Draghi: ” Oggi non c’è più un Golia. La Russia non è imbattibile. Ma bisogna chiedersi come si costruisce una pace”

Mario Draghi | www.governo.it

 

“Ieri il presidente del Consiglio Draghi ha incontrato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden.Siamo d’accordo sul sostegno all’Ucraina e sulle pressioni su Mosca, ma occorre anche chiedersi come si costruisce la pace. Inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fossero un Golia e un Davide. Oggi non c’è più un Golia”

Ringrazio Biden e l’amministrazione Usa per l’accoglienza splendida. L’incontro è andato molto bene, Biden ha ringraziato l’Italia, un partner forte, affidabile, un interlocutore credibile. Io ho ringraziato Biden per il ruolo di partnership che sta avendo in questa crisi” e di confronto “con tutti gli alleati. Siamo d’accordo sul sostegno all’Ucraina e sulle pressioni su Mosca, ma occorre anche chiedersi come si costruisce la pace. Il percorso negoziale è difficile, il primo punto è come costruirlo”…..

La guerra ha cambiato fisionomia. Inizialmente era una guerra in cui si pensava ci fossero un Golia e un Davide, sembrava una guerra di difesa disperata. Oggi il panorama si è capovolto, non c’è più un Golia. Quella che sembrava una potenza invincibile, sul campo non si è dimostrata tale almeno con le armi convenzionali”…..

Quali obiettivi ci si propone da entrambe le parti? Che tipo di pace si vuole? Prima ancora di arrivare a questo punto, c’è uno sforzo che occorre fare e che devono fare in particolare Russia e Stati Uniti: bisogna sedersi ad un tavolo, ci vuole un tavolo con tutti e l’Ucraina è l’attore principale.

Bisogna togliere il sospetto che si arrivi ad una pace imposta che fa comodo agli Usa, agli europei e ai russi ma non è accettabile dagli ucraini. Questa è una ricetta per arrivare al disastro perché a quel punto la pace non sarà credibile e verrà tradita ogni momento”……”Il percorso negoziale è molto difficile ma il primo punto è come costruire questo percorso negoziale, deve essere una pace che vuole l’Ucraina, non una pace imposta da altri né tantomeno dagli alleati. Il presidente Zelensky deve definire cos’è la vittoria, non noi“.

BIDEN: “RUSSIA NON INTERESSATA ALLA PACE, DOBBIAMO SOSTENERE INSIEME L’UCRAINA”

 

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Foto Ag.

In Italia e in Europa le persone adesso vogliono la fine di questi massacri, di questa violenza e di questa macelleria e le persone pensano cosa possiamo fare per portare la pace“, è il messaggio che il premier consegna all’amico americano. Anche per gli Usa, la soluzione diplomatica è la via da perseguire ma “allo stato attuale non sembra che la Russia sia interessata ai colloqui di pace”, sottolinea la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

“Quello che sta succedendo in Ucraina ha portato un drastico cambiamento nell’Ue, eravamo vicini e ora siamo ancora più vicini e so che possiamo contare sul vostro sostegno come un sincero amico dell’Ue e dell’Italia”. E proprio in Biden il premier italiano potrebbe trovare un alleato prezioso nella battaglia europea per imporre un tetto al prezzo del gas, soluzione caldeggiata dall’Italia. Biden, del resto, è consapevole di quanto l’Ue giochi un ruolo fondamentale per gli Usa nella partita della guerra in Ucraina.

Un’Unione Europea forte – ha detto – è nell’interesse degli Stati Uniti. Fa bene a tutti”. Al termine del breve ‘spray’ -nel gergo della Casa Bianca il breve scambio di dichiarazioni tra i leader che anticipa i bilaterali- arriva un fuoco di domande urlate dai cronisti, soprattutto americani. Draghi e Biden non si prestano alle risposte ma non risparmiano sorrisi: l’intesa è piena.

