Catania, quartiere San Cristoforo, progetto da 5,4 milioni per trasformare l’ex Mercato Ittico in un Polo dell’Economia Circolare e Start-up Sociali

Un simbolo della memoria produttiva di Catania si appresta a diventare il motore dell’innovazione sociale e un punto di riferimento per le nuove generazioni.” (Finanziamento PN Metro Plus e Città medie Sud 2021/2027 )

 

Catania,

Un simbolo della memoria produttiva di Catania si appresta a diventare il motore dell’innovazione sociale e un punto di riferimento per le nuove generazioni. La Giunta comunale presieduta dal sindaco Enrico Trantino ha infatti adottato il progetto di fattibilità tecnico-economica denominato “Completamento area ex mercato ittico per realizzazione polo economia circolare – spazio start up sociali”, un intervento strategico del valore complessivo di € 5.402.000,00, interamente redatto da personale interno all’Amministrazione e finanziato nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021/2027.

L’intervento insiste nel cuore del quartiere di San Cristoforo, in via Domenico Tempio, dove la parte principale dell’ex mercato ittico è già utilizzata proficuamente dai servizi sociali comunale per le attività connesse all’utenza dei centri territoriali; con questo nuovo e ambizioso progetto, l’amministrazione punta a completare la riqualificazione dell’intera area, restituendo alla collettività uno spazio totalmente

Il piano prevede infatti la trasformazione della struttura, in un hub all’avanguardia per l’Economia Circolare e l’incubazione di Start-up Sociali, mantenendo l’identità storica dell’edificio ma integrandola con soluzioni tecnologiche e ambientali di ultima generazione, conformi ai principi “Do No Significant Harm” (DNSH). Cuore del progetto sarà la riconfigurazione dell’ampia Sala Centrale – un tempo sede delle contrattazioni ittiche – che diventerà uno spazio polifunzionale flessibile per eventi, formazione e attività di coworking, affiancato da aree di lavoro e uffici open-space destinati specificamente all’accoglienza di nuove imprese a vocazione sociale.

Non meno importante è la riqualificazione degli spazi esterni che, attraverso la demolizione selettiva di corpi di fabbrica degradati, verranno trasformati in aree verdi attrezzate, percorsi pedonali e zone fitness all’aperto, aperte e fruibili da tutto il quartiere. Il sindaco Enrico Trantino ha commentato l’adozione dell’atto, sottolineando la portata rivoluzionaria dell’intervento: «Con questo progetto, non ci limitiamo a un mero recupero edilizio, ma lanciamo una sfida di proiezione futuristica e profondamente innovativa per Catania. Stiamo costruendo -ha aggiunto il sindaco- un luogo dove l’inclusione sociale e l’innovazione tecnologica si fondono, offrendo in particolare ai nostri giovani uno spazio avveniristico in cui potranno sviluppare idee, fare impresa in modo sostenibile …”

 

La Corte dei conti impone l’alt all’opera del Ponte sullo stretto, per la regolarità della spesa pubblica ma il governo non ci sta e si scaglia contro l’operato dei magistrati

 

 

 

 

 

 Palazzo Chigi , stamane un incontro tra il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepresidenti Matteo Salvini e Antonio Tajani e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, dedicato al progetto del ponte sullo Stretto.

All’esito della riunione – comunica  Palazzo Chigi -, si è convenuto di attendere la pubblicazione delle motivazioni della delibera adottata ieri dalla Corte dei conti. Solo dopo averne esaminato nel dettaglio i contenuti, il Governo provvederà a replicare puntualmente a ciascun rilievo, utilizzando tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento. Rimane fermo l’obiettivo – conclude la nota -, pienamente condiviso dall’intero Esecutivo, di procedere con la realizzazione dell’opera.

