Partono i negoziati per il conflitto Ucraina -Russia. Ma il portavoce russo Peskov precisa che “la guerra continuerà fino a quando Kiev non prenderà decisioni appropriate”

 

 

 

Sono partiti i  negoziati sull’Ucraina in formato trilaterale (Ucraina, Stati Uniti, Russia)  ad Abu Dhabi.

La conferma proviene dal segretario del Consiglio sicurezza e difesa dell’Ucraina, Rustem Umerov, attraverso un post su Telegram. . I negoziati si stanno svolgendo “in diverse modalità”. “Le trattative possono considerarsi avviate; ci saranno diverse modalità e formati. Non è prevista una conferenza stampa”…

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha intanto precisato che la Russia continuerà ad attaccare fino a che Kiev “non prenderà decisioni appropriate”. “La Russia sta proseguendo la sua operazione militare speciale. La porta verso una soluzione pacifica è aperta e la Russia rimane aperta”, . “Ma finché il regime di Kiev non prenderà le decisioni appropriate, l’operazione militare speciale continuerà”..

Più vicine le posizioni del Presidente Trump a quelle di Zelensky: la Russia adesso può dimostrare di sedersi ad un tavolo per aprire i negoziati

 

 

Speranze adesso post vertice svoltosi a Mar-A-Lago, in Florida    Si curano i particolari, gli ultimi dettagli tra il vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ad  un possibile piano di pace per porre fine alla guerra in Ucraina.    Un incontro che segue quello svoltosi tra  Trump e  con i leader europei, della Nato e dell’Ue, compresa la premier italiana, Giorgia Meloni.
Le parole di Trump risuonano    in tutti i salotti del mondo.. Afferma il Presidente Usa:“Siamo molto vicini. Abbiamo parlato con i leader europei, quelli della Nato, Ursula von der Leyen: abbiamo avuto eccellenti colloqui. Abbiamo coperto il 95%, abbiamo fatto tanti progressi”

“Questa è una guerra molto complicata. Ne ho risolte altre, risolveremo anche questa. Non so quando, ma credo che ci riusciremo. Ci riusciremo, ci arriveremo”, ha poi aggiunto, spiegando di essere stato al telefono con Vladimir Putin “per due ore e mezzo. Abbiamo parlato di tante cose. Anche lui vuole la pace”.

“Abbiamo avuto discussioni positive su tutti gli argomenti –  spiega  Zelensky -. Abbiamo parlato di una ventina di punti, sul 90% siamo d’accordo e fra poco arriveremo al 100%. Ci siamo quasi anche sulle garanzie di sicurezza che restano la pietra miliare. Continueremo a lavorare su tutti questi aspetti e abbiamo avuto diversi contatiti con i vari leader europei. Ci si vedrà nelle prossime settimane per finalizzare i punti finali dell’accordo”.

Palazzo Chigi comunica pure: “Nell’ambito del processo per il raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato, ieri pomeriggio, insieme ad altri leader, a una telefonata con il Presidente Zelensky alla vigilia del suo incontro con il Presidente Trump”.  “nel corso della conversazione, il Presidente Meloni ha condiviso e ribadito l’importanza, mai come in questo momento, di mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto. Solo attraverso questa solida unità di vedute la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati”.

LAVROV “  Gli occhi  dell’Occidente sono ben chiusi….”

“l ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov  afferma :La Russia apprezza gli sforzi del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del suo team per raggiungere un accordo di pace. Ci impegniamo a continuare a collaborare con i negoziatori americani per elaborare accordi duraturi che affrontino le cause profonde del conflitto. Ma vediamo che il regime di Zelensky e i suoi curatori europei non sono pronti a impegnarsi in colloqui costruttivi. Kiev persiste nei suoi tentativi di cambiare la situazione in prima linea, dove l’esercito russo detiene saldamente l’iniziativa. Questo regime terrorizza i civili prendendo di mira le infrastrutture civili del nostro Paese con i suoi atti di sabotaggio”.

