anche caratterizzata dalla suggestiva esibizione delle Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare, che sorvola il cielo di Roma lasciando una scia con i colori rappresentati nelle belle foto

 

Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà – scrive nel messaggio Mattarella -. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli. Le Forze Armate italiane, pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli, sono chiamate a concorrere al raggiungimento di questo obiettivo. È con questi sentimenti, nel ricordo di quanti hanno fatto sacrificio della vita per l’indipendenza e la libertà della Patria, che insieme a tutto il popolo italiano stringo idealmente in un affettuoso abbraccio i militari di ogni ordine e grado, rinnovando loro la gratitudine per l’impegno profuso, con l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica”.

 

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MELONI “UNA DATA CHE RACCONTA IL CAMMINO  DI STORIE DI SACRIFICI, CORAGGIO E IMPEGNO…”

Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione. Perché sono certo le grandi storie, ma anche – e forse soprattutto – le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell’Italia la straordinaria Nazione che è oggi. Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future. Buona Festa della Repubblica. Buon 2 giugno”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La Meloni,Nato deve restare unita, rafforzare colonna europea

 

La conferenza stampa di Meloni: l'Italia dei sogni

 

La Nato  è un elemento di forza nel contesto” internazionale. Lo sottolinea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Nicosia a margine del Consiglio Europeo informale affermando di “non” vedere “positivamente” la supposta minaccia di Trump di punire l’Occidente. Sono sempre dell’idea che vadano rafforzati”. Bisogna lavorare per “rafforzare la colonna europea della Nato, che chiaramente deve essere complementare a quella americana”.

“Non ho sentito Donald Trump”, fa sapere Meloni. “Io non ho detto che non sono più una priorità le spese militari – risponde ad una domanda – io ho detto che noi oggi abbiamo delle priorità molto, molto importanti”. “Per noi – aggiunge – certamente le spese di difesa rimangono una priorità, ma se abbiamo il problema dell’energia, c’è una priorità che purtroppo viene prima. Quindi non vuol dire una cosa diversa da quella che si è detta in passato: significa adattare le proprie posizioni a un contesto che intorno a noi sta cambiando”.

“Dopodiché – aggiunge – per quello che riguarda i nostri rapporti con gli Stati Uniti, sono sempre dei rapporti solidi. Per quello che riguarda i miei rapporti con Donald Trump, non c’è niente di particolare che io stia facendo in questo momento”, conclude.

Energia

E proprio sulla risposta alla crisi energetica Meloni chiarisce di non essere affatto “sola” in Europa nel chiedere misure decise: anche se alcuni Paesi hanno idee diverse, c’è la “consapevolezza” che la situazione è “seria”. “Sono soddisfatta della discussione – afferma la premier- ma questo è un Consiglio Europeo informale: non ci sono delle decisioni che vengono prese, c’è un dibattito che viene portato avanti. Mi pare che la posizione italiana, che è quella che io ho segnalato ieri sul fatto che l’iniziativa della Commissione è un’iniziativa sicuramente interessante, un passo avanti”, ma “che serve di più, che serve il coraggio di prevenire una crisi e non rispondere quando la crisi si manifesta in tutta la sua intensità”.

“E mi pare – nota – di non essere sola all’interno del Consiglio. Vedremo poi come questo si svilupperà, ma io continuo a ritenere che, ad esempio, quando si parla di allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, possa essere sensato” un intervento ad hoc, scorporandole dai conti quando si valuta il rispetto del patto di stabilità. “Ovviamente – prosegue Meloni – le questioni che ho posto sono due. Quali sono i settori che vengono coinvolti? Perché su questo noi abbiamo degli interessi che vanno considerati, citavo ieri l’elemento degli autotrasportatori, ad esempio, che chiaramente per noi significherebbe un aumento dell’inflazione, un aumento del prezzo di tutti i generi di prima necessità”.

Trump:” Alla Meloni non importa se l’Iran ha una bomba nucleare in grado di far saltare l’Italia in due minuti……”.

 

Qual è lo stipendio del presidente degli Stati Uniti? - Focus.it

 

Roma

Affermazioni di D.Trump – “(A voi italiani) piace il fatto che la vostra presidente (del Consiglio, ndr) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”.

Alla domanda se avessero “parlato di questo”, Trump ha replicato: “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l’Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

E sulle dichiarazioni di Meloni, che ha definito “inaccettabili” le parole di Trump nei confronti del Papa, il capo della Casa Bianca ha replicato sempre al Corriere della Sera: “È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l’Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”. Alla domanda su Papa Leone e il suo appello per la pace, Trump ha detto che il Papa “non capisce” che l’Iran costituisce una minaccia nucleare. “Non capisce, e non dovrebbe parlare di guerra, perché non ha idea di quello che sta succedendo. Non capisce che in Iran hanno ucciso 42mila manifestanti lo scorso mese”, ha dichiarato Trump.

