Conca d’Oro, aperto tavolo tecnico, per riaprire il 70 % dei negozi, congiunto alla Regione.Il Presidente della Regione Sicilia Schifani: «Vigiliamo su tutele per lavoratori»

 

Schifani leggio

 

Palermo,

 

«Le notizie rassicuranti arrivate dalla riunione di stamattina ci fanno ben sperare per il ripristino dell’attività commerciale del centro Conca d’Oro, in particolare nella parte che può essere resa operativa nell’immediato. Vigileremo perché gli strumenti di tutela a favore dei lavoratori siano messi in atto velocemente. Continueremo a seguire da vicino, tramite gli assessorati coinvolti, l’evolversi della situazione per tutelare quanto più possibile lavoratori e famiglie». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando l’esito del tavolo di confronto istituzionale che si è tenuto questa mattina a Palermo nella sede dell’assessorato delle Attività produttive.

L’obiettivo è la riapertura in tempi brevi per circa il 70 per cento dei negozi con tempi e modalità che saranno definiti nei prossimi giorni dopo le verifiche delle condizioni di sicurezza. Dopo l’incendio di martedì scorso, la necessità è assicurare risposte certe e tempestive sul fronte degli ammortizzatori sociali. La riunione, convocata a Palermo nella sala Libero Grassi dell’assessorato regionale delle Attività produttive dall’assessore Edy Tamajo, ha visto la presenza del sindaco Roberto Lagalla, dell‘assessore regionale alle Politiche sociali Nuccia Albano, dei rappresentanti dell’Inps, delle organizzazioni sindacali e dei delegati delle attività commerciali interessate.

«Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla riunione di questa mattina – dice l’assessore Tamajo sottolineando il valore della collaborazione istituzionale messa in campo –. Stiamo lavorando con un obiettivo molto preciso: dare certezze ai lavoratori e alle loro famiglie. Dall’Inps sono arrivate rassicurazioni concrete sulla cassa integrazione e questo rappresenta un risultato importante, perché consente di affrontare questa fase con strumenti di tutela definiti. La formula della cooperazione tra amministrazioni e istituzioni si è dimostrata veloce ed efficace. Quando ciascuno, nell’ambito delle proprie competenze, lavora nella stessa direzione, è possibile accorciare i tempi e trasformare il confronto in risposte concrete. È questo il metodo che vogliamo continuare a seguire».

Il confronto non si esaurisce con la riunione odierna, ma proseguirà con l’obiettivo di seguire passo dopo passo l’evoluzione della situazione. «Il tavolo resterà aperto e permanente. Vogliamo mantenere un dialogo costante, verificare l’attuazione degli impegni assunti e intervenire tempestivamente qualora emergessero nuove criticità. La priorità – conclude Tamajo – resta la salvaguardia dei lavoratori e, allo stesso tempo, la tutela del tessuto economico e commerciale. La collaborazione dimostrata oggi da tutte le parti è il segnale che, attraverso il dialogo e la responsabilità istituzionale, possiamo costruire soluzioni concrete e dare risposte in tempi rapidi».

«Ringrazio l’assessore Tamajo e il governo regionale per aver accolto il mio appello – dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla – e per aver convocato con immediatezza questo tavolo di confronto, insieme all’assessore regionale al Lavoro, Nuccia  Albano e all’assessore comunale alle Attività produttive Giuliano Forzinetti, coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati. In una situazione come questa, la rapidità del confronto e il coordinamento tra le istituzioni sono fondamentali. Vorrei sottolineare ancora una volta come, nelle ore dell’emergenza, abbia funzionato il sistema città. Grazie al tempestivo intervento e al coordinamento tra Vigili del fuoco, forze dell’ordine, Protezione civile, operatori sanitari e tutti coloro che sono stati impegnati nei soccorsi, è stato possibile evacuare il centro commerciale e mettere in sicurezza tutte le persone presenti. È un risultato che considero fondamentale e che dimostra la capacità della nostra città di reagire con efficacia nei momenti più difficili».