“Nel frattempo, quasi tutti i Paesi europei, con poche eccezioni, hanno inondato il regime di Kiev di denaro e armi. Sognano che l’economia russa crolli sotto la pressione delle loro sanzioni. Dopo l’ascesa al potere di una nuova amministrazione negli Stati Uniti, l’Europa e l’Unione Europea sono emerse come i principali ostacoli alla pace. Non nascondono il fatto che si stanno preparando a combattere con la Russia sul campo di battaglia”, ha aggiunto Lavrov ricordando “il tentativo di costringere l’Unione Europea ad approvare la decisione di consegnare le riserve valutarie russe al regime di Vladimir Zelensky. Questo tentativo è fallito. Naturalmente, Bruxelles e altre capitali europee non potevano non notare gli scandali di corruzione in Ucraina, anche se questi scandali non hanno impedito loro di usare il regime di Kiev come ariete contro la Russia. Pertanto, in questo caso particolare, gli occhi dell’Occidente sono ben chiusi, come si dice”. 

Il mondo guarda ai negoziati previsti in Turchia giorno 15 per il cessate il fuoco tra Russia ed Ucraina

La minaccia atomica e la guerra in Ucraina | La Civiltà Cattolica

 

Forse  i negoziati  previsti giovedì 15 maggio a Istanbul, in Turchia, tra Russia ed Ucraina potranno costituire le premesse della pace duratura e concreta. Ad oggi un cessate il fuoco di almeno 30 giorni tra Mosca e Kiev, così come chiesto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ancora non c’è.

Zelensky ed Erdogan

Zelensky ha annunciato di aver discusso con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan i dettagli di un possibile incontro in Turchia

leader ucraino ha ribadito l’apertura a colloqui diretti con Vladimir Putin e ha sollecitato i partner internazionali a garantire un meccanismo di monitoraggio per il rispetto del cessate il fuoco. “È fondamentale che in Europa lavoriamo insieme per la sicurezza a lungo termine“, ha aggiunto, assicurando che i contatti con gli Stati Uniti resteranno costanti. Con Erdogan, ha concluso Zelensky, c’è un’intesa per “proseguire il lavoro comune per la pace”.

 “L’Ucraina ha sempre sostenuto la diplomazia. Sono pronto a venire in Turchia. Purtroppo, il mondo non ha ancora ricevuto una risposta chiara dalla Russia alle numerose proposte di cessate il fuoco. I bombardamenti e gli attacchi russi continuano. Mosca è rimasta in silenzio per tutto il giorno riguardo alla proposta di un incontro diretto. Un silenzio davvero strano

“In un modo o nell’altro, la Russia dovrà porre fine a questa guerra, e prima lo farà, meglio sarà. Non ha senso continuare a massacrare – ha aggiunto – Il presidente Erdogan si è dichiarato pienamente disponibile a ospitare l’incontro. È importante che il presidente Trump sostenga pienamente l’incontro e vorremmo che trovasse l’opportunità di venire in Turchia“.

Trump ha la sensazione che stavolta sarà l’incontro decisivo

Giovedì in Turchia potrebbe esserci anche il presidente americano. Lo ha detto lo stesso Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per l’Arabia Saudita. “Potrebbe arrivare un buon risultato dal meeting tra Ucraina e Russia, credo che i due leader saranno lì. Pensavo di volare lì, ma non so nemmeno dove sarò giovedì. Ho tanti meeting, ma pensavo di volare lì. C’è una possibilità”.

Trump::gli Stati Uniti sono aperti ai negoziati sui dazi commerciali

 

Donald Trump

Ogni potente ha le sue convinzioni.  Il messaggio indirizzato “ai tanti investitori in arrivo negli Stati Uniti con enormi quantità di denaro” è perentorio: “Le mie politiche non cambieranno mai. E’ un grande momento per diventare ricchi, più ricchi che mai”, dice Trump, che rimarrà in Florida alcuni giorni per un evento legato al golf.

Il presidente rivendica la validità della strategia che avrebbe già effetti sul mondo del lavoro, con 228mila nuovi occupati a marzo. “Numeri eccellenti sull’occupazione, molto meglio del previsto”.

I messaggi sui social sembrano andare in una direzione diversa rispetto alle dichiarazioni del presidente sull’Air Force One nel volo da Washington alla Florida. Nella serata americana di giovedì, Trump ha apparentemente aperto ai negoziati con gli altri paesi, e “ogni nazione ha chiamato” dopo il varo dei dazi. La possibilità di dialogare dipende dall’eventuale offerta “fenomenale” da recapitare agli Usa: “I dazi ci danno grande potere negoziale”.

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Trump si rivolge anche al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sollecitandolo a tagliare i tassi di interesse. “Questo sarebbe un momento perfetto”, dice Trump.