LE REAZIONI politiche

Reazioni del vicepremier e ministro degli esteri, Antonio Tajani:

“Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia”. “Noi siamo e rimaniamo sinceri sostenitori dell’unità dell’Occidente e solidi alleati degli Stati Uniti, ma questa unità si costruisce con lealtà, rispetto e franchezza reciproci. Siamo abituati a dire ciò che pensiamo perché questo fanno le persone serie.

 Fino a oggi il presidente Trump considerava Giorgia Meloni una persona coraggiosa. Non si sbagliava perché è una donna che non rinuncia mai a dire ciò che pensa. E su Papa Leone XIV ha detto esattamente ciò che tutti noi cittadini italiani pensiamo. Il presidente del Consiglio con il governo difendono e difenderanno sempre e soltanto l’interesse dell’Italia”

Meloni :“Sospeso il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”

 

 

Politico incorona Meloni come la persona più potente d'Europa per il 2025,  e in parte ha ragione - Informareonline.com

 

La premier Giorgia Meloni a margine della visita al Vinitaly ha affermato: “.

“Il rapporto dell’Italia con gli Stati Uniti è un rapporto che va avanti da qualche anno e non riguarda il singolo governo. Noi cerchiamo di fare il nostro meglio, chiaramente a contesto dato, considerando gli Stati Uniti un nostro alleato strategico e prioritario. Però quando si è amici e quando si ha degli alleati, particolarmente se sono strategici, bisogna anche avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo, che è quello che io faccio ogni giorno. Quando sono d’accordo dico di essere d’accordo, quando non sono d’accordo dico di non essere d’accordo perché credo che questo faccia bene all’Europa, agli Stati Uniti e all’Occidente in generale”. Così la premier Giorgia Meloni a margine della visita al Vinitaly.

“In considerazione della situazione attuale, il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di Difesa con Israele”, ha poi annunciato la premier.

“La situazione internazionale è una situazione sulla quale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare la situazione e riaprire lo stretto, che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento fondamentale per il settore del quale parliamo oggi”,.

Lo stop al patto di stabilità “potrebbe aiutare certamente. Ovviamente bisogna vedere come andrà nei prossimi giorni, ma penso che l’Europa non dovrebbe sottovalutare l’impatto che questa crisi può avere nei prossimi mesi. Penso che farebbe un enorme errore di valutazione se considerasse di muoversi tardi. Noi stiamo ponendo una serie di questioni in Europa, come il tema di prendere anche in considerazione una sospensione del patto di stabilità. Non intesa come misura che può essere fatta dal singolo stato membro, ma come misura generalizzata, così come la sospensione dell’Ets e del Cibam. Siamo determinati a dare battaglia in Europa per il bene dell’Europa, perchè non si può rimanere sempre identici a se stessi mentre il mondo intorno a noi cambia in maniera vorticosa. Crediamo che chi oggi pone queste questioni sia responsabile e non irresponsabile come invece alcuni vorrebbero”, ha spiegato.

Vertice a Palazzo Chigi sulla crisi in Medio Oriente

 

Roma  –

Si è svolto a Palazzo Chigi un nuovo vertice dedicato all’analisi degli sviluppi della crisi in Medio Oriente e alle relative implicazioni economiche, presieduto dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

I partecipanti: il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence. Nella giornata di domani, giovedì 5 marzo, i Ministri Tajani e Crosetto riferiranno alle Camere in merito all’evoluzione del quadro internazionale.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha presieduto alla Farnesina una nuova riunione della Task Force Golfo con le ambasciate italiane nella regione per fare il punto sulle operazioni di assistenza ai connazionali nelle aree interessate dalla crisi.

Disposto  un ulteriore rafforzamento del personale della Farnesina in Oman ed Emirati Arabi Uniti: le nuove unità si aggiungono al personale che è già stato schierato in Oman nell’aeroporto di Mascate e alle frontiere con gli Eau.

