Tutela economia e sicurezza prodotti Ragusa – Sequestrati a Pozzallo oltre 600 prodotti contraffatti nel corso di una diretta streaming

 

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Ragusa,

I finanzieri del Comando Provinciale di Ragusa, nel corso di un’attività investigativa finalizzata al contrasto della contraffazione di marchi e brevetti e dell’abusivismo commerciale, svolta anche mediante il monitoraggio dei social network, hanno individuato l’esistenza di un profilo Facebook riconducibile a due sorelle, attraverso il quale sono stati posti in vendita prodotti di prestigiosi marchi, nazionali ed esteri, palesemente contraffatti e a prezzi di gran lunga inferiori a quelli di mercato.

Le responsabili utilizzavano, come base logistica, un magazzino nella disponibilità di ulteriore soggetto, anch’esso indagato.

In particolare, le Fiamme Gialle della Tenenza di Pozzallo, partendo dal profilo Facebook, sono giunti a identificare due persone, residenti in città, che tra le tranquille e apparentemente sicure mura domestiche realizzavano dei veri e propri mercatini telematici, durante i quali mostravano un ampio campionario di prodotti contraffatti, di marchi italiani ed esteri, prendevano gli ordini dei clienti e, pur di aumentare le condivisioni dei post, pianificavano un’estrazione a sorte che consentiva la vincita di regali.

I militari, nel corso della corrente settimana, hanno quindi fatto accesso nel garage presso il quale era in corso la diretta Facebook, subito bloccata dalle due sorelle, rinvenendo diversi articoli contraffatti, esposti su ripiani come in un qualsiasi negozio fisico, quali scarpe, giubbini, cinture, pantaloni, portafogli, profumi e cosmetici nonché ulteriori prodotti, la cui provenienza non è stata giustificata.

Le successive perquisizioni domiciliari, estese alle residenze delle sorelle, hanno consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro, complessivamente, oltre 600 prodotti contraffatti.

Le investigazioni proseguiranno al fine di ricostruire l’intera filiera del falso, individuare i centri di produzione e di distribuzione delle merci contraffatte nonché identificare la numerosa rete di clienti, nei confronti dei quali la normativa di settore prevede l’applicazione di sanzioni amministrative.

I tre soggetti, per i quali vige la presunzione di innocenza e la cui responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna, sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria ragusana, che ha convalidato le perquisizioni e il sequestro d’iniziativa operato delle Fiamme Gialle, per ricettazione e introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi.

L’attività di servizio, volta al contrasto agli illeciti in materia di produzione e commercio di merci contraffatte, testimonia il costante impegno della Guardia di finanza a tutela dei soggetti economici che operano nel rispetto delle regole e dei consumatori, esposti a pericoli rilevanti per la salute e la sicurezza.

Palermo, la Finanza sequestra 8,5 quintali di massa esplodente pari a 176,67 Kg – Sanzione di 30 mila euro al responsabile denunciato alla Magistratura

 

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Palermo,

Nei giorni scorsi, nell’ambito del dispositivo operativo di contrasto alla contraffazione e di controllo sulla sicurezza dei prodotti, appositamente intensificato in vista delle festività natalizie, i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo in due diverse operazioni hanno sottoposto a sequestro 1.020.000 addobbi natalizi riportanti il falso “made in italy” e 44.448 artifici pirotecnici illegali, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg..

In particolare, le fiamme gialle della Tenenza di Carini hanno effettuato un controllo presso un locale centro commerciale, noto anche per le promozioni sui social di tali prodotti a basso costo, per verificare qualità e provenienza dei prodotti presenti sugli scaffali di vendita/espositori. Hanno quindi accertato come luci decorative, accessori per gli alberi di natale, palle di natale, stelle filanti, capelli d’angelo, elfi e giochi vari fossero esposti alla vendita con informazioni incomplete fuorvianti relativamente all’origine dei prodotti.

Inoltre, le attività di servizio hanno permesso di rilevare l’ulteriore vendita di 272.780 prodotti (articoli per la casa, attrezzature ginniche, prodotti medicali e accessori), non conformi agli standard qualitativi e di conformità previsti a tutela del consumatore.

