Termovalorizzatori in Sicilia, affidati i servizi per la progettazione di fattibilità tecnico-economica

 

Firma presidente Schifani Pfte termovalorizzatori

 

Palermo,

Nuovo passo avanti -afferma la Regione Sicilia – verso la realizzazione dei due termovalorizzatori in Sicilia. È stato firmato questa mattina, a Palazzo d’Orléans, l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura relativi alla progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due impianti da realizzare a Palermo e a Catania.

A sottoscrivere questo affidamento il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti Salvo Cocina, i rappresentanti delle aziende del raggruppamento temporaneo di impresa che si è aggiudicato la gara gestita da Invitalia: Franco Stivali, amministratore delegato di Crew Srl (mandataria, società del gruppo Fs) e Lamberto Cremonesi, founder di Crew, oltre a quelli di Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Tra gli intervenuti anche Corrado Clini, consulente per il piano rifiuti della Regione.

«Oggi – ha detto il presidente della Regione Siciliana e commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti, Renato Schifani – raggiungiamo uno degli obiettivi intermedi che ci porterà alla realizzazione dei termovalorizzatori. È un risultato importante: abbiamo lavorato tanto, abbiamo individuato le somme, 800 milioni che intendiamo incrementare con altri fondi del Fsc per ulteriori opere accessorie. Abbiamo individuato le aree e anche adottato il piano rifiuti, che sta alla base di tutto. Abbiamo sottoscritto un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione con la quale ci confrontiamo continuamente su tutte le procedure. E soprattutto stiamo rispettando il cronoprogramma. Garantisco a questo raggruppamento di imprese e professionisti che si è aggiudicato l’appalto, il massimo impegno da parte dell’amministrazione per realizzare il miglior prodotto e con la maggiore tempestività. Il nostro è un progetto ambizioso ma realistico che comincia a tracciarsi con concretezza. Con la firma di oggi diciamo ai siciliani che stiamo andando avanti nel garantire alla nostra regione un piano di smaltimento rifiuti efficiente anche in considerazione del fatto che spendiamo 100 milioni di euro all’anno per trasportare i rifiuti all’estero. Una spesa inaccettabile perché queste risorse potrebbero essere impiegate per lo sviluppo della Sicilia».

«I termovalorizzatori – ha spiegato Cocina – sono un tassello di tutta la gestione del ciclo dei rifiuti. Sono, infatti, una parte del piano che è stato recentemente adottato dal governo e che si pone l’obiettivo di risolvere il problema in modo organico e in maniera definitiva. La gestione pubblica degli impianti, inoltre, permetterà di avere costi ridotti, anche perché una parte di energia servirà per il loro funzionamento, mentre la quota restante verrà immessa nella rete».

I servizi affidati
I servizi affidati oggi hanno un valore di quasi 22 milioni di euro e riguardano la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima. Il raggruppamento guidato dalla Crew Srl ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 79,475, per un corrispettivo di 14,117 milioni di euro, oltre Iva e oneri di legge. L’aggiudicazione prevede anche l’opzione di affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, per un importo aggiuntivo stimato di 22,4 milioni, al lordo del ribasso.

Il cronoprogramma
A partire da oggi il raggruppamento di imprese ha 150 giorni (cinque mesi) per la redazione dei progetti comprensivi delle indagini geologiche. Il cronoprogramma prevede poi che serviranno altri quattro mesi circa per i pareri da parte della Cts, per il decreto assessoriale per la valutazione di impatto ambientale (Via) e per il provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur). E ancora cinque mesi per l’espletamento e l’aggiudicazione della gara per la progettazione esecutiva, compresi i tempi per le varie approvazioni e per l’occupazione dei terreni. L’inizio dei lavori è previsto per gennaio 2027 e a giugno 2028 la loro conclusione.

Le risorse
Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione, siglato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, e ammontano a 800 milioni di euro.

Caratteristiche degli impianti
I due impianti sorgeranno a Bellolampo, a Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti. Il primo servirà in totale 2,31 milioni di abitanti delle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta; il secondo 2,53 milioni di abitanti delle province di Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa. La capacità di trattamento di ciascun termovalorizzatore sarà di 300 mila tonnellate annue di “combustibile solido secondario Css”. La potenza elettrica installata è di 50 megawatt elettrici con un’energia ceduta in rete di circa 200 mila megawatt orari.

