Papa Leone XIV: ” CHI HA RESPONSABILITA’ DI GOVERNO DEVE IMPEGNARSI PER LA PACE SENZA CREARE TENSIONI INTERNAZIONALI”

 

 

 

 

Tripla tappa tra Pompei e Napoli di Papa Leone  nel giorno del primo anniversario dall’elezione di Robert Francis Prevost a Pontefice .

. Il Pontefice – si apprende – è atterrato in elicottero pochi minuti prima delle 9 a Pompei dove è stato accolto, tra gli altri, dal presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dal prefetto di Napoli, Michele di Bari e dal sindaco partenopeo e della Città metropolitana, Gaetano Manfredi. Subito dopo l’arrivo Leone ha iniziato la giornata incontrando il “Tempio della carità”, persone provenienti da contesti di disagio sociale che sono accolte nei diversi centri del Santuario di Pompei. Poi ha presieduto la messa.

Dopo la recita della Supplica alla Beata Vergine del Santo Rosario, Santo Padre è ripartito in elicottero alla volta di Napoli. Insieme all’arcivescovo di Napoli cardinale don Mimmo Battaglia, è salito successivamente a bordo dell’auto scoperta per arrivare al Duomo alle ore 14:55. Ad accoglierlo i ragazzi del progetto Canta, Suona e Cammina con canzoni della tradizione napoletane.

L’ampolla con il sangue di San Gennaro è arrivata in Duomo alle ore 14.20 con Mons. Vincenzo De Gregorio che, dopo aver percorso la navata mostrandola e dopo aver salutato i presenti, l’ha riposta sull’altare maggiore. Papa Leone XVI, prima di percorrere la navata principale del Duomo di Napoli, ha visitato la Cappella di San Gennaro. . Qui si è fermato in contemplazione davanti all’ampolla di San Gennaro. Successivamente l’ha sollevata dinanzi ai fedeli mostrando il sangue sciolto, accolto da applausi e dai cori “Viva il Papa”.

 

PAPA Leone “Napoli è città ”segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza

Papa Leone XVI durante il suo intervento nel Duomo di Napoli,ha affermato: “Napoli è una città dai mille colori, in cui la cultura e le tradizioni del passato si mescolano alla modernità e alle innovazioni; è una città in cui una religiosità popolare spontanea ed effervescente si intreccia con numerose fragilità sociali e con i molteplici volti della povertà; è una città antica ma in continuo movimento, abitata da molta bellezza e nel contempo segnata da tante sofferenze e perfino insanguinata dalla violenza“.

In questo contesto, – ha proseguito il Papa – l’agire pastorale è chiamato a una continua incarnazione del messaggio evangelico, perché la fede cristiana professata e celebrata non si limiti a qualche evento emotivo ma penetri profondamente nel tessuto della vita e della società. Il peso, però, soprattutto per i presbiteri, è grande”.

“Ciò che vi chiedo dunque è questo: ascoltatevi, camminate insieme, create una sinfonia di carismi e ministeri, e così trovate le modalità per passare da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria, capace di intercettare la vita concreta delle persone – ha proseguito Papa Leone XVI durante il suo intervento nel Duomo di Napoli -.

È una missione che richiede l’apporto di tutti. In una città segnata da disuguaglianze, disoccupazione giovanile, dispersione scolastica e fragilità familiari, l’annuncio del Vangelo non può prescindere da una presenza concreta e solidale, che coinvolge tutti e ciascuno, preti, religiosi, laici. Tutti sono soggetti attivi della pastorale e della vita della Chiesa e non solo collaboratori, perché l’impegno e la testimonianza di ciascuno possano generare una comunità presente e attenta, capace di essere lievito nella pasta. Una comunità che sa progettare e proporre percorsi che aiutano le persone a vivere l’esperienza del Vangelo e a riceverne impulsi per rinnovare la città di Napoli”.