A conclusione delle attività il responsabile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per la commercializzazione dell’ingente quantitativo di materiale sequestrato mentre in relazione ai prodotti non sicuri, allo stesso è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria per complessivi € 30.000.

Contestualmente, i militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno intercettato 44.448 artifici pirotecnici, per un totale di 8,5 quintali e massa esplodente pari a 176,67 kg., nell’ambito di un dispositivo di prevenzione e repressione del transito su gomma e successivo commercio di materiale attraverso mirati controlli presso le filiali di diverse ditte di spedizioni.

Tra il materiale sottoposto a sequestro vi erano i classici fuochi d’artificio così come ordigni che simulano per forma ed effetti candelotti di dinamite, capaci di produrre fortissime detonazioni, estremamenti pericolosi per l’acquirente finale, ma anche per gli stessi corrieri e coloro i quali, inconsapevoli del contenuto, maneggiano tali spedizioni.

Un responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione svolta rientra tra i compiti istituzionali propri della Guardia di Finanza quale polizia economico – finanziaria costantemente impegnata nella repressione degli illeciti in ambito economico sotto ogni forma con particolare attenzione alla tutela del consumatore finale, anche di minore età, e del “made in italy”.

Si evidenzia che il provvedimento in parola- informa il Comando – è stato emesso sulla scorta degli elementi probatori acquisiti in fase di indagine preliminare. Pertanto, in attesa di giudizio definitivo, sussiste la presunzione di innocenza.

Napoli, Roma,Terracina…, Ordinanza di custodia cautelare per 5 persone accusate di scambio elettorale politico mafioso, estorsioni. Nel mirino il Clan Liccardi di Napoli

 

 

 Napoli e Roma, Terracina e  San Felice Circeo   ..

Carabinieri del Comando provinciale di Latina, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone gravemente indiziate, a vario titolo, di scambio elettorale politico mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori e turbata libertà degli incanti.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip presso il Tribunale di Roma. L’operazione è stata condotta in collaborazione con i comandi dell’Arma territorialmente competenti e con il Raggruppamento Aeromobili Carabinieri di Pratica di Mare, intervenuto con un elicottero. L’indagine, condotta dal giugno 2022 all’ottobre 2023, e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, trae origine dall’attività info-investigativa sviluppata dai Carabinieri sul territorio che ha consentito di apprendere dell’inserimento nel tessuto economico-imprenditoriale, politico e sociale della città di Terracina di un’importante famiglia inserita, anche per vincoli di sangue, nel noto Clan Liccardi di Napoli. Al centro degli accertamenti è finito un pubblico funzionario di Terracina, che avrebbe chiesto e ottenuto da un esponente appartenente al clan camorristico dei Licciardi, inserito nella più ampia e nota Alleanza di Secondigliano, un appoggio in occasione delle elezioni amministrative tenutesi nel maggio 2023 a Terracina.

I due indagati, con violenze e minacce, avrebbero costretto una vittima a versare un’imprecisata somma di danaro in relazione ad un precedente prestito usurario.

Inoltre, un imprenditore del luogo, in rapporti con l’esponente del clan camorristico, avrebbe fittiziamente intestato a terzi diversi immobili, quote societarie ed attività commerciali situate in Napoli, Terracina, San Felice Circeo ed a Roma al fine di eludere un’eventuale misura di prevenzione patrimoniale a suo carico.

Gli investigatori hanno sequestrato sette locali commerciali (un’intera galleria commerciale), un B&B, venti unità immobiliari e tre terreni per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro. Contestualmente, i Carabinieri del Comando Provinciale di Latina stanno procedendo alla notifica di un’informazione di garanzia nei confronti di 11 indagati, che devono rispondere a vario titolo di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, sottrazione fraudolenta dei crediti di imposta, corruzione e turbata libertà degli incanti.