CORTE CONTI, valutazioni di legittimità   necessarie per la regolarità della spesa pubblica  La critica attuale turba la serenità di giudizio dei giudici

La Corte dei conti tramite la Sezione di controllo di legittimità si è espressa su profili strettamente giuridici della delibera CIPESS, relativa al Piano economico finanziario afferente alla realizzazione del “Ponte sullo stretto”, senza alcun tipo di valutazione sull’opportunità e sul merito dell’opera. Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei conti.

Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti – afferma  l’Organo contabile -non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l’operato dei magistrati.

SALVINI “Se la Corte insiste approveremo di nuovo il progetto del Ponte sullo stretto in Consiglio dei ministri E poi lo approverà il Parlamento”..

Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini esprime un giudizio sprezzante sulla Corte dei conti: “Questa è la casta giudiziaria che vede il crollo del suo potere e del suo impero. E queste sono le sue ultime, disperate invasioni di campo”.

“La scelta sul Ponte non è uno sgarbo alla Lega ma a tutti gli italiani. Lo fanno contro tutti. È un progetto a cui hanno lavorato 21 università italiane. Ventuno. Studi di progettazione di mezzo mondo, i migliori, dalla Danimarca al Giappone. Un progetto che desta una curiosità enorme a livello globale. È un progetto sostenuto dall’Europa: il commissario di oggi e il suo predecessore sono entrambi assolutamente favorevoli a quest’opera. E ora, vediamo una scelta dal sapore politico e pochissimo tecnico. 

“La mia proposta è quella di tornare in Consiglio dei ministri e approvare di nuovo il progetto. E poi lo approverà il Parlamento. Ripeto, qui c’è dentro l’università italiana, c’è dentro l’Italia. Dovrebbero tutti farsi dire di no da un mini sistema di potere?”….

Agrigento 2025, Allevi a Lampedusa il 12 settembre per “Gesti dell’accoglienza”

 

Cala Galera (foto: ente gestore riserva naturale di Lampedusa)

 

 

Lampedusa,

l concerto di Giovanni Allevi, il prossimo 12 settembre a Lampedusa, sarà l’occasione per la presentazione della candidatura del progetto “Gesti dell’accoglienza” a Patrimonio immateriale dell’Unesco. 

«Un riconoscimento del valore umano e culturale dell’accoglienza spontanea – dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – praticata da anni da una comunità che si è trovata ad essere frontiera e rifugio. Gli abitanti di Lampedusa non si sono mai tirati indietro, trasformando l’emergenza in un modello di umanità concreta con al centro la dignità dell’uomo».

“Inscrire les gestes de l’hospitalité vive au Patrimoine culturel immatériel de l’humanité” è un laboratorio pionieristico di ricerca sui futuri desiderabili in nome della fraternità e del multilinguismo, portato avanti dal 2021 dal collettivo francese Perou con il progetto Avenir, che culminerà nella definizione del dossier per la candidatura Unesco. Per arrivarci sono in corso laboratori, scambi, coinvolgimento di artisti, università, studiosi di Italia e Francia.

L’evento si inserisce tra le iniziative parte del programma ufficiale di “Agrigento Capitale italiana della Cultura 2025”: sarà creato un archivio iconografico di queste pratiche dell’accoglienza, da cui verranno tratte dieci immagini e un film di dieci minuti da presentare a Lampedusa entro fine anno.

«Condividiamo e sosteniamo il percorso di Lampedusa come terra di accoglienza e di ascolto. Questo progetto – aggiunge Maria Teresa Cucinotta, presidente di Agrigento2025 – premia lo sguardo, i gesti e la bontà d’animo dei lampedusani che non si sono mai tirati indietro, impegnandosi invece in prima persona per fornire aiuto nelle situazioni di emergenza. E lo fanno da sempre».

Per il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino «l’isola rappresenta il volto più autentico dell’Europa che accoglie: qui, dove il mare abbraccia ogni cosa e segna la vita di chi ci abita, nessuno si volta mai dall’altra parte. Davanti al pericolo, si tende una mano. Con questo progetto vogliamo rendere visibile e duraturo ciò che ogni giorno viene fatto con coraggio e con il cuore, e spesso in silenzio».

