HUMANITAS CENTRO CATANESE DI ONCOLOGIA:  TRASFERIMENTO NEL NUOVO OSPEDALE DI MISTERBIANCO

Dal 6 aprile attivo il Servizio di Radioterapia nel polo sanitario di Contrada Cubba, a Misterbianco (Tangenziale di Ct, uscita San Giorgio)

 

Task force in campo per effettuare le operazioni in totale sicurezza: trasloco graduale per garantire piena continuità e accessibilità dei servizi

 CATANIA –

 Ultimati i percorsi autorizzativi, i collaudi tecnici, l’allestimento degli spazi, la sistemazione delle apparecchiature: Humanitas Centro Catanese di Oncologia inizia il trasferimento nel nuovo ospedale.

Il cambio sede avverrà a step, con l’attivazione graduale e modulare delle differenti specialità mediche, con l’obiettivo di effettuare le operazioni in totale sicurezza e per garantire la piena continuità e accessibilità dei servizi.

Si parte con la Radioterapia: i soli pazienti del Servizio, dal prossimo lunedì 6 aprile, dovranno recarsi presso la struttura di Contrada Cubbaa Misterbianco (Tangenziale di Catania, uscita San Giorgio, a pochi metri dall’ingresso dell’area commerciale Centro Sicilia). Ad accoglierli e guidarli ci sarà il personale del servizio clientiche gestirà i flussi, fornirà le indicazioni logistiche e faciliterà l’orientamento del pubblico.

 Le operazioni di trasloco – che vedranno in campo il massimo sforzo organizzativo – sono state accelerate proprio nelle ultime settimane a causa dell’emergenza epidemiologica in atto. Tra gli obiettivi della direzione aziendale, anche quello di mettere a disposizione della Regione Siciliana, del territorio e della comunità, gli spazi della struttura di via Vittorio Emanuele Da Bormida a Catania, qualora risultasse necessario ai fini dell’assistenza e del ricovero dei malati Covid.

Una nuova terapia apre una speranza alle donne che lottano contro il tumore del seno

In Italia vivono più di 37.000 donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico

Una terapia potrebbe dare una nuova speranza alle donne colpite da tumore del seno e migliorare significativamente la sopravvivenza globale, fino al 70%   L’Italia- si apprende – ha avuto un ruolo importante, perchè ha valutato la molecola ribociclib, in associazione alla terapia endocrina come trattamento iniziale in donne in pre e peri-menopausa con tumore della mammella avanzato o metastatico HR+/HER2- (positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore umano di crescita epidermica

Dalla ricerca emerge “che tassi di sopravvivenza globale nella popolazione a 42 mesi erano pari al 70,2% con ribociclib in associazione alla terapia endocrina, rispetto al 46% per la sola terapia endocrina. Al momento del ‘cut-off’ dei dati, il 35% delle donne che assumevano ribociclib in associazione alla terapia endocrina ha proseguito il trattamento. Non è stata rilevata nessuna nuova segnalazione relativa alla sicurezza. La molecola non è indicata per l’utilizzo in associazione a tamoxifene“…..

“In Italia vivono più di 37.000 donne con diagnosi di tumore della mammella metastatico – spiega Lucia Del Mastro, responsabile della Breast Unit dell’Irccs Ospedale Policlinico San Martino di Genova -. Di queste, 3.700 hanno un’età compresa fra i 40 e i 49 anni. Si tratta di donne giovani, nel pieno della loro vita familiare e professionale, come madri, mogli e lavoratici. In questi casi, la malattia ha un impatto profondo sull’intera famiglia”.

“Da qui – la necessità di opzioni terapeutiche innovative che garantiscano quantità e qualità di vita.    Le nuove speranze alle giovani pazienti: ribociclib infatti è un trattamento caratterizzato, da un lato, da un’efficacia superiore rispetto alle terapie anti-ormonali standard, dall’altro da una bassa tossicità, consentendo di condurre una vita normale pur continuando le cure per la neoplasia metastatica”.

Sezione trasversale grafica del seno femminile

 

“Il beneficio di sopravvivenza globale è considerato il ‘gold standard’ negli studi clinici, ma rappresenta una sfida nel tumore mammario metastatico HR+/HER2-. Lo studio Monaleesa-7 ha raggiunto questo importante endpoint prima di quanto previsto – ha affermato Sara Hurvitz, MD, Direttore medico del Jonsson comprehensive cancer center clinical research unit e Direttore del Breast cancer clinical trials program all’università della California (Los Angeles). “Risultati importanti come questi con ribociclib sono ciò che desideriamo osservare in ogni studio clinico e ottenere un miglioramento della sopravvivenza in una malattia non guaribile come il tumore della mammella metastatico è veramente un eccezionale avanzamento per le pazienti”.

Susanne Schaffert, ceo Novartis Oncology, ha aggiunto che “Ribociclib è l’unico inibitore CDK4/6 ad ottenere una sopravvivenza globale statisticamente significativa quando somministrato in combinazione con la terapia endocrina e siamo veramente orgogliosi di condividere questi importanti dati con la comunità dei medici. Questi emozionanti risultati si aggiungono alla provata efficacia e al profilo di sicurezza di ribociclib e li consolidano come standard di cura per le donne che vivono con un tumore della mammella metastatico HR+/HER2-“.