La loro posizione è al vaglio dell’Autorità giudiziaria, a seguito di uno stralcio eseguito nell’ambito del procedimento penale per il quale la Procura Distrettuale Antimafia di Roma ha ordinato l’odierna esecuzione delle misure cautelari sul territorio di Terracina.

Momento di prevenzione e contrasto nella terra dei fuochi

 

Latina: false patenti, sei arrestati

DI   ALESSIO  EVANGELISTA

Napoli,

Nell’ambito dei servizi di prevenzione al contrasto degli illeciti ambientali e del traffico di rifiuti nelle province di Napoli e Caserta, sono stati intensificati i controlli dei poliziotti del compartimento Polizia  Stradale di Napoli.

L’attività è stata effettuata anche da agenti, esperti del settore, in specifiche aree e settori produttivi interessati dal fenomeno del trasporto e dello sversamento illecito dei rifiuti.

I poliziotti si sono concentrati, oltre che sul controllo della viabilità extraurbana delle due province campane, nell’esaminare alcune attività commerciali che ruotano intorno al mondo delle auto, rilevando sette irregolarità penali e 15 amministrative.

Nelle due settimane di controlli specifici, il team di poliziotti della Stradale ha identificato in totale 272 persone, sanzionandone 81 per illeciti amministrativi e denunciandone 12 per reati ambientali.

Su 255 veicoli controllati, invece, 26 sono stati sottoposti a fermo o a sequestro, e sono state riscontrate 314 violazioni amministrative per un ammontare di 141.207 euro di sanzioni.

Maxi operazione in materia di falsi “bonus edilizi” con investimenti in oro e criptovalute Palermo – Sequestri per circa 19 milioni di euro e 90 indagati

 

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Palermo,

I finanzieri del Comando Provinciale Palermo hanno dato esecuzione a una misura cautelare reale, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo su richiesta della Procura della Repubblica, con cui è stato disposto il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 19 milioni di euro nei confronti di 107 soggetti, tra imprese e persone fisiche.

Le indagini hanno riguardato un sodalizio (composto da imprenditori e professionisti) dedito alla realizzazione di frodi in materia di bonus edilizi, a cui è stata ricondotta la gestione di 19 imprese edili, tutte con sede a Palermo, esecutrici di lavori di ristrutturazione fittizi, per oltre 26 milioni di euro.

In particolare, lo sviluppo delle investigazioni ha consentito di delineare compiutamente l’operatività dell’associazione per delinquere secondo il seguente meccanismo illecito:

  • le società coinvolte nella frode, applicando lo sconto in fattura, emettevano fatture per operazioni inesistenti verso clienti privati per lavori in realtà mai eseguiti, generando il citato credito d’imposta fittizio, utilizzabile in detrazione o cedibile a terzi;
  • lo stesso veniva ceduto a intermediari finanziari, consentendone un’immediata e consistente monetizzazione;
  • i titolari d’impresa distraevano parte delle somme mediante bonifici su conti correnti personali, prelevamenti di contanti, sottoscrizione di buoni fruttiferi postali, acquisto di oro, criptovalute, beni mobili e immobili.

Oltre ai 7 membri dell’associazione, allo stato, risultano indagati altri 83 soggetti, tra amministratori di diritto delle imprese inserite nel circuito illecito e committenti compiacenti, concorrenti nei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa aggravata.

Alcuni tra i titolari delle imprese, inoltre, sono stati segnalati, a vario titolo, per le fattispecie di dichiarazione fraudolenta, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, autoriciclaggio, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Queste ultime due fattispecie si riferiscono, nello specifico, alla compravendita di 16 immobili fittiziamente intestati a terzi e in parte acquistati con i proventi della frode.

Le condotte di autoriciclaggio, analogamente, afferiscono all’impiego del profitto illecito in attività finanziarie e speculative (quali la compravendita di immobili e l’investimento in buoni fruttiferi postali/criptovalute).

Infine, nell’ambito dell’inchiesta, risultano indagate 10 società di capitali per gli illeciti in materia di responsabilità amministrativa dell’Ente.