«Adesso, però, dobbiamo guardare alla fase della ripartenza – aggiunge il sindaco – Dal confronto di oggi abbiamo ricevuto dalla curatela rassicurazioni importanti sulla possibilità di una riapertura in tempi brevi di circa il 70 per cento dei negozi. I tempi e le modalità saranno definiti nei prossimi giorni, sulla base delle necessarie verifiche e delle condizioni di sicurezza. Per il restante 30 per cento delle attività si prospetta invece un orizzonte di breve-medio periodo. In questa fase la priorità assoluta è salvaguardare i lavoratori e garantire loro ogni possibile tutela. Parliamo di centinaia di famiglie che non possono essere lasciate sole di fronte alle conseguenze di un evento così grave. Per questo, come Comune, assumiamo l’impegno a fare la nostra parte fino in fondo, attivando e accelerando, per quanto di nostra competenza, ogni procedimento e ogni iter amministrativo che possa contribuire a rendere più rapida la ripartenza delle attività, nel pieno rispetto delle verifiche di sicurezza e delle norme. Continueremo a mantenere alta l’attenzione, lavorando in piena sinergia con la Regione, con la curatela, con le organizzazioni sindacali e con tutti i soggetti coinvolti», conclude.

Da parte del collegio della curatela è stato sottolineato “l’obiettivo di consentire la riapertura del 70 per cento delle attività commerciali, previa verifica delle condizioni di sicurezza dei luoghi e il ripristino degli stessi, nonché degli impianti necessari alla ripresa delle attività che operano all’interno del centro commerciale. I consulenti tecnici sono già al lavoro dalla sera dell’incendio e alcuni interventi di sostituzione degli impianti sono già in corso di esecuzione. È previsto inoltre, già nel pomeriggio di oggi, un intervento di bonifica post-incendio da parte di una società specializzata. Tale attività consentirà di procedere quanto prima alla definizione di un cronoprogramma degli interventi necessari, con l’obiettivo di arrivare alla riapertura dell’intero centro commerciale”.

La curatela ha fatto sapere che sarà in grado di fornire indicazioni e tempistiche più precise nel corso del prossimo incontro, fissato per l’11 settembre.

Zelensky studia i nuovi aspetti militari, economici e diplomatici

 

 

 

Kiev

– La difesa del Mar Nero, la protezione delle infrastrutture strategiche e il rafforzamento della cooperazione con gli alleati rappresentano i cardini della pianificazione definita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di una riunione con il governo e i vertici militari dedicata alle priorità operative dei prossimi mesi.       Sotto la lente di ingrandimento aspetti militari, economici e diplomatici della risposta di Kyiv.

Dichiara Zelensky : “La Russia continua a condurre operazioni terroristiche contro l’Ucraina e contro le nostre infrastrutture”, , osservando che la pressione di Mosca colpisce il sistema energetico, il mercato dei carburanti, il comparto agricolo e la capacità di esportare cereali.

In questo quadro, il presidente ha annunciato che, insieme ai vertici delle Forze armate e al ministero della Difesa, “abbiamo stabilito come le nostre forze opereranno in futuro nelle acque del Mar Nero”, mentre il governo predisporrà un pacchetto di misure da concordare con i partner internazionali per tutelare le attività economiche e consolidare la resilienza del Paese.

Zelensky ha inoltre ribadito che “i missili per i sistemi Patriot restano la priorità assoluta”, chiedendo una rapida attuazione degli impegni assunti dagli alleati. La riunione ha sancito anche una riorganizzazione ai vertici del sistema di sicurezza nazionale.

Insieme a Rustem Umerov, già ministro della Difesa e oggi impegnato nel coordinamento della cooperazione internazionale in materia di sicurezza, e a Ihor Klymenko, ministro dell’Interno responsabile della sicurezza interna e della protezione civile, il presidente ha definito “i parametri del futuro lavoro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa”, precisando che la nuova organizzazione entrerà in vigore dopo gli “incontri programmati negli Stati Uniti”.