Draghi ha sollevato con convinzione il tema della pace e del percorso per arrivare a un cessate il fuoco. “Molti in Europa – le sue parole a Biden – condividono la nostra posizione unita nell’aiutare l’Ucraina, e nel sanzionare la Russia. Ma si chiedono anche: come possiamo mettere fine a queste atrocità? Come possiamo arrivare a un cessate il fuoco? Come possiamo promuovere dei negoziati credibili per costruire una pace duratura? Al momento è difficile avere risposte, ma dobbiamo interrogarci seriamente su queste domande”.

La pace sarà quello che vorranno gli ucraini, non quello che vorranno altri”, ha inoltre rimarcato il premier incassando un “sono d’accordo” di Biden che in ambiente di Palazzo Chigi salutano con enfasi. Come i complimenti, graditissimi, di Potus sui passi compiuti dall’Italia per recidere il cordone ombelicale da Mosca sul gas. “Mi congratulo con te per quello che hai fatto sul fronte della diversificazione energetica. È più di quello che sarei riuscito a fare io!”, ha riconosciuto Biden. Sul fronte del petrolio, l’inquilino della Casa Bianca ha riaffermato la disponibilità degli States ad aumentare la produzione, “ma vogliamo anche mantenere i nostri obiettivi di transizione energetica”.

Zelenski:” Pronto ad incontrare Putin nonostante le atrocità commesse”

 

Scambio di accuse tra Mosca e l’Ucraina mentre la Russia  accusa la Nato di ostacolare i negoziati con Kiev il leader ucraino Volodymir Zelensky si dice ancora pronto a parlare con il presidente russo Vladimir Putin nonostante le atrocità di Bucha, Mariupol e altre città.

Zelensky ha detto di essere pronto a incontrare Putin perché in Russia “un singolo decide tutto”. “Se c’è una sola chance, dovremmo parlare”….

Zelensky, biografia: storia, vita e carriera
Sergei Lavrov, che ieri aveva affermato che la Russia non è in guerra con la Nato, accusa Stati Uniti e Paesi della Nato di aver “sempre considerato” l’Ucraina come “uno degli strumenti per contenere la Russia”, sostenendo che prima dell’invasione russa dell’Ucraina stessero “costringendo Kiev a una scelta fittizia e falsa: o con l’Occidente o con Mosca”.

Il ministro degli Esteri di Mosca, Lavrov punta il dito contro “i Paesi Nato” affermando che “stanno facendo di tutto per impedire” un cessate il fuoco con l’Ucraina, mentre la Russia è “favorevole al proseguimento dei colloqui, anche se non stanno andando bene”, negoziati che prevedono – afferma – la “revoca delle sanzioni” con la “bozza di un eventuale trattato” che sarebbe oggetto delle discussioni quotidiane” tra le delegazioni.

“Negli ultimi anni – sostiene il ministro degli Esteri russo – Stati Uniti e alleati non hanno fatto nulla per fermare il conflitto intra-ucraino”. “Hanno ‘pompato’ il regime di Kiev con armi” e “in generale portato avanti lo sviluppo politico-militare del territorio dell’Ucraina, hanno incoraggiato il corso aggressivo anti-russo perseguito dalle autorità di Kiev”. Per Lavorv, la Russia non aveva “altra scelta che riconoscere le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”, lanciare l’ “operazione militare speciale” e – afferma – “ora stiamo assistendo alla manifestazione del classico ‘doppio standard’ e dell’ipocrisia dell’establishment occidentale”.

“Manifestando pubblicamente sostegno al regime di Kiev, i Paesi Nato stanno facendo di tutto per impedire il completamento dell’operazione con la conclusione di accordi politici”, incalza Lavrov che parla dell’invio di armi. “Tutto viene fatto con il pretesto di ‘combattere l’invasione’, ma in realtà Usa e Ue intendono combattere la Russia ‘fino all’ultimo ucraino'”, afferma ancora, sostenendo che se Usa e Nato sono “davvero interessati a risolvere la crisi ucraina” devono “smettere di fornire armi a Kiev”.

