Il Presidente Putin “pronto a sedersi e discuterne seriamente sulla questione Ucraina. Ogni parola conta”

 

 

La rielezione di Putin e l'altra Russia - la Repubblica

 

 

Roma

Il presidente russo Vladimir Putin, sul  possibile accordo di cessate il fuoco in Ucraina informa il mondo con il suo pensiero che riportiamo:.

Dobbiamo assolutamente sederci e discutere seriamente questioni specifiche; dobbiamo tradurre tutto in un linguaggio diplomatico. Perché una cosa è dire, in generale, che la Russia non attaccherà l’Europa. Ci sembra ridicolo, vero? Non abbiamo mai avuto intenzione di farlo. Ma se vogliono sentire la nostra opinione, mettiamola a verbale, nessun problema”.

“Ci sono persone lì, credo, o un po’ pazze o delinquenti di qualche tipo, e vogliono qualcosa in cambio quando dicono pubblicamente alla loro popolazione, ai loro cittadini, che la Russia si sta preparando ad attaccare l’Europa e che dobbiamo rafforzare immediatamente le nostre capacità difensive – prosegue -. O stanno servendo gli interessi dell’industria della difesa e delle aziende private, o stanno cercando di aumentare il loro indice di gradimento politico interno in questo contesto, dato il disastroso stato dell’economia e della sfera sociale. È difficile dire quali siano le loro motivazioni, ma dal nostro punto di vista, è una totale assurdità, una vera e propria menzogna. Ciononostante, se questo viene promosso nella coscienza pubblica, se hanno spaventato i loro cittadini e vogliono sentirsi dire che non abbiamo intenzioni né piani, né intenzioni aggressive contro l’Europa, allora fate pure, siamo pronti a documentarlo come volete”.

“Forse ha senso, considerando che tutti noi vogliamo parlare e discutere insieme e definire alcuni punti su questioni di sicurezza paneuropea. Forse è così, noi stessi lo abbiamo proposto una volta. Se i nostri partner occidentali – li chiamiamo di nuovo “partner” – lo vogliono ora, allora facciano pure, siamo pronti. Ma entrambi comprendiamo che dobbiamo sederci e discuterne seriamente; ogni parola conta. Oppure, per esempio, uno dei documenti afferma che dovremmo risolvere la questione della stabilità strategica insieme ai nostri partner americani. Per l’amor di Dio, siamo contrari? Abbiamo proposto proprio questo, e abbiamo persino proposto di raggiungere un accordo con l’amministrazione Obama su alcune questioni – conclude Putin -. Abbiamo sentito un “Sì, sì”, e poi, un mese prima che l’amministrazione Obama lasciasse la Casa Bianca, tutto si è arenato. Ora un altro trattato, il New START, scade a febbraio. Se non vogliono fare nulla, allora non lo facciano. Ma da questi documenti abbiamo visto che, nel complesso, c’è il desiderio di riesaminare queste questioni. Ognuna di queste questioni è una questione a sé stante, molto seria. Siamo certamente pronti per questa seria discussione. Una delegazione americana è prevista per la prossima settimana a Mosca”.

Incontro Trump- Zelensky alla Casa Bianca: Siamo ottimisti , anche Putin vuole ora la pace, riusciremo a far finire questa guerra”

 

 

 

 

Il presidente americano Donald Trump ha avuto un lungo incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky venuto “in giacca molto elegante”.

All’inizio del colloquio, Trump ha definito Zelensky “un leader molto forte” e ha precisato che i due avrebbero discusso della recente telefonata con il presidente russo Vladimir Putin e del vertice previsto in Ungheria. “Penso che le cose stiano andando abbastanza bene, vogliamo vedere se possiamo farlo”, ha dichiarato Trump, aggiungendo che “alcune linee guida sono state discusse nel corso della riunione in Alaska“.