Sottopasso Galati S. Anna a Messina: tavolo tecnico a Palazzo Zanca per affrontare le criticità

 

Sottopasso Galati S. Anna: tavolo tecnico a Palazzo Zanca per affrontare le criticità

 

 

Messina,

Si è tenuto oggi, nei locali dell’Assessorato, un tavolo tecnico operativo convocato dall’Assessore Massimiliano Minutoli per fare il punto sulle criticità legate all’allagamento del sottopasso di Galati S. Anna. All’incontro hanno preso parte rappresentanti dei Servizi Tecnici comunali, di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e per la Città Metropolitana, il dirigente Gaetano Maggioloti. 

Nel corso della riunione sono state analizzate le problematiche che si verificano in occasione di eventi meteorologici avversi, con particolare riferimento agli allagamenti del sottopasso e ai conseguenti ostacoli alla viabilità. Il confronto ha consentito di approfondire le possibili soluzioni tecniche da adottare per mitigare i disagi e migliorare la gestione delle criticità.

 Al termine dell’incontro- informa un comunicato – è stato stabilito di effettuare un sopralluogo congiunto insieme ad AMAM, programmato per il prossimo 10 marzo, al fine di verificare direttamente lo stato dei luoghi e definire un percorso operativo condiviso, nonché individuare e concordare le soluzioni più idonee da adottare.

Nuovo ospedale di Siracusa, Il governatore siciliano Schifani: «Chiedo responsabilità e sinergia»

 

immagine

 

Riunione questa mattina a Palazzo d’Orléans sul nuovo ospedale di Siracusa. Un incontro con tutti i soggetti coinvolti convocato e presieduto dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. 

«Si tratta di un progetto di edilizia ospedaliera molto importante, del valore di circa 400 milioni di euro, per cui mi sono impegnato in prima persona – ha detto il governatore -. Oggi, anche alla luce di alcune polemiche che di recente ho letto sulla stampa, ho voluto incontrare tutte le parti in causa per fare chiarezza e chiedere una decisa assunzione di responsabilità da parte di tutti sulla questione.

La Regione ha fatto sempre puntualmente la sua parte». Nel corso della riunione, infatti, Schifani ha potuto appurare che l’assessorato regionale della Salute ha prontamente risposto a tutte le richieste di chiarimenti arrivate da Roma, in ultimo confermando la natura di Dea di II livello dell’ospedale, anche nell’ambito della nuova rete ospedaliera, e confermando i 438 posti letto, di cui 26 di terapia intensiva. E il ministero della Salute ha comunicato che già il 24 febbraio il suo Nucleo di valutazione degli investimenti esaminerà, alla luce della corrispondenza intercorsa con la Regione, il progetto relativo alla realizzazione del nuovo ospedale di Siracusa.

«Da questo momento – ha concluso Schifani – chiedo che si vada avanti con la giusta sinergia. La mia attenzione resta alta perché il nostro obiettivo è quello di arrivare al più presto alla gara e all’avvio dei lavori».

Alla riunione erano presenti l’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni; il dirigente generale della Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino; il capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Salvatore Sammartano; il direttore generale dell’Asp di Siracusa, Alessandro Caltagirone; il commissario straordinario per la progettazione e la realizzazione del nuovo ospedale, Guido Monteforte, e il rup, Santo Pettignano.

 

In attesa che giunga il via libera dal ministero, il presidente Schifani ha convocato una nuova riunione tra sei giorni, giovedì 20 febbraio, per delineare le prossime azioni da mettere in campo per la realizzazione del nuovo nosocomio.

La manovra passa alle ore 11 all’esame del Senato . Opposizioni: “vi è un monocameralismo di fatto..”

 

Aula del Senato - Fotogramma

 

Roma,

Riprendono oggi, 27 dicembre, i lavori della legge di bilancio che passa all’esame del Senato per la seconda lettura. La manovra da circa 30 miliardi di euro, la terza del governo Meloni, sarà licenziata dalla Commissione Bilancio di Palazzo Madama che tornerà a riunirsi fra poco, alle  11, mentre l’approdo in Aula è previsto per le ore 14.