 POMPEI

Sul santuario di Pompei Papa Leone ha dichiarato: “Qui, nel tempio della carità e il tempio della fede, si sostengono a vicenda la preghiera, la quotidianità, l’affetto, il servizio. L’impegno generoso di tanti dei centri educativi, nelle case famiglie, alla mensa per i poveri intitolata a Papa Francesco e l‘amore compie miracoli che vanno ben oltre ogni sforzo e aspettativa nelle membra di chi soffre e ancora di più nelle anime. Quando San Bartolo giunse per la prima volta nella valle di Pompei, ritrovò una terra afflitta da tante miseria, abitata da pochi contadini, molto poveri funestata dalla malaria e dalle Briganti egli seppe vedere, però, in tutti il volto di Cristo nei grandi e nei piccoli e in particolare degli orfani e nei figli dei carcerati a cui fece sentire con la sua tenerezza il palpito del cuore di Dio”. .

“Carissimi, questo è un luogo di grazia, in cui la Madonna del Rosario e San Bartolo riuniscono uomini e donne di ogni età, provenienza e condizione, per portarli all’unica Fonte di quell’amore universale che solo può dare al mondo serenità e concordia: per portarli a Dio. Stringiamoci a lui, mentre gli affidiamo, per le mani di Maria, l’umanità intera, sicuri che, con l’aiuto della sua grazia, niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento. Niente potrà fermarci nel compiere il bene e la speranza in un futuro di pace, qui e ovunque, avrà il suo compimento – ha aggiunto il Pontefice -. Grazie per quello che fate. Andate avanti con generosità e fiducia. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera, vi raccomando all’intercessione della Madre del Cielo e di San Bartolo e vi benedico tutti di cuore”. 

“Fratelli e sorelle, sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle case famiglia, educatori, volontari, sia questo il vostro programma di vita: essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete, nel servizio, nel dialogo e nella vita di fede, modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù. A voi bambini, ragazzi e giovani raccomando di avere fiducia in chi, con amore, si prende cura della vostra crescita, e ancora di più di confidare in Gesù – ha aggiunto il Papa -, il figlio di Dio, crocifisso e risorto, che ci salva e ci libera, l’amico che non ci abbandona né ci respinge mai. 

Lasciatevi coinvolgere e spingere dalla gioia che viene dalle sue parole e dai suoi esempi, il nostro mondo ne ha tanto bisogno, e voi, che ben la conoscete, potete esserne, con la vostra freschezza, i testimoni più convincenti”..

“Nel corso della  celebrazione della messa dal santuario di Pompei Papa Leone ha così concluso: “Il Rosario spinge lo sguardo verso i bisogni del mondo, come la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae sottolineava, proponendo in particolare due intenzioni che rimangono di pressante attualità: la famiglia, che risente dell’indebolimento del legame coniugale, e la pace, messa a repentaglio dalle tensioni internazionali e da un’economia che preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana“..

L’ennesimo invito del Pontefice all’Angelus: “Si riaprano i percorsi di dialogo”

 

🔵Accogliamo con profonda emozione e grande gioia l'elezione del nuovo Papa  Leone XIV. Il nuovo Papa che raccoglie la grande eredità. di Papa Francesco  che oggi si rinnova con forza. Al nuovo

 

Roma,

Ancora  Papa Leone XIV  insiste per la pace in Medio Oriente. “A nome dei cristiani del Medio Oriente e di tutte le donne e gli uomini di buona volontà mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto: cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo, la violenza non potrà mai portare alla stabilità e alla pace che i popoli attendono”, ammonisce il Papa all’Angelus. “Da due settimane – osserva – i popoli del Medio Oriente soffrono l’atroce violenza della guerra, migliaia di persone innocenti uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case . Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole , ospedali e centri abitati”.

Il Papa all’Angelus ha dato voce alla sua preoccupazione per la situazione in Libano. “E’ motivo di grande preoccupazione, auspico un cammino di dialogo che possano sostenere le autorità del Paese nell’implementare soluzioni durature alla grave crisi in corso per il bene comune di tutti i libanesi”.

Papa Leone XIV: ” Ricercare soluzioni diplomatiche- ad ogni livello , idonee per fermare la guerra”

Robert Francis Prevost, ecco la biografia del nuovo Papa ...

 

 

Stamani Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il primo ministro della Repubblica di Lituania, Inga Ruginiene, la quale si è successivamente incontrata con monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali.