Zelensky, da parte sua, ha posto  la necessità di porre fine alla guerra in Ucraina “con l’aiuto degli Stati Uniti. La Russia non sta avendo molti successi sul campo di battaglia”, ha aggiunto, spiegando di aver incontrato società energetiche americane pronte a investire nel Paese non appena il conflitto sarà terminato.  Trump si è complimentato con Zelensky per la sua giacca “molto elegante” e ha affrontato il tema della possibile fornitura di missili Tomahawk all’Ucraina.

 “È un’escalation, ma ne parleremo“, ha detto, ribadendo che il suo obiettivo resta quello di “raggiungere un accordo. Dare all’Ucraina i Tomahawk potrebbe significare un’escalation più grande, possono accadere molte cose brutte”, ha avvertito. “Anche gli Stati Uniti hanno bisogno di Tomahawk, e non vogliamo regalare cose di cui abbiamo bisogno per proteggere il nostro Paese”.

Il presidente americano ha confermato che l’incontro con Putin si terrà a Budapest, “perché mi piace il primo ministro ungherese Viktor Orbán”. Trump ha ricordato di aver proposto in passato di fermare la guerra in Ucraina imponendo tariffe, a condizione che i Paesi della Nato smettessero di importare petrolio russo.

Poi ha lasciato aperta la possibilità che Zelensky partecipi al futuro incontro con Putin: “È da determinare”, ha detto, osservando ironicamente che tra i due presidenti “non scorre buon sangue”. Ha spiegato di aver avuto un colloquio telefonico con Putin per oltre due ore nella giornata precedente, sottolineando che il presidente russo “vuole porre fine alla guerra in Ucraina”.

“Abbiamo esaminato molti dettagli e penso che sia Putin che Zelensky vogliano farla finita, e dobbiamo farlo ora”, ha dichiarato. Zelensky ha confermato che “tutte le parti devono sedersi e parlare per concordare un cessate il fuoco”, aggiungendo che “l’Ucraina vuole la pace, ma Putin deve essere pressato per porre fine alla guerra”.

 

La vedova di Alexei Navalny accusa Putin: ” Vladfimir Putin ha avvelenato mio marito”

 

 

“Navalny è stato avvelenato, abbiamo i test sui campioni biologici”. La vedova accusa Putin

 

 

Conclusione: il nemico n.1 di Putin ,Alexei è stato avvelenato”, ha dichiarato Navalnaya.       Così osserva oggi: ” nel febbraio 2024 “siamo riusciti a ottenere campioni biologici di Alexei, a trasferirli all’estero e a consegnarli a un laboratorio in uno dei paesi occidentali”. Due laboratori “in due paesi diversi hanno concluso che Alexei è stato avvelenato”, l’accusa della vedova. Che promette di non restare in silenzio.

“Affermo che Vladimir Putin è colpevole dell’omicidio di mio marito, Alexei Navalny”, denuncia. “Accuso i servizi segreti russi di aver sviluppato armi chimiche e biologiche proibite”, aggiunge

Navalnaya non pubblica i risultati dei test ma esorta i due laboratori a farlo. “Esigo che i laboratori che hanno condotto la ricerca pubblichino i loro risultati. Smettetela di flirtare con Putin per motivi di potere. Non riuscirete a placarlo. Finché rimarrete in silenzio, non si fermerà”.

Secondo l’attivista  il team di Navalnay ha anche raccolto le testimonianze di cinque dipendenti della colonia penale in cui è morto il dissidente e che riferiscono che l’oppositore aveva convulsioni.  Ma di più, Navalnaya ha altre prove e  pubblicato foto non verificate che, a suo dire, ritraevano la sua cella dopo che il corpo era stato rimosso, mostrando una pozza di vomito sul pavimento.