Il numero complessivo delle proposte emendative delle forze di opposizione è orientativamente di 800. Visti i tempi contingentati, è possibile che l’ok al testo arrivi senza mandato al relatore e che il governo ponga la questione di fiducia, con il voto finale che dovrebbe arrivare intorno alle 14 di domani, 28 dicembre.

Opposizioni :  “.. vi è un monocameralismo di fatto

Le opposizioni unite hanno criticato aspramente l’iter blindato della legge di bilancio, parlando di “Parlamento umiliato” e “mortificato” da un “monocameralismo di fatto” che, secondo le minoranze, sarebbe ormai diventata una “patologia” delle Camere. La capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga attacca: “Da domani un inutile tour de force al Senato per approvare la legge di bilancio. Inutile – spiega – perché non si potrà cambiare una virgola a una legge ingiusta che scontenta tutti: chi vive tra mille difficoltà e chi vuole fare impresa“.

Raid Israele su Rafah, 45 morti, riunione emergenza Onu e premier israeliano: “Tragico incidente”

Rafah sotto assedio. Carri armati e blindati schierati al confine. Israele  verso l'attacco

 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà oggi una riunione di emergenza per discutere del raid israeliano contro una tendopoli a Rafah in cui sono morte almeno 45 persone tra cui i due comandanti di Hamas, veri obiettivi d’Israele.. La riunione, ha reso noto un diplomatico delle Nazioni Unite citato dalla Cnn, è stata richiesta dall’Algeria. L’incontro a porte chiuse è previsto per le 15.30 locali….

Intanto un nuovo attacco di Israele a Tal as-Sultan, a ovest di Rafah, avrebbe provocato 7 morti si legge su Al Jazeera che riferisce di un bombardamento da parte dell’Idf sulle tende che ospitano i palestinesi sfollati nell’area.

Sono saliti a circa un milione i palestinesi fuggiti da Rafah nel corso delle ultime tre settimane, ha annunciato l’agenzia dell’Onu Unrwa. “Non hanno nessun posto sicuro dove andare tra i bombardamenti” e si spostano in condizioni di “mancanza di cibo e acqua”, tra “cumuli di rifiuti e in condizioni di vita inadeguate”. Fornire loro assistenza e protezione sta diventando quasi “impossibile”…

Netanyahu: “Tragico incidente, volevamo colpire solo due comandanti nemici”

Il premier israeliano ha definito il raid un tragico incidente: le vittime provocate dall'”omicidio mirato” di “terroristi” di Hamas sono state un tragico incidente , volevamo colpire solo due comandanti nemici. “Nonostante i nostri sforzi per non fare loro del male, c’è stato un tragico incidente – – Stiamo indagando sull’incidente”. “Per noi è una tragedia, per Hamas è una strategia”..Anche l’Onu ha disposto un’indagine a riguardo..

Sarebbero 45 le persone rimaste uccise e 249 quelle rimaste ferite nel raid: 23 delle 45 vittime sarebbero donne, bambini e anziani. “Io continuerò a combattere fino a quando sarà issata la bandiera della vittoria” e “non intendo porre fine alla guerra prima che tutti gli obiettivi siano stati raggiunti” perché “se cedessimo tornerebbe il massacro, se ci arrendessimo consegneremmo una grande vittoria al terrore, all’Iran”, ha detto ancora Netanyahu.

Negoziati lontani

Dopo il massacro di Rafah: Hamas ha infatti informato i mediatori che non parteciperà ad alcun negoziato con Israele  che non ferma la guerra. I negoziati si sono interrotti tre settimane fa dopo che Israele ha respinto l’ultima bozza approvata da Hamas, accusando l’Egitto di avere “unilateralmente apportato modifiche fondamentali”.