“E’ sempre ‘in ritardo’, ma ora potrebbe cambiare la sua immagine, e in fretta. I prezzi dell’energia sono in calo, i tassi di interesse sono in calo, l’inflazione è in calo, persino le uova sono scese del 69% e i posti di lavoro sono in aumento, tutto nel giro di due mesi”, prosegue Trump, parlando di “una grande vittoria per l’America”, con la chiosa in maiuscolo: “Taglia i tassi di interessi, Jerome, e basta fare politica!”.

Contromisure UE per Trump, misure di controbilanciamento per proteggere lavoratori ed aziende europee -Von der Leyen: il riarmo comune dovrà essere veloce

 

Contromisure per Trump per “proteggere” le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dall’impatto delle “ingiustificate restrizioni commerciali” decise dagli Stati Uniti . Decisione della commissione europea   Oggi, mercoledì 12 marzo, entrano in vigore i dazi Usa del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Unione europea e da altri partner commerciali. Ma l’Unione europea resta “aperta ai negoziati” con Washington, sottolinea Ursula von der Leyen.

Misure di controbilanciamento sospese del 2018 e del 2020. Il 1° aprile 2025, le misure di riequilibrio del 2018 e del 2020 saranno automaticamente ripristinate, una volta scaduta la loro sospensione il 31 marzo. Per la prima volta, queste misure di riequilibrio saranno attuate integralmente: saranno applicati dazi su prodotti che vanno dalle barche al bourbon, fino alle moto americane, come le Harley Davidson.

Le misure aggiuntive dovrebbero entrare in vigore entro metà aprile e riguardano una serie di prodotti industriali e agricoli. I primi includono, tra gli altri, prodotti in acciaio e alluminio, tessuti, pelletteria, elettrodomestici, utensili per la casa, materie plastiche, prodotti in legno. I prodotti agricoli includono, tra gli altri, pollame, manzo, alcuni frutti di mare, noci, uova, latticini, zucchero e verdure.

Von der Leyen: “Sempre aperti a negoziati con Usa”

L’Unione europea resta “aperta ai negoziati” con Washington, sottolinea la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.E la difesa comune per tutelarci dagli aggressori dovrà essere molto veloce. “Da questa mattina – dichiara – gli Stati Uniti applicano un dazio del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio. Ci rammarichiamo profondamente di questa misura. I dazi sono tasse. Sono dannose per le aziende e peggio per i consumatori”.

L’Unione europea, aggiunge, “deve agire per proteggere i consumatori e le aziende. Le contromisure che adottiamo oggi sono forti ma proporzionate. Mentre gli Stati Uniti stanno applicando tariffe per un valore di 28 miliardi di dollari, noi rispondiamo con contromisure per un valore di 26 miliardi di euro”, che “corrisponde alla portata economica delle tariffe degli Stati Uniti. Le nostre contromisure saranno introdotte in due fasi, a partire dal 1° aprile e pienamente operative a partire dal 13 aprile. Nel frattempo, rimarremo sempre aperti ai negoziati”.

L’Ue, prosegue, crede “fermamente che in un mondo pieno di incertezze geoeconomiche e politiche, non sia nel nostro interesse comune gravare le nostre economie con questi dazi. Siamo pronti a impegnarci in un dialogo significativo. Ho incaricato il commissario al Commercio Maroš Šefčovič di riprendere i suoi colloqui, per esplorare soluzioni migliori con gli Stati Uniti”, conclude.

Ursula von der Leyen e Donald Trump

Intervento fiume di Putin al Forum di Vladivostok:” Non ho mai rifiutato i negoziati con l’Ucraina”

 

Vladimir Putin sembra voler aprire ai negoziati con l’Ucraina per porre fine al conflitto  guerra e preferisce Kamala Harris contro Donald Trump nelle elezioni in programma negli Usa il 5 novembre. Il presidente russo tiene un intervento fiume all’Eastern Economic Forum di Vladivostok. In 44 minuti, il più lungo discorso tenuto all’EEF, il leader del Cremlino tocca una serie di argomenti,

Putin: 'Non svenderemo la sovranità per qualche salsiccia ...
“Se siamo pronti a negoziare con loro? Non abbiamo mai rifiutato”, dice riferendosi alla possibilità di un dialogo con l’Ucraina.  Putin ribadisce che eventuali negoziati devono svilupparsi “sulla base” di quanto “concordato e siglato a Istanbul” due anni fa. In Turchia, secondo l’Ucraina, non è stato raggiunto alcun accordo di partenza.

