Papa Leone a Lampedusa, il Presidente della Regione Sicilia Schifani ringrazia la Protezione civile e dona una triscele al Santo Padre

 

Schifani dona triscele al papa

 

Oggi l’intesa tra Stato e Regione ha dimostrato, ancora una volta, di funzionare nella gestione di un evento storico e difficile sul piano logistico. Le istituzioni hanno dimostrato di esserci». Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, al termine della visita di Papa Leone XVI a Lampedusa ha voluto incontrare gli operatori della Protezione civile regionale, nel Centro operativo avanzato (Coa) dell’isola, assieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

«C’è stata un’intesa tra governo nazionale e governo regionale per ripartire le varie funzioni e il coordinamento. Voglio elogiare tutti per il forte senso di responsabilità dimostrato, sono orgoglioso del sistema di Protezione civile regionale per come ha sempre risposto alle emergenze sul nostro territorio. Ricordo che nell’aprile del 2023 il ministro Piantedosi mi chiamò nottetempo per chiederci supporto in occasione dello sbarco di 1.500 persone. In quell’occasione abbiamo gestito il primo impatto per poi consentire al governo nazionale di intervenire. Quando si tratta di solidarietà non possono esserci steccati. Il nostro è un Paese serio che sa coordinarsi e dà prova di efficienza anche negli eventi eccezionali».

Il presidente Schifani ha poi accompagnato con la moglie Franca il Pontefice in aeroporto e, prima della partenza, gli ha donato una triscele in ceramica, simbolo della Sicilia. Ha ringraziato Papa Leone per la forza del messaggio lanciato con il suo arrivo sull’isola e durante l’omelia della messa celebrata nel campo sportivo. All’intensa e suggestiva celebrazione ha preso parte una delegazione della giunta regionale composta dagli assessori al Turismo Elvira Amata, alle Infrastrutture Alessandro Aricò, al Territorio Giusi Savarino, alle Attività produttive Edy Tamajo.

L’atto scimatico della Fraternità Sacerdotale di San Pio X- Papa Leone lancia un appello ai Lefebriani

 

 

 

Papa, con una lettera al superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, don Davide Pagliarani,  lancia un estremo appello ai Lefebvriani affinché desistano dall’intenzione: “Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro. La Chiesa riconosce l’attaccamento alla vita liturgica, l’impegno nella formazione sacerdotale, lo zelo apostolico e il desiderio di fedeltà alla Tradizione che caratterizzano molte persone e comunità legate a codesta Fraternità. Ciò ha motivato l’atteggiamento di attenzione e di benevolenza che i miei Predecessori vi hanno costantemente manifestato”.

Nella foto Davide Pagliarani

“Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano, vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”, scrive il Pontefice ribadendo la disponibilità al dialogo già manifestata anche dal prefetto dell’ex Sant’Uffizio, card. Fernandez.

La Chiesa – afferma Papa Leone – è disponibile a un percorso di dialogo e di intesa che lo Spirito Santo può rendere possibile e fecondo. Prego per voi, perché lacerare la Tunica inconsutile di Cristo è un peccato di estrema gravità. Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento e affido queste intenzioni al Cuore Immacolato di Maria, Madre del Buon Consiglio”.

La risposta dei Lefebvriani

I Lefebvriani rispondono all’ultimo appello del Papa ad evitare lo scisma. “don Davide Pagliarani afferma:”Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, che non è per nulla fittizia. Paradossalmente, ci sembra nostro preciso dovere, nel contesto attuale, fare il possibile per ricucire la tunica di Cristo, lacerata da forze e pressioni incompatibili con uno spirito autenticamente cattolico. Le chiedo solo di considerare l’autenticità di questa intenzione, prima di prendere una decisione sulla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi”….

Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa Romana: al contrario, la vogliamo servire attraverso mezzi eccezionali, come una Madre in difficoltà, che ha bisogno di un aiuto particolare, che non è capito da tutti. Ma sono certo che il Santo Padre potrebbe capirlo”, osserva. “La Santa Sede ha dato prova di poter capire situazioni molto complesse, di saper prendere tempo. Mi permetto di chiederLe filialmente di prendere il tempo necessario per questo discernimento. Se le mie parole non fossero sufficienti – scrive don Pagliarani – Le chiederei di riflettere su due fatti molto semplici. In primo luogo, la Fraternità è già stata dichiarata scismatica nel 1988, per ragioni e in circostanze assolutamente analoghe a quelle attuali; eppure, dopo tanti anni, ci stiamo parlando come un padre a suo figlio, Sua Santità mi sta esortando paternamente ad evitare uno scisma che – teoricamente – c’è già stato. Non pensa che forse questo Suo stesso atteggiamento, di cui apprezzo la sollecitudine, sia la prova che la Fraternità non sia scismatica né ostile alla Chiesa?”.

PAPA A MADRID, UN OCEANO DI FEDELI – TRA CUI IL RE DI SPAGNA -PARTECIPA ALLA MESSA IN “PLAZA CIBELES”

 

 

Papa a Madrid - (afp)

 

PAPA LEONE : ” COSTRUIAMO UN MONDO NUOVO”

Oltre un milione e duecentomila fedeli hanno partecipato alla messa celebrata dal Papa oggi, domenica 7 giugno, in Plaza Cibeles, secondo le stime delle autorità locali. La celebrazione, nella solennità del Corpus Domini, ha trasformato il centro di Madrid in un grande evento di fede e partecipazione popolare.

Nel suo intervento, il Pontefice ha lanciato un forte appello contro “egoismo” e “indifferenza”, invitando a “costruire un mondo nuovo” attraverso una fede vissuta nella concretezza della vita quotidiana.

“Non si tratta di una manifestazione esteriore o di una sopravvivenza folkloristica – ha affermato il Papa – ma della fede nella presenza del Signore Risorto, vivo in mezzo a noi, che si fa pane per la nostra fame di vita”. Il Pontefice ha sottolineato come la celebrazione eucaristica non debba essere intesa come “un ricordo nostalgico”, ma come un invito attuale alla conversione e a “cambiare sguardo”.

Nel corso dell’omelia, il Papa ha ribadito che “nessuno può inginocchiarsi al Signore e disprezzare il fratello”, richiamando i fedeli a una coerenza tra fede e vita quotidiana. “La religiosità non sia un museo del passato – ha aggiunto – ma una scuola di fede dalla quale attingere anche oggi”.

Il Pontefice ha poi invitato i fedeli a “lasciarsi portare fuori dall’egoismo e dall’indifferenza”, per diventare protagonisti della costruzione del bene comune. “Apriamoci all’incontro con il Signore – ha detto – e lasciamo che disseti le aridità del nostro cuore, per portare tra la gente amore, pace, giustizia e gioia”.

Papa Leone: “Possa la divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera della pace “

 

 

 

 

Roma   –

Papa Leone al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. si è così espresso: “In questo mese di maggio da tutta la Chiesa si è levata una corale invocazione di pace. Specialmente attraverso la preghiera del santo Rosario, come una catena ininterrotta ha affidato all’intercessione della Vergine Maria i popoli martoriati dalla guerra. Possa la divina Sapienza illuminare la coscienza di chi ha autorità e orientare le decisioni verso la ricerca sincera di una pace giusta e duratura”.

“Carissimi, nel Mistero di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, siamo a casa, come Nicodemo si sentì a casa presso Gesù. La vita di Dio è meravigliosa e coinvolgente, dà pace al nostro cuore, spesso così inquieto, e ci fa incontrare fratelli e sorelle nella gioia dello Spirito. La Trinità ci fa amare tutto e tutti: scopriamo che ogni creatura è fatta per la comunione, la relazione, l’incontro. E, per contrasto, comprendiamo perché le divisioni, le polarizzazioni, il disprezzo delle diversità portano nel mondo distruzione, tristezza e aridità”, ha detto il Pontefice.