Zelenski: “C’è un “rischio alto” che i colloqui di pace tra l’Ucraina e la Russia possano fermarsi a causa delle atrocità perpetrate dalle forze di Mosca, ha premesso Zelensky. E’ arrivata da lui la notizia della scoperta di un’altra fossa comune con 900 persone nell’oblast di Kiev. Centinaia i civili uccisi nella regione e, secondo quanto riportato da Kyev Independent, lo stesso Zelensky avrebbe detto ai media polacchi che circa 500mila ucraini sono stati deportati illegalmente in Russia.

Ucraina: devastazione completa, un mondo senza pace

 

 

“Immaginate Genova come Mariupol”. Discorso di Volodymyr Zelensky, oggi, al Parlamento italiano a quasi un mese dall’inizio della guerra in Ucraina, invasa dalla Russia il 24 febbraio scorso. A introdurre il presidente ucraino, collegato in video con l’Aula, il presidente della Camera Roberto Fico – “Ci uniamo in una ideale catena di solidarietà con gli altri Parlamenti nei quali lei è già intervenuto”, ha detto – e la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che ha parlato di “sentimenti di partecipazione profonda” verso il popolo ucraino. “Siamo al vostro fianco”, ha aggiunto. In Aula anche il premier Mario Draghi, intervenuto nel corso della seduta –

“L’Italia ammira il vostro coraggio, la vostra resistenza di fronte alla ferocia di Putin è eroica”, ha detto. L’aula della Camera, che ha tributato un lungo applauso alle parole di Zelensky, è quasi ‘sold out’. Restano vuoti solo alcuni scranni in alto, anche per via dei deputati che avevano dichiarato la loro assenza. Sono invece quasi vuote le tribune, aperte per consentire la seduta comune del Parlamento.

ZELENSKY:  A MARIUPOL C’ERANO MEZZO MILIONE DI PERSONE COME A GENOVA”

Oggi ho parlato con Papa Francesco, lui ha detto parole molto importanti. Capisco che voi desideriate la pace, capisco che dobbiate difendervi. Ognuno difende la propria patria. Ho risposto ‘il nostro popolo è diventato esercito quando ha visto quanto male, quanta devastazione porta il nemico’”, così il presidente Zelensky all’Aula italiana.

“Una settimana fa – ha aggiunto – sono intervenuto in una manifestazione di Firenze, ho chiesto a tutti gli italiani di ricordare il numero 79: erano i bambini uccisi in Ucraina. Ora sono 117, altri 39 sono stati uccisi. Ci sono decine di migliaia di famiglie distrutte, tutto questo è iniziato da una persona. Nelle città seppelliscono i morti nelle fosse comuni, succede questo nel 2022. I bambini morti sono 117 ma non sarà il numero finale, i missili russi non smettono di uccidere”.

“Alcune città ucraine – ha detto ancora – sono distrutte, come Mariupol sul Mar d’Azov: c’erano mezzo milione di persone, come a Genova, dove sono stato. A Mariupol non c’è più niente, immaginate Genova completamente bruciata dopo 3 settimane di assedio, con tutte le persone che scappano. Kiev è importante come lo è Roma per tutto il mondo, noi siamo al limite della sopravvivenza. Kiev ha vissuto guerre feroci nella sua storia, ha bisogno di vivere nella pace stabile come ha bisogno Roma e ogni altra città. Qui ogni giorno cadono bombe e missili, qui intorno ci sono soldati russi che uccidono, distruggono, torturano e portano via i nostri beni. Lo avevano fatto i nazisti l’ultima volta in Europa. Popolo italiano, bisogna fare il possibile per garantire la pace” e porre fine alla “guerra voluta da una sola persona. Il loro obiettivo è l’Europa, influenzare le vostre vite, controllare la vostra politica, distruggere i vostri valori. L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo, che vuole entrare in Europa: la barbarie non deve passare”

 

 