 “Durante il cordiale colloquio in Segreteria di Stato – informa  una nota del Vaticano –, è stato espresso compiacimento per le buone relazioni che intercorrono tra la Santa Sede e la Lituania, rilevando il positivo contributo della Chiesa cattolica a favore della dignità dell’uomo e per il bene comune della società. Ci si è quindi soffermati su alcune problematiche di carattere internazionale, con particolare riferimento alle situazioni di conflitto in Ucraina e Medio Oriente, auspicando che ci si adoperi, ad ogni livello, nella ricerca di soluzioni diplomatiche che fermino la guerra”.

Papa Leone XIV “La pace deve guidare la sorte dei popoli e dell’intera umanità” Solo chi spera sostiene il dialogo nella diplomazia”

 

 

 

Roma,

Papa Leone XIV nel corso dell’Udienza in occasione del Giubileo della Diplomazia così si è espresso.” Non più la guerra. La pace deve guidare la sorte dei popoli e dell’intera umanità”. “La pace è il bene definitivo ed eterno, che speriamo per tutti”, .

“La speranza mostra un prezioso significato per il servizio che svolgete: in diplomazia, solo chi spera davvero cerca e sostiene sempre il dialogo fra le parti, confidando nella comprensione reciproca anche davanti a difficoltà e tensioni – ha spiegato il Pontefice rivolgendosi ai diplomatici -. Poiché speriamo di capirci, ci impegniamo a farlo cercando i modi e le parole migliori per raggiungere l’intesa. A riguardo, è indicativo che patti e trattati siano suggellati da un accordo: questa vicinanza del cuore – ad cor – esprime la sincerità di gesti, come una firma o una stretta di mano, altrimenti ridotti a formalità procedurali. Appare così un tratto caratteristico, che distingue l’autentica missione diplomatica dal calcolo interessato a tornaconti di parte o dall’equilibrio tra rivali che nascondono le rispettive distanze. Per resistere a tali derive guardiamo all’esempio di Gesù, la cui testimonianza di riconciliazione e di pace brilla come speranza per tutti i popoli. A nome del Padre, il Figlio parla con la forza dello Spirito Santo, compiendo il dialogo di Dio con gli uomini. Perciò tutti noi, fatti a immagine di Dio, sperimentiamo nel dialogo, ascoltando e parlando, le relazioni fondamentali della nostra esistenza”.

“Non a caso chiamiamo madre la nostra lingua nativa, quella che esprime la cultura della nostra patria, unendo il popolo come una famiglia. Nella propria lingua, ogni Nazione attesta una specifica comprensione del mondo, i valori più alti come i costumi più quotidiani – ha detto ancora Papa Leone XIV -. Le parole sono quel patrimonio comune attraverso le quali fioriscono le radici della società che abitiamo. 

In un clima multietnico diventa allora indispensabile aver cura del dialogo, favorendo la comprensione reciproca e interculturale come segno di accoglienza, di integrazione, di fraternità. A livello internazionale, questo stesso stile può portare frutti di cooperazione e di pace, a patto che perseveriamo a educare il nostro modo di parlare. Solo quando una persona è onesta, infatti, diciamo che è “di parola”, perché la mantiene come segno di costanza e fedeltà, senza voltafaccia. Allo stesso modo, una persona è coerente quando fa quello che dice: la sua parola è il buon pegno che dà a chi la ascolta, e il valore della parola data dimostra quanto vale la persona che la dice. In particolare, il cristiano è sempre uomo della Parola: quella che ascolta da Dio, anzitutto, corrispondendo nella preghiera al suo appello paterno. Quando siamo stati battezzati, è stato tracciato sulle nostre orecchie il segno della Croce, dicendo: “Effatà”, cioè “Apriti””.

“In quel gesto, che ricorda la guarigione operata da Gesù, viene benedetto il senso attraverso il quale riceviamo le prime parole di affetto e gli indispensabili elementi culturali che sostengono la nostra vita, in famiglia e nella società – ha riferito ancora  il Papa -. Come i sensi e il corpo, così anche il linguaggio va dunque educato, appunto alla scuola dell’ascolto e del dialogo. Sia essere autentici cristiani, sia essere cittadini onesti significa condividere un vocabolario capace di dire le cose come stanno, senza doppiezza, coltivando la concordia fra le persone. Perciò è nostro e vostro impegno, specialmente come Ambasciatori, favorire sempre il dialogo e tesserlo nuovamente, qualora si interrompesse. In un contesto internazionale ferito da prevaricazioni e conflitti, ricordiamo che il contrario del dialogo non è il silenzio, ma l’offesa. Laddove, infatti, il silenzio apre all’ascolto e accoglie la voce di chi ci sta davanti, l’offesa è un’aggressione verbale, una guerra di parole che si arma di menzogne, propaganda e ipocrisia. Impegniamoci con speranza a disarmare proclami e discorsi, curandone non solo la bellezza e la precisione, ma anzitutto l’onestà e la prudenza.