“Nicodemo faceva parte del Sinedrio, il Consiglio dei capi d’Israele – ha aggiunto il Santo Padre -. Quando nel Sinedrio sentì parole di disprezzo verso Gesù, invitò tutti ad ascoltarlo prima di condannarlo. Aveva ricevuto da Dio, attraverso Cristo stesso, lo Spirito della comunione, che apre il cuore alla nuova verità e alla vera novità. Chi non accoglie questo Spirito invecchia presto, nel lamento; si trova solo, non ha mai l’animo in festa. Oggi, invece, cari fratelli e sorelle, è festa! La festa di Dio è la nostra festa. Per questo San Paolo scrive ai Corinzi: “Siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi”.”.

Rubio a Roma, visita in Vaticano per il Segretario di Stato Usa

 

 

 

ROMA  –

Si è concluso l’incontro – cordiale -tra il segretario di Stato Usa e Papa Leone XIV in Vaticano

Rubio incontrerà adesso il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin. “Ho incontrato il Papa per sottolineare il nostro impegno condiviso nel promuovere la pace e la dignità umana”. ha dichiarato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, commentando l’incontro…

Papa Leone “Ladro chi saccheggia risorse della terra combattendo guerre, ruba a tutti noi un futuro di pace”

 

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Roma –

Papa Leone in piazza San Pietro: “Non dimentichiamo quei ladri che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità”.

“Oggi ricorre il 40esimo anniversario del tragico incidente di Chernobyl che ha segnato la coscienza dell’umanità. Esso rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti. Affidiamo alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze. Auspico che a tutti i livelli decisionali prevalgano sempre discernimento e responsabilità perché ogni impiego dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace”, ha aggiunto il Pontefice

Festa delle donne Oggi 8 Marzo -Papa Leone afferma: contro la violenza sulle donne formiamo i giovani…”

Leone XIV, le immagini del nuovo Papa - Chiesa di Milano

 

Oggi 8 Marzo, festa delle donne Sulla violenza contro le donne il Papa ha fatto delle osservazioni. Le riportiamo:  «La violenza, qualunque violenza, è la frontiera che divide la civiltà dalla barbarie. Non bisogna mai sottovalutare un atto di violenza e non abbiamo paura di denunciare la violenza, compreso quel clima giustificazionista oppure che attenua o nega le responsabilità. Camminare insieme nel rispetto reciproco della propria umanità non è un sogno, ma l’unica realtà possibile per costruire un mondo di luce per tutti».

Il Pontefice aggiunge:  «La Chiesa con le famiglie, la scuola, le parrocchie, i movimenti e le associazioni, le congregazioni religiose, le istituzioni pubbliche possono insieme condividere l’urgenza per realizzare progetti specifici per prevenire e fermare le violenze sulle donne. Come ho detto il 25 novembre scorso – aggiunge Leone XIV -, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per fermare le violenze occorre cominciare con la formazione dei giovani, cominciare ad aprire tutti il cuore per dire che ogni persona è un essere umano che merita rispetto, quella dignità per uomo e donna, tutti».

Papa Leone: “Dobbiamo scacciare le tenebre e avere lo stile di vita di Gesù”

Piazza San Pietro con i fedeli venuti pe la preghiera dell'Angelus

 

La gioia che può fare di noi sale e luce, afferma  il Papa, “sprigiona da uno stile di vita, da un modo di abitare la terra e di vivere insieme” che risplende in Gesù. E’ il sapore nuovo “dei suoi gesti e delle sue parole”

Dopo che lo si è incontrato, sembra insipido e opaco ciò che si allontana dalla sua povertà di spirito, dalla sua mitezza e semplicità di cuore, dalla sua fame e sete di giustizia, che attivano misericordia e pace come dinamiche di trasformazione e di riconciliazione.

Lottare  l’ingiustizia del mondo

Leone XIV guarda anche alle parole del profeta Isaia nella Prima Lettura, quando elenca i gesti concreti che interrompono l’ingiustizia: “dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire chi vediamo nudo, senza trascurare i vicini e le persone di casa”. Isaia evoca una luce che “sorgerà come l’aurora” per scacciare le tenebre e guarire le ferite.

