Smascherato un articolato e sofisticato sistema delittuoso volto a colpire, con falsa identità, il patrimonio di un soggetto fragile.

 

 Palermo – Petralia Sottana (PA),
I militari della Stazione di Petralia Sottana, a conclusione di una scrupolosa e qualificata attività investigativa, hanno denunciato in stato di libertà un 39enne di Bagheria, gravato da precedenti di polizia, per truffa aggravata, appropriazione indebita, sostituzione di persona, falsità materiale e ideologica commessa da privato, nonché indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento.
L’eccellenza operativa dell’Arma ha permesso di smascherare un articolato e sofisticato sistema delittuoso volto a colpire il patrimonio di un soggetto fragile. Attraverso una meticolosa analisi di mirati accertamenti bancari e una puntuale ricostruzione documentale, i militari sono riusciti a disarticolare il meccanismo fraudolento messo in atto dall’indagato che, mediante l’esibizione di una denuncia di smarrimento falsa e l’utilizzo di documenti d’identità verosimilmente contraffatti, era riuscito a ottenere il riscatto di alcune polizze assicurative.
La professionalità profusa dai militari ha consentito di appurare come l’indagato avesse inoltre inviato comunicazioni manoscritte con sottoscrizioni falsificate, espedienti necessari per far confluire ingenti somme su un conto corrente acceso sfruttando i dati anagrafici della vittima, un uomo con disabilità, per poi trasferire definitivamente i capitali nella propria disponibilità.
L’azione di contrasto ha permesso di quantificare un danno patrimoniale complessivo di circa 30.000 euro.

 

Percepiva la pensione della madre deceduta da 13 anni – Sequestrate disponibilità finanziarie per 226 mila euro

Percepiva la pensione della madre morta da 13 anni, truffa da 300.000 euro a Caserta

 

Si apprende che i militari del Gruppo della Guardia di finanza di Nuoro hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dalla locale Autorità Giudiziaria, nei confronti di una donna indagata per il reato di truffa aggravata, per un valore complessivo di circa 226.000 euro tra beni e disponibilità finanziarie.

L’attività si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto alle frodi in danno della spesa pubblica, con particolare riferimento alle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate dall’INPS.

La complessa indagine, sviluppata nei mesi scorsi attraverso approfonditi riscontri documentali e bancari, ha consentito di individuare una cittadina di origine nuorese, residente fuori Regione, che avrebbe continuato a percepire indebitamente la pensione della madre, già residente a Nuoro, deceduta da oltre 13 anni.

Secondo quanto emerso, l’indagata avrebbe posto in essere una serie di condotte fraudolente finalizzate a indurre in errore l’INPS, proseguendo nella percezione degli emolumenti pensionistici nonostante il decesso della congiunta.

Le indagini hanno evidenziato come la donna abbia sfruttato un errore del sistema informatico dell’Ufficio Anagrafe comunale che avrebbe dovuto registrare il decesso e trasmettere i relativi atti all’INPS consentendo così l’interruzione degli accrediti pensionistici.

L’indagata, anziché segnalare l’anomalia alle amministrazioni competenti, avrebbe scientemente omesso tale comunicazione, continuando a beneficiare delle somme accreditate. A tale condotta omissiva si sarebbero aggiunti ulteriori comportamenti idonei a trarre in inganno la Pubblica Amministrazione, quali la mancata chiusura del conto corrente dedicato all’accredito dei ratei pensionistici e l’aggiornamento periodico dei profili anagrafici presso gli istituti di credito, facendo risultare la madre ancora in vita anche a distanza di anni dal decesso. Tali artifici avrebbero consentito il protrarsi dell’indebito flusso di denaro pubblico.

Nel corso delle investigazioni è emerso, inoltre, che l’indagata avrebbe gestito due immobili formalmente intestati alla madre defunta, senza mai procedere alla dichiarazione di successione. Gli immobili sarebbero stati concessi in locazione, con contratti sottoscritti dalla stessa, comportandosi di fatto come proprietaria.

Tale condotta, qualificata nel suo complesso quale tacita accettazione dell’eredità, ha consentito di considerare i beni nella disponibilità effettiva dell’indagata e, quindi, di sottoporli a sequestro ai fini della futura confisca.

Parallelamente, le Fiamme Gialle hanno eseguito un’accurata analisi delle movimentazioni del conto corrente intestato alla madre deceduta. Nonostante l’indagata abbia tentato di dichiararsi estranea alla gestione del conto, gli accertamenti hanno consentito di ricondurre alla stessa numerose operazioni, tra cui spese per l’acquisto di biglietti aerei e prenotazioni alberghiere effettuate a proprio nome.

Al fine di “congelare” il profitto del reato, costituito dalle somme indebitamente percepite, è stato disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per circa 100.000 euro, nonché di un immobile situato nel centro di Nuoro del valore stimato di circa 200.000 euro.

