Soddisfatto Mons Luigi Renna, il nuovo Arcivescovo alla guida della diocesi di Catania

 

L’Arcivescovo Luigi Renna

L’ arcivescovo mons. Luigi Renna, trasferito  dalla sede vescovile di Cerignola-Ascoli Satriano, mostra soddisfazione per la scelta di Papa Francesco della città di Catania .Non conosce Catania ma è al corrente delle problematiche sociali, di lavoro dei catanesi. 

Ricorderemo che Mons. Renna è nato il 23 gennaio 1966 a Corato, provincia di Bari e arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. Ha compiuto gli studi per la formazione al sacerdozio ministeriale presso il Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta. Ha conseguito la Licenza in Teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana (1993) e il dottorato presso la Pontificia Università Lateranense (2003). È stato ordinato sacerdote il 7 settembre 1991, per la diocesi di Andria, nella quale ha svolto i seguenti incarichi: vicario parrocchiale del SS.mo Sacramento ad Andria; vice-rettore e poi rettore del Seminario vescovile di Andria e docente di religione cattolica al Liceo classico; direttore del Centro diocesano vocazioni; direttore della Scuola di formazione diocesana all’impegno socio-politico; direttore del mensile diocesano “Insieme”; vice-postulatore nella Causa di Beatificazione del venerabile Giuseppe Di Donna; canonico del Capitolo della Cattedrale di Andria; direttore della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino; direttore dell’Archivio diocesano San Luca Evangelista; direttore della Scuola di formazione per gli Operatori pastorali; rettore del Pontificio Seminario Regionale Pugliese Pio XI di Molfetta. Il 1° ottobre 2015 è stato nominato vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e ha ricevuto la consacrazione episcopale il 2 gennaio 2016. Dal 2018 è segretario della Conferenza episcopale pugliese. All’interno della Conferenza episcopale italiana è presidente della Commissione per i problemi sociali, del lavoro, della giustizia e della pace.

SICILIA CORROTTA : LA CORTE DEI CONTI CONDANNA GLI EX GOVERNATORI LOMBARDO E CROCETTA E RINVIA A GIUDIZIO 14 EX ASSESSORI PER LA NOMINA ILLECITA DI PATRIZIA MONTEROSSO

La corruzione, fenomeno ancora molto diffuso nel nostro Paese - Il Faro  Online

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I giudici d’appello della Corte dei Conti, presieduta da Valter Camillo Del Rosario, hanno confermato la condanna per due ex presidenti della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta e 12 ex assessori regionali a risarcire le casse della Regione per la nomina e la successiva riconferma di Patrizia Monterosso, (nella foto sotto) a segretario generale dell’ente perché ritenute “illecite”.

 

 

La nomina di Patrizia Monterosso illegittima", il procuratore Albo chiede  un risarcimento di un milione di euro | BlogSicilia - Ultime notizie dalla  Sicilia

La Procura della Corte dei Conti aveva citato in giudizio gli amministratori al pagamento di 893.942 euro. Il procuratore regionale della Corte dei conti, Gianluca Albo, ha disposto la citazione in giudizio per i 14 ex amministratori regionali. Con Lombardo gli ex assessori Alessandro Aricò, Accursio Gallo, Beppe Spampinato, Daniele Tranchida, Amleto Trigilio, Marco Venturi; con Crocetta anche Mariella Lo Bello, Vania Contrafatto, Giovanni Pistorio, Bruno Marziano, Baldo Gucciardi e Luisa Lantieri. Parte della richiesta è andata in prescrizione circa 576 mila euro. Alla fine per Lombardo dovrà risarcire 52 mila euro, Crocetta 106 mila euro. Gli ex assessori della giunta Lombardo: Aricò, Gallo, Spampinato, Tranchida, Trigilio, Venturi dovranno pagare a testa 8 mila e 600 mila euro. Gli ex assessori di Crocetta: Lo Bello, Contrafatto, Pistorio, Marziano, Gucciardi e Lantieri, a testa 17.750 euro.

Patrizia Monterosso non fu confermata nell’incarico dal governatore Nello Musumeci e ora è direttore della Fondazione Federico II, articolazione della presidenza dell’Assemblea regionale siciliana.

IL TERZO COMMISSARIO DELLA SANITA’ CALABRESE, GAUDIO,ORA NOMINATO , E’ INDAGATO DALLA PROCURA SICILIANA

Zuccatelli si è dimesso, Gaudio nuovo commissario alla sanità in Calabria - Reggiosera

G.Zuccatelli, Eugenio Gaudio al centro, Gino Strada a dx

      UNA SPADA DI DAMOCLE PENDE SULLA TESTA DEL NUOVO COMMISSARIO GAUDIO

 

E siamo a tre. Fatti fuori due,il governo centrale ha già nominato  Eugenio Gaudio commissario ad acta per la Calabria.  “Il Consiglio dei ministri – comunicato – su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, di concerto con il ministro della Salute Roberto Speranza, ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, ha deliberato la nomina del prof. Eugenio Gaudio a Commissario ad acta per l’attuazione del vigente Piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria. Il Consiglio dei ministri ha ringraziato il dottor Giuseppe Zuccatelli, esprimendo apprezzamento per il senso istituzionale dimostrato”.