Ferite che si aprono nel cuore di chi rinuncia alla gioia, nel sale che perde sapore e che, dice Gesù, “a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente”.

Quante persone – forse è capitato anche noi – si sentono da buttare, sbagliate. È come se la loro luce sia stata nascosta. Gesù, però, ci annuncia un Dio che mai ci getterà via, un Padre che custodisce il nostro nome, la nostra unicità.

Ogni ferita, assicura il Pontefice, guarirà accogliendo la parola delle Beatitudini e rimettendoci a camminare sulla via del Vangelo.

Sono infatti gesti di apertura agli altri e di attenzione, quelli che riaccendono la gioia. Certo, nella loro semplicità ci pongono controcorrente.

La tentazione, infatti, come per Gesù, è quella di esibire e far valere la propria identità, ma così si sarebbe perso il sapore “che ritroviamo ogni domenica nel Pane spezzato: la vita donata, l’amore che non fa rumore”.

 

Video -Vaticano

Celebrazione Giochi Olimpici, Papa Leone propone una Tregua olimpica per il bene comune

Mercoledì in omaggio con L'Eco la foto di Papa Leone XIV

 

 

Roma –

“Papa Leone XIV in una lettera dal titolo “La vita in abbondanza sul valore dello sport” così si esprime.:   “In occasione della celebrazione dei XXV Giochi Olimpici Invernali, che si terranno tra Milano e Cortina d’Ampezzo dal 6 al 22 febbraio prossimoe dei XIV Giochi Paralimpici, che si svolgeranno, nelle stesse località, dal 6 al 15 marzo, desidero rivolgere il saluto e l’augurio a quanti sono direttamente coinvolti e, al tempo stesso, cogliere l’opportunità per proporre una riflessione destinata a tutti”.

“La pratica sportiva, lo sappiamo, può avere una natura professionale, di altissima specializzazione: in questa forma essa corrisponde a una vocazione di pochi, pur suscitando ammirazione ed entusiasmo nel cuore di tanti, che vibrano al ritmo delle vittorie o delle sconfitte degli atleti – afferma il Santo Padre – Ma l’esercizio sportivo è un’attività comune, aperta a tutti e salutare per il corpo e per lo spirito, al punto da costituire un’universale espressione dell’umano”.

“In occasione di passati Giochi Olimpici, i miei Predecessori hanno sottolineato come lo sport possa svolgere un ruolo importante per il bene dell’umanità, in particolare per la promozione della pace. In questa linea si colloca la Tregua olimpica, che scaturisce dalla convinzione che la partecipazione a competizioni regolamentate costituisce un cammino individuale e collettivo verso la virtù e l’eccellenza. 

Quando lo sport è praticato in questo spirito e con queste condizioni, esso promuove la maturazione della coesione comunitaria e del bene comune. La guerra, al contrario, nasce da una radicalizzazione del disaccordo e dal rifiuto di cooperare gli uni con gli altri. L’avversario è allora considerato un nemico mortale, da isolare e possibilmente da eliminare. Opportunamente, la Tregua olimpica è stata riproposta in tempi recenti dal Comitato Olimpico Internazionale e dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. In un mondo assetato di pace, abbiamo bisogno di strumenti che pongano ‘fine alla prevaricazione, all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto’. Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in occasione dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza –conclude  Papa Leone – che è la Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato”.

Papa Leone XIV: “Il protrarsi delle ostilità allontana una pace giusta e durevole e allarga la frattura fra i popoli..”

Immagine ufficiale di Papa Leone XIV | MONDO CATTOLICO

Roma,

Papa Leone nel corso dell’Angelus in piazza San Pietro si è soffermato sul conflitto in Ucraina :“Anche in questi giorni l’Ucraina è colpita da attacchi continui che lasciano intere popolazioni esposte al freddo dell’inverno. Seguo con dolore quando accade. Sono vicino e prego per chi soffre. Il protrarsi delle ostilità con conseguenze sempre più gravi sui civili allarga la frattura tra i popoli e allontana una pace giusta e duratura. Invito tutti a intensificare ancora gli sforzi per porre fine a questa guerra”.