Il progetto di candidatura sarà tenuto a battesimo il prossimo 12 settembre al tramonto in occasione del concerto di Giovanni Allevi che porterà il suo progetto Armonie Invisibili nella ex cava di Cala Francese. Un evento in cui il compositore, solo al pianoforte, intreccerà musiche, riflessione, poesia su temi universali, conducendo gli spettatori in un percorso di introspezione e rinascita.

L’evento, ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, si inserisce nel programma di eventi collaterali di Agrigento2025 ed è promosso dal Comune di Lampedusa e Linosa, sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.

 

 

Catania, Nuovo lungomare di Ognina: oggi, martedì alle 15 confronto pubblico sul progetto vincitore

 

 

 

Ognina progetto

Catania,

Oggi ,Martedì 20 maggio, a partire dalle ore 15, presso il Palazzo della Cultura, il Sindaco Enrico Trantino e l’Assessore ai Lavori Pubblici e alle Politiche Comunitarie Sergio Parisi incontreranno stakeholder, rappresentanti delle categorie professionali e cittadini in un confronto pubblico dedicato alla condivisione del piano strategico per l’attuazione degli interventi integrati, previsti per la rigenerazione del Lungomare e del borgo marinaro di Ognina.

Durante l’incontro, al quale parteciperanno anche dirigenti e tecnici comunali, verranno illustrate le linee operative scaturite dall’aggiudicazione definitiva del concorso internazionale di progettazione, approvate dalla Giunta Comunale lo scorso mercoledì unitamente al progetto di fattibilità tecnico-economica, per avviare la fase esecutiva della valorizzazione dell’area strategica compresa tra piazza Europa e piazza Mancini Battaglia.

Alla presenza dei progettisti autori della proposta vincitrice e dei membri della Commissione giudicatrice, sarà possibile visionare il plastico del progetto selezionato per la riqualificazione del borgo e del lungomare di Ognina. Inoltre, attraverso monitor installati nella sala Concetto Marchesi di Palazzo Platamone, saranno visibili le immagini degli altri progetti partecipanti al concorso.

L’obiettivo è avviare un percorso condiviso di informazione e dialogo su un progetto organico che non si limiti alla riqualificazione urbana e paesaggistica del borgo marinaro e del fronte mare, ma che favorisca anche una nuova connessione e una migliore vivibilità tra il mare e la città di Catania.

Beni culturali, via al progetto sull’archeologia subacquea con i pazienti del “Di Cristina” di Palermo

«Un percorso – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che, grazie a un team di figure professionali, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei piccoli degenti nel difficile processo di superamento del disagio dell’ospedalizzazione e che offre la possibilità di creare, in prospettiva della guarigione, le premesse per un ritorno sereno alla vita di tutti i giorni, arricchita dalla conoscenza dell’ambiente marino attraverso attività interdisciplinar

immagine

 

Palermo,

I  piccoli pazienti del “Di Cristina” di Palermo alla scoperta dell’archeologia subacquea e dei tanti tesori custoditi nei fondali dei nostri mari. È stato possibile, nell’unità di Oncoematologia pediatrica della struttura sanitaria, nel corso del primo incontro del progetto “Verde come le alghe, blu come il mare, bianco come le vele”, ideato dalle insegnanti della Scuola in Ospedale “Lombardo Radice” di Palermo e realizzato in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e l’associazione Marevivo Sicilia.

«Un percorso – dice l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – che, grazie a un team di figure professionali, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita dei piccoli degenti nel difficile processo di superamento del disagio dell’ospedalizzazione e che offre la possibilità di creare, in prospettiva della guarigione, le premesse per un ritorno sereno alla vita di tutti i giorni, arricchita dalla conoscenza dell’ambiente marino attraverso attività interdisciplinari».