Chi sa cosa dire, non ha bisogno di molte parole, ma solo di quelle giuste: esercitiamoci dunque a condividere parole che fanno bene, a scegliere parole che costruiscono intesa, a testimoniare parole che riparano i torti e perdonano le offese. Chi si stanca di dialogare, si stanca di sperare la pace – ha concluso Papa Leone XIV -. A questo proposito, rievoco con voi l’accorato appello che San Paolo VI rivolse all’Assemblea delle Nazioni Unite esattamente sessant’anni fa. Quel che unisce gli uomini, notava il mio venerato Predecessore, è un patto suggellato “con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei Popoli e dell’intera umanità!”. Sì, la pace è il dovere che unisce l’umanità in una comune ricerca di giustizia. La pace è l’intento che dalla notte di Natale accompagna tutta la vita di Cristo, fino alla sua Pasqua di morte e risurrezione. La pace è il bene definitivo ed eterno, che speriamo per tutti”.

Papa Leone XIV: ” Occorre il rispetto della dignita’ umana e l’etica della comunicazione”-Vigilare con coscienza critica

 

È Robert Francis Prevost e si chiamerà Leone XIV - Diocesi di Torino

 

 

Roma,

Papa Leone XIV, ricevendo in udienza i membri del Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica così si è espresso:.

“Desidero anzitutto manifestare il mio apprezzamento per il lavoro che svolgete, che richiede competenza, trasparenza e insieme riservatezza. Esso vi investe della grave responsabilità di monitorare costantemente i pericoli che potrebbero affacciarsi sulla vita della Nazione, per contribuire soprattutto alla tutela della pace. Si tratta di un lavoro impegnativo, che anche per la sua riservatezza spesso corre il rischio di essere strumentalizzato, ma che è di grande importanza per cogliere in anticipo eventuali scenari pericolosi per la vita della società“. 

“Nel corso di questi cento anni tante cose sono cambiate, le capacità e gli strumenti si sono molto raffinati, così come sono aumentate e si sono diversificate le sfide che le nostre società sono chiamate ad affrontare. A questo proposito, vorrei esortarvi a svolgere il vostro lavoro, oltre che con professionalità, anche con uno sguardo etico che tenga conto almeno di due aspetti imprescindibili: il rispetto della dignità della persona umana e l’etica della comunicazione –.

Anzitutto, il rispetto della dignità della persona umana. L’attività di sicurezza non deve mai perdere di vista questa dimensione fondante e mai può venir meno al rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno. In certe circostanze difficili, quando il bene comune da perseguire ci sembra più necessario di tutto il resto, si può correre il rischio di dimenticare questa esigenza etica e, perciò, non è sempre facile trovare un equilibrio. Come ha affermato la Commissione Europea per la democrazia attraverso il diritto, le agenzie di sicurezza spesso devono raccogliere informazioni sugli individui e, perciò incidono fortemente sui diritti individuali”.

“E’ necessario allora che vi siano dei limiti stabiliti, secondo il criterio della dignità della persona, e che si resti vigilanti sulle tentazioni a cui un lavoro come il vostro vi espone. Fate in modo che le vostre azioni siano sempre proporzionate rispetto al bene comune da perseguire e che la tutela della sicurezza nazionale garantisca sempre e comunque i diritti delle persone, la loro vita privata e familiare, la libertà di coscienza e di informazioni, il diritto al giusto processo – ha proseguito Leone XIV –. In questo senso, occorre che le attività dei Servizi siano disciplinate dalle leggi, debitamente promulgate e pubblicate, che vengano sottoposte al controllo e alla vigilanza della magistratura e che i bilanci siano sottoposti a controlli pubblici e trasparenti.

