
Si apprende che i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Nuoro hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla locale Autorità Giudiziaria, nei confronti di una donna indagata per il reato di truffa aggravata, per un valore complessivo di circa 226.000 euro tra beni e disponibilità finanziarie.
L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alle frodi in danno della spesa pubblica, con particolare riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall’INPS.
La complessa indagine, sviluppata nei mesi scorsi attraverso approfonditi riscontri documentali e bancari, ha consentito di individuare una cittadina di origine nuorese, residente fuori Regione, che avrebbe continuato a percepire indebitamente la pensione della madre, già residente a Nuoro, deceduta da oltre 13 anni.
Secondo quanto emerso, l’indagata avrebbe posto in essere una serie di condotte fraudolente finalizzate a indurre in errore l’INPS, proseguendo nella percezione degli emolumenti pensionistici nonostante il decesso della congiunta.
Le indagini hanno evidenziato come la donna abbia sfruttato un errore del sistema informatico dell’Ufficio Anagrafe comunale che avrebbe dovuto registrare il decesso e trasmettere i relativi atti all’INPS consentendo così l’interruzione degli accrediti pensionistici.
L’indagata, anziché segnalare l’anomalia alle amministrazioni competenti, avrebbe scientemente omesso tale comunicazione, continuando a beneficiare delle somme accreditate. A tale condotta omissiva si sarebbero aggiunti ulteriori comportamenti idonei a trarre in inganno la Pubblica Amministrazione, quali la mancata chiusura del conto corrente dedicato all’accredito dei ratei pensionistici e l’aggiornamento periodico dei profili anagrafici presso gli istituti di credito, facendo risultare la madre ancora in vita anche a distanza di anni dal decesso. Tali artifici avrebbero consentito il protrarsi dell’indebito flusso di denaro pubblico.
Nel corso delle investigazioni è emerso, inoltre, che l’indagata avrebbe gestito due immobili formalmente intestati alla madre defunta, senza mai procedere alla dichiarazione di successione. Gli immobili sarebbero stati concessi in locazione, con contratti sottoscritti dalla stessa, comportandosi di fatto come proprietaria.
Tale condotta, qualificata nel suo complesso quale tacita accettazione dell’eredità, ha consentito di considerare i beni nella disponibilità effettiva dell’indagata e, quindi, di sottoporli a sequestro ai fini della futura confisca.
Parallelamente, le Fiamme Gialle hanno eseguito un’accurata analisi delle movimentazioni del conto corrente intestato alla madre deceduta. Nonostante l’indagata abbia tentato di dichiararsi estranea alla gestione del conto, gli accertamenti hanno consentito di ricondurre alla stessa numerose operazioni, tra cui spese per l’acquisto di biglietti aerei e prenotazioni alberghiere effettuate a proprio nome.
Al fine di “congelare” il profitto del reato, costituito dalle somme indebitamente percepite, è stato disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per circa 100.000 euro, nonché di un immobile situato nel centro di Nuoro del valore stimato di circa 200.000 euro.
L’operazione si inserisce nella costante azione della Guardia di Finanza a tutela della legalità economico-finanziaria, volta a contrastare le frodi e gli illeciti in danno dello Stato e della collettività, che determinano un uso indebito delle risorse pubbliche e compromettono l’equità sociale.
Le attività investigative sono tuttora in corso e che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.
L’indagata .informa la G. di Finanza -deve ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva di condanna e l’eventuale responsabilità in ordine ai reati ipotizzati potrà essere accertata solo in sede di giudizio, nel pieno contraddittorio tra le parti e nel rispetto delle garanzie difensive previste dall’ordinamento.

Archivi Sud Libertà

Napoli,
Nell’ambito di attività di indagine, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, il 13 novembre, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato nei confronti di otto persone.
Le indagini avrebbero fatto emergere una frode ai danni dell’INPS per un ammontare complessivo, quantificato dagli operanti, di € 1. 997.482, 13, che sarebbe stata realizzata attraverso il riconoscimento di pensioni di inabilità e/o di indennità di accompagnamento in assenza dei requisiti di legge.
In particolare, dalle attività investigative, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e corroborate dai riscontri documentali acquisiti dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli, sarebbe emerso che gli indagati, oltre a non essere affetti dalle gravi patologie certificate, non sarebbero stati mai sottoposti ad alcuna visita propedeutica al riconoscimento dei benefici economici da parte delle competenti commissioni mediche.
Pertanto, in accoglimento della Procura della Repubblica, il GIP del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dei beni mobili e immobili degli indagati fino a concorrenza delle somme rispettivamente illecitamente percepite.
Il provvedimento eseguito è una misura cautelare reale disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i relativi destinatari sono persone sottoposte ad indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.


Archivi-Sud Libertà

Le attività investigative effettuate dai Carabinieri hanno permesso di accertare molteplici episodi di truffa commessi dalla donna su tutto il territorio nazionale, mediante un collaudato “modus operandi” che consisteva nel pubblicare su noti siti internet annunci relativi alla vendita di cuccioli di cani di varie razze, rendendosi irreperibile una volta acquisita la somma pattuita per la vendita mediante bonifico bancario o ricarica postepay.
Al termine delle formalità di rito pertanto la donna è stata arrestata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposta agli arresti domiciliari.