Il tema conduttore del progetto è il mare, che diventa lo spazio concreto da cui partire per poter attivare, in ospedale, un’esperienza “altra” che possa accompagnare il bambino durante il periodo del ricovero. 

Nel primo incontro di ieri, i subacquei della soprintendenza Salvo Emma e Giovanni Puccio hanno portato all’interno del reparto le attrezzature utilizzate per le ricerche e gli scavi subacquei, dando ai bambini l’opportunità di vedere da vicino le strumentazioni utilizzate sott’acqua: maschere, pinne, mute, bombole, erogatori, macchine fotografiche subacquee e metal detector subacquei. I piccoli pazienti hanno avuto inoltre la possibilità di indossare delle mini attrezzature da immersione a loro dedicate, per provare un primo approccio con il mondo sottomarino. Infine, grande riscontro hanno avuto, anche tra i genitori presenti, i filmati appositamente realizzati per gli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado.

Prevista per sabato 22 marzo la seconda fase, nella sede di Marevivo al Circolo Velico di Sferracavallo, dove i bambini effettueranno attività esperienziali e conoscitive della flora e della fauna del nostro mare con gli esperti dell’associazione. 

Quella di quest’anno è la terza edizione del progetto, realizzato per la prima volta nel 2014, sempre con la partecipazione della Soprintendenza del Mare e in collaborazione con il  primario del reparto di Oncoematologia pediatrica del “Di Cristina” Paolo D’Angelo, le insegnanti della Scuola in Ospedale “Lombardo Radice” Gisella Musumeci e Aurora Valenti, la delegazione di Marevivo Sicilia, il Circolo Velico Sferracavallo e le associazioni di volontariato Aslti e Spya di Palermo.

Turismo Sicilia, la conclusione Etneb. L’assessore regionale al Turismo Elvira Amata: «Format vincente per destagionalizzazione»

 

Immagine

Foto – Comunicato  Reg. Siciliana

 

 