In tale contesto, l’operazione di stamane è volta a sottoporre a vincolo cautelare ingenti crediti d’imposta ancora detenuti nei cassetti fiscali (in modo da interromperne la circolazione e impedire la commissione di ulteriori reati a danno dell’Erario) nonché decine di rapporti finanziari, oltre 50 immobili, autoveicoli, imbarcazioni e numerose quote societarie.

L’intervento si aggiunge a un sequestro di 8 milioni di euro già eseguito nel corso delle indagini.

L’odierna attività di servizio, svolta in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Palermo, si inserisce nel quadro delle linee strategiche dell’azione del Corpo, a contrasto delle frodi in materia di agevolazioni fiscali concesse a sostegno di famiglie e imprese, a tutela della legalità economico-finanziaria del Paese.

MAFIA A CATANIA, OPERAZIONE “MERCURIO”, CHI ERA NELL’ANTIMAFIA-G.CASTIGLIONE- E’ ORA ACCUSATO DI MAFIA INSIEME AD ALTRI

 

 

Sala d'Ercole, l'aula dell'Assemblea regionale

Catania,

l Raggruppamento operativo speciale dell’Arma . si apprende – ha notificato  un provvedimento cautelare nei confronti di 19 indagati.

E cioè: Antonino Bergamo; Emanuele Bonaccorso; Rosario Bucolo; Giuseppe Coco; Antonino Della Vita.

In stato di fermo pure i Antonio Di Benedetto; Domenico Di Gaetano; Pierpaolo Luca Di Gaetano; Vincenzo Fresta; Salvatore Fornaro; Matteo Marchese; Ernesto Marletta; Rosario Marletta; Salvatore Mendolia; Salvatore Mirabella; Santo Missale; Vincenzo Rizzo; Nunzio Vitale.

Sequestrate la «Società Nicotra Biagio Alessio» e la «Onoranze Funebri San Marco».

Nei loro confronti è stata emessa un’ordinanza dal Gip etneo, su richiesta della locale Procura distrettuale, che indica a vario titolo i reati di associazione di tipo mafioso,
estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori e scambio elettorale politico mafioso.

Contestualmente alle misure cautelari, nell’ambito della medesima  operazione denominata «Mercurio»,  si aggiunge  un decreto di sequestro preventivo di aziende e beni per un valore di 300 mila euro. Il provvedimento notificato  dal Ros con il supporto in fase esecutiva del Comando provinciale Carabinieri di Catania, dello squadrone eliportato Cacciatori Sicilia e del XII nucleo elicotteri dell’Arma.

L’inchiesta Mercurio rappresenta la prosecuzione del procedimento Agorà e, secondo la Dda di Catania, ha consentito di «acquisire un grave quadro indiziario sulla base del quale sono stati ricostruiti gli affari criminali della famiglia catanese dei Santapaola-Ercolano sviluppati attraverso gruppi a loro storicamente collegati quali quello del Castello Ursino e quello della famiglia di Ramacca, quest’ultima egemone nel territorio anche dopo l’arresto nel 2022 del suo esponente di vertice, Pasquale Oliva. Il quadro indiziario anche evidenziato la capacità dei clan di infiltrarsi nelle istituzioni, attraverso soggetti politici locali dei quali hanno sostenuto la candidatura rispettivamente per le tornate elettorali per i Comuni di Misterbianco e Ramacca del 2021 e dell’Assemblea Regionale Siciliana del 2022.

 

Ma sotto i riflettori , per la carica di deputato e i numerosi incarichi di antimafia, ‘è il deputato regionale siciliano Giuseppe Castiglione, capogruppo del movimento Popolari e autonomisti, tra i destinatari del provvedimento cautelare dell’operazione Mercurio dei Ros contro Cosa nostra etnea coordinata dalla Procura distrettuale di Catania. Eletto nel novembre del 2022 ha ricoperto infatti  ruoli in commissione regionale Antimafia e nelle commissioni Affari istituzionali e Attività produttive. Prima di essere eletto all’Ars era stato eletto al consiglio comunale di Catania, di cui era presidente d’Aula.