Il piano rifiuti
Inoltre, i termovalorizzatori saranno integrati in un sistema di raccolta e trattamento di rifiuti secondo il piano regionale di gestione che prevede, per la chiusura del ciclo, il 65% di recupero di materia entro il 2030, il conferimento massimo in discarica del 10% entro lo stesso anno, 16 impianti pubblici di selezione, recupero e raffinazione di materia, 31 impianti di compostaggio e 24 biodigestori.

 

Termovalorizzatori, Invitalia aggiudica la gara per la progettazione.

 

 

termovalorizzatori

 

 

 

Già Invitalia ha proceduto all’aggiudicazione della gara per la progettazione di fattibilità tecnico-economica dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania. Si tratta di un altro grande passo verso la realizzazione di due impianti strategici per la Sicilia e di un obiettivo epocale che consentirà alla nostra Regione di dire finalmente addio alle discariche ed evitare la dispendiosa spedizione dei rifiuti all’estero, che ogni anno ci costa oltre cento milioni di euro. Andiamo avanti spediti secondo il cronoprogramma che ci siamo dati».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nella qualità di commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti.

A realizzare la progettazione sarà il raggruppamento temporaneo Crew Srl (mandataria), Systra Spa (già Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl.

L’appalto, del valore di quasi 22 milioni di euro, riguarda la progettazione di fattibilità tecnico-economica (Pfte), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (pef) di massima. Il raggruppamento guidato dalla Crew Srl ha ottenuto un punteggio complessivo pari a 79,475, per un corrispettivo di 14,117 milioni di euro, oltre iva e oneri di legge. Aggiudicato, con lo stesso ribasso, anche l’affidamento per i servizi opzionali di direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, per un importo aggiuntivo stimato di 22,4 milioni, al lordo del ribasso.

Le risorse complessive destinate alla realizzazione dei due impianti provengono dall’Accordo per la coesione, siglato a maggio 2024 tra il presidente della Regione Schifani e il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni, e ammontano a 800 milioni di euro.

I due impianti sorgeranno a Bellolampo, a Palermo e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano regionale dei rifiuti. Il Pfte dovrà essere completato e consegnato alla Regione entro 150 giorni dall’inizio delle attività che avverrà a breve. Seguiranno le gare per la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione delle opere.

Termovalorizzatori, il Presidente della Regione Sicilia firma protocolli di legalità con prefetture per garantire trasparenza

 

 

 

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Garantire condizioni di massima trasparenza e prevenire ogni rischio di infiltrazione di interessi illeciti e mafiosi nei cantieri per la realizzazione dei due termovalorizzatori di Palermo e Catania.
È l’obiettivo dei protocolli di legalità firmati oggi a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nella qualità di commissario straordinario, con i prefetti delle due città, Massimo Mariani e Maria Carmela Librizzi. Le intese puntano ad attivare tutti i processi di monitoraggio e vigilanza in ogni fase della realizzazione dei due impianti anche riguardo al rispetto delle norme sulla sicurezza e di regolarità dei cantieri.
Su questo specifico punto, i documenti sono stati sottoscritti anche dai rappresentanti di categoria dei sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. «Replichiamo – ha detto Schifani – il modello già applicato per la progettazione e la realizzazione del nuovo polo oncoematologico di Palermo. Efficienza e legalità sono condizioni essenziali per la definizione di due infrastrutture che cambieranno radicalmente la gestione dei rifiuti in Sicilia. Stiamo procedendo, infatti, con decisione con tutti i passaggi burocratici e tra pochi giorni Invitalia pubblicherà i bandi per la progettazione dei due termovalorizzatori. Saranno due opere che attiveranno una spesa di oltre ottocento milioni di euro. Va tenuta alta la guardia.
Questi protocolli fissano regole estremamente rigide e puntuali che le imprese dovranno seguire, pena anche la risoluzione dei contratti, per le violazioni più gravi. La Regione sta facendo il massimo per potenziare la collaborazione istituzionale con le prefetture e le forze dell’ordine al fine di garantire ai siciliani l’impermeabilità a ogni tipo di infiltrazione». I due termovalorizzatori sorgeranno a Bellolampo, per Palermo, e nella zona industriale di Catania e saranno realizzati interamente con fondi pubblici, con uno stanziamento di 800 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione. La Regione Siciliana ha individuato Invitalia come partner tecnico e ha firmato un protocollo di vigilanza collaborativa con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nelle prossime settimane verrà pubblicato il bando per la redazione dei progetti di fattibilità, dopo l’estate 2026 l’inizio dei lavori che dureranno diciotto mesi.