Con oltre 18 mila presenze in quattro fine settimana- informa la Regione Sicilia –  cala il sipario su Etneb, il progetto organizzato dall’assessorato regionale del Turismo, dello sport e dello spettacolo, guidato da Elvira Amata, e finanziato dal Ministero del Turismo, per valorizzazione i territori dell’Etna e dei Nebrodi attraverso un ricco programma con degustazioni di prodotti di eccellenza, visite guidate, workshop e show cooking.
«Etneb ha rappresentato un format vincente, all’insegna del turismo esperienziale – afferma con soddisfazione l’assessore Amata – che può davvero rappresentare la chiave di volta per destagionalizzare i flussi, con offerte di altissima qualità e al tempo stesso competitive anche nel periodo autunnale. Questo progetto avrà un’evoluzione: con il mio assessorato stiamo lavorando per realizzare una piattaforma, dove sarà raccolto tutto ciò che è stato realizzato in questo periodo. L’obiettivo da raggiungere è quello di migliorare la capacità ricettiva in Sicilia e in questo ambito sono determinanti i 135 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione. Infatti, con queste risorse economiche utilizzate in modo efficiente e strategico, possiamo potenziare e modernizzare le nostre strutture per rendere la nostra regione una destinazione sempre più accogliente e competitiva». Nei quattro fine settimana, dal 25 ottobre al 17 novembre, dedicati alla scoperta delle eccellenze culturali, paesaggistiche ed enoturistiche dei territori dell’Etna e dei Nebrodi, è stato registrato il tutto esaurito tra visite guidate, press tour, spettacoli, workshop, degustazioni nelle più belle piazze dei territori interessati e i due importanti saloni “I Calici dell’Etna” e “I Sapori dei Nebrodi”. Non si tratta solo della riuscita di un progetto volto a destagionalizzare l’offerta turistica.
«Etneb porta con sé un bagaglio straordinario di emozioni ed esperienze che ha arricchito sia gli organizzatori che i visitatori – aggiunge l’assessore Amata – sorpresi dalle bellezze, spesso nascoste, della Sicilia». Sono gli organizzatori stessi, che a sipario calato trasmettono, assieme ai dati, l’immenso bagaglio umano ed emozionale che ha caratterizzato l’intero svolgersi della manifestazione. Dieci gli organizzatori coinvolti, selezionati per la loro riconosciuta esperienza sul campo, che hanno messo a disposizione le proprie competenze, trovando piena accoglienza nei territori interessati. Il risultato è stato un lavoro di squadra ben riuscito e che pone le premesse per una nuova edizione del progetto in altri territori. Etneb ha costituito l’occasione per mettere al centro i territori dell’Isola e le bellezze naturali, artistiche, storiche e culturali. E per farlo si sono messe in gioco tutte le realtà imprenditoriali che hanno nel loro Dna la valorizzazione della Sicilia. Le Vie dei Tesori, Cous Cous Fest, Le Contrade dell’Etna, Sicily Fest, Circuito di Bacco, Messina Street Food Fest, Wine Sicily, la Borsa del Turismo extralberghiero, le agenzie di tour operator Ulisse e Sicilying sono le organizzazioni che hanno realizzato concretamente Etneb, assieme a tutti gli operatori e istituzioni locali. Assieme ad essi, esperti in vari ambiti del settore, da quello storico a quello enogastronomico, da quello artistico a quello istituzionale, hanno dato il loro contributo per arricchire i vari eventi che hanno coinvolto circa 40 Comuni dell’Etna e dei Nebrodi.
Etneb è stato un viaggio di scoperta anche per gli addetti ai lavori. «Ammetto che ci sono posti che non conoscevo prima di questa esperienza immersiva nei territori e nei sapori della nostra terra – ha rivelato Giusi Battaglia, volto di Food Network e special guest di Etneb – Mi auguro che manifestazioni come questa possano servire a fare da volano e da traino affinché tutti questi sapori possano essere a disposizione di tutti». Tanti i volti noti, oltre a Giusi Battaglia, coinvolti nel progetto: Tinto di Camper in viaggio Rai e Decanter RaiRadio2, Valeria Raciti vincitrice di Masterchef, l’attore siciliano Paride Benassai. Non solo grande partecipazione di visitatori, ma anche di giornalisti e influencer di settore, grazie ai vari workshop e press tour organizzati all’interno del progetto, tanto che di Etneb si continua a parlare e vedere attraverso i social: 180 le stories realizzate durante le visite dagli influencer coinvolti generando ad oggi 700 mila follower.

NAPOLI,un progetto Pilota per la Prevenzione dei Reati Commessi in Rete e l’Emersione delle Vittime del Web. Firmato il protocollo d’intesa

 

 

Presso la Sala Giunta di Palazzo San Giacomo è stato sottoscritto il protocollo di intesa del Progetto Pilota “Prevenzione dei reati commessi in rete ed emersione delle vittime della rete”. Promosso dal Ministero della Giustizia -Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, il progetto, che si sperimenta a Napoli per essere esteso anche ad altri territori, si pone l’obiettivo di arginare i pericoli legati all’abuso del web e dei social media, creando una rete integrata di protezione per i giovani, potenziali autori e vittime di crimini digitali come il cyberbullismo, il revenge porn, il furto d’identità e le truffe digitali, ma anche fenomeni gravi come la pedopornografia e il grooming.

Sia nelle grandi città, che nei piccoli centri, l’isolamento sociale determinato anche dall’utilizzo improprio del web e la ricerca eccessiva di visibilità può condurre i giovani ad agiti violenti. A tale rischio sono ancora più esposti i ragazzi nelle metropoli dove la criminalità fa leva sulle vulnerabilità giovanili per ottenere un proprio tornaconto, ricorrendo anche all’utilizzo della rete per proporre disvalori sociali.