Sul campo, dice Putin, “è sacrosanto dovere delle Forze armate” russe “fare di tutto per cacciare il nemico da questi territori e proteggere i nostri cittadini. E, naturalmente, il Paese intero deve fare di tutto per sostenere le persone”. “L’obiettivo del nemico (attaccando Kursk e le arre al confine tra Ucraina e Russia) era di innervosirci per farci trasferire le truppe da una zona all’altra e fermare la nostra offensiva nelle zone cruciali, in particolare nel Donbass, la cui liberazione è il nostro obiettivo numero uno”, insiste Putin. Ma, aggiunge, le truppe russe “hanno stabilizzato la situazione e iniziato a spingere gradualmente fuori” le forze ucraine “dai territori di confine”.

 

Israele, “accordo entro una settimana o scatterà l’operazione a Rafah”- Monito degli Stati Uniti

Soldati israeliani a Gaza - Fotogramma /Ipa

Fotogramma

 

Una delegazione di Hamas si sta recando nella capitale egiziana per ulteriori negoziati e ribadirà le richieste  per un accordo, principalmente un impegno israeliano a porre fine alla guerra scatenata dall’assalto del 7 ottobre. La delegazione  dovrebbe essere guidata da Khalil al-Hayya e includerà anche Zaher Jabarin e Ghazi Hamad.

Secondo un alto funzionario israeliano, citato da Kan, “se Hamas non risponderà in modo totalmente negativo, si può ottenere una svolta”.

Ultimatum Israele: “Accordo entro 7 giorni o scatterà operazione a Rafah”

Scatta intanto l’ultimatum di Israele ad Hamas per un accordo sul cessate il fuoco nella Striscia. Tel Aviv ha dato una settimana di tempo, altrimenti avvierà l’operazione militare a Rafah, dove sono rifugiati circa 1,4 milioni di palestinesi. L’Egitto, secondo le news riportate dal Wall Street Journal e attribuite a fonti del Cairo, ha lavorato con Israele sulla nuova proposta di cessate il fuoco presentata ad Hamas lo scorso weekend. La leadership politica dell’organizzazione avrebbe dovuto consultarsi con quella militare a Gaza e tornare con una risposta.

I danni di un’operazione miliare israeliana a Rafah “andrebbero oltre l’accettabile” senza un piano per proteggere i civili palestinesi. E’ l’avvertimento rilanciato dal segretario di Stato americano Antony Blinken, che ha parlato al McCain Institute’s Sedona Forum in Arizona. “Assente un piano del genere, non possiamo sostenere una grande operazione militare a Rafah, perché i danni che farebbero andrebbero oltre quello che è accettabile”,

E’ Hamas “l’unico ostacolo” ad un accordo, ha poi ribadito il segretario di Stato americano, mentre è attesa oggi al Cairo una delegazione del gruppo per i negoziati. “Aspettiamo di vedere se, in effetti, possono accettare un sì come risposta sul cessate il fuoco e sul rilascio degli ostaggi – ha dichiarato Blinken al Forum di Sedona del McCain Institute in Arizona –

“Qatar pronto di accettare la proposta degli Stati Uniti di espellere la leadership di  Hamas”

Se non si dovesse arrivare ad un accordo di pace, il Qatar sarebbe intanto pronto ad accettare la richiesta degli Stati Uniti di espellere la leadership di Hamas da Doha, espulsione che potrebbe avvenire presto. Il segretario di Stato americano Blinken  ha significato questo scenario al premier del Qatar Mohammed Al Thani che Doha dovrebbe espellere la leadership del gruppo se Hamas continuerà a respingere le proposte sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi.

 

Gaza, Israele ritira le sue truppe dall’ ospedale al-Shifa Tregua sempre più difficile

 

Negoziati in salita dopo operazione Idf di ieri, intervengono funzionari egiziani. Qatar: “Nessun progresso, pace difficile in queste circostanze”. 

Gaza City, palestinesi in fuga dalle zone vicine all'ospedale al-Shifa - Afp
Gaza City, palestinesi si allontanano     dall’ospedale al-Shifa -bombardato da Israele

L’esercito israeliano si è ritirato dall’interno del complesso medico di al-Shifa dopo aver preso d’assalto l’ospedale. Si apprende che circa  150 persone sono ancora detenute all’interno della struttura sanitaria. Almeno 20 persone sono state uccise nel raid dell’Idf.