TERMOVALORIZZATORI, POSSIBILE SOLUZIONE PER UNA SVOLTA GREEN»

CATANIA, EMERGENZA RIFIUTI: INTERVIENE “AMICI DELLA TERRA”
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Appello del rappresentante regionale Ettore Barbagallo al presidente della Regione Siciliana e al sindaco del capoluogo etneo: «Servono impianti di ultima generazione a impatto ridotto»

«Sul tema dei rifiuti in Sicilia purtroppo non c’è più tempo da perdere: la situazione è giunta al dramma della chiusura delle discariche più importanti e del trasferimento di migliaia di tonnellate di rifiuti al Nord Italia, con spese enormi a carico dei contribuenti, ulteriore inquinamento a causa dei trasporti e una pesante ricaduta negativa sulla fiducia di migliaia di cittadini onesti, che differenziano con grande attenzione e senso civico». Queste le parole del presidente dell’associazione Amici della Terra Sicilia Ettore Barbagallo, (nella Foto Press, sopra)che questa mattina ha inviato una lettera al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e al sindaco di Catania Salvo Pogliese, sull’emergenza rifiuti.

«Ci preme sottolineare anche lo “schiaffo” ai tanti amministratori, sindaci e assessori in prima linea, che con fatica e orgoglio sono riusciti a ottenere risultati assolutamente insperati in una regione troppo spesso additata come incapace di gestire i servizi pubblici. Questi esempi virtuosi non meritano di essere mortificati da ostacoli che sembrano legati a pregiudizi ormai antistorici. Ci si sta rendendo conto, con colpevole ritardo, che non basta realizzare una seppur considerevole raccolta differenziata per chiudere il cerchio dei rifiuti e perseguire la cosiddetta economia circolare, ma occorre prevedere un passaggio ulteriore che, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche e tecnologiche, deve considerare l’utilizzo di Termovalorizzatori di nuova generazione, caratterizzati da alta efficienza e impatto ambientale minimo».

Una battaglia che “Amici della Terra” conduce da tempo «e chi ci conosce – continua Barbagallo – sa che abbiamo sempre avuto un approccio concreto, scientifico e basato su dati certi, senza demagogia né preconcetti. I recenti studi scientifici dei Politecnici di Torino e Milano, nel rapporto noto come “Libro Bianco “dei rifiuti, evidenziano l’enorme differenza di impatto ambientale, sociale ed economico delle discariche rispetto ai termovalorizzatori; e la Relazione 2021 dell’Autorità Nazionale Antitrust invita a realizzare nuovi impianti di termovalorizzazione nel Centro Sud, citando come causa dei ritardi la cosiddetta “Sindrome Nimby”.

A Catania, dove l’emergenza di questi giorni è divenuta particolarmente grave, il progetto di un impianto di trattamento sembra subire ulteriori rallentamenti. Invitiamo, pertanto, tutti gli attori istituzionali a fare più in fretta possibile, ricordando che i termovalorizzatori devono rispettare limiti normativi molto stringenti rispetto alle emissioni, che non hanno eguali nel panorama delle installazioni industriali. I pregiudizi o gli approcci ideologici devono lasciare spazio alle soluzioni più utili e meno impattanti. Ci piace ricordare – conclude il rappresentante dell’associazione ambientalista – che oltre agli evidenti vantaggi economici, ambientali e sociali, le recenti tecnologie di termovalorizzazione consentono la produzione di idrogeno utile anche per la mobilità sostenibile».