Il secondo aspetto riguarda l’etica della comunicazione. Il mondo delle comunicazioni è notevolmente cambiato negli ultimi decenni e, oggi, la rivoluzione digitale è qualcosa che semplicemente fa parte della nostra vita e del nostro modo di scambiarci informazioni e di relazionarci. Inoltre, l’avvento di nuove e sempre più avanzate tecnologie ci offre maggiori possibilità ma, al tempo stesso, ci espone a continui pericoli. Lo scambio massiccio e continuo di informazioni chiede di vigilare con coscienza critica su alcune questioni di vitale importanza: la distinzione tra la verità e le fake news, l’esposizione indebita della vita privata, la manipolazione dei più fragili, la logica del ricatto, l’incitamento all’odio e alla violenza”.

“Occorre vigilare con rigore affinchè le informazioni riservate non siano usate per intimidire, manipolare, ricattare, screditare il servizio di politici, giornalisti o altri attori della società civile. Tutto ciò vale anche per l’ambito ecclesiale. Infatti, in diversi Paesi la Chiesa è vittima di servizi di intelligence che agiscono per fini non buoni opprimendone la libertà. Questi rischi vanno sempre valutati ed esigono un’alta statura morale in chi si prepara a svolgere un lavoro come il vostro e in chi lo svolge da tempo – ha concluso il Papa -. Sono ben consapevole del ruolo delicato e della responsabilità a cui siete chiamati. A questo proposito, vorrei anche ricordare quei vostri colleghi che hanno perso la vita in missioni delicate, svolte in contesti difficili. 

La loro dedizione non è consegnata forse ai titoli dei giornali, ma è viva nelle persone che hanno aiutato e nelle crisi che hanno contribuito a risolvere. Infine, vorrei esprimere la mia riconoscenza per gli sforzi dei Servizi di intelligence italiani anche nel garantire la sicurezza della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. E qui vorrei esprimere una parola di gratitudine per la collaborazione con la Gendarmeria, con il Vaticano, la Santa Sede, in tanti servizi, dove veramente questa capacità e possibilità di servire gli altri si fa realtà grazie alla buona collaborazione con voi. Vi incoraggio a portare avanti il vostro lavoro avendo sempre di mira il bene comune, imparando a valutare con giudizio ed equilibrio le diverse situazioni che si pongono davanti a voi e restando saldamente ancorati a quei principi giuridici ed etici che mettono al di sopra di tutto la dignità della persona umana”.

 

Ucraina, incontro stamane di Zelensky con Papa Leone XIV per l’urgenza di una pace “giusta” ..Poi, questo pomeriggio, alle 15, a Palazzo Chigi

 

 

Papa Leone XIV e Zelensky, l'incontro a Castel Gandolfo: il Vaticano si  offre (nuovamente) come

 

Roma,

Volodymyr Zelensky oggi martedì 9 dicembre è a Roma. In atto è a colloquio – sono le ore 9.31-  con Papa Leone XIV.

I due si sono già incontrati a luglio a margine della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina a Roma. In quell’occasione avevano discusso di pace e di aiuti umanitari e isi concordò per  l’urgenza di una pace giusta e duratura. Il Papa offrì la propria disponibilità del Vaticano per i  difficili negoziati.

Zelensky a Palazzo Chigi alle ore 15

Questo pomeriggio , alle 15, Zelensky sarà poi ricevuto dalla premier Giorgia Meloni  a Palazzo Chigi.  Ricorderemo che il Presidente ucraino ieri si è recato a Londra accolto dal premier britannico Keir Starmer a Downing Street..

Si discuterà conZelensky e altri leader europei  sul percorso di pace in Ucraina  dopo i noti  “colpi di scena” del Presidente Usa .

Palazzo Chigi insiste , nonostante le dichiarazioni del Presidente Trump,  sulla necessità -opportunità di  una simbiosi  tra partner europei e Stati Uniti per il raggiungimento di una pace giusta e duratura in Ucraina. E’ “fondamentale in questo momento, ad avviso dei leader riuniti, aumentare il livello di convergenza su temi che toccano gli interessi vitali dell’Ucraina e dei suoi partner europei, come la definizione di solide garanzie di sicurezza e l’individuazione di misure condivise a sostegno dell’Ucraina e della sua ricostruzione”,…

Palazzo Chigi”ha innanzitutto voluto rinnovare la solidarietà italiana a seguito di una nuova serie di attacchi indiscriminati russi contro obiettivi civili ucraini e ha annunciato al presidente Zelensky l’invio di forniture di emergenza a sostegno delle infrastrutture energetiche e della popolazione. I generatori forniti da aziende italiane verranno inviati in Ucraina già nelle prossime settimane“.