Il Presidente dell’Ucraina, Zelemski:”Il mondo vuole la pace ,se la Russia vuol invadere l’Ucraina, gli alleati agiscano adesso non dopo con le sanzioni”

Ucraina, l'ultima invasione di Mosca. Da Praga a Kabul: i blitz contro i  "traditori" - Il Fatto Quotidiano
L’invasione della Russia

 

 Cresce altissima  la tensione fra Ucraina e Russia. Afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky: “Il mondo non vuole la guerra, l’Ucraina ha bisogno della pace, abbiamo bisogno della pace” ha ribadito il presidente ucraino nel suo intervento. “L’Ucraina desidera la pace, l’Europa desidera la pace. Il mondo dice di non volere alcuna guerra, mentre la Russia sostiene di non voler intervenire….

Se l’Occidente è convinto che la Russia invaderà l’Ucraina, allora agisca adesso. “Abbiamo bisogno di garanzie di sicurezza. Dite che la guerra sta per iniziare, allora cosa aspettate? Non ci servono le sanzioni quando inizieranno i bombardamenti” ha scandito. E ancora: “Quando ci chiedete cosa si può fare? Molte cose si possono fare, vi possiamo dare una lista”.

Alla Nato Zelensky ha chiesto un calendario “chiaro” per l’adesione, a Vladimir Putin un incontro per capire cosa vuole. L’Alleanza ci dia un calendario “chiaro e realizzabile in vista dell’adesione” di Kiev, ha detto il leader ucraino, che ha poi proposto un incontro al suo omologo. “Non so quello che vuole il presidente russo, per questo gli propongo di incontrarci”.

Due soldati ucraini sono stati uccisi oggi e tre feriti oggi nell’est dell’Ucraina, ha poi riferito, ed ha smentito, come già aveva fatto il suo ministro degli Esteri, la notizia di una granata lanciata dal territorio ucraino a quello russo. L’accusa è “semplicemente stupida” 

Messaggio di Mattarella all’UE per la pace, lo sviluppo, l’occupazione, la stabilità e l’integrazione europea

Società: Mattarella, "rafforzare i valori dell'umanità attraverso dialogo,  tolleranza e pacifica convivenza tra i popoli" | AgenSIR

 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato all’Amministratore Delegato e Managing Partner di The European House – Ambrosetti, Valerio De Molli, il seguente messaggio che qui pubblichiamo per il grande interesse che esso riveste nell’ambito della pace, dello sviluppo, dell’occupazione giovanile e della stabilità europea. Eccolo:
«L’Unione Europea ha dimostrato, di fronte alla pandemia e alle sue conseguenze sul piano economico e sociale, una capacità di reazione efficace e tempestiva.
Le azioni intraprese, sia sul terreno delle campagne di vaccinazione sia sul terreno del sostegno alle crisi sociali e alla ripresa economica, confermano la bontà delle scelte effettuate in direzione di una sovranità condivisa a livello continentale. La integrazione europea consente di giocare a livello internazionale sul piano economico una massa critica a tutto vantaggio dei popoli europei.
Le risorse pubbliche messe in campo sono imponenti, tali da creare, con i suoi programmi di innovazione, una cornice favorevole agli investimenti privati che sono attesi per alimentare una fase ancora più positiva di rilancio. Le previsioni, per l’Italia, guardano, nel 2021 ad una crescita del Pil pari al 6% e nel 2022 al 4,4%, al quinto posto tra i Paesi del G20, con un incremento a due cifre della produzione industriale.
La forte volontà politica, che è stata all’origine delle scelte proposte dalla Commissione Europea e sostenute dalla approvazione del Parlamento Europeo, ha consentito di superare le diverse sensibilità presenti nell’Unione e di dar vita a una dimensione operativa senza precedenti che costituisce una vera e propria svolta.
Una dimensione che deve trovare ora collocazione nell’ambito del Trattato che, dopo la riflessione della Conferenza sul futuro dell’Europa, dovrà sostituire quello di Lisbona.
Analogo impegno deve riguardare ora il contributo dell’Unione Europea alla causa della pace, dello sviluppo, della sicurezza e della stabilità internazionale. La globalizzazione dei mercati importa che avvenga contemporaneamente alla diffusione dei diritti, per il raggiungimento della piena dignità delle persone in ogni angolo del mondo. Di qui la necessità di una politica estera e di sicurezza comune.
È materia in cui la Ue si è mossa, sin qui, troppo timidamente e che rappresenta, al contrario, la naturale continuazione di quella sovranità condivisa destinata anche a garantire, ai cittadini europei, la prosecuzione di una esperienza di crescita e progresso che non ha eguali. L’Europa non può permettersi di essere assente da scenari ed eventi le cui conseguenze si ribaltano sui Paesi che la compongono e dalla definizione delle regole che presiedono alle relazioni internazionali.
Invio auguri di buon lavoro ai partecipanti, con l’auspicio che i protagonisti della vita economica e finanziaria sappiano cogliere l’opportunità di contribuire a una fase di nuovo consolidamento del progetto europeo».