 

Un disastro ambientale rischia Napoli.Parola di Salvini. ” De Magistris si mangi lui i rifiuti”

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«Come promesso ad ottobre ci siamo rivisti ed ora ci diamo appuntamento a dicembre perché quando mi metto in testa una cosa sono cocciuto e fin quando non vedo i risultati concreti torno». Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha esordito al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto stamattina a Napoli. «Tornerò ogni mese – ha aggiunto – certo non sempre a Napoli, anche in provincia, visto che ci sono diversi sindaci che me lo hanno chiesto». «Mi hanno detto dei soliti quattro deficienti dei centri sociali, di loro ci occuperemo quando finiremo le cose serie» ha commentato il vicepremier riguardo agli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine in Galleria Umberto. «Anche oggi ho avuto un’accoglienza straordinaria a Napoli in stazione – ha aggiunto  Salvini – poi mi hanno detto dei soliti quattro deficienti dei centri sociali».
 

«Temo si rischi il disastro ambientale, si rischia emergenza a livello mondiale, sia sanitaria e sociale. Non c’è programmazione e c’è incapacità» ha sottolineato Salvini. «Se uno pensa male, e non sono io, potrebbe supporre che non si è fatto niente perchè qualcuno ha interesse perchè non si faccia nulla», ha aggiunto. «È a rischio la salute dei cittadini come in nessuna altra regione italiana»,

. «Il sindaco si oppone ai termovalorizzatori? Se li mangi i rifiuti» ha poi affermato  Salvini. «Non vorrei doverli imporre, . Se c’è di mezzo la salute dei bimbi e c’è incoscienza da parte di pubblici amministratori allora si può anche imporre». «Stiamo parlando della salute di milioni di persone – ha aggiunto – A meno che de Magistris non sia disposto a fare un unicum mondiale e anche la Regione. Se trovano una localizzazione bene – ha concluso -altrimenti ci pensiamo noi».
«Io sono per costruire e non per i no, perché con i no non si va da nessuna parte. Questo vale soprattutto per gli enti locali, penso a tutti quei sindaci e alla stessa regione Campania che ha sempre detto no, no, no e i rifiuti cosa facciamo? Li facciamo gestire alla camorra?». 

LA DROGA
«Sullo spaccio, ripeto, porterò al ministro Bonafede una proposta di legge per quintuplicare le pene oggi previste. Riguardo al tema dello spaccio di droga, Salvini è stato chiaro: «Ho chiesto al ministro della Giustizia di collaborare, per me gli spacciatori vanno trattati come assassini. Bisogna quintuplicare le pene, portarle a un livello dignitoso per i venditori di morte che sono». «Per me – ha aggiunto – gli spacciatori vanno trattati come assassini, perché l’esito finale della loro attività è quella. Io posso farli prendere, ma non possono uscire fuori dopo un quarto d’ora perché la droga che detengono è per uso personale. Ho chiesto al collega della Giustizia di collaborare su questo».

LE BABYGANG
E sulle babygang:  «Nel bene e nel male, rispondi di quello che fai». «Dal tribunale dei minori – ha affermato – sono arrivate richieste per riconoscere nuovo reati per esempio per porto di coltelli». «C’è un tasso di dispersione scolastica – ha aggiunto Salvini – che sfocia in criminalità. Prima ci si accorgeva di questo a fine anno, ora invece suona l’alert dopo 5 o 6 giorni. E in testa a tutto – ha concluso – c’è il tema formazione lavoro».

SU ISCHIA
«Sono in linea di principio contro le sanatorie, ne abbiamo pagato il prezzo in Sicilia qualche giorno fa, e non ritengo sia una giustificazione l’abusivismo di necessità. Ma c’era una richiesta dei sindaci. Speriamo sia l’ultimo» ha detto Salvini commentando le norme su Ischia contenute nel decreto urgenze.  «Sono contento che questa mattina sia passato il decreto su Genova, è la risposta che la città meritava – ha aggiunto – Su Ischia ho sempre detto che sono in linea di principio contro le sanatorie ma c’era una richiesta dei sindaci. Abbiamo chiesto che riguardasse comprovati casi su comprovate richieste con comprovate mancanze di risposte. 

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