Afferma Zelensky: “Sono grato per la grande attenzione prestata agli sforzi diplomatici e per il sostegno alle nostre infrastrutture energetiche con le attrezzature che l’Italia consegnerà nei prossimi giorni”,  anche sui ” risultati del nostro impegno con la parte americana, nonché le prospettive e le sfide attuali”.

Ha aggiunto il leader ucraino: “c’è ancora molto lavoro da fare insieme per garantire che la Russia si impegni realmente a porre fine alla guerra. L’Italia sostiene chiaramente la necessità di una reale sicurezza e di prevenire lo scoppio di nuove guerre“.

Papa Leone: “La formazione promuove una cultura dell’alterità e del dialogo.. Dobbiamo uscire dall’autoreferenzialità”

 

 

 

 

 

Papa Leone inaugurando l’anno accademico alla Pontificia Università Lateranense ha affermato:

Oggi abbiamo urgente bisogno di pensare la fede per poterla declinare negli scenari culturali e nelle sfide attuali, ma anche per contrastare il rischio del vuoto culturale che, nella nostra epoca, diventa sempre più pervasivo. In particolare, la Facoltà di Teologia è chiamata a riflettere sul deposito della fede e a farne emergere la bellezza e la credibilità nei differenti contesti contemporanei, perché appaia come una proposta pienamente umana, capace di trasformare la vita dei singoli e della società, di innescare cambiamenti profetici rispetto ai drammi e alle povertà del nostro tempo”.

“Vorrei anche immaginare insieme a voi l’Università Lateranense come uno spazio che ha occhi e cuore puntati verso il futuro, e si lancia nelle sfide contemporanee attraverso alcune dimensioni peculiari che brevemente sottolineo – ha aggiunto -. La prima è questa: al centro della formazione devono esserci la reciprocità e la fraternità. Oggi, purtroppo, si usa spesso la parola ‘persona’ come sinonimo di individuo, e il fascino dell’individualismo come chiave per una vita riuscita ha risvolti inquietanti in ogni ambito: si punta alla promozione di sé stessi, si alimenta il primato dell’io e si fatica a fare cooperazione, crescono pregiudizi e muri nei confronti degli altri e in particolare di chi è diverso, si scambia il servizio di responsabilità con una leadership solitaria e, alla fine, si moltiplicano le incomprensioni e i conflitti. La formazione accademica ci aiuta a uscire dall’autoreferenzialità e promuove una cultura della reciprocità, dell’alterità, del dialogo. Contro quello che l’Enciclica Fratelli tutti definisce “il virus dell’individualismo radicale” (n. 105), vi chiedo di coltivare la reciprocità, attraverso relazioni improntate alla gratuità ed esperienze che aiutino la fraternità e il confronto tra culture diverse. La Pontificia Università Lateranense, ricca dalla presenza di studenti, docenti e personale dei cinque continenti, rappresenta un microcosmo della Chiesa universale: siate perciò segno profetico di comunione e di fraternità”.

“La seconda dimensione che vorrei richiamare è la scientificità, da promuovere, da difendere e da sviluppare – spiega ancora Papa Leone -. Il servizio accademico spesso non gode del dovuto apprezzamento, anche a motivo di radicati pregiudizi che purtroppo aleggiano pure nella comunità ecclesiale. Si riscontra a volte l’idea che la ricerca e lo studio non servano ai fini della vita reale, che ciò che conta nella Chiesa sia la pratica pastorale più che la preparazione teologica, biblica o giuridica. Il rischio è quello di scivolare nella tentazione di semplificare le questioni complesse per evitare la fatica del pensiero, col pericolo che, anche nell’agire pastorale e nei suoi linguaggi, si scada nella banalità, nell’approssimazione o nella rigidità. L’indagine scientifica e la fatica della ricerca sono necessarie. Abbiamo bisogno di laici e preti preparati e competenti. Perciò, vi esorto a non abbassare la guardia sulla scientificità, portando avanti una appassionata ricerca della verità e un serrato confronto con le altre scienze, con la realtà, con i problemi e i travagli della società. Questo esige che l’Università abbia docenti preparati, posti nelle condizioni – pastorali, giuridiche ed economiche – di dedicarsi alla vita accademica e alla ricerca; che gli studenti siano motivati ed entusiasti, disposti allo studio rigoroso. Esige che l’Università dialoghi con altri centri di studio e di insegnamento, perché in questa prospettiva inter- e trans-disciplinare si possano intraprendere percorsi ancora inesplorati”.