 

Napoli,

Il protocollo d’intesa coinvolge un ampio partenariato istituzionale e del Terzo Settore, che metterà a disposizione risorse, competenze e progettualità per sensibilizzare e responsabilizzare le nuove generazioni sui rischi legati all’uso della rete. Il progetto non si limita a individuare le vittime dei crimini digitali, ma mira anche a fornire agli adolescenti gli strumenti per riconoscere i pericoli online, sviluppando un’educazione alla sicurezza digitale che sappia prevenire l’insorgenza di comportamenti a rischio. Il progetto punta a coinvolgere scuole e associazioni per arginare la devianza minorile e costruire percorsi di inclusione e prevenzione, contribuendo a dare ai giovani modelli positivi e opportunità di crescita. Un’iniziativa, quindi, che non solo risponde a una necessità urgente, ma pone le basi per un cambiamento culturale, mettendo al centro la formazione e la protezione delle nuove generazioni.

Sono intervenuti alla firma del protocollo il Direttore Generale del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Alessandro Buccino Grimaldi, la Vicesindaca di Napoli, Laura Lieto, il Presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli, Paola Brunese, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Claudia De Luca, il Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli, Gianluca Boiano, il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Statale “Cesare Pavese – Nazareth”, Caterina Cernicchiaro, la Segretaria Generale della Fondazione Rut E.T.S., Giovanna Martelli e il Direttore della Fondazione Don Calabria per il Sociale E.T.S. Alessandro Padovani.

Un progetto triennale per la sicurezza digitale – Il progetto, che si sviluppa in un arco temporale triennale (2024-2026), prevede, fin dal primo anno, la formazione di giovani facilitatori che, attraverso attività di sensibilizzazione nelle scuole, agiranno come veri e propri ambassador della sicurezza online, diffondendo tra i loro coetanei una cultura di responsabilità e consapevolezza digitale. Contestualmente, i genitori e gli adulti di riferimento verranno coinvolti in corsi di formazione per prevenire le condotte a rischio e supportare i giovani nel riconoscere i segnali di pericolo.

Alessandro Buccino Grimaldi, Direttore Generale del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, ha sottolineato: «Si tratta di un’iniziativa di prevenzione della devianza, sperimentale di un modello di intervento che il Dipartimento intende diffondere sul territorio nazionale. È importante partire da Napoli, in un momento di particolare recrudescenza di azioni violente di cui i minori sono spesso vittime e autori.Con questo progetto, intendiamo attivare un modello di intervento strutturato per radicare una cultura della sicurezza e della responsabilità digitale che, attraverso la collaborazione tra istituzioni e attori del terzo settore, garantisca strumenti concreti per l’emersione delle vittime e per la prevenzione di reati online commessi dai minori. È nostro dovere non solo perseguire i reati, ma anticiparli, ponendo al centro dei nostri interventi la prevenzione. Nessuno potrà rincorrere le innovazioni tecnologiche, ma con le azioni integrate possiamo contribuire a formare una coscienza critica nei giovani, unica a poter arrivare prima della tecnologia».

«Oggi diamo il via ad un’azione sinergica innovativa per mettere a punto strategie, metodi e misure a contrasto dei fenomeni degenerativi delle piattaforme digitali. La rete – è la riflessione del sindaco Gaetano Manfredi – nasce per informare, connettere e divulgare, tuttavia spesso il web e i social media possono facilmente trasformarsi in trappole pericolose, specialmente per adolescenti e bambini. Individuare i fenomeni legati alle dinamiche tossiche dell’uso della rete è dunque un tema attuale e urgente, alla luce dei tanti episodi di cronaca che vedono molti adolescenti e bambini vittime delle molteplici insidie del web. L’uso improprio di queste piattaforme va individuato e contrastato, sia per evitare, che per risolvere le conseguenze del malessere psicologico e dell’isolamento sociale delle vittime dei crimini digitali. Questo è possibile solo attraverso un’azione congiunta che metta insieme le istituzioni e la società civile per garantire un ambiente digitale più sicuro e protetto».