L’operazione si inserisce nella costante azione della Guardia di Finanza a tutela della legalità economico-finanziaria, volta a contrastare le frodi e gli illeciti in danno dello Stato e della collettività, che determinano un uso indebito delle risorse pubbliche e compromettono l’equità sociale.

Le attività investigative sono tuttora in corso e che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

L’indagata .informa la G. di Finanza -deve ritenersi non colpevole fino a sentenza definitiva di condanna e l’eventuale responsabilità in ordine ai reati ipotizzati potrà essere accertata solo in sede di giudizio, nel pieno contraddittorio tra le parti e nel rispetto delle garanzie difensive previste dall’ordinamento.

Agrigento, tentata truffa a donna anziana informata da un falso appartenente all’Arma dei Carabinieri, di un presunto grave incidente causato da familiare

Anziana truffata in provincia di Lecce: denuciati due ragazzi di Latina e  Caserta

Archivi Sud Libertà

 

 Agrigento – Sciacca (AG),
I Carabinieri del Reparto Territoriale di Sciacca hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un 30enne originario della provincia di Catania ma residente nel padovano, ritenuto responsabile di tentata truffa aggravata. L’intervento è scaturito dalla segnalazione di una donna anziana del luogo che, contattata telefonicamente da un uomo qualificatosi come appartenente all’Arma dei Carabinieri, veniva informata di un presunto grave incidente stradale causato da un proprio familiare e della necessità di consegnare con urgenza denaro e preziosi per evitare conseguenze giudiziarie.
Intuito il raggiro, la vittima manteneva la calma e avvisava immediatamente i Carabinieri, consentendo ai militari di predisporre un mirato servizio di osservazione. Poco dopo, un soggetto si presentava presso l’abitazione per ritirare quanto richiesto, venendo bloccato all’interno dell’immobile dai militari operanti.
La refurtiva, costituita da denaro contante e monili in oro, è stata integralmente recuperata e restituita alla legittima proprietaria. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Sciacca a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali analoghi episodi. Si rappresenta che, per il principio della presunzione di innocenza, la posizione dell’indagato non è definitivamente accertata e il successivo giudizio di merito servirà a verificare le eventuali effettive responsabilità.

Napoli, truffa aggravata ai danni dello Stato- decreto di sequestro per un valore di circa 2 milioni di euro nei confronti di 8 soggetti

 

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Napoli,

Nell’ambito di attività di indagine, militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, il 13 novembre, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato nei confronti di otto persone.

Le indagini avrebbero fatto emergere una frode ai danni dell’INPS per un ammontare complessivo, quantificato dagli operanti, di € 1. 997.482, 13, che sarebbe stata realizzata attraverso il riconoscimento di pensioni di inabilità e/o di indennità di accompagnamento in assenza dei requisiti di legge.

In particolare, dalle attività investigative, originate dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia e corroborate dai riscontri documentali acquisiti dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli, sarebbe emerso che gli indagati, oltre a non essere affetti dalle gravi patologie certificate, non sarebbero stati mai sottoposti ad alcuna visita propedeutica al riconoscimento dei benefici economici da parte delle competenti commissioni mediche.

Pertanto, in accoglimento della Procura della Repubblica, il GIP del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, dei beni mobili e immobili degli indagati fino a concorrenza delle somme rispettivamente illecitamente percepite.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare reale disposta in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione, e i relativi destinatari sono persone sottoposte ad indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

 

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Truffe: il fenomeno continua, anziana raggirata a Ragusa per 63mila euro, denunciato responsabile di origine partenopea.. La Procura di Ragusa blocca il conto e ordina il sequestro