Ospedale Cervello di Palermo, dirigenti in assessorato: il pronto soccorso non chiuderà, al vaglio due ipotesi progettuali

 

immagine

 

Palermo,

Non è prevista la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo, né il suo accorpamento con quello di Villa Sofia, in vista dei futuri lavori di ristrutturazione che coinvolgeranno l’area di emergenza-urgenza. È quanto ribadito nel corso di una riunione che si è tenuta nell’assessorato regionale della Salute tra l’assessore, i dirigenti dei dipartimenti Pianificazione strategica e del Dasoe insieme con i vertici dell’azienda ospedaliera.

La direzione aziendale ha comunicato di avere al vaglio due ipotesi progettuali per i lavori ed entro due settimane sceglierà quella più idonea a garantire la continuità assistenziale. La decisione definitiva verrà presa nel corso di un nuovo incontro previsto in assessorato alla fine del mese.

Riguardo la carenza di personale, analoga a quella di tante altre strutture di emergenza-urgenza sia a livello regionale che nazionale, risulterà essenziale il ricorso a prestazioni aggiuntive di medici anche di altre unità complesse, finalizzato a garantire la doverosa continuità assistenziale.

Incontro dei capi delegazione del G7 Italia 2024 Roma – Prima riunione del Gruppo G7 Roma/Lyon sotto Presidenza italiana

 

Meloni: 'Al G7 l'Italia ha stupito e tracciato la rotta' - G7 Italia -  Ansa.it

 

Roma,

Si è tenuta a Roma, in questi giorni, presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la prima riunione del Gruppo G7 Roma/Lyon sotto Presidenza italiana. Il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha l’alta responsabilità di presiedere tale foro, congiuntamente con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il Gruppo, che ha il mandato di coordinare e rafforzare la risposta congiunta dei Paesi G7 in materia di lotta alla criminalità organizzata transnazionale ed al terrorismo, riunisce i servizi diplomatici e di polizia dei Paesi membri a cui, in questa occasione, si sono aggiunti qualificati referenti di importanti Organizzazioni internazionali quali INTERPOLUNODC (United Nations Office on Drugs and Crime), GCERF (Global Fund for Preventing Violent Extremism), UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute).

I lavori sono stati aperti dagli interventi introduttivi del Vice Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Carlo Lo Cascio, dal Direttore Centrale Sicurezza, Alessandro Azzoni e, per il Ministero dell’Interno, dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza preposto all’attività di coordinamento e panificazione delle Forze di polizia, Prefetto Stefano Gambacurta e dal Direttore dell’Ufficio di coordinamento e pianificazione delle Forze di polizia, Prefetto Annunziato Vardé.

 

L’agenda dei lavori si è concentrata sulle specifiche priorità del programma di Presidenza italiana in materia di sicurezza.
Tra queste, emerge il contrasto al traffico di esseri umani e alla tratta di migranti, che è stato affrontato anche con riferimento al fenomeno individuabile nel “digital smuggling”, ovvero l’utilizzo della rete da parte delle organizzazioni criminali per potenziare le loro capacità di gestione e sfruttamento del fenomeno.

Il tema della Sicurezza Economica è stato declinato con riferimento alle investigazioni finanziarie e alla necessità di predisporre una specifica regolamentazione delle criptovalute per contrastare il loro utilizzo per fini illeciti, in linea con la logica investigativa promossa dall’Italia del “follow the money”.
In tema di sicurezza nella dimensione cyber e di lotta al cybercrime, sono stati esaminati nel dettaglio gli strumenti a protezione dello spazio virtuale e le misure di contrasto all’utilizzo illegale degli strumenti digitali.
Altro tema centrale nella discussione è stato quello del ruolo dell’intelligenza artificiale (IA) nel settore della sicurezza, dove è stata condivisa la necessità di introdurre prassi condivise per prevenire i possibili rischi di un uso illecito da parte delle reti criminali e per sfruttare al meglio le potenzialità che tale tecnologia offre per fini di polizia.

 

Un focus specifico è stato dedicato alle droghe sintetiche soprattutto con riguardo alla crescente ed allarmante diffusione del Fentanyl.
È stata altresì affrontata l’emergente minaccia relativa allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori con uno sguardo rivolto alle best practices adottate dai Paesi G7, soprattutto nella dimensione online.