L’indagine Mercurio dei carabinieri del Ros, coordinata dalla Dda di Catania, ha fatto luce sulla capacità della famiglia Santapaola Ercolano di «penetrare all’interno della pubblica amministrazione per coltivare i propri interessi economici nel settore degli appalti pubblici». In questo senso, scrive la Procura di Catania, sarebbero «documentate relazioni tra i vertici del gruppo del Castello Ursino ed esponenti della politica locale e regionale, come Giuseppe Castiglione».

Sempre dalle indagini del Ros, ricostruisce la Procura, «sarebbe emerso a livello di gravità indiziaria, in epoca prossima alle consultazioni elettorali per l’Assemblea Regionale Siciliana, avvenute il 15 ottobre del 2022, un accordo tra i vertici dell’articolazione mafiosa dei Santapaola Ercolano, individuati dalle indagini in Ernesto Marletta, Rosario Bucolo e Domenico Colombo, e Giuseppe Castiglione, quale candidato della lista Popolari e Autonomisti per l’Ars, che, in quel periodo, era già presidente del Consiglio Comunale di Catania».

Napoli, in ginocchio il Clan Mallardo: 25 arresti e sequestri per milioni di euro. Reati, associazione mafiosa, corruzione, scambio elettorale

 

personaggio del film noir - mafia foto e immagini stock

 

 

 

Napoli,

In ginocchio il  clan Mallardo: 25 arresti e sequestri per milioni di euro. Il Ros dei Carabinieri, supportato dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli, ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 25 persone (di cui 20 sottoposte alla custodia in carcere, 5 agli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, di scambio elettorale politico-mafioso, nonché di estorsione, tentata estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, corruzione ed altro…

Reati   aggravati perchè  commessi avvalendosi del metodo mafioso e con la finalità di agevolare le attività del clan Mallardo, operante sul territorio di Giugliano in Campania e zone limitrofe.

 

 

Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche Palermo – Sequestri per 3,4 milioni di euro nei confronti di un’emittente televisiva locale

 

Palermo,

I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un decreto emesso dal G.I.P. presso il Tribunale alla sede (su richiesta della locale Procura della Repubblica), con cui è stato disposto il sequestro preventivo, nei confronti di una società e del suo legale rappresentante, di beni e disponibilità finanziarie per un importo di circa 3,4 milioni di euro.

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo, hanno riguardato i contributi pubblici a valere sulle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione (D.P.R. n. 146/2017), concessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy a una nota emittente televisiva locale, nell’arco temporale dal 2016 al 2023.

Nel dettaglio, all’esito degli accertamenti svolti in relazione alle istruttorie instaurate dalla predetta società, sono state rilevate significative anomalie in ordine a uno dei requisiti fondamentali per l’ottenimento delle provvidenze in parola, ossia il numero di lavoratori, compresi i giornalisti, “effettivamente applicati nell’attività di fornitura di servizi media audiovisivi”.

Al riguardo, dalle investigazioni è emerso che diversi dipendenti (tra cui alcuni familiari del legale rappresentante) sarebbero stati assunti, in modo surrettizio, al solo scopo di poter accedere alle contribuzioni pubbliche, senza in realtà prestare alcuna attività lavorativa nell’ambito dell’emittente ovvero svolgendo prestazioni saltuarie e del tutto marginali.

Tutto ciò, secondo la ricostruzione operata dalle Fiamme Gialle, avrebbe indotto le competenti strutture ministeriali ad autorizzare la liquidazione degli importi.

La descritta e ipotizzata frode avrebbe così consentito di ottenere indebitamente contributi pubblici per oltre 4,1 milioni di euro, di cui 3,4 milioni di euro già erogati e oggetto del provvedimento ablativo adottato dall’Autorità Giudiziaria.

L’odierna operazione di servizio testimonia la stretta sinergia operativa tra la Procura della Repubblica di Palermo e la Guardia di Finanza a tutela degli interessi economico – finanziari dello Stato, nella consapevolezza che il corretto impiego di fondi pubblici favorisce la crescita produttiva e occupazionale del Paese.