Gino Strada in atto si rivela solo un consulente del governo   Probabilmente si arriverà alla nomina di un quarto Commissario perchè la persona scelta  dal governo  è indagata dal 2019 dalla Procura siciliana per concorso per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Il 27 luglio i Pm hanno notificato a 54 indagati l’avviso di conclusione delle indagini, il 25 settembre l’ex Rettore della Sapienza  è stato interrogato dai Giudici, negando ogni addebito e i suoi legali hanno chiesto l’archiviazione. Ma la Procura non si è ancora pronunciata. Una spada di Damocle pende sul nuovo Commissario e sulla Sanità della Calabria

Aggiornamento: Gaudio ha rinunciato -si apprende- all’incarico di Commissario per la Sanità in Calabria “per motivi personali”

Troppe contestazioni per la nomina dell’assessore leghista ai Beni culturali- Raccolta firme per presentare una mozione di sfiducia al governatore Musumeci

 

PALERMO –

Il popolo del web ha organizzato la manifestazione contro la nomina dell’assessore leghista Alberto Samonà .Provenienti da tutta la Sicilia a Palermo per rispondere all’appello lanciato dal gruppo facebook “No Beni Culturali alla Lega Nord – che conta un aggregato di circa 50 mila iscritti.  Musumeci dimettiti!“ e protestare contro l’assegnazione dell’assessorato dei Beni culturali e dell’identità siciliana ad Alberto Samonà, giornalista-autore di diversi saggi ma esponente del carroccio.      Disposti in piazza del Parlamento, davanti l’Ars, a distanza di un metro gli uni dagli altri, e hanno manifestato il loro dissenso. Alcuni con pentole e stoviglie per fare rumore, altri urlavano al  governatore il ritiro della delega, altri ancora manifestavano con la coppola e la bandiera siciliana – tradizionali simboli di questa terra.

Animatori, tamburinari e artisti, oltre che indipendentisti hanno animato la piazza. A promettere battaglia in Assemblea contro la scelta del governo regionale, è  stato invece il M5s: “Non ci venga a dire Musumeci che oggi in piazza c’era una sparuta minoranza con problemi personali. Quello di oggi è uno spontaneo moto di protesta contro una scelta oggettivamente inaccettabile, che rappresenta uno dei tanti motivi per cui chiederemo all’Ars di dare il benservito al presidente della Regione“. In questo momento i siciliani, afferma il segretario regionale, sono realmente e fortemente “disturbati”, ma dalle sue scelte e dalla presenza inquietante del suo assessore.

Diversi interventi al microfono hanno esposto le richieste e il significato della protesta. Tutte donne, provenienti da diverse parti della Sicilia. Non ci sta nessuno – tranne il presidente dell’Ars Miccichè (ovviamente) che la Lega  ,dopo decenni di indifferenza del Sud, occupi un ramo importante dell’Amministrazione regionale.  All’ingresso della piazza un banchetto per raccogliere le firme per chiedere ai capigruppo dell’Ars di presentare una mozione di sfiducia al Governo Musumeci.

 

 

Papa Francesco rimuove altri due Vescovi della Chiesa cilena coinvolti in indagini sulla pedofilia

Risultati immagini per foto di papa francesco

Il Papa ha rimosso oggi altri due vescovi, entrambi coinvolti in indagini per abusi sul fenomeno della pedofilia. Si tratta del vescovo di San Bartolomé de Chillan, mons. della Chiesa cilena     Carlos Eduardo Pellegrin Barrera, e di quello di San Felipe, mons. Contreras Molina

Cristian Enrique . Nominati al loro posto,degli amministratori apostolici ‘sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis’, fino quindi a nuova decisione. Per la diocesi di San Bartolomé de Chillan, il Papa ha nominato amministratore apostolico padre Sergio Hernan Perez de Arce. Per quella di San Felipe, padre Ortiz de Lazcano Piquer, vicario giudiziale di Santiago del Cile.

Ricorderemo che  il Papa ha sollevato pure  dall’incarico mons. Franco Mulakkal, il vescovo di Jalandhar accusato da una suora di ripetute violenze sessuali.

Il Papa ha designato con effetto immediato, al posto di Mulakkal,  mons. Agnelo Rufino Gracias, ausiliare emerito dell’Arcidiocesi di Bombay.

Viene comunicato pure – dal card. Gracias- che il  Santo Padre ha ricevuto la richiesta del vescovo Franco Mulakkal di essere temporaneamente sollevato dalle sue responsabilità pastorali nella diocesi di Jalandhar»

«Dopo aver considerato tutte le circostanze, il Santo Padre ha accettato questa richiesta del vescovo Mulakkal e ha nominato il vescovo Agnelo Rufino Gracias, vescovo ausiliare emerito dell’Arcidiocesi di Bombay, come amministratore apostolico della diocesi di Jalandhar, “sede plena et ad nutum Sanctae Sedis” con effetto immediato». «Le nostre preghiere accompagnano il vescovo Gracias mentre assume questa responsabilità», ha aggiunto il presidente della Conferenza episcopale indiana.

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