Un’approfondita e proficua discussione è stata sviluppata in merito alla prevenzione e al contrasto del terrorismo e dell’estremismo violento, da cui è emersa l’importanza di garantire un efficace scambio di informazioni tra i Paesi partner, al fine di poter disporre di una visione globale e condivisa del fenomeno e di intervenire immediatamente per l’individuazione di potenziali terroristi nei loro movimenti transfrontalieri.
Sono state discusse le ripercussioni sulla sicurezza globale che stanno emergendo a seguito degli attacchi di Hamas e del più recente attentato a Mosca, soffermandosi sulla minaccia legata al riemergere del Gruppo ISIS-K.
Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta al problema della radicalizzazione in carcere ed al nesso tra i network terroristici e il crimine organizzato in Africa occidentale.
Due sessioni hanno visto come protagoniste le priorità riguardanti, rispettivamente la frode transnazionale, in particolare sul webe le ripercussioni che il conflitto in Ucraina può avere sulla sicurezza dei Paesi del G7.

Il foro ha condotto i Paesi partner ad importanti conclusioni: in primo luogo è stato deciso di creare un network specifico attivo 24/7 per lo sviluppo e il rafforzamento della cooperazione strategica e tecnica in materia di uso illecito di criptovalute.
È stato infine unanimemente deciso di affidare all’Italia la Presidenza del sottogruppo di lavoro LEPSG (Law Enforcement Projects Sub-Group) che gestisce i numerosi progetti attuativi delle misure di cooperazione adottate dal Gruppo Roma/Lyon.

Sullo sfondo della discussione è stata più volte ricordata l’importanza – e l’attualità – della Convenzione ONU di Palermo sulla lotta alla criminalità organizzata transnazionale e dei suoi Protocolli addizionali, quale quadro di riferimento per lo sviluppo di una cooperazione rafforzata tra i diversi Paesi del G7 e non solo.

Da parte dei partecipanti è stato particolarmente apprezzato l’approccio italiano nei confronti dei temi posti in agenda, incentrato sulla prevenzione delle cause originatrici dei fenomeni criminali e sull’anticipazione della risposta securitaria.

Gli esiti dei lavori del Gruppo andranno ad alimentare la riflessione politica dei Ministri dell’Interno dei Paesi G7 che si riuniranno a Mirabella Eclano il 2 – 4 Ottobre prossimi.

A19, chiusura svincolo di Termini Imerese.Il Presidente Regione Sicilia, Schifani: «Consapevole dei disagi, ma lavori urgenti»

immagine

 

Si terrà oggi in prefettura a Palermo una nuova riunione per definire gli ultimi dettagli per la chiusura dello svincolo autostradale di Termini Imerese sull’A19, necessaria affinché l’Anas possa eseguire i lavori di messa in sicurezza. Già da lunedì scorso, nella zona sono stati avviati i primi interventi propedeutici per l’avvio del cantiere.

Le opere, per un importo di 2,1 milioni di euro, prevedono il risanamento del ponte sul torrente Barratina, che raccoglie tutto il traffico in entrata e in uscita proveniente da Palermo e Catania, e di tutte le arterie di accesso all’autostrada. Opere necessarie e non più rinviabili a causa del grave ammaloramento della struttura in diversi punti (vedi foto). L’area di cantiere, che prevede anche il consolidamento di muri di contenimento e delle carreggiate, è di circa due chilometri.

La durata originaria prevista per l’intervento era di sedici mesi, ma dopo le indicazioni date all’Anas dal commissario straordinario per la manutenzione straordinaria della A19, il presidente della Regione Renato Schifani, è stata ridotta a otto. Prima di decidere la chiusura dello svincolo, era stata valutata anche la possibilità di un eventuale bypass, ma l’ipotesi è stata subito accantonata dai tecnici perché sarebbe stato necessario realizzare un ponte provvisorio allungando, quindi, considerevolmente i tempi previsti per i lavori di risanamento strutturale.