 

Sicilia,Controlli dei NAS in pescherie e ristoranti di sushi. Sequestri e sanzioni.

Ristoranti da incubo: a Milano ancora pesce avariato nei ristoranti ...

 

Palermo,

I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Palermo, nel corso di recenti controlli, hanno sequestrato una pescheria nel centro storico del capoluogo. I militari hanno verificato come l’attività commerciale, specializzata nella vendita di frutti di mare, fosse completamente abusiva: priva di qualsiasi autorizzazione e con gravissime carenze igieniche.

La pescheria è risultata perfino senza collegamento alla rete idrica e condotta utilizzando l’acqua del mare. I Carabinieri hanno proceduto al sequestro di oltre un quintale di prodotti non tracciato e notificato al titolare sanzioni per 4.600 euro. Proseguendo nel controllo dei prodotti ittici, gli specialisti del N.A.S. hanno ispezionato due ristoranti di sushi di Palermo, dove hanno constatato la conservazione non conforme degli alimenti.

Complessivamente, i militari hanno sequestrato oltre 120 kg di pesce e molluschi e hanno contestato violazioni amministrative con relative sanzioni per un totale di 3.500 euro.

Controlli dei NAS nelle Mense Scolastiche: irregolare 1 su 4

Comando Carabinieri per la Tutela della Salute

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 Roma –

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute ‒ d’intesa con il Ministero della Salute ‒ ha avviato una campagna di controlli a livello nazionale volta alla verifica del rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di riferimento nel settore della ristorazione all’interno degli istituti scolastici.

Le attività ispettive sinora condotte ‒ e che continueranno nel corso di tutto l’anno scolastico ‒ hanno interessato oltre 700 mense scolastiche di ogni ordine e grado sia pubbliche che private, dalle scuole dell’infanzia agli istituti superiori ed universitari. In quasi 1 mensa su 4 (circa 170) sono state riscontrate irregolarità che, nella maggioranza dei casi, hanno riguardato carenze igienico-strutturali (diffusa umidità, formazioni di muffe, presenza di insetti e di escrementi di roditori) e autorizzative, la non rispondenza per qualità/quantità ai requisiti prestabiliti dai capitolati d’appalto, la mancata tracciabilità degli alimenti nonché l’omessa presenza di eventuali allergeni, quest’ultima essenziale per prevenire possibili reazioni allergiche specialmente nei bambini in quanto soggetti più fragili.

Nel complesso, sono state accertate 225 violazioni amministrative o penali e irrogate sanzioni pecuniarie per 130 mila euro; nei casi più gravi, 5 gestori sono stati deferiti all’A.G. ed è stato disposto il sequestro di punti cottura/dispense nonché di 350 kg. di alimenti (in cattivo stato di conservazione, privi di tracciabilità, scaduti e/o con etichettatura irregolare) per un valore approssimativo di 5M€.

In particolare:

NAS di Treviso (p.o.c. 0659944326) Presso un centro educativo per l’infanzia sono stati accertati il mancato possesso di autorizzazione all’esercizio della refezione scolastica e l’omessa registrazione sanitaria. L’intera struttura, che gestiva bambini di età compresa tra 2 e 6 anni, è stata posta sotto sequestro amministrativo.
▪ NAS di Pescara (p.o.c. 08565961) Presso un asilo nido, è stata disposta l’immediata sospensione di tutte le attività di manipolazione e somministrazione di alimenti a seguito delle accertate carenze igienico-sanitarie e strutturali dei locali nonchè della mancata autorizzazione all’attivazione della mensa.
▪ NAS di Caserta (p.o.c. 0823324153) Il titolare di una ditta incaricata del servizio di fornitura vitto per la refezione scolastica è stato denunciato per frode nelle pubbliche forniture, in quanto è stato appurato che veniva apposta fraudolentemente l’etichetta della ditta sulle vaschette di pasti prodotte da altre aziende.

Le eventuali persone deferite all’Autorità giudiziaria- comunica infine il Comando – sono da ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento di colpevolezza in successiva sede processuale.