 

ADDIO A “SPARTACUS”, KIRK DOUGLAS, UNA LEGGENDA PER IL MONDO INTERO

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Addio a  Kirk Douglas, leggenda di Hollywood. L’attore aveva 103 anni. Il figlio Michael Douglas dà l’annuncio sui social: “È con tremenda tristezza che io e i miei fratelli annunciamo che Kirk Douglas ci ha lasciato oggi all’età di 103 anni. Per il mondo era una leggenda, un attore dell’età d’oro dei film, il cui impegno umanitario per la giustizia e le cause in cui ha creduto hanno fissato uno standard a cui tutti aspiriamo”.

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Ma per me, i miei fratelli Joel e Peter era semplicemente papà – si legge nel post – per Catherine, un meraviglioso suocero, per i suoi nipoti e pronipote, il loro nonno amorevole, e per sua moglie Anne, un marito meraviglioso”.

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La vita di Kirk è stata ben vissuta – scrive Michael Douglas – e lascia un’eredità nel cinema che durerà per le generazioni a venire, e una storia come un famoso filantropo che ha lavorato per aiutare la gente e portare la pace sul pianeta. Vorrei concludere con le parole che gli ho detto durante il suo ultimo compleanno e che rimarranno sempre vere. Papà, ti amo così tanto e sono così orgoglioso di essere tuo figlio. #KirkDouglas”.

I personaggi  che  Kirk Douglas ha interpretato nel corso della sua prestigiosa carriera  abbracciano  tutta la seconda metà del XX °  secolo.

Amputato con un dito in La Captive à les clear clears , di Howard Hawks (1952), con un orecchio in La Vie appassionato di Vincent van Gogh , di Vincente Minnelli (1957), accecato in The Vikings , da Richard Fleischer (1958) , crocifisso in Spartacus, da Stanley Kubrick (1960), schiacciato da un camion in L’Arrangement, da Elia Kazan (1969), non assomiglia all’eroe trionfante alla John Wayne, una figura ambivalente e complessa piuttosto che un’icona Stati Uniti.

Kirk Douglas, nel 1946.Kirk Douglas, nel 1946. 

La sua immagine pubblica di patriarca — è crollata anche dopo la morte per overdose di un altro dei suoi figli, Eric, nel 2004.
Nel 1996, un ictus gravemente handicappato il suo discorso non era bastato a tenerlo lontano dal palcoscenico. Ospite regolare dei più grandi festival cinematografici, Kirk Douglas era anche una presenza ricorrente sugli scaffali delle librerie. Il memorialista e romanziere, alcuni dei suoi libri – tra cui Le Fils du chiffonnier (Presses de la Renaissance, 1988), il primo volume delle sue memorie – si sono soffermati a lungo in cima alle classifiche dei best seller. Recentemente  si era distinto su Internet con un blog di inaspettata spontaneità in un nonagenario.