“La terza dimensione che sinteticamente richiamo è quella del bene comune – conclude il Pontefice -. Il fine del processo educativo e accademico, infatti, dev’essere formare persone che, nella logica della gratuità e nella passione per la verità e la giustizia, possano essere costruttori di un mondo nuovo, solidale e fraterno. L’Università può e deve diffondere questa cultura, diventando segno ed espressione di questo mondo nuovo e della ricerca del bene comune”.

Papa Leone “Troppi civili e bambini uccisi, si cessi il fuoco” In vista il Concistoro straordinario dei cardinali

 

 

Città del Vaticano

Papa Leone all’Angelus, in piazza San Pietro si è espresso in questi termini : “Esprimo il mio vivo apprezzamento per quanti, ad ogni livello, si stanno impegnando a costruire la pace nelle diverse regioni segnate dalla guerra. Nei giorni scorsi, abbiamo pregato per i defunti e tra questi purtroppo ce ne sono tanti uccisi nei combattimenti e nei bombardamenti, benché fossero civili, bambini, anziani, ammalati. Se si vuole veramente onorare la loro memoria, si cessi il fuoco e si metta ogni impegno nelle trattative”.

“Sono vicino alle popolazioni delle Filippine colpite da un violento tifone: prego per i defunti e i loro familiari, per i feriti e gli sfollati”, aggiunge il Pontefice, ricordando che “oggi la Chiesa in Italia celebra la Giornata del Ringraziamento. Mi associo al messaggio dei Vescovi nell’incoraggiare una cura responsabile del territorio, il contrasto dello spreco alimentare e l’adozione di pratiche agricole sostenibili. Ringraziamo Dio per “sora nostra madre terra” (San Francesco, Cantico delle creature) e per quanti la coltivano e la custodiscono!”.

CONCISTORO STRAORDINARIO  DEI CARDINALI  IL 7 E 8 GENNAIO 2026

Papa Leone ha in programma di riunire i cardinali di tutto il mondo per un Concistoro straordinario nei primi giorni del 2026.  il Pontefice -si apprende- ritiene possibile attuare il Concistoro per il 7 e 8 gennaio del 2026

Papa Leone XIV nell’Udienza giubilare di oggi: “Occorre un impegno delle istituzioni e della società per creare lavoro stabile con dignità…”

 

 

Città del Vaticano

Papa Leone XIV nel corso dell’udienza giubilare di oggi.:

“Accolgo con affetto i partecipanti al Giubileo del mondo del lavoro, la Confederazione Italiana Liberi Professionisti, la Società cooperativa Dedalo di Como, l’Associazione Brindisi e le strade antiche. Cari amici, il lavoro deve essere una fonte di speranza e di vita, che permetta di esprimere la creatività dell’individuo e la sua capacità di fare del bene. Pertanto, auspico un impegno collettivo, da parte delle istituzioni e della società civile, per creare valide opportunità occupazionali che offrano stabilità e dignità, assicurando soprattutto ai giovani di realizzare i propri sogni e contribuire al bene comune”. .

Papa Leone XIV: “Tra tante ingiustizie nel mondo e ai drammi della famiglia umana abbiamo il dovere di costruire la fraternità……”

 

 

Papa Leone XIV-  ( f.  Ipa)

 

Roma

Papa Leone XIV al termine della recita dell’Angelus a piazza San Pietro ,si è così espresso: “Il mistero della comunione dei santi ci ricorda qual è il destino finale dell’umanità: una grande festa in cui si gioisce insieme dell’amore di Dio, presente tutto in tutti, riconoscendo e ammirando la bellezza multiforme dei volti, tutti diversi e tutti somiglianti al volto di Cristo. Mentre pregustiamo questa realtà futura, sentiamo ancora più forte e doloroso il contrasto con i drammi che la famiglia umana sta soffrendo a causa delle ingiustizie e delle guerre. E tanto più impellente sentiamo il dovere di essere costruttori di fraternità”.