Putin minaccia l’Occidente: “Qualsiasi truppa straniera in Ucraina sarebbe bersaglio”

Vladimir Putin - Fotogramma /Ipa

 

 

Qualsiasi esercito occidentale schierato in Ucraina sarebbe un bersaglio “legittimo” per l’esercito di Mosca. A lanciare l’avvertimento è il presidente russo Vladimir Putin, dopo che giovedì a Parigi gli alleati ‘Volenterosi’ di Kiev hanno dichiarato di essere disponibili a schierare le loro truppe nel territorio di Kiev in caso di un accordo di pace o di tregua con la Russia, per proteggere il Paese da nuove aggressioni.

Putin : “Se dovessero arrivare delle truppe, soprattutto ora che sono in corso i combattimenti, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi“, ha affermato il leader  durante un forum economico nella città di Vladivostok, nell’estremo oriente russo, aggiungendo che l’impiego di una forza occidentale non favorirebbe una pace a lungo termine.

“Ho ripetuto molte volte che sono aperto al dialogo”, tuttavia “raggiungere un accordo su questioni cruciali è praticamente impossibile al momento. Manca la volontà politica. E anche se esistesse, cosa di cui dubito, ci sono ostacoli legali e tecniche”, ha poi dichiarato Putin esponendo la sua valutazione sull’impossibilità di un accordo con Zelensky su questioni chiave e specificando che, in conformità con la Costituzione ucraina, ogni accordo territoriale necessita dell’approvazione tramite referendum.

 

 

 

L’INCONTRO TRUMP-PUTIN “RAGGIUNTI GRANDI PROGRESSI”, VICINI ALLA PACE , AL MOMENTO PERO’ NESSUN ACCORDO

PUTIN  OTTIENE POPOLARITA’ INASPETTATA, ACCOLTO DA RE, IL LEADER RUSSO INDIFFERENTE ,HA SULLA COSCIENZA MIGLIAIA DI MORTI

 

 

La reazione di Putin alle domande

 

 

Una smorfia, uno sguardo perplesso, nessuna risposta. Vladimir Putin viene travolto da alcune domande dei giornalisti  e lo abbiamo visto reagire in modo curioso, teatrale  alla raffica di domande sulla guerra in Ucraina rivoltegli o prima dell’incontro tra il presidente russo e Donald Trump. “Dirà sì al cessate il fuoco?”, “Si impegna a non uccidere più civili?”, “Perché il presidente Trump dovrebbe fidarsi di lei?”

Per Trum p   l’assedio dei cronisti è un fatto  rituale.   Le curiose smorfie facciali di Putin fanno capire invece che  l’ evento   è anomalo rispetto alle ‘ingessate’ conferenze organizzate a Mosca dove i giornalisti presenti sono tutti di regime o di sostegno alla propaganda.. Sul palco, alle spalle di Trump e Putin, figurava la scritta “pursuing peace” (perseguire la pace).

Alla domanda se  disporrà   un cessate il fuoco, Putin si limita ad alzare un sopracciglio, a distogliere lo sguardo e scuotere la testa. Quando gli viene chiesto se si impegnerà a non uccidere più civili, il presidente Putin porta le mani alla bocca e risponde in russo: “Andiamo, andiamo”. Gli staff dei due presidenti chiudono la parentesi: “Grazie a tutti, grazie a tutti”. .