Attenzione: truffa agli anziani - Federconsumatori Bologna

Archivi-Sud Libertà

 – Ragusa,
A seguito delle indagini avviate dai Carabinieri della Stazione di Ragusa Principale subito dopo una frode telefonica, nell’agosto scorso la Procura della Repubblica di Ragusa aveva emesso un decreto di sequestro del conto ove era stata fatta accreditare illecitamente un’ingente somma di denaro. Tutto era cominciato con il più classico degli SMS di fishing.
Il nome del proprio istituto di credito a fianco al testo “Il bonifico da 4.900 € dal tuo c/c è stato disposto. Se non hai eseguito tu l’operazione telefona subito al numero…”. Allo spavento iniziale e alla telefonata frettolosa al numero segnalato era seguito il dialogo molto rassicurante con il (finto) operatore bancario, che aveva consigliato all’incauta cliente cosa fare per mettere al sicuro i propri soldi, i risparmi di una vita di una pensionata.
La donna, residente a Ragusa, era stata circuita telefonicamente da abilissimi criminali, esperti di truffe telefoniche, che tenendola sempre impegnata al telefono, l’avevano convinta a recarsi presso lo sportello della propria banca per disporre, con un pretesto, un bonifico urgente da 63.000 euro. Solo dopo il completamento dell’operazione, si erano insinuati in lei dei sospetti che l’avevano indotta a chiamare i Carabinieri.
La tempestività e la prontezza di intervento dei militari della Stazione di Ragusa Principale, messisi immediatamente in contatto con l’istituto di credito della vittima e con quello di destinazione del denaro, ovvero un Ufficio Postale di Napoli, avevano permesso, dopo fitte interlocuzione con i relativi uffici antifrode e la fondamentale collaborazione dell’Arma partenopea, di far congelare subito il conto di destinazione, per poi procedere con il sequestro della somma sottratta e la richiesta di immediata restituzione alla vittima, disposta, dopo pochissimi giorni, dall’Autorità Giudiziaria iblea.
Le indagini dei Carabinieri di Ragusa non si sono fermate al recupero della quasi totalità della somma originariamente bonificata (chi aveva commesso la truffa era riuscito a portare a termine solo piccoli prelievi di contante) ma sono proseguite ed hanno permesso di individuare il presunto responsabile. G.C., 61enne di origine partenopea, è stato deferito all’autorità giudiziaria iblea per il reato di truffa aggravata continuata, poiché all’esito di una perquisizione domiciliare effettuata presso la sua abitazione di residenza, in provincia di Napoli, con l’aiuto dei Carabinieri del posto, l’uomo è stato trovato in possesso proprio di quella carta bancoposta utilizzata per effettuare i prelievi di denaro immediatamente dopo il bonifico effettuato dall’anziana circuita. La ricostruzione accusatoria e il grado di responsabilità dell’indagato verranno valutati nel prosieguo del procedimento, come legislativamente previsto.

Truffe agli anziani: dice ad un’anziana 86 anni di essere il nipote e si fa dare soldi e gioielli. Arrestato il giovane truffatore

 

Carabinieri - Foto e Immagini Stock - iStock

Napoli,
Dalle prime ore del mattino, a Napoli, i Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo stanno eseguendo un’ordinanza che dispone la misura cautelare del carcere – emessa dal Gip del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica – nei confronti di un 30enne, con precedenti per reati analoghi, gravemente indiziato di truffa aggravata in danno di una vedova di 86 anni.
Il 24 maggio scorso, una pattuglia di Carabinieri della Stazione di Castel Gandolfo, nel transitare per le strade cittadine, veniva fermata dall’anziana donna che chiedeva aiuto per essere stata, poco prima, vittima di una truffa. La signora denunciava che prima era stata contattata telefonicamente da un giovane che le diceva di essere suo nipote, incorso in un incidente stradale e di avere bisogno di 6.000 euro per pagare una contravvenzione e che, di lì a poco, sarebbe passato un corriere postale a ritirare la somma necessaria alla sua liberazione. Cosa che effettivamente accadeva poco dopo: la donna consegnava all’uomo, presentatosi presso la sua abitazione, risparmi racimolati dalla sua pensione di 640 euro e questi, riferendole che non erano abbastanza, prelevava dalla sua cassaforte orologi e gioielli nonché si faceva consegnare dalla donna una catenina che aveva al collo e la sua fede nuziale, ricordo del defunto marito, successivamente dileguandosi. Circa 10.000 euro il valore dei gioielli prelevati.
I Carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia di Castel Gandolfo, attraverso la visione di filmati di sistemi di videosorveglianza, risalivano alla targa di un’autovettura, presa a noleggio a Napoli nonché repertavano sulla cassaforte alcune impronte digitali, che corrispondevano a quelle del giovane, riconosciuto altresì dalla vittima mediante individuazione fotografica. 
I Carabinieri ricostruivano che l’uomo, con precedenti per truffe in danno di anziani e pertanto già sottoposto all’obbligo di presentazione alla P.G., dopo aver apposto la firma presso una caserma di Napoli, si immetteva in autostrada per raggiungere la provincia di Roma dove è gravemente indiziato di aver commesso la truffa.
L’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli – Poggioreale.

Vendeva on line cuccioli di cane e poi si rendeva irreperibile. Arrestata.

Alimentazione del Cucciolo di Cane: 7 Cose da Sapere - Robinson Pet Blog
I Carabinieri della Stazione di Santo Stefano di Camastra hanno dato esecuzione ad una ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di una donna per i reati di truffa aggravata, sostituzione di persona ed indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Le attività investigative effettuate dai Carabinieri hanno permesso di accertare molteplici episodi di truffa commessi dalla donna su tutto il territorio nazionale, mediante un collaudato “modus operandi” che consisteva nel pubblicare su noti siti internet annunci relativi alla vendita di cuccioli di cani di varie razze, rendendosi irreperibile una volta acquisita la somma pattuita per la vendita mediante bonifico bancario o ricarica postepay.

Al termine delle formalità di rito pertanto la donna è stata arrestata e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sottoposta agli arresti domiciliari.