Alla riunione di oggi con Anas, i sub commissari nominati dalla Regione, polizia stradale e locale, vigili del fuoco e 118, prenderà parte anche il sindaco di Termini Imerese, non presente a quella dello scorso 8 febbraio scorso.

«Siamo consapevoli – sottolinea il presidente della Regione Schifani – dei disagi che cittadini e utenti saranno costretti ad affrontare, ma la sicurezza viene prima di ogni cosa: forse in molti hanno dimenticato la tragedia del Ponte Morandi a Genova. Proprio per ridurre al minimo le difficoltà, visto che si tratta di un’area vasta utilizzata giornalmente da migliaia di utenti, ho chiesto il raddoppio dei turni di lavoro, dimezzando così il periodo di chiusura. Vigileremo sul rispetto dei tempi e ho dato mandato in tal senso ai due sub commissari».

Sanità, scongiurata la chiusura del reparto di Ortopedia di Villa Sofia a Palermo : il nuovo piano prevede ora cinque nuove medici

 

immagine

 

 

Palermo

Scongiurata la chiusura del reparto di Ortopedia e del trauma center degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo. La soluzione è stata trovata oggi al termine della riunione che si è svolta nella sede dell’assessorato regionale alla Salute, guidato dall’assessore Giovanna Volo, alla quale hanno preso parte i dirigenti generali Salvatore Iacolino e Salvatore Requirez, e i responsabili delle strutture sanitarie pubbliche e private dell’area metropolitana di Palermo: Asp, Policlinico, Civico, Villa Sofia, Buccheri La Ferla, Fondazione Istituto Giglio di Cefalù e i rappresentanti dell’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata).

Il piano dell’assessorato prevede che a Villa Sofia siano provvisoriamente assegnati cinque nuovi medici, di cui quattro provenienti dall’Asp e uno dal Policlinico di Palermo. In più, saranno aperti 13 nuovi posti letto di ortopedia su tutto il territorio provinciale, di cui quattro presso le strutture dell’Asp, quattro al Civico e cinque al Policlinico. Fino a giovedì prossimo, 26 ottobre, Villa Sofia non accoglierà le urgenze ortopediche che, attraverso il Sues 118 (presente con il direttore della centrale operativa alle riunioni odierne), saranno dirottate invece presso l’ospedale Civico di Palermo. Nel caso in cui un paziente dovesse ugualmente recarsi presso il pronto soccorso di Villa Sofia, grazie all’accordo siglato con la Croce Rossa, sarà attivato il trasferimento secondario presso le strutture pubbliche o private indicate.

Anche le strutture sanitarie private, infatti, faranno la propria parte: l’Aiop ha dato piena disponibilità ad accettare pazienti ortopedici con traumi lievi nel caso in cui non dovessero esserci posti disponibili negli ospedali pubblici del capoluogo. Non cambia nulla invece per i pazienti politraumatizzati, che continueranno a ricevere l’assistenza necessaria presso i reparti del Civico e di Villa Sofia attraverso un piano coordinato di pronta reperibilità a cui parteciperanno gli ortopedici dell’intera provincia.

L’ultimo tassello di questo piano prevede, nelle prossime ore, la firma di un protocollo d’intesa tra l’assessorato regionale alla Salute, le strutture sanitarie pubbliche della provincia di Palermo e la Fondazione Istituto Giglio di Cefalù per stabilire procedure, modalità e tempi della cooperazione fra le istituzioni fino al 31 dicembre di quest’anno, quando si definiranno le procedure di reclutamento di ortopedici avviate dall’azienda Villa Sofia.

«Oggi – afferma l’assessore Volo – grazie all’impegno dell’assessorato e alla disponibilità di tutte le strutture sanitarie presenti sul territorio, che ringrazio, abbiamo assicurato continuità assistenziale a un reparto importante come quello di ortopedia e trauma center di Villa Sofia. Questo risultato testimonia, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia giusta la linea portata avanti dal governo Schifani che, in tema di sanità, punta sul gioco di squadra e sulla stretta collaborazione tra sistema pubblico e privato».

 

Translate »