Al termine del vertice, i due leader hanno rilasciato delle brevi dichiarazioni congiunte in una conferenza stampa di dodici minuti in cui non hanno risposto a nessuna domanda dei giornalisti presenti in sala.
Finora non è stato raggiunto nessun accordo definitivo per porre fine alla guerra in Ucraina e non è neanche arrivato l’annuncio di un cessate il fuoco.Tanto che l’incontro è stato definito dagli ucraini “una vergogna”, una vetriva da re per Putin, che ha sul groppone un mandato di cattura internazionale.
Parlando in russo, Putin ha dichiarato che al suo arrivo in Alaska ha salutato Trump come un “caro vicino”, definendo l’incontro come “costruttivo”:
“Le nostre trattative si sono svolte in un’atmosfera di rispetto reciproco. Abbiamo lavorato per lungo tempo e voglio ringraziare la controparte americana per esserci incontrati qui in Alaska – ha affermato Putin -. Le nostre relazioni bilaterali erano cadute al livello più basso dalla guerra fredda e per questo era importante superare questo momento e avere un dialogo. Io e il presidente Trump abbiamo avuto colloqui diretti. Voglio sperare che l’accordo che abbiamo raggiunto ponga le basi per una pace in Ucraina. Quando l’amministrazione Trump si è insediata, le nostre relazioni hanno ricominciato a crescere. Io e il presidente Trump abbiamo costruito un contatto di affari basato sulla fiducia reciproca”.
Putin ha poi citato la posizione di lunga data di Mosca secondo cui sarebbe “sinceramente interessata a porre fine alla guerra in Ucraina, ma affinchè ciò accada – prosegue Putin – tutte le cause profonde della crisi, devono essere eliminate. Tutte le legittime preoccupazioni della Russia devono essere prese in considerazione e deve essere ripristinato il giusto equilibrio nella sfera della sicurezza in Europa e nel mondo nel suo insieme”. I
l presidente russo ha anche aggiunto di essere d’accordo con Trump nel garantire la sicurezza dell’Ucraina e ha detto che Mosca era “pronta a lavorare su questo”, lasciando intendere che un prossimo incontro sarà più tecnico e dettagliato.
All’inizio del suo discorso in conferenza stampa, Trump ha sottolineato che non c’è ancora un accordo con l’Ucraina, aggiungendo però che sono stati fatti dei progressi. Il tycoon ha affermato che avrebbe chiamato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e gli alleati della Nato al termine della conferenza stampa.
Trump ha detto che ci sono “solo pochissimi problemi da risolvere. Uno probabilmente è il più significativo, ma abbiamo ottime possibilità di arrivarci”. Il presidente americano ha inoltre ribadito di “aver sempre avuto un rapporto fantastico con Putin”, facendo riferimento alle indagini del governo degli Stati Uniti sul sostegno della Russia alla sua campagna presidenziale del 2016, ripetendo le sue affermazioni secondo cui l’economia degli Stati Uniti è “la più calda del mondo”.
Successivamente Trump ha reso noto che nel corso del lungo vertice con Putin sono stati fatti “alcuni grandi progressi”, parlando di “molti punti che sono stati concordati” e pochi rimasti ancora sul tavolo. Il presidente americano ha anche detto che avrebbe chiamato i leader europei e della Nato per dare loro aggiornamenti  a riguardo..

Trump-Putin, domani l’incontro del secolo in Alaska, ecco i punti chiave per Ucraina ed Europa. Ma sarà Zelensky a dire l’ultima parola

 

 

Volodymyr Zelensky

Per ora Zelenski sta a guardare, ingoia il rospo, ma sarà lui a dire l’ultima parola sulla  definizione della trattativa

 

 

‘Domani l’incontro storico, del secolo, tra Trump e Putin in programma in Alaska , 15 agosto. Il numero 1 della Casa Bianca, che chiederà lo stop alla guerra in Ucraina, nella giornata di ieri si è confrontato con i leader europei e con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Ottima call, voto 10”, ha riassunto Trump.

Zelensky oggi a Londra sarà ricevuto dal premier britannico Keir Starmer.

I 5 punti chiave

Cinque i punti chiave dell’agenda europea indicati a Trump  richiamati dal cancelliere tedesco Friedrich Merz:

L’Ucraina deve essere presente al tavolo per qualsiasi futuro incontro con Putin

– Il cessate il fuoco deve essere il primo passo, precedente all’inizio di qualsiasi negoziato

– Il riconoscimento del territorio occupato dalla Russia non è sul tavolo

– Le forze ucraine devono essere libere di difendere la sovranità del loro Paese, con il sostegno europeo

– Negoziati più ampi devono far parte di una strategia transatlantica basata sul sostegno all’Ucraina e sulla pressione sulla Russia.