Negli Emirati Arabi Uniti, nella giornata odierna è previsto il rientro complessivo di 1.250 connazionali. In particolare, nella notte è partito un volo Emirates per Milano; in mattinata un volo FlyDubai per Bergamo; nel pomeriggio un volo Etihad per Milano; in serata due aerei diretti a Roma e in tarda nottata un ulteriore charter FlyDubai. In Qatar è stato facilitato il primo trasferimento via terra da Doha a Riad di 114 persone. Si sta lavorando all’organizzazione di ulteriori passaggi nei prossimi giorni. Dal Kuwait 10 persone hanno già raggiunto via terra l’Arabia Saudita. Anche dal Bahrein, 14 connazionali che ne hanno fatto richiesta già stati accompagnati alla frontiera verso Riad.

In Arabia Saudita sono state accolte ai confini circa 150 persone, incluse particolari situazioni vulnerabili con assistenza particolare. Il rientro proseguirà con voli di linea e charter. In Oman continua il coordinamento per accogliere connazionali in transito anche dagli Emirati Arabi Uniti. È previsto a breve l’arrivo di ulteriori 160 persone che proseguiranno poi il viaggio verso l’Italia.

In Israele sono circa 200 i connazionali attualmente monitorati; si sta valutando l’eventuale accompagnamento alla frontiera, anche attraverso l’Egitto. Alle Maldive sono giunti rinforzi da Colombo per assistere i connazionali e sono stati consegnati medicinali salvavita trasportati dal personale dell’Ambasciata. Ventiquattro connazionali rientreranno via nave con successivo transito da Mauritius grazie alla preziosa collaborazione di Costa Crociere.

Domani 60 persone fragili partiranno con un volo Neos. Attualmente 150 connazionali si trovano in aeroporto, mentre altri sono dislocati sulle isole. In Thailandia sono in aumento le richieste di rientro: l’Ambasciata ha raccolto circa 500 richieste di assistenza ed elaborato liste di priorità sulla base di condizioni sanitarie e situazioni di vulnerabilità.

 

Oggi l’incontro tra Trump e Zelensky. Il presidente ucraino: “la Russia continua a distruggere vite umane”

La svolta di Zelensky: «Pronto a negoziati diretti con Putin»

 

 

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) –

Un altro importante incontro è previsto oggi tra i leader europei e Trump.La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si trova a Washington per partecipare all’incontro con il presidente americano Donald Trump, quello ucraino Volodymyr Zelensky e con gli altri leader europei.

L’inizio del bilaterale tra il presidente Usa e Zelensky è in programma alle 13.15 (le 19.15 in Italia). Alle 14.15 (le 20.15 in Italia), Trump saluterà i leader europei, con i quali ci sarà una foto di famiglia. Infine, alle 15 (le 21 in Italia) è in agenda l’incontro multilaterale.

ZELENSKY “la Russia continua a distruggere tante vite umane”

“Volodymyr Zelensky afferma . “La Russia non dovrebbe ricevere alcuna ricompensa per questa guerra”. Volodymyr Zelensky, in un post su Telegram. “La macchina militare russa continua a distruggere vite nonostante tutto. Putin ucciderà in modo vistoso per continuare a fare pressione sull’Ucraina, sull’Europa e per umiliare gli sforzi diplomatici”, ha precisato il capo dello Stato ucraino. “Ecco perché attendiamo con ansia l’aiuto per fermare le uccisioni. Ecco perché sono necessarie garanzie di sicurezza affidabili. Ecco perché la Russia non dovrebbe ricevere alcuna ricompensa per questa guerra. La guerra deve finire. Ed è Mosca che dovrebbe sentire lo stop”.

RAID RUSSI IN UCRAINA…

Non si fermano gli attacchi aerei russi in Ucraina, a poche ore dal vertice fra il presidente americano Donald Trump e quello ucraino Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca. Droni e missili hanno colpito la città di Karkiv. Il Governatore locale parla di almeno quattro persone uccise, tra cui una bimba di 18 mesi ed un giovane di 16 anni. Sarebbero una ventina i feriti.

Incontro trilaterale, Italia presente con la Meloni che accoglie Vance e Ursula Von der Leyen

 

Trilaterale tra Giorgia Meloni, il vicepresidente degli Stati Uniti d'America JD Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - (Afp)

 

 

 

La premier Giorgia Meloni ha accolto a Palazzo Chigi il vicepresidente degli Stati Uniti d’America JD Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per un incontro trilaterale.

Presente anche il Segretario di Stato Usa Marco Rubio. Meloni, Vance e Von der Leyen hanno fatto brevi dichiarazioni stampa seduti al tavolo allestito nel cosiddetto salotto giallo al primo piano del palazzo dove la presidente del Consiglio riceve ospiti e delegazioni.