Lamenta il Qatar Gli edifici residenziali vengono bombardati incessantemente. Due edifici all’ingresso nord dell’ospedale al-Shifa sono stati completamente distrutti.

Negoziati in salita dopo operazione Idf.

Funzionari egiziani hanno sensibilizzato  negoziatori di Hamas  a non abbandonare la loro partecipazione ai colloqui a Doha, in Qatar, sulla tregua e sulla liberazione degli ostaggi trattenuti a Gaza dopo la nuova operazione israeliana sull’ospedale Al Shifa di Gaza City. 

L’intervento per assicurare il proseguimento dei colloqui sarebbe stato compiuto ieri mattina.     Non si parla però di tregua permanente: “Non si riesce cioè ad arrivare al ” cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza”, 

 

Putin, pronti per negoziare ma solo sulla base delle realtà che si sono create…

 

Vladimir Putin si dice “pronto per i negoziati” tra Russia e Ucraina ma solo “sulla base delle realtà che si sono sviluppate, come si dice in questi casi, sul terreno, e non su desideri derivanti dall’uso di psicofarmaci”.

Ucraina. Il tragico errore di Putin - Tempi
La Russia, avverte poi il leader del Cremlino, è pronta a usare armi nucleari se dovesse esserci una minaccia per l’esistenza dello Stato russo, ma non la auspica. Putin assicura che “da un punto di vista tecnico-militare, siamo, naturalmente, pronti”.

Le armi esistono per essere usate“, osserva. “Abbiamo i nostri principi”, aggiunge però Putin sostenendo che usare questo tipo di armi non rientra nei desideri del Cremlino. “Perché dobbiamo usare armi di distruzione di massa? Non c’è mai stata questa necessità”.

Il presidente russo critica l’allargamento della Nato, che ha appena accolto Finlandia e Svezia. “E’ un passo assolutamente senza senso” per i due paesi “dal punto di vista della tutela dei rispettivi interessi nazionali. Non avevamo soldati” al confine con la Finlandia “e ora ci saranno. Non c’era sistemi” di armi “di distruzione lì, ora appariranno.Non ha senso sfidarci…”

Ucraina: addestramento sugli F-16 per la sicurezza in Europa e nel mondo

 

 

il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo al vertice del G7 che si è concluso oggi a Hiroshima. ha affermato:  “Sono grato per la decisione di addestrare i nostri piloti su moderni aerei da combattimento. Lo scudo aereo può essere completo solo quando i sistemi di difesa aerea a terra sono integrati da moderni velivoli in aria. Ora siamo sulla strada per eliminare il gap di capacità. Quando i nostri piloti conosceranno l’F16 e quando questi velivoli appariranno nei nostri cieli, avrà importanza non solo per l’Ucraina: questo sarà un momento storico per l’intera architettura della sicurezza in Europa e nel mondo“.

Spiega< il leader Ucraino:  “il nostro mondo è vasto, ma ci siamo dentro tutti insieme. E questa è la nostra causa comune: la pace. L’Ucraina ha proposto al mondo la sua formula di pace. Finché gli invasori russi rimarranno sulla nostra terra, nessuno siederà al tavolo dei negoziati con la Russia. Il colonizzatore deve uscire. E il mondo ha abbastanza potere per costringere la Russia a ristabilire la pace passo dopo passo”.

Abbiamo sviluppato la formula della pace in modo tale da garantire che ciascuno dei suoi punti sia sostenuto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite. E in un modo in cui tutti nel mondo possono scegliere la traccia a cui possono contribuire. Dal Giappone ai Paesi Arabi, dall’Europa all’America Latina, troviamo il supporto per la nostra formula. E continuiamo questo lavoro”, ha aggiunto.

Ancora:  “insieme a tutti i nostri alleati e partner, abbiamo raggiunto un tale livello di cooperazione che garantisce il rispetto della democrazia, del diritto internazionale e della libertà. Ci sono stati tentativi di ignorare e disprezzare ciò che apprezziamo. Ma ora è impossibile”.

“Ora il nostro potere sta crescendo. Chiunque voglia intraprendere un’aggressione contro un Paese democratico vede quale sarà la risposta. E più lavoriamo tutti insieme – ha rimarcato – meno è probabile che qualcun altro al mondo segua il folle percorso della Russia. Ma questo è abbastanza? La democrazia ha bisogno di altro. Penso che abbiamo bisogno di una chiara leadership globale della democrazia. Questa è la cosa principale che forniamo con la nostra collaborazione”.