I territori dell’Ucraina – punto fermo -non si cedono.

Un punto è fermo, i territori dell’Ucraina non si cedono.  Deve essere  l’Ucraina a dover trattare con Putin per una soluzione definitiva del conflitto. La priorità in tempi brevissimi è ottenere una tregua reale. “Speriamo che il tema centrale” in Alaska “sarà un cessate il fuoco.

Il presidente degli Stati Uniti l’ha detto diverse volte”, dice Zelensky, precisando che Trump “mi ha proposto dopo l’incontro in Alaska di sentirci, discutere tutti i risultati, se saranno raggiunti, e definire i passi futuri”.

Afferma Zelenski: “Qualsiasi questione che riguardi l’integrità territoriale dell’Ucraina non può essere discussa così, senza considerare la nostra Costituzione e la volontà del nostro popolo. Per quanto riguarda la nostra integrità territoriale, alla fine la decisione sarà a livello di leader. Senza l’Ucraina (al tavolo delle trattative, ndr) è impossibile raggiungere questo obiettivo”,

I  leader europei in attesa delle risultanze dell’incontro

Gli alleati dell’Ucraina stanno valutando un allentamento progressivo delle sanzioni contro la Russia se verrà concordato un cessate il fuoco totale, indicano a Sky News fonti vicine alla presidenza del Consiglio Ue. L’obiettivo è ottenere subito una tregua di 15 giorni – periodo in cui le sanzioni resterebbero comunque in vigore – per poi passare a una sospensione più strutturata delle ostilità in Ucraina. Secondo il piano, le misure verrebbero reintrodotte in caso di violazioni.

“E’ molto importante che l’Europa sia stata ascoltata prima del vertice”, le parole del presidente francese Emmanuel Macron. “Lo scambio con Donald Trump ha permesso di chiarire le sue intenzioni e a noi di esprimere le nostre attese. La volontà americana è quella di ottenere un cessate il fuoco”, aggiunge ribadendo: “Vogliamo che tutto ciò che riguarda l’Ucraina sia discusso con l’Ucraina. Le questioni territoriali che riguardano l’Ucraina non saranno negoziate che dal presidente ucraino, questa è la posizione che noi sosteniamo”.

Trump ha espresso l’auspicio di un ulteriore meeting, da organizzare in tempi brevi, con la partecipazione anche di Zelensky. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha auspicato che possa tenersi in Europa, “in un Paese neutrale”, un eventuale incontro trilaterale con al tavolo Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. “Penso che questo sia un punto molto importante a questo proposito e speriamo che” un eventuale trilaterale “possa svolgersi in Europa, in un Paese neutrale accettato da tutte le parti”, aggiunge il presidente francese.

Mosca pretende il ritiro delle truppe ucraine e lo stop al piano di adesione Nato. Difficile incontro e trattativa

 

Donald Trump e Vladimir Putin (Afp)

 

Il summit  tra Usa e Russia avverrà presto , l’organizzazione è in corso, anche se la data definitiva non è ancora stata fissata. Kiev, dal canto suo, sta spingendo per un incontro trilaterale, con la partecipazione di Volodymyr Zelensky.

L’inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, ha proposto la formula a tre durante colloqui con il presidente russo che non appare consenziente, “In generale è possibile, ma servono condizioni che oggi non ci sono”, ha precisato Putin. I negoziatori russi, nei colloqui di giugno a Istanbul, avevano chiarito che un incontro diretto tra Putin e Zelensky potrebbe avvenire solo nella fase finale delle trattative, una volta concordati i termini della pace.

La sede e la segretezza della scelta

 Mosca parla di un accordo “di principio” senza svelare il nome, mentre Washington smentisce che il luogo sia stato deciso. Gli Emirati Arabi Uniti sono tra le opzioni indicate da Putin come “adatte”, insieme a Turchia e Arabia Saudita, che in passato hanno ospitato incontri diretti tra delegazioni russe e ucraine. Anche la Cina resta in lizza, con l’ipotesi di un vertice ospitato da Xi Jinping a settembre.