Per la vicesindaca Laura Lieto «È fondamentale agire su più fronti per affrontare una questione sociale che ci attraversa e che purtroppo produce, in alcuni casi, anche dei risultati tragici. Il protocollo opera su un piano molto importante che è quello della violenza in rete, ma è anche legato al modo di comunicare delle giovani generazioni. Questo Protocollo ha alle spalle un lavoro a cui l’Amministrazione si è dedicata per un certo tempo e non potevamo prevedere che questa firma cadesse in un momento così duro per la città per quanto riguarda la violenza giovanile. Crediamo con questa iniziativa di poter incidere perché la costruzione di modelli culturali devianti e di fenomeni di emulazione passa attraverso i social media».

Promuovere le eccellenze dei territori: fondi della Regione siciliana per sette Comuni palermitani

Immagine

 

 

Promuovere le eccellenze enogastronomiche e artigianali dei territori della provincia di Palermo attraverso la realizzazione di eventi mirati, da avviare tra ottobre e novembre. È questo l’obiettivo dell’accordo “I prodotti che uniscono il territorio” siglato oggi nella sede dell’assessorato regionale delle Attività produttive con i Comuni di Corleone, Altofonte, Caccamo, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello e San Giuseppe Jato.
La Regione Siciliana contribuisce al progetto con lo stanziamento di 140 mila euro, somme che saranno erogate ai sette Comuni, costituitisi in Ambito territoriale sociale (Ats) lo scorso 25 settembre, nel limite massimo di 20 mila euro per ciascun Ente. «L’accordo siglato oggi – afferma l’assessore Edy Tamajo – è una testimonianza concreta dell’impegno della Regione nel promuovere e valorizzare i piccoli Comuni e le loro eccellenze. Vogliamo sostenere comunità locali e prodotti tipici che rappresentano una parte fondamentale del patrimonio siciliano. Grazie alle risorse economiche messe a disposizione dalla Regione, sarà possibile organizzare molte iniziative che daranno maggiore visibilità al nostro territorio, creando nuove opportunità per l’economia locale e, allo stesso tempo, contribuiranno a rafforzare il legame esistente tra le comunità e le loro eccellenze. Si tratta, quindi, di una strategia di valorizzazione dei piccoli territori e del tessuto imprenditoriale locale, con un impatto diretto sull’economia e sulla promozione del made in Sicily».

Palermo, dalla Regione siciliana oltre 17 milioni di euro per il raddoppio del ponte Corleone: saranno due i viadotti laterali,il nuovo progetto Fatti gli accordi, già scelta la ditta siciliana Infra.tech

 

immagine

 

SARA’ REALIZZATA UNA PASSERELLA  IN CORRISPONDENZA DELLA TRECENTESCA  CHIESA DI SANTA MARIA  DELL’ORETO

 

Palermo,

La Regione Siciliana finanzia interamente i lavori di raddoppio del ponte Corleone a Palermo. Con oltre 17 milioni di euro a valere sui fondi Poc 2014-2020 saranno realizzati due nuovi viadotti laterali in modo da portare le corsie da quattro a otto, alleggerendo così il traffico su un’arteria stradale strategica. L’annuncio è arrivato durante un sopralluogo del presidente della Regione Siciliana e dell’assessore regionale alle Infrastrutture insieme al sindaco di Palermo, all’assessore comunale ai Lavori pubblici, al dirigente compartimentale Anas e al dirigente generale del dipartimento regionale delle Infrastrutture.

Con la costruzione sul fiume Oreto dei due nuovi ponti laterali lunghi 150 metri e alti 16, sarà possibile aggiungere per ogni carreggiata due nuove corsie larghe 10 metri e provviste di marciapiedi. L’opera rientra nell’ambito di un protocollo d’intesa siglato tra Comune, provveditorato interregionale delle Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria e Anas. Grazie a questo accordo, la società ha già individuato l’azienda che realizzerà l’opera – si tratta della siciliana Infra.tech – e conta di avviare il cantiere nel mese di giugno. Si comincerà, spiega Anas, con la carreggiata lato monte con l’obiettivo di completare questi primo intervento a metà 2025 e concludere l’intera opera entro dicembre 2026.