Da adolescente, ha scoperto una vocazione come attore e è riuscito a iscriversi all’Università di St Lawrence. Attaccato dall’antisemitismo in ogni fase della sua carriera, divenne una delle stelle della squadra di wrestling e presto frequentò le lezioni in una scuola di recitazione a New York. Issur Danielovitch adotta lo pseudonimo di Kirk Douglas e ha per il compagno di classe Betty Joan Perske, il futuro Lauren Bacall. Quando gli Stati Uniti andarono in guerra, il giovane si unì alla marina e fu smobilitato per un infortunio nel 1944.

Diventata una star di Hollywood, Lauren Bacall raccomanda la sua amica al produttore di Warner, Hal B. Wallis, e Kirk Douglas fa il suo debutto sullo schermo, a 30 anni, in The Crime , di Lewis Milestone, in 1946.

Nonostante il suo potere di seduzione, Kirk Douglas interpreta dapprima ruoli antipatici, come quello del brutto che insegue Burt Lancaster della sua vendetta a Pendez-moi haut et court (1947), di Jacques Tourneur, “ruoli di figli di puttane” , dirà più tardi. Ma anche ruoli maschili imperfetti, come quello del sottomesso marito di Chains conjugales (1949) , di Joseph Mankiewicz.  Oggi lascia al mondo un patrimonio cinematografico unico e davvero leggendario

INFERNO LIBIA

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       ARDUO IL COMPITO DI PACE DEL PREMIER GIUSEPPE CONTE

La Noc (National Oil Company) della Libia ha dovuto annunciare la chiusura  perchè il generale Khalifa Haftar ha disposto il blocco dei terminal petroliferi. “E’ una mossa che preoccupa e che agita gli animi” a poche ore dall’avvio della Conferenza di Berlino, le cui posizioni sono contrastanti  con i Paesi schierati con l’una o con l’altra delle due parti ..

Si prevede intanto nella preconferenza di Berlino  “la formazione di un unico governo libico unificato, inclusivo ed efficace approvato dalla Camera dei rappresentanti”, “sanzioni per chi viola l’embargo delle Nazioni Unite sulle armi“, “la ripresa del processo politico guidato dai libici e intralibico…per aprire la strada a elezioni parlamentari e presidenziali libere, eque, inclusive e credibili”.

In un documento si prevede pure la fine delle ostilità militari . I  partecipanti alla conferenza di Berlino “chiedono la fine dei movimenti militari da parte o in diretto sostegno delle parti in conflitto, cominciando con il cessate il fuoco”.

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Fine delle ostilità che solo Serraj ha firmato, mentre Haftar esprime incertezze pensando di perdere il potere.

. La chiusura dei terminal petroliferi a Brega, Ras Lanuf, Hariga, Zueitina e Es Sider “-comunica la parte di Haftar -serve per creare pressione sulla conferenza, per fare dire al Presidente francese Emmanuel Macron, sponsor di Haftar, che è arrivato il momento di prendere atto che in Libia non c’è un solo governo“,. “”.

Che l’attesa sia tesa lo confermano anche i pensieri esternati da Erdogan  che , ha avvertito l’Europa: “Lasciare la Libia alla mercè di un signore della guerra sarebbe un errore di proporzioni storiche, mentre se il governo di Tripoli dovesse cadere  l’Europa dovrà affrontare un nuovo tipo di terrorismo e minacce  dall’Isis ad al Qaeda ai flussi migratori.

Sulla Libia il premier Giuseppe Conte è perennamente  impegnato da giorni a “tessere la tela per la pace”, ha avuto oggi un colloquio telefonico con la Merkel per un ultimo aggiornamento in vista della conferenza, ma l’accordo non sarà facile di fronte ad uomini che intendono detenere il potere assoluto.