Escluse, invece le capitali dei Paesi Nato, sia per ragioni politiche che per l’ostacolo rappresentato dal mandato di arresto della Corte penale internazionale (Cpi) nei confronti del leader del Cremlino.

Le posizioni restano tuttavia molto distanti

Sul piano negoziale le posizioni appaiono ancora distanti. Mosca pretende il ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni annesse, la neutralità di Kiev e lo stop definitivo al piano di adesione alla Nato.

L’Ucraina chiede invece un cessate il fuoco immediato, il rifiuto di riconoscere le annessioni e garanzie di sicurezza dagli alleati, inclusa la presenza di truppe straniere con funzione di peacekeeping. Pur ribadendo che la sovranità territoriale non è negoziabile, Zelensky ha ammesso che la riconquista delle aree occupate dovrà avvenire “attraverso la diplomazia e non sul campo di battaglia”.

Zelensky: “Trump non riesce a comprendere il nostro dolore e Putin è un assassino di bambini”

 

 

Attacco a Kherson e Kharkiv. almeno 5 persone sono state uccise e altre 17 ferite  “Abbiamo molti danni, la Russia ha lanciato 48 droni e due missili”, ha dichiarato il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov, spiegando che nella notte sono stati colpiti tre edifici residenziali e sono morte 3 persone.

Palazzi ucraini in fiamme dopo bombe e droni (Afp)

Secondo il governatore regionale di Kherson, Oleksandr Prokudin, un attacco contro un grattacielo ha ucciso due persone.

Zelensky: “Putin assassino di bambini” e Trump non riesce a comprendere il nostro dolore”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, non ha condiviso le dichiarazioni fatte di recente dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, che ha paragonato gli eserciti di Mosca e Kiev a due “bambini che litigano al parco” e ha definito  il presidente russo, Vladimir Putin, un “assassino di bambini”.

. “Non siamo bambini con Putin al parco giochi – ha detto Zelensky -. Lui è un assassino venuto in questo parco per uccidere i bambini”. Zelensky ha aggiunto che Trump “non riesce a sentire e comprendere completamente il dolore” dei genitori ucraini che hanno perso i figli in guerra.

Mosca: “‘Kiev rinvia lo scambio prigionieri”

La Russia ha accusato l’Ucraina di aver rinviato uno scambio di prigionieri su larga scala e il rimpatrio delle salme dei soldati caduti, concordati . “La parte ucraina ha inaspettatamente rinviato a tempo indeterminato sia l’accettazione delle salme sia lo scambio dei prigionieri di guerra”, ha dichiarato sui social media il capo negoziatore russo Vladimir Medinsky.

IL SILENZIO DI PUTIN E IL RISCHIO DELLE TESTATE NUCLEARI PUNTATE CONTRO L’EUROPA

putin scrive afp

 

 

Da Vladimir Putin ancora nessun commento al maxi attacco coordinato dei droni ucraini contro basi aeree strategiche in cui sono stati colpiti decine di aerei, fra cui bombardieri Tu-95 e Tu-22M e un aereo da ricognizione An-50. Altre personalità, dopo l’inviato della Casa Bianca per l’Ucraina Keith Kellogg, denunciano il pericolo di una risposta nucleare di Mosca, considerato il colpo all’equilibrio strategico inferto dall’attacco ucraino.

I   Tupolev  colpiti son o stati usati in modo massiccio durante la guerra contro l’Ucraina contro civili e infrastrutture, ma sono anche bombardieri iscritti nell’arsenale delle forze strategiche russe, parte della cosiddetta ‘triade’, e del sistema di deterrenza nucleare contro gli Stati Uniti. Solo nel settembre del 2022, esponenti dell’Amministrazione Biden avevano lasciato intendere il pericolo di un attacco di Mosca con una testata nucleare tattica.