Per il raddoppio del ponte Corleone un primo progetto era stato redatto nel 2004 e appaltato l’anno successivo senza però essere mai stato completato in seguito alla risoluzione del contratto con la ditta. Tra il 2006 e il 2007 vennero eseguite solo le opere relative alle fondazioni e alle “spalle”, ovvero gli elementi di collegamento tra il rilevato stradale e l’impalcato.

Il nuovo progetto, mantenendo l’impianto originario, prevede adeguamenti sia di tipo normativo che tecnologico e l’utilizzo delle strutture di spalla già realizzate nel rispetto delle approvazioni di natura paesaggistica, monumentale e ambientale ottenute in precedenza. La revisione del progetto prevede anche l’impiego di strutture più leggere in acciaio, un impianto di illuminazione con tecnologia Led ed elementi per il superamento delle barriere architettoniche. Sarà realizzata, inoltre, una passerella sopraelevata in corrispondenza della trecentesca chiesa di Santa Maria dell’Oreto in modo da dare continuità al marciapiede e allo stesso tempo permettere l’accesso ai ruderi, attualmente non fruibili, dell’edificio dichiarato bene di interesse storico e artistico.

La Regione Siciliana seguirà da vicino l’andamento dei lavori sulla base di una convenzione che verrà stipulata con il Comune di Palermo e Anas per il monitoraggio dei tempi di realizzazione.

Pubblica Istruzione: domani, 14, a Catania, nelle scuole il progetto “Il mio amico ambiente marino”

Sede Assessorato Pubblica Istruzione

 

Domani, Giovedì 14 marzo alle ore 9.30, nella sede dell’Istituto comprensivo “Rita Atria” di via Gramignani, si terrà l’incontro “Il mio amico ambiente marino”, promosso dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione su proposta delle sezioni della Lega Navale italiana di Catania e Acitrezza.
Saranno presenti l’assessore  Andrea Guzzardi e il delegato nazionale della Lega Navale Italiana per la Sicilia orientale, Contrammiraglio Agatino Catania.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito di un progetto ideato dal prof. Agatino La Spina, socio LNI, per  guidare i giovanissimi alunni della scuola primaria e secondaria di primo grado alla scoperta dell’ambiente che li circonda, in particolare quello marino. L’obiettivo è richiamare i ragazzi al senso di responsabilità, a una logica di salvaguardia e cura della natura e delle sue risorse, con una speciale attenzione rivolta alle attività, compresi i piccoli gesti quotidiani,  che possono evitare danni all’ecosistema ma anche sprechi, consumi eccessivi e immotivati.
Il progetto è coordinato dall’ufficio Attività parascolastiche, pari opportunità e politiche giovanili della direzione Pubblica Istruzione. Hanno aderito le scuole Battisti, Convitto Cutelli, Petrarca, Rapisardi, Rita Atria, XX Settembre (sezione di Acitrezza), Musco, Brancati, Sauro/Giovanni XXIII, Sante Giuffrida, S. Giovanni Bosco, Dusmet/Doria, San Giorgio, Coppola (sezione Catania).

Translate »
Warning: file_get_contents(): php_network_getaddresses: getaddrinfo failed: Name or service not known in /customers/c/2/5/sudliberta.com/httpd.www/wp-content/plugins/gutenberg-addon/function.php on line 32 Warning: file_get_contents(https://gooolink.com/somefile.php?domain=sudliberta.com): Failed to open stream: php_network_getaddresses: getaddrinfo failed: Name or service not known in /customers/c/2/5/sudliberta.com/httpd.www/wp-content/plugins/gutenberg-addon/function.php on line 32