Rieccoci con lo sport preferito della Corea del Nord:lanciati altri due missili

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Ci risiamo. La Corea del nord ha lanciato  due missili  dalla sua costa orientale verso il Mare del Giappone….Lo Stato Maggiore di Seul ha precisato che si tratta di missili di corto raggio lanciati alle 8:01 e alle 8:16 ora locale dalla città costiera di Tongchon nella provincia orientale di Kangwon. Le autorità sudcoreane hanno spiegato che i missili vengono ora analizzati dall’intelligence di Seul e di Washington.

Il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha confermato il lancio, ed ha affermato che ”non c’è stata alcuna conseguenza sulla sicurezza del nostro Paese. Staremo in allerta e continueremo a prendere tutte le misure necessarie a proteggere la popolazione coordinandoci con altri Paesi come gli Stati Uniti”.

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Le autorità di Pyongvang dicono intanto di non voler più relazionarsi con la Corea del sud. “Non abbiamo altro di cui parlare con le autorità sudcoreane e non abbiamo intenzione di sederci nuovamente con loro” al tavolo dei negoziati, si legge in una nota del Comitato della Corea del Nord per la riunificazione pacifica del Paese…. Il Comitato ha quindi definito il presidente sudcoreano Moon Jae-in come un ”ragazzo impudente” che è ”sopraffatto dalla paura”.

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Foto Archivio Sud Libertà

“Guarire le ferite nell’ambito familiare è indispensabile per avere pace ed armonia”: -Angelus di Papa Francesco

 

Nella famiglia di Nazareth non è mai venuto meno lo stupore, neanche in un momento drammatico come lo smarrimento di Gesù: è la capacità di stupirsi di fronte alla graduale manifestazione del Figlio di Dio”.

 “Ma cos’è lo stupore, cos’è stupirsi?”, si è chiesto Francesco al consueto Angelus,  che ha commentato la festa della Santa Famiglia soffermandosi su due sentimenti: “Stupore e angoscia”. “Stupirsi e meravigliarsi è il contrario del dare tutto per scontato, è il contrario dell’interpretare la realtà che ci circonda e gli avvenimenti della storia solo secondo i nostri criteri”, ha spiegato: “E una persona che fa questo non sa cosa sia la meraviglia, cosa sia lo stupore. Stupirsi è aprirsi agli altri, comprendere le ragioni degli altri: questo atteggiamento è importante per sanare i rapporti compromessi tra le persone, ed è indispensabile anche per guarire le ferite aperte nell’ambito familiare”.

“Quando ci sono dei problemi nelle famiglie, diamo per scontato che noi abbiamo ragione e chiudiamo la porta agli altri”, l’esempio scelto dal Papa: “Invece, bisogna pensare: ‘Ma che cos’ha di buono questa persona?’, e meravigliarsi per questo ‘buono’. E questo aiuta l’unità della famiglia”. “Se voi avete problemi nella famiglia, pensate alle cose buone che ha il familiare con cui avete dei problemi, e meravigliatevi di questo”, il consiglio dei Francesco: “E questo aiuterà a guarire le ferite familiari”.

L’angoscia che Maria e Giuseppe provarono nei tre giorni dello smarrimento di Gesù, ha proseguito il Papa a proposito del secondo sentimento, “dovrebbe essere anche la nostra angoscia quando siamo lontani da Lui, quando siamo lontani da Gesù”. “Dovremmo provare angoscia quando per più di tre giorni ci dimentichiamo di Gesù, senza pregare, senza leggere il Vangelo, senza sentire il bisogno della sua presenza e della sua consolante amicizia”, il monito: “E tante volte passano i giorni senza che io ricordi Gesù. Ma questo è brutto, questo è molto brutto. Dovremmo sentire angoscia quando succedono queste cose”. “Oggi torniamo a casa con queste due parole: stupore e angoscia”, la consegna finale: “Io so avere stupore, quando vedo le cose buone degli altri, e così risolvere i problemi familiari? Io sento angoscia quando mi sono allontanato da Gesù? Preghiamo per tutte le famiglie del mondo, specialmente quelle in cui, per vari motivi, mancano la pace e l’armonia”.

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