Come da tradizione, Putin ha anche evitato di comparire troppo in pubblico da domenica. Gli unici eventi a cui ha partecipato fino a ieri sono stati gli incontri con il Ministro della Natura Aleksandr Kozlov e il difensore civico per l’infanzia Maria Lvova-Belova. Solo nel pomeriggio di ieri  , il Cremlino ha diffuso le immagini di un incontro tra Putin e i membri del governo, durante il quale sono state discusse una vasta gamma di questioni, a partire dall’Ucraina.

Putin non ha detto una parola sugli attacchi agli aeroporti strategici russi, ma  ha  parlato a lungo sull’esplosione dei ponti ferroviari, che ha causato la morte di civili.

Alle parole di Kellogg, si sono aggiunte quelle di Kirill Dmitriev, direttore del Fondo per gli investimenti diretti russo e inviato speciale del Cremlino per gli investimenti all’estero, nonché interlocutore privilegiato dell’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, e di altre personalità che si muovono nella nube Maga che circonda Donald Trump ha anticipato una risposta di Mosca ai raid ucraini di domenica. “Il Presidente Putin ha detto, e con molta forza, che la Russia dovrà rispondere al recente attacco contro le basi aeree”.

L‘attacco dei droni ucraini è, per Dmitriev, un attacco “contro gli asset nucleari della Russia”. “E’ urgente una comunicazione chiara – per rendersi conto della realtà e dei rischi in aumento prima che sia troppo tardi”, ha scritto Dmitriev.

Steve Bannon e Charlie Kirk, due figure ancora influenti del movimento Maga hanno condannato apertamente l’attacco con i droni, con il primo che ha paragonato, come hanno fatto blogger pro guerra russi nelle ore successive all’attacco, al raid giapponese contro  Pearl Harbor    del 1941. “La maggior parte delle persone non ci fa caso, ma siamo più vicini a una guerra nucleare di quanto non lo siamo mai stati dall’inizio della guerra nel 2022“…

Ma altri esponenti più moderati condividono la loro opinione. “Il livello di rischio è in forte aumento”. Quando attacchi una parte della triade dell’oppositore, rischi che il livello salga perché non sai quello che farà la controparte. E questo è quello che hanno fatto”, ha affermato ieri.

Non è negli interessi dell’America che l’Ucraina attacchi le forze nucleari strategiche russe il giorno prima di un altro round di negoziati“, ha affermato Dan Caldwell, influente consigliere per la politica estera, già braccio destro di Pete Hegseth al Pentagono prima di essere costretto a lasciare l’incarico nel quadro dello scandalo per i leak. “Il raid ha il potenziale di creare una spirale di escalation e apre il rischio di un confronto diretto fra la Russia e la Nato. Gli Stati Uniti non devono solo prendere le distanze da questo attacco ma porre fine a qualsiasi forma di supporto che possa direttamente o indirettamente aprire la strada ad attacchi contro le forze nuclari strategiche russe”, ha precisato.

L’EUROPA SOTTO SCACCO DAL DITTATORE SOVIETICO PUTIN

 

Putin Presidente Russia Ipa Ftg

 

 

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha annunciato la fine di ogni limitazione alla gittata delle armi occidentali fornite all’Ucraina. La reazione di Putin  è stata immediata, certamente esagerata la risposta. Eccola:

La Germania “sprofonderà ulteriormente nella fossa in cui si trova da tempo il regime di Kiev che sostiene”.

Per Merz, Mosca non è davvero interessata alla pace, nonostante i tentativi occidentali di non indispettire eccessivamente il Cremlino. Anzi, i fatti dimostrano che da quando gli Stati Uniti, con Trump alla Casa Bianca, si sono mostrati più accondiscendenti, la Russia ha aumentato l’intensità dei suoi attacchi in Ucraina, smentendo con i fatti le promesse di un’apertura al dialogo.