Sappiamo quanto è importante la relazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti per un Occidente forte, per la nostra civilizzazione” e “anche per le nostre relazioni economiche, che valgono il 30% dell’intercambio mondiale”, ha detto la presidente del Consiglio, sottolineando che “ci sono molte questioni da discutere, ci sono dei problemi che vanno superati, ma sappiamo quanto le relazioni tra Europa e Stati Uniti siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere chiaramente la sua unità, che vuole mantenere la sua forza, che deve essere ancora in grado di disegnare la rotta”.

 

— Giorgia Meloni
“Ci sono alcuni temi che sono competenze della Commissione, quindi il ruolo dell’Italia è di favorire un dialogo franco e aperto. Ma sicuramente voglio ringraziare i miei due interlocutori per aver offerto questa occasione”, ha proseguito la presidente del Consiglio, che in un post su X ha parlato di “un confronto costruttivo. L’Italia intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti: due realtà chiamate ad affrontare insieme le grandi sfide globali”. “Libertà, democrazia e centralità della persona sono i valori comuni su cui costruire un futuro più sicuro, prospero e stabile”, scrive Meloni, dicendosi “orgogliosa di questo passo in avanti per l’unità dell’Occidente“.

Ieri, Meloni ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump per parlare della crisi ucraina, anche in vista dell’annunciata telefonata tra il presidente Usa ed il leader russo Vladimir Putin.

 

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “L’ITALIA NON HA PARTECIPATO AL GRUPPO DEI VOLENTEROSI MA NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A o B”

 

Abbiamo parlato degli sforzi comuni per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina. Se oggi ci sono le condizioni perché si svolgano colloqui di pace è grazie alla tenacia del popolo ucraino ma anche al sostegno dell’Occidente. Non c’è stato

 Così la premier Giorgia Meloni, al termine dell’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Palazzo Chigi.  A Istanbul l’incontro Zelensky-Putin, ma è comunque positivo che le delegazioni si siano viste, grazie anche all’azione della Turchia e dell’America. Ci auguriamo che sia un primo passo per un processo di pace giusta e duratura che tenga conto delle necessarie garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Noi dobbiamo continuare a insistere da questo punto di vista e consentitemi, anche da questo punto di vista, di esprimere apprezzamento per le parole di Sua Santità Papa Leone XIV che ha anche messo a disposizione la Santa Sede come sede per eventuali ulteriori negoziati di pace”, ha aggiunto.

“Per quello che riguarda le parole del presidente Macron, non posso che prendere atto del fatto che l’invio delle truppe non è più un tema di discussione, perché come si sa ho varie volte espresso la mia perplessità rispetto all’efficacia di un’iniziativa di questo tipo. Particolarmente nel momento in cui tutti quanti lavoriamo su una priorità, che è quella di un cessate il fuoco incondizionato, priorità che si accompagna alla necessità di continuare a sostenere l’Ucraina nella sua capacità di difendersi – ha proseguito il presidente del Consiglio – Nel caso in cui si dovesse riuscire finalmente ad arrivare a un serio tavolo delle trattative per una pace in Ucraina, c’è la questione delle garanzie di sicurezza per la nazione aggredita”.

“Queste sono le priorità indipendentemente dai formati, soprattutto nel momento in cui l’ipotesi dei soldati pare sia tramontata, e a maggior ragione noi continuiamo a essere disponibili, come siamo sempre stati, a partecipare a qualsiasi formato con i nostri partner europei e occidentali per raggiungere l’obiettivo di una pace giusta e duratura. Forse è necessario in un momento delicato come questo abbandonare un po’ i personalismi che rischiano di minare una unità dell’Occidente che è stata fondamentale e rimane fondamentale per risolvere il conflitto in Ucraina”.

 Questo il pensiero del  cancelliere tedesco, Friedrich Merz al termine dell’incontro con la premier Giorgia Meloni, alla domanda se avesse chiesto a Meloni i motivi della mancata partecipazione dell’Italia alla coalizione dei volenterosi.“

IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ: “NELL’UE NON CI SONO MEMBRI DI SERIE A   o B ..

Vogliamo approfondire questo formato nelle prossime settimane, un formato nato come E3. Nei colloqui dei giorni scorsi con Zelensky ho coinvolto la Polonia perché è davvero così vicina a questo conflitto, ma l’Italia deve svolgere un ruolo e ci saranno dei colloqui nell’Ue nei prossimi giorni in modo che ci sia un coinvolgimento dell’Italia per la soluzione di questo conflitto. Non possiamo farci separare, nella Ue non ci sono membri di serie A e di serie B, non ci sono differenze in quello che vogliamo fare insieme affinché questa guerra finisca quanto prima e l’Italia può e deve dare un contributo”.