Putin ha lanciato infatti 367 droni e missili contro 30 città e villaggi ucraini, uccidendo almeno 12 persone, tra cui tre bambini. l dispiegamento di armi più esteso dell’intero conflitto. Il più esteso dispiegamento di armi dall’inizio del conflitto, a pochi giorni dalle trattative di Istanbul.

Definito “pazzo” il presidente russo e la decisione del cancelliere tedesco di adottare il pugno di ferro nei confronti della Russia. La risposta del Cremlino, ancora una volta, è stata quella di alzare i toni del conflitto e minacciare il coinvolgimento della Germania.

Non solo: Mosca ha approfittato dell’occasione per allontanare ulteriormente le prospettive di pace.

Le minacce di  Putin: “I Taurus bruceranno come fiammiferi”

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, non ha usato mezzi termini nel commentare la decisione tedesca. “Se la Germania fornirà all’Ucraina missili a lungo raggio Taurus, essi bruceranno come fiammiferi, come già avvenuto ai carri armati Leopard”

 

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito la decisione tedesca “piuttosto pericolosa”, aggiungendo che “queste potenziali decisioni, se mai venissero effettivamente prese, sono in assoluto contrasto con le nostre aspirazioni a raggiungere una soluzione politica”. Parole che suonano come un ultimatum diplomatico mascherato da preoccupazione per la pace.

La svolta di Merz: “Noi siamo minacciati e ci difenderemo”

 

Ieri, durante la conferenza stampa a Helsinki, Merz ha chiarito la sua posizione verso Mosca: “Noi siamo minacciati e ci difendiamo. Non deve esserci alcun dubbio sul fatto che noi ci difenderemo“. Una fermezza che segna una netta discontinuità rispetto al predecessore Olaf Scholz, che aveva sempre rifiutato di inviare i missili Taurus per timore di trascinare la Germania in guerra.

Merz ha spiegato che Germania, Francia, Regno Unito e Stati Uniti hanno concordato l’abolizione dei limiti all’uso di armi occidentali da parte di Kiev, consentendole di impiegare armi a lunga gittata per colpire il territorio russo. “Non ci sono più restrizioni alla gamma di armi fornite all’Ucraina: né dai francesi, né dagli inglesi, né da noi, né dagli americani”, ha precisato il cancelliere.

La decisione rappresenta un cambio di paradigma per Berlino, che finora aveva limitato le armi fornite a Kiev a una gittata inferiore ai 70 chilometri. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha inoltre annunciato che d’ora in poi le autorità tedesche non informeranno più il pubblico sulle forniture di armi all’Ucraina, al fine di nascondere le proprie mosse a Mosca.

Mentre l’Occidente alza il tiro militare, Putin sembra sempre più determinato a procrastinare qualsiasi negoziato serio. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che il processo di pace in Ucraina è “complesso e, naturalmente, c’è bisogno di tempo”. Una formula diplomatica che nasconde una realtà ben diversa: secondo fonti vicine al Cremlino, “l’entusiasmo per il negoziato è vicino allo zero“. Alla faccia dell’amicizia con Trump, già perdonato dall’amministrazione del Cremlino per aver definito pazzo Vladimir Putin: “Il presidente Usa ha avuto una reazione emotiva”, ha dichiarato Peskov.

Intanto, l’ex consigliere di Putin, Sergey Markov, ha rivelato che si parlerà di pace solo a partire dal prossimo autunno, dopo un’offensiva alla quale Putin non vuole rinunciare. I sondaggi interni mostrano che il sostegno popolare all’operazione militare speciale ha raggiunto livelli record, con persino i precedenti critici che ora appoggiano la guerra. Questo consenso interno rafforza la posizione del cosiddetto “partito della guerra” che spinge Putin a conquistare almeno le città di Kharkiv e Sumy prima di qualsiasi negoziato.